Il
Da questo numero; Il Al IV
L'UNIVERSO DI UNI A
Microsoft Excel 4
Lotus 1-2-3 v. 2.4
Microsoft TrueType FontPock
Modem ZyXEL serie II- 1496
Anatomie di Windows
Grafica: esercizi con CorelDRAW
Memorie officile:
3 applicazioni su CD-ROM
Oltre il Paradox Workshop
DTP professionale
WP per Macintosh:
Word 5 o WordPerfect?
Chicago: Si ggraph '92
Notebook
Zenith Z-NOTE 325Lc Compaq Deskpro 3/25i
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avresti dovuto sostituire l'intera
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potenziare il tuo i486 da 25 MHz
a 33, a 50 o anche a 66 MHz.
7. Sorridi, perchè noti che il tuo
pc riconosce automaticamente il
nuovo chip e si appresta a
lavorare più potente che mai.
8. Concludi che qualunque altro
pc sarebbe solo una seconda
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NOVEMBRE 1992
N U M
123
ii Manlio Cammarata 272
Frattali nella scienza
Modelli di propagazione
di fenomeni di scarica e
Virus dì Stefano Tona
Sweep
I virus di novembre 855 e gli altri
Windows 3
Elementi di anatomia di Windows
di Francesco Pedoni
Win & Tips di Fernando Piolo
Computer & Video
PC il DTV-svstem per tutti? (3) di Bruno Rosali
Guida Pratica • Tecnologie di riduzione «Data Rate»
di Massimo Novelli
Indica degli inserzionisti
6
Archimedes di Massimo Miccoli
Editoriale dì Paolo Nuli
60
IJPG
348
Posta
64
Amiga
352
News a cura di Massimo T ruscelli
78
Turbo Text di Andrea Suatom
AmigaMedia: il prodotto multimediale
di Bruno Rosati
Pneferences 2.0 e diniorm di Massimo Novelli
Multimedia di Gerardo Greco
European Conference & Exposition
356
Siggraph '92 Chicago
di Gerardo Greco
180
MS-DOS Upgrade (Apgre'd) di Paolo Ciardelli
366
Cittadini & Computer di Manlio Cammarata
190
Amiga Riecco gli italiani! di Enrico M. Ferrari
374
Fuggire da Incivilia
Turbo Pascal di Sergio Polinl
Utilizzo di una stampante
Grandi Sistemi di Manlio Cammarata
196
378
lUirmirrnC/UlIPI IQ , p
Unix dì Leo Sorge
Poche sia Unix
206
Ricerche Specifica e progetto del software
Software & Università Analisi specifica e
384
Prova: Zenith Z-Note 325Le di Andrea de Prisco
212
progettazione di un simulatore spaziale
386
Prova: Compaq Deskpro 3/25( di Corrado Giustozzi 218
Appunti di informatica
Prova: Master Notebook di Andrea de Prisco
224
di Giuseppe Cardinale decotti
Principi dell’elaborazione digitale delle immagini
394
Prova: Logitech ScanMan Color
di Paolo Ciardelli
230
Multitasking di Giuseppe Cardinale decotti
Prova: ZyXEL U-1496 di Corrado Giustozzi
236
Reti Neurali di Luciano Macera
Fuzzy logie e reti neurali
Prova: Microsoft Excel 4.0 in italiano
di Francesco Pedoni
240
404
Guidacomputer a cura di Rossella Leonetti
Prova: Lotus t-2-3 vers. 2.4
di Francesco Pedoni
248
Micromarket - micromeeting
Microtrade
426
Prova: Microsoft Truetype Font Pack per Windows
dì Francesco Pedoni
254
Moduli per abbonamenti, arretrati, annunci
433
MCmicrocomputer n. 123 (numerazione editoriale)
Indice degli Inserzionisti
155-157-159
183-185
152-153
116
llc-3
280
51
46
335
38
133
36
22»
187-189
55
62-63-65
95
142-143
126
148
53
164-165-166
118
105-107-109
158
30-31-32-33
66-67-68-69
58
2M Elettronica srl - Via Bnianma, 17 - 00183 Roma
A.F. Sistemi srl - Corso Cavallotti, 38/e - 28100 Novara
ACCA srl - Vi a Michelangelo Cianciulli. 41 - 83048 Montella (AVI
American Dataline - Via San Floriano. 3/8
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Antea SHD sas - Via Ogliaro, 4 - 10137 Torino
AR Computer srl - Via Emma Parodi, 2 - 00168 Roma
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Calcomp spa - Via Dei Tulipani, 5 - 20090 Pieve Emanuele
(MI)
Central Point Software - Via Sciesa, 7 - 20T35 Milano
Chu Long Taipei - Taiwan
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00137 Roma
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00146 Roma
Contrae - Taipei - Taiwan
D. TOP Europe srl - Via Tozze, 20/C-G
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Data Pool srl • Via Di Casal Morena, 19 - 00043 Morena
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E. GI.S. - Via Castro de’ Volsci, 42 - 00179 Roma
Easy Data - Via Adolfo Omode-o. 21/29 - 001 79 Roma
Electro Graphics - Via R. Serato, 84/M
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Elox - Via Ercolano. 3 - 20155 Milano
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Executive Service sas - Via Savigno. 7 - 40141 Bologna
FCH srl - Via L. Kossuth, 20/30 - 57127 Livorno
Finson srl - Via P, Luigi da Palestrina. 10 - 20124 Milano
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Fujitsu Italie spa - Via Melchiorre Gioia, 8-20124 Milano
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Hidata - Via A, Angiulli. 6c - 00135 Roma
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16
223
134-135
149
20
8-9-18-22-24
26-28-70-71
383-425
122-123-257
247
102
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Meg asoft srl - Via Filanda, 12-20010 San Pietro All’Olmo (MI)
Memore* Computer Supplies srl - Via Caldera, 21/d
20153 Milano
MGE Communications - Via Cola di Rienzo. 1 63
00192 Roma
Micasoft - Via Romeo Rodrìguez Pereira, 166 - 00136 Roma
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Microsoft spa - Via Cassanese, 224 Pai Tiepoio
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Microsys Electronics srl - Via P Soriano snc
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Microtek Italia srl ■ Via G. Pontano, 7-00141 Roma
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Sistemi Italia sas - Via Ralfinena, 7/c - 34138 Trieste
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Softcom srl Via Zumaglia, 63/a - 10145 Torino
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Studio Nuove Forme srl - Via Mancinelli, 19 - 20131 Milano
Sun MicroSystem Italia spa - C D. Coll P. Andromeda, 1
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System House - Via Pisana, 705 - 50143 Firenze
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Tropi Pubblicità srl - Via di Porta Maggiore, 95
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Tuttolnformatica sri - Largo D De Dominlcis. 7
00159 Roma
Ultimobyte Editrice srl - Via Aldo Manuzio. 1 5
20129 Milano
Unidata srl - Via San Damaso, 20 - 00165 Roma
Unisoft Italia srl Viale Bligny, 44 - 20 1 36 Milano
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20149 Milano
Westend srl - Via Bernini, 101 - 80129 Napoli
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tutto il mondo tramite la rete Internet, e scambiare intormazio-
MC-Iink
economico alte esigenze di coloro
che desiderano vedere trattali In
alcuni degli argomenti che mensil-
mente compaiono sulle pagine di
MC microcomputer.
della OOP nel suo
In più. all’interno di ogni
confezione un'offerta pro-
Nelle Monografie periodicamente mozionale della Borland
verranno affrontali i temi di per l'acquisto dei compilatori
importanza più rilevante del OOP Borland a prezzi
panorama dell'informatica amato-
riale e professionale, con il neces-
sario approfondimento e l'ampio
respiro che sulle pagine della rivista
non si possono avere.
Quando possibile, a seconda del
tema, le Monografie verranno
accompagnate da un supporto
magnetico contenente materiale
di sussidio al testo: una
videocassetta o un floppy conte-
nente eventuali listati.
La formula della distribuzione in
edicola consente di mantenere
elevata la reperibilità delle
Monografie mantenendo i prezzi a
livelli popolari. In pratica le
Monografie avranno i vantaggi
sommati di una rivista e di un libro,
senza gli svantaggi di nessuno dei
due.
La prima uscita delle Monografie è
dedicata alla OOP e comprende un
libro ed una videocassetta. Nel
video Phil Khan, fondatore e presi-
dente della Borland, illustra in modo
elementare i concetti di base della
OOP senza tuttavia entrare nel
dettaglio delle tecniche, né delle
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itrnop ; Corel Show, il modo più sem-
plice e completa per creare una pre-
sentazione a video.
Insieme, questi pacchetti da oggi uniti
in un solo prodotto rappresentano la
soluzione grafico degli anni '90,
Combinando l'uso di questi prodotti o
usandoli singolarmente, potrete crea-
re annunci a effetto, circolari efficaci e
presentazioni avvincenti.
Corel Draw offre anche le utility Corel
Mosaic per l'importazione e l'espor-
tazione dei file in modo batch per
l'anteprima delle immagini e la crea-
zioni di cataloghi ■ Cord Trace in gra-
do di convertire bitmap a colori o in
bianco e nero in disegni vettoriali ;
Corel Screen Captare, un modo velo-
ce per catturare le immagini
visualizzate a video .
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pando solo 14 Kb della memora resi-
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che quelli compresi in MS-DOS 5 e DR
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vertire agilmente i programmi per DOS
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fettuare la migrazione è tanto facile
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supporlo del programma Windows al
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sionare, iconizzare , utilizzare la
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rito, registratelosudisco visualizzatelo
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essere interfacciato con pro-
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correre a determinare il costo di
un cantiere. L'aspetto fonda-
mentale della procedura è che
con essa è finalmente risolto il
problema di conoscere, in ogni
istante, il costo dei vari cantieri,
le giacenze dei materiali, l'im-
piego di mano d'opera, e tutto
quanto è necessario per una
moderna e razionale gestione
d'impresa. CanTus-Win grazie
alla sua versatilità risul a
essere un programma di sem-
plice utilizzo, ma potente nella
gestione di dati.
Ecco perchè vi chiediamo dì
passare a Windows, e non a
caso la scelta di "mutare" è
stata pienamente riassunta nel
nome della nostra azienda
come l’ottava lettera dell'alfa-
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Direttore:
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Ricerco e sviluppo
Andrea de Prisco
«Bonn, 12 ottobre 1992
Caro Signor Nuti, si convinca. La rete di telefonia mobile digitate DI della
Telekom Ila Sip tedesca 1 è a sua disposizione in quasi tutta la Germania. «...
E per convincermi definitivamente, Telekom non solo mi invia un dossier
con piantina della copertura della rete GSM tedesca, ma anche
il regolamento di servizio, i pieghevoli illustrativi di tre modelli di telefoni e
due moduli d'ordine: quello grigio per abbonarmi alla rete digitale europea
attraverso Telekom e quello rosa per acquistare anche un telefono digitale
nei quale infilare la carta a microprocessore che consente ad ogni abbonato
alla rete digitale europea di utilizzare il proprio « telefonino» .
quello di un amico o quello noleggiato, con la certezza che il conto delle
telefonate gli arriverà a casa.
Le tariffe non sono proprio basse: 70 marchi 160.000 lire con il marco a 850
Urei per l'abbonamento (come promozione, l'abbonamento è gratuito fino al
31 dicembre 1992); 75.000 lire/ora dalle 7 alle 20; 24.000 lire/ora nelle altre
ore della giornata e durante le festività; il traffico internazionale per l'Europa
costa rispettivamente 91-290 e 61.200 lire/ora; più il 14% di IVA.
In Italia gli attuali telefonici non digitali costano 50.625 lire al mese
per l’abbonamento; 39. 756 lire/ora ( ore di punta); più il 9% di IVA,
più 300.000 lire/anno di tassa di concessione governativa ; più
l'inserimento del telefonino sul prospetto « informazioni particolari)
del 740, ovverosia tra gli indicatori di reddito presunto. Per il momento,
le tariffe della rete digitale italiana l attualmente in fase dì avvio)
sono le stesse della rete cellulare analogica, e quindi notevolmente inferiori a
quelle tedesche
Vìva la Sip , dunque ! Se però facciamo due conti, si scopre che abbonarsi alla
rete tedesca costa I tasse comprese) 820. 800 lire/anno mentre abbonarsi a
quella Italiana costa 962 175 HreJanno
Dal momento che non sono ancora stati definiti i particolari degli accordi
tra le reti nazionali, non sappiamo ancora se un abbonalo tedesco che
chiami l'Italia dall'Italia pagherà il traffico come nazionale
(a quale tariffa ? Quella italiana ? Quella tedesca 7) o internazionale; ma anche
in quest ’ ultima ipotesi le 141.375 lire di differenza sul canone corrispondono
alla differenza tra tariffa internazionale tedesca e nazionale italiana su 2 ore e
mezzo di conversazione. Ed in ogni caso la fattura gli arriverà dalla Germania.
A conti fatti, per un cittadino italiano che faccia del telefonino un uso
ragionevolmente limitato, abbonarsi in Germania non costerà molto più che
abbonarsi in Italia le magari abbonarsi in Francia, o in Belgio, o in Grecia, o in
Gran Bretagna, etc. potrà costare meno!), ma gli resterà la soddisfazione di
non pagare 300.000 di tasse e forse, di scapolare anche il quadro notizie
particolari del 740 : è piuttosto improbabile che la Telekom tedesca accetti di
trasformarsi, al pari della Sip. in « sostituto di imposta « per conto del governo
italiano o in fornitore dì « notizie particolari ».
Sta per nascere una nuova forma di erosione fiscale ? Sono in agguato
gli evasori del telefonino 7 È presto per dirlo, ma, forse, vale la pena
di valutare attentamente se le 300.000 lire/anno della tassa di concessione
ministeriale per il telefonino Igettito attuale 180 miliardi/annoi non stiano
per produrre un danno addirittura maggiore di quello a suo tempo prodotto
dalle famigerate ed ormai abolite di 200.000 lìre/anno dell' «imposta di
concessione ministeriale per sede di utente telegrafico ».
Dopo la tassa sul «macinato telematico ». vai forse la pena di iniziare una
battaglia contro il « macinato cellulare».
Paolo Nuti
Collaboratori:
Massimo TrusceM,
Paolo Cialdoni. Aldo Acori Manlio
Cammarato. Francesco Carla.
Cedane- Giuseppe Cardinale
Crocoiti. Raffaello De Masi, Valter
Di Dio. Gaetano Di Slamo. Enrico
M Ferrari. Corrado Giustozu,
Gerardo Greco, Rossetta Lconettl.
Luciano Macera. Massimo Miccoli.
Mrsel Giuseppe Milito. Massimo
Novelli, Francesco Patroni. Sergio
Polmi. Fernando R iole. Bruno
Rosali, Pietro Tasso.
Sudano rota
Segreteria di redazione:
Paola Puira tresponsabilel.
Giovanna Molina».
Massimo Albarello
Francesca Bigi,
Rita Fidam. Paola Nesbiti
Lucilia SeeehiatoL
Grafica e impaginazione:
Roberto e Adriano Saltarelli
Grafica copertina:
Paola Rioni
Fotografia:
Pano Tassa
Amministrazione:
Maurizio Ramaglia
Iresponsabilsl
Anna Rita Fratini
Pina Salvatore
Abbonamenti ed arretrati:
Antonella latrale.
Matteo Piemontese
Direttore Responsabile:
Marco Marinaci»
1992 • Anno XII
#
Associato USPt
60
MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992
§1 il
Serie U-1496
Non un modem m a il m odem
perché c'è chi al mercato si adegua
mentre ZyXEL col suo 1 6.800 lo crea
Vuoi un modem che trasferisca 500 K in 5 minuti? Vuoi un
modem che si adegui alla qualità della lìnea consentendoti reali
connessioni nazionali ed internazionali su linea commutala o
dedicata? Che con il V,42bis e l'MNPS® corregga qualsiasi
errore e permetta una compressione dati fino a 76.800 bps?
Vuoi un modem che riconosco i segnali delle linee italiane? Che
abbia tutti i protocolli di trasmissione dal 16.800 bps ZyXEL ultra
High Speed. al V.32bis fino al 300 bps con V. 23 per Videotel
incluso? Vuoi un modem che riproduca e gestisca la voce ed i
DTMF permettendoti di realizzare un "voice mail System"? Vuoi
un modem che con il Motorola 68000 8 e la tecnologia a D5P
sia sempre aggiornabile nei protocolli semplicemente cambian-
do il software? Vuoi un modem che sia anche Fax gruppo 3 per
spedire, ricevere e catalogare i tuoi messaggi? Magari fino a
14.400 V. 17 e non solo 9.600? Vuoi una macchina che abbia
già il "caller IO" ed il “dislìnctive ring” incorporali aspettando
solo che l’Italia si adegui? Vuoi infine un modem garantito 2
anni, completamente, nei materiali e nella mano d'opera?
ZyXEL
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Strado Provinciale di Farnei, 20 Muggia (Trieste) - Tel. 040/231042 - 231043 - 231044 - Fax 040/275571
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Con il nuovo schermo Fiat & Square dotato di Invar Mask, il
monitor a colori da 15 pollici autosincronizzante Hitachi 15MVX
a basso campo magnetico (LMF) ed elettrostatico (LEF) rispon-
de alle severe normative di sicurezza Svedesi MPR. Il 15MVX
è stato progettato per offrire l'alta risoluzione in poco spazio:
fino a 1024 x 768 non interallacciato a 75Hz ed un tridot-pitch
da 0,28 mm.
Con immagini prive di sfarfalli! e sempre a fuoco, il 15MVX gra-
zie al suo schermo piatto, offre il 17% in più di area utile rispet-
to ad un 14 pollici a schermo tradizionale, totalmente utilizzabile
grazie alla funzione FULLSCAN
*1024 x 768 in modo interallacciato.
14 MVX - L’ERGONOMICO
Un vero sollievo per gli occhi il monitor a colori da 14" pollici,
autosincronizzante, Hitachi 14MVX a basso campo magnetico
(LMF) ed elettrostatico (LEF) risponde appieno alle severe nor-
mative Svedesi MPR. Un perfetto controllo della convergenza,
unito all'elevata messa a fuoco e all'alta velocità di rigenerazio-
ne dell'immagini (fino a 100HZ), fanno del 14MVX il monitor
ideale per chi pretende immagini prive di sfarfalli! con colori bril-
lanti e naturali.
Lo schermo è totalmente utilizzabile grazie alla funzione
FULLSCAN,
Il trattamento antiriflesso silica coating dello schermo, a matri-
ce nera, consente di lavorare a lungo a video, senza che la vista
ne risenta.
La risoluzione, da professionista: fino a 1024 x 768* con tridot-
pitch da 0,28 mm.
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DIRAZZA.
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Derivato dai monitor CAD/CAM, il monitor a colori da 20 pollici,
autosincronizzante Hitachi 20MVX mostra tutta la sua flessibi-
lità di impiego grazie all'ampia banda di frequenza orizzontale
(da 30 a 64 KHz) che gli consente di agganciare dalla VGA ai
1280x1024 non interallacciato in modo completamente automa-
tico e preciso. Le immagini sono stabili, prive di sfarfalli e per-
fettamente a fuoco in ogni parte dello schermo che risulta sfrut-
tabile appieno grazie alla funzione FULLSCAN,
Una versatilità sottolineata da doppio ingresso analogico che ne
consente il collegamento simultaneo a due computers oppure
a due diverse schede grafiche presenti nel medesimo Pc.
Posta
Tempi di consegna (in Svizzera)
Alfa ri. M. Magnacci.
Buongiorno, non voglio essere polemi-
co. ma se si paga per una spedizione via
aerea non è possibile ricevere puntual-
mente la vostra rivista con un mese e
mezzo di ritardo. E non potete approfitta-
re del fatto che non posso disdire il vo-
stro abbonamento perché non c'è una ri-
vista professionale e competente sul
mercato italiano migliore che la vostra. E
allora se la società che gestisce la spedi-
zione non rispetta i tempi di consegna (in-
somma non funziona), si cambia società
0 si cambiano le teste ! (...e non diamo
eternamente la colpa alle poste italiane).
Gli svizzeri sono dei montanari, è vero,
ma hanno avuto il coraggio di destituire il
capo supremo della confederazione e
mandarlo in tribunale perchè aveva sba-
gliato (vedi affare Kopp...).
Non pretendo che lei sig. Marinacci
venga alla mia porta con la rivista per
consegnarmela personalmente, ma se
sulla pagina di copertina e scrino settem-
bre 1992. alimene il 15 del mese gradirei
poter trovare sulla scrivania del mio uffi-
cio la vostra amata rivista.
Colgo l'occasione di ringraziarla e se
per caso passa da queste parti sarà gra-
dito ospite e lei potrà cosi gustare il non
facile Ima ben riuscito) gemellaggio di un
buon bicchiere di « EST EST EST Orvieto
Secco » in un mondo virtuale del dio Iris.
Bonnes salutations
Claudio Curcu. Couvet (Svizzera)
Affare fatto per il gemellaggio, ad una
condizione; che il vino non sia virtuale.
Per il resto mi dispiace, ma non possia-
mo cambiare la società che gestisce le
spedizioni per la semplice ragione che
siamo noi stessi che ogni mese provve-
diamo all'invio delle copie in abbonamen-
to. Sappiamo quindi quali sono i tempi e.
ancora una volta, non possiamo purtrop-
po che attribuire alla lentezza delle poste
1 ritardi di consegna
Ho detto purtroppo perchè se dipendesse
da noi potremmo fare qualcosa per mi-
gliorare: cosi, invece, possiamo solo spe-
rare che qualcuno più importante possibi-
le legga le proteste dei lettori che ospitia-
mo spesso in queste pagine e faccia fun-
zionare meglio le poste La Svizzera, lei ci
ricorda, è il paese che destituisce il capo
della confederazione perché ha sbagliato:
bene, l'Italia è quello che dopo decine di
anni di tangenti «si accorge» della loro
esistenza e. soprattutto, quello in cui non
si grida allo scandalo perché nessuno di-
ce «si lo sapevamo ma adesso abbiamo
detto basta», invece che «cadere dal pe-
ro», come credo si dica a Milano. La Sviz-
zera è quello in cui le poste consegnano
le cose in fretta, l'Italia quello in cui, in
genere, prima o poi le poste consegnano
le cose. Almeno questo è quanto avviene
per le riviste Speriamo che qualcuno lo
scopra e migliori il servizio, oppure che
comunichi inequivocabilmente e respon-
sabilmente alla popolazione quali sono i
tempi tipici. Gli italiani possono, probabil-
mente, benissimo accettare di avere delle
poste non propriamente celeri, è tuttavia
loro diritto, se non altra morale, esserne
a conoscenza, perché chi sottoscrive un
abbonamento ad una rivista paga un ser-
vizio all'editore ma questi, a sua volta, pa-
ga un servizio alle poste. E noi non vor-
remmo subire regolarmente le lamentele
degli abbonati, anche perché non sempre
sono garbate come in questo caso. Una
gentile signorina abbonata alla nostra rivi-
sta Orologi, nell'occasione di una telefo-
nata di protesta arrivata fino a me. è stata
un po' meno gentile nel gridarmi, giusta-
mente esasperata, che abbiamo «un'or-
ganizzazione di merda», chiedo scusa per
il termine. Essere accusati delle ineffi-
cienze di qualcun altro è davvero fastidio-
Marco Marinacci
Considerazioni
di varia computer-umanità...
La lettera che segue ci è stata inviata
da un lettore di vecchia data che ha vo-
luto raccontarci la sua storia informatica
da quando si è accostato al computer fi-
no ad oggi che, in Mozambico, divulga
cultura informatica dopo essere passato
attraverso una serie di esperienze. Ve la
proponiamo cosi come l'abbiamo ncevu-
ta, perchè ci ha fatto riflettere su come è
passato questo tempo. Tra l’altro si tratta
di un insegnante che. a suo tempo, ha
usato il computer nella scuola elementa-
re: partito lui, fine dell'uso del computer.
Anzi, guai a chi lo tocca, perché si rompe.
m.m.
All'attenzione di Marco Marinacci
Prima Parte
Manziana (RM) dicembre '91
Caro Marco questa volta ho deciso di
non lasciar vincere la mia pigrizia. Dopo
tanto tempo che ci penso, questa lettera
a MCmicrocomputer la scrivo davvero
Dico tanto tempo perche è proprio cosi.
Vi leggo dall' 84 e siete stati artefici di
moltissima della mia alfabetizzazione in-
formatica. Per esempio vi ricordate la se-
ne di articoli introduttivi al linguaggio For-
th ?
Ma andiamo per ordine, voglio raccon-
tarti un po' la mia storia, lo sono un « pit-
tore . ». un « artista » di quelli che dovrebbe-
ro fare le figurelle che ornano le case o
illustrano i giornali Anche per voi della
Techmmedia feci alcuni drsegnini anni fa,
per AUDIOreview, se non mi ricordo male
il nome. Il fatto e che nei primi anni '80
mi resi conto che parie del mio mercato
del lavoro stava scomparendo. Nessuno
mi chiedeva più di disegnare quei bei gra-
fici a torte o a barre che, anche se un po’
noiosi, mi portavano comunque qualche
liretta. Fu abbastanza facile scoprire che il
responsabile era Lui . il calcolatore, lo non
mi preoccupo troppo, e se devo cambiare
matita per continuare a lavorare lo faccio
dr buon grado. Scoperto il nemico decisi
di farmelo amico. All'epoca vivere facen-
do il grafico, l'artista a Poma era un po'
difficile e cosi per guadagnare il pane fa-
cevo anche il maestro elementare. Il
companatico me lo dava l’arte. Però un
calcolatore costava ancora troppo per le
mie possibilità. Scopersi allora che già
esistevano padroni di calcolatori che non
avevano la minima idea su che cosa farci
In poche parole, mi feci prestare un Com-
modore 64 Armato di santa pazienza,
della rivista che all'epoca mi sembrò la
più utile al caso mio. una certa MCmicro-
computer, riuscii a collegare il mostro al
televisore di casa. All'accensione la stupi-
da macchina dichiarava cose incompren-
sibih tipo « Commodore 64 Basic ver. xx
tanti Byte liberi ecc. ecc. » e si fermava
dopo 'a beffarda affermazione Ready, lo
10 so. ready vuol dire pronto, ma suona
come ridi E allora cosa c'è da ridere se
ogni cosa che scrivevo mi rispondeva col
malefico Syntax Errori 1 A cosa era pronto
11 mostriciattoloi’ Ridi ridi, c'era davvero
poco da ridere. La macchina sembrava la
cosa più inutile del mondo e mi occupava
il televisore di casa. Ovviamente il padro-
ne del calcolatore non possedeva nessu-
na memoria di massa, non parliamo del
floppy disk, no, non c'era nemmeno il re-
gistratore a cassette, lo al principio non
avevo nemmeno idea che fosse un ac-
cessorio indispensabile, la mia rivista di-
ceva che i calcolatori si programmano, io
avevo un basic in linea e non ci pensavo
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
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POSTA
per mente ad investire li rette per una
macchina sospetta. Perché scoraggiarsi ?
Proviamo a programmare.
10 for x = 0 to 100 print "evviva"
20 next
La stupida macchina reagiva e si gua-
dagnò la mia fiducia restando accesa al-
cune settimane di fila sema perdere i
programmi che faticosamente andavo di-
gitando. Alla fine mi convinsi a comprare
11 registratore, ma di software non volevo
sentire parlare. Figuriamoci, altre spese
per una macchina che mi doveva ancora
dimostrare la sua reale utilità. Non so per-
chè ma mi sembrava come se il software
fosse come le caramelle per il calcolare e
non mi sembrava che lui si fosse già me-
ritato le caramelle. Il mio proposito era di
fare la grafica e il basic del 64 era Ivi ri-
cordate?! orfano di questi lussi, ma una
nutrita schiera di peek, poke. imprecazio-
ni e scongiuri riusci finalmente ad accen-
dere un misero puntino sullo schermo
grafico. Ragazzi ci siamo, la macchina DI-
SEGNAI Partii alla conquista delle linee e
quando il loop cominciò a funzionare qua-
si caddi dalla sedia per la felicità. Quattro
minuti dopo guardavo disperato il puntino
che arrancava sullo schermo, dicendomi
«non ce la faccio , non ce la faccio ». Era
chiaro: o il 64 non serviva per fare grafica
o il basic non era lo strumento giusto. La
mia rivista preferita fvoi già sapete qual
era e non ve la ripeto più ! diceva che il
64 aveva una grafica eccellente e parlava
di altri linguaggi. Presi il coraggio a due
mani e decisi di affrontare Sua Maestà
l' assembler .
Una settimana dopo chiedevo mental-
mente scusa per ii mio peccato di orgo-
glio e ammettevo dolorosamente che i
somari non volano, il linguaggio era trop-
po frammentato, troppo arzigogolato per
la mia ignoranza informatica. Però non bi-
sogna mai scoraggiarsi alla novantaseìesi-
ma difficoltà. Se sua maestà era troppo
lontana esistevano sempre t principi : il
Pascal, il Fortran, il Cobo I < del C nessuno
parlava all'epoca) e la mia rivista stava
pubblicando una serie di articoli sul Forth.
Questa era una bella indicazione mi ri-
sparmiava di comprare manuali I Riuscii
ad avere una copia dei Forth per 64 e co-
minciarono le sorprese, li calcolatore di-
segnava come un razzo con poche righe
di programma e occupava i tempi morti
tra disegnino e disegnino suonando il bu-
ghibughi. Il Forth che avevo era predispo-
sto per scrivere sul disco ma io riuscii a
convincerlo in un solo pomeriggio che nel
mio caso si doveva accontentare del re-
gistratore. Sempre più baldanzoso scrissi
qualche routmetta per disegnare interatti-
vamente col Joystick visto che il mouse
non sapevo neppure cosa fosse. Insom-
ma la macchina mi era di colpo diventata
amica.
Perché scrivo queste cose? Ecco già
un buon motivo: vi sembra bello presen-
tare un linguaggio, farmene assaggiare
tutta la potenza, avviarmi a diventare se
non un vero programmatore, almeno un
onesto Hacker e poi abbandonarmi cosi?
Dopo quegli articoli non avete mai più
speso una parola per il Forth. Ho comin-
ciato a sentirmi l'unico programmatore
Forth del mondo. Non mi serve a nulla
sapere che c'è una federazione, che con
il Forth si stanno facendo alcune delle co-
se piu significative, che Actors sia stato
scritto in Forth, io vorrei non dico una ru-
brica, ma almeno una notiziola ogni tanto.
Perché sprecare tanto spazio con cose
come il trattamento delle stringhe in C e
non mi dite se il Forth standard ANSI è
mai stato approvato?
Ma andiamo avanti. Le mie lodi più sin-
cere si mischierebbero al coro che riceve-
te mensilmente e non ne avete davvero
bisogno, lasciatemi trattarvi allora da veri
vecchi amici, permettendovi di dare per
scontati tutti i complimenti che meniate,
per lasciare spazio ai mugugni che mi pia-
cerebbe che voi accoglieste come criti-
che costruttive e questa è una.
Davvero il Forth è un linguaggio morto,
davvero sto perdendo il tempo se non
imparo il C++- o il Turbo Pascal? Davvero
è meglio programmare Amiga con AREXX
che col Forth? Che vi costa dirmi che da
quattro anni esiste un Fcrth obiect oneri-
tcd? Ma continuiamo con la stona. < mu-
gugni ve fi metterò tutti alla fine
Quando il 64 cominciò a funzionare, io
che da bravo maestro insegnavo in se-
conda elementare il calcolo muiùbase e
davo da fare ai bambini numerazioni in
basi bizzarre, mi trovavo da correggere
ogni giorno listone infinite di numeri che i
bambini producevano quasi per gioco e
che io rivedevo con molta fatica, decisi al-
lora di farmi aiutare dal buon 64 che si la-
sciò convincere a farmi da assistente cor-
rettore con solo un programmino di po-
che righe che per di più faceva numeri
grandi come piacevano ai bambini È pro-
prio cosi mi misi a usare un calcolare in
seconda elementare per non dover per-
dere un sacco di tempo a leggere nume-
razioni in base fi I bambini erano conten-
ti, facevano (e loro listone di numeri e
quando avevano finito andavano dal 64
che mi ero portato a scuola e corregge-
vano da soli i loro compiti, gli altri maestri
erano un po' stralunati ma la cosa funzio-
nava Feci anche io allora un corso sul to-
go de! TI93. ma se il linguaggio era diver-
tente la macchina sembrava già un resi-
duato. l'anno dopo comperai per la scuola
un Sinclair QL, credo sìa stato uno dei
primi venduti a Roma, e ovviamente un
Forth per il QL. Con i bambini iniziammo
a passeggiare per quel comodo ambiente
di programmazione, a giocare con la mac-
china, però ne facevamo anche un uso
«serio» Ogni tanto pubblicavamo un gior-
nalino che era composto al calcolatore,
stampato ad un colore in serigrafia e co-
lorato a mano. I bambini si sentivano
grandi e importanti.
Poi io mi stufai di continuare a fare il
maestro in una scuola che tutto sommato
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MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992
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POSTA
voleva solo continuare ad essere una isti-
tuzione ottocentesca e partii come volon-
tario civile per il Costa Rica — Centro
America. Credo che il nostro abbonamen-
to ad MCmicrocomputer sia uno dei po-
chi che avete mai mandato a San Josè di
Costa Rica, perché quando mostravo la ri-
vista la gente si meravigliava della qualità
grafica e di contenuti ma. almeno all'ini-
zio, non mi diceva « Ah si. MCmicrocom-
puter di ottobre... a.
Quando stavo II. l'arrivo della rivista era
giorno di testa, anche se con qualche set-
timana eli ritardo, leggevo di cose che
non erano solo macchine e pacchetti ap-
plicativi. ma anche per esempio dell'inca-
pacità della SIP a garantirci un futuro te-
lematico che in quel terzo mondo era già
presente. Ancora trovavo qualche listato
fatto da italiani per italiani, e dopo ve ne
farò un esempio, e mi sembrava di stare
più vicino a casa. Pensavo di scrivervi una
lettera, per dirvi che esistevo, che mi era-
vate vicini e estremamente utili, ma il
tempo passava senza che mai mi deci-
dessi a scrivere come sto facendo ora
che sono tornato. Invece ricevevo qual-
che lettera dai « mei « vecchi alunni ed
una mi fece dolore e mi diede da pensa-
re. Diceva «caro maestro ci dispiace che
non sei più qui con noi perché adesso
non ci fanno più giocare col calcolatore.
Hanno paura che lo rompiamo « e io pen-
savo che quelle macchine non si rompo-
no. che la bugia degli adulti serviva solo a
nascondere la loro incapacità dì relazio-
narsi a macchine che i bambini accettava-
no come normali e che agli adulti faceva-
no paura, lo dal canto mio avevo messo
le mani su un Amiga e ovviamente su un
Forth per Amiga e mi divertivo a fare le
acrobazie con la macchina più bella che
avevo mai avuto tra le mani. Solo voi sie-
te riusciti a farmi venire qualche dubbio
facendomi conoscere da lontano Archi-
medea che li non si trovava, non si cono-
sceva. Il mondo era MS-DOS ed io cer-
cavo dì ripetere quello che voi mi avevate
insegnato, alla larga dalle scelte troppo
facili, dalle pretese di standardizzazione
verso il basso, spazio a macchine nuove
se sono migliori. A chi mi chiedeva se
Amiga era IBM compatibile rispondevo
tranquillo «no. ma perché vuoi essere
compatibile con un calesse se hai una
Ferrari?»,
Facevo televisione e la grafica di Amiga
nella televisione di basso costo era dav-
vero una marcia in più Dopo il mio grup-
po, piano piano i vari canali locali comin-
ciarono a comprare Amiga, a rompere il
monopolio IBM. Con mio grande stupore
mi chiamavano per dare conferenze sul-
l'uso della macchina, ed io, memore dei
miei inizi, non davo nulla per scontato,
raccontavo che et vuole la memoria di
massa, che bisogna stare attenti a non
farsi inscatolare da scelte che sembrano
comode e sono solo prigioni, limitazioni
all'uso ottimale dei calcolatori, Racconta-
vo che la potenza di una macchina é mol-
to legata alla capacità degli utenti di usare
questa potenza, che altrimenti avremmo
avuto supercomputer usati come macchi-
ne da scrivere.
La cosa piaceva e mi chiesero di fare le
stesse chiacchiere in America Latina. Di-
ciamo Perù. Cile. Argentina, Uruguay. La
cosa simpatica è che chi afferrava il sen-
so del discorso trasformava rapidamente
macchinette considerate giocattoli in
mezzi di produzione poderosi, gli altri con-
tinuavano a comprare macchine sempre
più grandi che si coprivano tristemente di
polvere. Ho avuto tempo di riflettere ed
ho capito che l'approccio come program-
matore ai calcolatori non è solo una scel-
ta strategica, una forma di salvaguardare
la propria identità culturale ma è anche
una maniera di ottimizzare il rapporto Dif-
ficilmente accetterai fé limitazioni di un
programma commerciale mal fatto se sai
che la tua macchina può darti molto di
più. La capacità di valutare correttamente
programmi è un premio che da solo ripa-
ga lo sforzo di apprendere a programma-
POSTA
re, e quello sforzo normalmente ti dà
molto di più.
Ora sono tornato in Italia e faccio il pro-
fessore di disegno in un liceo scientifico
di Ostia. Nella scuola c'è un laboratorio
informatico con degli Olivetti IBM compa-
tibili che offrono il loro povero 8088 e una
scheda grafica EGA. I ragazzi li guardano
e confrontano con gli 80386 e gli Amiga
che hanno a casa e lì snobbano come se
fossero dei pallottolieri ma io vorrei mo-
strare loro che anche quelle povere mac-
chinette se prese dal verso giusto posso-
no dare qualche soddisfazione, che anche
con loro si può fare un po' dì grafica di
calcolatore.
Ovviamente non voglio usare un pac-
chetto applicativo, buono purché sia, non
voglio formare dei docili utenti, ma dei
soggetti che riescano ad utilizzare creati-
vamente. criticamente le possibilità di
queste macchine. Ho passato tre mesi a
trovare un Forth, ed ho trovato una ver-
sione in pubblico dominio dello standard
83. Non aveva nessuna opzione grafica e
gli ho insegnato ad entrare in modo video
ed a tracciare punti ma la strada da fare è
ancora molto lunga, mi potete aiutare ? Mi
servirebbe codice grafico in Forth per
IBM, andrebbe bene anche /'Assembler,
con cui nel frattempo ho imparalo a pa-
sticciare produttivamente, o anche solo il
listone delle chiamate al sistema operati-
vo. Mi servirebbero consigli, scambi di
esperienza, esempi di metodo, tutto in-
somma prima che quelle povere macchi-
ne vengano buttate via perché obsolete,
senza mai aver fatto veramente del loro
meglio, per essere sostituite da poderosi
386 che prenderanno la stessa polvere
con molta piu tecnologia..,
Seconda parte
Maputo I Mozambico ), Agosto '92
... Lo sapevo ci sono ricascato. Vi ho
scritto una letterona e non ve l'ho spedi-
ta. La rileggo dopo otto mesi e sento la
coscienza che mi rimorde. Giuro che que-
sta sera l'aggiorno e domani la spedisco.
Lasciatemi solo spiegare la situazione: mi
avete lasciato a fare il professore ad
Ostia, ma nel frattempo mi sono scoccia-
to un'altra volta e sono venuti qui in Mo-
zambico a fare più o meno le stesse cose
che facevo in Costa Bica
Sempre Cooperazione Internazionale,
sempre video, grafica, calcolatori. Qui,
dove sono arrivato ho trovato un Mclnto-
sh, e un Amstrad IBM compatibile, che
era stato buttato via perché nessuno ca-
piva che il povero non era completamen-
te defunto L'ho spolverato, collegato, ac-
ceso e funziona. Ora cr sono quattro per-
sone che lo usano praticamente a tempo
completo Mi manca un Amiga per il vi-
deo, ma ho già mandato a comprarne
uno li a Roma. Tutto bene quindi ?
Manco per niente. Qui ho scoperto al-
cune cose: per esempio che in questi
paesi spremere un misero clone 8088 è
ancora più urgente che in Italia 1 è la dif-
ferenza tra galleggiare o affondare. Altra
cosa: in Costa Rica avevo tutto. Informa-
zioni dagli USA che stavano dietro casa,
macchine che ancora dovevano essere
presentate in Europa, MC che quasi pun-
tuale arrivava a raccontarmi le novità dal-
l'altra parte dell'oceano. Per i mesi che
sono stato in Italia poi vi trovavo in edi-
cola sotto scuola e vi sentivo tanto vicini
che sono stato cosi fesso da non venirvi
a trovare; non vi ho neppure spedito la
lettera..
Qui non c'è nulla. Informazioni, riviste,
libri, listati, nulla. Usare il modem ? Non
ho neanche il telefono. Per fortuna mi so-
no portato il mio Amiga e il Forth che
ostinatamente continuo a considerare il
linguaggio migliore. Allora perché vi scri-
vo? Perché adesso mi serve tutto anche
più di prima. Programmare gli IBM sem-
bra strano ma qui ha ancora un senso, e
tutto quello che mi serviva a Dicembre
mi serve anche adesso, e poi pensavo
che magari una lettera da un vecchio e
affezionato lettore vi potesse fare piace-
aspetto ool rivenditore più viario.
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re. Quasi dimentico, pnma dì chiuderà,
tutti i mugugni. Fatemi sapere qualcosa
del Forth, esiste, è vivo? Chi lo usa. co-
me ? E por perché sono spariti i listati?
Sapete che a partire da un listato pubbli-
cato da voi anni fa, il mio Amiga parla in
italiano , ami mi sono fatto un editore di
testo che /con qualche bugi legge le let-
tere a voce alta ?
Mio figlio Paolo, nato in Costa Rica,
parla in italiano anche perché Amiga lo fa
ridere quando parla. Ora Paolo sta impa-
rando a scrìvere ed io sto cercando di
ampliare l'editore di testo in modo che
non solo legga le cose che lui scrive, ma
le scriva con letterone grandi come piace
ai bambini. Insomma un programmino di-
dattico, nato da un listato che voi avete
pubblicato. Non è vero che ì listati sono
sempre molto lunghi, a volte è sufficiente
pubblicare il cuore dell'algoritmo, trala-
sciando gli abbellimenti. O forse program-
mare non è più parte delle attività dei vo-
stri lettori? Sarebbe un vero peccato oltre
che un errore strategico.
Per finire, credete di poter fare arrivare
MC fino a Maputo-Mozambico? Come
faccio a pagarvi da qui l'abbonamento, su
quale conto bancario?
Con l'augurio, a voi e a me. di potervi
trovare nell'edìcola sotto casa, anche dal-
l'altro lato del mondo, un saluto.
Giuseppe Grotti - Maputo, Mozambico
Niente commenti, del resto già brevis-
simamente anticipati in apertura. Qualche
risposta, invece, ai mugugni: non stiamo
più seguendo il Forth sulla rivista, effetti-
vamente, proprio a causa della sua limita-
tissima diffusione, né c'è interesse da
parte delle case più importanti tradizional-
mente produttrici di linguaggi. I listati non
è che siano proprio spariti, ma sono per
lo più come esempi nel l'ambito di articoli
sulla programmazione. È vero che non
stiamo pubblicando listati di programmi
da copiare e usare, e la ragione è soprat-
tutto nel fatto che i listati di programmi
interessanti ed utili sono quasi sempre
parecchio lunghi. Il software dei lettori è
trattato nelle rubriche sul Pubblico Domi-
nio, ed i relativi listati sono reperibili per
posta o fin maniera più semplice e con-
veniente) attraverso MC-link. Oggi molti
hanno un modem, e noi siamo convinti
che questo numero possa e debba au-
mentare: la telematica non deve probabil-
mente sostituire altri mezzi per la circola-
zione di informazione, ma è sicuramente
fondamentale (perché spesso più flessibi-
le, efficace ed economica) nel l'affiancare i
sistemi «tradizionali". Naturalmente sia-
mo perfettamente d'accordo sulla funzio-
ne didattica dei listati che però, come già
detto, è attualmente demandata ai listati
di esempio che sono negli articoli. Quella
di dedicare ulteriore spazio a chi vuole
migliorare nella programmazione è co-
munque una delle cose che abbiamo in
programma.
Infine, grazie per l'augurio ma... far ar-
rivàre MC nelle edicole dall'altra parte del
mondo è per ora al di là delle nostre mi-
re. Per ora proviamoci con un abbona-
mento (omaggio, in segno di simpatia),
con un patto: quando arriverà questo pri-
mo numero vorremmo essere avvisati,
così potremo sapere quanto tempo avrà
impiegato per arrivare a destinazione.
Chissà che non si scopra che le riviste
fanno prima ad arrivare nel sud dell'Africa
che in quello dell'Italia... (ma al nord, co-
me purtroppo ben sanno i nostri abbona-
ti. la situazione non è migliore).
Marco Marinacci
Una precisazione
(scuola e computer)
Gent.mo Sig. Marinacci.
Le rubo soltanto due minuti, intanto
per ringraziarla per la pubblicazione della
mia lettera che, finora, ha dato un solo
frutto telematico, ma molto buono ; e an-
che per pregarLa di apportare, se possi-
bile, alcune rettifiche: una ad un mio er-
rore, l'altra ad un errore di stampa di cui
non sono responsabile. Parlando proprio
di telematica e della rete Fido, ho indicato
quale sysop del nodo di Udine Adolfo
Melilli: errato! Melilli gestisce il nodo di
Pordenone, non di Udine. Analogamente.
Piantavigna gestiva I perché nelle ultime li-
ste della Reglon 33 il suo nome non com-
pare - quindi, a meno di una mia svista,
ha cessato la sua attività nella FidoNet) il
nodo di Verona non dì Vicenza come, ap-
punto erroneamente, ho scrìtto. Perciò,
prima che lo chiedano gl'interessati, è
forse meglio rettificare.
E per la stessa ragione, sarebbe proba-
bilmente forse meglio correggere anche,
quel «MCD per il C64», mentre io avevo
scritto, parlando, al punto secondo, del-
l'aggiornamento, I semplice «Cut & Pa-
ste» dall'altra finestra ): (proprio quelli
creati dal Gruppo Nazionale Informatica
dell'MCE per il C64).
Non penso che il Movimento Coopera-
zione Educativa I MCE I se la prenda per
questo piccolissimo refuso, però, se di
esso ci si è accorti in tempo utile per ri-
mediare... Lo so, avrei dovuto awertìrLa
prima, ma, con l'inizio dell'Anno Scolati-
co, fra riunioni e altri impegni. Le ho po-
tuto scrivere soltanto adesso.
E adesso non voglio rispondere alla
Sua « premessa » al mio intervento: vedia-
mo se nel dibattito, per dire la sua, qual-
che altro collega chiede la parola. Poi. ca-
somai... Altrimenti rischierebbe di diven-
tare una conversazione a due tra me e
Lei e non sarebbe più dibattito che, tra
l'altro, anche se non con molte voci (spe-
riamo aumentino) rimane pur sempre
molto interessante.
Ringraziandola ancora. La saluto cordial-
mente.
Stefano Franzato - Mestre
MS
Questo mese
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LapView è un'utilità di trasferimento di file
e gestione dei directory per due computer
IBM compatibili collegati attraverso le porte
seriali da un cavo nuli modem.
LapView mostra due directory affiancati,
uno per ogni computer.
Potete scorrere tra le voci di directory e se-
lezionare I file da trasferire da un computer
ad un altro e copiare, spostare, cancellare, vi-
sualizzare e stampare dei file Potrete ef-
fettuare dei riordini, passare da un directory
all'altro, creare e nmuovere directory, lancia-
re programmi di tipo .EXE, COM, o BAI
WAMPUM
WAMPUM è un database guidato da me-
nu, compatibile con dBASE. che grazie alla
sua facilità d'uso permette anche al novizio di
programmare dopo pochissimo WAMPUM è
l 'acronimo di Ward's Automated Menu Pa-
ckage Using Microcomputers, ovvero di un
programma con doppia personalità quella
del database per utenti e quella del sistema
di sviluppo applicazioni Le sue carattensti-
che principali sono' creazione e uso di data-
base compatìbili con dBASE III, supporto
Multi-utente; tipi di campo che includono:
Char, Numeric, Date. Logicai, Memo; crea-
zione e uso dì sino a 7 Indici per file DBF.
possibilità di aggiungere, cancellare, reinte-
grare o modificare i record in qualunque da-
tabase; schermate di immissione dei dati;
creazione di rapporti ed etichette, e molte al-
tre caratteristiche descritte più avanti in det-
taglio.
WAMPUM richiede l'uso di DOS 2. 1 o ver-
sioni successive, ma per uso multi-utente è
richiesto almeno il DOS 3.1 Per ovvie que-
stioni di velocità di esecuzione è consigliabile
avere almeno un PC AT e un disco rigido. La
memoria a disposizione deve essere dì alme-
no 420K.
CRobots
CRobots è un gioco basato sulla program-
mazione al computer. A differenza dei giochi
da sala che richiedono input umano per il
controllo di certi oggetti, tutte le strategie
debbono essere completate prima di avviare
il gioco stesso.
La strategia del gioco viene compresa in
un programma in C che voi progettate e scri-
vete Questo programma controlla un robot
la cui missione è rintracciare e distruggere al-
tri robot, ognuno guidato da un diverso pro-
gramma.
CRobots consiste di un compilatore di C. di
un computer virtuale, di uno schermo sul
campo di battaglia II compilatore di CRobots
accetta solo un sottoinsieme (sufficiente) dei
linguaggio C. I programmi di C robot utilizza-
no funzioni di hardware per la ricerca del «ne-
mico», per l'avvio e la fermata dei meccani-
smi, per sparare con i cannoni, eccetera.
IBM-PC, o altn computer DOS che usano
chiamate video INT 1QH; 192 «byte RAM; al-
meno DOS 2.0: Graphics display ed editor dì
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Disegnare con EXTRACAD significa inserire ele-
menti geometrici in un foglio che viene trattato
come un piano cartesiano; questi elementi non
sono solo punti, segmenti, cerchi, archi, ma anche elementi complessi (ormati
da elementi geometrici semplici; ogni elemento complesso è un gruppo di
elementi semplici che vanno definiti in base alle loro caratteristiche geometri-
che. È possibile anche manipolarli spostandoli, copiandoli, ruotandoli, cancel-
landoli, raggruppandoli per (ormare un elemento complesso, oppure scinden-
do i gruppi nei loro elementi base; è possibile eseguire moltissime operazioni
geometriche sugli elementi stessi e assegnare ad ogni elemento caratteristi-
che diverse di colore e tratto, ridefinire il sistema di riferimento del piano ed.
infine, eseguire tantissime altre operazioni. Disegnare con EXTRACAD
significa ottenere molti strumenti in più del semplice disegno con la matita
Ecco alcune caratteristiche: Cad in Italiano - Risoluzioni grafiche EGA, VGA,
SVGA 800x600 - 256 layers - Zoom-Pan attuabili anche durante l'esecuzione
di comandi attivi • Supporto testo con 10 fonts, testo inclinabile,
ridimensionabile, ecc., tratteggiatura modificabile, inserimento automatico di
quote - Griglia e quadrettatura blocca cursore diversificate - Sistema di riferimen-
to ridefinibile dall'utente - Stampa su IBM-Proprinter o Epson compatìbile, Ptotter HP
7473 A e compatibili - Interfaccia utente semplice, efficace e veloce grazie all'uso di
finestre e soprattutto alla gestione contemporanea dell'inserimento dei comandi
tramite menù oppure digitazione via tastiera - Modifiche, Cancella. Muovi, Copia,
Ruota. Rifletti, Rkimensiona, Riposiziona, Cambio Proprietà, Rompi, Estendi,
Raggruppa. Separa, tutte utilizzabili anche con più elementi contemporaneamente
e con possibilità di "Undo” - Calcolo automatico in ogni comando di punti medio,
centro, estremo, quadrante, intersezione, tangenza,
perpendicolarità, su ogni elemento.
198 Voci di menù • Mulliaziendale - Archivi sepa-
rati per ogni azienda con possibilità di trasferi-
mento archivi da un'azienda all'altra - Archivi
separati per ogni anno contabile con possibilità di operare sempre su qualsiasi
anno - Analisi contabile e statistica di due aziende collegate - I nserimento dati
guidato - Aggiornamento archivi in tempo reale - Piano dei conti a tre livelli -
Registrazione di causali automatizzate - Estratti conto a partite aperte e
storico - Scadenzari automatici e manuali clienti tornitori - Stampa registri IVA
e giornale contabilità - Liquidazione IVA mensile o trimestrale - Riepilogo IVA
annuale ■ Allegalo clienti e tornitori - Visualizzazione situazione IVA - IVA in
sospensione - Ricerche per descrizione clienti, tornitori, sottoconti, articoli
magazzino - Gestione automatica fine/inizio anno - 999 moduli stampa
personalizzabili dall'utente - Gestione testi e circolari - Gestione ordini, agenti
e provvigioni - Emissione documenti: Offerta, Conlerma ordine, Bolla proforma.
Bolla vendita. Bolla reso, Fattura proforma, Fattura immediata, Fattura
differita, Fattura riepilogativa. Fattura accompagnatoria. Nota credito, Ordine
fornitore, Bolla carico interna - Emissione documenti in valuta estera -
Registrazione cliente/fornitore ed articolo di magazzino in fase di emissione
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matica etichette indirizzi - Analisi fatturato: generale, per zona, per provincia,
per cliente; suddivisa per mese dell'anno corrente e precedente - Stampe
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da interfaccia ‘<time-line»molto semplice da
usare. In grado di accettare segnali compo-
siti, V/C e YUV essi saranno processati in
PAL. SECAM ed NTSC mentre le uscite sa-
78
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
NEWS
ranno a componenti a banda piena. Il prèzzo
nella versione standard è stato fissato in or-
ca 6000 marchi ed il software è incluso nel
prezzo. Per IBM e compatibili 386 con 8 MB
di RAM e per macchine Macintosh dal mo-
dello Il in su con 16 MB di RAM.
Nel campo del video digitale, la FAST pre-
senta poi le schede DVI per computer desk-
top oppure, per stazioni multimediali mobili,
per LapTop Toshiba T6400, Il software di ge-
stione. immancabilmente sotto Windows,
contiene un toolbox DVI che renderà più fa-
cile lo sviluppo di applicazioni multimediali
agli sviluppatori ed alle compagnie che intra-
prendono simili produzioni. Per esempio,
routine per importare ed esportare frame
DVI (in formato Abekas AVS) negli altri stan-
dard come TIPF, Targa, FLM. BMP ecc. co-
me pure slide show da immagini DVI com-
presse o singole immagini di altri formati gra-
fici miscelate insieme sotto il controllo del
toolbox presente.
Riduzione di listino
di Screen Machine
Nonostante una forte crescita della do-
manda, in coincidenza con SMAU dello scor-
so mese, la Techne di Modena filiale italiana
di FAST Electronic GmbH ha annunciato la
riduzione dei listini delle schede di digitaliz-
zazione vìdeo della linea Screen Machine e
Screen Machine per PC, complete di colour
keying ed opzioni audio, a Lire 1 .650.000. La
versione Macintosh è stata ridotta a Lire
2.600,000 cosi come la versione per PS/2. É
stata anche annunciata una riduzione per i
prezzi di soluzioni DTP come Screen Machi-
ne PC Lite e Screen Machine 21 " (per Apple)
con le relative opzioni. In sintesi una nduzio-
ne del 40% dai precedenti listini. Ciò in pra-
tica poiché sul mercato americano, legato a
standard televisivi oggettivamente meno
qualitativi dell'europeo, il prezzo di soluzioni
low e mid-end non può essere più elevato
della concorrenza; ferma restando la bontà di
Screen Machine in versione PAL, rispetto a
quella in NTSC, per evitare discrepanze tra i
due mercati è stata adottata una tale solu-
Psion: due fronti aperti
Psion Italia si presenta quest'anno allo
SMAU con due stand separali, a conferma
della politica dell'azienda che verte su due
settori distinti; «corporate» dedicata alla
grande utenza, offrendo non solo strumenti
ma anche soluzioni, e «consumer» dedicato
al consumatore, attraverso una capillare rete
di vendita ed assistenza.
Nel padiglione 16. Salone 1. sarà presente
il «corporate», con lutti i prodotti hardware
ed alcune tra le più significative soluzioni so-
ftware. I prodotti possono essere definiti i
migliori palmari e tascabili presenti sul mer-
cato, i costi vanno dalle 200,000 lire del mo-
dello base oCM». 380.000 lire per il modello
«LZ», fino al modello «HC» da 980.000 lire.
Quest'ultima gamma «HC». di recente in-
troduzione. è stata ideata per soddisfare tut-
te le esigenze e per essere Integrata in qual-
siasi sistema di elaborazione: grazie alla sua
estrema modularità è possibile aggiungere
un lettore di codici a barre, un modem, com-
binare vari accessori.
Al padiglione 18, Salone 1. i responsabili
del settore «Consumer» hanno mostrato il
più recente palmare denominato «SERIE 3»
che oggi può essere completato con un pro-
gramma presentato proprio in occasione del-
lo SMAU . un foglio elettronico in italiano, un
programma perfettamente compatibile con i
file WR1 e WK1 del famoso Lotus 1-2-3 e
WKS. con la possibilità di eseguire grafici tri-
dimensionali. Il «Sene 3» è un multitask ed
è quindi usabile per più applicazioni contem-
poranee senza problemi di salvataggio dati.
PiSoft
Presenti allo SMAU appena trascorso e
dove è stata al centro dell'attenzione come
«terza parte» nel mondo Apple Macintosh, la
PiSoft di Pontedera propone le ultime novità
nel campo pre-press, nell'archiviazione dati e
nei prodotti di rete. Uno dei motivi di mag-
gior interesse dei visitatori SMAU è stato co-
stituito dalle soluzioni RasterOps per il mer-
cato pre-press. che offrono una serie di ec-
cellenti prodotti nei passaggi tra la fase di ac-
quisizione di immagini e la stampa. La Pro-
Color 32, scheda video a 24 bit funzionante
in modalità CMYK, il CorrectColor Calibrator,
periferica per la calibrazione ottimale del mo-
nitor basata su tecnologia Kodak ed in grado
di funzionare anche come densimetro e co-
lorimetro e la CorrectPrint 300, stampante
PostScript a sublimazione colore.
Nell'ambito del l'archiviazione dati, molte le
novità nel catalogo PLI, produttore di memo-
rie di massa rimovibili non solo per Apple ma
anche per MS-DOS, PS/2, NeXt e Sun. Tra le
altre il PLI MaxOptical, disco magneto-ottico
riscrivibile con cartucce da 1 GB ed un tem-
po di accesso di 25 ms; il PLI Floptical Drive
che utilizza dischi 3,5" da 21 MB ed è in gra-
do di leggere anche formati MAC o DOS ed
infine il PLI Infimty Optical 3,5", drive ma-
gneto-ottico con cartucce da 3.5" da 128
MB. Sempre dalla PLI i nuovi MiniArray. di-
schi rigidi fissi da 240 MB a 4 GB in tecno-
logia RAID (Reduced Access Interleave Dri-
ve) che, grazie all'impiego di due meccani-
che viste dalla CPU come una sola unità lo-
gica. riducono i tempi di trasferimento di ol-
tre la metà rispetto ad un normale hard disk.
Tra i prodotti di rete Asanté, oltre alla gam-
ma completa di schede Ethernet e Token
Ring per Macintosh, spicca l'Asanté Hub
1012, il primo hub intelligente con 12 porte
lOBase-T con funzionalità specifiche finaliz-
zate alla gestione della rete, unito al nuovo
software AsantéView per l'amministrazione
di rete ed individuazione di problemi in cor-
rispondenza dei singoli nodi.
Tra le altre novità PiSoft, prodotti dalla PSI
Integration, da citare il PowerModem 10/42,
versione potenziata del fax/modem per Ap-
ple PowerBook con capacità fax a 9600 bps
e correzione di errori MNP 10 ed anche i
nuovi fax/modem interni Macintosh, come
pure il FaxOCR software atto a trasformare
i fax ricevuti in documenti di testo.
Tradizionale, poi, la produzione audio della
Digidesign distribuita dalla PiSoft con il nuo-
vo ProTools. sistema di registrazione audio
multitraccia su hard disk con aggiunte fun-
zionalità e prestazioni, mentre nel settore
multimediale eccellono le schede QuickTime
di RasterOps, per l'acquisizione di sequenze
video e la nuova scheda Audiomedia II della
Digidesign per la digitalizzazione audio in ste-
reo con qualità CD.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
79
''WordPerfect per DOS è ancora il programma più veloce
che conosco per ottenere lesti di livello professionale".
"E' incredibile la qualità dei testi che riesco ad ottenere
con WordPerfect per Windows. E lavorarci è divertente!".
'■WordPerfect è l'unica scelta possibile per l'elaborazione
dei lesti sulla maggior parte dei sistemi Unix".
"Scrivo, disegno e utilizzo le animazioni di QuickTime,
tutto con WordPerfect. E' davvero imbattibile ".
"Credo nel futuro di OS/2,
e so che WordPerfect è già pronto".
Anche se
cambieranno
ambiente,
non cambieranno
WordPerfect.
"Da sempre scriviamo con WordPerfect per Vax.
E il nostro lavoro migliora con lui".
Chiamateci allo 02.33106200.
C'è una soluzione
WordPerfect
per ogni piattaforma.
WbrdPerfect
NEWS
Amiga 4000
di Andrea Sualoni
Sono trascorsi poco più di due anni da
quando la Commodore introdusse sul mer-
cato l'Amiga 3000. la prima macchina della
linea Amiga dotata di microprocessore
68030 con architettura interamente a 32
bit. In quella stessa occasione, la Commo-
dore introdusse anche un nuovo set di chip
custom chiamato ECS (Enhanced Chip Set)
che offrivano si alcune nuove modalità gra-
fiche. una delle quali specifica per la video-
titolazione, ma che erano al tempo stesso
ancor più limitate nel massimo numero di
bitplane utilizzabili (solo 2) e nella dimen-
sione della calette (solo 64 colori contro i
soliti 4096). Nel frattempo la richiesta di un
maggior numero di colori e di una maggio-
re velocità di esecuzione è diventata sem-
pre più pressante, incalzata anche dalle
prestazioni grafiche di altri sistemi perso-
nal.
In occasione dello SMAU svoltosi lo
scorso mese di ottobre, la Commodore ha
finalmente introdotto il nuovo modello della
linea Amiga, l'Amiga 4000, che si pone al
momento come macchina di punta. La
grande novità di questa nuova macchina
sono il microprocessore Motorola 68040, Il
modello attualmente più avanzato della fa-
miglia 68000, e un nuovo set di chip cu-
stom chiamati AGA (Advanced Graphics
Architecture) costituito da due chip, Alice e
Lisa, che vanno a sostituire i vecchi Agnus
e Denise. Le capacità grafiche messe a di-
sposizione dagli AGA sono di un ordine di
grandezza più avanzate rispetto a quelle
messe a disposizione dagli ECS, Ripromet-
tendoci di parlarne più a fondo quando
avremo una Amiga 4000 per una prova su
strada, proviamo ad elencare alcune delle
caratteristiche più salienti:
— la CPU 68040 utilizza una frequenza di
clock di 25 MHz. AL suo interno sono con-
tenuti un coprocessore matematico, due
MMU (Memory Management Uniti, una
per il codice ed una per i dati, e due cache
memory da 4 KByte Cuna, sempre una per
il codice e l'altra per i dati. L'incremento di
velocità che si ottiene nell'esecuzione delle
applicazioni è mediamente di 3-4 volte la
velocità di un 68030 a 25 MHz (come quel-
lo montato nell'Amiga 3000);
— la massima risoluzione orizzontale in
PAL è dì 1280 pixel, quella verticale di 512
pixel, anche se esiste una particolare mo-
dalità video 800 x 600 pixel. L'interallaccia-
mento è ora una funzione software suppor-
tata da II' hardware degli AGA, per cui si
possono avere schermi interailacciati e
non. senza alterare la risoluzione verticale
(tranne che per la modalità Super Hires
1280 x 512. che é disponibile solo in inte-
rallacciato). Per questo motivo, l'Amiga
4000 non ba più montato un deinterallac-
ciatore, presente invece sugli Amiga 3000;
— la palette è passata da 12 bit di risolu-
zione cromatica (4096 colori) a 24 bit (più
di 16 milioni di colori), mantenendo comun-
que la compatibilità con la vècchia palette,
— il massimo numero di bitplane è passa-
to da 6 ad 8 utilizzabili in qualsiasi risolu-
zione video, senza limitazione alcuna. Que-
sto vuol dire che è possibile lavorare in
qualsiasi modalità grafica con un numero di
colon variabile fra 2 e 256. In più un nuovo
modo grafico, chiamato HAM8, evoluzione
del vecchio HAM, permette la visualizzazio-
ne CONTEMPORANEA di più di 256000
colori; un'immagine in tale modalità è vir-
tualmente indistinguibile da una True Color
I modi grafici HAM e HAM8 sono ora uti-
lizzabili con qualsiasi nsoluzione video, per
cui è possibile, per esempio, avere uno
schermo 1280 x 512 (Super Hires Intarla-
eed) HAM8. Ovviamente, è possibile ese-
guire animazioni indipendentemente dalla
risoluzione video e dal numero di colori uti-
lizzati;
Sempre dal punto di vista hardware, l'A-
miga 4000 è equipaggiato di serie con un
floppy drive ad alta densità (1.76 MByte)
compatibile anche con i floppy scritti in for-
mato MS-DQS, un hard disk con interfaccia
AT IDE a 16 bue da 40, 120 o 213 MByte
e 6 MByte di RAM, divisi in 2 MByte di
CHIP RAM e 4 MByte di FAST RAM La
memoria può essere aggiunta direttamente
sulla motherboard fino ad arrivare a 18
MByte di RAM tramite Installazione di mo-
duli SIMM. Sono disponibili inoltre un allog-
giamento per meccaniche da 3,5" e uno
per meccaniche da 5,25", oltre a 4 slot
Zorro III a 32 bit (compatibili anche Zorro
II), uno slot video completo di tutti i segnali
e 3 slot compatibili AT/XT. Rimangono inal-
terate le capacità sonore, non essendo
cambiato il chip custom Paula: tuttavia, dal
momento che il processore non è montato
direttamente sulla motherboard ma bensì
su una schedina msenta nello slot CPU, è
possibile che in futuro maggiori prestazioni
audio (e maggiori capacità elaborative) pos-
sano essere offerte tramite la sostituzione
di questa schedina con un'altra più avanza-
la lira novità invece arriva dal software:
con l'Amiga 4000 la Commodore ha infatti
rilasciato la versione 3,0 dell'Amiga QS (già
nazionalizzata) che permette di sfruttare
appieno le caratteristiche del nuovo hard-
ware. I miglioramenti anche qui sono nu-
merosi. ma vale la pena di menzionare il
completo redesign della layers.libary, che
offre ora delle prestazioni ragguardevoli, e
la gestione direttamente sotto Intuition del-
la tecnica di doublé buffering. Inoltre, l'A-
miga OS 3.0 include CrossDos, un’utility
che permette di leggere e scrivere dischi
in formato MS-DOS sìa a 720 KByte che a
1,44 MByte (quest'ultimo formato è acces-
sibile solo con floppy drive ad alta densità,
come quello che equipaggia l'Amiga 4000).
Al momento, l'Amiga OS 3.0 è disponibile
esclusivamente per l'Amiga 4000, per cui i
possessori di altri modelli di Amiga dovran-
no rimanere per il momento con l'Amiga
OS Release 2. Lo stesso dicasi per i chip
AGA che, data la loro diversa architettura
hardware, non possono essere installati
sulle macchine equipaggiate con il prece-
dente set di chip eustom
L'Amiga 4000 è disponibile al pubblico
ad un prezzo di 4.150.000 lire IVA inclusa
(monitor escluso) per il modello con 120
MByte di hard disk. ke
82
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
I personal computer hanno di buono che sono personal . Così, potendo scegliere, alcuni preferiscono usarli in ambiente DOS. altri in ambien-
te Windows... e lavorare insieme diventa un problema. La novità è che le scelte individuali non Comprometteranno più la produttività di grup-
po. Con WordPerfect, infatti, siete finalmente liberi di scegliere l'ambiente che preferite, senza preoccuparvi d'altro. Mantenete comunque la
possibilità di scambiare documenti con i colleghi (o clienti, o amici), anche se usano un ambiente diverso dal vostro. Questo perché
WordPerfect per Windows e WordPerfect per DOS utilizzano lo stesso formato-file. Così i documenti possono essere portati da un ambiente
all'altro, senza bisogno di conversioni o rifoimanazioni. WordPerfect è il programma che mette tutti d'accordo, semplicemente.
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qualsiasi programma di elaborazione testi potete acqui-
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NEWS
Stampanti a colori Tektronix
La Tektronix progetta e realizza una vasta
gamma di stampanti a colori, che utilizzano
le tecnologie del trasferimento termico e del
getto d'inchiostro liquido e solido. Le stam-
panti Tektronix sono in grado di eseguire ri-
produzioni su trasparenti o carta semplice,
per la quale vengono utilizzati i colori Panto-
ne certificati, la loro connettività ne garanti-
sce l’uso in quasi tutte le applicazioni; la par-
ticolare interfaccia Ethernet gestisce auto-
maticamente anche le code di attesa ed II
passaggio da un protocollo ad un altro. Il mo-
dello Tektronix ColorQuick utilizza la tecno-
logia a getto d'inchiostro per fornire agli
utenti PC e Apple una soluzione flessibile ed
economica di stampa desktop a colori. La
stampante consente di utilizzare supporti
con dimensioni fino al formato A3 e varie
possibilità di gestione e può essere impie-
gata con la maggior parte dei pacchetti so-
ftware su PC e Mac. sono disponibili gli ag-
giornamenti per la compatibilità con i sistemi
PostScript e HP-GL.
La famiglia di stampanti Phaser II utilizza
l'avanzato sistema di gestione colore Tektro-
nix per produrre trasparenti A4 di ecceziona-
le efficacia e per stampare su carta con co-
lori vivi. Le Phaser II sono disponibili in con-
figurazione PostScript Level 2, raster e video
(RGB) e sono collegabili direttamente al si-
stema o in rete per una massima libertà di
condivisione. Basate sulla tecnologia esclu-
siva Tektronix di stampa a getto di cera con
cambiamento di stato, le stampante della fa-
miglia Phaser III permettono la massima qua-
lità assicurando stampe perfette e nitidie su
quasi tutti I tipi di carta nei formati fino all'A3.
La tecnologia a cambiamento di stato risolve
l'annoso problema della stampa a colori, rap-
presentato dall'eccessiva quantità di inchio-
stro che passa sulla carta confondendo il co-
lore. Gli inchiostri usati dalle Phaser III sono
in realtà cere speciali che vengono sciolte
prima della stampa e che si risolidificano a
contatto con la superficie della carta, man-
tenendo intatta la qualità del colore. Le stam-
panti Phaser III utilizzano il sistema PostScri-
pt Level 2 della Adobe e. come le Phaser IL
possono essere collegate in rete o diretta-
mente al sistema.
Wang: trattamento integrato
dati ed immagini
Open/lmage, il software che ha costruito
la leadership di Wang nel trattamento inte-
grato di dati ed immagini, è disponibile anche
per server Risc che utilizzano il sistema ope-
rativo Unix nella versione Aix della IBM, Ope-
n/lmage per Aix permette di «aprire» le ap-
plicazioni di trattamento immagini alle piatta-
forme Risc 6000 integrando anche i server
Risc in ambienti elaborativi differenti: Wang
VS, CICS e Ims/Dc Ibm, VaxA/ms, Digital,
Windows Microsoft.
Oltre alla versione per Aix. il software
Wang è disponibile per personal computer,
grazie alla versione 3.5 di Open/lmage Win-
dows, e per i prodotti NetWare di Novell. Il
nuovo Open/lmage per Aix e gli altn prodotti
si integrano nella strategia Wang Office
2000, che ha l'Obiettivo di aumentare produt-
tività. qualità e livello di servizio nel lavoro
d'ufficio. Queste nuove soluzioni Wang sono
la conferma dell'impegno verso i sistemi
aperti, che prevedono l'utilizzo di piattaforme
di produttori diversi.
Open/lmage per Aix fornisce servizi di trat-
tamento immagini e applicazioni Aix su com-
puter Risc Wang o IBM System/6000. L'uti-
lizzo di Windows come interfaccia grafica
consente agli utilizzatori di personal eompu-
un ambiente ben conosciuto: per il collega-
mento in rete è richiesto il protocollo di con-
nessione TCP/l P.
Wang offre anche strumenti software per
le migrazioni o la coesistenza con i sistemi
WIIS (Wang Integrated Imago Systems) in
ambiente VS. Viene anche promosso lo svi-
luppo, da parte di società specializzate ester-
ne. di applicazioni basate sul trattamento in-
tegrato di dati e immagini: ad esempio, nei
settori finanziario, assicurativo, produttivo, le-
gale e della sanità.
Lotus for Unicef:
non di soli bit vive l'uomo
Un'impresa, soprattutto se attiva nel seg-
mento dell'alta tecnologia, tende sempre ad
essere percepita all'esterno come un'entità
fredda e asettica.
Lotus cerca da anni di infrangere questa
convinzione con progetti umanitari in vari
campi: l’impegno è iniziato nel 1984 acco-
gliendo un suggerimento di un gruppo di di-
pendenti, con l'avvio di un programma filan-
tropico dapprima a livello nazionale e poi
esteso a tutti gli altri paesi.
Nel 1991 Lotus ha donato software per un
valore di oltre 2 milioni di dollari a diverse or-
ganizzazioni assistenziali ed i dipendenti della
società hanno poi dedicato parte del loro
tempo ad offrire formazione gratuita su que-
sti prodotti. La lotta contro qualsiasi discri-
minazione è perseguita anche all'interno del-
l'azienda: negli USA la società ha adottato la
definizione «equivalente coniugale» per indi-
care il convivente di dipendenti omosessuali
in tutti i documenti in cui è necessario citare
il coniuge. Questo permette alle coppie dello
stesso sesso di avvantaggiarsi di tutti i trat-
tamenti previsti per i nuclei familiari etero-
sessuali.
Lotus è stata anche una delle prime so-
cietà a mettere a disposizione dei dipendenti
asili nido per i loro figli e la società è sempre
attiva nel proporre e promuovere attività di
volontariato. Lotus è stata anche la prima ad
offrire la sua sponsorizzazione nel 1986 alla
marcia di Boston a sostegno della ricerca sul-
l'AIDS, sono inoltre innumerevoli i contributi
alla gestione di musei, istituti d’arte e finan-
ziamenti a progetti internazionali come «Oro
Verde» in Guatemala per salvare la foresta
tropicale.
Per quanto riguarda l'Italia l'iniziativa più
recente riguarda una collaborazione con l'U-
NlCEF: il tramite dell’iniziativa sono gli utenti
stessi Lotus che, rispedendo alla società la
cartolina di registrazione contenuta in un
qualsiasi pacchetto, danno automaticamente
corso ad un versamento di 5000 tire com-
piuto da Lotus a favore deil'UNiCEF.
Nel 1990 le
spese per dona-
zioni sono ar
montate a
4.3 milioni
di dollari.
unicef
(continua a pag 381
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
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NEWS
Da Deltapoint Freezeframe
per Windows
È stato annunciato alla Ime di settembre
il rilascio da parte di Delta Point Ine. DI Free-
zeFrame per Windows, il nuovo prodotto di
una linea di utility grafiche, disegnato per
aiutare gli utenti a lavorare meglio in am-
biente Windows e a personalizzare il pro-
prio desktop con urna varietà di applicazioni.
Completo di convertitori di file, visualizza-
tori, editor e stampa file, nonché di icon
edit. cosi come completa è la collezione di
clip art e «wallpaper» per Windows. Free-
zeFrame è rivolto ad un target di utilizzatori
che va dal professionista della grafica al
giornalista e cosi via.
Una collezione di utility permette la con-
versione di numerosi file grafici, circa 20
bitmap e 15 vettoriali più 9 formati fax, e
permette all'utilizzatore di vedere e stampa-
re contemporaneamente più di un file per
volta.
Naturalmente gli utenti possono produrre
le loro schermate grafiche a colon diretta-
mente con le opzioni di Screen Capture di
FreezeFrame per essere poi usate in virtual-
mente qualsiasi applicazione.
Impegno strategico Unix
annunciato da Zenith
Data Systems
L'annuncio di un impegno strategico per
Il mercato dello Unix e un accordo dì col-
laborazione con The Santa Cruz Operation
(SCOI nell'area del software di sistema han-
no costituito gli elementi novità della pre-
senza a I2U di Zenith Data Systems, la so-
cietà del gruppo Bull specializzata nell’area
dei personal computer.
Erano presenti nello stand Zenith Data
Systems Italia un modello tower, Z486/33
ET ad architettura EISA e con CPU 486/DX
a 33 MHz. e sistemi desktop basati su CPU
.486/SX a 25 MHz e 1486/DX a 33 MHz.
Questi ultimi due erano utilizzati a I2U co-
me workstation Unix ad alte prestazioni su
cui giravano un programma applicativo per
calcolo ad elementi finiti («Cosmos »della
società Sicadl e l'ambiente grafico «Open
Desktop»di SCO. Sul sistema tower veniva-
no Invece presentati soluzioni gestionali
multiutente basate sul pacchetto «Xenia»
della società SISTEDA.
Come parte di questo impegno strategico
per l'ambiente Unix , Zenith Data System
ha annunciato la collaborazione con il forni-
tore leader di prodotti software Unix, thè
Santa Cruz Operation. una partnership che
si affianca a quelle In atto con Microsoft e
Novell e finalizzate alla realizzazione di un
ambiente elaborativo sempre piu aperto e
in grado di integrare piattaforme tecnologi-
che diverse. La disponibilità di Unix SCO
System V e di SCO Open Desk Top. in par-
ticolare, certificati sui sistemi ZDS permet-
tono di avere a disposizione una piattaforma
ideale per lo sviluppo e la gestione di ap-
plicazioni in ambito di reti, anche di elevata
complessità, per compiti gestionali, grafici,
tecnici e scientifici.
Da Intel il nuovo
486 DX2 a 66 MHz
Intel Corporation ha ampliato la propria fa-
miglia di CPU Intel 486 con l'introduzione
del microprocessore Intel 486 DX2 a 66
MHz. Il più nuovo microprocessore dalle
elevatissime prestazioni attualmente dispo-
nibile, rende possibile ottenere lutti i van-
taggi di una frequenza di funzionamento di
66 MHz in un sistema Desktop, a prezzi
contenuti grazie all'utilizzo della tecnologia
per il raddoppio della frequenza di funzio-
na mneto.
I sistemi che utilizzano il microprocessore
intel 486dx2 a 66 MHz con un clock di si-
stema di 33 MHz possono eseguire i softwa-
re applicativi ad una velocità media che può
anche essere del 70% superiore a quella di
sistemi con CPU intel 486 DX a 33 MHz
La famiglia dì CPU Intel 486DX2 opera ad
una frequenza interna doppia rispetto a quel-
la delle restanti parti del sistema: ciò per-
mette di ottenere progetti di costo ridotto e
prestazioni eccellenti, il microprocessore In-
tel 486 DX2 a 66 MHz, cosi come la CPU
Intel 486 DX2 a 50 MHz. dà modo ai pro-
duttori di computer di realizzare macchine di
elevatissime prestazioni a prezzi piu ridotti di
quanto non fosse possibile in passato.
Bill Rash, direttore per il marketing in Eu-
ropa. ha affermato «Il successo della CPU
Intel 486 DX2 a 50 MHz ha superato le no-
stre aspettative Abbiamo già consegnato ol-
tre 300.000 unità in tutto il mondo e ci aspet-
tiamo una accoglienza ancora più favorevole
alla CPU a 66 MHz. Le reazioni dei clienti so-
no state eccellenti; oltre 25 produttori di
computer commercializzeranno prodotti ba-
sati sul microprocessore Intel 486 Dx2 a 66
MHz entro i trenta giorni successivi all'an-
nuncio del chip. I vantaggi del nuovo com-
ponente per i produttori di sistemi sono evi-
denti : si è ridotto il tempo necessario per ap-
prontare sistemi con CPU a 66 MHz. Gli
utenti traggono vantaggio dalla disponibilità
di applicazioni piu complesse per applicazioni
in ambienti GUI a finestre nei sistemi de-
sktop, e possono efficientemente utilizzare
la maggior potenza e velocità nei server».
Il nuovo chip contiene una unità RISC in-
tegrata per elaborazione su interi, un'unità
per aritmetica in virgola mobile (FPUI e una
cache interna. Grazie all'impiego della tecno-
logia Intel per il raddoppio della frequenza di
funzionamento, la CPU, la FPU e la cache
operano ad una velocità doppia rispetto al
bus della CPU. La CPU Intel 486 Dx2 a 66
MHz opera a 55 MIPS.
La nuova CPU è già in produzione e ne so-
no stati consegnali già oltre 20000 unita. In-
tel commercializzerà inoltre un processore di
upgrade Overdrtve per sistemi DX2 a 66
MHz a partire dal 1993.
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NEWS
Microway: Scheda PC
con proiezioni di immagini
La EL.CO.MI. srl rappresentante esclusivo
per l'Italia della Microway (MRT) A/S Norve-
gia ha introdotto sul mercato una scheda per
PC. denominata MS 900 che integra la pos-
sibilità di manipolare eventi digitali con l'ela-
borazióné di immagini ottenute da sensori a
stato solido ICCD) o da qualunque telecame-
ra tradizionale. A corredo dell'apparecchio è
anche presente un tool di software adegua-
to, di base scritto in C, che consente allo svi-
luppatore di sistemi la facile integrazione del-
la MS 900 nelle proprie applicazioni.
Indicata per i settori industriali che preve-
dono il controllo, la classificazione e l'indiriz-
zamento di unità di produzione manufatte,
detta scheda può essere utilizzata per misu-
rare il contorno degli oggetti e per calcolare
distanze, diametri, lunghezze, aree e devia-
zioni dallo standard programmato. Ma non
solo, quando collegata ad impianti di illumi-
nazione o telecamere multiple, la MS 900
potrà calcolare la posizione tridimensionale e
l'orientamento di un oggetto, oppure essere
utilizzata per guidare un robot Inseribile in
un comune bus ISA di un PC compatibile
286, 386 o 486 ha per corredo una versatile
interfaccia video che assicura l'immediato
collegamento a telecamere standard e non,
Si potranno utilizzare 6 ingressi video per 2
telecamere a colori oppure 2 set di 3 tele-
camere b & w. Tutte le conversioni A/D tra
i segnali verranno fatte su scheda, come pu-
re il supporto di canali digitali I/O. La potenza
di elaborazione sarà da 20 a 90 MIPS (da 1,5
fino a 12 MFLOPI ottenuta con moduli in pa-
rallelo da aggiungere per aumentarne le pre-
stazioni, mentre in ogni caso ogni processo-
re potrà estrarre l'intera immagine o parti di
essa per effettuarne l'analisi. Oltre a control-
lare processi industriali sull'Identificazione di
oggetti, è altresi ottimale in sistemi medicali
(analisi automatica di campioni biologici, rag-
gi X, conteggio globuli) come pure in apparati
di sorveglianza (rilevamento dei movimenti,
sicurezza in aree ben definite, ispezioni dì
banconote).
Nuove stampanti a colori
digitali da Metrum
Metrum Imagrng Products ha annunciato
l'mtroduzione in Europa della nuova Metrum
Fotoprint 1000, la prima stampante a colori
digitale che combina la qualità di esposizione
digitale con l'economicità dei tradizionali
mezzi fotografici di stampa e processing.
La nuova stampante produce ad un basso
costo stampe con qualità fotografica da una
gran varietà di computer e altre sorgenti di-
gitali. È specificamente disegnata per lavori
di «photofinishing» da laboratorio con ritocco
elettronico, e per la riproduzione di stampe di
alta qualità dal nuovo mercato Photo CD
La FP1000, può produrre 100 differenti
stampe/ora con una risoluzione di 300 dpi e
una palette di 16 milioni di colori, Usando
carte fotografica standard RA-4 o compatibile
la stampante produce copie per meno di 40
S a copia in una varietà di grandezze, dalla
"Ah alla "A4".
La FP1000 contiene un «motoreuper espo-
sizione digitale sviluppato da Metrum ed un
processore integrato fotochimico realizzato
per Metrum dalla Thermaphot, un leader te-
desco nel campo dei prodotti per il fotoritoc-
co. Metrum usa un particolare sistema di
esposizione basato su tubo catodico a fibre
ottiche che permette in una singola passata
una stampa continua a colori con velocità di
un pollice al secondo. La grandezza variabile
dei punti e uno speciale algoritmo di scrittura
permettono di produrre immagini di qualità
fotografica anche da sorgenti a bassa risolu-
zione.
Per la fine del 1992 la stampante digitale
a colori FP1000 verrà commercializzata ad un
prezzo di 42.000 $.
Amiga:
Update Vortex ATonce
È in corso di distribuzione l'update softwa-
re per la scheda emulatore IBM ATonce 286
della Vortex tedesca, uno dei prodotti per
Amiga più venduti neH'ambito della emula-
zione di sistemi, Tutti gli utenti registrati di
schede ATonce, ATonce classic e ATonce
Plus avranno senz'altro ricevuto, free of char-
ge. la versione 3.0 del software di gestione
che si dichiara compatibile AmigaDOS 2.0 e,
soprattutto, compatibile MS-DOS 5,0. L'usci-
ta video, che come sappiamo è in emulazio-
ne. è stata ottimizzata come pure pam del
programma, e tale improvement è basato
sullo Sviluppo dell'emulatore ATonce 386SX
della Vortex denominato Golden Gate. Ogni
utente che non avesse ricevuto ancora l'up-
grade è consigliato di recarsi dal suo distri-
butore di zona, oppure di rivolgersi diretta-
mente alla Vortex tedesca spedendo solo un
floppy disk formattato, una busta postale au-
to-indirizzata ed un International Reply Cou-
pon. Allo stesso tempo, chi volesse passare
alla Golden Gate, emulatore 386SX, da una
qualsiasi ATonce potrà rivolgersi anch'esso
alla Vortex. Stesso discorso di upgrade an-
che per la ATonce 386SX per sistemi Alari;
la versione software aggiornata è la 5.23. do-
ve sono state ottimizzate l'amministra2ione
della RAM e le operazioni con partizioni HD
più grandi di 32 MB sotto DOS.
Opensoft distribusice TUN
Esker, società europea per lo sviluppo di
software, ha appena firmato un contratto di
distribuzione di programmi TUN con Open-
soft, divisione di ESA Software, e leader in
Italia nella distribuzione di software e hardwa-
re add-on per il mondo UNIX.
TUN è una gamma che comprende cin-
que prodotti di comunicazione fra i mondi
DOS e Unix. Questa offerta è attualmente
la più completa disponibile sul mercato e ri-
sponde a tutte le esigenze di integrazione
del PC nel mondo Unix.
Tun“Kid è II prodotto entry-level di Esker.
Offre a PC collegati via seriale a sistemi Unix,
le funzioni di emulazione di terminale, con-
divisione delle risorse e trasferimento file.
Tun'TCP è una implementazione TCP/IP in
ambiente DOS. Basato su un kernel residen-
te, permette oltre alle funzioni standard
(«ftp», nrexec», «telnet», ...| dì utilizzare da-
tabase condivisi oppure server x-window per
Dos. Basato sulle interfacce packet driver,
Odi e Ndis, utilizza le schede più diffuse e
funxziona senza problemi sulle reti locali più
note .
TUN*Plus è una evoluzione di TUN'TCP.
Oltre al TCP/IP contiene due moduli di emu-
lazione terminale, uno in modalità DOS, l'altro
per ambiente MS-Windows. Entrambi i mo-
duli consentono di effettuare file transfer con
i sistemi Unix,
Tun'Unix è destinato ai server Unix ed è
complementare a Tun'Plus. Consente ad un
utente Dos di utilizzare risorse del server
Unix, Inversamente, una stampante locale
Dos potrà essere gestita come dispositivo
Unix.
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NEWS
CD-I Compact Disc
Interattivo Philips
La rivoluzione multimediale
degli anni Novanta
La musica, i commenti parlati, le fotogra-
fie, il testo e le immagini in movimento. Tutti
i sistemi per comunicare, msomma combi-
nati su un nuovo prodotto veramente multi-
mediale: il CD-I sviluppato da Philips dispo-
nibile anche in Italia a partire dall'autunno.
Il lettore CD-I ha le dimensioni di un video-
registratore, si collega a un qualsiasi TV e si
attiva con un telecomando. Per entrare nel
mondo dei CD interattivi, non c'è che l'im-
barazzo della scelta i titoli disponibili sono
numerosi. Seduti in poltrona si può visitare
un museo, ammirando ‘ quadri, leggendo i
testi di presentazione e magari ascoltando la
musica dell'epoca delle opere, giocare a golf,
con effetti sonori e immagini reali di campi
famosi. Oppure ascoltare musica con la stes-
sa qualità del CD audio vedendo scorrere sul-
lo schermo televisivo, magan all'interno di un
juke-box «old stylei>. i testi delle canzoni e la
biografia del cantante.
La disponibilità crescerà al ritmo di 4/5 ti-
toli mese, anche in lingua italiana. Sono state
strette alleanze con molti editori, tra i quali
Rizzoli.
I CD-I ospiteranno programmi diversi: dagli
strumenti didattici interattivi ai film nei quali
si potrà intervenire sullo svolgimento della
trama.
II CD-I serve per l'apprendimento delle lin-
gue. Con la serie Language Master lo stu-
dente. oltre a leggere un testo in lingua stra-
niera, può contemporaneamente sentirne la
pronuncia, vedere un'immagine deH'oggetto
e della situazione a cui si nferisce ed ese-
guire un esercizio per verificare l'apprendi-
mento.
Il primo lettore CD-I della Philips è il 220
Matchline che riproduce anche CD audio A
breve l'introduzione di un portatile con scher-
mo LCD da 6" incorporato il CD-I 360.
Non è tutto il CD-I serve anche agli ap-
passionati di fotografia. Si chiama Photo-CD
lo sviluppo congiunto di Philips e Kodak per
un sistema che combina la tecnologia del CD
con la tradizionale tecnologia fotografica.
Photo-CD visualizza sullo schermo del te-
levisore di casa sino a cento fotografie per
ogni compact. Senza buttar via la vecchia
macchina fotografica, i negativi o le diaposi-
tive vengono portate in un laboratorio che
prowedera a riversare le immagini su CD, La
qualità delle immagini riprodotte sulla TV è
ovviamente la massima ottenibile.
HP: nuovi Vectra
e nuovi PC Desktop
per la rete
Hewlett-Packard ha presentato il piu po-
tente PC delia famiglia personal computer
predisposti per il collegamento in rete, il mo-
dello HP Vectra 386/25N.
Il nuovo PC, con un prezzo di listino che
parte da lire 2.420.000 combina caratteristi-
che di sicurezza rete integrate, alte presta-
zioni e compatibilita,
Il nuovo PC HP Vectra 386/25N, basato su
Intel 386SX, è stato progettato per soddisfa-
re le necessità specifiche degli ammimstra-
ton e degli utenti finali degli ambienti di reti .
Il PC è predisposto per un funzionamento
immediato, «collega e vai», sia per il funzio-
namento in rete che da solo: i nuovi PC HP
Vectra 386/25N possono essere forniti pre-
configurati con una scheda HP di interfaccia
dì rete Ethernet a 16 bit, per doppino non
schermato, dotata di buffer di I/O da 32
Kbyte per aumentare la velocità di trasmis-
sione dei dati in rete Per garantire la sicu-
rezza dei dati e dell'accesso alla rete sono
presenti alcuni dispositivi hardware e softwa-
re che impediscono alle persone non auto-
nzzate di accedere al PC.
Sul fronte dei desktop HP annuncia Vectra
486U ad elevate prestazioni, i primi personal
in grado di offrire piena potenzialità di pre-
stazioni e massima possibilità di upgrade, il
tutto ad un prezzo competitivo di 5.465.000
lire come prezzo base.
La nuova serie di PC dispone della più re-
cente tecnologia video, denominata Locai
Bus Video e si pone ai massimi livelli in fatto
di flessibilità e di upgrade del processore. Le
particolari caratteristiche di questi PC li ren-
dono adatti ad essere utilizzati come server
di rete o per ambiente multiutente, conte-
stualmente le elevate prestazioni grafiche lo
rendono prezioso per ambienti Windows, X
Windows e ambienti CAD
Hewlett Packard ha inoltre annunciato che.
alla fine dell'anno, aggiungerà un quarto mo-
dello, alla nuova serie di PC ad elevate pre-
stazioni, il PC HP Vectra 486/66U. Anche
questo PC utilizzerà come il modello Vectra
486/50U, il nuovo Chip Intel DX2 (doppia ve-
locità!, consentendo potenzialmente all'uten-
te di triplicare la velocità originale del proprio
PC se utilizzato, per esempio, per modificare
un PC 486 funzionante a 25 MHz
92
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
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rapporto di franchezza e di fiducia con i nostri clienti.
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inalterato il nostro metodo di lavoro. Vi Invitiamo a
telefonarci ed a comunicarci le vostre esigenze: vi
proporremo quella che, alla base delle nostre esperienze e
delle ultime novità del mercato, rappresenta per voi la
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NEWS
KYE Systems Corporation:
Genius Hipen
KYE Systems Corporation propone un nuo-
vo standard di mercato nel campo delle pe-
riferiche di input con il debutto di Genius Hi-
pen, Combinando una attraente penna con
una tavoletta di lavoro da desktop Genius Hi-
pen fornisce una interfaccia intuitiva e un si-
stema di puntamento che converte qualsiasi
sistema desktop in un modello basato su in-
terfaccia a penna, Windows for Pen Compu-
ting è lo strumento software dì interfaccia
con la nuova periferica, dispone del ricono-
scimento della scrittura manuale e di altre
applicazioni espressamente basate sull'uso
della penna. KYE Systems fornisce comun-
que una serie di utility per Hipen che ne
massimizzano la versatilità e la semplicità
d'uso. Completamente compatibile con mou-
se Microsoft, Hipen si connette alla porta se-
riale per uno uso immediato su desktop. Do-
tata di led di status sul box di interfaccia la
penna è completamente configurabile per
sostituire totalmente o in parte tastiera e
mouse, viene anche fornito il software Zsoft
PC Painibrush IV per il primo uso.
Da Softcom
nuovi PC professionali
La Softcom srl, società specializzata in
commercializzazione di personal computer e
periferiche, in occasione dello SMAU '92 ha
presentato una linea professionale di fascia
più elevata, con caratteristiche e prestazioni
di rilievo. Questa nuova linea, chiamata Ma-
ster PRO, si differenzia da PC Master Euro-
line, linea tuttora esistente, per le sue ele-
vate prestazioni, per alcuni accessori inclusi
nel prezzo e per numerose ed interessanti
particolarità che vediamo in dettaglio.
Pane da un modello base con micropro-
cessore 386 a 40 MHz con 128 K di Cache,
che ha la caratteristica di essere facilmente
espandibile: infatti è sufficiente sostituire la
CPU della motherboard per ottenere un si-
stema 486 (SX, DX o DX2). Si passa poi ad
un modello 486 (33 o 50 MHz) Locai Bus. un
rivoluzionario sistema che permette di elimi-
nare definitivamente i classici «colli di botti-
glia» dovuti al trasferimento dati tra CPU e
scheda video, permettendo cosi di lavorare
in tempo reale.
Si arriva infine ad un modello 486 (33 o 50
MHz) EISA e 486/66 DX2.
Inoltre tutu i sistemi sono caratterizzati da
una scheda accéleràtrice, di tipo IDE. Con
una cache di 512 K espandibile a 85 Mb an-
che in versione locai bus, che permette di
ottenere prestazioni elevatissime a livello tra-
sferimento dati da e per l'hard disk (circa 0.4
msl.
Con master PRO non si è trascurata nean-
che la sicurezza, con l'adozione di alimenta-
tori a norme CEE. La dotazione di accessori
comprende oltre che manuali in italiano e in-
glese, tastiera di qualità, display digitale, sul
cabinet, anche un mouse a 400 dpi con
Quattro PRO in italiano incluso nel prezzo.
Si è pensato anche ai portatili con un nuo-
vo modello professionale di notebook con
microprocessore 80486 a 33 MHz di memo-
ria, espandibili sino a 8 Mb. ed un hard disk
di 200 Mb tutto in 4 Kg. con formato A4, ed
un modello a colon sempre basato su un mi-
croprocessore 80486/33 a banda passiva, ad
un prezzo inferiore a L 5.000.000.
Fra gli accessori presentati da Softcom
particolare interesse ha suscitato Pocket
VGA to Pai. un sofisticato e piccolo hardware
in grado di inviare immagini standard VGA su
apparecchiature video PAL, il tutto a costi ac-
cessibili.
Microsoft annuncia Cinemania
Microsoft ha annunciato Cinemania, una
guida cinematografica veloce e divertente
per i Multimedia PC. Sfruttando la tecnologia
multimediale, Cinemania offre 19000 recen-
sioni dì film dal 1914 al 1991, biografie di at-
tori, registi e produttori, come pure immagini
di film, dialoghi tratti da pellicole classiche ed
una lista dei premi Oscar
Cinemania presenta testo interattivo, im-
magini e suoni che fanno rivivere film classici
e contemporanei, oltre a recensioni, biogra-
fie, un esteso glossario ed altro ancora. Cuc-
cando sui pulsanti del telecomando su scher-
mo, gli utenti possono trovare istantanea-
mente riassunti tratti dalla Movie and Video
Guide 1992 di Léonard Martin, oppure scor-
rere attraverso migliaia di voci tratte da The
Motion Picture Guide e The Encyclopedia of
Film fornite da Baseline, il servizio informa-
zioni per l'industria dell'intrattenimento.
I film possono essere ricercati per genere,
attore, regista, giudizi della critica, premi
Oscar e persino classificazione MPAA. Un
esteso glossario informa gli utenti sul lin-
guaggio dell'industria cinematografica, for-
nendo definizioni per ogni termine, da «best
boy» e «film noir» a «cinema veritéu e «se-
cond unii». Inoltre una volta che l'utente ha
selezionato un film, la caratteristica di listma-
ker può essere usata per prendere delle note
o per stampare una lista da portare al nego-
zio di video. Cinemania è disponibile da ot-
tobre ad un prezzo di lire 120.000 I requisiti
del sistema sono: un Multimedia PC (con
CD-ROM), una scheda sonora, un mouse ed
una scheda grafica VGA o VGA+ o un PC
equivalente con kit di aggiornamento MPC.
Microtek distribuirà
i prodotti Seagate
in Italia
La Microtek è stata creata nel 1985 dai
fondatori di uno dei maggiori produttori di pe-
riferiche per computer in Italia e si è specia-
lizzata nella vendita di prodotti quali control-
ler. unità disco, notebook e stampanti a ri-
venditori e canali di integratori a sistema.
La società con sede a Roma, ha una filiale
a Milano e due agenti di rappresentanza per
la vendita di prodotti Microtek in Puglia e Si-
cilia. Il successo della società è evidenziato
da una crescita del 100% nell'ultimo anno fi-
naziario rispetto all'anno precedente. France-
sco Loiacono, uno dei fondatori, spiega «La
crescita del mercato italiano non accenna a
rallentare, nonostante le attuali difficoltà eco-
nomiche In questa realtà commerciale, il
successo deila società è stato costruito gra-
zie ad una sana gestione, ai giusti sostegni
finanziari e al dinamismo dei nostri agenti
vendita. Siamo felici che la nostra collabora-
zione con la Seagate ci dia ora l’opportunità
di trattare prodotti rinomati per la loro tec-
nologia allo «stato dell’arte» e qualità che
permetteranno alla Microtek di consolidare la
propria posizione di leader nel mercato delle
periferiche per computer»
Il congresso MCA
legge il futuro
dell'informatica
E stata Torino, quest'anno, ad ospitare la
venti novesima edizione del Congresso AICA,
l'Associazione Italiana per l'Informatica ed il
Calcolo Automatico. Il convegno, patrocinato
dal Ministero dell'Università e della Ricerca
scientifica e tecnologica, dal CNR, dalla Pre-
sidenza del Consiglio Regionale del Piemon-
te e dalla città di Torino, si è svolto dal 21 al
23 ottobre presso le sale del Centro Con-
gressi dell’Unione Industriale.
Ad intervenire nelle tavole rotonde, nelle
sessioni e in quelle parallele in cui si articola
l'appuntamento AlCA, sono stati docenti uni-
versitari, esponenti fra i più significativi del
mondo industriale e produttivo ed esperti del
settore provenienti da tutta Italia, chiamati a
fare il punto sul presente e sul futuro del-
l'informatica.
L'AICA conta oltre 2000 soci individuali e
250 membri collettivi: fondata il 4 febbraio
1961 è oggi la più importante associazione
naìzonale indipendente di professionisti del-
l'informatica. Sul piano intemazionale l'AlCA
è membro dell'IFIP.
Finalità principale dell'AlCA è lo sviluppo
delle conoscenze attinenti la disciplina infor-
matica in tutti i suoi aspetti scientifici, appli-
cativi, economici e sociali.
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Smartech Technology:
nuovi sistemi di input
lp;2d II sogno degli utilizzatori di computer
si è finalmente avverato: ri PostMouse com-
bina mouse, tastiera, tavoletta grafica, siste-
mi di input a penna e macro in un'unica pe-
riferica di input. PostMouse clicca. disegna,
scrive, definisce ed esegue macro in modo
veloce, con accuratezza ed efficienza per
ogni applicazione giornaliera. La risoluzione
è di 3-048 linee per pollice, mentre il «repor-
t rate« è estremamente rapido. PostMouse
è un sistema basato su una penna intelli-
gente. è capace di riconoscere la scnttura a
mano e di imparare diversi tipi di caratteri.
L'area di lavoro è di 6 x 6 pollici (152.4 mm
x 152.4 mm). ha un driver mouse built-in,
un driver Windows, software di riconosci-
mento e emulazione bullt-m del mouse stan-
dard Microsoft e Mouse System.
Come device di input grafici Smartech
propone invece la serie dr tavolette grafiche
SmartPad. dotate anche di cursore a 6 bot-
toni. Il disegno ergonomico e la qualità pro-
fessionale fanno di SmartPad un accessorio
immancabile per gli utilizzatori CAD/CAM'
come il precedente prodotto SmartPad è
sufficientemente veloce per lavorare con
computer 486 senza perdite di dati-
li mouse viene emulato ir modo hardwa-
re e software, alcuni led, fra cui quello di
«prossimità» tengono sotto controllo l'anda-
mento delle operazioni svolte sulla tavolet-
ta, è anche prevista l’installazione per man-
cini o destrorsi a completa scelta dell'uten-
Riduzione listino prezzi
e nuovo PC a 66 MHz da Dell
Seguendo il suo favorevole momento di
mercato e forte dei positivi risultati finanziari
relativi alla prima metà del suo anno fiscale,
grazie anche al continuo miglioramento di
efficienza, Dell Computer presenta il suo
nuovo listino prezzi con validità immediata,
che contiene significative riduzioni di prezzo
su tutta la sua linea di prodotti.
La riduzione dei prezzi Dell arriva in con-
temporanea con la presentazione dei nuovi
sistemi basati sul nuovissimo microproces-
sore Intel 486 DX2 a 66 MHz e del suo nuo-
vo notebook 320SLi, ed agli ottimi risultati
economici ottenuti in chiusura del secondo
trimestre fiscale.
La diminuzione dei prezzi risulta articolar-
mente più significativa sui modelli più sofi-
sticati. quali sistemi da pavimento e note-
book. A questo si accompagna la decisione
di offrire configurazioni di base più ncche e
di inserire MS-DOS 5.0 e Windows 3.1 ed il
mouse di sistema Dell con standard in ogni
sistema.
Le configurazioni minime suggerite sono,
ad esempio, il sistema «entry level» Dell
325 basato su processore i386SX a 25 MHz
e proposto con 4 MB di memoria RAM e 50
MB di disco fisso. Monitor a colori VGA per
Ut. 1.990.000, oppure il più conveniente si-
stema i486 disponibile, Dell 486P/25 basato
su I486SX a 25 MHz, che nella configurazio-
ne di base comprende 4 MB di RAM e un
disco fisso da 120 MB e costa Lit.
2.490.000 con monitor VGA a colon. Signifi-
cativo anche il prezzo del modello da pavi-
mento 433SE, con 8 MB di RAM e 230 MB
di Hard Disk proposto a Ut. 5.990.000. mo-
nitor incluso. Infine il notebook a colori
325MC che può essere acquistato per sole
Lit. 3.990.000, in configurazione da 4 MB
RAM e Disco Fisso da 60 MB
Multimedia Communication:
joint venture development
Motorola-British Telecom
Nella capitale inglese, lo scorso settem-
bre. Motorola e British Telecom Visual and
Broadcast Services hanno annunciato un
programma di sviluppo della tecnologia che
consentirà di realizzare una nuova generazio-
ne di prodotti multimediali, Attraverso que-
sta collaborazione, BT e Motorola per i ri-
spettivi campi, metteranno in campo le
esperienze acquisite nel settore delle video-
conferenze ed in quello della produzione di
semiconduttori. L'obiettivo sarà quello di mi-
gliorare la qualità e di ridurre i costi delle
tecniche di videoconferenze, attualmente
basate su dispositivi detti videocodec. ne-
cessari per effettuare la compressione delle
immagini video o di quelle televisive digita-
lizzate, in modo da poterle po> trasmettere
attraverso arcuiti digitali comunemente usa-
Da parte sua Motorola procederà ad inte-
grare la tecnologia di videocodifica standard
messa a punto da British Telecom in un set
di processori che renderà possibile le comu-
nicazioni multimediali su PC attraverso l'ela-
borazione congiunta di video in tempo reale,
di fermo immagine e di dati, commercializ-
zando il set e distribuendolo, mentre la BT
incorporerà lo stesso set nei progetti per vi-
deocomunicazione venturi mediante produ-
zioni di schede per PC. Secondo una stima
Motorola il prezzo per produzione in volumi
sarà di circa 100 dollari a set e la disponibi-
lità commerciale per il 1994. In sintesi si po-
trà condensare tutta la tecnologia oggi esi-
stente nel campo delle apparecchiature per
videoconferenze ed integrarle in un unico
chip set che potrà essere virtualmente inse-
rito in qualsiasi personal computer
Secondo British Telecom, lo sviluppo di
supporti di memorizzazione a basso costo e
di standard come MPEG, nota tecnica di vi-
deocompresstone in tempo reale, e JPEG,
tecnica di compressione di immagini e gra-
fica, hanno reso possibile memorizzare, re-
cuperare ed elaborare flussi di dati audio e
video più o meno nello stesso modo in cui
un word-processor gestisce un testo.
Il chip set di comunicazioni multimediali
sarà costituito da tre circuiti integrati' un
processore di sistema, detto Shell proces-
sor, un processore di nucleo ed un proces-
sore di input/output. Il chip set aderirà agli
standard internazionali, compreso lo stan-
dard audio e video MPEG, JPEG e la serie
H. e G. per la videocomunicazione compresi
H.261 e G.728. L'implementa2ìone comple-
ta richiederà l'aggiunta di convertitori AyD e
D/A e di memoria RAM. A proposito di me-
moria, si tende a sottolineare che il prodotto
Motorola/BT, a differenza di altri chip set di
cui si è parlato in campo industriale, non ri-
chiede l'utilizzo di memorie private ma inve-
ce integra tutta la memoria di cui ha biso-
gno in un unico sottosistema DRAM condi-
viso a basso costo, semplificandone di mol-
to l'integrazione e riducendo l costì Inoltre
tale prodotto non richiederà l'uso di un co-
dificatore/decodificatore esterno PAUNTSC.
Sarà realizzato dalla Divisione Circuiti Inte-
grati MOS Digitali e Analogici utilizzando
tecnologia CMOS semicustom avanzata con
alimentazione di 3,3 volt II chip set sarà poi
commercializzato da Motorola In tutto il
mondo come prodotto standard, e da British
Telecom che lo inserirà nei suol prodotti fi-
niti.
Nelle previsioni future, a scadenza bienna-
le verranno aggiunte prestazioni quali un mi-
glioramento della qualità sulle immagini di
grandi dimensioni e la compressione di dati
video ed audio in formato stereo per memo-
rizzazioni, consentendo di combinare video
comunicazioni dal vivo con immagini e suoni
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NEWS
ENADA
Esposizione Nazionale Apparecchi da
Divertimento Automatici
di Paolo Ciantelli
Tool di sviluppo
sotto Windows da llog
Conosciuta per i suoi tool di sviluppo per
workstation Unix e VMS, la francese llog
propone ora agli utenti di PC la sua gamma
di prodotti di grafica MASAI (con la libreria
AIDA), MAI DA CALC e MAIDA 2D e i suoi
tools di I. A. Pecos e SMECI
Sono orami disponibili su Windows 3. X le
stesse funzionalità che llog propone sotto
Unix o VMS.
È garantita la portabilità sotto Windows di
tutte le applicazioni sviluppate su worksta-
tion DEC, IBM HP, Silicon Graphics o Sun
Microsystems, senza che sia necessaria la
modifica del codice originale. Inoltre, le ap-
plicazioni sviluppate con tools llog su queste
workstation conservano sotto Windows il
«look and feel» di origine.
Tra i programmi grafici di llog, MASAI è un
generatore potente d'interfacce grafiche do-
tato di una libreria grafica AIDA con più di
100 sofisticati «widgets». MAIDA CALC è un
generatore di spreadsheet e MAIDA 2D è un
tool CAD di creazione di grafici vettonali bi-
dimensionali.
Nel campo dell’ A I. Su PC, Pecos e Smeci
sono in grado di risolvere problemi comples-
si impossibili da trattare con algoritmi clas-
sici.
Pecos è un programma di sviluppo Object-
Oriented basato su Operazioni condizionali e
ideato per massimizzare l'organizzazione di
dati in funzione di condizioni combinatorie.
Può essere utilizzato per l'allocazione delle ri-
sorse. la pianificazione, la classifica o il po-
sizionamento.
Smeci è un generatore di S.E. Object-O-
riented che permette di esaminare contem-
poraneamente diverse soluzioni dello stesso
problema. Può essere usato come supporto
ai processi decisionali, alla diagnostica, alla
simulazione, alla configurazione e alla conce-
Novità Olivetti: alleanza
con BT e adozione di XPG4
Olivetti e BT (ex British Telecom) annun-
ciano di aver firmato e reso operativa un'im-
portante alleanza che riguarda il territorio eu*
ropeo esclusa la Gran Bretagna in base al-
l’accordo, BT potrà usufruire 24 ore su 24
della rete di oltre 2600 tecnici di assistenza
Olivetti complementari alla struttura BT già
presente in 31 città europee.
Olivetti fornirà l’assistenza sui prodotti e i
servizi di base della rete BT. Inoltre garantirà
il supporto ai terminali desktop installati pres-
so i clienti, che potranno così accedere ad
un'ampia gamma di tecnologie avanzate nel-
le soluzioni di telecomunicazione, come ad
esempio reti locali, applicazioni software e
personal computer.
L'accordo inoltre permette a BT di amplia-
re la sua gamma di servizi. Attualmente l'of-
ferta BT include installazione e supporto dì
reti intelligenti GNS e Syncordia, per la tra-
smissione su lunghe distanze di dati, voce,
immagini; servizi di rete, videoconferenza.
Altra notìzia ohe arriva da Olivetti è l'acco-
Per tre giorni, i visitatori della ventesima
edizione deH'ENADA presso la Fiera di Ro-
ma, si sono potuti calare fra le luci ed i suo-
ni di un'immensa sala giochi, sicuramente
la più grande e moderna, forte di 800 nuovi
modelli tra videogame, flipper, juke-box, vi-
deojuke-box. calcetti, biliardi, carambole,
giostrine per bambini e piccoli distributori.
La mostra annuale del divertimento au-
tomatico ed elettronico è stata organizzata
dalla SAPAR-AGIS che festeggia quest'an-
no trentanni di attività.
Il presidente della SAPAR-AGIS, in occa-
sione dell'inaugurazione, ha fatto il punto
sull’andamento del settore che si riassume
in alcune cifre significative: 450 mila appa-
recchi in attività in Italia, di cui 300 mila vi-
deo giochi, 50 mila flipper, 10 mila juke-box
e 90 mila tra calcetti, carambole e kiddie
rides, 400 miliardi di volume complessivo
di affari per l’industria, di cui 250 miliardi
per esportazioni in tutto II mondo, 1 00 mi-
liardi per importazioni e 50 per il mercato
interno, 80 aziende di primaria importanza.
3.500 operatori.
Tra le novità più interessanti della mostra
spiccano quelle che nguardano i videogio-
chi che, per soddisfare le esigenze del pub-
blico, hanno bisogno di un rinnovamento
continuo.
Tra i tanti nuovi ed originali, il «Virtual Ra-
cing», una sorta dì guida che utilizza una
nuovissima tecnologia di computer graphic.
È come un bolide di Formula 1 con lo stes-
so cambio a farfalla adottato dalle Ferrari.
Ha l’effetto controsterzante, il sedile che
avanza per inerzia quando si frena e le pa-
reti laterali che «strìngono» il giocatore in
curva per dargli l’effetto della forza centri-
fuga.
L'apparecchio consente di vedere la pi-
sta dall'Interno dell'auto, da dietro, da so-
pra e dall'alto di un elicottero di controllo
della gara.
Ambientato in una New York violenta è
il «Lethal Enforces» che si avvale della tec-
nica di digitalizzazione delle immagini con
sei ambientazioni possibili. Uno speciale
programma permette di adattare all'abilità
del giocatore il grado di difficoltà nel colpire
i bersagli. Completamente disegnata in 3D
la battaglia interstellare combattuta con lo
«Space Lords». Il videogioco consente dì
glìmento con grande favore del recente an-
nuncio del programma di certificazione XPG4
da parte di X/Open , ritenuto un significativo
passo avanti nello svluppo dei sistemi aperti.
XPG4 è m grado di soddisfare in modo com-
pleto le esigenze dell’utenze relative alla por-
tabilità e mteroperabilità tra sistemi e Olivetti
è impegnata a rilasciare prodotti conformi a
questo nuovo standard.
Olivetti è fondatore di X/Qpen e ha già ot-
tenuto la certificazione XPG2, XPG3 e XPG3
plus per la gamma dei prodotti che fanno
parte degli OSA (Open System Archi tecture).
VENTANNI ENADA
r r
ENADA
w
1972
1992
collegare tra di loro 2 apparecchi impiegan-
do in questo modo complessivamente otto
giocatori di cui quattro piloti e quattro na-
vigatori. Comunque a parte i vari videoga- |
me, un interesse a parte suscitava lo stand
della Pulsar di Riccione, dove veniva proiet-
tato un video riguardante la vera novità as-
soluta per l’Italia: il LaserDromo.
Il gioco nasce in Australia ed è antico e
tecnologico allo stesso tempo , ci si rincor-
re cercandosi a vicenda come a guardie e
ladri, con la differenza che le armature ed
i laser di cui si è in possesso nspettivamen-
te parano (memorizzando i colpi) e sparano
fasci di luce. Per ora il solo esistente sul
territorio nazionale si trova a Cattolica ed
occupa un'area di gioco superiore ai 800
mq.
Ogni sera 6 computer controllano le va-
rie gare, 20 fucili laser, 20 corpetti speciali,
un punto di osservazione ed oltre 100 ef-
fetti luce. Un gioco dove la famiglia lascia
andare volentieri i propn figli, come ha di-
chiarato uno dei membri della Pulsar, sot-
tolineando che cosi non solo si può scari-
care l'aggressività naturale dell'adolescen-
za, ma si fa un sano sport di movimento
all'aria aperta.
compresa la lìnea LSX 5000 di sistemi mi-
drange basati su Unix System V Rel.4 Ver 2.
La certificazione XPG4 consentirà ad Olivetti
di dimostrare che ì suoi prodotti soddisfano
le esigenze, sempre più numerose, di inte-
roperabilità fra sistemi eterogenei e multifor-
nitore.
La certificazione XPG4 è una significativa
estensione dì XPG3 e raddoppia il numero
dei componenti di un Sistema Aperto, la cui
conformità agli standard X/Open può essere
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NEWS
Microforum:
un servizio completo
per la preparazione dei CD-ROM
Il mondo delle comunicazioni e della mul-
timedialità è il protagonista dell'attuale tu-
multuosa fase della rivoluzione informatica.
Crescenti ed eterogenee quantità di dati ri-
chiedono sempre più frequentemente di es-
sere trasferite, conservate, elaborate: in tale
prospettiva appaiono non più sufficienti ed
adeguati i tradizionali supporti magnetici. Oc-
corre un nuovo supporto che unisca la sicu-
rezza e precisione assoluta a doti di affida-
bilità, resistenza, leggerezza' ma questo sup-
porto c'è già. il compact disk, reso famoso e
comune negli scorsi anni nella sua versione
musicale, e ora sempre piu diffuso in quella
informatica: il CD-ROM.
Il CD-ROM appare pertanto come il sup-
porto ideale per le esigenze di interscambio
di informazioni di ogni tipo del mondo mul-
timediale, capace com'é di conservare, con il
massimo della fedeltà, e far convivere sul
medesimo supporto dati di ogni natura (pro-
grammi, dati, immagini, suono) in quantità
straordinaria rispetto alla sua dimensione (fi-
no a 680 MB). L'utilizzazione dei CD-ROM,
che era possibile solo alle grandi aziende che
operavano su grosse quantità, è diventato, e
lo sarà sempre di più In futuro, un'esigenza
di molti utenti.
Listini prezzo, cataloghi, editoria in genere,
saranno sempre più offerti su questo nuovo
straordinario mezzo. Per questo Microforum
di Toronto (Canada), ben nota anche in Italia,
da anni all'avanguardia nel produrre e com-
mercializzare nel mondo supporti magnetici
di ogni tipo, offre ora sul mercato un servizio
davvero completo e di eccezionale praticità,
economicità e completezza per la produzione
di quantitativi di qualunque dimensione (da
uno in su) di CD-ROM.
A prezzi assolutamente competitivi per ogni
aspetto della produzione. Microforum segue
i propri clienti in ogni passo della realizzazione
curando la preparazione del master a partire
da qualunque sorgente: dischi magnetici, car-
tucce dati, nastri audio e video, fotografie ecc.
Terminata la fase di preparazione del ma-
ster, viene stampata una prima copia del CD-
ROM da sottoporre al cliente per una valu-
tazione realistica prima della produzione del
quantitativo richiesto, Grazie alla qualità delle
apparecchiature con le quali opera, Microfo-
rum è in grado di evadere ordini di qualunque
dimensione in tempi estremamenti ridotti,
offrendo nel contempo un prodotto finale di
elevatissima affidabilità, grazie anche all'uso
dei migliori supporti disponibili sul mercato.
Su ogni singolo CD è possibile inserire un
codice a barre individuale e un numero se-
riale progressivo. Su richiesta del cliente vie-
ne curata inoltre la veste grafica di presen-
tazione dell’involucro, dell'astuccio e degli
stampati annessi.
Macenjoy, adattatore joystick
per Apple Macintosh
Il mouse, correndo in mezzo alle altre vet-
ture In una gara di Formula Uno o combat-
tendo con il proprio Starfighter. non dà sem-
pre il massimo del piacere.
Adesso è possibile connettere qualsiasi
Joystick Atari o Commodore compatibile al
Macintosh usando Macenjoy, reso disponibi-
le dalla Atec tedesca ad un prezzo di 139
DM, che funziona con tutti i programmi che
usano il mouse, ma utilizzabile anche dai pro-
grammi che usano la tastiera: la direzione e
il pulsante di fuoco possono essere tradotti
in sequenze di tasti in modo da velocizzare
determinate procedure. Molti i parametri di-
sponibili via software come la risoluzione dii
schermo, il volume, l'accelerazione e la pos-
sibilità del fuoco automatico ripetuto.
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salvato per ogni programma in modo che
vengano caricati automaticamente all'uso dei
diversi programmi.
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103
NEWS
Una raffica di annunci da Symantec
La casa californiana che alcuni anni or so-
no acquisì i diritti delle utility di Peter Nor-
ton presenta questo mese sul mercato una
vera raffica di novità e l'annuncio di accordi
con altre aziende.
Quattro prodotti strategici dell'azienda
saranno distribuiti in Italia in versione na-
zionale. Time Line 5.0 per DOS è un pro-
gramma di gestione dei progetti precìso e
facile da utilizzare, che consente la gestio-
ne di qualsiasi grado di dettaglio. Sono sta-
te rese disponibili nuove funzioni, tra le
quali Individuai Resource Calendars, Var-
ymg Resource Availebility e Costs Over Ti-
me. che consentono una migliore organiz-
zazione dei piani di lavoro. Il Resource Con-
touring ottimizza l’uso delle risorse, mentre
la funzione di Multiple Project Resource
Leveling consente una migliore interazione
in rete del gruppo di lavoro.
La corrispondente versione per Win-
dows, attualmente la 1.0. semplifica ulte-
riormente le funzioni di progettazione sfrut-
tando appieno le caratteristiche dell'inter-
faccia. Entrambi i programmi sono dispo-
nibili in inglese con manuali di supporto in-
teramente tradotti m italiano.
The Norton Utilities 6.0 offrono un com-
pleto supporto del Dos 5.0 e si arricchisco-
no di numerose nuove funzioni che le ren-
dono ancora piu veloci, potenti e facili da
usare. Tra le nuove funzioni NDOS, un
estensore di funzioni del Dos che offre ser-
vizi come l'aggiunta di commenti ai nomi
dei file, un linguaggio batch esteso e la
traccia dell'esecuzione dei comandi diretti
(da command line).
I programmi TSR delle Norton Utilities
6.0 si caricano automaticamente nella High
Memory Area, quando questa è disponibi-
le. identificando eventualmente la presenza
di gestori avanzati come 386MAX e
OEMM e traendone vantaggio.
L'integrazione con le funzioni del Dos 5
è elevata; in particolare le Norton Utilities
6.0 fanno ampio uso delle caratteristiche
di manutenzione preventiva di questo si-
stema.
Delete Tracking e Mirror File sono utiliz-
zati al meglio per consentire un più sicuro
recupero delle informazioni. Il programma
è disponibile in versione italiana,
The Norton Antivirus 2.0 peT Dos e Win-
dows è in grado di riconoscere oltre 1 .000
tipi di virus; offre funzioni di ricostruzione
dei file infetti e consente di rimuovere tali
file a scelta dell'utente, Particolarmente
curata l'interfaccia Windows del prodotto,
con una finestra pop-up dì Windows Alert;
la casa Offre anche un servizio di assisten-
za continuativa dopo la vendita, con (a di-
stribuzione degli aggiornamenti delle im-
pronte dei virus presso la hot line telefo-
nica o telematica.
I prezzi saranno rispettivamente di L.
1.350.000 per Time Line 1.0 nella versione
Windows, L. 1.200.000 per Time Line in
versione Dos, L. 299.000 per The Norton
Utilities 6.0 e infine L. 295.000 per The
Norton Antivirus 2.0
Sul fronte delle unioni aziendali Syman-
tec annuncia la firma di un accordo con la
IBM Semea, in base al quale i clienti IBM
che acquisteranno un PS/2 riceveranno la
versione più recente di «The Norton Anti-
virus» , potranno inoltre ottenere gli aggior-
namenti delle impronte dei virus a condi-
zioni di particolare favore.
Infine Symantec Corporation annuncia di
aver raggiunto un accordo per l'acquisizio-
ne di Certus International Corporation.
Quest'ultima è l'azienda che ha realizzato
e distribuito NOVI, un prodotto antivirus, e
Certus. un pacchetto software per il con-
trollo degli accessi e la sicurezza dei dati.
Vocalfax, il fax interattivo
Un nuovo e rivoluzionano prodotto si pro-
pone come nuova macchina da usare al po-
sto dell' insostituibile telefax Vocalfax.
Vocalfax consente di creare una banca dati
dei vostri documenti e di renderli disponibili
24 ore su 24 e 7 giorni su 7 ai vostri clienti.
Vocalfax permette di inviare documenti via
fax, documenti che sono stati precedente-
mente memorizzati attraverso fax, scanner o
editor di testi; permette inoltre di archiviare
tutti i documenti che i vostri clienti quotidia-
namente vi inviano. Ogni documento è iden-
tificato da un numero di riferimento. L'aspet-
to particolarmente Interessante è che II co-
sto della comunicazione resta a carico del
cliente,
L' interattività si stabilisce utilizzando la ta-
stiera del vostro telefono e attraverso il dia-
logo con una applicazione vocale. In questo
modo l'utente collegato può. guidato dalla
sintesi vocale, muoversi all'interno di una
struttura informativa ad albero e richiedere
poi via fax i documenti che gli interessano
semplicemente digitando il loro codice nu-
merico di riferimento, l'utente può anche la-
sciare dei messaggi vocali in apposite caselle
predisposte.
Vocalfax è collegabile ad una o due linee
telefoniche e consente anche l'invio in dif-
ferita dei documenti richiesti, l’utente dovrà
solamente lasciare il proprio numero di fax e
Vocalfax automaticamente distribuirà in un
secondo momento il materiale richiesto
SI può provare il sistema telefonando, con
un apparecchio collegato alla stessa linea del
fax, allo 02-48955130.
WordPerfect:
accordi e nuovi prodotti
WordPerfect Corporation ha annunciato a
fine agosto il rilascio di WordPerfect 5.1 per
X Window System Adesso tutti gli utenti
WordPerfect per Unix hanno a disposizione
sugli X-terminal una nuova interfaccia piena-
mente WYSIWYG II prodotto è disponibile
per le stazioni Sun SPARC. mentre a settem-
bre è stata rilasciata la versione per
IBM/RS6000, SCO Unix. SCO Xenix. HP
9000 serie 700/800. e 88open,
La nuova interfaccia grafica include righel-
lo. controllo e dimensionamento del cursore
via mouse, finestre di dialogo e menu a ten-
dina. L’utente, in fase di installazione del pro-
gramma, può scegliere tra interfaccia utente
grafica GUI e interfaccia carattere, secondo il
sistema hardware posseduto.
Un altro annuncio riguarda l'accordo rag-
giunto tra WordPerfect Corporation e SunSo-
ft Ine. per condivìdere le risorse tecnologi-
che. Gli utenti WordPerfect beneficeranno
dell'interfaccia grafica OPEN LOOK, del Tool-
talk e dell'ONC/NFS, WordPerfect e Wor-
dPerfect Office potranno avvalersi delle fun-
zioni di Solaris 2.0 di Sunsoft, la totale com-
patibilità dei prodotti WordPerfect porterà
numerosi benefici anche agli utenti di Sun-
Soft. L'accordo prevede la collaborazione per
lo sviluppo delle future versioni di WordPer-
fect e WordPerfect Office, nonché dei pro-
dotti Sunsoft.
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NEWS
Central Point annuncia PC Tools 8.0
Central Point ha annunciato la versione
8.0 del proprio prodotto di punta, i noti PC
Tools. Presenti sul mercato dai primi tempi
dell'Ms-Dos. queste utility sono state sot-
toposte nel tempo a diverse revisioni sia
sostanziali che formali, fino a divenire un
prodotto integrato, flessibile e potente per
la gestione di funzioni di servizio su elabo-
ratori personali di qualsiasi dimensione.
Nella versione 8.0 sono state apportate
numerose modifiche; oltre 100 nuove fun-
zioni rispondono ai numerosissimi suggeri-
menti provenienti dagli utenti delle prece-
denti versioni del prodotto. Un ambiente
desktop integrato, una protezione antivirus
totale e un potente ottimizzatore di memo-
ria costituiscono le novità dì rilievo dell'an-
nuncio.
Il desktop offre un contesto a finestre
secondo i criteri ormai accettati delle inter-
facce grafiche. Parte integrante del de-
sktop è uno scheduler. che consente l'atti-
vazione a tempo di funzioni predisposte
dafl'utente. Sono inoltre presenti un con-
vertitore di task, che consente di passare
rapidamente da un insieme di programmi
in corso di esecuzione a un altro, e una
gamma completa di accessori ormai classi-
ci: blocchi per appunti, archivi, calcolatori.
Nella nuova versione di PC Tools è stato
incluso anche Central Point Anti-Virus
(CPAVI, una delle più note utility per la
scansione dei dischi e l'identificazione di
programmi infetti da virus. L'aggiornamento
dell’archivio delle impronte dei virus, fonda-
mentale per il mantenimento dell'efficacia
del programma, può essere realizzato pre-
levando le novità da un server di rete.
Particolare attenzione è stata dedicata al-
le funzioni di rete e alla gestione automatica
della memoria, presente in quantità sempre
crescenti negli elaboratori attualmente di-
sponibili sul mercato. RAMBoost è un nuo-
vo ottimizzatore della memoria, con funzioni
di caricamento automatico dei driver e dei
TSR in memoria alta.
Allo stesso tempo PC Tools offre un ser-
vizio completo anche al possessori di per-
sonal computer portatili, consentendo una
agevole integrazione tra l'ambiente operati-
vo fisso e quello mobile.
Non sono state trascurate le funzioni tra- ]
dizionali, nelle quali PC Tools era già " for-
te n. come ad esempio il salvataggio e re- |
cupero del dati sia su dischetti che su na-
stri; i nuovi Tape Tools rendono agevole l'u-
so dei nastri di salvataggio, fondamentali ai
fini di una vera sicurezza delle informazioni.
Infine anche la procedura di installazione
di PC Tools è stata resa più semplice e al
tempo stesso più flessibile; un amministra-
tore di rete aziendale può generare dei di-
schetti di installazione personalizzati per le
specifiche esigenze, riducendo al minimo
la possibilità di errori e i tempi di installa-
la nuova versione di PC Tools sarà di-
sponibile da novembre e costerà L.
325.000 più IVA; gli attuali utenti potranno
acquistare l'upgrade alla versione 8.0 al
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NEWS
Handy Scanner SICOS 256-GS
Nel panorama sempre in continua evolu-
zione dei digirizer, l'Handy Scanner della Sl-
COS s'inserisce con le proprie caratteristiche
di scanner multidirezionale. Mentre la mag-
gior parte degli scanner sono capaci di ac-
quisire le informazioni scorrendo sequenzial-
mente ed in un’unica direzione il materiale
cartaceo sottoposto allo scanning, l’Handy
Scanner 256-GS è in grado di operare l'ac-
quisizione procedendo verso tutte le direzioni.
Quando ad esempio è da acquisire un'infor-
mazione cartacea esposta su di un piano più
grande della finestra di scansione dello scan-
ner, solitamente si procede con due (o più)
fasi di scannering e con la relativa memoriz-
zazione delle singole immagini acquisite In
un secondo tempo, attraverso i tool del sof-
tware di Image Processor prescelto, si pro-
cederà alla fusione delle due (o più) immagini
in una unica. Un tentativo questo che non
sempre sortisce i risultati sperati. Con il Sìcos
256-GS tale problema e felicemente risolto
proprio con l'adozione della multidirezionalità.
Senza sollevare lo scanner dal piano di ac-
quisizione, completato un lato del foglio, è
possibile spostare lo scanner verso l’altro lato
e continuare nell’operazione di scannering fi-
no al completamento dell'intero prano.
In pratica, con il Sicos 256-GS non si han-
no più limiti nella procedura di acquisizione,
Il piano — un foglio, un poster o una gigan-
tografia che sia - può esser passato sotto
scannering ed acquisito in un'unica soluzione
ed a prescindere dalla grandezza che lo con-
traddistìngue. Tecnicamente ciò è ottenuto
con l'adozione di due rulli scorrevoli indipen-
denti posti sul piano di appoggio del Sicos
256-GS che permettono di spostare lo scan-
ner, sempre per linee rette comunque, verso
più direzioni. L'unità è resa capace di acqui-
sire e memorizzare le informazioni su due
piani dimensionali ed ogni tipo di movimento
viene registrato sempre perfettamente pro-
porzionato. Sul corpo macchina, fra i bottoni
per lo Start/Stop e il variatore di luce, sono
riportate le tacche di riferimento rispetto alla
finestra di scansione. L 'utilizzatore ne può te-
ner conto, al momento di spostarsi sul piano
di lavoro, come punti di confine fra la pre-
cedente e la successiva scansione. La con-
fezione del Sicos 256-GS è composta dall'u-
nità di scannering, una scheda d'interfaccia,
un disco Utility, un piccolo manuale di rife-
rimento ed un foglio di poliestere. Questo,
che va considerato un prezioso aiuto, è da
utilizzare come guida trasparente da appog-
giare sopra al materiale d'acquisire. Su tale
foglio sono disegnati i riferimenti relativi ai
percorsi consigliati, con la «pista»da seguire
per l'eventuale centratura della finestra di
scansione rispetto al materiale d'acquisire e
l'eventuale mcolonnamento di testi.
Dal punto di vista dell'installazione, la pro-
cedura hardware si limita all'inserimento in
una slot libera della scheda d'interfaccia,
mentre quella software completa sia quella
dell'hardware - con un programma chiama-
to ScanTest che controlla tutte le funzioni re-
lative sia allo scanner che all'interfaccia -
che quella stessa del software di gestione
vero e proprio Questo, denominato SUtllity
è disponibile sia in versione per DOS che per
Windows.
Il Sicos 256-GS genera le acquisizioni nel
formato TIFF (Tag Image File Format) e le in-
serisce in una zona di lavoro denominata
Image Buffer Tale zona può esser creata sul
disco rigido, nella RAM o direttamente su un
floppy disk. Chiaramente raccomandato è l'u-
so della RAM, veloce e sufficientemente ca-
piente per rispondere alle richieste del Sicos.
Le capacità dello scanner, relativamente alla
risoluzione di scannering vanno dai 200 ai
400 DPI. A 200 DPI sono richieste zone di
memoria a partire da 220 Kbyte per immagini
estese su piani in formato A5, per arrivare
agli 880 Kbyte per immagini in formato A3.
Raddoppiando la risoluzione, a 400DPI, per
un'immagine in formato A5 necessiteranno
880Kbyte. mentre per una A3 l'ammontare
salirà ad oltre 3,5 Mbyte,
Il funzionamento del Sicos 256-GS è ga-
rantito per la realizzazione di immagini digitali
da 256 grigi, per l’appunto riportati dalla de-
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to nell'uso con applicativi desktop come il
PageMaker. Altra nota importante da sotto-
lineare è quella della capacità del Sicos 256-
GS ad esser utilizzato congiuntamente con
software per il riconoscimento dei caratteri
Per far ciò è sufficiente procedere al settag-
gio della modalità Black&White, predispo-
nendo cosi un TIFF a due livelli perfettamen-
te compatibile con l'QCR. Nell'uso congiunto
con il software per il riconoscimento dei ca-
ratteri torna estremamente utile, se non in-
dispensabile. l'uso del foglio di poliestere.
Con questo difatti è possibile riprodurre pa-
gine scritte più grandi della finestra di scan-
sione del Sicos senza incorrere in errori di
scansione e spostamenti scorretti che pro-
ducano caratteri irriconoscibili.
Scanner a colori Leaf 35
Elcom annuncia la distribuzione dello scan-
ner Leaf 35, della Leaf System americana,
specializzata in una intera gamma di prodotti
per acquisizione di immagini.
Lo scanner Leaf 35 permette di acquisire
immagini da diapositive 35 mm, lucidi e pel-
licole negative a colori o b/n, con una pro-
fondità di 16 bit per colore. Potremo cosi
avere una immagine con palette di colori a
48 bit, cioè 281.475 miliardi di colori, prati-
camente ogni minima sfumatura con la ma-
sisma resa.
Il cuore dello scanner Leaf 35 è un CCD
lineare a 8.000 elementi per una risoluzione,
selezionabile dall'utente, fino a 4000 dpi.
Lo scanner opera ad alta velocità impegan-
do 16 ms per linea digitalizzata Una imma-
gine a colori impiega poco più dì due minuti
per essere digitalizzata con la risoluzione di
2000 x 2000 dpi e produce un file TIFF di 12
MB. Lo scanner può essere collegato attra-
verso le interfacce SCSI e GPIB a tutti i com-
puter che le supportano.
Lo scanner è fornito con II software di ge-
stione su cartuccia ROM facilmente sostitui-
bile dall'utente per l'upgrade. Il software di
gestione controlla lo scanner, effettua la ca-
librazione, imposta il livello di bianco e di ne-
ro automaticamente prima di ogni digitaliz-
zazione I! prezzo dello scanner è di
20.900.000 lire.
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Lotus cc:Mail.
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piattaforme MS/DOS, Windows, Macintosh, OS/2 e Unix. Supporta l'interfaccia
VIM e permette di collegarsi ai fax di tutto il mondo e con tutti i sistemi di posta
elettronica sia pubblici che privati o semplicemente di comunicare da scrivania
a scrivania. L'invio, l'arrivo e lo smistamento di lettere, documenti e grafici
avviene in tempo reale. Flessibile, velo-
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NEWS
La Multicreatività
di casa Jepssen
Prima novità in assoluto sono i Locai Bus.
ovvero, una vera e propria evoluzione in ter-
mini di potenza e velocità rispetto ai modelli
esistenti, riguardante le configurazioni 486
DX 33 e 486 DX 50. Questi computer al loro
interno sono dotati di una scheda SVGA Lo-
cai Bus 1280x1024 a 32000 colon, con ca-
pacità di 4 Mega di RAM espandibile fino a
32 Mega e 256 K di cache sulla piastra ma-
dre. controller Locai Bus con 2 Mega di RAM
espandibile a 16 Mega che gestisce 2 FDD
e 4 IDE HDD, con tempo di accesso inferiore
ai 0.3 msec La loro denominazione si ag-
giunge a quella precedente del prodotto
stesso, cosi, ad esempio, è possibile richie-
dere un Jepssen Desk Pro Locai Bus, od un
M-PC Locai Bus. E sarà proprio l'M-PC a su-
bire delle modifiche sostanziali per rendere
ancora più compeiitiva questa workstation
multimediale. M-PC infatti, oltre alle sue at-
tuali possibilità di collegamento a qualsiasi
fonte audio, video e musicale, sarà presto in
grado di gestire e controllare tutte le appa-
recchiature elettnche ed elettroniche presen-
ti nell'ambito domestico e/o lavorativo di
ogni suo utilizzatore: tutto questo grazie al-
l'aggiunta di moduli sull'attuale M-PC.
Informatica Italia: crescita inferiore al previsto nel '93
"Mala tempora currunt» per II mercato
dell'Informatica in Italia nei prossimi anni.
I Se il mercato dell'«informatton technolo-
gy» nel 1991 è stato stimato in 19.150 mi-
liardi, si prevede che raggiungerà i 21.260
miliardi di lire nel 1993 con un incremento
medio annuo nel periodo del 5,2%, rispetto
al 9,3% degli anni 1988/1991. In particolare
la crescita prevista tra il 1991 e il 1992 sarà
del 5.7%, Nel successivo periodo
1993/1997 il tasso di crescita calerà al
3,4%.
È quanto emerge dai risultati di Teknifo-
recast - società milanese specializzata in
proiezioni e indagini di mercato — un'inda-
gine e un modello previsionale basati que-
st'anno su 7,000 interviste a utenti di
«tecnologia dell'informazione» e che — ri-
spetto alle valutazioni precedenti — porta
a ridimensionare sia il valore assoluto sia
la crescita del mercato italiano di informa-
Del resto, una tendenza negativa in atto,
è risultata anche dal recente SMAU 60
espositori in meno rispetto al '91, meno
visitatori e. secondo dichiaraziom di alcuni
tra i più importanti espositori, meno affan
conclusi. In compenso sono aumentati i
«visitatori» più giovani, che hanno fatto in-
cetta di opuscoli, pieghevoli, volantini: in
tempi difficili anche questo può essere un
segnale d'incoraggiamento, per non par-
lare delle ruberie decine di PC. telefonmi
e stampanti sono spariti prima, durante e
in chiusura dello SMAU '92.
F.F.C.
Attenzione particolare verrà anche prestata
ai portatori di handicap che potranno com-
pletare il proprio M-PC con i moduli più ap-
prodati alle loro esigenze, come ad esempio
una sintesi vocale per non vedenti.
Il controllo di ogni dispositivo collegato ad
M-PC sara possibile grazie alle estensioni
multimediali per Windows 3.0 e 3.1 che M-
PC adotta già: il prezzo di questo prodotto
non subirà sostanzialmente delle particolari
variazioni rispetto agli altri modelli e cosi pu-
re per la serie Locai Bus.
Ultima novità, l'M-PC verrà distribuito an-
che in versione Tower, in vendita al prezzo di
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computer PC. Mac e PS/2, ma l'innovazione
è nel suo floppy drive, che la rende una sta-
zione totalmente indipendente ed usabile da
chiunque. ReadStation é dotata di un carica-
tore di 25 fogli che ne rende l'uso ancora più
automatico: basta inserire il dischetto e pre-
mere un tasto e la macchina farà il resto. I l
processore da 25 MHz processa una pagina
in 40 secondi, così in pochi minuti il testo
stampato verrà convertito in uno qualsiasi
dei 24 tipi di file supportati, incluso WordPer-
fect. Lotus 1-2-3 e dBase.
Attraverso i pulsanti ed il display del pan-
nello si possono selezionare le diverse opzio-
ni, scegliere quante colonne processare, la
luminosità, ecc., semplici spiegazioni sono
fornite man mano che si avvia il processo, in
aggiunta è anche possibile salvare una con-
figurazione di default.
Sempre da Umax ci viene proposto
UC1200S. uno scanner a colori UltraVision là
principale caratteristica del quale è il rispetto
della brillantezza originale dei colori. La riso-
luzione è di 1200 dpi e la qualità è assicurata
da 3 convertitori A/D a 10 bit. oltre un mi-
liardo di colori differenti possono essere ri-
conosciuti in una singola scansione. Diretta-
mente inserito nella macchina troviamo un
correttore gamma per far combaciare sem-
pre i colori originali al risultato elettronica La
caratteristica più importante dello scanner è
la velocità di scansione ridotta ad una frazio-
ne di quella dei concorrenti: in una singola
passata viene effettuato tutto il processo di
conversione. Opzionalmente è disponibile un
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scere fino a 16.8 milioni di colori. UC630
esegue tre passate per riconoscere il rosso,
il blu e il verde, la velocità media di scan-
sione è di 147 secondi a pagina.
E per completare la famiglia, Umax propo-
ne l'UG630 Gray Scale Scanner, per eseguire
digitalizzazioni B/N di alta qualità La risolu-
zione è di 600 dpi e vengono lette fino a 256
tonalità di grigio. Lo scanner è particolarmen-
te versatile in applicazioni non standard quali
ad esempio la digitalizzazione di lastre fatte
al raggi-X. Con un apposito kit opzionale lo
scanner viene trasformato in un potente
scanner a colori dalle caratteristiche uguali al
modello precedente.
Sysbase e Codd & Date
per la gestione dei dati
La Tecnologia Relazionale per la gestione
dei dati rappresenta uno dei filoni a più alto
contenuto innovativo nel campo dell'informa-
tion technology, ed è un sensibile progresso
rispetto alle precedenti tecnologie di data ba-
se. Ma è anche il mezzo di transizione verso
sistemi informativi di nuova generazione,
orientati al supporto decisionale. L’organizza-
zione che vuole avvalersi delle opportunità
offerte dai nuovi strumenti deve perciò im-
postare oggi un vero e proprio progetto dì
gestione dei propri dati, dove le componenti
tecniche, organizzative e culturali dell’impre-
sa formino un insieme armonico ed efficien-
te. Questo in sintesi è l’obiettivo che Sysba-
se e Coss & Date si sono date nel pensare
e proporre una iniziativa comune, denomina-
ta Data Resource Program offrire la possi-
bilità di intraprendere un progetto evolutivo
che porti l'azienda a considerare i dati alla
stessa stregua di ogni altra risorsa, sia essa
il capitale o i macchinari. L'accordo prevede
che Codd & Date metta a disposizione dei
clienti Sysbase la propria esperienza su temi
quali la pianificazione strategica dei dati, l'im-
postazione delle funzioni organizzative depu-
tate alla gestione dei dati e le rispettive pro-
cedure, la definizione di modelli ed il disegno
di base dei dati.
Pianificazione strategica dei dati, definizio-
ne dell'organizzazione relativa alla gestione
dei dati, impostazione di standard e proce-
dure di Data e Database Administration ed il
supporto al disegno di basi di dati fanno par-
te del programma dettagliato di DPR, con
briefing ed indagini conoscitive per la pro-
grammazione del progetto.
In-Cat System: Easy-CD
La In-Cat System propone Easy-CD, un
sottosistema progettata e realizzato per con-
sentire la generazione dell’immagine ISO
9660, il test, la premasterizzazione, l’emula-
zione e l'incisione di CD prototipali.
Easy-CD masterizza l'immagine ISO 9660
prodotta su un'unità CD-ROM Wrne Once in-
cidendo uno speciale disco chiamato Gold
CD o One-Off, leggibile da qualsiasi lettore di
CD in commercio.
Con queste caratteristiche è possibile pro-
durre piccole tirature di CD in casa o realiz-
zare direttamente il prototipo da inviare in
fabbrica per la produzione in quantitativi ele-
II sottosistema si compone di un'unità CD-
Write Once con una capacita di 600 Mbyte,
un transfer rate di 352,8 Kbyte/sec ed un
tempo medio di accesso di 300 msee, ope-
rante in unione ad un software, in ambiente
Windows 3.1, che consente una facile e
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un controllo byte per byte del Gold-CD con
l'immagine ISO originale.
Easy-CD supporta gli standard di format-
tazione CD-OA (Audio), Mlxed Mode Di s.c
(Audio + Dati); CD ROM (modo 1 con sup-
porto dei formati MS-DOS, Apple, Unix, DVI
e CDTV e modo 2 per i formati CD-ROM XA.
CD-I e CD-I Bridge, Photo CD/CD-I Ready); gli
standard afferenti alle specìfiche Orange
Book e le specifiche per il supporto Apple
HFS.
Le caratteristiche più importanti del softwa-
re Consistono: nella creazione del CD in modo
virtuale e/o su hard disk con l'immagine ISO
9660 mediante la selezione di file o di intere
directory con semplici operazioni di drag &
drop in ambiente Windows 3.1 , nel controllo
della disposizione geografica dei file su CD da
parte dell'utente; nella possibilità di utilizzo in
rete dei file anche nelle fasi di simulazione e
test; neH'impiego della ASPI (Advanced SCSI
Programming Interface) che consente l'utiliz-
zo di Easy-CD su computer con bus EISA,
ISA, MicroChannel PS/2; nella presenza di un
sistema statistico di controllo delle directory
e dei file per la gestione dello spazio su CD,
Easy-CD fornisce anche una serie di con-
trolli di qualità relativi alla simulazione dei tem-
pi di accesso di un qualunque lettore CD ed
alla simulazione sia dell'immagine virtuale che
dell'Immagine fisica sul disco, la creazione
del Log dei movimenti delta testina del CD di
una sessione tipica di lavoro consentendo
l'ottimizzazione della disposizione geografica
dei file sia in modo automatico che interattivo.
L'unità di output dell'immagine ISO 9660
può essere rappresentata dal CD-Write Once
(fornito) oppure, in opzione, da un hard disk
SCSI, da nastro DAT 4 mm SCSI, da un nastro
8 mm Exabyte SCSI, da un nastro 1/2" a 9
tracce SCSI o Pertec.
Il costo della configurazione base di Easy-
CD per la generazione dell'immagine ISO
9660 dei soli CD-ROM modo 1, comprensiva
dell'unità Philips CDD 521, dì scheda SCSI
Adaptec, cavi e software di gestione, è di
14.500.000 di lire IVA esclusa.
Datapro International presenta
un'altra serie CD-ROM
Prendiamo i vantaggi del CD-ROM. impo-
nente capacità di memoria e accesso istan-
taneo, combiniamoli con delle analisi di pro-
dotti e di mercati impeccabili ed abbiamo uno
dei più preziosi servizi dì informazione dispo-
nibili, chiamato «Hardware e Software per si-
stemi informatici» della Datapro International.
La nuova serie, concepita in modo simile alla
riuscita «Attrezzature e servizi di comunica-
zioneu su CD-ROM. offre nove servizi di in-
formazione della Datapro Internationa) su un
solo CD-ROM. Secondo il responsabile pro-
dotti internazionali, Jìm Prìngle, «il disco con-
tiene una quantità di informazioni equivalente
al contenuto di 1 0.000 pagine stampate. Esso
tratta di tutti i principali settori del mercato,
dai sistemi d'impresa alle stazioni di lavoro".
In collaborazione con Datapro International, il
Bureau van Dijk. uno dei più importanti editori
in CD-ROM. ha messo a punto per il software
dì consultazione, un'interfaccia gestita a me-
nu su Windows (edizione 3.0 o superiore). Il
sistema d'interrogazione offre tre modi diver-
si per l'individuazione di specifici argomenti o
nferimenti al testo.
Le connessioni logiche and/or/not fra i pa-
rametri consentono agli utenti di effettuare
ricerche complesse ed estremamente defi-
nite che escludono i riferimenti indesiderati.
Inoltre, i rapporti possono essere visualizzati
sullo schermo, esportati su disco o nell'ar-
chivio a punti Windows, letti su un elabora-
tore di testi o trasferiti alla stampante laser
direttamente dal CD-ROM. Gli aggiornamenti
periodici sono una delle principali caratteri-
stiche dei servizi su base cartacea di Datapro
International e l'abbonamento al CD-ROM
funziona in modo analogo, con la distribuzione
di un nuovo disco ogni mese.
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fiche in cantiere senza dover abbandona-
re il progetto originario.
Potenza - Creazione automatica di
44 tipologie di sistemi costruttivi para-
metrici, con materiali, finiture, spessori
diversi, con possibilità di inserimento di
porte, serramenti, sezioni complessive
per ogni tipologia di muro.
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IBM Semea commercializza CICM
Si è recentemente concluso tra IBM e
CICM Company, società italiana che opera
nel settore dei sistemi informativi per le
aziende che lavorano a progetto, un accordo
che prevede la commercializzazione in Italia
del sistema CICM per IBM Risc/6000
Originariamente prodotto per sistemi di
grandi dimensioni, CICM è oggi anche dispo-
nibile per un'ampia gamma di sistemi che
partono da una base 386/486 per arrivare a
piattaforme più articolate. Oltre che su IBM
Risc/6000 è dunque possibile utilizzare CICM
anche su PS/2, DEC VMS, Ultnx e Hp.
Il sistema è stato scritto utilizzando il
DMBS Ingres, il linguaggio «C» e le librerie
di interfaccia a finestre Vermont Views. I re-
quisiti hardware, indipendentemente dalla
piattaforma utilizzata, prevedono 100 mb su
hard disk (più dieci aggiuntivi per ogni utente
addizionale! e 16 MB dì RAM.
Il «kit» di CICM, attualmente in commer-
cio, comprende, oltre alla licenza d'uso e ai
manuali operativi, anche un corso d'adde-
stramento e l'Hot Line telefonica
Il suo costo, per ogni singolo utente, è di
25 milioni.
CICM non è una soluzione «verticale", ma
piuttosto un sistema dì regole il più possibile
generalizzate orientate alla soluzione e alla
gestione delle problematiche di imprese che
lavorano su commessa.
Dalle funzioni di contabilità gestionale al-
l'attività operativa, CICM tiene sotto control-
lo le informazioni della società e permette, a
qualsiasi livello, l'estrazione dei dati, analitici
o di sintesi, per il controllo delle commesse
Nonostante la complessità della materia e le
possibili variazioni progettuali e realizzale di
una commessa, CICM non prevede persona-
lizzazioni. Anzi, il punto di forza del prodotto
è costituito proprio dal carattere di universa-
lità che ne fa uno strumento in grado di ge-
stire le più svariate situazioni.
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microLaser
La velocità della luce.
Texas Instruments propone microLaser: la
famiglia di stampanti laser da 9 e 1 6 pagine
al minuto oggi disponibil i anche in versione
Turbo. Estremamente competitive e versa-
tili, offrono il vantaggio della modularità: la
configura: ione base con Linguaggio PCL,
5 1 2 Kbyte Ram, emulazione HPLJet e inter-
faccia parallela, può crescere in qualunque
momento secondo te vostre necessità. 11
linguaggio PostScript originale Adobe con
1 7 o 35 Fonts anche scalabili, le espansioni
di memoria fìnoa 10,5 Mbyte, leemulazioni
IBM Proprinter, Epson, Diabloe le interfacce
seriale o AppleTalk sono installabili diret-
tamente dall’utente. 11 controller Magnum
con PostScript Livello 2 e processore RISC
offre i vantaggi di una maggiore disponibi-
lità di caratteri, di memoria e di velocità di
elaborazione oltre a funzionalità avanzate
di set up intelligente con commutazione
automatica tra le diverse interfacce ed emu-
lazioni. Cosi compatte da stare sulla vostra
scrivania, le microLaser sono particolarmen-
te semplici da utilizzare, sonoprogrammabil i
da pannello per una stampa personalizzata
e offrono aiuti in linea anche in italiano.
a partire da
L. 1.990.000*
La famiglia delle microLaser comprende:
• microLaser Plus e microLaser XL; da 9
e 16 pagine al minut o includono 512 Kbyte
Ram espandibili a 4,5 Mbyte, emulazione
HPLJet, interfaccia parallela e cassetto di
alimentazione da 250 fogli. Espandibili con
scheda PostScript Adobe da !7o35 Fonts e
con controller Magnum per ottenere le
funzionalità del modello Turbo.
• microLaser Turbo e microLaser XLTurbo:
da 9 e 16 pagine al minuto con processore
RISC includono2,5 Mbyte Ram espandibili
a 10,5 Mbyte, linguaggio PostScript Adobe
Livello 2 con 35 Fonts scalabili, emulazio-
ne HPLJet, interfaccia parallela e cassetto
di alimentazione da 250 fogli.
microLaser e mtctoLaser Turi» sono marchi registrali Texas
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Microsoft e TrueType Font Pack
TrueType Font Pack amplia la gamma dei
font TrueType contenuti in Microsoft Win-
dows 3.1 con 44 tipi differenti di caratteri.
TrueType Font Pack sfrutta la tecnologia
TrueType contenuta in Windows 3.1, che
rappresenta un vero e proprio linguaggio di
descrizione dei caratteri molto simile ad un
linguaggio compilato I vantaggi dati da que-
sta nuova tecnologia sono notevoli: innanzi-
tutto una maggiore velocità in fase di visua-
lizzazione, essendo i font caricati solo quan-
do è effettivamente necessario e successi-
vamente trasferiti alla stampante. L'utente
dispone della massima qualità sia a video
che in stampa dei propri documenti con una
reale rappresentazione WYSIWYG. Infine i
Font TrueType possono essere utilizzati su
qualsiasi stampante, sia ad aghi, getto d'in-
chiostro o laser, purché supportata da Win-
dows 3.1. TrueType Font Pack è facile da in-
stallare e i font sono immediatamente dispo-
nibili per qualsiasi applicazione Windows.
TrueType è supportato dalla piattaforma
hardware Macintosh e dal sistema operativo
grafico Microsoft Windows, per quanto ri-
guarda le prestazioni c'è da menzionare il fat-
to che i font TrueType sono scalabili solo
quando necessario: ciò significa che non
vengono memorizzati in tutti l formati e l'u-
tilizzo è più rapido.
Novità 3M
Il gruppo 3M ha presentato allo scorso
SMAU il nuovo Floptical Disk da 21 MB.
compatibile con il sistema di unità a disco
Floptical della Insite Peripherals.
La tecnologia del Floptical integra e svi-
luppa la tecnologia magneto/ottica, con il ri-
sultato di ottenere alte capacità di risoluzio-
ne delle immagini oltre che di memoria,
unite al notevole risparmio di tempo nelle
operazioni di caricamento dell’hard disk.
La tecnologia ottica consente di disporre
di servo tracce ottiche, ad alta densità di
traccia (1245 tracce per pollice), su un sup-
porto magnetico in bario-ferrite, mezzo alta-
mente durevole e non corrosivo che può re-
sistere alle più critiche condizioni ambientali
senza perdite di dati.
Il 3M Floptical Disk da 21 MB è il sup-
porto magnetico ideale per impieghi grafici
ad alta risoluzione, immagini CAD-CAM o
mediche, cosi come per il backup di hard
disk.
La collaborazione tra 3M e IBM ha con-
sentito di ottenere una nuova generazione
di cartucce a nastro da 1/2" a capacità po-
tenziate.
Rispetto alla precedente «348Q» questa
nuova cartuccia della 3M si presenta con
una densità di traccia doppia del normale
(36 tracce), accoppiata ad una maggior
quantità di nastro nella cartuccia, grazie al-
l'utilizzo di un nastro di nuova concezione,
con supporto di poliestere e lo strato della
stesa magnetica; 6 quindi possibile ottene-
re un immagazzinamento dei dati pari a 20
vòlte la capacità della 3480.
L'ultima novità 3M riguarda il nuovo
schermo Privacy Filter che si aggiunge alla
gamma di video antistatici ed antiriflesso.
Lo schermo 3M Privacy Filter è la soluzione
più semplice ed affidabile per proteggere le
proprie informazioni da occhi indiscreti.
II nuovo prodotto garantisce una assoluta
confidenzialità delle informazioni, perché so-
lo l'operatore seduto di fronte al terminale
è in grado di leggere i dati che appaiono sul
video è sufficiente spostarsi di 30 gradi
perché lo schermo si offuschi compieta-
mente, rendendo impossibile la lettura delle
informazioni .
Il nuovo schermo Privacy si basa sulla
tecnologia del Light Control Film (LCF), una
pellicola di plastica in policarbonato costitui-
ta da sottili ''tapparelle» nere molto vicine
tra loro (quasi come fossero una persiana a
«veneziana») con la caratteristica di proteg-
gere da luci e riflessi indesiderati.
Prodotto negli stabilimenti americani di
Petaluma della 3M, il nuovo schermo è
commercializzato da 3M Italia in una versio-
ne da 15" universale, con una cornice dal
design nuovo e funzionale.
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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
123
Una Ferrari più sicura
grazie anche ad OS/2
La Ferrari ha realizzato a Maranello una
nuova frizione elettronica per il suo prestigio-
so modello «Mondisi» e la società francese
Valeo l'ha sviluppato: pur continuando a for-
nire al conducente la sensazione di una guida
sportiva, la macchina ora non dispone del pe-
dale della frizione, quando decide di cambia-
re il guidatore aziona la leva del cambio e
mette in moto un servomeccanismo che di-
sinnesta automaticamente la frizione, sceglie
la marcia e innesta di nuovo la frizione.
Per la realizzazione di un sistema di col-
laudo della nuova frizione la Ferrari ha scelto
l'IBM Plantworks, un ambiente di sviluppo
basato su OS/2: l’applicazione di collaudo
della frizione elettronica si presenta all’ope-
ratore sotto forma di videogame. I dati pro-
venienti dal controllore della frizione vengono
acquisiti automaticamente da un PC IBM per
ambienti industriali e presentati su video. Se-
duto in vettura l’operatore esegue il ciclo di
collaudo, seguendo le indicazioni del pro-
gramma. che presenta con animazioni grafi-
che sullo schermo video le varie situazioni di
guida, quali l'innesto delle marce, le accele-
razioni e le frenate. I valori positivi vengono
espressi nel colore verde mentre quelli fuori
linea appaiono rossi e producono un allarme.
Plantworks fornisce così alla Ferrari un nuo-
vo strumento per garantire ai suoi clienti una
maggiore sicurezza anche a 270 chilometri
Falco n, un nuovo computer
multimediale Atari
La grande novità Atari per l’autunno/inver-
no 1992 si chiama Falcon, un personal com-
puter a 32 bit che, sfruttando una potente
architettura hardware basata su 68030, per
la prima volta porta su un personal la capa-
cità di elaborare segnali digitali audfo/video a
1 6 e 32 bit, capacità propria sino ad oggi del-
le workstation grafiche e musicali piu evolu-
ii tutto a prezzi accessibilissimi, si parla di
un prezzo al pubblico che si aggira intorno ai
2 milioni di lire.
La nuova macchina con la quale Atari ag-
gredisce il mercato della multimedialità, ospi-
ta a bordo il DSP Motorola 56001 a 32 MHz,
ossia quel Digital Signal Processor che è la
vera chiave di volta di ogni computer multi-
mediale. La potenza di questa unità di cal-
colo DPS raggiunge i 16 Mips.
Ecco alcune delle capacità del nuovo Fal-
con:
— sintesi vocale
— riconoscimento della voce
— sintesi del suono
— generazione di ambienti (per riprodurre
suoni con effetto ambientale tipo cattedrale,
stanza, eco.)
— registrazione digitale {registrazione di
messaggi vocali per inserimento in un file)
— realtà virtuale
— compattazione dei segnali video
— telematica ad alte prestazioni |fax a
19200 baud).
La qualità della registrazione digitale è af-
fidata ad un DMA Sound Engine capace di
registrazioni digitali a 16 bit su 8 canali se-
parati, i convertitori a/d sono incorporati, co-
me incorporata è l'interfaccia MIDI.
Multìtos é la nuova parola che caratterizza
questi computer e che significa totale com-
patibilità sia verso applicazioni già esistenti
(TCJS) sia l'innovazione di un sistema opera-
tivo multitasking
La nuova macchina, grazie ad un bus in-
terno dedicato e alta compatibilità con sche-
de SuperVGA a 256 colori, potrà realizzare
compiutamente il sogno di avere 3 computer
in 1, condividendo le periferiche Atan esat-
tamente come se si trattasse di periferiche
Dos o Apple riprendendo quel concetto di
multistandard già presente nella vecchie se-
rie ST.
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ti Lightspeed, presenta a SMAU una serie di
novità nel campo delle trasmissioni fax e
modem.
Lightfax 1414CE: novità assoluta, consen-
te con <1 protocollo V. 1 7 di trasmettere fax a
14.440 bps. compatibile comandi AT classe
2. Il modem opera invece in V32 bis. v42
bis. v42 e MNP5 e V23 per 1220/75 bps in
asincomo.
Lightfax 9624P. È il più piccolo (190 gram-
mi con la batterìa) fax/modem della famiglia
Lightspeed. adatto a notebook e portatili si
autospegne dopo 5 secondi di inattività e si
attiva premendo un tasto sulla tastiera o al
segnale di chiamata una volta collegato pre-
disponendosi automaticamente in modo fax
o modem a seconda del segnale inviato. Co-
me modem funziona in V22 bis e V22.
Modem 9624CE: molto completo per la
gamma di protocolli offerti opera in V42 bis.
V42 e MNP 5. permette al protocollo V32 di
operare fino a 38.400 bps in totale automa-
zione di test diagnostici. Dispone inoltre dei
protocolli V22bis, V22, V21 e V23 Videotel.
Modem 2400DCE. Prodotto intermedio
con costi contenuti, il modem dispone dei
protocolli V42 bis, V42 e MNP2-5 e V 22 bis
con possibilità di raggiungere i 9600 bps.
Fax Manager è il nuovo prodotto software
che permette di spedire e ricevere fax da
qualsiasi Personal Computer che utilizza il
sistema operativo Unix. Le caratteristiche
principali del programma sono la multiuten-
za e il multifax, l'applicazione è visibile da
qualsiasi terminale, anche remoto, e può ge-
stire in trasmissione e ricezione fino a 8 li-
nea telefoniche. Una interfaccia utente intui-
tiva, sia per sistemi unix che per X-Win-
dows System permette di gestire le opera-
zioni di visualizzazione, stampa e trasmissio-
ne dei fax. Tutti i prodotti Lightspeed hanno
una garanzia di due anni.
Accordo Olivetti-Peruzzo
Editore nell'editoria
elettronica
Olivetti e la Alberto Peruzzo Editore han-
no siglato un accordo esclusivo per lo svi-
luppo e la realizzazione di prodotti editoriali
multimediali in grado di integrare informazio-
ni diverse (testi, numeri, grafici, immagini
fisse e in movimento in bianco e nero, a ca-
lori, voci e suoni).
Verranno forniti sistemi e servizi innovativi
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so integrato di personal computer, lettura
ottica e del broadcasting televisivo, destinati
a scopi formativi e professionali.
Il progetto promosso da Olivetti e Peruzzo
si chiama «Millenium » ed è il primo sistema
integrato di televisione interattiva ed infor
matica. indirizzato al mondo professionale.
dell'Informazione, della formazione e della
didattica.
I prodotti e servizi fomiti a tecnologica
avanzata su supporti telematici e dischi otti-
ci. in collegamento con banche dati ed im-
magini, saranno basati su PC Olivetti.
È già staio fornito l'elenco dei progetti di-
sponibili, alcuni da subito, altri dal 1993. Ci-
tiamo ad esempio Millenium Open Adverti-
sing System/TV (MOAS), che contiene gli
spot trasmessi dalle reti televisive italiane,
permettendo ricerche per categoria, cliente,
agenzia ed emittente.
Millenium Open Art System (MORSI è
dedicato al patrimonio italiano ed intemazio-
nale di oggetti d'arte, uno strumento per co-
noscere e valutare accuratamente il mercato
della pittura, delle arti plastiche e dell'anti-
quariato.
Millenium Open News System (MONSI
contiene tutte le notizie stampa da quotidia-
ni e riviste, nazionali ed internazionali, dispo-
nibili nelle prime ore della mattina e diffuse
attraverso MOPS, Millenium Open Profes-
sional System, una banca dati professionale
che utilizza un nuovo sistema interattivo: si
interroga via telefono e risponde via etere.
PC Plus nel campo New Media
PC Plus era presente in SMAU per il quar-
to anno consecutivo, esporrà quest'anno
nell'area specializzata New Media, dedicata
all'archiviazione ottica dei documenti e ai si-
stemi multimediali.
In questo campo PC Plus presenta il pro-
prio sistema ad architettura aperta per l'ar-
chiviazione su disco ottico, la gestione, l'in-
terrogazione a video e la stampa di docu-
menti e cartografia, basato sul software Fa-
stview, Personal PC Plus 386 e 486 e cor-
redato dalle periferiche più avanzate.
A New Media, PC Plus presenta una sta-
zione di lavoro basata sul nuovo PC PLus
486 a 50 MHz. con scheda madre Cache
Computers. che fornirà l'occasione per di-
mostrare al pubblico le potenzialità dei nuovi
prodotti, sempre all'insegna della compatibi-
lità Windows, per acquisire, elaborare e in-
tegrare immagini e suoni
Tra questi ci saranno i nuovi prodotti della
Omnicomp: la Téxan è una scheda video ad
alta risoluzione, 1600x1280 con 256 colori
da una palette di 16.5 milioni, la M&M è
una scheda multimediale che integra grafi-
ca. video, animazione, audio e compressio-
ne. Come scheda audio multimediale viene
proposta la Sound Blaster Pro della creative
Labs, che trasforma il PC in uno strumento
musicale MIDI di qualità professionale.
Per ottenere invece una videoproiezione
perfetta, PC Plus propone il nuovo Sharp XV
100ZM a cristalli liquidi, dotato di zoom, che
utilizza 3 pannelli LCD PAI reali, e proietta
immagini di dimensioni comprese tra i 50cm
e i 3m (diagonale), ad una distanza tra i 2 e
i 5 metri.
Per ottimizzare il processò di prestampa,
PC Plus propone il software PixoFoto che
esegue lo scanning, l'editing e l'elaborazio-
ne di immagini elettroniche o fotografiche
offrendo una prestampa di qualità professio-
nale ad una velocità senza confronti. Infine
dalla californiana FTG, verranno presentate
le penne ottiche ad alta precisione della se-
ne FT che. date le loro qualità di sensibilità,
precisione e maneggevolezza, sono partico-
larmente indicate per i programmi di dise-
gno, elaborazione delle immagini e progetta-
zione, anche in ambiente Windows, PS/2
ProHance ProMouse
Fra mouse di ogni forma e foggia, ergo-
nomici e ad alta risoluzione, viene ora intro-
dotto dalla californiana ProHance. un mouse
che, oltre ad esser ergonomico ed high-re-
solution, è anche programmabile. Il ProMou-
se si presenta nella classica sagomatura dei
Microsoft-compatibìli, sostituendo ai due
classici bottoni a selezione una zona di co-
mandi particolarmente raffinata. Tale zona è
composta da due bottoni di ridotte dimen-
sioni per la selezione dei pulldown ed una
sene di dieci pulsantini, ciascuno dei quali ri-
sponde ai comandi da tastiera ad uso più
frequente.
Senza togliere più la mano dal mouse, ol-
tre che a scegliere e selezionare pulldown
ed opzioni, attraverso il programmabile Pro-
Mouse è ora possibile impartire comandi
quali. Enter, Escape, Page-Up e Page-
Down, Home, End, Inserì. Del e Backspace.
Il decimo tasto. FN. è a sua volta predispo-
sto per alternare ai comandi appena elenca-
ti, le opzioni eventualmente associate ai ta-
sti-funzione della tastiera.
Tali caratteristiche vengono pubblicizzate
dalla ProHance come «save-time». Con l'e-
liminazione dei break che si producono pas-
sando dal controllo vìa-mouse a quello attra-
verso la tastiera, la soluzione adottata con il
ProMouse tende a far aumentare l'intensità
di lavoro e di concentrazione dell'utente. Fra
icone, requestér, pulldown e tasti -funzione
tutti a portala di mano, Il controllo del mou-
se viene praticamente abbandonato solo alla
fine della propria sessione di lavoro.
Oltre a simili assunzioni pratiche, risultano
altresi interessanti anche le più classiche
performance da puntatore grafico. Il control-
lo del movimento e là precisione del punto,
nel ProMouse si estendono fra i 20 ed i
5000 Dot per Inch (DPI) dinamicamente pro-
grammabili. Il Rèpèat-rate per la localizzazio-
ne del puntatore in schermo è spinto fino a
400 riporti al secondo. Nell'insieme tali ca-
ratteristiche depongono a favore di un uso
particolarmente intenso in applicativi grafici
ed in particolare nell'utillzzo intensivo del-
l'ambiente grafico di Windows
Altra caratteristica di rilievo del ProMouse
è quella dell'esser in grado d'imporre il con-
trollo a puntatore anche agli applicativi che
non ne contemplano la possibilità. Ciò avvie-
ne in maniera del tutto automatica ed è tra-
sparente all'uso subito dopo aver installato il
driver del mouse nel sistema,
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gestionali e multimediali
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trattenimento grazie agli stretti legami con
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propone inedite linee di educativi per bam-
bini e giovanissimi
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collettivamente anche a scuola, Compagno
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c'è la nuova generazione dei |oystìck con im-
pugnatura ergonomica,
Altre novità nguardano il mondo dei «pro-
fessionali", sviluppo di una precedente linea
di successo, gestionali indirizzati alla piccola
e media utenza con un ampio spettro di ap-
plicazioni: dalla contabilità ordinaria, alla ge-
stione del magazzino e alla fatturazione, dalla
gestione delle cartelle cllniche a quella di
condomini o di vidoeteche. Sono 35 i pro-
grammi. facili da usare e finalmente stan-
dard: vengono ottimizzate norme e procedu-
re largamente codificate che consentono le
più ampie generalizzazioni.
Infine una novità di grande rilievo nel mer-
cato nascente della multimedialità: Media Vi-
sion immette nel mercato attraverso C.T.O.
schede sonore e KIT upgrade multimediali dì
altissimo livello.
La casa bolognese esporrà, al padiglione
42, stand B 10. queste novità insieme agli
oltre 300 prodotti del suo catalogo.
Viatei: risparmi telefonici
internazionali fino al 56%
Il 1 settembre 1991 la Viatei, un'azienda di
telecomunicazioni globali con sede in Boul-
der (Colorado, USAI e sede operativa in New
York, ha lanciato i suoi servizi telefonici per
gli utenti italiani. Attraverso i servizi Viatei l’u-
tente può disporre di grandi vantaggi in ter-
mini di risparmio ed usufruire di servizi tele-
fonici innovativi su standard tecnologici ed
amministrativi tipicamente americani.
I servizi Viatei disponibili per l'utenza ita-
liana sono la carta di' credito telefonica World
Phone Card, il servizio Direct Access, il ser-
vizio Private Network e il servizio PC to te-
lex/fax.
La World Phone Card permette all'utente
di chiamare in tutto II mondo da qualsiasi te-
lefono pubblico o privato con addebito sulla
propria carta di credito, è disponibile anche
un operatore per l'assistenza nella chiamata,
a fine mese viene inoltre spedita una docu-
mentazione dettagliata delle telefonate fatte.
Direct Access, per le aziende o i privati
che chiamano spesso uno stesso numero in-
ternazionale permette di accedere diretta-
mente al contatto estero tramite la compo-
sizione di un numero verde assegnato: tutte
le telefonate fatte verranno addebitate con le
stesse modalità della World Phone Card.
Il servizio Private Network è una estensio-
ne del servizio Direct Access e permette al-
l'utente di raggruppare diversi numeri nel
mondo di frequente chiamata sotto un unico
numero verde di accesso. Il servizio Private
Network funziona come una centralina inter-
nazionale privata, una volta composto II nu-
mero verde basta digitare il numero dell'nin-
terno» e Viatei provvede automaticamente a
indirizzare la chiamata alla località desiderata
Il servizio PC to telexffax infine rappresen-
ta un'importante novità per quelle aziende
che hanno un traffico telex intenso e che vo-
gliono ridurre i loro costi di trasmissione in-
ternazionali. approfittando nel contempo di
funzionalità innovative possibili sotto il siste-
ma Viatel.
Da EmmeSoft upgrade di
Overbaud, Megatalk e SST
La EmmeSoft informa che è disponibile
l'upgrade della nuova versione di Overbaud.
Questo software, realizzato da EmmeSoft
per Atari Pcfolio, permette di portare la mas-
sima velocita della porta seriale del Pcfolio a
115.200 baud senza nessuna modifica hard-
La modifica sostanziale della nuova versio-
ne consiste in una totale riscrittura, che lo ha
reso molto più piccolo come ingombro in
memoria e ancora più compatibile con il
BIOS del Pcfolio.
Sempre tramite EmmeSoft la Gadgets by
Small annuncia la disponibilità delle nuove
schede Megatalk e SST per Atari Mega ST
Megatalk è una scheda a singolo slot che ge-
stisce al suo interno diverse porte seriali ad
alta velocità (1 Mbit al secondo) utilizzabili sia
sotto Atari ST sia in emulazione Mac Spe-
ctre. E quindi possibile utilizzarla come porta
per collegamento in rete locale Appletalk e.
tramite una comune interfaccia MIDI Apple,
come scheda di interfaccia MIDI in emula-
zione Mac Spectre con i programmi musicali.
SST è un acceleratore basato su 68030,
sempre su scheda a singolo slot per Alan
Mega ST, disponibile in configurazione da 16
o 33 MHz. E anche possibile inserire fino ad
8 MB di RAM SIMM on board ed espandere
cosi l'Atari Mega ST ad un massimo di 12
Mb. Secondo la Gadgets. SST offrirà presta-
zioni di velocità paragonabili a quelle del TT.
È stata anche annunciata la produzione mi-
gliorata di schede Spectre GCR.
Soundware
La Sondware di Varese, nota società ope-
rante nel settore del software musicale, ha
recentemente immesso sul mercato un nuo-
vo prodotto per PC della Dr. T’s denominato
130
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
NEWS
QuickScore Deluxe, pacchetto di notazione
musicale tradizionale, sequencing e adatto a
stampa di partiture. Dotato di molte funzioni
standard quali cut, copy, paste e di comandi
per la trasposizione delle parti permette, in-
fatti. la stampa sia dell'intero brano che di
ogni singola traccia. Il fatto poi di avere ogni
singola traccia divisa dalle altre risulta quindi
molto comoda nel caso in cui dovesse sor-
gere la necessità di consegnare partiture
specifiche ad ogni strumentista con stampa-
ta solo la parte di competenza. È altresì do-
tato di un potente sistema di immissione
passo passo tramite il quale le notazioni ver-
ranno inserite una per volta, magari via ta-
stiera MIDI, con possibilità di visualizzarle ed
insenrle immediatamente nello spartito. Sarà
data anche facoltà di inserire testi o simboli
musicali permettendone II posizionamento in
ogni modo.
I nomi delle tracce verranno automatica-
mente mostrati all'inizio di ogni rigo e con
possibilità di inserire il titolo del brano che
apparirà in tutte le pagine della partitura.
QuickScore Deluxe, infatti, sarà in grado di
servirsi della maggior parte delle stampanti
sul mercato, sia a matrice di punti in stan-
dard Epson e IBM, sia HP LaserJet Plus e
serie II, DeskJet e PostScript,
Verrà fornito con driver musicali che lo ren-
dono compatibile con unità Roland MPU401,
SoundBlaster. AD Lib, MediaVision, Audio-
Blaster ecc. ed è facilmente installabile su
qualsiasi AT. Per concludere supporta II ca-
ricamento e la registrazione di partiture in
formato MIDI File (versione 0.1 e 21 e nel for-
mato proprietario Dr. T's Copyst 2.0 dove, in-
tegrandosi semplicemente con quest'ultimo,
potente strumento DTP musicale, diventa un
programma completo ed evoluto migliorando
le prestazioni globali del sistema ospite.
Novità Imago & Sis-lmage
a SMAU
Grosse novità nel campo delle soluzioni
per computer graphic design, periferiche e
software dedicati al mondo della grafica, ve-
diamo un sunto delle proposte più interes-
santi di Image & Sis-lmage.
UMAX scanner UC-12000 e UC-630. Gli
innovativi prodotti per la scansione ad eleva-
ta definizione in campo professionale e se-
miprofessionale.
NU-Vista. La scheda videografica per l’ac-
quisizione ed il riversamento in qualità vi-
deo-broadcast full PAL.
DQ-Animaq trasforma il computer Macin-
tosh in una stazione per II riversamento vi-
deo professionale a passo uno.
Calcomp Tablet. La serie di tavolette digi-
talizzatoci con penna/mouse sensibile alla
pressione.
Calcomp PostScript Printers. Accompa-
gnate da prove di stampa che ne evidenzia-
no le potenzialità nella gestione del colore in
alta definizione sia in PostScript che in pi-
tture.
Hitachi multyscan monitor. I nuovi moni-
tor a colori dedicati a chi passa intere gior-
nate al computer.
Dotati di schermo antiriflesso conduttivo
antistatico e a bassa emissione di campi
magnetici.
Mitsubishi PostScript & Quick-Draw Prin-
ters. Le ultime innovazioni nella stampa a
colori di immagini con definizione e qualità
fotografica.
Novità Readstetion UMAX. Se l'utente
non impara le macchine emulano l'utente.
Una potente stazione innovativa di conver-
sione cartaceo-efettronico
MacTopas SW. La modellazione 3D appli-
cata al design industriale, al packaging e alla
video creatività professionale.
COMET. Il generatore di caratteri full vi-
deo-boradcast PAL di qualità e prestazioni
professionali.
Boia 32. Per slide e presentazioni in tem-
po reale con effetti speciali e in alta defini-
Animation Stand. L'animazione 2D a por-
tata di computer. Cartoni animati e sfondi in
movimento.
Studio Master. L'editing video PAL in sin-
golo frame su computer Apple Macintosh.
Oasis. Il programma pittorico dalle infinite
possibilità grafiche creative.
M. Schwartz Engineering Office:
accessori per stampanti laser
La società tedesca Michael Schwartz En-
gineering presenta due nuovi add-on per le
stampanti laser Kyocera. Plot-Pririt e Jet-
Prmt.
Con l'aggiunta di Plot-Print qualsiasi stam-
pante laser Kyocera aumenta le sue funzio-
nalità aggiungendo l'emulazione HPGL: non
c'è più bisogno di lenti e complicati pro-
grammi convertitori, Il plottaggio avverrà di-
rettamente dall'applicazione in uso.
Per mescolare disegni HPGL. comandi e
testi Prescribe. Plot-Print ha un sistema di
riconoscimento che rende totalmente auto-
matica l'attivazione o meno dell’elaborazione
di comandi HPGL. Grazie alla presenza del
processore Motorola 68000 i disegni vengo-
no trasferiti su carta in pochi secondi, un
esempio eclatante e il famoso disegno dello
Shuttle Columbia: Plot-Print necessita di soli
1 2 secondi per la conversione.
L'altro prodotto, Jet-Print, è anche chia-
mato «bardisk intelligente». Jet-Print au-
menta le performance della stampante, con
la sua interfaccia intelligente garantendo un
alto trasferimento dei dati mentre contem-
poraneamente rilascia la memoria della
stampante. Con il suo interprete Prescribe
Jet-Print controlla il flusso di dati ed esegue
automaticamente r comandi principali della
stampante.
Jet-Print ha un hard disk capace di 20-120
Mbyte, sufficienti per garantire memoria nei
grossi trasferimenti di dati, il download di
font, disegni, documenti, ecc.
La gestione dinamica delle font di Jet-
Printer permette all'utente di usare un nu-
mero praticamente infinito di font nello stes-
so documento, operante non in rete.
Jet-Print può essere combinato con varie
interfacce, come IBM-Coax/Twinax, DEC
LN03 o lo stesso Plot-Print.
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la catena italiana
dell’informatica
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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
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HP presenta nuove workstation
a colori di basso prezzo
ed alta velocità
Hewlett-Packard presenta le sue nuove
workstation PA-RISC a colori a basso prezzo,
capaci di prestazioni eccezionali a livello di si-
stema e di grafica, con risultati superiori a
quelli di qualunque altro prodotto oggi esi-
stente in questa fascia di mercato.
La presentazione della stazione a colori HP
Apollo 9000 modello 705, offerta a partire da
L 1 6 milioni, amplia ulteriormente la fascia di
prezzi e di prestazioni offerta dalla famiglia
serie 700, proponendo una soluzione dì
estremo interesse per chi intende affacciarsi
a questo ambiente.
Disponibile con monitor da 16 o 19 pollici,
la stazione a colori modello 705 viene offerta
a un prezzo incredibile per la sua categoria,
ancor più se paragonato alle prestazioni 34
SPECmark e 800.000 vettori al secondo.
Il modello a colori 705 raggiunge presta-
zioni grafiche superiori quasi del 70% e una
capacità di elaborazione superiore quasi del
40% rispetto alla stessa fascia di prodotto
della concorrenza. In una configurazione tipi-
ca, compredente un disco da 420 MB, 16
Mbyte di RAM e una unità a dischetti, il mo-
dello a colori 705 migliora del 25% il rapporto
prezzo/prestaziom rispetto alla concorrenza.
Dalla combinazione tra modello a colori
705 e X-Terminal a colori 700/RX (con prezzi
a partire da L. 6 milioni), nasce un insieme di
prestazioni superiori Per salvagurdare nel fu-
turo gli investimenti dei clienti, sarà disponi-
bile una serie di prodotti di upgrade, che con-
sentiranno di trasformare i modelli 705 a co-
lori in modelli 710 a colori ad elevate presta-
zioni, tramite la semplice ed economica so-
stituzione della piastra.
ElS-Computer 2000 distribuisce
in Italia la nuova scheda
grafica intelligente Fire
ElS-Computer 2000 distribuirà in Italia la
nuova scheda grafica intelligente Fire. pro-
dotta da SPEA, società tedesca nata nel
1986 e divenuta in pochi anni leader nel
mercato europeo dei prodotti per la grafica.
Fire si basa sul chip da 33 MHz 1860 di
Intel che ne garantisce una grande velocità
di elaborazione; questo chip e un proces-
sore RISC in cui sono integrati più di 1 mi-
lione di transistor. L' Ì860 è dotato di un'ar-
chitettura da 64 bit e la sua potenza si
estrinseca sia nell’esecuzione di operazioni
con numeri interi, a virgola mobile e di tipo
grafico 3D. Fire è dotata di 2 Mbyte di
RAM video (dual ported) organizzata in mo-
do da permettere l'impostazione sia della ri-
soluzione sia del numero di colori desiderati
(fire supporta anche lo standard VGA). Ad
esempio, lavorando con il numero di colori
a disposizione (256) ad alta risoluzione
(1280x1024 pixel), con l'aiuto di Fire è pos-
sibile completare il disegno in versione True
Color (con colori naturali, ombreggiature e
qualità fotografica dell'Immagine). Con il
supporto di un monitor multiscan é possi-
bile inoltre rappresentare il disegno quale
animazione, che può essere direttamente ri-
prodotta su schermo TV o memorizzata su
videoregistratore tramite II video convertito-
re TVX. Oltre alla RAM video, sulla scheda
video grafica sono montati, di serie, 8
Mbyte di DRAM. La memoria programma-
bile è inoltre ampliabile tramite un apposito
modulo di espansione, fino ad un totale di
16 Mbyte, permettendo una notevole fles-
sibilità nelle applicazioni.
(contìnua a pag. 136 )
132
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
ELOX PORTATILITA’ TOTALE ECOX
IL PERSONAL COMPU1
r" ifWF 0 **"
DIMENSIONI: 23,5X11X2,9 CM
CPU: 60C85 MEMORIA: RON
STIERA: 79 TASTI VIDEO: LCC
INTERFACCE: 1 PORTA SERIA
PORTA PER FDD, SLOT PER
TAZIONE: BATTERIE “AA", ALIM
ER IN 580 GRAMMI
M
PESO 580 GRAMMI
640 KB, RAM 640 KB • TA-
B/N. 640X400. CGA MODE
LE, 1 PORTA PARALLELA, 1
1EMORY CARD ALIMEN-
ENTATORE DI RETE
IL 286 IN UNA MANO
DIMENSIONI: 22,3X16,1X3,1 CM - PESO: 1 KG.
MICROPROCESSORE: 80286/16 MHZ MEMORIA: ROM
256 KB, RAM 2MB. HD 40:60 MB • TASTIERA: 64 TASTI
VIDEO: LCD B/N, 640X400, DRIVE PER WINDOWS IN-
TERFACCE: 1 PORTA SERIALE, 1 PORTA PARALLELA, 1
PORTA PER FDD, SLOT PER MEMORY CARD ■ ALIMEN-
TAZIONE: BATTERIE “AA" RICARICABILI. ALIMENTATORE DI
RETE
NOTEBOOK A MODUL
DIMENSIONI: 28X22X3,7 CM -
MICROPROCESSORE: AMD
MORIA: RAM 2 MB. HD 60/80
VIDEO: LCD B/N VGA, 640X4
LIVELLI DI GRIGIO • INTERFA
PORTA PAR ALLELA, 1 PORTA P
MODULI ALIMENTAZIONE: B
TORE DI RETE
INTERCAMBIABILI
ESO: 2.1 KG
80386 SXL:25 MHZ ME-
MB TASTIERA: 80 TASTI
80, RETROILLUMINATO. 32
CCE: 1 PORTA SERIALE, 1
ER FDD, CONNETTORE PER
VITERIE NICAD, ALIMENTA-
COSI’ SOTTILE COSI’ EVOLUTO
DIMENSIONI: 28.7X21,6X3,9 CM - PESO: 2,9 KG
MICROPROCESSORE: 80386SX-80386SLX/1 6MHZ ME-
MORIA: RAM 2MB. HD 60/80 MB, DRIVE INTERNO 3,5" - VI-
DEO: LCD 10" B/N VGA. 640X480, RETROILLUMINATO • TA-
STIERA: 86 TASTI • INTERFACCE: 1 PORTA SERIALE, 1
PORTA PARALLELA, 1 PORTA PER MONITOR ESTERNO ALI-
MENTAZIONE: BATTERIE NICAD, ALIMENTATORE DI RETE
COLORE PE
DIMENSIONI: 29,7X22X5 CM -
MICROPROCESSORE: CYRIX
RIA: RAM 4 MB, HD 60/80 MB
DEQ: LCD 9" COLORI, VGA, 64C
INTERFACCE: 1 PORTA SERI/ 1
PORTA PER MONITOR ESTER
NETTORE PER MODULI ALIV
CAD, ALIMENTATORE DI RETE
R TUTTI
ESO: 3 KG
486 SLC/25 MHZ - MEMO-
DRIVE INTERNO 3.5" • VI-
X480 TASTIERA: 85 TASTI
LE, 1 PORTA PARALLELA, 1
NO. 1 PORTA SCSI, CON- '
ENTAZIONE: BATTERIE NI- U
METTI UN FAX NEL TUO COMPUTER
FAX: 9600 BPS - MOOEM: FINO A 14400 BPS
- AMPIA GAMMA DI MODEM E FAX MODEM - DIMENSIONI
ULTRACOMPATTE • MODELLI ESTERNI ED INTERNI • AVVI-
SATORE ACUSTICO INCORPORATO • RISPOSTA AUTO-
MATICA • INVIO E RICEZIONE IN BACKGROUND • INVIO
PROGRAMMABILE NEL TEMPO • SELEZIONE AUTOMATICA
DELLA VELOCITA 1 ■ HEYES COMPATIBILE 9600 BPS. 14400
BPS. MNP 2-5. V 22 BIS, V 23, V42, V 42 BIS...
ARTS AND LBTTERS
Computer Suppuri Corp
WINGZ
INFORMIX Software. Ine.
ISLAND. WRITE, ORAVI' 6 PAIN I
Ulani Graphict Corp
h ffl y
1
JBLM
I
Isofax 4.o
Tire Brino I Group. Lli.
BBN/SI.AIF.
BBN Software Praiuets Corp
Per molti utenti UNIX" qu
Chi pensa a Sun solo per at-
tività tecnico/scientifiche pro-
babilmente non sa che Lotus
1-2-3, dBASE IV, WordPerfect
e AutoCAD, .le applicazioni
più diffuse in ambito PC, gi-
rano tutte su SPARCstation.
Come forse non sa che so-
no disponibili programmi
per disegno, publishing,
collegamento fax, librerie
di immagini e per l'auto-
mazione d'ufficio.
Quindi, utilizzando una
SPARCstation, avrete a di-
sposizione tutte le applica-
zioni che vi servono.
Se vi state chiedendo perché
scegliere una SPARCstation
invece di un PC, la risposta
è semplice: per essere più
produttivi usando, se vole-
te, lo stesso software a cui
siete abituati. Le SPARCstation
sono progettate per il multi-
tasking: potete lavorare a una
presentazione mentre la
SPARCstation ricalcola una
tabella o fa le ricerche su un
database.
Gecko Meeting
G ecko Software
L..i 1
v... ' L, ..
I 4
Lotus 1-2-3
Lauti Dtvtlopminl Corp.
• J
•H
te
1 ..
E
i
Framemaker
Trami Technology Corp.
Interi.eaf5
innr/tuf. he.
listo software non esiste.
Le SPARCstation hanno il
networking incorporato,
che vi permette di lavora-
re in rete facilmente anche
con i colleghi che hanno
un PC o un Macintosh.
Hanno l'interfaccia OPEN
LOOK, la più facile da usa-
re, che dà la stessa inter-
faccia utente a tutti i pro-
grammi che utilizzate.
E hanno un grande moni-
tor, con colori più lumino-
si e grafica più nitida , al prez-
zo di un personal!
Tutte qualità che gli utenti
di PC non si sognano nem-
meno.
Per sapere dove trovare le
SPARCstation e tutto il soft-
ware che volete, chiamateci!
Direzione Marketing.
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VENDITA ANCHE PER CORRISPONDENZA
NEWS
(segue da pag ; 132)
Innovativa a aggressiva
la nuova strategia
di marketing Olivetti
Ci sono i cloni, ma c'è Olivetti 0 sono tan-
ti bru-bru. ma c'è Olivetti. Insomma, l' Olivetti
è il nuovo concetto di qualità e prezzi — che
non guastano, È la prima volta, dopo il ritorno
al vertice della Società di Carlo De Benedetti,
che Olivetti si propone con argomenti validi
alla stampa tecnica italiana, presentando la
propria gamma di PC rinnovata e ampliata
27 modelli, più la valigetta telematica Olivet-
ti. Nel corso di un incontro a Ivrea con i ver-
tici dell'azienda (presente anche Elserino
Pioli, e successiva visita agli impianti produt-
tivi e di test qualità di Scarmagno. la mag-
giore unità produttiva del Gruppo, si è avuta
la netta impressione di una svolta nelle stra-
tegie di comunicazione e marketing, che da
ora in poi saranno adottate da Olivetti.
I molti nuovi modelli testimoniano l'atten-
zione posta all'innovazione, ma soprattutto
alle esigenze del consumatore, che richiede
sempre maggiori qualità, robustezza e affi-
dabilità del prodotto, a fronte di un rapporto
corretto di chiarezza e trasparenza con il for-
I nuovi modelli dei personal computer pro-
fessional i presentati comprendono: M290-
20: M300-02 basato sul processore 386 SX
a 25 MHz. Ai modelli professionali si aggiun-
gono tre nuovi personal computer della fami-
glia PCS: PCS 1 1 e PCS 33. basati su un pro-
cessore 386 SX e PCS 44 basato sul proces-
sore 486 SX. I PCS sono diretti ad un'utenza
che privilegia l'uso di strumenti semplici,
orientati ad applicazioni individuali, Il softwa-
re è in massima parte pre-installato e la linea
è caratterizzata da un'estrema flessibilità di
interfacciamento: dal televisore domestico,
al joystick, fino al CD-ROM, ideale per appli-
cazioni multimediali.
Completano la serie di PC in mostra, i La-
ptop e i Note-book Olivetti, tra cui il nuovo
LX4/C a colori basato sul microprocessore
486 DX2 a 50 MHz.
In aggiunta a queste novità, è stata anche
anticipata la «valigetta’' telematica Olivetti,
una stazione di lavoro integrata, portabile e
flessibile, che è stata presentata al pubblico
per la prima volta allo SMAU '92.
L'Impressione che si ricava dal pur rapido
sopralluogo degli stabilimenti e che l'accura-
tezza dei processi produttivi e delle attività di
test attuate sia durante, sia dopo la fase di
assemblaggio, abbiano dato maggiore impul-
so alla imposizione di caratteristiche base
dell'hardware per personal: qualità, robustez-
za e affidabilità. Questa impostazione produt-
tiva si accoppia con una nuova politica com-
merciale. basata sul concetto di street-pnce.
grazie al quale Olivetti sì fa garante di una
trasparenza maggiore in fase di vendita al-
l'utenza,
Introducendo il dettaglio tecnico dei nuovi
PCS, premettiamo che le loro caratteristiche
ne fanno utili supporti in ambiti diversi: pic-
cole e medie aziende, insegnamento e ap-
prendimento scolastici, libere professioni e
consulenza, hobby e gioco.
II design molto curato e le dimensioni
compatte consentono l'installazione dei nuo-
vi PCS in posizione verticale od orizzontale,
secondo lo spazio disponibile. Un pulsante di
«stand-by» permette di contenere il consu-
mo energetico ai livelli minimi ed una pro-
cedura residente per il rilevamento e l'elimi-
nazione di eventuali virus garantisce la sicu-
rezza del sistema.
Per assicurare una funzionalità immediata
dal momento dell'acquisto, i nuovi modelli
sono dotati di software pre-installato: MS-
DOS 5,0, MS Windows e Doubledisk, una
«utility» dii compressione I manuali ed i «tu-
tonal» sono presenti sull'hard-disk e consen-
tono una funzióne di «help» in linea. La con-
figurazione standard comprende inoltre un
mouse ed un connettore per joystick com-
patibile PS/1. L'unità base del PCS 11 e del
PCS 33 è collegabile al televisore.
PCS 11, E un personal «booksize» (forma-
to A4 1: leggero e compatto. Il modello si ba-
sa su microprocessore 386 SX a 16 MHz ed
è dotato di uno slot standard AT/XT «half-si-
ze». La memoria RAM da 2 MByte è espan-
dibile fino a 10 MB in piastra base. Le peri-
feriche di memoria di massa standard com-
prendono un'unità hard-disk da 40/85/120
MB e un'unità per floppy 3,5" da 1.44 MB.
Sono disponibili una porta parallela e una por-
ta seriale oltre al connettore per joystick il
modello offre una risoluzione standard VGA
e la possibilità di passare alla VGA Plus, con
il controllore video integrato sulla piastra ba-
PCS 33. Personal «microtower» Imm
365x90x2871, il modello PCS 33 è la soluzio-
ne ideale per chi cerca un sistema dalle di-
mensioni contenute senza rinunciare all'e-
spandibilità. È basato su microprocessore
386 SX a 25 MHz. Oltre a un'unità hard-disk
da 40/85/120 MB e un'unità floppy 3.5" da
1 .44 MB. è dotato di un drive libero da 5.25"
in grado di alloggiare unità floppy, CD-ROM
o nastro magnetico. Sono inoltre disponibili
due slot AT/XT «full-size».
PCS 44. Questo modello abbina i vantaggi
di un design «microtower» ad una piena
espandibilità. Basato su un microprocessore
486 SX a 25 MHz. con una memoria RAM
standard da 4 MB in piastra base, offre ca-
ratteristiche simili a quelle del PCS 33, con
un'unità hard-disk da 85/170 MB
Il gruppo di Ivrea ha presentato anche i
modelli della gamma di PC portatili Olivetti 1
che, oltre ai già noti modelli Notebook Al 2,
VI 6, S20 e Laptop S20 e D33, è stata re-
centemente arricchita e completata verso
l'alto dai modelli presentati alla manifestazio-
ne intemazionale Olivetti Week '92
Questi modelli integrano le più avanzate
soluzioni tecnologiche nel settore dei porta-
tili: microprocessori 386SX a 25 MHz o 486
DX2 a 25/50 MHz e display a colori per la
massima funzionalità e leggibilità
Come tutti 1 componenti della linea Olivetti
1, i modelli più recenti presentano innovazio-
ni che ne consentono l'uso alternativo ai per-
sonal desktop: il mousepad integrato, una
funzionalità esclusiva Olivetti che permette
la gestione delle nuove interfacce grafiche
come ad esemplo Windows, il modulo di
espansione «docking" (a incastro), disponibi-
le opzionalmente, per consentire l'utilizzo di
schede di espansione standard full-size. sup-
porti di memoria da 5,25" per l'integrazione
negli ambienti d'ufficio. Infine tutti gli ultimi
modelli sono dotati di uno slot interno per ac-
cogliere un modem o un modem/fax.
I notebook presentati alla conferenza
stampa si indirizzano alla fascia alta di questo
settore, hanno un Ingombro ridotto pari al
formato A4 europeo, ►
136
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
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NEWS
La Qualità:
il valore-chiave dei personal computer Olivetti
che escono dallo stabilimento di Scarmagno
Notebook S25, basato su microprocesso-
re 386SX a 25 MHz, ha una memoria RAM
da 2 MB espandibile fino a 6 MB, un'unità
hard-disk da 80 MB e un'unità floppy-disk in-
tegrata da 3.5" con una capacità di 1.44 MB
Il display a cristalli liquidi monocromatico è
compatibile con lo standard VGA.
Notebook S25/C è il primo notebook Oli-
vetti con display a colori. Le caratteristiche
tecniche sono simili a quelle del Notebook
S25, ad eccezione di un display LCD del tipo
SNT (a matrice passiva) compatibile VGA
Due sono anche le novità in campo «la-
ptop». a cominciare dal Laptop D33/C Si
tratta di un modello ad alte prestazioni con
display LCD a colori che si basa sull’innova-
tiva tecnologia a pellicola sottile (TFT, Thin
Film Technology), ovvero a matrice attiva,
considerata la soluzione di livello più elevato
per gli schermi a colori, In particolare, il di-
splay TFT fornisce un'immagine a colori mol-
to nitida ed un'elevata capacità di visualizza-
zione. Il display, compatibile VGA, offre una
nsoluzione massima di 640x480 pixel con un
numero massimo di 256 colori, permettendo
la visualizzazione fedele di applicazioni grafi-
che sofisticate e garantendo una qualità del-
l'immagine superiore a quella dei monitor di
un personal desktop. Il D33/C utilizza il mi-
croprocessore Intel 386DX a 33 MHz, ha una
memoria RAM di 4 MB espandibile fino a 20
MB e una memoria cache da 32 KB. L'unità
hard-disk integrata é disponibile nella versio-
ne da 80 MB e l'unita floppy da 3.5" ha una
capacità di 1.44 MB. La tastiera, removibile,
Al termine della presentazione dei nuovi
PC Olivetti, gli organizzatori hanno voluto
suggellare la giornata con la visita allo sta-
bilimento di Scarmagno, a pochi chilometri
da Ivrea, una superficie produttiva di
1.250.000 metri quadrati (di cui 208.000
coperti) adibita a unità operativa centrale
dell'attività di produzione di Olivetti. A Scar-
magno vengono applicate le più sofisticate
tecnologie di automazione e controllo, vol-
te alla continua ricerca della qualità del pro-
dotti e dei processi. Il sopralluogo si è svi-
luppato nelle seguenti aree: officina elet-
tronica e fabbrica automatica dei personal
computer, nelle quali sono state mostrate
rispettivamente la produzione di schede
che servono per l'assemblaggio dei perso-
nal e dei mini (la capacità produttiva è di
400.000 box PC e 20.000 box mini all'anno)
e l'assemblaggio dei prodotti con un tempo
di ciclo di 42 secondi.
Come detto in apertura, qualità, robu-
stezza e affidabilità dei prodotti dipendono
dai processi e dalla tecnologia. Offriamo di
seguito alcuni esempi dell'attenzione che
ha 102 tasti con possibilità di connessione di
una tastiera numerica separata
Il Laptop LX4/C è il modello più avanzato
della linea Olivetti 1 , e rappresenta il laptop
più potente oggi disponibile. Esso utilizza il
microprocessore 80486 DX2 a 50 MHz e. co-
viene posta nelle varie fasi:
* il montaggio superficiale dei componenti
(SMT) è una delle più avanzate tecnologie
sviluppate per volumi produttivi elevati e ad
alta precisione;
* le aree di collaudo delle schede elettro-
niche, i test parametrici, il rodaggio a caldo
(burn-in) per lunghi periodi sono le fasi del
sistema di controllo a cui le piastre vengo-
no sottoposte dopo l'assemblaggio;
* l'elevata automazione delle linee di pro-
duzione è un'ulteriore garanzia di unifor-
mità e standardizzazione dei prodotti.
* il controllo statistico e il monitoraggio in
tempo reale lungo le linee produttive sono
elementi fondamentali per un'alta qualità
dei prodotti, intesa come sintesi della qua-
lità di ogni singolo processo produttivo;
* massima automazione e controllo nel
processo dell' imballaggio.
L'attività di test di qualità condotta sui
persona! computer Olivetti è stimabile in
2.500.000 ore solo nel 1991 che hanno in-
teressato 38.872 unità pan al 18.2% della
produzione.
me il precedente modello, è dotato di un di-
splay LCD a colori basato sulla tecnologia
TFT.
Il box compatto di questo modello è quello
Impiegato dagli altri laptop della linea, con
una tastiera full-size removibile e l'esclusivo
mousepad digitizer integrato Olivetti compa-
tibile PS/2. Estremamente compatto e leg-
gero, Laptop LX4/C misura 300x386x80,5
mm e pesa 6.5 kg.
Ma la ustar» della presentazione Olivetti è
stata la «valigetta», una soluzione innovativa
nel settore dell' ufficio portatile. Si tratta di
una nuova stazione di lavoro portatile, defi-
nita «Valigetta telematica» che. tramite una
sofisticata tecnica di assemblaggio, realizza
l'integrazióne tra apparecchiature informati-
che e telematiche. Si tratta di un prodotto
che, in dimensioni estremamente contenute,
consente di offrire tutte le funzionalità di un
posto di lavoro completo per quegli utenti
che non svolgono un'attività professionale
sedentaria, ma sono costretti a continui spo-
stamenti.
Olivetti propone una gamma di sei modelli
con configurazioni differenti a seconda delle
esigenze degli utenti- è prevista la integra-
zione di un PC portatile (Notebook S20 da 60
MB o Olivetti Quaderno) e di una stampante
(termica da 80 colonne, 106 cps e 30 pagine
di autonomia o, in alternativa, ad impatto) I
modelli «ON-LINE», inoltre, sono dotati di un
telefono celluare (OCT 400) e di un modem
MNP5-V24BIS 300-1200-2400 Bd con adat-
tatore telefonico integrato per collegamento
sincrono e asincrono.
Questo «ufficio», molto leggero, sostitui-
sce il PC da tavolo e la stampante in molte
applicazioni e soprattutto nei casi che preve-
dono il collegamento via modem o fax. Of-
ferta diversificata di stampanti e di tipologie
di collegamento si prestano quindi ad una va-
sta utenza e rendono la «Valigetta» un og-
getto flessibile e adattabile a qualsiasi neces-
sità.
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zioni, manifestazioni e dibattiti, tecnologie vi-
deo di altissimo livello, essendo oramai stata
ampiamente dimostrata la validità e l'imme-
diatezza del mezzo visivo rispetto ai media
tradizionali,
Nel campo della progettazione e della rea-
lizzazione di apparecchiature visive, Electro-
home rappresenta uno dei leader mondiali
del settore, con i suoi multiformi prodotti, dai
video proiettori, agli schermi di grandi dimen-
sioni, fino a visori custom per aerei o progetti
video particolari per sale di controllo, impianti
televisivi, ecc.
Nel campo dei videoproiettori da parete
spiccano i modelli ECP 2100, 3100 e 3101
ACON, 4100 e 4100 ACON.
Tutti basati su controllo a microprocessore
sono basati su tre lenti data-grafiche: gli ap-
parecchi. di facile installazione ed uso, hanno
varie configurazione a seconda dei modelli e
della necessità d’uso (sale, meeting-room,
ecc.), dispongono di un telecomando per il
controllo remoto ed hanno un menu di setup
che appare direttamente sullo schermo.
La risoluzione e di 1280x1024 pixel o 1024
linee TV, le tre particolari lenti permettono un
facile settaggio per schermi piatti o curvi
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rosso, verde e blu proiettati da un proiettore
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Alla conferenza stampa tenutasi a Mila-
no il 20 ottobre, la Commodore Italiana
S.p.A. ha presentato un nuovo modello
della linea Amiga destinato al segmento
di mercato «consumer» (o «Nome») e se-
mi-professionale l'Amiga 1200. Il nuovo
nato della Commodore presenta elevate
capacità grafiche, uguali a quelle presenti
sull’ Amiga 4000, di cui parliamo in un’altra
parte della rivista. La macchina utilizza il
nuovo chip set AA che supporta diverse
modalità video tra le quali 640 x 480 e
800 x 600, entrambi a 256 colon con fre-
quenza di refresh a 72 Hz. Ovviamente
ogni colore della palette può essere scel-
to fra uno dei 16 milioni di colon visualiz-
zabili dagli AA ed è pienamente suppor-
tato il nuovo formato HAM8. L'Amiga
1200 è un sistema con RAM e ROM a 32
bit reali, velocità di 14 MHz e processore
68ECQ20 a 32 bit. Queste caratteristiche
lo rendono circa 5 volte più veloce dell'A-
miga 600. Il case della macchina è simile
a quello dell'Amiga 600. anche le connes-
sioni esterne sono le stesse del 600
(PCMCIA inclusa), ma presenta un tastie-
rino numerico e un nuovo slot processor
posto sul fondo della macchina che può
cosi ospitare altri processori, DSP, inter-
facce SCSI, ecc
Oltre ad avere la possibilità di montare
connettori esterni sul pannello postenore.
L'Amiga 1200 può essere dotato di hard
disk formato 2.5" con interfaccia IDE.
montabile internamente. La configurazione
base senza hard disk, comprendente 2
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della stessa fascia.
La stampante HP LaserJet con linguag-
gio HP PCL 5 Enhanced sostituisce il mo-
dello HP LaserJet III, mentre la HP Laser-
Jet 4 equipaggiata con linguaggio HP PCL
5 Enhanced e Adobe PostScript livello 2 in-
tegrato, 6 Mbyte di memoria e interfaccia
AppleTalk è mirata verso l'impiego con
computer Macintosh e ambienti misti. Per
offrire agli utenti la miglior qualità di stam-
pa possibile è stato progettato un motore
ex-novo a 600 dpi,
La qualità di stampa è ulteriormente mi-
gliorata dalla tecnologia RET HP che assi-
cura bordi ed angoli ancora più nitidi e dal-
l'utilizzo del toner microfine, le cui particel-
le sono dal 20% al 30 % più piccole di
quelle tipicamente presenti nei toner di al-
tre stampanti laser.
Le stampanti includono 45 caratteri sca-
labili (il numero più alto mai offerto da una
stampante HP LaserJet), di cui 35 caratteri
Intellifont e 10 caratteri TrueType. Nella
stampante HR LaserJet 4M sono incorpo-
rati. inoltre, i 35 caratteri Adobe PostScript
livello 2.
L’Integrazione di TrueType e Intellifont
nella stampante offre agli utenti il WYSI-
WYG automatico sullo schermo del compu-
ter, migliora la prestazione della stampante
e aumenta la flessibilità d'impiego del ca-
rattere. Il nuovo processore RISC Intel
80960 KA da 20 MHz utilizzato nelle due
nuove stampanti elimina gli inconvenienti
tipici di molte stampanti costrette a rallen-
tare quando si tratta di processare dOCu-
menil grafici complessi.
HP LaserJet 4 dispone di una memoria
da 2 Mbyte, espandibile fino a un totale di
34 Mbyte, che grazie alle capacità di com-
pressione-dati del linguaggio HP PCL 5 En-
hanced permettono la stampa della mag-
gior parte dei documenti di grafica e testo
a 600 dpi. HP LaserJet 4M dispone di 6
Mbyte di memoria espandibili a un totale di
32 Mbyte.
Per entrambe sono a disposizione moduli
di memoria SIMM standard da 1. 2, 4 e 8
Mbyte. HP LaserJet 4 e HP LaserJet 4M
hanno in dotazione standard una porta pa-
rallela Bi-Tromcs (TM). una porta seriale e
un alloggiamento I/O modulare.
La porta parallela Bi-Tronics fornisce le
capacità di comunicazione bidirezionale che
consentono di inviare dalla stampante mes-
saggi di status e di modificare le imposta-
zioni della stampante direttamente dal PC
utilizzando HP Explorer, compreso nella
stampante.
Un cassetto multif unzione da 100 fogli o
da 10 buste e un cassetto da 250 fogli A4
fanno parte della dotazione standard delle
stampanti. É possibile aggiungere un cas-
setto opzionale da 500 fogli che è in grado
di accogliere fogli formato A4, carta da let-
tera o executive. È disponibile inoltre un ali-
mentatore automatico da 75 buste in for-
mato DL. B5 e C5.
Nuove schede HP JetDirect
Le nuove schede d'interfaccia HP JetDirect, per il collegamento diretto in rete di
stampanti HP. supportano le stampami HP LaserJet 4. HP LaserJet IHSi. HP PaintJet
XL300 e il plotter HP DesignJet 600. Con la scheda JetDirect Installata, le stampanti HP
possono essere collegate direttamente a una rete e collocate nel punto più comodo per
gli utenti. Le nuove schede sostituiscono quelle esistenti per collegamenti Ethernet Thin
e lOBase-T. Utilizzando una scheda HP JetDirect al posto delle porte seriali o parallele
più lente, si riduce il carico che normalmente grava su un server durante le operazioni
di stampa o plotting in rete, anche del 20%. Le schede HP JetDirect forniscono alle
utilità di amministrazione della rete, quali COMCHECK di Novell, informazioni diagno-
stiche sulla stampante e raccolgono informazioni sulla configurazione di rete, statistiche
e messaggi di errore che possono essere riportati sulla pagina di auto-test della stam-
pante. La scheda HP JetDirect per computer basati su sistema operativo UNIX assicura
la compatibilità di network management SNMP. Le schede sono progettate per reti
Ethernet con sistema operativo Novell NetWare, Microsoft LAN Manager. 3Com
u 3+Open LAN Manager. Apple EtherTalk e sistemi operativi UNIX compresi HP-UX, Sun-
OS e SCO UNIX.
DeskJet 550C
e Desk Wri ter 550C
Ecco due nuove stampanti HP a getto
d'inchiostro su carta comune con due car-
tucce d'inchiostro nero e multicolore, con-
temporaneamente installate. HP DeskJet
550C e DeskWriter 550C. rispettivamente
per personal computer e Macintosh, utiliz-
zano la tecnologia del getto d'inchiostro in-
kjet sviluppato da HP e sono in grado di
produrre testi e grafici in bianco e nero e a
colon con 300 dpi di risoluzione. Uno dei
fondamentali vantaggi offerti dalle nuove
stampanti è la miglior qualità dei documen-
ti. Dato che le cartucce di stampa sono
contemporaneamente installate, gli utenti
possono stampare in nero e a colori sulla
stessa pagina.
Inoltre, con l'implementazione della dop-
pia cartuccia, la velocità di stampa delle pa-
gine con mix di testi e grafici è fino a quat-
tro volte superiore a quella delle stampanti
HP DeskJet 500C e DeskWriter 500C. Nel-
l'ambiente DOS la stampante HP DeskJet
550C dispone di due nuovi caratteri (Uni-
vers in formato verticale e Letter Gothic in
formato orizzontale) insieme a numerosi
nuovi corpi CG Times in formato verticale.
Completa di driver Windows 3.x, che sup-
porta font scalabili, gestisce 13 caratteri
scalabili ai quali si aggiungono i caratteri
TrueType di Windows 3.1. Per gli utenti
Macintosh, la stampante DeskWriter 550C
comprende gli stessi 35 caratteri scalabili
delle stampanti Apple Personal LaserWriter
NT e NTR. La stampante viene fornita Con
driver QuickDraw che utilizza la tecnologia
di scalatura dei caratteri Intellifont per crea-
re font fino a corpo 250. HP DeskJet 550C
e DeskWriter 550 sono in grado di stampa-
re documenti in qualsiasi tonalità e di ripro-
durre più di 16 milioni di colori, per mezzo
della tecnica del dithering applicata ai 3 in-
chiostri contenuti della cartuccia multicolo-
re. ciano, magenta e giallo. Entrambe le
stampanti dispongono del sistema di color
matching sviluppato da HP che fa corri-
spondere in modo ottimale il colore presen-
tato sullo schermo del computer e quello
stampato sulla cara.
HP DeskJet
Portable
Hewlett-Packard annuncia l'introduzione
della sua prima stampante portatile di qua-
lità laser.
La nuova HP DeskJet Portable offre le
stesse prestazioni e la stessa qualità di
stampa laser della HP DeskJet 500. HP
DeskJet Portable è grande circa la metà di
un notebook e può essere acquistata con
un alimentatore automatico di fogli singoli
opzionale, che gestisce fino a 50 fogli di
carta o trasparenze.
Basata sull'affidabile tecnologia del getto
termico d'inchiostro sviluppata dalla HP. la
stampante HP DeskJet Portable è confor-
me agli stessi standard di qualità e presta-
zioni comuni a tutte le stampanti HP Desk-
Jet; 300 dpi di risoluzione, velocità fino a 3
pagine al minuto, supporto di tutte le prin-
cipali applicazioni DOS e Windows 3.x.
Rispetto a tutte le altre stampanti porta-
tili, HP DeskJet Portable offre una maggior
quantità di font incorporati, compresi CG
Times in corpo 6. 8, 10. 12 e 14 portrait;
Univers in corpo 6. 8, 10, 12 e 14 portrait,
Courier in corpo 5. 10. pitch 16.67 e 20
portrait e landscape. Letter Gothic in corpo
6. 12 e pitch 24 portrait e landscape. Oltre
al font interni della stampante, gli utenti
Windows 3.1 possono stampare caratteri
TrueType scalabili.
Una batteria ricaricabile, disponibile sepa-
ratamente, consente la stampa di fino a
1 00 pagine per carica e nchiede 6 ore per
essere ricaricata.
È inoltre possibile utilizzare una batteria
standard per video camcorder. In opzione
al modulo di alimentazione standard (che
svolge anche la funzione di carica batteria).
HP offre un ricaricatore rapido universale
più piccolo e leggero. Esso è in grado di
ospitare due batterie alla volta ed è in gra-
do di ricaricare ciascuna batteria in novanta
minuti.
Questo carica battene può inoltre essere
utilizzato per alimentare la stampante da
una comune presa elettrica e si adatta au-
tomaticamente alle differenti tensioni di ali-
mentazione dei diversi paesi.
BATCH WIZARD
Un super-compilatore
per file batch
100% compatibile con il linguaggio baldi dei Dos, e
altamente compotible con i baldi enhancer 4D0S e
Norton NDOS - Aumenta di 3-10 volle la velocitò di
esecuzione dei programmi - Crea finestre, menù popup
e a tendina, dialog box ton campi numeriti e
alfonumerid, bottoni, hotkeys, supporto del mouse,
eco - Realizzo programmi di installazione, con funzioni
per testare lo versione Dos, il coprotessore, il mouse, la
schedo video, la quantità di memoria rom, espansa ed
esteso, lo spazio su disco, ecc, reset da progrommo e
modifica di CONFIG.SYS e AUTOEXECBAT - Creo menù
per programmi applicativi con funzione di swop per
liberare la memoria e macro di tostrero (fino a 32K
tosti! per esecuzioni in assenzo di operatore - Versione
interprete per la fose di lesi + compilofore per creare
programmi EXE Stand-alóne - Versione Base lire
1 SOmila, versione Pro lire 23Qmilo.
dSWAPPER
Supera la barriera dei 640K
Permeile di lonriore applicativi esterni di qualunque
dimensiono dall'inlemo di un progromma senza
problemi di memoria, mediante swopping su disco a
memorio espanso - Funziono con qualunque linguaggio
di programmazione, senza modifiche al sorgente a
ricompilorioni, e persino con il software pocdiettizzoto
(wp, spreadsheet, database) - Libero 70K o più per i
programmi scritti in Microsoft Basic e Clipper Summer
V - Modo di tastiera che automatizzano le operazioni
del programma esterno, per aggiungere oi vostri
programmi grafia e immagini, funzioni di word
processing, letturo/scrittura codici a borre, ecc- Scritta
In Assembly per la mossima efficienza - Indude
versione di distribuzione royohy free- lire 320mila.
SOFT
WHALE
v. Papa Pio XII 50 • 70124 Bari • Tel. 080-5045107
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
145
NEWS
Sysbase e Microsoft
rinforzano la loro
alleanza
Sysbase Ine. e Microsoft Corporation han-
no esteso la loro collaborazione imperniata
su SQL Server, per supportare l'architettura
WOSA. la Windows Open Service Archite-
cture. composta da un insieme di API e da
una interfaccia SPI che permette alle appli-
cazioni m ambiente Windows di accedere a
tutta una serie di servizi di connettività, svi-
luppando applicazioni a 32 bit su piattaforma
Windows NT L'accordo prevede lo sviluppo
congiunto di driver ottimizzati per l'API
ODBC di Microsoft all'interno della struttura
OPEN Client di Sysbase. Questa API forni-
sce, in un contesto WOSA, servizi di acces-
so a dati indipendenti su Host da parte di
client Windows,
SQL Server per Windows NT è indirizzato
sia agli integratori di sistema che agli ISV che
intendono far migrare i loro applicativi clien-
t/server Windows verso piattaforme NT II
prodotto può essere utilizzato con Microsoft
SQL Server 4.2 o con la versione originale,
per elaboratori a 32 bit, di SQL Server 4.2
per Windows NT
Sysbase implementerà ODBC nell'interfac-
cia OPEN Client, estendendo cosi l'integra-
zione per una vanetà di piattaforme suppor-
tate da Sysbase, fra cui Unix, Vax, VMS, RiscA
Ultrix, NetWare e mainframe IBM. ODBC for-
nisce un accesso semplice a reti di PC. mi-
nicomputer, sistemi mainframe e più tipi di
database, attraverso un'ampia varietà di ser-
vizi bade-end.
AVT
La AVT di Roma ha annunciato la distribu-
zione nazionale dei prodotti VIDEOMEDIA
Ine., nota casa americana di apparecchiature
video e di gestione VTR, Nell'ottica di un al-
largamento della sua gamma di prodotti ver-
so il settore multimediale e verso quello del
Desk Top Video, la VIDEOMEDIA ha altresì
annunciato una serie di nuovi accordi, a li-
vello di software house, che porta la quantità
di pacchetti in grado di supportare il proprie-
tario protocollo V-LAN ad oltre 300 applica-
zioni grafiche realizzate da quasi tutte le piat-
taforme presenti sul mercato (IBM, MAC. Si-
licon Graphics, Sun, Iris Indigo, Amiga, ecc.)
data la specifica peculiarità di tale protocollo
nel colloquiare in modo evoluto tramite una
qualsiasi porta seriale.
Tra le novità della casa americana, e dì
prossima immissione sul mercato, spicca un
software per il desktop video che permette,
con una spesa ragionevole, di poter avere
un intero sistema di post-produzione TV in
un PC (controllo VTR, mixer video, genera-
tore di caratteri, key lineare, mixer audio)
tutto con qualità broadcast.
Sempre nell'ambito V-LAN, la AVT ha ac-
quisito anche la distribuzione nazionale del
software AMILINK della RGB Computer
americana, software di gestione e controllo
editing VTR che. nella sua duplice versione
(per Windows ed Amiga! ha prestazioni pa-
ragonabili ad apparecchi dedicati con un co-
sto dieci volte inferiore. Detto software per-
mette tra l'altro II controllo contemporaneo
di 16 trasporti sorgenti e di 4 in registrazio-
ne oltre ad un mixer video, a quello audio,
effetti digitali e a quant'altro si possa inter-
facciare in standard V-LAN.
Compaq Nuovi Server
Sull’onda del successo riscosso dall'an-
nuncio dei propri nuovi prodotti, a giugno,
Compaq Computer SpA annuncia due nuove
famiglie di server PC COMPAQ ProSignia
con prezzi a partire da Lire 3.885.000, e
COMPAQ SYSTEMPRO/XL. Compaq intro-
duce anche COMPAQ ProLiant, un nuovo
sistema di espansione per entrambe le nuo-
ve famiglie, che permette una capacità di
memoria di massa di oltre 29 Gbyte Inoltre,
la società annuncia di aver esteso a tre anni
il servizio di assistenza On-Site sui nuovi
server e su COMPAQ ProLiant
COMPAQ ProSignia è una nuova classe di
server PC a basso prezzo e ad alte presta-
zioni, che integrano caraneristiche avanzate
di gestione dei server, con un prezzo indica-
tivo al pubblico che parte da Lire 3.885.000
COMPAQ SYSTEMPRO/XL è un veloce ser-
ver PC dotato di tecnologie innovative e con
un prezzo che parte da Lire 18.620,000,
COMPAQ ProLiant, un sistema di espan-
sione esterno che gestisce sino a 7 35
Gbyte di dischi fissi Fast SCSI-2, permette
agli utenti NetWare di sostituire facilmente i
dischi fissi rotti, senza spegnere il sistema,
COMPAQ ProLiant permette aali utenti di
COMPAQ SYSTEMPRO/XL e di COMPAQ
ProSignia di aumentare la capacità di memo-
na di massa dei propri sistemi sino a oltre
29 Gbyte, quando si usino quattro sistemi di
espansione COMPAQ ProLiant insieme,
Inoltre, questo sistema di espansione ester-
no è supportato anche da COMPAQ DE-
SKPRO/M. COMPAQ SYSTEMPRO/LT e
COMPAQ SYSTEMPRO.
La società ha anche annunciato la dispo-
nibilità in Europa di SCO UNIX in versione
Compaq.
I nuovi server che fanno parte della fami-
glia COMPAQ ProSignia offrono elevate ca-
pacità di elaborazione, straordinarie presta-
zioni di I/O e caratteristiche uniche di server
management. Inoltre, i COMPAQ ProSignia
integrano tecnologie innovative quali il nuo-
vo controller Fast SCSI-2, un'interfaccia di
rete a 32 bit e una scheda grafica 1024 x
3T®RìI Mi
® [r]® SV tl)
386-DX 40
486-DX 33
486-DX2 50
M/B 80386DX-40MHz
4Mb RAM
64 cache memory
F. D. 3,5" 1.44Mb
H. D, 105Mb AT BUS
VGA 1Mb 1280x1024
M/B 80486DX-33MHZ
4Mb RAM
64 cache memory
F. D, 3,5" 1.44Mb
H. D. 105Mb AT BUS
VGA 1Mb 1280x1024
M/B 80486DX2-50MHZ
4Mb RAM
64 cache memory
F. D. 3,5" 1.44Mb
H. D. 105Mb AT BUS
VGA 1Mb 1280x1024
2 ser. 1 par. 1 game
Tastiera 102 tasti
Mouse seriale
Ms Dos 5.0 italiano
2 ser. 1 par, 1 game
Tastiera 102 tasti
Mouse seriale
Ms Dos 5.0 italiano
2 ser. 1 par. 1 game
Tastiera 102 tasti
Mouse seriale
Ms Dos 5.0 italiano
£ 1,200.000
£ 1.550.000
£ 1.750.000
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146
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RAM 4MB. (70ns.) esp.32MB.
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HARD DISK 105MB. AT BUS
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MS DOS 5.00 ITA MICROSOFT
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TUTTI I MAPCH SOfRA OTÀ^l SONO ROSIMI OSI (TBPfTWl WOOUTTOfil
NEWS
768. Il processore è facilmente upgradabile
tramite la sostituzione del chip (per esempio
un 486 a 33 MHz) con un processore Intel
OverDrive per esempio un 486DXZ/66 MHz
o con i futuri processori OverDrive avanzati.
Le vane funzioni di server management,
disponibili sia su COMPAQ ProSigma che su
COMPAQ SYSTEMPRO/XL. semplificano il
supporto alle reti PC in fase di ampliamento,
assicurano i massimi livelli di protezione dei
dati e riducono al minimo i tempi di non uti-
lizzo dei server dovuti a guasti.
Il nuovo controller COMPAQ Fast SCSI-2
a 32 bit permette di raddoppiare la velocità
dei dati rispetto alle precedenti implementa-
zioni SCSI ed è anche disponibile come
scheda EISA opzionale.
Tutti i modelli con disco fisso di COM-
PAQ ProSignia includono il nuovo controller
NetFiex a 32 bit preinstallato Questa nuova
scheda di interfaccia rete a 32 bit, che e di-
sponibile anche come opzione è dotata
standard di supporto Ethernet, ma può es-
sere modificata con un modulino aggiuntivo
per il supporto Token Ring.
Quando integra due processori Intel 486 a
50 MHz COMPAQ SYSTEMPRO/XL permet-
te di arrivare fino a 150 TPS (Transactions
Per Secondi in ambienti di application server
di grandi dimensioni una velocità quasi tre
volte superiore rispetto a quella resa possi-
bile dal COMPAQ SYSTEMPRO avanzato.
L’innovativa Architettura COMPAQ Tri-
Flex, di cui è dotato COMPAQ SYSTEM-
PRO/XL. ottimizza tre sottosisterm critici del
server — I/O. processore e memoria — in
tre bus separati a elevata ampiezza di ban-
da. permettendo eccezionali prestazioni di
application e file server. Il TriFlex DataFlow
Manager permette ai dispositivi di I/O e ai
processori del sistema di accedere simulta-
neamente alla memoria per oltre il 70 per
cento del tempo con un miglioramento in-
credibile delle prestazioni e una enorme ri-
duzione dei colli di bottiglia.
L'Architettura TriFlex integra un design
FPG I Future Processor Generation) per il
supporto dei processori Intel attuali e della
prossima generazione sia configurazioni a
processore singolo che in configurazioni
multiprocessore
COMPAQ SYSTEMPRO/XL, estende le in-
novative capacità di COMPAQ INSIGHT Ma-
nager con nuove caratteristiche di gestione
hardware e software. Una fra queste è la
memoria Advanced Errar Correction Code
(ECC) che corregge gli errori di memoria,
utilizzando delle SIMM standard e permette
al server di continuare a funzionare regolar-
mente persino in caso di rottura di un intero
modulo DRAM.
EmmeSoft
EmmeSoft ha presentato allo SMAU di
Milano il programma «Ultxes» un software
che rappresenta il primo prodotto italiano di
navigazione in ambito metropolitano assisti-
to dal computer. L'utente infatti ha la possi-
bilità, tramite computer, di ricercare in vari
modi il percorso più breve tra due punti di
una città. «Ulixes» è in grado di individuare
il percorso ottimale tra le vie selezionate,
fornendo utili indicazioni quali il tempo me-
dio stimato di percorrenza e la distanza ef-
fettiva Il softwaie sarà inizialmente disponi-
bile per computer MS DOS e palmari, men-
tre è già in fase di sviluppo la versione per
Apple Macintosh.
La prima piantina rilasciata è quella di Mi-
lano, cui seguiranno poi quelle di Roma e di
Tonno. "Ulixes» verrà probabilmente vendu-
to in due versioni una «base» per tunsti e
abitanti della citta, ed una «plus» per profes-
sionisti (es. taxisti, rappresentanti) che terra
conto delle vie più trafficate.
148
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NEWS
Inaugurato a Milano
il Centro di Competenza
Olivetti M700/WindowsNT
di Paolo Ciantelli
Olivetti ha inaugurato a Milano il primo Centro di Competenza Olivetti
M700/Windows NT, per offrire agli sviluppatori Italiani che operano in
ambiente Microsoft Windows NT un supporto tecnico completo,
promuovendo e diffondendo sul mercato nazionale
la piattaforma RISC M700-10.
Il PC M7QQ-1Q è stato il primo personal computer basato
su tecnologìa RISC standard ed è la piattaforma ideale per lo sviluppo
di applicazioni innovative basate su Windows NT.
« Olivetti fonda la propria strategia tecnologica e di servizio su due
presupposti ; l'innovazione e propensione alla partnership » ha detto
Gianluca Braggiotti, Direttore Commerciale Olivetti Italia.
«Lo scopo del Centro dì Competenza è quello di fornire agli
sviluppatori italiani di Windows NT un punto di riferimento « tecnico »
fondamentale », « Dalla nostra intensa collaborazione con Olivetti sono
nati negli anni diversi successi nel campo dello sviluppo della
tecnologia e dei suoi utilizzi commerciali » ha affermato Umberto
Paolucci, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.
«A partire dal 1986 Olivetti è stato uno dei primissimi partner a livello
mondiale a supportare la nostra strategia Windows.
Perfettamente coerente è quindi l'attuale impegno di Olivetti su
Windows NT in un'ottica di servizio verso coloro che intendono
sviluppare e investire nell'ambiente Windows »
Centro di Competenza
Olivetti M700/Windo wsNT
Il Centro di Competenza Olivetti
M7 00/Windows NT, è una struttura uni-
ca in Italia e in Europa con cui Olivetti
intende supportare la diffusione e la cre-
scita di Windows NT sulla piattaforma
PC RISC M700.
Il Centro si Indirizza agli sviluppatori di
software, agli ISV (Indipendent Software
Vendersi. ai centri di sviluppo di grandi
organizzazioni, ai centri di ricerca, alle
università e ai System Partner Olivetti,
offrendo loro tutte le risorse e il know-
how necessari sia per sviluppare appli-
cazioni innovative in ambiente Windows
NT, sia per trasferire le applicazioni pree-
sistenti sul nuovo ambiente operativo. Il
Centro offre anche un'intensa attività di
formazione e di preparazione al porting,
proponendo un calendario di corsi han-
ds-on di tre giorni, effettuati su PC RISC
Olivetti M700-10, articolati in una descri-
zione teorica sulle caratteristiche di Win-
dows NT e in esercitazioni pratiche di
windowing, multitasking, networking,
con un'enfasi specifica alle metodologie
e alle problematiche di scrittura e riscrit-
tura del software. L’obiettivo principale
del Centro è infatti quello di facilitare la
scrittura o la conversione di applicativi
da altri sistemi operativi, in modo da
sfruttare appieno le caratteristiche inno-,
vative di Windows NT quali il multita-
sking reale, il multithreading, l 'indirizza-
mento a 32 bit, la possibilità di elabora-
zione distribuita, la portabilità. L'attività
promozionale del Centro di Competenza
Olivetti M700/Windows NT è costituita
da seminari dedicati al management de-
gli operatori informatici, orientati a forni-
re il «posizionamento strategico»di Win-
dows NT nel panorama dell' Information
Technology, I sistemi impiegati presso il
Centro di Competenza sono anche di-
sponibili agli «opinion leader» per l'ese-
cuzione di benchmark o di vere e proprie
«prove su strada» di diversi ambienti
operativi. Il Centro è equipaggiato con
Otto sistemi M700-1 0, basati sul proces-
sore R4000PC (Prima ry Cache) a 50
MHz. offerti nelle configurazioni con 16
MB di RAM. hard disk da 210 o 510 MB,
CD-ROM da 550 MB, floppy disk da
2.88 MB, video a colori 17". Il sistema
operativo Microsoft Windows NT rap-
presenta l'evoluzione dell'ambiente ope-
rativo DOS/Windows 3.x, offrendo carat-
teristiche evolute e rispondenti alle at-
tuali esigenze dell'lnformation Technolo-
gy.
AVVISO
AI
LETTORI
r
Quando la
mattina la
sveglia
suona, ci
si alza di
sobbalzo,
...come
quando si
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NEWS
Videobank:
la videoteca self-service
di Enrico M. Ferrari
Cresciuti in sordina e guardati all'inizio
solo come una curiosità ora stanno spun-
tando come i funghi e oramai ogni quar-
tiere ne ha uno: sono i Videobank. i distri-
butori automatici di videocassette da no-
leggiare, più simili ad un Bancomat vero e
proprio per servizi offerti.
Commercializzato nel 1988, il sistema Vi-
deobank contava un parco macchine instal-
lato pari a circa trenta unità alla fine del
1989. Che sono diventate subito 400 già
nel 1991 . per la fine del 1992 saranno circa
700, e il futuro è ancora più roseo.
Videobank rappresenta un sistema distri-
butivo innovativo sia per il cliente finale che
per la videoteca che ne installa uno, perchè
ad ambedue fornisce la possibilità di acce-
dere a servizi finora impensati.
L'utente finale, il cliente della videoteca,
riceve una tessera, simile a quella del Ban-
comat. con un codice associato con il quale
prelevare le cassette che vuole dal self-ser-
vice 24 ore su 24, 7 giorni su 7: in realtà
tutta la faccenda è molto più articolata.
Innanzitutto l’utente riceve due codici,
uno dei quali esclude il prelievo dei film
hard-core; sono cosi tutelate le esigenze
legali e la stessa tessera può essere usata
anche da minori, ai quali si darà il codice
per accedere solo ai film «innocui».
in realtà il Videobank è molto di più; è
una stazione telematica video collegata ad
un network territoriale nazionale. Questo
significa la possibilità di effettuare telepre-
notaziom anche a distanza di cassette e
servizi, e da parte del gestore significa ave-
re un sistema che «dialoga» con il servizio
centrale per essere sempre aggiornato sul-
le novità del settore. Il Videobank inoltre è
stato studiato per offrire altri servizi: si pos-
sono acquistare direttamente le cassette,
vergini e non, sempre utilizzando la stessa
tessera e scorrere l'elenco dei titoli dispo-
nibili anche effettuando ricerche Incrociate
sugli attori dei singoli film, spesso è inoltre
disponibile una schermata che altro non è
che la locandina digitalizzata, il tutto natu-
ralmente sempre a disposizione e discre-
tamente «riservato», soprattutto per i cul-
tori dei film a luci rosse..
Il Videobank in se stesso è una macchina
pensata e costruita con il criterio di un Ban-
comat: destinato ad installazioni non sor-
vegliate. la sua robustezza e vari accorgi-
menti antivandalici (come la tastiera pie-
zoelettrica o il vetro scorrevole di protezio-
ne) ne assicurano la sopravvivenza anche
nel quartieri più turbolenti.
Il sistema completo è composto dalla
macchina Videobank, da porre all'esterno
della vetrina, e da un «selector» di banco,
cioè un centro operativo con il quale gestire
l’attività. Il Videobank è composto dal ma-
gazzino per 500 videocassette, l'insegna lu-
minosa e si basa su un PC 386 a 25 MHz.
con hard disk da 80 Mb ed un floppy da
3.5". Una scheda per rete Novell e la pos-
sibilità di inserire un modem assicurano la
connettività, il monitor è un SVGA 14" de-
finizione 1 024x768, gestito ovviamente da
una scheda SVGA 640x480 da 256 colori;
la tastiera è quella piezoelettrica antivanda-
lismo soprammenzionata, è naturalmente
presente il lettore/scrittore di tessera ma-
gnetica, il tutto è anche dotato di un gruppo
di continuità per le interruzioni di corrente.
Il selector da banco è basato su PC con ca-
ratteristiche simili, in più la dotazione com-
prende anche una penna ottica, il tutto rac-
chiuso in minitower con tastiera standard;
esiste anche la possibilità di installare <1 se-
lector in vetrina per snellire le operazioni di
prelievo e restituzione. Il sistema Videobank
si è diffuso grazie anche ad una sapiente
organizzazione di marketing, omaggi ven-
gono offerti al cliente della tessera, viene
regalato l’abbonamento alla rivista catalogo,
iniziative collegate con gli altri Videobank,
tutto è finalizzato a creare un circolo di clien-
tela che non si senta isolato.
Le macchine Videobank sono costruite
dalla Elektron Spa di Buia (Udinel mentre
l'intera rete di comunicazione viene orga-
nizzata dalla Regulus: quando il Network
Territoriale Nazionale verrà pienamente at-
tivato (questo accadrà nel gennaio 1993) i
possessori della Vìdeobankcard potranno
acquistare e noleggiare da qualsiasi distri-
butore sparso in Italia la videocassetta pre-
ferita. I costi sono in genere standard per
i clienti del Videobank : la tessera costa 50
mila lire ed è a scalare, anche se sono pre-
viste forme diversificate che la fanno as-
somigliare ad una vera e propria carta di cre-
dito (è anche previsto una sorta di «fido»
quando sì va in «rosso»), affittare il film co-
sta meno di 2000 lire per la prima giornata;
il sistema Videobank costa invece dai 40 ai
70 milioni a seconda della configurazione.
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Maggio ‘92
NEWS
Controllo via satellite
degli autobus
Alcatei Digibus
dì Paolo fardelli
Un sistema via satellite GPS,
a Bologna per controllare al meglio
il trasporto pubblico urbano
Una rete di satelliti, orbitanti a ventimila
chilometri da terra, verrà realizzata per tene-
re sotto controllo in tempo reale una delle
più ampie reti di trasporto pubblico urbano
italiano. Il progetto, uno dei più moderni e
avanzati in campo mondiale, sarà realizzato
per l'Azienda di Trasporti Comunale di Bolo-
gna dalla Linea Trasporti e Traffico di Alcatei
Italia ed è parte del sistema Diglbus Alcatei
In grado di rilevare i dati relativi ai singoli au-
tomezzi. alle singole linee e all'intera rete
Il sistema adottato a Bologna compren-
derà una rete radiomobile di tipo «chiuso»
bidirezionale per scambiare dati e informa-
zioni tra i singoli autobus e la centrale di
controlo, e un sistema di localizzazione ba-
sato sulla rete satellitare GPS (Global Posl-
tioning System).
Il sistema è integrato con dispositivi per la
rilevazione del movimento passeggeri, la
convalida biglietti e documenti di viaggio a
tessera magnetica. Una prima fase del pro-
getto, che per le sua caratteristiche gode
anche dei finanziamenti della Comunità Eu-
ropea, prevede la dotazione di 300 del 900
autobus dell' ATC, con previsione di esten-
sione a tutta la flotta.
Il più avanzato sistema di controllo
Uno del più avanzati sistemi di controllo
per la gestione di flotte di trasporto pubblico
verrà realizzato a Bologna nell'arco dei pros-
simi tre anni da Alcatei Italia per conto del-
l'Azienda di Trasporto Comunale. Godendo
dei finanziamenti della Comunità Europea
nell'ambito del progetto «Drive», il progetti
costituisce una evoluzione del sistema Digi-
bus. Le tecnologie utilizzate comprendono
una rete radiomobile a gruppo chiuso per lo
scambio bidirezionale dei dati, per le conver-
sazioni in fonia tra autobus e centrale di
controllo, nonché l'utilizzo del sistema di po-
sizionamento satellitare GPS.
In questo modo, per esempio, la centrale
può avere in tempo reale informazioni esat-
te sulla posizione di ogni singolo mezzo,
controllare l'intervallo lungo le linee, eviden-
ziare arresti dovuti a guasti o rallentamenti
del traffico, e prendere le necessarie misure
organizzative al fine di assicurare la conti-
nuità del servizio (veicoli sostitutivi, cambia-
mento di percorso, ecc.).
Pianificazione intelligente della rete
I dati raccolti su orari, tempi di percorren-
za, salite e discese alle fermate, permette-
ranno all'azienda di pianificare l'organizzazio-
ne del servizio e la disponibilità delle risorse.
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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
NEWS
Oltre al telecontrollo in tempo reale, verran-
no svolti i compiti di convalida biglietti con
sistema magnetico, nonché la rilevazione
dei flussi dei viaggiatori alle fermate.
Esso permetterà tra l'altro di utilizzare un
unico strumento di pagamento per diversi
servizi, come l'utilizzo di impianti di par-
cheggio o aree di sosta a pagamento, gra-
zie a sistemi integrati di tariffazione e pa-
gamento.
La linea Sistemi per il Trasporto ed il
Traffico dell 'Alcatei Italia ha già al suo attivo
la realizzazione per conto di altre aziende di
pubblico trasporto italiane di sistemi di te-
iecontrollo e rilevazione con impianti a terra,
nonché soluzioni per l'automazione degl'im-
pianti di parcheggio, di aree di sosta a pa-
gamento e sistemi di informazione stradale
o in impianti ferroviari. Un recente esempio
è la «Carta Arancio» adottata a Milano, gra-
zie ad una convenzione tra l’ATM (Azienda
di Trasporti Milanese) e la MM (Metropoli-
tana Milanese).
Questo sistema consente di utilizzare una
carta magnetica prepagata sia sulla Metro-
politana, in particolare presso le stazioni del-
ia Linea 3. sia presso una serie di grandi
parcheggi nella cintura urbana realizzati in
corrispondenza di stazioni della Metropolita-
na stessa.
L'autobus è già passato...
te lo dice il satellite
Il sistema di telerivelazione, basato su
impianti fissi di terra, fino ad ora utilizzato
aveva lo svantaggio di poter rilevare solo
gli autobus transitanti nella «zona utile»,
senza poter vedere quelli più distanti,
nonché di una maggiore rigidità nel col-
legamento tra i sistemi di terra e la cen-
trale. Il sistema GPS con il quale si inte-
gra la versione del Digibus progettato per
l'ATC di Bologna, è invece l'equivalente
elettronico del «punto nave» realizzato
con il sestante. Nella sua globalità, il Glo-
bal Positioning System utilizza una rete di
24 satelliti, distribuiti su sei diverse Orbi-
te. che assicura una copertura mondiale.
E tuttavia sufficiente per poter disporre
delle coordinate di tre. o ancora con mag-
gior efficacia, quattro satelliti, per poter
determinare la localizzazione del mezzo
che «chiede la posizione» con un’appros-
simazione di poche decine di metri. Nel-
l’impiego su flotte di pubblico trasporto,
questo sistema è in grado dì indicare con
esattezza al conducente, e quindi anche
alla centrale operativa, in che punto ogni
singolo mezzo si trova. Le conseguenze
possono essere immediatamente com-
prensibili rilevazione dei guasti con con-
seguente arresto del mezzo e individua-
zione della distanza tra mezzi in succes-
sione sulla stessa lìnea. Rispetto ad altri
sistemi con rilevatori a terra, questo offre
una flessibilità superiore poiché non ri-
chiede virtualmente impianti fissi né i
conseguenti collegamenti, permette di
seguire modifiche delle reti e non ha vir-
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con le sue Finestre, con i menu
pull-down, con i box di dialogo
ed i pulsanti darà nuova vita alle
vostre applicazioni dBASE.
dBFast vi aiuterà anche a creare
nuovi programmi dBASE. in modo
facile e veloce.
A differenza di altri sistemi di
sviluppo per Windows, che obbli-
gano gli utenti ad apprendere nuo-
vi linguaggi, dBFast permette ai
programmatori dBASE. FoxBase e
Clipper di continuare ad usare il
linguaggio che già conoscono, e
di avere inoltre a disposizione più
di duecento estensioni e un compi-
latore completo di editor e linker.
I protocolli DDE e DLL. veri e
propri standard del settore, con-
sentono ai vostri programmi di
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NEWS
Intel Chip Name
Finora gli utenti medi di personal compu-
ter si interrogavano in computerese più o
meno cosi, «il tuo è un 286, un 386 o un
486?». Domani ciò potrebbe non essere più
vero, anzi la domanda potrebbe essere «È
un Pentium?».
O almeno questa è la speranza della Intel
Corp. Il gigante dei chip ha rivelato il nome
della prossima generazione dei microproces-
sori, il cervello dei personal computer.
Alcuni analisti però sono alquanto scettici.
«Come fa l'Intel a promuovere un nome co-
me Pentium restando seria? Secondo la mia
opinione sarò una battuta che farà il giro dei
bar della Silicon Valley.» ha detto Dick Shaf-
fer, direttore delta testata giornalistica Com-
puterLetier.
» Lasciamo perdere» ha detto Rick Martin,
un analista di computer presso un'azienda
finanziaria, la Chicago Corp. «Per tutti sarà il
586.»
Per gli addetti ai lavori questo chip, previ-
sto per l'Inizio del prossimo anno, è sempli-
cemente il 586, perché sarà l'ultimo model-
lo nella linea di microprocessori «x86» che
viene usata nella maggior parte dei PC IBM-
compatibili.
Ma lo scorso anno Intel annunciò che non
intendeva continuare ad utilizzare lo schema
di denominazione «x86», e iniziò a riferirsi al
chip con II suo nome in codice interno: P5.
La decisione e venuta dopo che la com-
pagnia di Santa Clara in Calif.. dovette con-
sentire l'uso del nome registrato «386» al
suo concorrente «ultimo arrivato» Advanced
Micro Devices Ine, che realizzò un clone
386 e che sta lavorando sull'Imitazione di un
486.
»La logica vorrebbe che questo chip ve-
nisse chiamato 586» riconosce Andrew Gre-
ve. presidente e capo esecutivo della Intel,
ma ha dichiarato in un'intervista «Intel potrà
non essere in grado di registrare il nome
586. e quindi di evitare che altre aziende lo
usino per microprocessori concorrenti».
La Intel ha indetto una gara tra i propri di-
pendenti per il migliore nome da assegnare
al nuovo chip, ma nessuna delle sigle in
concorso ha soddisfatto i dirigenti dell'azien-
da. che hanno optato in favore di una deno-
minazione creata dalla Lexicon Nammg Ine,,
un'azienda di Sausalito Calif. che ha al pro-
prio attivo creazioni come il nome «Power-
Book» adottato dalla Apple Computer per la
propria linea di computer portatili.
Grave ha dichiarato di non essere a cono-
scenza dell'importo pagato alla Lexicon, ag-
giungendo che la sua azienda ha tenuto
gruppi di lavoro sul nome del chip con i pro-
pri clienti e si é avvalsa della collaborazione
di esperti in marchi registrati per accertarsi
della possibilità di depositare il nome per
evitare che venga copiate.
Avvalendosi di una similitudine. Grave ha
confrontato il nome a quello di un ingredien-
te come NutraSweet, il dolcificante artificia-
le usato in molti prodotti alimentari negli
USA e il cui marchio appare sulle etichette
dei prodotti. «Secondo noi dovrebbe essere
considerato come un ingrediente, poiché
verrà montato dentro a milioni di compu-
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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1892
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degli ormai
superati
tamburi
dizionali
va tranquilla-
copie senza
manutenzione... e
tutti sanno ormai che il tam-
buro, è it motore delle stam-
panti: è come avere un'auto
catalizzata garantita per
300.000 kilometri (contro i
5/10.000 delle altre).
Quanto costa?
Come un diesel , cioè un po'
più delle auto a benzina...
ma è completamente ammor-
tizzata quando il tamburo è
solo a metà della sua vita. Poi
paghi soltanto il carburante,
cioè il toner: non c'è manu-
tenzione, non c'è superbollo.
In altre parole, arrivato a me-
tà garanzia hai risparmiato
quanto basta per comprarti
un'altra FS 1500!
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vuoi, dal momento che la
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NEWS
Shaffer ha aggiunto: «È interessante no-
tare come i microprocessori siano diventati
talmente parte dellla nostra vita quotidiana
che Intel è costretta a trovare un nome giu-
sto per il pubblico per il prodotto di una tra
le più arcane delle tecnologie».
« Pentium e il tuo computer sarà piu bian-
co del bianco» ha soggiunto scherzando un
analista.
Grove ha precisato che Intel non pubbli-
cizzerà il nome Pentium fino a quando il
chip non sarà in vendita, ma che per contro
l'azienda continuerà ad usare il nome nelle
occasioni pubbliche In modo da renderlo fa-
miliare.
Intel può essere considerato il dominatore
del mercato dei microprocessori, i chip di
sua produzione sono utilizzati nella maggior
parte dei personal computer IBM compatibi-
li, i quali a loro volta detengono la quota di
maggioranza del mercato dell'informatica
personale.
Intel ha dichiarato che Pentium, composto
da più di 3 milioni di transistor, sarà inizial-
mente usato in potenti computer server che
uniranno network di PC e workstation. Ma
in un secondo momento, ha detto Grove.
potrà diventare il successore del 486.
BONSAI UNIBIT.
IL VINCISPAZIO
• *4
Eutelsat
L'Assemblea dei Paesi Membri, la struttu-
ra che riunisce i governi dei paesi che fanno
parte del consorzio EUTELSAT e prende le
più Importanti decisioni, si è riunita a Parigi
nelle scorse settimane. Lo scopo era quello
di discutere le azioni che possono permet-
tere di migliorare ed ampliare l'accesso ai
satelliti EUTELSAT ed inoltre accelerare le
procedure che permettono ad altri sistemi
satellitari di operare in Europa. L'Assemblea
si è trovata d'accordo nel fatto che la capa-
cità satellitare può essere migliorata costi-
tuendo un sistema di accesso multiplo o
d'accesso controllato, dato che entrambe le
soluzioni sono mutuamente compatibili. Con
un accesso multiplo, un operatore autorizza-
to di un paese che riconosce queste dispo-
sizioni può affittare la capacità satellitare at-
traverso un qualsiasi altro Firmatario o un
Ufficio Affan dei Firmatari in un altro paese
che nconosce la stessa procedura. Questo
potrebbe permettere fino a 33 punti di ac-
cesso ai satelliti EUTELSAT e anche piu in
caso di aumento dei paesi che entrano a far
parte del gruppo.
Nel caso di accesso controllato sarà un
unico Ufficio Affari dei Firmatari che esami-
nerà tutte le richieste per l'utilizzo della ca-
pacità satellitare da parte degli operatori au-
torizzati in un unico paese. L'Assemblea si è
anche travata d'accordo nel semplificare le
procedure di coordinazione economica con
altri sistemi satellitari in modo che esse non
abbiano piu alcun effetto pratico per servizi
aperti alla concorrenza. EUTELSAT (Euro-
pean Telecommunications Satellite Organi-
zatlonl fornisce una rete trans-Europea per
comunicazioni fisse e mobili tramite un si-
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MCmicrocomputer n. 123 ■ novembre 1992
TELEFONARE PER IL CONCESSIONARIO UNIBIT PIU * VICINO
NEWS
Voce, dati, testi e immagini: una sola connessione
Finirà nella rete ISDN
l'integrazione di tanti business
delle telecomunicazioni
La «business class» delle telecomunicazio-
ni è diventata una realtà anche in Italia. Si trat-
ta dell'ISDN (Integrated Services Digital Ne-
twork), la rete di telecomunicazioni di cui si è
parlato, in occasione di un convegno SIP —
«La rete telefonica evolve: ISDN per l’inte-
grazione dei servizi» — che si è svolto a Mi-
lano in occasione di SMAU '92.
La rete offre all’utenza affari del nostro Pae-
se la possibilità di usufruire, con qualche anno
di anticipo, di tutti i servizi che la rete tele-
fonica di base potrà garantire sul finire del de-
cennio. quando sarà completato il passaggio
alla tecnologia numerica, In particolare la tra-
smissione, veloce e caratterizzata da un'alta
qualità di voce, dati, testi e immagini (fisse e
in movimento).
Il servizio pilota dell'ISDN è attivo dal mese
di giugno di quest'anno in undici città italiane:
Torino, Genova, Milano, Venezia, Trento, Bo-
logna, Pisa, Roma, Napoli, Bari, Palermo e nei
prossimi mesi Bergamo, Bolzano, Brescia e
Modena.
La rete ISDN, che secondo gli intervenuti al
convegno, rappresenterà la rete telefònica di
base per l'utenza affan, è stata indicata come
lo strumento tecnologicamente più avanzato,
e in linea con quanto offerto in altre realtà
europee, tra quelli che l'azienda telefonica può
mettere a disposizione del sistema econòmi-
co italiano.
La SIP è attualmente il gestore telefonico
europeo che investe di più, a parte l'azienda
tedesca che sta modernizzando la rete della
ex Germania Est. Il programma SIP relativo al
prossimo quadriennio 1993-1996 prevede in-
vestimenti per 40 mila miliardi, orientati a co-
gliere il meglio che l'evoluzione tecnologica in
atto può riversare suH'ammodernamento del-
le infrastrutture proprie.
Il professor Maurizio Decina del Politecnico
di Milano, illustrando gli aspetti tecnici della
nuova rete, ha ricordato che questa consen-
tirà l'integrazione tra gestore e utente. L'as-
sistenza sarà sempre più capillare e il cliente
avrà la possibilità di ottenere servizi persona-
lizzati. Inoltre, ha detto ancora Decina «l'anno
L'ISDN. la rete numerica integrata nei
servizi, rappresenta il «salto» tecnologico
da un sistema di telecomunicazioni basato
sulle reti «specializzate» a un sistema ca-
ratterizzato dalla integrazione della trasmis-
sione di voce, immagini, dati e testi La
nuova rete, già in funzione in Italia dalla
metà di quest'anno sotto forma di servizio
pilota, è stata concepita per fornire una uni-
ca connessione standard per la telefonia, la
videocomumcazione, l'automazione d' uffi-
cio e i computer. Nonostante questo, ri-
SDN nasce come evoluzione naturale della
rete telefonica numerica di base e ha il suo
«punto chiave» nella realizzazione di una li-
nea numerica di utente connessa, attraver-
so il doppino telefonico, alle centrali nume-
riche. E propno la progressiva sostituzione
nelle centrali telefoniche della tecnologia
analogica con la tecnologia numerica, ha
consentito la messa in opera della rete
ISDN. Per l'utente che intenda usufruire
dei suoi servizi, è possibile attivare due tipi
di accesso: l'accesso base, caratterizzato
da due connessioni a 64 kbit al secondo; e
l'accesso primario che consente di attivare
30 connessioni a 64 kbit al secondo.
Gli utenti possono accedere alla rete me-
diante terminali conformi agli standard
ISDN (i nuovi telefoni numerici, ì videote-
lefoni). oppure inserendo degli adattatori di
interfaccia per i terminali che adottino i più
comuni sistemi di interfaccia.
In accordo con le normative internazio-
nali, l'accesso base opera a 144 kbit al se-
condo ed è suddiviso in due canali a 64 kbit
al secondo e un canale a 16 kbit al secon-
do. I pnmi due canali (B) vengono utilizzati
sia per realizzare collegamenti a commuta-
zione di circuito, sia per accedere alle fun-
prossimù là SIP attiverà i primi servizi della
cosiddetta rete intelligente, e l'ISDN è un
passo fondamentale nella progressiva infor-
matizzazione delle telecomunicazioni».
L'esperienza francese in fatto di ISDN, che
oltralpe è conosciuta con il nome commer-
ciale di «Numeris», è stata illustrata da Pa-
scal Merieux, responsabile marketing della
rete di France Telecom. Marieux ha detto
che nel 1995 l'ISDN sostituirà completamen-
te la rete telefonica di base La strategia di
sviluppo commerciale della rete si è basata
ziom di trattamento del pacchetto. Il terzo
canale (D) è invece impiegato per la segna-
lazione relativa ai primi. L'accesso primario,
invece, opera a 2.048 kbit al secondo. Dei
31 canali a 64 kbit/s disponibili, 30 sono im-
piegati come i canali B dell'accesso di ba-
se, mentre il trentunesimo è utilizzato co-
me il terzo canale (D) dell'accesso base.
A partire dall'anno prossimo, la struttura
della rete ISDN risulterà non più sovrappo-
sta a quella della rete telefonica, ma inte-
grata con la parte già numenca della rete di
base. Questa integrazione, realizzata con
l'inserimento di moduli hardware e softwa-
re nelle centrali telefoniche numeriche, ri-
guarderà, oltre che i mezzi di trasmissione,
le funzioni di commutazione locale e di
transito a commutazione di circuito e la
funzione di segnalazione su canale comu-
ne. In questo modo sarà possibile diffon-
dere progressivamente la rete su tutto il
territorio nazionale.
Il servizio pilota ISDN, operativo attual-
mente in undici città italiane, rappresenta
un passo fondamentale verso fa realizzazio-
ne di Euroisdn. Nell'aprile del 1989 SIP.
Italcable e ASST (l'azienda di stato per ì
servizi telefonici) hanno aderito, insieme
agli operatori di altri 19 Paesi, al memoran-
dum di intesa per una ISDN europea entro
il 1993.
Tra il finire del 1992 e i primi mesi del
'93 è prevista l'apertura dì connessioni in-
ternazionali con Australia, Canada, Francia.
Germania, Giappone, Hong Kong, Nuova
Zelanda, Regno Unito, Singapore, Spagna.
Svezia e Stati Uniti. Inoltre, sempre nel cor-
so del '93. la SIP aprirà anche i primi servizi
della cosiddetta rete intelligente.
F.F.C.
sin dall'inizio sulla partnership tra il gestore e
oltre 50 aziende che hanno studiato 350 pro-
dotto accessibili agli utenti « Numeris». Me-
neux ha detto inoltre che ISDN è adesso in
Francia una realtà economicamente «matu-
ra» e che il gestore della rete, France Tele-
com, darà il via alla diffusione di massa dei
collegamenti «Numens» già dall'inizio del
1994 in Francia. Il successo della rete è stato
decretato dall'accoglienza molto positiva di-
mostrata dal sistema economico, in partico-
lare dalle piccole e medie imprese, e dal fatto
che rende possibili collegamenti internaziona-
li con molti Paesi la cui economia è fortemen-
te integrata con quella francese, come la Ger-
mania. La connessione con l'Italia sarà atti-
vata nelle prossime settimane
La SIP ha spiegato le ragioni tecniche che
hanno permesso di lanciare, alla metà di que-
st'anno. la fase pilota del programma ISDN.
Nel 1992 il grado di numerizzazione della rete
telefonica di base toccherà il 50% e già nel
1994 saranno completamente « nume rizzati"
■ collegamenti della rete di giunzione tra le
centrali di transito. Il canale comune di se-
gnalazione interessa adesso quattro milioni di
circuiti. Questi importanti processi di moder-
nizzazione della rete di base sono stati la con-
dizione necessaria alla messa in opera dell'I-
SDN. Della strategia di sviluppo della rete
ISDN in Italia, e stata infine sottolineata l'im-
portanza della funzione di promozione che
verrà svolta dal Consorzio ISDN, l’iniziativa
SIP cui hanno già aderito Alcatei, Csalt. Fat-
ine Ericsson, Italtel e Siemens. F.F.C.
Costo di accesso alla Rete Multimediale
(audio, video e dati)
Contributo*
installazione
(1»
Canone*
mensile
(2)
BELGIO
480.000
1,92
94.000
1.87
FRANCIA
162.000
1,75
72.000
4,98
GERMANIA
105.950
1,10
60.300
1,50
ITALIA
400.000
1,00
50.000
1,37
OLANDA
581 600
2.10
61.800
2,21
REGNO UNITO
902.000
1.38
63.140
1.19
GIAPPONE
724.300
1,00
53.600
1,19
(1) rapporto Ira il contributo di installazione di un accesso base ISDN e il contributo per
l'installazione di due linee telefoniche « normali »
(2) rapporto fra il car
linee telefoniche
* in lire italiane
one mensile di un accesso base ISDN e
normali ».
7 canone mensile dì due
Fonte: SIP.
160
MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992
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NEWS
Texas Instruments TravelMate WinSLC
Vecchio contenitore con un nuovo motore:
ecco come si presenta il nuovo entry leve! della linea dei portatili
di Paolo Ciardelli
Presentato in anteprima
allo SMAU '92, ora
possiamo parlare della
nuova macchina con
maggiore cognizione di causa.
Le notizie pubblicate
sul numero precedente
erano basate sulle sole
notizie senza il conforto
di una prova su strada
della macchina
Praticamente identico ai fratelli della
gamma TravelMate, Il WinSLC si differen-
zia per la scruta sullo sportellino copri slot
fax/modem: TI486SLC/25 MegaHertz, tanto
per far capire che la Texas, con l'accordo
di acquisizione di tecnologia dalla Cyrix,
vuol tornare a dire la sua nel campo dei
microprocessori.
Si presenta quindi esattamente nella me-
desima veste del TravelMate 4000 o del
suo predecessore TravelMate 3000 WinSX.
accusando ancora solo 27 kg di peso.
Le caratteristiche elettriche salienti sono
rappresentate dalla espansione RAM da 2
Mbyte, un floppy disk drive da 3,5" da
1.44 Mbyte ed un hard disk da 60 Mbyte
Di serie monta il TravelPoint, Il mouse della
società americana Appoint che commercia-
lizza lo stesso prodotto con il nome Thum-
belina, che sovraintende alla gestione degli
input con sistemi di interfaccia grafici come
Norton Commander o sotto Windows 3.1,
il sistema operativo MS-DOS 5,0 ed il già
citato Windows 3.1. Come nei precedenti
sono presenti utility software per la gestio-
ne e l'ottimizzazione dei consumi. I manuali
sia del software che della macchina sono
in lingua italiana.
La dotazione di porte conta oltre a quella
mouse a standard PS/2, quella di espansio-
ne. la VGA. la porta seriale e la parallela-
/Centronics. L'alimentatore, già visto con il
TM 4000, è di linea più delicata e leggera
Il monitor è di 10" di diagonale, ad altro
contrasto con un tempo di refresh maggio-
rato. 64 livelli di grigio che si avvale di
un’interfaccia video VGA con un Mbyte di
RAM Video, capace di pilotare un monitor
esterno SVGA 800x600.
Non rimane molto da aggiungere se non
ripetersi elogiando l'ergonomia della mac-
china e della tastiera, l'ottimo video ed i
consumi ridotti, che ne allungano la vita in
viaggio.
Due velocità
Mentre l'ultimo annuncio da parte di Te-
xas Instruments riguardante l'accordo con
Cyrix e la produzione a volume di micro-
processori della classe SLC, a 25 e 33
MHz, e la classe a 32 bit pin compatibile
386SX in contenitore ceramico, con clock a
25, 33 e 40 MHz. mostra una cena aggres-
sività della sezione semiconduttori della
corporate americana, si nota anche una
certa asincrona di intenti nei prodotti.
Due velocità per dirla come i politici
quando si parla delle nazioni che andranno
a formare l'Europa Comune, un Europa ap-
punto a due velocità.
Il progetto del WinSLC appare dunque
un ottimo rifacimento e miglioramento del-
la gamma TM 3000. ma se la poca «fatica»
ad una riconversione di una serie cosi af-
fermata fosse stata accompagnata da un
attimo di estro, non sarebbe stato male,
Non si comprendono infatti le ragioni per
continuare ad usare lo zoccolo del copro-
cessore di grandezza standard 387SX,
quando è disponibile sempre da parte di
Cyrix un 487SLC di grandezza lillipuziana e
consumi ridotti. Il montarlo di serie (il
487SLC) avrebbe sicuramente dato la pos-
162
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
NEWS
Particolare dello slot custom per l'inserimento del-
la scheda modem/fax Si noti il Bios specifico per
il 486SLC
sibilila al prodotto di piazzarsi ad un gradi-
no superiore di fatto.
Le scuse «ha le istruzioni 486 emulate,
non è un vero 486, ecc.», sarebbero deca-
dute. All'orizzonte si profilano già la concor-
renza spietata di Toshiba e di Compaq, do-
ve la prima pur dovendo risentire del cam-
bio sfavorevole della nostra valuta annuncia
ritocchi verso il basso del listino, e la se-
conda sta per iniziare la distribuzione di
suoi entry level. Non prendiamo in consi-
derazione l'arrivo delle mother board orien-
tali a cui la stessa Texas cerca di porre un
ostacolo rendendo disponibili piastre com-
pletamente fabbricate in casa, né dei por-
tatili basati sul DLC, un vero e proprio
486SX, perché andrà fatto un discorso a
parte quando sarà il momento.
II microprocessore TI486SLC
Ecco arrivare dal vivo il TI486SLC, un
microprocessore a 25 MHz (da 3,0 o 5.0
volt) compatibile con il set di istruzioni
486, a montaggio superficiale QFP (21x21)
a 100 piedini. Il TI486SLC è una unità cen-
trale compatibile con il set di istruzioni 486
con percorsi di dati da 16 bit esterni e 32
bit interni. Compatibile con il bus e i pie-
dini di uscita del 386SX, il TI486SLC è sta-
to sviluppato basandosi sui requisiti OEM
di PC per un microprocessore ad alte pre-
stazioni e basso consumo, che possa es-
sere integrato perfettamente nelle proget-
tazioni 386SX esistenti per potenziarne le
prestazioni senza aumentarne i costi. Pro-
gettato per colmare il salto ti prestazioni
tra i notebook e i PC desktop odierni, il
TI486SLC offre le migliori prestazioni ri-
spetto a qualsiasi altro microprocessore
che usa un bus esterno a 16 bit. Con un
valore nominale landmark della versione
2.0 della CPU di 78 MHz, il TI486SLC ha
un benchmark 2.5 volte più veloce delle
CPU 386SX-25 e 386SL-25 della concor-
renza. Le funzioni di gestione della poten-
za del TI486SLC comprendono un funzio-
namento a 3 volt, una interruzione/ripresa
trasparente software e un design CMOS
da 0.8 micron completamente statica che
permette di funzionare fino a un minimo di
0 MHz. Il funzionamento a 3 volt permette
di una riduzione del consumo energetico
da 2 watt (5 volt) a 0.6 watt. L'interruzio-
ne/riduzione permette di ridurre il consu-
mo energetico alla gamma dei microwatt.
Il TI486SLC raggiunge un nuovo livello di
prestazioni di elaborazione per un micro-
processore con un bus esterno di 16 bit
utilizzando un unità esclusiva di concate-
nazione a ciclo singolo, un moltiplicatore
hardware a 16 bit, una concatenazione in-
terna ottimizzata a 5 fasi e una cache a 1
Kbyte a configurazione ad accoppiamento
stretto. Le cinque fasi di concatenazione
permettono di sovrapporre le istruzioni
successive, dando come risultato tempi
mimmi di elaborazione per ciclo di istruzio-
ne. La cache di dati e istruzioni unificate
da t Kbyte implementa un'architettura dal-
le dimensioni di linea a 4 byte, associativa
a un set bidirezionali, con un'interfaccia in-
terna a 32 bit. Per concludere, un molti-
plicatore hardware a 16 bit aggiunge pre-
stazioni addizionali al TI486SLC. grazie al-
l’abilitazione di multipli interi fino a 8 volte
più veloci della funzione di moltiplicazione
shift-add usata in altre CPU 486. Questo
moltiplicatore hardware ha notevoli vantag-
gi in aree quali prestazioni grafiche e il ri-
conoscimento dei caratteri.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
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più svariate esigenze dì espandibilità, misura inni. 190 x mm. 41? x mm. 645.
Entrambi i modelli includi ino l'interfaccia audio-vidco-MlDl. il lettore CD ROM.
il mouse, il monitor u colori SVGA da 14”. 15“ o 20" con risoluzione 1280x1024.
la tastiera italiana a 102 tasti, il drive .3,5" 1.44 MB. l 'hard disk da 40 MB fino a
• Se possiedi già un M-PC c desideri predisporlo alle funzioni descritte, richiedi i nuovi moduli i
540 MB ed il software multimediale per l'utilizzo. Inoltre, nelle versioni 486 DX
33 e 486 DX 50. l'M-PC è disponibile anche come LOCAL BUS. ovvero
arricchiti) di una scheda SVGA. che. tra le altre cose, oltre un incremento di
prestazioni del 400% superiore ad una normale VGA. e di uno speciale controller
con 2 Mega di Ram espandibile a 16 Mcga che riduce a 0.3 MSEC il tempo di
esecuzione suirhard disk (immagina i risultati!),
M-PC JEPSSEN. oltre alle sue sbalorditive capacita multimediali, funziona,
naturalmente, anche come un normalissimo computer c solo molto p iù potente del
solito, ed è compatibile con l’estensione multimediale Microsoft** per "Windows
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Portatile e ad alta sicurezza
Terminale Olivetti Moneybox
Un lettore per carte «intelligenti», che funziona senza necessità di collegamento diretto
a un computer, estende l'uso della carta a microprocessore
Pi Manlio Cammarata
A Genova, la sera del 23 settembre, l'al-
luvione incominciava mentre i partecipanti
al convegno «Più intelligenza alle carte, più
servizi alle persone» si sedevano a tavola.
Ma più che dal diluvio, l'attenzione dei
commensali era attirata da una notizia ap-
pena diffusa dal telegiornale della sera:
una colossale truffa con le carte dì credito,
escogitata da un nobiluomo romano. «Se si
usassero le nostre carte intelligenti»,
avrebbe detto la mattina dopo davanti alle
telecamere della RAI Gianluca Braggiotti,
direttore di Olivetti Italia, «queste truffe
non sarebbero possibili».
Proprio alla carta «intelligente» C-LESS,
e ai suoi nuovi campi di utilizzo, era dedi-
cata la parte più interessante del conve-
gno, organizzato da Olivetti e Instinform.
Le carte a microprocessore offrono infatti
numerosi vantaggi rispetto a quelle «stupi-
de», provviste della sola banda magnetica,
sia per la possibilità di svolgere transazioni
off-line, cioè senza il collegamento a un si-
stema di elaborazione centralizzato, sia per
la loro sicurezza intrinseca: è Infatti impos-
sibile copiarle o alterarne il contenuto sen-
za la complicità del titolare. La presenza
del microprocessore, che controlla gli ac-
cessi alle memorie attraverso l'uso di pas-
sword, è una garanzia contro qualsiasi ten-
tativo di abuso.
A parte la sicurezza, la carta intelligente
offre una serie di funzioni che non possono
essere ottenute con le carte «passive».
Prima di tutto, la disponibilità di una quan-
tità di memoria relativamente elevata, in
parte permanente e in parte riscrivibile,
che può servire sia alla scrittura dì molti
dati sul titolare (per esempio, può sostitui-
re il libretto sanitario o quello universitario),
sia alla registrazione di transazioni finanzia-
rie. Mentre la carta a banda magnetica de-
ve dialogare con un sistema centralizzato,
coma il Bancomat, quella a microprocesso-
re può funzionare anche con un terminale
isolato, scaricando successivamente su un
computer le operazioni registrate nella sua
memoria.
Anche sul taxi
Per sfruttare al massimo questa possibi-
lità, Olivetti ha messo a punto un terminale
portatile, alimentato a batterie ricaricabili,
che può essere usato.anche dove non è di-
II terminale portatile Moneybox e la C-LESS fanno
pane del sistema STRESA che comprende siste-
mi di gestione, terminali POS e ATM e cosi via.
messo a punto da Olivetti per lutti gli impieghi
delle carte magnetiche.
La carta Olivetti C-LESS, prodotta da Olivetti Six-
com su tecnologia AT&T, ha le stesse dimensioni
microprocessore e memorie ROM e RAM. L'ac-
coppiamento con II terminerò avviene senza con-
tatti, soggetti a sporcarsi e consumarsi, grazie a
sponibile il collegamento con un computer,
come appunto su un autoveicolo, in un'e-
dicola o in altre situazioni difficili.
Il fuzìona mento del Moneybox è molto
semplice. Da una parte viene inserita la C-
LESS dell'esercente, dall'altra quella del
cliente. Una semplice tastiera permette a
quest'ultimo l'eventuale digitazione del PIN
(Personal Identification Number). Dopo la
verifica della correttezza di quest'ultimo,
svolta direttamente dal terminale, si digita
l'importo della transazione. Questo viene
scaricato dalla cana del cliente e caricato
su quella dell'esercente con tutti i dati ne-
cessari. Alla fine della giornata l'esercente
scarica il contenuto della memoria della
sua carta nel suo computer o in quello del-
la banca, e il gioco è fatto. Massima sicu-
rezza. nessun passaggio di contanti. Per
rendersi conto dei vantaggi del sistema,
basta pensare a una situazione che in con-
dizioni normali può causare qualche proble-
ma: l'arrivo in una città straniera, pagare il
taxi senza aver avuto il tempo di procurarsi
la valuta locale. Carta intelligente, terminale
portatile, e il conto ci arriva a casa un me-
se dopo.
Dal convegno genovese sono emersi an-
che usi non sospettabili della carta intelli-
gente, alcuni dei quali possono lasciare per-
plessi: per esempio, quando l'uso di questo
mezzo sarà diventato abituale, l'analisi dei
luoghi e dei motivi di utilizzo darà agli esper-
ti di marketing importanti informazioni sulle
abitudini del consumatore, e permetterà
quindi di avanzare proposte personalizzate,
da parte delle banche stesse o di altre or-
ganizzazioni. Ogni volta che la carta sarà in-
serita in un terminale on-line, il contenuto
della sua memoria potrà essere modificato,
potranno essere offerti nuovi servizi o disa-
bilitate funzioni preesistenti.
Come tutte le innovazioni, anche questa
presenta i suoi vantaggi e i suoi svantaggi
fra questi ultimi va ricordata una possibile
violazione della «privacy» (tutti gli sposta-
menti di un individuo sono registrati in una
banca dati, succede già col Bancomat e le
carte di credito). La soluzione consiste nel
dettare regole chiare di trasparenza, lascian-
do a ciascuno il diritto di opporsi alla con-
servazione o alla trasmissione a terzi di dati
che lo riguardano. La legge che regolerà
questa materia è stata, finalmente, presen-
tata al Parlamento. Speriamo che sia la vol-
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NEWS
La nuova rivoluzione , secondo John Sculley
Strategie Apple per l'Europa del ’93
di Gerardo Greco
Wiesbaden, Germania Se fossi-
mo stati invitati ad una conferenza
anni fa e ci fosse stata annun-
:a una rivoluzione imminente
chiamata «personal computing», sa-
remmo rimasti certamente scettici.
Eppure questa rivoluzione è vera-
mente avvenuta ed è passata da
piccoli laboratori, magari in un gara-
ge, ad una presenza diffusa e capil-
lare che oggi conosciamo. Ciò che
rese possibile quella rivoluzione è
a la disponibilità di due tecnolo-
gie innovative. Innanzitutto la dispo-
nibilità commerciale del micropro-
cessore ed il software applicativo,
wordprocessing. spreadsheet e da-
tabase. Insieme queste due tecno-
logie hanno fatto si che potesse
realizzarsi il fenomeno del personal
computing che oggi conosciamo.
Oggi si sta verificando una transizione nel
mercato dell'elettronica di consumo che
apre le premesse per una nuova rivoluzione.
La tecnologia analogica, quella utilizzata dal-
la radio e dalla TV. sta lasciando il passo alla
tecnologia digitale, quella del CD, ed in que-
sta transizione si sta generando una dispo-
nibilità di componenti elettronici digitali a
so costo capaci di trasformare il personal
computing verso un'informatica di massa e
miniaturizzazione ancora più avanzata, natu-
ralmente a tecnologia completamente digi-
tale. Le due industrie combinate si prevede
che raggiungano entro II 2001 il valore di mil-
le miliardi di dollari.
L'editoria e l'industria dei media è inevi-
tabilmente indirizzata ad un profondo cam-
biamento perché utilizzerà completamente
tecnologia digitale, in questo senso si avvi-
cinerà anch'essa all’informatica. Sempre eti-
li duemila infatti quasi tutto ciò che sara
creato in questo ambito sarà in forma digi-
tale, quindi video, animazione, testo, grafi-
, suono e musica saranno disponibili in
formato digitale. In questo modo sarà più
semplice conservare ed utilizzare i dati da
parte di tantissime persone
L' indù stria informatica si avvicinerà anche
a quella delle telecomunicazioni. Anche in
questo caso assistiamo ad un'industria che
basandosi su comunicazione analogica è vi-
cina al punto di saturazione per completo
sfruttamento a causa delle limitazioni dello
spettro di frequenze disponibili. Con la tec-
nologia digitale il panorama è completamen-
te differente dal momento che è possibile
comprimere i dati con diversi algoritmi ed in
questo modo aumentare enormemente la
capacità della gamma di frequenze per le co-
municazioni via etere, non di dieci, non di
cento, non di mille, ma di diecimila volte e
forse più.
Insieme, queste tre industrie trasformate
dalla tecnologia digitale e collegate all’indu-
stria informatica costituiranno una mega in-
dustria dal valore di 3500 miliardi di dollari.
Sulla scia di quelle tradizionali nuove indu-
strie nasceranno e Apple, storicamente de-
dicata all'innovazione tecnologica, si consi-
dera in una posizione ideale per accompa-
gnare questa transizione e ritrovarsi avvan-
taggiata nel nuovo scenario digitale.
Parallela a questa visione è quella che ha
portato, tra l'altro, all'alleanza strategica con
IBM. Si tratta di un piano di sviluppo per gli
anni '90 che prevede diverse attività in tre
fasi. Una prima fase, market sitare, aveva
per obiettivo consolidare Macintosh, il mer-
cato principale e di maggiore successo per
Apple; in questo ambito negli ultimi due an-
ni rientra l'introduzione di nuovi prodotti qua-
li l'LC che è immediatamente diventato un
successo di vendita nella famiglia Mac, Po-
werBook. che nel primo anno ha venduto da
solo nel mondo per 1 miliardo di dollari, co-
stituendo cosi un record nell'industria infor-
matica per singolo prodotto, Una
seconda fase, denominata enterpri-
se, prevede lo sviluppo di sistemi
aperti ed accordi strategici, quale
quello con IBM già in corso. In que-
sto ambito rientra innanzituto un mi-
glioramento della interoperabllita tra
sistemi Apple e non. in particolare
IBM; quindi lo sviluppo di nuove
tecnologie quali PowerOpen. un
nuovo ambiente basato su UNIX e
hardware RISC indicato come Po-
werPC. di cui la prima versione su
silicio sviluppata da Motorola pare
abbia già dato ottimi risultati. La ter-
za fase è rivolta verso il futuro e si
basa su una serie di concetti che
sono stati travasati in ricerca e svi-
luppo già da cinque anni. In passa-
to. quale esempio del futuro, un
concetto era particolarmente a cuo-
re di Apple, il Knowledge Navigator, un si-
stema di ricerca e navigazione nella cono-
scenza piuttosto futuribile ma del quale si
possono trovare segni rilevanti negli ultimi
prodotti annunciati. Innanzitutto troviamo
soluzioni innovative in nuovi mercati e con
tecnologie emergenti; a questo gruppo ap-
partiene la nuova linea di computer per il
mercato consumer «Performa». già lanciata
negli Stati Uniti in 2000 nuovi punti vendita
consumer e disponibile in Europa dal 1993.
come accennato in MC 122 di ottobre. Il se-
condo sforzo di Apple verso il mercato con-
sumer è costituito dai PDA, i Personal Di-
gital Assistant, il primo esempio dei quali
sarà sul mercato nella seconda metà del
1993. A questo è collegato un nuovo con-
cetto che si contrappone all'essenza stessa
del PC: quest'ultimo infatti è stato conce-
pito come un potente strumento per miglio-
rare la nostra capacità di svolgere una sene
di tavori, pensiamo all'alternativa tradiziona-
le, ai fogli elettronici ed ai database. A dif-
ferenza del PC. il PDA è Concepito in ma-
niera tale da poter svolgere solo alcune fun-
zioni, ma in maniera estremamente elabo-
rata. In questo senso il PC può essere con-
siderato uno strumento mentre il PDA è
piuttosto un assistente. In questa area gio-
cherà una parte predominante la tecnologia
Newton dì cui MC ha. già parlato in maniera
estesa nel numero 120 di luglio-agosto. Si
tratta di molto più di un pen-based computer
NEWS
Il nuovo Perl orma 600 CD con drive CD-ROM integrale, disponibile in Europa dal prossimo anno
che ha esteso la semplice possibilità di usa-
re la penna in sostituzione della tastiera of-
frendo invece le vane funzioni in maniera
naturale e rispettando il modo di lavorare
con carta e penna, nell'intento di trasfor-
mare il computer da personal a intimate. Le
novità di Wiesbaden per Newton riguarda-
no le prime versioni intemazionali che sa-
ranno realizzate in francese, tedésco e
giapponese subito dopo quella in lingua in-
glese. È principalmente dalla Francia e dalla
Germania che Apple ha ricevuto il maggior
numero di richieste per questo prodotto. A
Cupertino stanno già lavorando al fianco di
un numero di società esterne per la realiz-
zazione delle applicazioni, tanto per uso
professionale che personale. Gradualmente
anche alcune delle funzioni offerte dalla
tecnologia Newton potrà migrare verso il
mondo Mac. CHS
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MULTIMEDIA
a cura cfi Gerardo Greco
European Ccnference & Exposition
on Multimedia and CD-ROM
Wiesbaden, Germania
Dal 7 al 9 ottobre si è svolto a Wie-
sbaden, in Germania, il secondo incon-
tro europeo dedicato alla multimedialità
ed organizzato grazie alla sponsorizza-
zione di Microsoft. Lo scorso anno l'or-
«Il mondo
L'apertura dei lavori da parte del pre-
sidente della Apple Computer segna
un'inversione di tendenza rispetto alle
precedenti edizioni di questa conferen-
za nelle quali Microsoft aveva giocato
un ruolo sempre maggiore, fino alla pre-
cedente edizione europea alla quale Ap-
ple aveva deciso addirittura di non par-
tecipare, quasi in forma di protesta, ed
ottenendo risultati tali da permettere a
questa società di aprire i lavori e parte-
cipare attivamente all'organizzazione di
tutto l'evènto.
Sculley ha dedicato buona parte del
proprio intervento alla progressiva digi-
talizzazione di differenti industrie, in par-
ticolare quella delle telecomunicazioni,
quella editoriale e dei media e quella
ganizzazione e la scaletta dell'evento
non aveva lasciato tutti contenti ; in par-
ticolare Apple aveva deciso di non par-
tecipare tanto a questo che all'analogo
evento di San Francisco. Questa volta
sta scegliendo
di Gerardo Greco
dell'elettronica di consumo. Sulle linee
di quanto già espresso ad una differen-
te conferenza tenuta in forma privata un
paio di giorni prima, sono stati comuni-
cati i valori di quella che verrà a costi-
tuire un intorno per l'industria informa-
tica che sarà sempre più legata ad altre
industrie oggi in trasformazione verso il
digitale. In particolare l'industria delle
telecomunicazioni si awantaggerà della
tecnologia digitale con il risultato di am-
pliare enormemente la capacità delle
bande di cui si serve e, allo stesso tem-
po, estenderà i propri servizi con nuove
tipologie di comunicazioni terrestri e via
etere. Questa industria che si avvicina
sempre più a quella informatica attra-
verso l'utilizzo di tecnologie digitali,
invece le posizioni si erano praticamen-
te ribaltate, con una posizione predomi-
nante di John Sculley all'apertura dei la-
vori e nella scelta degli esempi più in-
teressanti di soluzioni multimediali tra i
quali, per la prima volta, abbiamo incon-
trato quello di una giovane e innovativa
società italiana.
Su circa 2000 metri quadri circa 200
società provenienti da dieci paesi hanno
mostrato i loro prodotti multimediali. Tra
queste tanti nomi noti, ma anche nomi
meno noti di nuove società, molte delle
quali con prodotti e politiche commer-
ciali particolarmente interessanti. Ac-
canto all'esposizione, una conferenza
ha arricchito i visitatori con una serie di
utilissimi convegni dedicati ai vari aspet-
ti della attività delle società che si muo-
vono nel Multimedia oggi, dagli incontri
dedicati alla tecnologia a quelli dedicati
agli aspetti commerciali e legali. Nono-
stante il prezzo piuttosto elevato ed un
Marco che per noi Italiani proprio in quei
giorni toccava quota 1000, moltissimi
sono stati i visitatori, oltre 2000, nei pri-
mi due dei tre giorni di attività.
il digitale»
combinata a quest’ultima, si prevede
raggiunga entro l'anno 2000 un valore di
1200 miliardi di dollari. L'industria del-
l’elettronica di consumo si affaccia an-
ch'essa ad una rivoluzione, con la mi-
niaturizzazione dei componenti per fun-
zioni oggi considerate ancora molto
evolute; molti dei dispositivi che ci cir-
condano in un prossimo futuro potranno
comunicare tra loro tanto in termini di
funzionalità o intelligenza che per lo
scambio dei dati, naturalmente in for-
mato digitale. E questa rinnovata indu-
stria che incorporerà tanti «embedded»
computer di prestazioni più o meno ele-
vate o utilizzerà veri e propri sistemi
esterni per la gestione delle varie fun-
zioni, combinata con quella informatica
172
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
'SAIL PLUS 486 C/2S" BY MEMOREX
SAIL by MEMOREX è^ondibile In un forma-
lo A4 e in menadito) [bollerie incluse} un
polente e nuovissimo processore 486S1C
a 25MKz con disco do 60/80/1 20 MB.
E^jn’idea in più: i moduli di personalizzazio-
ne intercambiabili per rendere questo
notebook ancora più versatile. Vediamo le
caratteristiche:
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• Floppy Disk Drive: interno 3" ’/j 1 .44MB
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PS/2™ tastiera/ mouse e monitor esterno
- Modem fox - Schede Ethernet • Porta
seriole - Zoccolo coprocessore matematico
487SLC raggiungibile dall'esterno.
Per saperne di più telefono allo 02/794772
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CHE NOTEBOOK E' SE NON E' UN 486
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MULTIMEDIA
assumerà entro l'anno 2000 un valore di
1000 miliardi di dollari. 1300 miliardi di
dollari sarà invece il valore dell'Industria
dei media ed editoriale combinata a
quella informatica sempre grazie alla
completa trasformazione verso il digita-
le che estenderà la trasportabilità dei
dati dei vari media, ormai in formati
standard. Ecco quindi un valore di 3500
miliardi di dollari con diverse industrie
che convergono tutte nella stessa dire-
zione, la rivoluzione del digitale.
Un esempio dei prodotti che risulte-
ranno da questa rivoluzione è la tecno-
logia Newton annunciata da Apple an-
che in Europa da pochi giorni e di cui un
primo prodotto sarà disponibile nella
versione USA già nel prossimo anno.
Questo prodotto si basa sull'assunto
che sarà disponibile una quantità di in-
formazioni superiore a quella ragione-
volmente gestibile e quindi che sarà ne-
cessaria una qualche intelligenza acces-
soria per far capo a questo impegno or-
ganizzativo. Si basa anche sugli assunti
che vedono da un lato una transizione
senza Intoppi verso una telecomunica-
zione digitale senza fili evoluta e dall’al-
tro la disponibilità a prezzi sempre più
contenuti di tecnologie e soluzioni infor-
matiche e di telecomunicazioni. In par-
ticolare Newton appartiene a quella fa-
miglia di PDA, Personal Digital Assi-
stane che propongono una filosofia del-
l'informatica ancora più personal, indica-
ta come inumate. MC ha parlato in ma-
niera estesa di Newton nel numero 1 20
di luglio/agosto.
Con l’alleanza strategica con IBM, cir-
ca due anni fa, Apple ha presentato un
piano di sviluppo per gli anni '90 in tre
fasi. La prima fase, market share, ha
per obiettivo consolidare il prodotto Ma-
cintosh; in questo ambito oltre all'intro-
duzione di nuovi prodotti quali l'LC, il
PowerBook nel primo anno ha stabilito
un record vendendo da solo nel mondo
per 1 miliardo di dollari. Nel prossimo
anno Apple si concentrerà sui sistemi
da scrivania con l'introduzione di mac-
chine dotate per la prima volta di CD-
ROM integrale, quindi dedicate innanzi-
tutto al Multimedia; tra queste anche il
Performa 600 CD, un nuovo modello
dedicato al mercato consumer già di-
sponibile negli USA. Lo stesso innova-
tivo drive, il CD 300 a doppia velocità e
compatibile anche con il formato multi-
sessione Photo CD di Philips ed il CD-
ROM XA, ad un prezzo estremamente
contenuto. Esistono oggi oltre 500 titoli
di CD-ROM disponibili per Mac e sicu-
ramente l’introduzione di questi nuovi
drive costituirà un notevole impulso per
la diffusione del mercato multimediale.
Una seconda area, denominata enter-
prise , è quella nella quale rientra l’accor-
do con IBM ed è importante per il Mul-
timedia. In questa vedremo Apple non
tanto nei panni di un altro fornitore di
macchine e soluzioni, ma di una società
che si awantaggerà della propria espe-
rienza neH'imaging e nei media server.
La terza area, il futuro, utilizza concet-
ti come quello del Personal Digital As-
sistane PDA, di cui abbiamo già visto il
Newton ma del quale esisteranno an-
che prodotti diversi nel 1993, sempre
da parte di Apple,
Una delle tecnologie fondamentali
per il Multimedia introdotte da Apple è
stata qualche mese fa è QuickTime,
che conta oggi almeno 250 tra titoli e
prodotti compatibili. Il problema al quale
si è cercato di rispondere con questa
estensione di sistema è che i personal
computer non sono stati concepiti sin
dall'inizio per trattare diversi tipi di dati,
non esistendo inizialmente un'esigenza
per il video, il testo, la grafica ed il suo-
no sincronizzati tra loro. Il sincronismo è
la caratteristica di QuickTime ed inizial-
mente questa funzione era disponibile
solo sui Mac. Oggi Apple apre questa
tecnologia ad altri ambienti quali Win-
dows e UNIX, quindi offrendo la possi-
bilità di trasferire dati tra macchine di-
verse; ma sul Mac naturalmente questa
tecnologia si può avvantaggiare di altri
ambienti vicini alla multimedialità quali
HyperCard.
Esiste oggi un motore che contribuirà
alla transizione tra le tecnologie che so-
no disponibili oggi verso quelle di doma-
ni : questo motore si chiama Kaleida. La
società formata da IBM e Apple ha co-
me obiettivo quello di prendere in con-
siderazione la selva di formati dei dati e
di sistemi operativi e metterli insieme
attraverso una tecnologia chiamata Scri-
ptX che permette allo sviluppatore di in-
teragire direttamente con la API attra-
verso uno script consistente senza
preoccuparsi di ciò che succede nel-
l'hardware sottostante, tanto Apple che
IBM o ancora diverso, fino a prodotti
multimediali consumer che si awantag-
geranno di questa semplificazióne nella
programmazione e nella migrazione del-
l’esperienza legata ad ambienti specifi-
ci. Il risultato di questo lavoro sarà uno
standard molto ambizioso, la cui prima
implementazione verrà da Apple e To-
shiba che stanno lavorando insieme e
vedremo sempre nel 1993 riproduttori
multimediali che utilizzeranno la tecno-
logia CD-ROM.
Queste descrizioni danno un'idea di
quello che Apple è diventata negli ultimi
anni; da una società con un solo tipo di
prodotto ad una con molte attività com-
merciali differenti, dai Mac ai server e i
PDA. E si estenderà ad attività di servizi
che comprenderanno telecomunicazio-
ne specializzata ed editoria elettronica.
L’Esposizione al
Rhein-Main-Hallen
di Wiesbaden
di Gerardo Greco
Microsoft
Sono passati almeno sei anni da
quando Microsoft nel 1986 ha messo
insieme la prima CD-ROM Conference
a Seattle. Bill Gates allora era già entu-
siasta di questo piccolo dischetto lucen-
te che riusciva incredibilmente a conte-
nere un'intera enciclopedia con addirit-
tura un discorso di John F. Kennedy.
Microsoft in questa esposizione mostra-
va il risultato di sei anni di determina-
zione in questo campo sviluppando una
piattaforma di sistema unificando diver-
si produttori di computer in modo da of-
frire uno standard per il futuro ed anche
174
'JUMP" BY MEMOREX
UN GRANDE BALZO AVANTI
MODELLO
386K/25
486W/25
486W/33
486T/50
CPU
80386SX
80486SX
8QT86DX
80486DX2
MHZ
25
25
33
50
RAM FORNITA (MB)
2
4
4
4
SLOT DI ESPANSIONE (MBIT) 3 5 5 5
FLOPPY DISK 3.5"
SI
SI
SI
SI
FLOPPY DISK 5.25"
SI
SI
SI
DISCO FISSO FORNITO (MB)
105
125
200
200
CONTROLLER VIDEO
800x600
1024x768
1024x768
1024x768
MONITOR SVGA COLORI 14" 028
VLMF
VLMF
VLMF
VLMF
PORTA JOYSTICK
SI
MOUSE
SI
SI
SI
SI
DOS 5 ITALIANO
SI
SI
51
SI
C0PR0CESS0RE MATEMATICO OPZ.
SI
SI
SI
SI
COMPUTER SUPPLIES
Da MEMOREX una linea di PC senza
compromessi. Basati su processori
386SX, 486SX e 486, tutti i modelli
comprendono un monitor super VGA
a colori od alto definizione da 14".
Sono standard una serie di accessori
e caratteristiche importanti, che ren-
dono la scelta più completa e affida-
bile per chi ha a cuore il proprio in-
vestimento. Questo è un reale balzo
in avanti.
La linea JUMP è disponibile esclusi-
vamente attraverso una rete sele-
zionata di punti vendita specializza-
ti. Da MEMOREX: 10.000 dipenden-
ti, 2 miliardi di dollari il giro d'affa-
ri, 34 società operanti in 27 Paesi,
centri di ricerca in U.S.A., Europa,
Giappone.
MEMOREX
MULTIMEDIA
sviluppando direttamente dei titoli mul-
timediali, oltre che collaborando allo svi-
luppo di altri titoli, favorendo cosi l'avvio
di questa industria. Le novità dì Micro-
soft alla conferenza di Wiesbaden sono
state principalmente tre - una riguarda
Windows e l'estensione della famiglia
di questo sistema ad una serie di dispo-
sitivi digitali, alcune novità per il suono
in Windows ed infine alcuni tool.
In passato una delle nostre visioni del
futuro dell’informatica prevedeva un
computer su ogni scrivania; oggi accan-
to a quella esiste l’idea di una serie di
dispositivi digitali per ogni sistema nel-
l'ufficio, a casa e su ogni personal com-
puter. Infatti Microsoft riconosce an-
ch'essa l'importanza di questa transizio-
ne verso il digitale che ha già cambiato
il modo in cui lavoriamo al computer.
Abbiamo già visto riproduttori multime-
diali, riproduttori che si servono della TV
per la visione, ecc.; Windows a questo
riguardo viene considerato come una
possibilità di coerenza tra questi sistemi
consumer ed i sistemi di PC.
Poche settimane fa erano state an-
nunciate una nuova famiglia modulare dì
Windows; Windows per TV, annunciato
insieme al riproduttore multimediale
Tandy VIS. Modular Windows è pro-
gettato per sistemi di divertimento mul-
timediali basati su TV, ma anche per altri
dispositivi digitali; si basa sulla tecnolo-
gia Windows 3.1 e quindi raccoglie gli
almeno 10000 sviluppatori della comu-
nità Windows che dispone di numerosi
tool di sviluppo. Sviluppato espressa-
mente per dispositivi consumer. Modu-
lar Windows permette ai costruttori di
hardware di conservare un prezzo ragio-
nevole, di essere contenuto e fatto gi-
rare in una ROM da 1 Mb, lasciando circa
1 Mb di RAM per l'applicazione, e di mi-
gliorare la possibilità di utilizzo del so-
ftware in questo ambiente, oltre natu-
ralmente a supportare modi grafici NTSC
o PAL e dispositivi di input quali tele-
comandi ad infrarossi. Ne risulta una dif-
fusione della tecnologia Windows anco-
ra maggiore e che sfrutta il potenziale di
sviluppo dei sistemi desk-
top. L'utilizzo del sistema è
concepito per salotto con
una visione da diversi metri
di distanza, la Shell è sem-
plificata per un ambiente ad
applicazione singola e l'inter-
faccia utente è compieta-
mente personalizzabile, ven-
gono gestite schede ROM quali supporti
software.
Microsoft prevede di estendere l'uti-
lizzazione di Modular Windows ad una
serie dì dispositivi digitali, quali ricevitori
via cavo, convertitori da satellite e di-
spositivi per telefonia evoluta, oltre che
riproduttori multimediali da TV. Nel
prossimo anno verranno sviluppati alcu-
ni progetti con società di media per svi-
luppare una prima versione della tecno-
logia necessaria per distribuire queste
informazioni. In sostanza come per i si-
stemi desktop, anche per gli apparecchi
digitali è necessario secondo Microsoft
uno standard, che esista una trasporta-
bilità delle applicazioni e dell'esperienza
di sviluppo.
Windows Sound System e stato an-
nunciato a settembre negli USA ed è
già disponibile in Europa. Si tratta di
un'estensione che aggiunge a Windows
audio di alta qualità con funzioni facili da
utilizzare, sviluppato per applicazioni
professionali. Attraverso una scheda
hardware è possibile campionare e ri-
produrre a 16 bit dì definizione con fre-
quenze di campionamento estese fino a
quella del DAT. stereo, utilizza un nuovo
chip sintetizzatore MIDI della Yamaha,
con connessione cuffia e microfono.
Quick Recorder è un piccolo sistema di
annotazione vocale che permette di ag-
giungere commenti verbali a documenti
e può essere esteso a funzioni di mixer
e editor. Proof Reader per 1-2-3 Win-
dows e Excel! con il quale è possibile
selezionare dei dati in una tabella ed
ascoltarli letti da una voce umana di
buona qualità. Infine è stata presentata
la possibilità di riconoscimento vocale
per i sistemi desktop, Voice Pilot, che
permette di utilizzare comandi a voce,
integrare macro vocali per controllare
Windows e applicazioni sotto Windows.
Apple Computer
Alla conferenza, Apple ha presenta ro
un nuovo drive per CD-ROM. il CD-300
viene considerato da Apple II drive della
seconda generazione per alcune sue ca-
ratteristiche innovative: ha una velocità
doppia rispetto ai drive comunemente
disponibili e quindi un transfer rate di
300 Kbyte/sec, oltre ad un buffer di 256
Kbyte, circa 4 volte più grande degli al-
tri, ed un tempo d'accesso di 295 ms.
Tutto questo significa per l'utente un
accesso alle informazioni piu veloce, vi-
deo ed animazione di migliore qualità, e
soprattutto uno strumento più avanzato
Il nuovo CD-ROM Apple CD 300,
per gli sviluppatori per realizzare titoli
ancora più evoluti. Questo drive è an-
che compatibile con il formato Kodak
Photo CD multisessione ed il CD-ROM
XA. Oltre a supportare il System 7 e
QuickTime, il CD 300 può accedere an-
che ad alcuni subcodici, quindi CD+G,
CD+MIDI ed anche il CD audio posso-
no essere trasferiti sul collegamento
SCSI sul Mac. La velocità doppia può
essere disabilitata per garantire la com-
patibilità con titoli già disponibili oggi.
Apple intende includere nella confezio-
ne del drive anche 9 CD-ROM. tra sam-
pler e titoli che varieranno da nazione a
nazione, per un prezzo di 650 dollari in
Europa a partire da dicembre. Esisterà
anche una versione per montaggio in-
terno ai Quadra.
Media in Action
Fabrizio Vagliasindi è stato uno dei
pochi italiani ad essere invitato a questo
evento per presentare un paio di inte-
ressanti prodotti multimediali sviluppati
dalla milanese Media In Action. Il Car-
nivai of Animals è un titolo multime-
diale educativo per bambini che permet-
te loro di scoprire i diversi strumenti di
un'orchestra attraverso esperienze di
gioco. Associando a famiglie di ammali
diverse famiglie di strumenti, secondo
le linee del lavoro di Camille Saint-
Saèns, i bambini possono acquisire una
serie di informazioni sulle diverse sono-
rità possibili. Un altro prodotto era inve-
ce dedicato al mercato professionale
del training; si tratta di un corso di for-
mazione sviluppato per la catena di
grandi magazzini Standa che utilizza le
tecnologie multimediali per uniformare i
corsi effettuati su tutto il territono e per-
mettere esperienze dirette anche per-
sonali con notevote risparmio di risorse.
Il prodotto italiano The Carmval of Animals
176
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
FIRMA
□ Prodotti per pulizia
□ Ritri antiradiazioni
□ Gruppi di continuità
□ Sistemi di proiezione a LCD.
□ Notebook PC B/N
□ DESIDERO RICEVERE REGOLARMENTE DOCUMENTAZIONE DI MIO INTERESSE
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□ DESIDERO CONOSCERE I NOMINATIVI DEI VS. RIVENDITORI AUTORIZZATI NELLA MIA ZONA
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VIA NR. CITTA DATA
SONO INTERESSATO A:
PERSONAL COMPUTER
□ PC Desk 386, 486
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□ PC Booksize
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□ Stampanti Laser
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PRODOTTI AUSILIARI
□ Flexible Disk
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□ Dischi ottici
MEMOREX C.S. È PRESENTE IN PIÙ DI SO PAESI DEL MONDO
SPEDIRE VIA FAX 0 RITAGLIARE
MEMOREX
COMPUTER SUPPLIES
PCP-9
MULTIMEDIA
compatìbile con i dischi Photo CD e lo
stesso drive è oggi disponibile come
componente esterno per gli altri Mac. In
questo modo qualsiasi sistema Mac
con System 7 e QuickTime trasforma
automaticamente il formato Photo CD
in Pict. Le immagini sui dischi sono ac-
cessibili con una qualsiasi applicazione,
quale Photoshop, e visualizzarla a diffe-
renti risoluzioni, fino a quella di qualità
fotografica da 3072 x 2048 punti da 18
Mb, naturalmente senza bisogno di ca-
ricare l'intera immagine, ma eventual-
mente solo il particolare desiderato. È
anche possibile creare cataloghi asse-
gnando delle parole chiave alle singole
immagini e ricercando quella desiderata
attraverso un database su Mac.
Esistono ormai diversi modelli dì let-
tori di Photo CD da collegare al TV, dal
design veramente innovativo; di questi
alcuni modelli Kodak vengono prodotti
da Philips. Sono state mostrate alcune
applicazioni del formato Master di Pho-
to CD, in pratica quello base, ma parti-
colarmente dei formati derivati da que-
sto. Pro Photo CD è adatto a negativi
fino a 4 x 5" e può contenere immagini
di risoluzione fino a 6144 x 4096, da 72
Mb di dimensioni! Photo CD Portfolio è
invece un formato che permette di col-
legare ad 800 immagini anche del so-
noro ad alta fedeltà, con una limitata in-
terattività. Photo CD Catalqg invece ab-
bina ad oltre 3000 immagini un softwa-
re di ricerca veloce, il Kodak Browser.
Infine Photo CD Medicai è gestibile solo
da computer e può contenere immagini
ottenute da dispositivi medici digitali
quali TAC e simili, per una cartella com-
pleta del paziente, senza perdita di de-
finizione grafica.
Philips
Del portavoce e protagonista di molte
delle operazioni Philips legate al CD-I,
Gaston Bastiaens. o meglio della sua
assenza si è parlato alla presentazione
delle novità da parte della società olan-
dese. Si parlava appunto di un passag-
gio alla Apple Computer che però non
pregiudicava affatto la strategia CD-I or-
mai consolidata da tempo. Ad ottobre si
è concluso il lancio europeo di questo
formato multimediale consumer, con al-
meno 35 titoli di qualità per ciascun
paese, mentre negli USA il numero va
per i 100. In passato su queste pagine
abbiamo parlato molto di questo forma-
to ed una prova dei lettori e dei titoli di-
sponibili è già in cantiere. In quell'occa-
sione parleremo anche delle novità che
riguardano anche gli sviluppatori di titoli,
dei nuovi tool di conversione video da
QuickTime a CD-I, ecc. MC sarà parti-
colarmente attento a questo tipo di ap-
plicazioni. visto l'interesse elevato da
parte dei lettori.
Fast
La tedesca Fast aveva due importanti
novità: una linea di produzione e ripro-
duzione DVI ed una scheda per trasfor-
mare un PC o un Mac in uno studio vi-
deo professionale. Video Machine è ap-
pena entrata in distribuzione, dopo aver
riscosso un notevole successo ancora
da prototipo; si tratta di una soluzione
hardware/software che permette di col-
legare al personal tutte le periferiche vi-
deo da controllare via software. Segnali
SCV, Y/C e YUV possono essere pro-
cessati negli standard PAL, SECAM,
NTSC e l’output è disponibile per ora
come SCV o Y/C in PAL e MTSC; in pri-
mavera sarà disponibile un output a
banda piena YUV. Il prezzo previsto per
la soluzione è di 6000 DM. Presentata
anche la scheda ed il software DVI per
PC. disponibile anche sul portatile To-
shiba T6400 che diventa cosi la stazione
DVI più piccola.
Kodak
Il Photo CD è stato annunciato da
Kodak diciotto mesi fa e si basa su
alcune considerazioni: innanzitutto
esistono 250 milioni di macchine fo-
tografiche nel mondo che possono di-
ventare dispositivi di input per sistemi
di computer. Questo formato unisce tre
diverse industrie: quella della fotografia,
quella consumer e quella informatica.
Nella prima Kodak è stata capace di riu-
nire intorno a questo formato altre so-
cietà quali Agfa, Polaroid e Fuji e nel-
l'industia consumer il formato è compa-
tibile con altri lettori quali i CD-I. Ma una
parte importante è occupata dall'indu-
stria informatica, nella quale in partico-
lare Apple ha appoggiato in diversi modi
questo formato. Non solo il formato è
stato reso compatibile con QuickTime,
ma nel nuovo Performa 600 CD è stato
incorporato un drive CD a multisessione
Euro-CD
Questa società con sede a Parigi si
candida per essere il distributore dei
CD-ROM e supporti multimediali nei va-
ri paesi europei. Con una esperienza sui
CD-ROM tradizionali quando un vero
mercato per questo prodotto ancora
non esisteva, oggi supporta appieno la
distribuzione del principale formato di
editoria elettornica odierno, il CD-ROM
appunto. I primi settori al quali questa
tecnologia si era inizialmente rivolta era-
no quelli del Publishìng e del Micro
Computer; la società francese si è quin-
di proposta di favorire la fusione di que-
ste due attività organizzando un effi-
ciente network di distribuzione attraver-
so compartecipazioni con editori, riven-
ditori e produttori. Il catalogo quest’an-
780 titoli differenti. H3
IL N°1 NEGLI U.S.A
ORA ANCHE
IN ITALIA
MACH I
MACH I PLUS
GAMECARD III AUTO
Elevale pres
Due pulsanti
Funziona con
ROLLERMOUSE
• Mouse più veloce
calibratura
Modelli PC e
MicroChannel
MACH ll/lll
• Dui aia 100 volte
superiore rispetto
normali joystick
• Altissima precisior
• Grande allidabililà
Modelli Serial. Bus,
PS/2. Mac e Amiga
Siggraph '92 Chicago
di Gerardo Greco
A ppuntamento immancabile per i profes-
sionisti e gli appassionati di immagine e
delie tecnologie connesse, il Siggraph '92 si
è svolto quest'anno nella interessante e mul-
ticolore Chicago, un panorama che fonde
culture e storie diverse benché tradizional-
mente no/damencane. Abbandonato il deser-
to del Nevada ed il curioso mondo di Las
Vegas, quest'anno gli organizzatori
hanno dovuto affrontare ben altro
che non la semplice mancanza delle
luci colorale dei casino che avevano
fatto da contorno lo scorso
alla conferenza. Un rinnovato
di responsabili organizzativi ha do-
vuto vedersela con un'ombra mi-
nacciosa che da diversi mesi aleg-
gia da queste parti, una recessione,
inevitabile secondo alcuni, conse-
guenza della polìtica sociale ed eco-
nomica dell'ultimo decennio secon-
do altri li risultato è stato un evento
di incredibile valore, come ogni an-
no del resto, ma con meno attrazio-
ni colorate per * semplici curiosi.
Gli eventi erano in buona pane
quelli classici, corsi, seminari, espo-
sizione. l'Elecronic Thearre e i'Art
Show , a questi si sono aggiunti
quest'anno Showcase, G-tech e
SIGKids In Showcase scienziati ed ingegneri
informatici hanno dimostrato tecniche di vi-
sualizzazione in un ambiente fatto di sistemi
di elevatissima potenza, E quasi per contra-
stare questo ambiente cosi sofisticato in G-
tech si sono riuniti studenti e ricercatori per
dimostrare lavori effettuati su macchine
desktop. In SIGKids. infine, è stato offerto un
laboratorio di tecnologìa grafica ad un pubbli-
co dì Studènti della scuòia media per osser-
vare le possibilità offerte dall'alta tecnologia
nell’educazione : sinceramente faceva un cer-
to effetto osservare precoci dodicenni alte
prese con sistemi da decine di milioni. Con
questo comvùlgimento collettivo di organiz-
zatori. speaker e pubblico il Siggraph conti-
nua dì anno in anno a tenere giova-
ne l'industria della computer gra-
phics.
Una caratteristica particolare di
quest'anno è stata la vastità deila
collaborazione coinvolta per la rea-
lizzazione dei van eventi, al punto
da dichiarare una spesa di 6 milioni
di dollari per un risultato che. senza
impegno collaborativo, sarebbe co-
stato secondo gli organizzatori al-
meno un centinaio di milioni di dol-
lari. il costo di Terminator 2 Si paria
questo caso di collaborazione da
parte delle aziende, il governo con
l'equivalente dei ministeri compe-
tenti e le università, ma forse vanno
ringraziati i numerosissimi studenti
volontari che si sono offerti come
mano d'opera per il piacere di lavo-
rare per una settimana a fianco dei
leader della computer graphics.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
SIGGRAPH '92 CHICAGO
Showcase. Il leiaedro di Sierpinski, nel Fractai
Exploratonum del laboratorio di visualizzatone elei-
ironica dell'Università dell 'Illinois di Chicago
Showcase Modellazione realistica delle strutture
del cervello con relative interazioni dell'Università
dell'llllnois di Chicago
Showcase. Applicazione di Analisi Iperspettrale del-
l’Immagine <HSI > del Laboratorio Nazionale di Ar-
Showcase
L'angolo del culturismo della computer
graphics era costituito da una serie dì posta-
zioni ad illustrazione del top della ricerca e
delle applicazioni della visualizzazione; circa
una dozzina di progetti che creavano tutti
insieme una specie di esperienza di laborato-
rio avanzatissimo, raccolti sotto la stessa
tenda all'Interno del McCormick Place, loca-
zione principale del Siggraph '92. A ridosso
dell'esposizione commerciale offriva stazioni
di lavoro collegate in rete internamente attra-
verso FDDI e HIPPI ed esternamente attra-
verso una linea T3 al NSFNET che collega
Showcase. Neuroni alletti da morbo di Alzheimer
nella corteccia cerebrale del cervello umano Uni-
versità della Calrlomia di San Diego
tutta una serie di centri dotati di supercom-
puter sparsi in vari stati. Metacompunng,
ovvero la visualizzazione in ambienti in rete
era chiaramente il tema dominante, con addi-
rittura la possibilità di lasciar manovrare in
tempo reale al pubblico un microscopio elet-
tronico situato in California. Accanto alle po-
stazioni era anche installato un ambiente
chiuso denominato Cave, la cava, nel quale
era possibile sperimentare in gruppi un tea-
tro tridimensionale di un certo effetto con
proiezione su tre pareti e sul pavimento; uno
degli spettatori, a turno, controllava la pro-
spettiva che quindi seguiva e si adattava a
tutti i suoi movimenti.
L’esposizione
Oltre 200 società esponeva-
no i loro prodotti dedicati alia
grafica computerizzata, ma
non solo.
Postproduzione video e ci-
nematografica, Multimedia, ef-
fetti speciali, supercomputer,
visualizzazione scientifica e,
come al solito, una selezione
dei migliori spot commerciali e
cortometraggi ad illustrare le
potenzialità dei tanti program-
mi di animazione 2 e 3D.
Silicon Graphics
Praticamente protagonisti dell'intero Sig-
graph, l'Indigo era la macchina più diffusa nei
vari stand di tutta la fiera, Silicon Graphics, o
SGI, aveva realizzato la postazione più accat-
tivante e (dimostrava la propria tecnologia con
una serie di applicazioni per intrattenere il
pubblico con computazione molto intensiva.
Alcune di queste postazioni si basavano sul
nuovo RealityEngine, un sottosìstema nato
espressamente per Realtà Virtuale in tempo
reale e, a quanto pare, il più veloce oggi
esistente, certamente impressionante. Vole-
te provare a confrontarlo con il vostro siste-
ma? Ecco per cominciare: oltre 600.000
triangoli con texture e anti-aliasing al secon-
do, 320 milioni di pixel al secondo, 1600 x
1200 punti dì risoluzione su un monitor da
21 ", precisione di colore da 12 bit per com-
ponente e uscita HDTV. Tra alcune delle
postazioni utilizzanti questo sistema, una de-
dicata ad ingegneri civili ed architetti per
visitare l’interno di una costruzione, già arre-
data prima ancora di essere costruita, un
sistema di viaggio alla guida di un joystick, un
simulatore di sottomarino con riproduzione
del sottofondo marino popolato ed un vero
gioco da sala giochi con tanto di astronave e
cabina di comando per due persone. Durante
la scorsa estate la famiglia delle potenti
workstation IRIS Indigo della Silicon Gra-
phics. utilizzanti fino ad oggi processori RISC
della famiglia R3QOO da 33 MHz, è stata
affiancata da una nuova linea basata questa
volta sul nuovo processore R4000 da 50
MHz. Si tratta di cinque diverse configurazio-
ni differenziate prevalentemente per le ri-
spettive prestazioni grafiche, disponibili an-
che sulla serie precedente, indicate come
MCmicrocomputer n, 123 -novembre 1992
181
SIGGRAPH '92 CHICAGO
Entry, Server, XS, XS 24 e la potentissima
Elan. L'utilizzo del nuovo processore
R4000SC, il più veloce degli R4000 prodotti
da Mips, società acquisita recentemente da
SGI. permette un aumento di velocità di
calcolo di circa il 300% rispetto alla serie
precedente, grazie a un clock da 50 MHz ed
il supporto integrato per 1 Mb di memoria
cache secondaria, di grande importanza per
le operazioni grafiche ad alta velocità a cui
queste macchine sono destinate. Al proprio
interno il processore utilizza un'architettura
superpipeline con la quale per ogni ciclo di
clock possono essere eseguite fino a due
istruzioni, con un risultato effettivo paragona-
bile ad un clock da 100 MHz. Come del resto
anche per le altre macchine SGI, esiste com-
patibilità totale con il software delle Indigo
R3Q0O, senza quindi necessità di ricompilare
il software realizzato. I prezzi della linea IRIS
Indigo R4000 verranno annunciati allo
SMAU; Si prevede comunque una interes-
sante riduzione dei prezzi della preesistente
serie R3Q0Q oltre che delle espansioni di
memoria. In quanto macchine nate per il
Multimedia o, secondo la terminologia Sili-
con. per il Digital Media, saranno oggetto
prossimamente di un articolo nell'ambito del-
ia rubrica Multimedia.
XAOS
La giovane ed interessante società di San
Francisco continua a crescere. Separata in
due divisioni XAOS Ine. e XAOS Tools, la
prima, attivissima nel mercato dell'animazio-
ne professionale per il cinema e la televisio-
ne, i begli effetti del tanto discusso film The
Lawnmower Man. ispirato al romanzo di
Stephen King, sono stati realizzati appunto
da XAOS. oltre ad alcuni di quelli dell'ultimo
Batman e dell'ultimo film di Walt Disney.
L'esperienza ed il prestigio di queste produ-
zioni non può far altro che favorire l'attività
dell'altra divisione, quella che produce soft-
ware per la grafica e l'animazione e che
oggi viene distribuita in tutto il mondo da
Softimage. Quest'anno la novità era costitui-
ta da Pandemonium. il risultato dello sforzo
teso a rendere accessibile al pubblico buona
parte delle complesse risorse interne al
gruppo dedicato all'animazione. Si tratta di
tre parti distinte che girano sulle macchine
Silicon Graphics: Improe che costituisce il
cuore del programma e comprende una rac-
colta di routine grafiche, effetti, alterazioni di
colore, ecc. Queste routine vengono gestite
attraverso uno script, Threads, che permette
di collegare i vari elementi in un insieme
che risulta più grande dei singoli componen-
ti; in questo modo è anche possibile creare
effetti nuovi combinando originalmente le
routine presenti in Improe.
L'ultima parte è OOTS, il sistema di inter-
faccia utente orientato ad oggetti che viene
utilizzato per accedere più direttamente ai
vari effetti e funzioni grafiche disponibili,
senza entrare nelle infinite opzioni di
Threads.
StrayLight
Basato su PC. PhotoVR è un programma
che unisce, secondo i produttori, le tecnolo-
gie del Multimedia con quelle della Realtà
Virtuale. Caratteristica delle prime versioni di
questo programma era l'animazione m tem-
po reale fino a 1 0 fotogrammi al secondo con
libertà di interazione nell'animazione e spo-
stamento di prospettiva con ambienti 3D
contenenti fino a 100.000 poligoni completi
di attributi di superfìcie. Oggi la versione 1.4
del programma estende queste caratteristi-
che al full screen, audio stereo ad alta qualità
e riproduzione in tempo reale di animazione
computerizzata che può essere inserita essa
stessa in rappresentazioni di ambienti vir-
tuali.
Ambienti virtuali multi-
mediali con PhotoVR
per PC,
182
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
Con le Show-Room HYUNDAI
L' intera gamma dei prodotti Hyundai e Sytek, le favolose offerte della Casa-
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1 Tel. 24844
| Tel. 781410
«Action Wamof porte in un mondo reale a 30 un
personaggio di un vrdeogioco con Alias che permet-
te di ricreare « fattezze anatomiche che sembrano
fatte di tante pietre dentro ad una calzai •
Alias
Pionieri dell'animazione su workstation di
elevata potenza, anche Alias scopre sempre
più un nuovo mercato, quello costituito dai
piccoli sistemi che oggi rimangono tali solo in
quanto a dimensioni, ma non certo per pre-
stazioni. Oggi è strutturata in due entità:
Alias Style* fornisce ai disegnatori strumenti
sofisticati di grafica a 3D ad un prezzo intor-
no ai mille dollari, Alias invece continua se-
condo la sfida iniziale di offrire elaborazione
video senza compromessi, quali quelli ai qua-
li abbiamo assistito in «La bella e la bestia» e
«Terminator 2>*.
Animator. il pacchetto pnncipale di questa
società canadese ha subito una drastica ridu-
zione di prezzo, passando oggi a circa un
terzo del prezzo iniziale, con la possibilità per
i disegnatori di acquistare quindi una soluzio-
ne completa per animazione comprendente
hardware IRIS Indigo e software Animator al
precedente prezzo del solo software. Questa
applicazione si è rivelata particolarmente in-
teressante per chi realizza grafica 3D in am-
biente PC o Macintosh e necessita della
maggiore potenza di una Indigo, dal momen-
to che Alias si integra in questi ambienti con
diverse possibilità input di dati 3D e output
anche in formato QuickTime per presentazio-
ni multimediali. In pratica gli stessi rivenditon
di Alias Sketch! per Macintosh hanno nscon-
trato un notevole interesse per il sistema
Indigo/Animator come server multimediale di
potenza elevata. Altri formati video disponibili
sono: digitale, analogico, PAL e 4:2:2,
La bella rappresentazione animata dell'interno di un palazzotto realizzata con Oplimage Creative Environ-
Softimage
Presentata la versione 2 6 del Creative
Envlronment di Softimage, una soluzione glo-
bale per l'animazione computerizzata a 3D
che tra breve supporterà anche la scheda
grafica Elan per macchine SGI della serie
IRIS. Tra le nuove prestazioni ricordiamo la
tecnica di elaborazione Character Keyframe
che permette ad animatori tradizionali di ritro-
vare un ambiente e gli strumenti familiari in
un sistema computerizzato. Il Channelling
permette invece di utilizzare un dispositivo
esterno quale un data grove per creare ani-
mazioni realistiche in tempo reale, accorcian-
do cosi grandemente i tempi di realizzazione
di lungometraggi a personaggi e permetten-
do una serie di applicazioni per la Realtà
Virtuale. Nuova anche la politica di collabora-
zione con gli utenti che permette a questi
ultimi di accedere al funzionamento dei mo-
duli Model e Molion per sviluppare e com-
mercializzare « propri effetti per includerli
nell'ambiente accanto agli altri già presenti A
quanto pare la stessa Industriai Light & Ma-
gic ha acquistato il Creative Environment
perché l'integrazione dei van moduli è parti-
colarmente ottimizzata.
Animazione «4D« per
Creative Environmenl.
TDI
Thomson Digital Image presentava a que-
sta edizione del Siggraph la versione 3.0 del
suo pacchetto Explore, per macchine Silicon
Graphics, e TDImage per il RISC System/
6000 di IBM. i pacchetti di animazione a 3D e
di visualizzazione professionale. Tra le novità
apportate ricordiamo l'esclusivo Interactive
Pbotorealistic Rendering che permette all'u-
tente di effettuare modifiche nel rendering e
valutarle istantaneamente, nuove possibilità
di animazione, con editor di scheletro e tra-
sformazione gerarchica per creare animazioni
ancora piu realistiche, uno strumento per
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SIGGRAPH '92 CHICAGO
«mappare» più semplicemente immagini a
2D su oggetti a 3D, un modeter intuitivo per
superici e poligoni. Interessante era la noti-
zia della accresciuta collaborazione con IBM
Francia, con un investimento di circa due
miliardi di lire in ricerca eff ettuata da TDI che,
lo ricordiamo, è una consociata di Thomson e
IBM.
Un fotogramma da Perguin Blues bella rappresen-
tazione animata dell'interno di un palazzotto rea-
lizzata con Optimage Creative Environment
Fotogramma da un'animazione per dimostrare te
sofisticate possibilità di simulare materiali ed effetti
di luce riflessi da metallo o ritratti attraverso vetro ,
Computer Design
Leader nel mercato del software per design
industriale computerizzato. Computer Design
presentava DesignConcept, il software utiliz-
zato prevalentemente nell'industria automobi-
listica, aerospaziale, dell'abbigliamento e tes-
sile in generale perSiliconGraphicsIRISe IBM
RISC Power/6000. La versione U4ia è una so-
luzione evolutissima per il disegno ad alta riso-
luzione e la separazione dei colori nella rea-
lizzazione dì tessuti stampati e a maglia. In
questo modo è possibile ottenere, dalla digita-
lizzazione di un tessuto esistente o da uno ori-
ginale. una stampa immediata ad alta risoluzio-
ne dell'Immagine dell'abito indossato nei colo-
ri e tessuti desiderati, con il rispetto delle for-
me e prospettive tridimensionali, ottenendo
cosi un test realistico su un modello esistente.
IBM
La IBM mostrava numerosi nuovi sistemi e
software grafici per il proprio RISC System/
6000, ma anche per altri sistemi. In particola-
re il Data Explorer è adesso disponibile an-
che per Hewlett Packard e Silicon Graphics,
in uno sforzo teso ad aprire i propri sistemi
verso altre architetture Un nuovo modello
del Power Visualizacion System, il server PVS
Model 4 offre maggiore memoria e possibili-
tà di multiutenza, oltre a supportare para Ilei
processing, comunicazione ad alta velocità e
display per TV ad Alta Definizione. Il Power
GT4 e GT4x sono nuove schede grafiche con
prestazioni specifiche per applicazioni quali il
disegno architettonico, il design industriale e
l'ingegneria elettrica e meccanica. Con la
collaborazione dei Boss Film Studios è stata
fatta una presentazione dedicata ai super-
computer per visualizzazione per ia prima
volta utilizzati in produzione di film compute-
rizzati. con effetti speciali ottenuti con il PVS.
Ithaca Software
HOOPS A.I.R. è il nuovo modulo per ren-
dering interattivo avanzato per il Sistema di
Sviluppo Grafico di Ithaca che aggiunge alla
versione base funzioni di radiosity e ray tra-
cing. separati e combinati. Si basa sulla tec-
nologia ARTCore di HP e fa avanzare ulterior-
mente questa applicazione, prima nel suo
genere a supportare insieme le piattaforme X
Windows. DOS. Macintosh e OS/2, pratica-
mente buona parte delle workstation e dei
personal computer.
Division Ine.
Novità per la britannica Division, una delle
più attive società nella fornitura di sistemi
completi per Realtà Virtuale, che ha formato
una consociata statunitense dallo stesso no-
me insieme a Crystal Rìver, uno dei principali
fornitori dì sistemi audio tridimensionali e Fake
Space Labs, unico produttore di sistemi di
visualizzazione ad alta risoluzione a colori per
Realtà Virtuale. In questo modo la neonata
società si candida per la realizzazione della
prossima generazione di interfacce utente per
la comunità di ricercatori in ambienti simulati.
Un'altra importante novità era costituita dal-
l'accordo con Autodesk per l'accelerazione
della ricerca di uno standard per interfaccia per
Realtà Virtuale indipendente da piattaforma e
periferiche utilizzate.
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SIGGRAPH '92 CHICAGO
Electronic Theatre
Anche quest'anno nell'Electromc Theatre
viene presentata una selezione dei film e video
generati al computer più innovativi e tecnica-
mente creativi. In pratica questo evento ha
assunto il ruolo di stimolare l'interesse ed
educare il pubblico all'evoluzione della compu-
ter graphics in tutte le sue forme emergenti. Il
meglio del meglio, secondo molti degli spetta-
tori, tanto nell'industria scientifica che nell’ar-
te. educazione e divertimento.
» Danza negli slip», della Animai Logic su Silicon
Graphics e Eddie di Discrepi Logic
"Toccala e fuga", di Little Big One, Guionne Leroy
e La Chambre su Silicon Graphics e I Toon3l
Mikerinos SoltOriginal creato da Stephane Simal a
Little Big One
Queste immagini dimostrano il potenziale del sistema intermedio elettronico ad alta risoluzione Kodak
Kodak
Eastman Kodak ha mostrato al Siggraph il
prototipo di Cineon, il suo nuovo sistema per
la cinematografia digitale Viene presentato
come il ponte tra la cinematografia tradizio-
nale e gli enormi progressi ottenuti nella
tecnologia video digitale. Il sistema può es-
sere utilizzato per digitalizzare film a 35mm
per manipolazione e composizione dell'im-
magine senza comprometterne la qualità,
Art Show
Appuntamento ideale con la convergenza
tra arte e tecnologia, questo spazio espositi-
vo dimostrava l'incredibile livello di espres-
sione artistica raggiunta da molti personaggi
Dettaglio di » Headlands Mnemonic Notations», di
Phillip Gerge con Vista Tips
con memoria di oltre 40 Mb per ciascun
fotogramma. Consiste di 4 componenti uno
scanner per pellicola con sensore CCD pro-
prietario, un sistema hardware/software di
editing digitale, un sistema di immagazzina-
mento di dati ad alta velocità ed una Stam-
pante a laser gassoso progettato per ottimiz-
zare il passaggio immagine digitale-pellicola,
il tutto con sistemi di periferiche standard ed
un software ad architettura aperta,
noti nel mondo dell'arte, al di là di semplici
virtuosismi tecnologici Da oltre 1500 opere
sottoposte alla commissione, 90 sono state
selezionate secondo il criterio dell’utilizzo
delle qualità peculiari della tecnologia infor-
matica per espnmere il contenuto del lavoro.
Buona parte di questi lavon veniva definita
come «transazionale», o, se volete, interatti-
va; quindi non piu sotto il completo controllo
del solo artista, dal momento che molti di
questi stanno perdendo interesse per l'im-
magine statica.
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Sistemi informatici e problemi dei cittadini
Fuggire da Incivilia
La Conferenza sugli standard informatici per la Pubblica Amministrazione
è stata t< agganciata» allo SMAU, che a sua volta ha partorito «Civilia».
sull'informatizzazione delle Amministrazioni locali.
E ha dedicato uno spazio particolare al settore PA, con risultati forse
inferiori alle aspettative
di Manlio Cammarata
L a Pubblica Amministra2ione come
settore del mercato non è una
novità per le grandi aziende del-
l'informatica. Negli ultimi anni, come
abbiamo visto molte volte in «Cittadini
& Computer», si è verificato un aumen-
to di interesse generale verso i proble-
mi deH’informatizzazione delle strutture
pubbliche: da argomento riservato agli
uomini di marketing, il problema investe
un numero crescente di addetti alla PA,
centrale e locale, e forse incomincia a
essere percepito anche dai cittadini. E
SMAU, da sempre attento osservatore
delle vicende deH'information technolo-
gy in Italia, ha preso atto di questa
situazione, conferendo al settore un'at-
tenzione più alta rispetto alle passate
edizioni,
Prima di tutto la seconda Conferenza
sugli Standard Informatici della Pubblica
Amministrazione. La prima si era svolta
a Roma, centro ideale di ogni discorso
in materia, la seconda si è invece tenuta
a Milano. A prima vista poteva sembra-
re un errore, un cedere il passo all'offer-
ta, che al Nord ha i suoi capisaldi com-
merciali, proprio quando si era osserva-
to che nella prima edizione i produttori
avevano preso il sopravvento sugli «ac-
quirenti». Ma l’esperienza è servita, Il
Sole 24 Ore e II Gruppo Editoriale Jack-
son hanno fatto un buon lavoro, insie-
me a SMAU, e il risultato generale è
stato decisamente migliore di quello
registrato un anno fa. Le moderne strut-
ture dì Milanofiori hanno accolto con
efficienza la macchina del convegno,
ridotto nella durata. Il numero dei parte-
cipanti è aumentato. Va sottolineato
che quest'anno la maggior parte degli
intervenuti apparteneva proprio alla
Pubblica Amministrazione, sia centrale,
sia locale, e questo era proprio il risulta-
to che si voleva raggiungere. L'obiettivo
del Dipartimento della Funzione Pubbli-
ca, promotore dell'inziativa, era ottene-
re il maggior numero possibile di testi-
monianze sulle iniziative realizzate, in-
formare e convincere i tanti che sono
ancora legati alla vecchia visione della
PA. Obiettivo raggiunto, almeno in
parte.
Anche l'idea di far svolgere la Confe-
renza nei due giorni precedenti l'apertu-
ra di SMAU si è rivelata buona. Minori
spese per gli espositori, molti dei quali
in questi tempi di crisi vedono assotti-
gliarsi gli utili, la costruzione di una
specie di ponte tra il mondo della PA e il
mercato generico, e soprattutto la con-
ferma del ruolo di primo piano che la
manifestazione milanese riveste nel
mercato dell'Informatica in Italia.
Il Ministro è impegnato
La trovata di far coincidere la seduta
conclusiva della Conferenza con l'i-
naugurazione del salone è da conside-
rarsi quantomai opportuna, Una cerimo-
nia in meno non è cosa da poco, per il
giornalista che deve seguire tutto, co-
me per l'addetto ai lavori che deve
assolutamente farsi vedere in giro. Si
potrebbe estendere l'iniziativa ad altre
manifestazioni, fondere, accorpare, sin-
tetizzare, riassumere: meno chiacchiere
e più sostanza, per chi non avesse
capito...
E, a proposito di chiacchiere, è stata
rilevata la totale assenza di ministri,
sottosegretari, onorevoli e assimilati.
Assenza giustificata, in parte, dagli im-
pegni per presentare la legge finanziaria
al Parlamento (secondo alcuni, i politici
romani eviterebbero Milano per non
correre il rischio di imbattersi nel giudi-
ce Di Pietro; registro la maldicenza per
puro dovere di cronaca). Ma il disinte-
resse della classe politica per un conve-
gno nel quale si discute del rinnova-
mento della PA è un pessimo segno.
C'è un Dipartimento della Funzione
Pubblica che opera attivamente in que-
sto settore, sotto la responsabilità politi-
190
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
CITTADINI & COMPUTER
Un momento di una ■ sessione parallela » della Conferenza.
Nell'atrio della Conferenza c'erano gli stand delle case sostenitrici della
manifestazione
ca di un Ministro. Che questi sia, in
primo luogo, responsabile del Tesoro, e
in questo momento abbia ben altre gat-
te da pelare, non è una giustificazione:
poteva almeno chiedere scusa per l'as-
senza e mandare qualcuno a leggere un
discorso. Ma gli organizzatori non sono
sembrati delusi dalla defezione dei poli-
tici italiani, loro guardano all'Europa. E
infatti il personaggio di spicco alla ceri-
monia bifronte era Filippo Maria Pandol-
fi. vicepresidente della Commissione
delle Comunità Europee.
Le tecnologie dell'informazione, ha
detto Pandolfi, sono essenziali per lo
sviluppo, ma bisogna che l’Europa si dia
da fare, perché la competizione su scala
mondiale è sempre più aspra: l'esporta-
zione di alta tecnologia rappresenta per
l’Europa il 17 per cento del fatturato,
per il Giappone il 27 per cento e per gli
USA il 31, con una secca inversione,
rispetto agli anni '80, tra Europa e Giap-
pone. Dell'Italia Pandolfi ha parlato da
un punto di vista europeo: abbiamo
fiducia in voi, ma dovete muovervi...
Insomma, da SMAU esce un segnale
che negli ultimi tempi abbiamo già sen-
tito; il mondo degli operatori del settore
più innovativo del mercato guarda sem-
pre più decisamente oltre I nostri con-
fini.
Domanda e offerta
Torniamo un attimo indietro per parla-
re della Conferenza e dei suoi contenu-
ti. Nella sessione plenaria iniziale, Beni-
to Carobene del Sole 24 Ore, uno dei
padri della manifestazione, ha introdotto
il discorso sulla necessità di coordina-
mento politico-istituzionale e tecnologi-
co per il rinnovamento della PA. Subito
dopo Giancarlo Scatassa, presidente
della Commissione per il coordinamen-
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992
to dell'Informatica nella Pubblica Ammi-
nistrazione. ha ripreso il tema della ne-
cessità di informatizzare per ammini-
strare meglio; il tema di fondo è stato
quello che aveva anticipato nell'intervi-
sta che abbiamo pubblicato sul numero
scorso di MC: dateci la possibilità di
lavorare meglio, perché così non si può
andare avanti. Si è poi parlato di forma-
zione dei pubblici dipendenti, con una
relazione di Enzo Cardi, direttore della
Scuola Superiore della Pubblica Ammi-
nistrazione, e di enti dì standardizzazio-
ne, per opera di Diodato Gagliardi, presi-
denti del CONCIT, che riunisce le orga-
nizzazioni nazionali che si occupano di
standard.
A questo punto la Conferenza è en-
trata nel vivo, con una serie di sessioni
parallele dedicate ad argomenti di note-
vole interesse, dal «Personal computing
e ambienti Client per i sistemi apertili a
«Mainframe e sistemi apertili, a «La
Pubblica Amministrazione e UNIX», tan-
to per citare alcuni esempi. Le sessioni
parallele sono un brutto affare per il
cronista, che deve saltare qua e là nel
tentativo di cogliere un po' di tutto
senza che gli argomenti gli si confonda-
no in testa.
No, non è la SIP...
I partecipanti alla Conferenza sugli standard informatici delia Pubblica Amministrazione
hanno avuto una sorpresa: tra i soliti telefoni pubblici della SIP erano presenti alcune unità
«strane», funzionanti con normali carte di credito. Si tratta di un servizio offerto dalla 3C
Communications, con sede principale nel Lussemburgo e sussidiarie in tutta l’Europa
occidentale, che sfrutta le linee gestite dalle SIP, ma fornisce un diverso sistema di tariffe e
pagamenti.
Inserendo una carta di credito (American Express, Visa, o una qualsiasi delle più diffuse) il
telefono si collega automaticamente alla rete pubblica e consente di effettuare qualsiasi
chiamata. I dati della carta vengono trasmessi
automaticamente alla 3C Communications,
che provvede all'addebito sul conto corrente
bancario del chiamante, come qualsiasi altro
esercizio convenzionato. I vantaggi del siste-
ma Comvik Card Cali sono evidenti: non
occorre provvedersi di gettoni o carte speciali,
e questo In uno qualsiasi dei paesi che
dispongono del servizio. Inoltre la documenta-
zione arriva al domicilio del chiamante, facili-
tando la contabilità e i rimborsi delle spese.
Nei paesi dove non esiste il monopolio
delle telecomunicazioni questi sistemi sonò
diffusi; da noi è la prima volta che si vede un
telefono pubblico senza il marchio della SIP.
CITTADINI & COMPUTER
Tra i miei appunti trovo un interessan-
te intervento di Franco Marozza (ISTAT),
sulle connessioni tra Ministero delle Fi-
nanze e INPS per scovare gli evasori
fiscali, e sull’integrazione in linea tra gli
archivi del Ministero degli Interni e quel-
li del Ministero dei Trasporti: due esem-
pi di come un corretto utilizzo dei siste-
mi informatici e telematici determini un
netto miglioramento dell'azione ammini-
strativa, con benefici immediati per la
collettività. Maurizio Italo Balla, direttore
del Dipartimento per l'informatica e la
statistica della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, ha appronfondito il discorso
delle interconnessioni tra i sistemi infor-
mativi nella sessione «Integrazione del-
le risorse informatiche: architetture
Client server, reti locali e connettività».
Nella stessa sessione sono stati pre-
sentate alcune interessanti realizzazioni
da parte di diversi enti. «La Pubblica
Amministrazione e UNIX», sessione co-
ordinata da Renzo Rovaris della Com-
Il self-service del cittadino
PUNTO GIALLO
Il modo migliore per evitare che il cittadi-
no perda ore o giornate intere per andare
da un ufficio all’altro a chiedere e conse-
gnare certificati, è abolire la certificazione.
Lo prevede, fra l’altro, la legge 241/90.
Ma, come si legge nell'articolo, la legge
è inapplicata o inapplicabile. L'informatica e
la telematica soccorrono nell'emergenza,
ed ecco i sistemi di certificazione automati-
ca, che possono servire anche a tante altre
cose.
Le proposte di terminali self-service per
questo tipo di impiego vengono da molte
case grandi e piccole. La Metropolis di
Milano (Via Filargo 34, tei, 02/89127000),
vernicia di giallo le sue macchine, cosi
attirano di più l'attenzione non solo dei
possibili utenti, ma anche degli addetti ai
lavori che giurano per lo SMAU.
Ci sono tre modelli di termnali «Punto
Giallo», due per ambienti protetti (PGL/01 e
/02) e uno da incassare nel muro, affaccia-
to verso l'esterno. I PGL/02 e /Q3 hanno
anche la possibilità di incassare banconote
e monete e dare l'eventuale resto.
I campi di impiego sono molti oltre che
per la certificazione, i terminali self-service
sono utili per il pagamento di utenze (luce,
gas, multe, ecc.i, per l’emissione di biglietti
per i mezzi di trasporto e per gli spettacoli
w**
e cosi via. Oltre che con il contante, i
pagamenti possono essere fatti con tesse-
re magnetiche, tipo Bancomat o carte di
credito, o con carte speciali emesse dagli
enti interessati, Tutto dipende dai collega-
menti in linea dei quali è provvisto il termi-
nale.
D
missione per il coordinamento dell'Infor-
matica, ha avuto un taglio più tecnico,
con la descrizione di soluzioni adottate
in alcuni enti locali.
Lo schema ideato per le diverse ses-
sioni si è rivelato efficace: dopo un
intervento introduttivo sugli aspetti ge-
nerali del problema, venivano presentati
alcuni casi concreti da parte di pubblici
amministratori o responsabili di sistemi
informativi. Quando «la domanda» ave-
va fatto la sua parte, entrava in campo
«l'offerta», con una serie di interventi di
responsabili delle grandi case produttri-
ci, É stato questo, a mio avviso, un
punto debole della Conferenza. In diver-
si casi l'offerta non ha «risposto alla
domanda», scusate il doppio senso, li-
mitandosi a presentare genericamente
soluzioni preconfezionate. Hanno parla-
lo gli uomini del marketing invece dei
consulenti.
Ma è stato comunque un passo avanti
di questa edizione, rispetto alla prima,
l'aver spostato l'accento sulla visione
dell'Amministrazione piuttosto che la-
sciare spazio alle proposte dei fornitori,
Sembra che. finalmente, la partita del-
l'informatizzazione delle strutture pubbli-
che sia controllata dagli utenti, che essi
non vogliano più adottare passivamente
le soluzioni offerte dalle grandi case.
L'aumentata partecipazione di addetti
agli uffici pubblici è un ottimo segno.
Civilia e Pubblismau
Chiusa la Conferenza sugli standard,
si è aperto «Civilia, primo convegno sui
servizi innovativi per la Pubblica Ammi-
nistrazione locale» una manifestazione
organizzata da SMAU e da diversi enti
della Lombardia, con il patrocinio della
Regione e del Dipartimento della Fun-
zione Pubblica e con la collaborazione
del Sole 24 Ore. Anche qui due giorni e
mezzo di convegni, e anche qui un
dialogo tra domanda e offerta, ma con
temi piu specifici e un maggiore vincolo
per l'offerta, invitata a presentare solu-
zioni concrete. Queste sono state ben
cinquanta, e hanno portato alla produ-
zione di quasi tre chilogrammi di docu-
menti. Alcune relazioni, selezionate da
una commissione, sono state ammesse
alle sessioni di lavoro, provocando così
quello scambio di esperienze che, in
parte, è mancato alla Conferenza sugli
standard. Tre i temi specifici: «Ambien-
te e Terrirorio», «Servizi di sportello al
cittadino» e «Sistemi e reti di distribu-
zione». Un modo efficace di sintetizzare
i maggiori problemi degli enti locali e di
illustrare le proposte organizzative e
tecnologiche per risolverli.
Nel frattempo, un intero padiglione
della Fiera era destinato a Pubblismau, il
192
MCmicrocomputer n, 123- novembre 1992
CITTADINI & COMPUTER
settore dedicato all'Informatica per la
Pubblica Amministrazione. E qui biso-
gna dire che il risultato non ha corrispo-
sto all'intenzione. Assenti diverse gran-
di case (IBM, Siemens Nixdorf, Hewlett
Packard, Unisys...), l'offerta è apparsa
confusa tra alcune soluzioni di notevole
respiro e le proposte spicciole di editori
e fornitori di attrezzature per l’ufficio. In
realtà, lo spaccato di questo padiglione
descriveva forse al di là delle intenzioni
la situazione confusa delle proposte per
la PA e il clima di incertezza determina-
to dalla difficile congiuntura economica.
Interessanti, comunque, alcune propo-
ste, come le soluzioni Bull per l'applica-
zione della legge 241/90 negli Enti locali
e per il sistema informativo sanitario; il
padiglione Olivetti mostrava diverse ap-
plicazioni, sviluppate in collaborazione
con altri fornitori; un pacchetto integra-
to per il governo del pronto intervento
sanitario e la gestione delle emergenze,
un insieme integrato di soluzioni per la
241, un sistema multimediale di catalo-
gazione dei beni culturali, un pacchetto
per il catasto stradale e un sistema di
limitazione del traffico senza barriere
fisiche, con tanto di identificazione in
tempo reale dei veicoli che commetto-
no infrazioni e l'emissione automatica
delle contravvenzioni.
Troppi convegni ?
Si chiude una manifestazione e si
pensa subito alla prossima: l’appunta-
mento è a Roma, in primavera, per il
Forum della Pubblica Amministrazione,
anche questo sponsorizzato dal Diparti-
mento della Funzione Pubblica. Troppi
convegni sullo stesso argomento? Il lo-
ro ruolo è importante nella diffusione di
una certa cultura dell'organizzazione,
ancora troppo poco diffusa nella PA, ma
finiscono con l'assomigliarsi: gli stessi
personaggi, gli stessi discorsi, c'è ri-
schio di assuefazione, oltre che di stan-
chezza. Lo stesso Scatassa, alla fine, ha
lanciato l'idea di unificare Conferenza e
Forum, Staremo a vedere.
Si può trarre un bilancio? Forse può
essere bene riflettere su alcune osser-
vazioni di Donato Limone, fatte nel suo
intervento alla sessione sui servizi al
cittadino neH'ambito di Civilia:
«// contesto normativo di cui disponia-
mo è il migliore possibile per portare
avanti il rinnovato rapporto tra Pubblica
Ammirazione e cittadino, utilizzando le
tecnologie dell'informazione. E mi rifer-
sco in particolare alla legge 142 e alla
legge 241, oltre che all'Insieme di nor-
me emesse dal 1989, come le ultime
circolari sulla normalizzazione degli ar-
chivi e della cartografia. La realtà, pur-
troppo, esprime altre situazioni. La Pub-
Soccorso in rete
L'efficienza (o l'inefficienza) dei servizi
di pronto soccorso sanitario è stata oggetto
di accese polemiche nei mesi scorsi, in
seguito ad alcuni tristi fatti di cronaca.
Anche qui informatica e telematica posso-
no essere di grande aiuto, con l'istituzione
del numero nazionale 118. Per questo sco-
po Olivetti offre una soluzione integrata,
basata su una rete telematica a livello
provinciale, con un server UNIX della fami-
glia LSX «fault tolerant» e un certo numero
di PC distribuiti nei centri di chiamata e
negli ospedali.
118-net, questo il nome del sistema,
compie automaticamente una serie di ela-
borazioni: registrazione e validazione dei
dati della chiamata, individuazione del tipo
della chiamata in termini di patologia e
criticità, localizzazione della chiamata sul
territorio, interrogazione delle unità mobili a
seconda del tipo di intervento, controllo
della disponibilità e attivazione del mezzo
più idoneo, indicazione del percorso ottima-
le. registrazione delle informazioni cliniche
dell'assistito, interrogazione dei presidi ido-
nei al trattamento e scelta del presidio,
registrazione della chiusura dell'intervento
e statistiche. Tra i diversi moduli che com-
pongono il sistema ci sono una base di dati cartografici relativi al territorio di competenza e
la gestione dei posti Ietto in collegamento con le strutture di ricovero, oltre a un sistema
automatizzato di governo delle comunicazioni via radio.
blica Amministrazione non ha la cultura
dell'utenza, il cittadino non esiste. Essa
tende a mantenersi e ad autolegittimar-
si, ma tendenzialmente essa non pensa
di avere utenti ; tutte le sue attività, dal
punto di vista gestionale, sono finalizza-
te all’interno dell'Amministrazione, e
non hanno uno sbocco verso l'esterno.
Questo non è un giudizio di valore, è
una constatazione di fatto. Manca la
cultura della gestione della documenta-
zione, nessuno all'interno dell'ammini-
strazione controlla il patrimonio docu-
mentale. nessuno lo considera per quel-
lo che è, un patrimonio di grande valore,
al quale dedicare una particolare atten-
zione sotto il profilo della produzione,
della conservazione, dell'utilizzazione e
della distribuzione. Manca la cultura del-
l'integrazione, ogni settore delia Pubbli-
ca Amministrazione vive in isolamento,
è drammatico, ma è cosi. Sotto il profilo
dell'organizzazione il dramma diventa
più evidente: dopo due anni dalla 142 e
dalla 241 il novanta per cento delle
amministrazioni pubbliche non ha adot-
tato il regolamento di attuazione. Quindi
non è successo niente. Abbiamo solo
chiacchierato. I Comuni sono organizzati
ancora con le vecchie norme, dell'800,
degli anni '20. nei casi migliori di quindi-
ci anni fa. Non ci sono regolamenti
nuovi sull'ordinamento dei servizi e sul-
l'organizzazione degli uffici. Il personale
non è informato, non è formato al cam-
biamento, alla transizione. Non è forma-
to per avere rapporti con il cittadino.
Questo quadro desolante costituisce
ciò che possiamo definire 'Inciviltà'. È
necessario quindi uscire da Incivilia e
avviarsi verso Civilia».
E Giancarlo Scatassa, nel discorso
conclusivo, ha lanciato un appello:
«Non buttiamo al vento gli investi-
menti in informatica e. soprattutto, non
automatizziamo l'inefficienza». Insom-
ma, l'informatica come strumento per
costruire Civilia, e dunque la necessità
di non tagliare gli investimenti in questo
settore, nonostante il momento di crisi
deH'economia. Anche perché molti inve-
stimenti in tecnologie dell'informazione
portano a sensibili risparmi, sì pagano
da soli in poco tempo.
Ancora appelli, ancora un appunta-
mento per un prossimo convegno. Noi,
dal prossimo numero, riprenderemo il
viaggio attraverso i sistemi informatici
della PA,
Per capire che cosa è stato fatto, che
cosa si deve ancora fare per fuggire da
«Incivilia». pg
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1 992
193
Legenda: »• = novilà, I = Italiano. E = Inglese
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MJaosoft Publisher per Windows I 330.000 *
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FotmWarx W/Fill & File E 250.000
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■» Borland Quattro Pio Windows S O. I
• Borland Quattro Pro 4 ScartOff I
►+ Borland Quattro Pro 4 WinDOS I
* CA Compete! per Windows I
CA Super (ole 5.1 I
Lotus 1232.3 I
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Lolusl233.lt I
Lotus 1 23 per Windows I
* Microsoft Excel 4,0 Windows E
Borland Multale I
CA Textor 5.02 I
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Grommatile V per Windows E
LetlerPerfectl.O I
Lotus Ami Pro 3 per Windows I
Lotus Wrile per Windows I
Microsoft Word 5.5 I
Microsoft Word 2.0 per Windows I
Multi Lin guai Sdraiar 4.0 E
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Word For Word (WP Tronslolor) E
WordPerfect 1 .0 per Windows I
WordPerfect 5.1 I
Wordstar 2000 Plus 3.5 I
Wordstar legocy per Windows I
Wordslor Professional 6.0 I
Wordstar Professional Windows I
Symantec JuslWrite per Windows E
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E 450.000
E 520.000
E 645.000
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Pre/D B E 225.000
PraClip 4.0 E 340.000
ProVision Windows E 565.000
PS Errar ( 205.000
R8.H Code Generata 4 E 395.000
R8R Reperì Writer 4 E 440.000
RAD E 565.000
RaSQL/B E 520.000
RaSQL/X E 520.000
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Le risposte di uno dei pionieri della grande informatica
sono su molti punti diverse da quelle dei concorrenti.
In qualche caso vanno addirittura controcorrente
di Manlio Cammarata
F inalmente una musica diversa,
Mese dopo mese, questa indagi-
ne tra i protagonisti del mondo
dei grandi sistemi informatici gira intor-
no agli stessi argomenti: il passaggio
dai sistemi proprietari ai sistemi aperti,
il downsizing, l'avanzata del RISC, la
crisi mondiale del settore. E tutti, con
l'eccezione di IBM, danno risposte mol-
to simili. Le ovvie differenze di approc-
cio non alterano la sostanza del di-
scorso.
Da Unisys ho sentito qualcosa di nuo-
vo, anzi, d’antico... Il mainframe? È vivo,
vegeto e indispensabile. I sistemi
UNIX? Certo, purché siano basati sulla
tecnologia Intel, cioè non RISC. Insom-
ma. la tradizione. E proprio TRADIZIO-
NE è stata la prima parola che il mio
interlocutore, l’ingegner Lorenzo Mon-
din. ha scritto a caratteri di scatola su
un grande foglio di carta all'inizio della
nostra chiacchierata.
Perché Unisys ci tiene, alla tradizione.
L'UNIVAC I (UNIVersal Automatic Com-
puter, ndr) della Remington Rand fu
installato nell'Ufficio statunitense del
censimento in quel 1951 che può esse-
re considerato l'anno zero dell'informati-
ca: fu in quell'anno, infatti, che in Inghil-
terra incominciò a funzionare il Ferranti
Mark I, e la IBM mise in produzione il
mitico 701. Che c’entra l'Unisys con
l'Univac, a parte l'assonanza del nome?
Il fatto è che l'attuale «corporation»
deriva da un complicato intreccio di
fusioni e separazioni, nel quale i nomi di
Remington. Rand, Sperry e Burroughs
hanno ballato per venticinque anni, e i
computer si sono affiancati ai rasoi elet-
trici, oltre che alle macchine per scrive-
re. E questo spiega perché la società di
oggi non abbia nel mondo deU'informa-
tion technology il peso che i suoi brillan-
ti esordi avrebbero potuto determinare.
Mission Criticai
Ma qual è il dato caratteristico dì
Unisys, quello che fa distinguere un’a-
zienda dalle concorrenti? Accanto alla
tradizione, che di per sè non significa
molto, c'è un'espressione che invece la
dice lunga: Mission Criticai. È difficile
trovare una locuzione italiana altrettanto
efficace per descrivere in due parole il
punto fondamentale dell'offerta Unisys.
Si tratta di sistemi che hanno come
caratteristica dì base non solo una gran-
de potenza di elaborazione, ma anche e
soprattutto un'affidabilità superiore. È
chiaro a questo punto che si paria di
OLTP, l'elaborazione transazionale in li-
nea, che costituisce la ragion d'essere
dei più grandi sistemi informatici. Pren-
diamo il solito esempio dei sistemi di
On Line Transaction Processing per le
prenotazioni dei posti sulle linee aeree.
La criticità del sistema ha due aspetti: il
primo è la capacità di svolgere senza
errori un enorme numero di transazioni
in pochissimo tempo, il secondo è l'affi-
dabilità del sistema, che non può mai
fermarsi. Quando le agenzie di viaggi
sono chiuse da questa parte del mondo,
sono aperte dall'altra parte, e viceversa.
Il sistema non dorme mai, deve essere
affidabile al cento per cento. Il che è.
ovviamente, impossibile. Il migliore dei
sistemi è sempre affidabile al novanta-
nove virgola qualcosa per cento, ed è
proprio questo qualcosa che fa la diffe-
renza.
La Unisys afferma che i suoi sistemi
della serie 2200, denominati Gladiator.
sono affidabili al 99,99 per cento, men-
tre la maggior parte dei prodotti della
concorrenza di ferma al 99.3. un risulta-
to già difficile da ottenere. Lo 0,69 per
cento di differenza sembra un'inezia, e
invece può valere milioni di dollari, co-
me sì legge in una nota della stessa
Unisys:
Supponiamo di avere un'azienda con
un fatturato annuo di un miliardo di
dollari. Per dare un termine di paragone,
la Unisys ha un fatturato di 10 miliardi dì
dollari, Questa azienda sta consideran-
do di realizzare, sostituire, aggiornare il
proprio sistema «mission criticai», che
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
GRANDI SISTEMI
Mihtecufity
Ecco come Unisys descrive la concezione dei sistemi 2200 : da una parte l'apertura al mondo esterno,
dall'altra i servizi altamente affidabili offerti dalfarchilettura proprietaria.
gestisce funzioni essenziali alla genera-
zione del fatturato dell'azienda stessa,
che opera in attività produttive conti-
nue, sette giorni alla settimana, 24 ore
a! giorno. In questo contesto il termine
irmission criticali j vuol significare che,
nel caso il sistema non sia disponibile, il
processo di generazione del servizio o
di produzione del prodotto si blocca.
Vengono considerati per l'applicazio-
ne «mission criticai» OLTP sia un siste-
ma tradizionale che un sistema Gladia-
tor II sistema tradizionale considerato
fornisce livelli di disponibilità attorno al
99,3 per cento, mentre il sistema Gla-
diator considerato è operativo per il
99,99 per cento del tempo. Dividendo il
fatturato annuo dì 1 miliardo di dollari
dell'azienda in questione per 24 ore al
giorno e poi per 365 giorni all'anno, si
ottiene un fatturato orario di 114.156
dollari. Parimenti, se si sottrae la dispo-
nibilità del sistema tradizionale (0,993)
da quella del sistema Gladiator (0,999) e
si moltiplica per 24 e per 365, si trova
che quest'ultimo sarà in servizio per 60
ore in più all'anno rispetto al sistema
OLTP tradizionale.
In molte attività commerciali, come
per esempio le prenotazioni viaggi, il
fatturato perso per il fermo del sistema
non è recuperabile.
Se si considera questo caso nel cal-
colo in esame, le 60 ore di generazione
del fatturato o prodotto/servizio ai valori
descritti vale per la società in questione
6.849.300 dollari annui.
Se Si prende ora questo valore e lo si
Le armi del Gladiator
Un sistema Gladiator non è semplice'
mente un mainframe, ma una combinazio-
ne di prodotti hardware e software stretta-
mente integrati, che ha come centro l‘ln-
formation Hub. Questo viene definito co-
me l'insieme delle funzionalità richieste per
un particolare impiego.
Lo schema tipico di un Gladiator pre-
vede:
— due o più unità centrali composte da
host della serie 2200 (2200/400. /600ES.
/900), un Record Look Processor e una
serie di unità periferiche;
— il GPTS (General Purpose Transaction
System), che è l’ambiente preconfigurato
del software di sistema;
— una serie di prodotti softwa-
re della System Base 4 del si-
stema operativo OS1 100.
Unisys offre ai suoi clienti una
sene di soluzioni integrate, in
pratica dei «pacchetti# (Il corret-
tamente dimensionati e già col-
laudati. Questo riduce in misura
notevole i tempi di avviamento
del sistema.
Tra le caratteristiche più im-
portami del Gladiator c'è la pos-
sibilità di funzionamento «non
presidiato», il che significa che i 2200 non
richiedono la presenza di operatori (minori
costi per il personale e minori possibilità di
errori umani); una singola stazione di lavoro
Unisys U6000A/VS può tenere sotto con-
che; ogni host dispone di una propria copia
del sistema operativo, il che permette non
solo di pianificare fermate parziali del siste-
ma, ma anche di assicurare la continuità
delle operazioni anche in caso di cadute
hardware o software dei singoli componen-
ti; le memorie di massa sono duplicate e
lavorano in parallelo, proteggen-
L’elemento più impor-
tante, il Record lock Processor,
non solo ha una struttura ridon-
dante (quattro unità, una delle
quali può sostituire automatica-
mente quella in disaccordo fra le
tre che lavorano normalmente),
ma anche sistemi di alimenta-
zione e raffreddamento
completamente du-
plicati.
trollo tutti gli host grazie a una LAN indi-
pendente che interfaccia le postazioni ope-
rative intelligenti Smart di ogni host. Le
stazioni Smart sono dotate di un'applicazio-
ne basate su strumenti di Intelligenza Artifi-
ciale che automatizza tutte le operazioni di
controllo.
A tutti i livelli sono previ-
ste soluzioni ridondanti
che
di controllo multiple
verso le periferi-
Sistemi Gladiator 2200/400. Sono sistemi
precoci figurar/ per specifiche esigenze dì
elaborazione transazionale e possono essàre
espansi con l'uso di « building bocks ».
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
GRANDI SISTEMI
proietta all'8 per cento annuo, per rap-
presentare il tasso atteso di crescita
dell'azienda e lo si calcola per un perio-
do dì cinque anni di attività, si trova un
vantaggio di 40,2 milioni di dollari per il
sistema Gladiator rispetto al sistema
OLTP tradizionale.
Hub, il mozzo della ruota
Tutto questo serve anche per dire,
con eleganza, che i Gladiator costano
qualche dollaro più dei concorrenti, ma
che la differenza costitusce un ottimo
investimento.
I Gladiator sono mainframe rigorosa-
mente proprietari. Allo stato attuale del-
la tecnologia i più potenti monitor tran-
sazionali girano su sistemi proprietari (è
il caso, per esempio, del TP8 di Bull). In
questi casi il monitor transazionale può
essere considerato parte integrante del
sistema operativo stesso, quando non
si tratta addirittura di un sistema opera-
tivo transazionale, come abbiamo visto
per il sistema di prenotazioni dell'Alitalia
(in Cittadini & Computer sul n. 118). Ora
il mercato chiede sempre di più sistemi
aperti, macchine in grado di collegarsi
con il maggior numero di sistemi di altri
fabbricanti, e i mainframe proprietari
sono nati sempre molto «chiusi», per
motivi commerciali prima ancora che
tecnici. La soluzione tradizionale del
problema consiste nel dotare il cervello-
ne di un complesso di interfacce desti-
nate al dialogo con l’esterno, cioè di
aggiungere alcune funzionalità di aper-
tura a un sistema di per sé chiuso.
In casa Unisys sono partiti da un
concetto diverso, che può essere visua-
lizzato con una figura composta di due
cerchi in parte sovrapposti. Uno dei
cerchi rappresenta il concetto di «mis-
sion criticai», l'altro il concetto di aper-
tura.
La zona di sovrapposizione costitui-
30 CPU.
sce il nocciolo del sistema, insomma il
Gladiator. Alla base di un sistema Gla-
diator c'è quello che Unisys definisce
«Information Hub» (hub in inglese è il
mozzo della ruota). Forse è solo una
questione di immagine, ma in questo
caso descrive con efficacia un diverso
approccio al problema.
Porre un'idea di questo tipo alla base
di un grande sistema significa superare
in qualche modo il concetto di mainfra-
me, non solo da un punto di vista di
immagine commerciale, ma di conce-
zione stessa del centro di eleborazione.
La visione tradizionale definisce «host»
l'insieme centrale di un sistema; Unisys
vede il Gladiator come un insieme di
host. destinati alla funzione di Informa-
tion Hub.
Quali sono le conseguenze pratiche
di tutto questo? È difficile descriverlo
senza usare il linguaggio degli speciali-
sti. Semplificando, si può dire che un
insieme composto da diversi host multi-
processore collegati in un'architettura
«closely coupled» (ad accoppiamento
stretto) può funzionare come un unico
sistema, ma con una distribuzione dei
compiti che assicura la continuità di
funzionamento anche in caso di caduta
di uno dei componenti. L'elemento
chiave è il Record Lock Processor, un
elaboratore specializzato che rende pos-
sibile l'uso coordinato della memoria di
massa in condivisione fra gli host. Lo
RLP è basato su quattro processori, che
eseguono in parallelo lo stesso compi-
to. Uno è di riserva, e se dei tre proces-
sori in funzione uno è in disaccordo con
gli altri due, viene automaticamente
messo fuori uso e sostituito dal quarto.
Il semplice elenco degli altri sistemi di
sicurezza richiederebbe uno spazio che
non abbiamo, ma a questo punto do-
vrebbe essere chiaro come Unisys af-
fronta il problema della sicurezza dell’e-
laborazione.
I mainframe del 2000
Abbiamo già visto l'importanza di un
sistema dotato di un’affidabilità superio-
re alla media; ora spostiamo l'attenzio-
Uscire dalla crisi
In tempi dì bilanci in rosso per i maggiori protagonisti dell'information technology,
Unisys riprende a produrre utili. Dopo una crisi molto pesante, i risultati degli ultimi
trimestri segnano un andamento positivo. Nel primo trimenstre di quest’anno è stato
registrato un utile netto di 48,3 milioni di dollari, contro i 98,2 perduti nello stesso
periodo del 1991.
James Unruh, presidente della Corporation, ha detto: «Riteniamo indice di sviluppo
veramente positivo il fatto che per la seconda volta consecutiva ci sia stato un aumento
degli ordini nell'ambito dei calcolatori nel settore commerciale degli USA», Nel secondo
e nel terzo trimestre la tendenza sembra confermata. «Mentre non possiamo che
essere cauti riguardo ai tempi e alla dimensione di una ripresa economica globale,
potremmo invece constatare qualche imminente segnale di miglioramento nel mercato
statunitense», ha sottolineato Ùnruh, affermando che il mercato europeo si sta rivelando
più lento nella crescita degli ordini.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
GRANDI SISTEMI
ne sull'aspetto applicativo. L'elaborazio-
ne transazionale è. evidentemente, il
campo di applicazione preferenziale di
questi sistemi: oltre alle linee aree, gli
elaboratori Unisys sono diffusi nel mon-
do bancario e nella gestione dei sistemi
telefonici delle grandi compagnie ameri-
cane, un altro settore dove l'OLTP deve
esprimere il massimo delle sue capa-
cità.
E Unisys sottolinea che i suoi sistemi
non hanno attualmente concorrenti in
questo campo. Alla base della struttura
del Gladiator c’è la XTPA (EXtended
Transaction Processing Architecture),
che consente la XTC (EXtended Tran-
saction Capacity) al sistema operativo
OS1 1 00. Questa funzionalità è stata re-
sa disponibile agli utenti nel 1989. IBM
ha annunciato la soluzione Sysplex, che
in teoria avrebbe le stesse capacità, due
anni più tardi, ma non la ha ancora resa
disponibile agli utenti. Secondo Data-
quest (una società di ricerche indipen-
dente) «Unisys possiede in realtà una
versione superiore a Sysplex completa
di ’ recovery” e supporto della modalità
'fault tolerant’ che Dataquest non può
sostenere come inclusa nel primo rila-
scio di Sysplex», E secondo Gartner
Group. IBM non riuscirà a fornire una
versione di Sysplex che assicuri certe
prestazioni, offerte da Unisys, prima del
1996.
Ecco quindi delinearsi una nuova con-
cezione del grande elaboratore, che può
far dire a Unisys di disporre dei calcola-
tori del ventunesimo secolo.
Aggiungiamo ora un altro aspetto det-
l'architeftura del Gladiator. Nato come
progetto «Mercury» nei primi anni '80.
esso non costituisce un elemento di
rottura con i sistemi precedenti, il 1100
e i primi modelli della serie 2200, al
punto che un utente di questi sistemi
può costruirsi in casa un Gladiator sce-
gliendo un certo numero di «building
blocks» (blocchi costruttivi) nel catalogo
della casa, conservando tutte le applica-
zioni già in uso: ci sono clienti che
fanno girare sui nuovi sistemi software
scritti negli anni 70, non più modificabili
per la perdita dei programmi sorgente!!
Un altro primato vantato dalla casa
riguarda la tecnologia delle banche dati.
La complicata sigla XTC-TIP/UDS (EX-
tended Transaction Capacity — Tran-
saction Interface Package / Universal
Data System) descrive un sistema che
permette alle applicazioni in esecuzione
sugli host multipli di condividere archivi
TIP o OS1 100 UDS (due standard Uni-
sys) e, nello stesso tempo, aumentare il
numero di transazioni che un sistema
Gladiator può eseguire nell'unità di tem-
po, Mentre di solito l'accesso a basi di
dati di natura differente provoca un ral-
lentamento delle operazioni. Oltre a
questo, un sistema Gladiator può acce-
dere in maniera del tutto trasparente a
tutti i formati di dati più diffusi in am-
bienti di altri costruttori.
OPEN 2200
Questa è una delle ragioni che giusti-
ficano la denominazione OPEN 2200
data alla gamma più alta degli elaborato-
ri Unisys. Questo è un altro punto im-
portantissimo per un sistema informati-
co che guarda al futuro, l'interoperabilità
con sistemi di altri costruttori, oltre che
con il mondo UNIX. Come viene rea-
lizzata quest'apertura?
Intorno al mozzo della ruota, l'Infor-
mation Hub, risiedono tre elementi che
vengono definiti «Open Capabilities»,
«Premium Capabilities» e «Comple-
mentary Capabilities». Cioè apertura
agli standard ufficiali, più un valore ag-
giunto (premium) all'apertura, più fun-
zionalità complementari: queste per-
mettono la coesistenza non solo con gli
standard, ma anche con ambienti e pro-
dotti selezionati appartenenti ad altre
architetture propretarie, leggi IBM, che
costituiscono lo standard di fatto nel
mondo dei mainframe. Ma, attenzione:
non si tratta di compatibilità nel senso
usuale del termine, ma di totale intero-
perabilità. L'architettura SNA di IBM è
stata implementata all’interno di Open
2200, al punto che è possibile costruire
una rete SNA con macchine Unisys.
Detto questo, appare addirittura ovvia
la compatibilità, o l'interoperabilità dei
sistemi Unisys, con i protocolli di comu-
nicazione più diffusi, dagli standard ISO-
II 2200/900
Il modello più alto della gamma Unisys 2200 rappresenta un passo avanti nella
tecnologia costruttiva dei grandi sistemi. Il suo cuore è costituito da una sola piastra che
integra CPU, memorie interne e canali di collegamento. In pratica tutto risiede su un
«chippone» grande come una mattonella, progettato da Unisys e realizzato da Motorola
con tecnologie d'avanguardia. Per diminuire i percorsi dei segnali, e quindi aumentare la
velocità di elaborazione, le memorie non sono affiancate, ma sovrapposte alla CPU,
come un sandwich di silicio.
Le tecnologie dei semiconduttori vedono la presenza sia delle logiche bipolari ECL,
molto veloci, sia dei CMOS (Complementary Metal Oxide Silicon) e BiCMOS, che
rappresentano lo stato dell'arte nel settore.
A seconda della configurazione, un 2200/900 può avere da due a otto processori, che
controllano una memoria principale che può arrivare a 2048 MB,
Le prestazioni? Nella configurazione massima attualmente disponibile 116 host a 8
processori ciascuno) si arriva a 22.000 transazioni al secondo, un valore che si pone ai
vertici assoluti dei sistemi attuali per 1‘eiaborazione transazionale.
Un sistema 2200/900. basato su tecnologie (/'avanguardia. I sistemi 2200/900 rappresentano lo stato
dell'arte nella realizzazione di grandi sistemi.
MCmicrocomputern. 123 -novembre 1992
199
GRANDI SISTEMI
Mondin: il nome del mainframe
Nel corso di quest'articolo abbia-
mo parlato quasi esclusivamente di
grandi sistemi, mentre per altri fab-
bricanti ci siamo soffermati di più
sulle macchine della fascia interme-
dia. Il motivo è semplice: per Uni-
sys i mainframe, o comunque li si
voglia chiamare, hanno un'impor-
tanza strategica molto più alta di
quella dei mini, in contraddizione
con la tendenza dominante, che ve-
de nelle reti e nell'informatica distri-
buita le architetture vincenti per il
prossimo futuro. L'intervista con
l'ìngegner Lorenzo Mondin, diretto-
re Product Management di Unisys,
riveste quindi un interesse partìco-
Ingegner Mondin, tutte le informa-
zioni che ho ricevuto fino a questo
momento su Unisys riguardano i
sistemi di fascia alta, i mainframe.
Devo dedurne che alla vostra società non
interessano i sistemi della fascia inter-
media?
Prima di lutto devo dire che ormai non è
facile definire le macchine In termini tecno-
logici. Noi ci troviamo sempre più in grandi
difficoltà nel dire: questa macchina e un
mainframe, questa è una macchina diparti-
mentale, o è un minicomputer, che altra
parola terribile! Quando un computer è
mini? Non dobbiamo chiarire le differenze
aprendoli, togliendo le viti, guardando le
schede, ma in termini funzionali. Prendia-
mo per esempio il nostro 2200. Noi definia-
mo questa macchina come una delle mi-
gliori scelte per determinati ambienti. Per-
ché? Il modo migliore di introdurre il discor-
so è far scontrare tra loro due temi. Uno è
il nome dì una macchina di tipo proprieta-
rio, e l'altro è la parola «open», aperto,
Anche se questa è una parola tipica del
mercato inferiore... Il 2200 è la soluzione
per offrire un ambiente di tipo apèrto in un
mondo dove servono servizi ad alta integri-
tà, cioè molto affidabili. Adesso noi definia-
mo questa macchina come una delle mi-
gliori scelte tra le piattaforme medio-gran-
di, che offre un'interoperabilità di tipo aper-
to,. unita a un'alta integrità. Qualche tempo
fa avremmo detto una cosa diversa.
Avremmo detto che è una macchina che
serve per fare tante transazioni. Diciamo
che questa frase sulle transazioni era suffi-
ciente anche solo un anno fa.
Lei ha centrato un punto importante. Da
un po' di tempo a questa parte c'è stata
una specie di rivoluzione nel modo di inten-
dere i sistemi informatici, passando dalla
valutazione delle prestazioni come elemen-
to di scelta all'apertura come requistìto
primario. Ora lei mi dice: fino a qualche
tempo fa avrei vantato la potenza, oggi
vanto l'apertura. Fino a che punto questo
cambiamento di immagine corrisponde a
un cambiamento di sostanza ?
Le posso dare due risposte. Una specifica
di questo prodotto e una sulla direzione del
mercato e anche sulle nostre decisioni
strategiche. Il concetto di apertura nacque
nel momento in cui IBM presentò il PC,
stimolando la competizione tra diversi fab-
bricanti. Due anni dopo gli utenti si accor-
sero che potevano fare una cosa bellissi-
ma, che non erano mai riusciti a fare prima,
nonostante ci fossero già gli standard. AN-
SI e altri: potevano comperare una scatola
da uno, una scatola dall'altro, metterle vici-
ne e dimenticarsi che gliele aveva date.
Questo ha generato una valanga. L'apertu-
ra è una richiesta reale del mercato, quindi
non e un'etichetta. E che cosa fanno i
fornitori? Tentano di rispondere a questa
richiesta, che è molto forte. Poi ci sono le
mode, come quella del RISC...
Vuol dire che il RISC non è una vera
innovazione tecnologica?
Noi in Italia vendiamo sistemi editoriali
che fanno uso di RISC, ma come «corpora-
tion» abbiamo decìso che RISC non vale la
spesa. L'abbiamo avuto per un po', poi
l'abbiamo abbandonato. Secondo noi costa
al produttore di più di quello che promette.
Ci sono delle ricerche dell'AlM che metto-
no a confronto diversi sistemi UNIX e di-
mostrano che forse Intel ha ragione, e noi
anche. Quando abbiamo annunciato che
avremmo seguito solo la stada CISC, o
CRISP ( Compie x Reduced Instruction Set
Processing, la risposta Intel al RISC. n.d.r.J,
abbiamo spiegato così la nostra scelta: se
facciamo una tabella dove da una parte
elenchiamo tutte le possìbili applica-
zioni e i prodotti disponibili, e dall'al-
tra meniamo su una colonna la tec-
nologia CISC, cioè Intel, e sulle altre
colonne le varie propste RISC, e poi
mettiamo una serie di crocette do-
ve esiste la disponibilità di applica-
zioni, vediamo che solo nella colon-
na Intel ci sono tutte le crocette,
mentre sulle altre ci sono grandi
buchi, lo, Unisys, da chi vado per
approvvigionarmi di potenza di cal-
colo? Vado da Intel, che ha le cro-
cette su tutte le righe. Insomma,
seguo lo standard di fatto. Lei mi ha
fatto una domanda, dove sono le
chiacchiere e dov'è la sostanza, io
le rispondo noi andiamo in questa
direzione. Secondo me l’Importante
è essere conformi agli standard che
in questo momento sono disponibili
sul mercato, fornire l'interoperabili-
tà. Però, siccome abbiamo una tra-
dizione alle spalle, dobbiamo garantire di
conservare certi attributi, una cena capaci-
tà di essere superiori, di avere un vantag-
gio competitivo, che è quello che ci chiedo-
no I nostri clienti. Per questo noi abbiamo
cambiato il nome del mainframe in Infor-
mation Hub, che dovrebbe essere il siste-
ma centrale di un'azienda. Noi vediamo
questo Information Hub come il luogo dove
abitano certe funzioni vitali per l'azienda.
Funzioni «mission criticai», in termini di
applicazioni transazionali da una parte e di
sistemi di garanzia dei dati dall'altra, circon-
date da capacità superiori a quelle offerte
dai sistemi standard. Poi, in termini di
interoperabrlità, vado a parlare con il resto
del mondo. È importante dire che il dialogo
con il resto del mondo deve avvenire attra-
verso servizi aperti. Perché lo abbiamo
chiamato Information Hub? Perché avver-
tiamo nel mercato il bisogno di questo tipo
di ruolo, perché ci sono aziende che hanno
applicazioni mission criticai, che hanno bi-
sogno di soluzioni grandi, complesse, situa-
zioni dove c'è II problema che le risorse
necessarie sono maggiori di quelle che può
fornire una singola macchina. Chiaramente
l'altra cosa che deve essere garantita è una
integrità di alto livello, A noi non serve
un'affidabilità come quella del PC. che è
molto alta, ma che se qualcosa non va, lo
spengo, lo riaccendo e riprendo a lavorare.
Ma se prendiamo il solito esempio della
prenotazione dei posti sulle linee aeree,
devo garantire che il sistema non si spen-
ga. Questo è il nostro valore aggiunto. Poi
c'è l'apertura.
A proposito dì apertura: altri produttori,
come IBM, presentano i loro sistemi pro-
prietari come apeni agli standard. Che dif-
ferenza c'è tra la loro impostazione e la
vostra?
MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992
GRANDI SISTEMI
C'è apertura e apertura. Da una parte c'è
uno schema che promette aperture ottenu-
te inserendo qualcosa tra il loro sistema e
l'esterno, noi abbiamo un sistema intrinse-
camente aperto. Noi diciamo semplice-
mente che queste macchine rispettano le
direttive di X-Open, con prodotti presenti
nel nostro catalogo, sia pure a livelli diversi
di implementazione. Entro la prima metà
degli anni '90 tutti gli standard saranno
presenti all’Interno di una macchina pro-
prietaria per eccellenza, come il 2200. An-
che se le applicazioni X-Open faranno anda-
re le macchine più piano I
Ma è ormai un fatto noto che in molti casi
la potenza di calcolo serve a far girare le
interfacce più che le applicazioni...
Certo, lo vediamo anche sui personal:
megabyte di memoria solo per far vedere
le Cose a colori...
Qualcuno ha detto che non si investe più
sui mainframe. In effetti, si tratta di investi-
menti molto alti che devono essere ripartili
su un numero relativamente basso di in-
stallazioni.
Cosi si va avanti con aggiornamenti sulle
vecchie architetture...
Questo è abbastanza vero.
Ora le chiedo: su un sistema innovativo
come il Gladiator. quanto c'è di investimen-
to reale e quanto è... lifting? Non è frutto di
un grosso investimento?
Si e no. Dal punto di vista tecnologico è il
risultato di un investimento di media porta-
ta, per la sua fascia di mercato, perché
abbiamo consolidato all'interno di una pro-
posta una serie di caratteristiche che erano
già intrinseche nelle macchine componenti.
In più abbiamo fatto uno sforzo in termini
di ristrutturazione del software e dell'offer-
ta stessa, ed è costoso portare un prodotto
sul mercato. Anche se i nostri clienti sanno
che è possibile fare un Gladiator prenden-
do pezzi qua e là dal nostro catalogo,
comunque è un investimento di un certo
rilievo. Per una società annunciare un nuo-
vo prodotto, indipendentemente da suo
contenuto tecnologico, è sempre uno sfor-
zo pesante. E gli annunci di hardware di
nuova generazione sono sempre investi-
menti molto forti.
Hardware di nuova generazione: il 2200/
900, se ho capito bene. Quali sono le
novità effettive di questa macchina ?
Ceno, è la macchina più grossa della sua
classe. Noi abbiamo due accordi strategici
per quanto riguarda i chip. Uno è con Intel
e riguarda i sistemi standard: loro ci antici-
pano gli sviluppi della tecnologia dei chip e
noi costruiamo i nostri sistemi standard
intorno ai questi chip. Ma il 2200/900 non è
una macchina standard in termini di tecno-
logia. è una macchina completamente pro-
prietaria. Il chip lo facciamo con Motorola,
che è il portabandiera del RISC, perché
probabilmente gli inventori del RISC hanno
una capacità tecnologica di base più ag-
gressiva.
Ma il 2200 non è una macchina RISC...
Si, è una macchina CISC, molto CISC...
Uno solo chip, una sola scheda di grande
complessità, È il contrano dell'architettura
distribuita, noi stiamo facendo il contrario
del downsizing. Nel momento II cui il pro-
blema è consolidare e dare potenza, si va
in questa direzione. In otto anni abbiamo
portato sul mercato due novità tecnologi-
che importanti: il 1100/90 che è stato una
macchina di grande interesse, ne abbiamo
vendute molte anche in Italia; è seguito il
2200/600, e poi abbiamo annunciato il
2200/900 che ha delle caraneristiche molto
più avanzate, parliamo di un milione di
porte logiche sulla stessa piastra. È staro
realizzato un l■(impacchettamentOl> molto
spinto, per diminuire i percorsi dei segnali,
l'unico modo per assicurare certe velocità
di elaborazione. Le memorie interne sono
montate non accanto, ma sopra la CPU.
Crediamo che questa tecnologia, che è
nostra, non Motorola, sia la più avanzata
sul mercato in questo momento. Purtroppo
non siamo riusciti a mantenere il raffredda-
mento ad aria dei modelli inferiori, siamo
dovuti tornare al raffreddamento a liquido.
Noi riteniamo che il 2200 sia particolarmen-
te adatto aH'ambiente transazionale, dove
serve una forte capacità di gestione del
traffico di dati. Attualmente il transazionale
è gestito attraverso un sistema proprietario
che chiamiamo TIP, ma abbiamo un piano
di implementazione delle regole per l’OLTP
secondo X-Open (XPG-3), per offrire al
clienti la scelta tra prestazioni elevate, con
TIP, e prestazioni standard, che fatalmente
saranno più lente.
E adesso parliamo dei mini.
Mi pare di aver detto, all'inizio, che non mi
piace fare questa distinzione. Quando Digi-
tal introdusse i Vax. esisteva una struttura
elettronica, una struttura fisica, che distin-
gueva le macchine proprietarie dai mini, ed
era appunto la struttura del Vax. Oggi non
si può dire quale sia la distinzione tra l'una
e l’altra categoria.
Allora giriamo la domanda: i sistemi UNIX
di Unisys.
Perfetto. Noi distinguiamo macchine che
servono l'impresa e macchine che servono
il dipartimento. Riteniamo che un certo tipo
di macchine, basate su certe tecnologie,
servano meglio a livello dipartimentale o a
livello inferiore. E quando parliamo ai nostri
clienti di questo tipo di macchine, parliamo
del mondo UNIX. Qui devo fafe due preci-
sazioni - in quel mercato noi riteniamo che
sia più rilevante lo standard del valore
aggiunto, mentre a livello superiore è piu
rilevante il valore aggiunto dello standard. E
MCmicrocomputer n. 123- novembre 1992
importante che un mini sia facile da reperi-
re, da installare, che sia aperto alle applica-
zioni di mercato. Quindi abbiamo scelto
UNIX, e nell'ambito UNIX la tecnologia
Intel, che è quella che cl garantisce il
maggior numero di crocette nello schema
di cui parlavamo prima, con sistemi mono
o multiprocessore.
In realtà i nostri UNIX non sono omoge-
nei, nel senso che fino ad un certo livello
usiamo un'architettura nostra, mentre per i
sistemi della fascia alta, che qualcuno chia-
ma UNIX-mainframe. usiamo macchine co-
struite dalla Sequent. Dunque Unix perché
è il più diffuso, Intel per i motivi che
dicevamo, Sequent perché hanno una tec-
nologia più avanzata nella parallelizzazione
dei processori.
Questa si chiama Realpolitik I Ma veniamo
a un altro argomento, che non può manca-
re in un'intervista su un protagonista del
mondo dell'informatica: la crisi del merca-
to. Come vede la situazione Unisys ?
Le do due notizie contrastanti. La prima è
la percezione del mercato italiano: sembra
che tutti stiano portando i soldi in Svizzera,
non c’è nessuno che spenda una lira. La
seconda riguarda Unisys nel suo insieme.
È andata male, molto male, fino a un anno
fa. Nel corso del ’9i abbiamo iniziato una
serie di azioni di ristrutturazione, di raziona-
lizzazione, sono state chiuse anche delle
linee di prodotto, per cui dal quarto trime-
stre del '91 siamo in attivo, abbiamo conti-
nuato a fare profitti. Abbiamo ricominciato
a pagare i dividendi sulle azioni.
Come inquadrare la situazione di Unisys
nel panorama generale, che tutti definisco-
no molto pesante ?
Le nostre difficoltà derivavano dalla som-
ma di due problemi: uno. la crisi del merca-
to statunitense, che aveva fermato soprat-
tutto le commesse pubbliche e le linee
aree, due settori per noi molto importanti,
il secondo problema era che noi eravamo
in una fase di rinnovamento tecnologico.
Tra il '90 e il '91 noi abbiamo rifatto il parco
tecnologico. Siamo entrati nel '91 comple-
tamente ristrutturati e con un'offerta molto
forte in tutte le fasce di prodotto. Negli
Stati Uniti c'è stata una ripresina, in partico-
lare si è mosso un po’ il mercato pubblico,
e questo ci ha portato fuori dalla cosi.
Mentre qualche vostro concorrente arran-
ca ancora.
Evidentemente non hanno avuto gli stessi
tempi, ma anche loro si stanno muovendo.
Le informazioni che abbiamo dall'estero, in
particolare dagli USA, in termini di perce-
zione del mercato, parlano di una forte
ripresa, almeno dal nostro punto di osser-
vazione. In Italia la situazione è molto più
pesante, c'è una fuga di capitali, non c'è
alcuna propensione agli investimenti, c'è
anche l'insolvenza di molti compratori, È
tutto fermo.
201
GRANDI SISTEMI
OSI al TCP/IP. I sistemi soddisfano le
specifiche attuali di X-OPEN, XPG-3, e
si preparano alle XPG-4. Cioè, in teoria,
per connettersi a un sistema UNIX, ba-
sta collegare un cavo. Non si tratta di
funzionalità aggiunte a sistemi nati chiu-
si e successivamente resi aperti, in mi-
sura più o meno ampia, a standard
diversi. Le diatribe tra sistemi proprieta-
ri e UNIX, l'idea di downsizing, non
interessano i progettisti della casa ame-
ricana. Il sistema è proprietario (difficile
realizzare applicazioni «mission criticai»
mettendo insieme pezzi di provenienza
diversa!), ma questo non significa diffi-
coltà di comunicazione con mondi estra-
nei. OPEN 2200 nasce come sistema
aperto, la presenza di un’architettura
proprietaria è dovuta soltanto alla ne-
cessità di raggiungere certe prestazioni.
I sistemi intermedi
Fin qui abbiamo parlato solo di grandi
elaboratori. Ma anche Unisys si pro-
spetta come fornitore globale di Infor-
mation technology. e in ogni caso oggi
non è pensabile un mainframe che non
abbia collegati degli elaboratori pili pic-
coli, sia nell'ambito stesso del centro di
elaborazione, sia in un'architettura di-
stribuita. E quindi ci sono anche dei
mini targati Unisys, ma non hanno nulla
di proprietario: sono rigorosamente
UNIX, Non si tratta di sistemi qualsiasi,
dato che il rapporto dell’AlM (una socie-
tà indipendente specializzata nella valu-
tazione di sistemi standard), colloca gli
U6000 ai primi posti nelle classifiche
che pubblica periodicamente su «UNIX
System Performance Guide». Nell'edi-
zione dell’estate ’92 i mini Unisys han-
no superato i sistemi della concorrenza
in otto test su undici. Sottoposti ai
benchmark dell’AlM. che riportano le
prestazioni di picco e le prestazioni
«sotto sforzo»i con un elevato carico di
lavoro/utente, gli U6000 si sono guada-
gnati nove primi posti, sette secondi
posti e quattro terzi, rientrando comun-
que nei primi sei per ogni tipo di prova.
Essi sono prodotti in parte dalla stes-
sa Unisys (i modelli più potenti, che
raggiungono prestazioni da piccoli
mainframe, sono costruiti in America
dalla Sequent), e sono tutti basati su
tecnologia CISC, con processori Intel.
Qui si incontra un'altra impostazione
originale. Unisys non ha adottato la
tecnologia RISC, sulla quale altri co-
struttori hanno puntato le loro carte per
il futuro. Il motivo, ancora una volta, è la
maggiore apertura che i sistemi basati
su processori Intel presentano nei con-
fronti delle architetture RISC (se ne
parla più diffusamente nell’intervista al-
l’ ingegner Mondin). Nei fatti, ogni siste-
ma RISC è un sistema proprietario e
può far girare un numero relativamente
ridotto di applicazioni. Invece il sistemi
basati sui processori Intel costituiscono
uno standard di fatto e possono far
girare praticamente tutte le applicazioni
disponibili sul mercato. Grazie a un ac-
cordo con Intel, Unisys dispone delle
caratteristiche dei nuovi processori
mentre essi sono ancora allo stadio di
sviluppo, e può quindi sfruttare un certo
vantaggio sui concorrenti. Le sue ver-
sioni di UNIX SVR4 aprono quindi la
strada alle implementazioni che saranno
adottate successivamente. È significati-
vo il fatto che la casa non abbia messo
a punto un «suo» UNIX, ribattezzato e
personalizzato, ma lavori sulla versione
standard con nuove implementazioni.
Proprietario aperto sulle macchine più
potenti, rigorosamente standard su
quelle intermedie. E, in più, alcune scel-
te controcorrente, come il rifiuto del
RISC. E una strategia diversa da quella
della maggior parte dei concorrenti, tan-
to diversa da disegnare un concetto del
tutto originale del grande sistema infor-
mativo. E una strada vincente?
Prima di essere Unisys, la Remmg-
ton-Rand-Sperry-Burroughs, ecc. ha
avuto vicende travagliate, dovute spes-
so a scelte che non si sono rivelate
corrette. Tra le grandi case dell'informa-
tion technology è stata la prima, nel '90,
ad andare in rosso. Ma oggi è la prima a
riprendersi, la prima che può guardare al
futuro con un certo ottimismo. I bilanci
che tornano in nero mentre si parla
ancora di crisi sono un buon passa-
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UNIX
a cura dì Corrado Giustozzi
Unix, amato e odiato da esattamente vent’anni. Unix, più che un sistema operativo
una religione. Unix, un progetto sperimentale nato quasi come un gioco fra amici e
diventato la pietra miliare di un nuovo modo di concepire i sistemi operativi.
Unix, il primo sistema operativo scritto in un linguaggio ad alto livello ed il primo
sistema operativo portatile. Unix, simbolo dei sistemi aperti.
MCmicrocomputer non si è finora occupato direttamente di Unix se non
indirettamente: a livello tecnico nelle puntate dedicate negli scorsi anni al linguaggio
C ed a livello strategico/commerciale con i vari reportage dalle mostre e dalle
convention quali quelle organizzate da I2U.
Era però da molto tempo che avevamo in animo di dedicare uno spazio istituzionale a
questo sistema operativo che sta godendo di un sempre maggior successo
commerciale.
Purtroppo non è facile trovare nuovi spazi in una rivista di qualche centinaio di
pagine, nelle quali è necessario far convivere decine di rubriche tutte ugualmente
importanti ed interessanti.
E comunque, una volta trovato lo spazio, esso deve essere sempre gestito ai
consueti livelli di qualità cui siete giustamente abituati.
È dunque con personale piacere che introduco questo mese quello che è un primo
tentativo di dedicare a Unix un proprio angolo su MC.
Si tratta per ora di poco più che un esperimento, ma l'idea è quella di farlo crescere
e consolidare in un appuntamento mensile nel quale si possano trattare sia questioni
tecniche che questioni di mercato, magari in due sotto-rubriche indipendenti.
Questo primo spazio si rivolge dunque al futuro... guardando indietro , owerossia
ripercorrendo la storia commerciale di Unix in questi ultimi anni attraverso la bocca
ed i pensieri di chi ha contribuito, nel bene e nel male, a farne un sistema alla portata
economica di tutti.
Se l'idea di una rubrica fissa di Unix vi interessa non mancate di farcelo sapere ;
potremo cosi vararne definitivamente il progetto e magari studiare assieme la forma
e la priorità degli argomenti da trattare.
Corrado Gìustozzì
Purché sia Unix
di Leo Sorge
Cinque anni di Unix, con speranze, colpi di scena e colpi bassi. Cinque anni d'interviste, di
Convention I2U e di occasioni più o meno importanti sui sistemi aperti
Mips = 2 (onno ' 1984 ' Bill Joy, 1984.
Nel 1990 il 90% delle piattaforme avrà
(solo) Unix. John Mashey, Mips, 1986.
1988
Il 1988 vede una situazione fluida, di
sviluppo sia delle tecnologie che del
mercato. È da poco fallito il primo blitz
di AT&T, che ha cercato dì monopoliz-
zare il mercato accordandosi per rila-
sciare il codice delle future release di
Unix solo a Motorola, Zibg, Intel e Na-
tional, tutti costruttori di microprocesso-
ri. Nel software sono cinque gli interlo-
cutori: Microsoft, Sco, Microport, Inte-
ractive ed Everex. IBM ha da poco rila-
sciato le prime versioni di AIX, e sta per
lanciare i Ps/2 con Dos in attesa
dell' OS/2; Sun non fa ancora parte del
gotha; Apollo lancia l'idea di Osf.
In questo panorama riusciamo a par-
lare con i rappresentanti delle società
più salienti: IBM, decisa a recitare an-
che per Unix un ruolo primario se non
per fatturato, certo per importanza: In-
teractive, società d'ingegneri del soft-
ware di grande esperienza, che in qual-
che modo ha seguito il mercato senza
scossoni ed oggi è approdata alla Sun,
206
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
UNIX
nel frattempo esplosa ; ed Infine Micro-
port, l'unica delle cinque del software
ad essere stata costretta alla resa del
chapter eleven f il fallimento ) da una po-
litica dissennata e dispendiosissima nel
tentativo di monopolizzare il mercato
Unix proponendo System V 2.0 e Do-
smerge per sistemi 80286. per di più
sia AT che Ps/2,
Microport
A soli 34 anni, Chuck Hickey è il Pre-
sidente di Microport, società statuniten-
se che sviluppa e distribuisce Unix e
software applicativo per hardware basati
sui microprocessori Intel 80X86. Nel
1988 Microport è la seconda società
USA per fatturato nell 'ambito Unix-Xenix
(la prima è SCO), e detiene il 15% del
mercato.
Cosa pensa di Open Software Founda-
tion ?
Ha le potenzialità per dare grossi risultati,
e spero che lo faranno.
Ma sul 386 penso che non avrà alcuna
conseguenza* sta per arrivare Merged
Unix, la versione che fonde il prodotto
AT&T con Xenix, emergerà in tutto il mon-
do come standard, e nessuno riuscirà a fer-
marlo.
Lei crede cosi tanto nel mercato del 386 ?
Oh si, è un mercato incredìbile!
Per gli utenti è una gran comodità avere
a disposizione un vero minicomputer che
con 10.000 dollari ha 16 posti di lavoro, e
con delle possibilità mai raggiunte finora.
Ma non c'è la concorrenza di altri proces-
sori. come i Motorola 680X0 o i Risc ?
Si. sono degli ottimi processori, e special-
mente la famiglia Risc è davvero interes-
sante. Il problema è che per la famiglia
68000 non esiste uno standard di compa-
tibilità binaria, cioè non si può trasportare
un'applicazione da un hardware all'altro
semplicemente trasferendo il dischetto.
Per il 386 questo invece esiste, e il so-
ftware scritto sotto Microport gira sotto In-
teractive e viceversa, ed eventualmente
anche sotto SCO Xenix.
L'unico paragone possibile tra Unix 386
e altri standard di mercato è con MS-DOS:
quello che è successo con il sistema di Mi-
crosoft sta ora succedendo con Unix 386.
rispettando le proporzioni.
Esemplo di integrazione VidooPix in ambienr Open Look.
Qual è l’attuale posizione di Microport sul-
la fusione Unix-MS/DOS ? Voi proponete il
DosMerge di Locus, mentre Interactive ha
il suo VP-iX. Può fare un confronto ?
Sono due prodotti che fanno la stessa co-
sa in due modi molto diversi. VP/iX è stato
scelto da AT&T, mentre DosMerge da IBM
per AIX. Noi vendiamo l'Unix di AT&T, ma
parallelamente portiamo Dos- Merge, sia
perché lo riteniamo tecnicamente superio-
re che perché è disponibile sia per il 286
che per il 386, rendendo disponibile un'u-
nica interfaccia in sistemi con hardware di-
versi. Comunque è fuor di dubbio che su
questo punto il mercato si dividerà tra i due
prodotti.
Come vede i PS/2 in ottica Unix ?
M icroport è finora l'unica ad aver annun-
ciato la disponibilità di System V sotto i mo-
delli 50 e 60 -quella per l'80 è in versione
beta.
Microport ha una politica di prezzi aggres-
siva. dato che i suoi prodotti costano meno
di quelli dei suoi concorrenti. Crede che sia
questa una politica vìncente ?
No, e certamente non lo è in questo mo-
mento. Ma noi dobbiamo guardare al fu-
turo: tra qualche tempo il prodotto di AT&T
sarà disponibile in molte versioni, molte più
dì quante si possa adesso ipotizzare.
Allora i prezzi caleranno naturalmente, e la
concorrenza sarà forte. Ma sarà anche dif-
ficile abbassare ì prezzi.
Interactive
È una delle cinque società che nel
1988 orbitano intorno a System V (le al-
tre sono Microport. SCO. Microsoft e
Bell). La signora Mofazali è Marketing
Services Coordinator della società, ed ha
la funzione di tenere aggiornati i distri-
butori dei loro prodotti. A lei facciamo le
stesse domande rivolte ad Hickey.
Cosa pensa della Open Software Founda-
tion?
Per ora Osf non è una cosa ben definita,
e non ci sono chiavi di lettura. Comunque
sia Interactive è in una buona posizione,
poiché abbiamo lavorato sia con AT&T sul
port di System V versione 3.0, che con IBM
per l'AlX sull'RT 6150; inoltre sviluppiamo
altro software in quest'ambiente. Per
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
207
UNIX
quanto riguarda direttamente Osf abbiamo
recentemente annunciato l'apertura di un
Porting Center, sito nei nostri uffici di Bo-
ston, quelli che hanno collaborato per AIX.
È per questo che pensiamo di essere ben
piazzati all’ intemo di questo nuovo movi-
mento, del quale stiamo per diventare
membri noi stessi.
Pensa che le macchine basate sull'Intel
80386 avranno una grossa quota di mer-
cato ?
Effettivamente dovrebbe esser cosi, alme-
no nel mercato Unix, anche se non si può
parlare di percentuali. Tra l'altro questa fa-
miglia di microprocessori sembra abba-
stanza potente da competere anche nel
mercato delle workstation- AIX è adatto
anche a questo segmento, avendo a di-
sposizione alta risoluzione, I/O controller
molto versatili, hard disk veloci.
Qua/ è la situazione di VP-iX, il vostro pon-
te tra MS-DOS e Unix, con speciale rife-
rimento a complessi software scrìtti diret-
tamente sotto MS-DOS?
Sono VP-iX girano tutte le applicazioni del-
l'MS-DOS. Ci possono essere problemi
con programmi speciali, o malcondizionati
già sotto MS-DOS oppure con necessità di
supporto in tempo reale, che Unix non è
ancora in grado di fornire, o infine se ci
sono schemi di protezione particolari che
agiscono a livello di controller di memorie
di massa (floppy o hard disk drives), Le ap-
plicazioni generiche, come ad esempio Au-
toCad, Windows, 123, e anche il tradizio-
nale gioco Flight Simulator non danno al-
cun problema. Noi crediamo che VP-iX sia
lo standard di DOS sotto Unix, cosi come
lo pensano AT&T, Sun e Microsoft, e lo
saranno anche altre società delle quali non
posso ancora fare il nome: infatti questo
nostro software sarà compreso nella ver-
sione 3.2 di System V, e questo dovrebbe
essere sufficiente a scoraggiare i concor-
renti.
IBM
Al momento in cui avviene questa in-
tervista, sempre nel 1988, Brian Utley è
responsabile marketing di IBM a livello
europeo.
Trattandosi di Big Blue non è certo
possibile limitarsi a parlare di Unix, in un
momento nel quale lo sforzo specifico
del colosso di Armonk è ancora molto
basso. Non cediamo alla tentazione di
chiedere informazioni su situazioni che
poi esploderanno, quali il successo dei
Ps/2 presso gli utenti, lo sviluppo di
OS/2, le workstation Unix.
Innanzitutto et faccia un quadro della si-
tuazione.
Lo scorso anno IBM ha dato due impor-
tanti annunci: SAA e Ps/2. Il primo riguarda
la Systems Architecture Application, che
stabilisce i principi di base per cui un'ap-
plicazione con un'interfaccia software può
girare indipendentemente dalla macchina
su PC, PS, System 3X e mainframe IBM;
ciò è fondamentale per i nostri clienti, che
possono lavorare su un qualsiasi hardware
IBM senza doversi preoccupare né del ri-
sultato, né della formazione del personale.
Il secondo è la serie Ps/2. Il cui software
è stato pensato già con la testa rivolta alla
SAA. Ps/2 è davvero pensato per l'utente
finale, e s'inserisce perfettamente nella fa-
miglia IBM. Il PC fu sviluppato come pro-
getto a sé stante, senza alcuna relazione
con le altre macchine, Adesso che è pas-
sato del tempo, e II mercato è cresciuto,
l'utenza vuole usare gli eredi del PC in un
ambiente integrale.
Pensa che i Ps avranno lo stesso mer-
cato dei PC ?
Si, senza alcun dubbio. I Ps stanno an-
dando così bene in tutto il mondo, che non
riusciamo a soddisfare la domanda.
Sul fronte Unix IBM ha già rilasciato la sua
versione, AIX Ilo stesso del 61 501 per il mo-
dello 80, che usa il microprocessore Intel
80386. Entro l'anno, ma non da IBM, sono
attese versioni di System V, probabilmente
nella versione 2.3, per i Ps 50 e 60, che
usano I' 80286. Che supporto fornirete al
riguardo ?
I sistemi sono di tipo aperto, per cui chiun-
que voglia sviluppare software per loro,
compreso Unix, sarà il benvenuto. Noi pen-
siamo che da questo punto di vista sia più
sensato lavorare su elaboratori basati
sull'80386, che è molto più potente
dell '80286.
Cosa pensare della lite tra Apple e Micro-
soft sull'interfaccia amichevole di Windo-
ws e de I PreSentation Manager di Os/2?
Stiamo continuando a lavorare con Micro-
soft per il Presentation Manager, e non ab-
biamo intenzione di cambiare i nostri piani.
Sun e Sony hanno recentemente annun-
ciato workstation di prezzo davvero ag-
gressivo, circa la metà di quelli correnti. Lei
pensa che tali avversari intaccheranno il
mercato del modello 80 usato come work-
station?
Il mercato sta crescendo, e darà spazio a
chiunque riuscirà ad offrire un prodotto al-
l'altezza
1989
È un anno con pochi colpi di scena, e
ancor meno fatti salienti. Nel 1989 si svi-
luppa la strategia di Osf, fondata nel
1988 per ufficiale iniziativa di Apollo ed
altri membri, in realtà suddivisi tra ricchi
e votanti (con in testa IBM) e spettatori.
Osf è la risposta del mercato all'accordo
tra Sun ed AT&T, che con un nuovo blitz
cercava di entrare nel mercato accordan-
dosi con un costruttore. Di lì a poco Apol-
lo viene acquisita da Hewlett Packard,
ed IBM esce allo scoperto: AT&T non
può decidere da sola le sortì di Unix, sia
se Big Blue voglia usarlo che se intenda
restarne al di fuori. Ambasciatore della
neonata fondazione è Paul Whal, che per
lunghi mesi si prodiga nello spiegare sul-
la carta cosa uscirà da questa iniziativa:
un sistema moderno, aperto sia lui che
i processi decisionali di sviluppo, ed inol-
tre economico. Di li a poco AT&T rior-
ganizzarà il suo discorso fondando Unix
International e i Software Laboratories,
in sigla USL (che in Italia invero suona
male). Per mettere qualcosa sul merca-
to, Osf sceglie l'interfaccia utente gra-
fica e a finestre: si chiama Motif. e deve
contrapporsi ad Unix con ogni mezzo. Un
aneddoto aiuta meglio a capire il clima.
Alla domanda «Perché avete scelto il no-
me Motif?«, Paul Wahl ha risposto «Per-
ché non ci sono X». visto che nel mondo
Unix l'onomastica è contraddistinta pro-
prio da quella lettera.
Tecnicamente arriva Merge Unix, ov-
vero System V 3.2, che incorpora Xenix
e molte funzioni del Bsd.
L'obiettivo stavolta non sono gli uten-
ti, ma gli sviluppatori, cui si chiede di
usare 3.2 per migrare da Bsd, ma so-
prattutto da Xenix verso System V In-
vece 3.2 è macchinosa e grossa, Sco
continua a vendere Xenix a piene mani
e la situazione ristagna.
1990
Nel 1990 nessuno può più fermare il
successo di Sun. che reinventa le work-
station facendone un superpersonal da
rete. In questo caso anziché un'Intervi-
sta intera riteniamo più produttivo un col-
lage di affermazioni di esponenti della
Stanford University Network.
Questo è l'anno decisivo per Unix, tan-
to che fioriscono gli eventi sui sistemi
aperti o direttamente su Unix; Bill Gates
viene in Italia, dopo l’abbandono del
mondo Unix e prima della lite con IBM
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
UNIX
su OS/2, ma in pieno boom di Windows,
AT&T si è riorganizzata commercialmen-
te, ma anche tecnicamente, e studia
nuove soluzioni più o meno similari a
quelle di Osf. SuH'argomento intervistia-
mo David Presotto, uno dei più coinvolti
nella ricerca, e riportiamo gli stralci più
salienti della conferenza stampa di Gu-
glielmino, capo di Microsoft. Infine non
cediamo alla tentazione di riportare un
salace parere di Robert Novak, direttore
commerciale della Mips e ahinoi in nes-
sun modo imparentato con la bionda
Kim. Il Gruppo S&M promuove Unix al
Castello in Napoli, al Castel dell’Ovo. No-
nostante le tante presenze di rilievo la
maggiore attenzione spetta a Dave Pre-
sotto e i Bell Labs, che dal nome sembra
un emergente gruppo techno music, ma
è uno dei ricercatori cui AT&T, nei la-
boratori Bell, ha affidato Pian 9, una ver-
sione di studio di Unix. Dave parla e ca-
pisce un buon italiano di base, nel quale
spiega che Unix e Napoli hanno molti
contatti, anche perché a suo dire Thom-
pson (con Ritchie il padre di Unix! ha pas-
sato dieci anni a Napoli, notizia che sor-
prende tutti e che somiglia molto ai tre
anni di militare a Cuneo che Totò mil-
lantava per spiegare quanto fosse uomo
dì mondo. Si parla di architettura del si-
stema: la parola d'ordine è microkemel.
Sun
«Il nostro campo di battaglia è il desk-
top. e la nostra piattaforma si aggiunge
a Intel/Dos e Motorola/Macintosh» asta-
ta l'affermazione a sorpresa di Scott
McNealy, presidente di Sun. durante la
conferenza stampa tenuta durante le
giornate dì I2U '90. La motivazione è in
una prima serie di annunci relativi al por-
ting su Sun di software noti: Lotus 1-2-3
versione 3.0, DBase IV, WingZ e Word-
Perfect si aggiungono agli oltre duemila
titoli di Sparcware, il catalogo software :
inoltre, 3Com ha annunciato che inte-
grerà nel suo 3+Open Lan Manager le
RPC di Sun, prevedendo di rilasciarne il
kit di sviluppo per la fine del 1991.
Dal suo canto Bill Joy, numero 2 e di-
rettore R&S di Sun, rincara la dose del-
l'attacco. dichiarando che «entro la fine
dell'anno Sparc avrà il 50% del mercato
attualmente occupato anche da work-
station e X-terminal. perché è l’unica
piattaforma rise offerta da più costrut-
tori, quindi l'unico standard di fatto».
Il che è confermato dagli altri annunci :
in questo momento il chipset Sparc è
disponibile da cinque industrie del silicio,
ovvero Fujitsu, Cypress, Texas, LSI Lo-
gic e BIT, ed usato da circa 1 00 costrut-
tori di hardware di tutto il mondo, con
Toshiba e Unisys, che promettono d'im-
pegnarsi sulla piattaforma BsdO'Unix di
Bill Joy, responsabile ricerca & sviluppo Sun Mi-
crosystems Ine
SunVOpen Look. Ed è un mercato in
grandissima crescita. E dire che tutto
parti da un gruppo di studenti universitari
che, convinti del loro progetto, offrirono
al mondo intero le specifiche d'una pri-
ma versione da 20 mila transistor del
chip Sparc, che oggi ne conta 1 milione
e 350 mila: «Motorola e AT&T non erano
per niente interessati; Intel lo era solo in
parte, e noi andammo in Giappone, dove
la Fujitsu ci diede l'ok per la prima rea-
lizzazione in gate array». è la testimo-
nianza di John Gage, direttore scientifico
di Sun.
Dave Presotto
Tra t due nuovi modelli, il chem/server di
Osf e la distribuzione funzionale di Pian 9.
qual è il migliore ?
P9 e c/s sono molto simili: noi abbiamo
solo specializzato alcune componenti, Il no-
stro lavoro (P9. ndr) non è fatto per il mer-
cato, ma per nostre sperimentazioni.
Come sarà Unix nel 200 1 ?
Non cambierà molto. Gli standard cam-
bieranno qualcosa sul guscio esterno, ma
non il resto.
Nel tempo Unix si è appesantito: deve na-
scerne il figlio, arrivare qualcun altro 0 sarà
sempre lui il nostro s.o .?
Per ora resta lui, appesantito ed invecchia-
to. In verità a noi non importa com'è den-
tro, ma che sia facile da usare, come lo è
Macintosh. Non possiamo fare affidamen-
to su Open Look 0 Motif, perché saranno
anche bellissimi ma sono difficili da usare
per noi, figuriamoci per le segretarie. Inol-
tre al momento per gestire un’applicazione
sotto Unix in rete servono tre amministra-
tori. uno per Unix, uno per la rete e uno per
l'applicazione, ed è troppo!
Robert Novak
Ma se IBM annuncia AIX sui 3090, e si
capisce che tutto sommato Osf è un ca-
sermone per la gestione omogenea di si-
stemi remoti e distribuiti. Unix ha senso sui
mainframe ?
No E nato per determinate funzioni e si
è sviluppato seguendo schemi tutt'altro
che casuali, e le modifiche non hanno cam-
biato il file System originale, ma solo ac-
cenato la giustapposizione di altri ambienti,
senza sfociare in una visione unica. Quindi
i problemi di transazioni, protezione 0 real-
time sono stati risolti aprendo loro una por-
ta ciascuno al solito kernel. Inutile pensare
a Unix su mainframe la risposta a grandi
necessità di potenza è nella rete di mini
con database e potenza distribuita, filosofia
completamente agli antipodi del monolitico
mainframe, è questo il parere di Robert No-
vak di Mips.
Bill Gates
Veniamo quindi alla conferenza stam-
pa di Bill Gates. Anche in questo caso
allarghiamo il discorso ad alcuni punti li-
mitrofi, magari già iniziati con Utley, e
comunque sfociati altrove.
Qual è il futuro di Microsoft nel mondo
Unix ?
Microsoft è stata la prima a commercia-
lizzare Unix, Collegare terminali non intel-
ligenti e molto costoso per alcune appli-
cazioni, mentre il prezzo delle reti e del so-
ftware relativo sta scendendo in fretta, per
cui questo ambiente e in realtà preferibile
alla multiutenza. Inoltre il principale proble-
ma di Unix è che esistono ancora molte
versioni, che ne limitano la diffusione, a
parte in alcuni settori specifici, come le
workstation di progettazione ed alcuni ser-
ver.
Quale consiglio per gli sviluppatori Win-
dows o OS/2 ?
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
209
UNIX
Bill Gates
Se l'applicazione sfrutta tutte le caratte-
ristiche di OS/2 è il caso di fare uso di quel
sistema operativo, ma se l'obiettivo è la
massima diffusione intesa come numero
di macchine sulle quali l'applicazione può
girare senza problemi, allora è ovviamente
meglio affidarsi a Windows.
Quest'ultimo è il caso di tutte le piccole
software house, ma è sempre meglio fare
attenzione alle caratteristiche di portabilità
tra Windows e OS/2 versione 2.
Può la versione 3 di Windows da un lato
rivitalizzare il Dos, dall'altro frenare OS/2 ?
L'obiettivo di Microsoft è di migliorare
continuamente Dos, Windows ed OS/2, e
sta molto attenta sia alle tecnologie che ai
prodotti.
Le vendite di OS/2 continuano a salire
molto velocemente, tanto che possiamo
ipotizzare che il loro volume raddoppierà
ogni anno per i prossimi due o forse tre
anni, perché è la risposta alle domande
d'un significativo numero di utenti. Anche
Windows sta andando bene, e Dos resta
la migliore risposta agli utenti di PC stand-
alone.
Ci sarà un OS/2 light, di ridotte drmensio-
Vorremmo che chi acquista una macchina
da 4 megabyte sia poi in grado di usarla
effettivamente. Porremo grande attenzio-
ne alle dimensioni del prodotto.
Non pensa che la presenza di Next sia un
fattore di crescita del personal computing?
Steve Jobs ha grandemente contribuito al
mondo del personal computer, ed è per
questo che guardo con grande attenzione
al suo lavoro e alle scelte che fa. Dove non
concordo è che le nuove tecnologie de-
vono essere compatibili con quanto già esi-
stente: questo è fondamentale non solo
per le periferiche, ma anche per la forma-
zione e il know-how.
E quindi ciò che io devo pensare è che
Windows, OS/2 e Mac saranno il 99% del
mercato per i prossimi cinque anni.
1991
È un anno importantissimo, nel quale
si sviluppano terribili lotte commerciali
che in gran parte hanno i loro effetti uf-
ficiali nel 1992. Lo strapotere commer-
ciale di Sun porta in auge la sua unica
alternativa, Mips, nata anch'essa nelle
università americane e divenuta un suc-
cesso di buone dimensioni: molti co-
struttori, con in testa Digital e ovvia-
mente Mips, lanciano il consorzio Ace.
che si propone di fare Pc rise basato sul
processore Mips e con sistemi operativi
Microsoft Windows Nt e Unix 4.0; que-
st'ultimo verrà sviluppato da Sco. Noi
nel frattempo torniamo ad Interactive,
qualche tempo addietro acquisita da Ko-
dak, che fa un giro in Europa per far par-
lare di sé tramite Tony Westray, Euro-
pea n Marketing Manager. Abbiamo poi
l'occasione di volare alto con Domenico
Ferrari, una personalità italiana che però
vive e lavora prevalentemente in Califor-
nia. Interactive Systems Corporation è
uno dei primattori della scena Unix
mondiale. Rispetto alle società concor-
renti, ha una sua particolarità: è partita
come società di tecnologia del softwa-
re, e solo in seguito si è strutturata
commercialmente, fino a giungere ai ri-
sultati dello scorso esercizio 1990 che
ha visto un fatturato di 60 milioni di dol-
lari, ottenuto con 400 persone delle
quali ben 100 in servizi e tecnologie. Il
fatto di essere diventati parte del grup-
po Kodak ha senz'altro permesso loro di
non scendere a troppi compromessi
con un mercato che ha eliminato molti
altri interlocutori.
D'altro canto Unix ha perlomeno tre
aspetti in fieri : dualismo tra Unix Inter-
national e Open Software Foundation,
connectivity globale e piattaforme Risc;
quest’ultimo punto in realtà rappresenta
anche la destinazione dei prodotti mul-
tiprocessor. Interactive si è strutturata
per seguire tutti e tre questi aspetti: per
Unix resta sulla piattaforma System V
— AT&T; per le reti ha eccellenti pro-
dotti in tutti i settori delle telecomuni-
cazioni, oltre ad essere interfacciato al
Dos sia utente che in lan; per i Risc è
in dirittura d'arrivo con Mips.
Più vicino nel tempo c'è il problema
delle prossime versioni di System V, ar-
gomento che in Italia ha grande impor-
tanza perché sostanzialmente abbiamo
saltato un passaggio, quello da Xenix a
V.3.2. Dì tutto ciò abbiamo parlato con
Tony Westray.
Qual è il background di Interactive?
Siamo una società altamente tecnologica.
La versione corrente di System V è la 3.2,
release 2.2; la versione 4.3 è attesa per la
metà di giugno, sia nel development
System per il porting di applicazioni che
ovviamente nel runtime, Per ricompilare i
sorgente provenienti dalla 3.2 si deve at-
tendere la versione 4R4, disponibile da di-
cembre,
Il prossimo grande annuncio riguarda
una versione che gira su hardware di di-
mensioni ridotte nella Ram e nell'HD: eb-
bene entro febbraio '92 sarà disponibile la
versione chiamata Unix Lite o Easy Unix,
che - solo per dare un riferimento - gira
in 6 MB Ram.
Lei crede che le interfacce grafiche delle
nuove versioni di Unix richiedano una po-
tenza ancora erogabile dalle attuali mac-
chine 386/486?
Penso di si. Per quanto riguarda l'effettiva
potenza, credo che dal punto di vista del-
l'utente non ci sia problema, perché at-
tualmente non serve su tutti i terminali,
ma solo per quelli grafici, dato che per
wordprocessor, database e spreadsheet
non sarebbe che un inutile appesantimen-
to, quindi per le poche workstation grafi-
che collegate al sistema la potenza dispo-
nibile è sufficiente.
Come vede l'andamento strategico del
fenomeno Unix?
Unix sta andando verso Osf, che è un
prodotto di grandi ed impegnative dimen-
sioni, per cui resta il problema del single
e small user, che cercheranno sempre
System V. Noi svilupperemo un prodotto
adatto che chiamiamo Pc Unix, senza ri-
metterci in connectivity con Dos e tutte le
forme di telecomunicazioni. Inoltre conti-
nueremo a lavorare su Unix AT&T, e forse
210
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
UNIX
resteremo I soli. Attualmente ci stiamo oc-
cupando del codice di V.4 per il rise Mips,
che avrà particolarmente senso con il mul-
tiprocessor: una prima versione per il pub-
blico sarà pronta per il 1992. Le macchine
rise stanno avendo una grande importan-
za.
Domenico Ferrari è docente alla Univer-
sity of California di Berkeley, e membro
dell'lntemational Computer Science Insti-
tute. In uno dei suoi ritorni al suolo natio
gli abbiamo posto alcune questioni sui si-
stemi aperti, prendendo spunto anche da
altri aspetti: l'intervista che qui di seguito
riportiamo stralcia alcune risposte.
Partendo dai sistemi aperti, la prima im-
pressione è che lei sia dichiaratamente a
favore.
Sì. sono a favore, ma non per tutto: in
generale, non è detto che il sistema aper-
to sia la soluzione per tutti; in questo mo-
mento, secondo me, è importante porsi
questo problema, ma non è detto che
tutte le ditte lo debbano risolvere nello
stesso modo. In futuro vedo una maggio-
re presenza di sistemi aperti. Adesso c'è
il problema della transizione.
Non è detto che debba avvenire alla
massima velocità, cosi come non è detto
che debba avvenire in un certo modo
piuttosto che in un altro: è ora di comin-
ciare a pensarci seriamente, e in qualche
caso, addirittura, di tuffarcisi dentro e fare
tutto al più presto; tuttavia, in altri casi la
soluzione migliore è di procedere per gra-
di.
Parlando dell'hardware. lei pensa che il
rìse sia la risposta ?
lo non sono un architetto hardware, quin-
di la situazione non la percepisco da un
punto di vista interno: vedendola dall'e-
sterno devo dire che si sta facendo anco-
ra del baccano su una cosa che non ha
molta importanza. Forse è vero che un
progetto rise è più facile da iniziare, però
oggi tutto sommato le architetture si rie-
sce a coprirle con il software, quindi il
problema della scelta tra aperto o proprie-
tary è un problema di software: l 'hardwa-
re che ci sta sotto il rise forse facilita un
pochino, ma potrebbero esserci anche un
Vax, un 370 o un Intel, e non credo che
cambierebbero molto le cose.
È stata fatta questa grancassa del riso, e
tutto viene visto nel l'ottica del rise anche
quando c'entra poco.
La mia opinione è che se io ho un mi-
croprocessore e voglio pubblicarne le
specifiche è sicuramente più facile pubbli-
carle con il rise.
Riusciremo a sostituire i Pc con delle
workstation Unix?
Lo spererei presto, ma non ci conterei
molto perché c'è un'inerzia spaventosa
del sistema precedente.
Il problema di Unix come base per le
workstation è nell'amministrazione di si-
stema: servirebbe qualcosa Come un si-
stema esperto che die una mano, altri-
menti l'utente non riuscirà mai a tenere
Unix efficiente.
Lei ha sentore di una soluzione del ge-
nere?
No, questo per quello che riguarda o le
ditte piccolissime o le workstation casai-
lìnghe: se invece parliamo di grosse ditte
ci siamo già.
1992
L'ultimo anno, il più amato, il più im-
portante: la lotta toma all'hardware di
base, i microprocessori. Il primo gen-
naio, Sun annuncia di aver acquisito In-
teractive, che si dedicherà al passaggio
dai vari sistemi 386 di Sun al suo nuo-
vo ambiente, Solaris 2.0, basato su
tecnologia Bsd.
Anche se un sottoannuncio garanti-
sce per cinque anni la sopravvivenza
dei prodotti Interactive, questa società
che pensava di sopravvivere con Mips
si trova ad essere Sun, il suo principa-
le e per ora unico concorrente.
D'altronde Mips è nei guai: prima li-
cenzia decine di ingegneri, poi viene
comprata da Silicon Graphics, da sem-
pre in bilico tra usare Sparo o Mips.
D'altro canto, per sviluppare la prossi-
ma generazione dì chip rise Power si
annota l'alleanza tra IBM, Apple e Mo-
torola: da quest'ultima ci si attende
che in un paio d'anni abbandoni sia la
sene 680X0 che la rise 88K. Subito
IBM con un colpo a sorpresa, da su-
bito collega al carrozzone Power il
gruppo Bull, che già aveva sperimen-
tato macchine mono e biprocessore
basate sul Mips.
Su questo chip piove, e anche tan-
to: Digital si ritira da Ace perché da tre
anni sviluppa Alpha, il proprio rise, che
dimostra in occasione del Decworld:
non contenta, Digital acquisisce quote
di Olivetti, che pur avendo appena ri-
progettato la propria offerta che preve-
de largo uso dei chip Mips ed Intel
X86, ha bisogno di denaro liquido, ed
annuncia che potrà far uso di Alpha.
Sun, con grande ritardo e solo per
un accordo con la Texas Instruments,
tira fuori Supersparc, la versione po-
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
tenziata del chip, che però arriva con
un paio d'anni di ritardo e i limiti in-
trinseci.
Dal suo canto. Intel deve manifesta-
re la propria presenza, dato che — co-
me dice Gage - è di gran lunga la so-
cietà più ricca operante nel mercato
dei processori: e allora annuncia il 586,
o P5, un Cisc di grande potenza, cui
subito Sco si accoda, mollando Ace.
E allora? Di questi argomenti MC ha
già parlato nel numero di luglio-agosto,
nei resoconti di I2U, per cui qui di se-
guito riportiamo solo qualche nota, in
sintonia con il resto, ma a chiusura del
servizio.
John Mashey (Mips). Per parlare di
Dee Alpha dobbiamo partire dal nostro
R4000, che va in produzione oggi con
2x8K Cache e andrà con 2x16K in tec-
nologia da 0,6 micron, ha 1,35 milioni
di transistor (dei quali 0,75 di cache). I
nostri chip per la fine dell'anno avran-
no clock esterno da 75 MHz, interno
da 150 MHz: questi oggetti surclasse-
ranno anche Alpha, che tra l'altro è co-
stoso e grosso, e poiché la potenza
dei nostri chip cresce del 60% l'anno,
prima che siano disponibili quelle mac-
chine noi le avremo superate, perché il
nostro progetto dì superchip prevede
alla fine del 1993 il chip da 200 MHz
di clock interno. Inoltre tutti i seri pro-
duttori di chip stanno lavorando non
solo sulla versione di base, ma anche
su quella a basso costo.
John Gage (Sun) System V è orri-
bile, ma ognuno ha le sue opinioni: gli
utenti del Macintosh non toccherebbe-
ro mai un PC. Comunque il lavoro con-
giunto tra Sun e AT&T per SVR4, che
sta girando ad esempio sulle macchine
lei, ma anche molte altre, ha funziona-
to.
Abbiamo aggiunto qualcosa, soprat-
tutto nel multiprocessor e nel multi-
threading.
Nel multiprocessor pensiamo che la
necessità sia di vendere alla gente
centomila pezzi entro la fine dell'anno:
la ragione è che per far funzionare i
nuovi Cray e connection machine deve
essere disponibile del software adatto
da sviluppare con dei desktop.
La prossima arena per avere velocità
è di avere dei multiprocessor, raddop-
piandoli ogni tre anni o così via, per
giungere a macchine da 400 SpecMark
tra il 1 994 e il 1 995. Va però detto che
Specmark è un'approssimazione, e la
versione '92 è migliore della preceden-
te, e comunque sempre meglio dei
Mips; inoltre è capace dì evitare la fre-
gatura che alcune aziende stavano fa-
cendo proprio sulle metriche, prepro-
cessando il codice per avere risultati
migliori nei benehmark. «§
211
Zenith
Z-NOTE 325 Le
L a classe è classe. E il portatile
che ci accingiamo a provare in
queste pagine è proprio un pro-
dotto di classe. A cominciare dall'esteti-
ca molto raffinata, dall'utilizzo di mate-
riali di altissima qualità, dalle caratteristi-
che molto, molto interessanti, per finire
al nome che porta, Zenith, che equivale
a dire « tanto di cappello". Anche il
prezzo di vendita, più di nove milioni,
non lascia il minimo dubbio circa il cali-
bro del prodotto offerto.
Stiamo parlando del nuovissimo Z-
NOTE 325 Le, ultimo nato in casa Ze-
nith : come avremo modo di appurare in
queste pagine, ve lo anticipiamo, si trat-
ta di un vero gioiello.
di Andrea de Prisco
Nel suo nome sono riportate le carat-
teristiche salienti di questo computer.
Innanzitutto si tratta di un notebook, di
dimensioni certo non esasperatamente
ridotte ma sempre del tiro di un comu-
me foglio A4: diciamo una risma, più
che un foglio, con i suoi quasi cinque
centimetri dì spessore.
Segue, nel nome del prodotto, il nu-
mero 325: indica la presenza di un
processore 386 a 25 MHz. La «L» ac-
canto al numero rivela l'utilizzo dì un
processore a basso consumo, nella fat-
tispecie l'Intel 386 SL. Per finire, fa «c»
finale, non sta per ciliegina (anche se il
paragone è fin troppo azzeccato) ma per
"Colore »: uno spendrdo display LCD a
matrice attiva completa la dotazione di
questa macchina e giustifica a pieni
poteri il prezzo « super » della macchina.
Sappiamo infatti che un display a colori
a matrice attiva da solo costa già svaria-
ti milioni e dunque ogni paragone va
fatto con macchine dotate di dispositivi
simili: a meno della metà possiamo
trovare solo macchine dotate di display
a colori a matrice passiva, ma vi assicu-
ro che la distanza in termini di qualità
dell'immagine visualizzata è ben supe-
riore alla differenza di prezzo esistente.
Ma lasciamo alle conclusioni dell'artico-
lo le considerazioni sul prezzo e comin-
ciamo. invece, con la prova vera e pro-
pria.
212
MQmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992
PROVA
ZENITH Z-NOTE 325 LC
II Track Man della Logitech è fornito a corredo.
L'esterno
La prima cosa che salta all'occhio
dello Z-NOTE è sicuramente il suo look
esterno. Non tanto per la colorazione,
identica a quella degli altri portatili Ze-
nith e non Zenith, quanto per la finitura
>< quadre uosa » del coperchio-display, ri-
proposta anche sul perimetro esterno
della macchina, all'Interno ai due lati del
visore LCD e perfino sull'alimentatore.
Sembra fatto coi mattoncini Lego...
Tornando seri, l'aspetto esterno dello
Z-NOTE dà comunque un'idea di solidità
e affidabilità generale non sempre ri-
scontrabile in apparecchi miniaturizzati
come questo.
Sul lato destro della macchina trovia-
mo la meccanica per microfloppy da
1,44 MB upgradabile con quella di capa-
cità doppia (dovremmo dire quadrupla)
da 2.88 MB, In verità anche il display è
intercambiabile in quanto è possibile
Zenith Z-NOTE 325 Le
Produttore e distributore:
Zenith Data System Italia
Strada 4, Pai. AB Milanofiori
20089 Assago IMI). Tel. 02/S7S911.
Prezzo UVA esclusa):
Zenith Z-NOTE 325 Le L. 9.390.000
upgradare il modello inferiore 325 L (o
320 L) dotato di semplice display mono-
cromatico. Accanto al drive troviamo un
vano per il modem interno a 2400 baud
hayes compatibile e accanto a questo
uno sportellino cela uno degli atout di
questo portatile: lo Z-NOTE, che ci risul-
ti, è il primo notebook che incorpori una
scheda di rete Ethernet per una sana e
consapevole connettività con ambienti
di rete preesistenti.
Sul lato opposto della macchina tro-
viamo l'alloggiamento per la batteria ri-
caricabile all'idruro nichel metallico che
assicura circa il 40% in più di tempo
operazionale rispetto ad una comune
batteria ricaricabile al nichel cadmio. È
anche presente, sullo stesso lato una
piccola staffa di sicurezza cui attaccare
una catenella per assicurare il computer
al tavolo (ottima per tutti i furbi non
dotati di tronchesina).
Sul retro, sapientemente coperte da
uno sportellino di plastica, troviamo le
connessioni per il mondo esterno e
precisamente una porta parallela estesa
(EPP) ad alte prestazioni, una porta se-
riale, una porta mouse/tastiera esterna,
un'uscita per video VGA esterno e un
Bello ed elegante anche l'alimentatore.
grosso connettore che, diversamente
dalle aspettative, non consente la con-
nessione con un box di espansione per
schede, ma di un'utile «ciabatta» (sul
manuale è denominato «indicatore di
porta», ma si tratta di una traduzione
splendida..,) che riporta semplicemente
i vari connettori di interfaccia già pre-
senti sul retro del computer. In questo
modo possiamo attaccare a questo la
nostra stampante, il nostro video, un
eventuale modem esterno, una tastiera
e un mouse da tavolo (purtroppo è
esclusa la porta Ethernet disponibile la-
teralmente) e con il dispositivo di ag-
gancio e sgancio rapido in un attimo
attaccare o staccare il notebook quando
lo utilizziamo sul tavolo. È il classico
uovo di colombo che ci permette di non
stare a collegare tutto ogni volta facen-
doci risparmiare tempo e usura dei con-
nettori stessi (cosi recita il manuale...).
Detto questo, agendo sui due sganci
La tastiera del portabile Zenith 6 ottima per Qualità e compietele
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
213
PROVA
ZÉNITH Z-NOTE 325 LC
laterali, possiamo accedere al vano ta-
stiera display, veri fiori all'occhiello di
questa macchina.
Tastiera e display
Una volta sollevato il coperchio, la
prima cosa che possiamo notare è l’otti-
ma tastiera di cui lo Z-NOTE dispone.
Senza tema di smentita possiamo sicu-
ramente affermare che si tratta di una
delle migliori tastiere mai viste su un
notebook. Dimensioni, tocco, disposi-
zione e completezza dei tasti sono inec-
cepibili. A scelta possiamo finanche ac-
compagnare la pressione dei tasti da un
rassicurante click audio generato dall'al-
toparlantino di sistema. Nella tastiera
non manca proprio nulla: troviamo tutti i
tasti funzione, fi 1 e fi 2 compresi, di-
sponibili in prima battuta nonché i tasti
di controllo cursore disposti a «T» rove-
sciata e i vari Home. End, PgUp e PgDn
tutti disponibili in maniera diretta. Enter,
Backspace, Control, doppio Shift e Cap-
sLock tutti sovradimensionati e anche la
barra spaziatrice è di dimensioni gene-
rose.
In seconda battuta, ovvero preceden-
do la pressione del tasto Fn, troviamo
solo alcuni tasti secondari come il Print
Screen, il SysReq, il NumLock, il Pause
e il Break. Oltre a questi, sempre trami-
te tasto Fn, possiamo cambiare la velo-
cità del processore per portarla in mo-
dalità Slow a 6.25 MHz, variare il contra-
sto del display (che sul modello a colori
equivale a cambiarli secondo una logica
non troppo intuitiva), commutare tra di-
splay interno e monitor esterno (è pos-
sibile, però, anche tenerli attivi turt'e
due), invocare il programma di SetUp di
cui parleremo tra breve, attivare e disat-
tivare lo speaker interno e mandare il
computer in stato di standby. Non man-
ca, naturalmente, un tastierìno numeri-
co immerso, né tutte le accentate per
un utilizzo «nazionalizzato» del portatile.
Tra tastiera e display troviamo il pul-
sante di accensione, un vano per il
coprocessore matematico e per espan-
dere ulteriormente la memoria (da 4 a
12 MB di RAM) e un piccolo pulsante di
reset da azionare in congiunzione col
pulsante di accensione per sortire il suo
effetto.
Al posto delle comuni (ma sicuramen-
te più visibili) spie di funzionamento è
presente un minuscolo display di servi-
zio che visualizza alcune icone indicanti
particolari stati di funzionamento: ali-
mentazione CA, modo standby attivo,
alimentazione a batterie, attività del di-
sco fisso e del drive per microfloppy,
collegamento all'unità di connessione
periferiche esterne, utilizzo del LAN
controller interno, uscita VGA esterna
attiva, modem, altoparlantino, Num-
Lock, CapsLock, ScrollLock e tastierino
numerico «emerso».
E veniamo al pezzo forte: il display.
Come detto si tratta di un'unità a matri-
ce attiva di eccellente qualità. Purtrop-
po, però, visualizza solo 16 colori e non
256 come capita in altre macchine a
colori come questa. Come ogni «matri-
ce attiva» non ha il controllo del contra-
sto ma solo quello della luminosità del
pannello di retroilluminazione. Il contra-
sto. Infatti è sempre massimo e pratica-
mente non varia nemmeno orientando
diversamente il display rispetto al punto
di osservazione. Tra i difetti comuni dei
display a matrice attiva, troviamo anche
214
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
ZENITH Z-NOTE 325 LC
sull'esemplare in nostro possesso alcu-
ni pixel «rotti» (tre nel nostro caso)
owero sempre accesi. Anche se «psi-
cologicamente» fastidioso, come difet-
to, dobbiamo sempre pensare che i
display a matrice attiva dispongono di
un transistor per ogni pixel che nel caso
dei display a colori diventano 3 per ogni
punto dovendo modulare i tre colori
primari (rosso, verde, blu) per ottenere il
colore desiderato, quindi pensare a
qualche transistor rotto sulle centinaia
di migliaia regolarmente funzionanti non
è una percentuale «disastrosa». Co-
munque sarebbe buona norma control-
lare accuratamente il display del
computer che state acqui-
stando (qualsiasi marca
sia!) magari facendo-
vene «scartare» più di
uno.
nulla, semplicemente asportando un co-
perchietto di plastica sul lato superiore
della macchina.
L'hard disk, da 120 mega, è posizio-
nato sotto la tastiera, tra il vano porta
batteria e il drive per microfloppy.
Dotazione e accessori
Con lo Zenith Z-NOTE sono fomiti
l‘ MS-DOS 5.00, Windows 3.1, il Net-
work Client Software (comprendente
MS LAN Manager 2.1, Novell NetWare
386 V 3.11 e Banyan VINES 4,11.0) e il
TrackMan Portable della Logitech. Que-
st'ultimo, pur essendo un ottimo dispo-
sitivo di puntamento ha il solo svantag-
gio di non essere integrato nella mac-
china. Occorre agganciarlo sul lato de-
stro del notebook dove interferisce un
po' con l'inserimento e l'estrazione dei
microfloppy.
Meglio sarebbe stato, come succe-
de per altre macchine, prevedere un
disposavo di puntamento incorpora-
to, a tutto beneficio della trasporta-
bilità. lasciando all'utente la scelta
di un trackball o di un mouse più
comodo per l'utilizzo su scri-
vania.
Tra gli accessori a richiesta
troviamo le batterie ricaricabi-
L 'interno
Niente trucchi malefici per
l'apertura dello Z-NQTE. Con
poche viti e pochi minuti si rie-
sce a mettere a nudo l'elettronica
della macchina per ammirare un li-
vello costruttivo veramente ineccepibi-
le. Volendo anche grazie al fatto che
non si tratta di una realizzazione ultra
compatta a tutto beneficio, lo ripetiamo,
di un'affidabilità ed una robustezza co-
struttiva decisamente superiore.
Tutta l'elettronica è montata su due
board larghe quanto il notebook e pro-
fonde sette, otto centimetri, pratica-
mente quanto lo spazio tra la tastiera e
la cerniera del display.
Espansione di memoria (fino a 12
mega) e coprocessore matematico, co-
me detto, sono accessibili direttamente
dall'esterno, senza bisogno di smontare
MCmicrocomputer n. 123- novembre 1992
PROVA
ZENITH Z-NOTE 325 LC
li e il caricabatterie esterno per aumen-
tare l'autonomia di funzionamento, una
valigetta di trasporto «deluxe», il già
citato drive per microfloppy da 2.88 MB
da sostituire alta meccanica già presen-
te, il modem 2400 baud o il fax modem
2400/9600, l'adattatore di porta, l'adat-
tatore LAN per collegamenti su rete
Ethernet su cavo coassiale RG58 o su
doppino telefonico e i moduli di memo-
ria per espandere la RAM di sistema.
Il programma di SetUp
Agendo sui tasti Fn+F5 è possibile
accedere al potente programma di Set-
up della macchina con il quale configu-
rare molte interessanti caratteristiche
della macchina.
Esse riguardano essenzialmente la
gestione della batteria, del pulsante di
accensione e della chiusura del coper-
chio-display, dei dispositivi opzionali,
dello schermo, della velocità operativa,
delle password, dell'utilizzo della me-
moria e di altre cosette minori.
Cominciamo dal pulsante di accensio-
ne. Esso può essere configurato come
normale interruttore on/off (in questo
caso è finanche possibile impostare una
richiesta di conferma a video prima del-
lo spegnimento vero e proprio) oppure
come deviatore Rest/Resume che, ana-
logamente al modo Standby attivabile
con la combinazione Fn+F6, permette
di porre il computer a riposo senza
perdere il contenuto della ram né il
programma in quel momento in esecu-
zione. Diversamente dal modo Standby
il computer non si riattiva con la pres-
sione di un qualsiasi tasto ma occorre
agire nuovamente sul pulsante di ali-
L 'alloggiamento per l'espansione di memoria e il
coprocessore ma tematico.
It retro della macchina con le porte disponibili
mentazione. A meno che non abilitiamo
il modo Rest comandato dalla chiusura
del coperchio display nel qual caso ogni
volta che lo chiudiamo il notebook tra-
smigrerà in questo stato per ritornare
operativo non appena lo riapriamo. Di-
versamente, alla chiusura del coperchio-
display possiamo associare un segnale
acustico e il solo spegnimento della
retroilluminazione del visore LCD.
Quando il pulsante di alimentazione è
impostato sul modo Rest/Resume, è
anche possibile pilotare l’accensione
della macchina da parte di software in
grado di impostare un allarme oppure a
seguito di una chiamata ricevuta dal
modem interno opzionale.
Per quel che riguarda il risparmio
energetico abbiamo a disposizione ben
quattro timer che controllano rispettiva-
mente lo stato di Rest, quello di Stand-
by. della retroilluminazione e del funzio-
namento dell’hard disk dopo un certo
periodo di inattività.
Possiamo poi impostare due distinte
password, utente e supervisore, che
servono rispettivamente per proteggere
l'accesso al computer al momento del-
II processore utilizzato è il « risparmioso » Intel
386SL.
l'accensione o al Résumé o in caso di
modifica dei dati di configurazione. A
proposito di supervisore, la Zenith ha
dotato il suo Z-NOTE di una Flash ROM
interna nella quale è possibile copiare
un nuovo BIOS in sostituzione di quello
installato in fabbrica. L'operazione si ef-
fettua dal programma monitor richiama-
bile tramite la combinazione di tasti
Control+Alt+Ins. disponendo natural-
mente di un dischetto con l'immagine
del nuovo BIOS da installare.
Molto interessante la possibilità soft-
ware di scambiare i tasti CapsLock e
Control (di sinistra) per chi è abituato ad
avere quest'ultimo accanto alla lettera
«A». Naturalmente è poi possibile
scambiare fisicamente i due cappucci
dei tasti in modo da avere anche le
serigrafie «giuste».
Concludendo
Come avrete capito leggendo questa
prova lo Zenith Z-NOTE 325 Le ci ha
impressionato favorevolmente trattan-
dosi di un prodotto di altissima qualità
che merita sicuramente la promozione
a pieni voti, nonostante il prezzo di
vendita, più di nove milioni di lire, per
nulla contenuto.
Disponendo però questo di un otti-
mo display a colori non va sicuramente
visto come un computer «ausiliario» da
utilizzare solo in trasferta, ma può es-
sere certamente visto come unità di
base vera e propria con «in più» la
possibilità di essere trasportato nella
propria ventiquattr'ore. Infatti non gli
manca proprio nulla: anche la scheda
di rete è compresa all'irtterno della
macchina. Poi con il suo hard disk da
1 20 mega non crediamo che possa es-
sere insufficiente per qualsiasi utilizzo
anche spinto di questo mezzo. Certo, il
giorno in cui (e sicuramente verrà) i
display a colori a matrice attiva coste-
ranno poche centinaia di migliaia di lire
anche il prezzo di macchine come que-
ste sarà ben più abbordabile, ma per il
momento non possiamo pretendere di
più.
216
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
RISERVATO Al RIVENDITORI:
Dal prossimo settembre sul mercato nazionale (cercateci
su queste pagine, allo SMAl) e in ogni posto dove è pro-
tagonista l'Informatica) ci sarà un nuovo computer. THOR.
Oggi potete scegliere se annoverarci tra i Vs. partner
AZIENDA
Nome
Indirizzo
piuttosto che tra i Vs. concorrenti. Per ulteriori informa-
zioni richiedeteci il ns. listino telefonando al n. 011/50.29.89
oppure via fax n. 011/50.40.82 allegando il seguente
CAP
Città
coupon.
Tel _
Fax
PROVA
Compaq Deskpro 3 / 25 /
di Corrado Giustozzi
I mmaginate di sedervi al tavolo di la-
voro. Accendete il fido computer, vi
collegate alla rete aziendale e andate
a prendere nella directory del vostro
gruppo di lavoro quello spreadsheet che
dovete verificare prima di utilizzarne i ri-
sultati nella vostra relazione periodica.
Fate partire lo spreadsheet ed automa-
ticamente il programma si posiziona su
una cella evidenziata, mentre il compu-
ter vi dice: « Guarda che questo dato
non è definitivo in quanto non ci è an-
cora arrivato il risultato consolidato dalla
nostra filiale di Milano ».
Fantascienza ? No, tranquilli. Non c'è
bisogno di trovarsi a bordo della Disco-
very per sentire un computer che vi par-
la. Ed in effetti il computer che vi ha ap-
pena parlato non è HAL 9000 ma il vo-
stro fido Compaq Deskpro 3/25i, che
per l'appunto è in grado di parlare. O
meglio, dispone di un particolare sotto-
sistema audio, denominato Business
Audio System, che permette all'utente
di digitalizzare voce e suoni trasforman-
doli in file che possono poi essere ela-
borati e riascoltati successivamente. Il
tutto sotto Windows 3. 1, grazie alle sue
estensioni multimediali.
La nuova famiglia di Deskpro/i com-
prende veri modelfi basati su micropro-
cessori 386 e <186 a varie velocità di clo-
ck; con la caratteristica peculiare che in
ogni momento è possibile trasformare
una qualsiasi macchina della serie in un
modello superiore solo sostituendo il
microprocessore.
Questo mese abbiamo provato per
voi il modello base, che oltre
all'80386DX a 25 MHz possiede 4
MByte di RAM ed un disco fisso da 84
o 120 MByte.
Descrizione esterna
Il Deskpro 3/25Ì si presenta in un ca-
se dalle dimensioni abbastanza conte-
nute, specialmente in altezza. L'ingom-
bro è infatti di soli 40x10x38 cm, per un
peso di circa 8 kg. L'estetica della mac-
china è piuttosto semplice per non dire
218
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
COMPAQ DESKPRO 3/25i
spartana; sul frontale sono infatti pre-
senti praticamente solo il drive per mi-
crofloppy («immerso» nel pannello) e le
spie di accensione. Il tutto mantiene co-
munque il tipico feeling serio e profes-
sionale che caratterizza tutti i prodotti
Compaq.
In dettaglio vi sono due spie al centro
del pannello (alimentazione generale ed
attività del Winchester interno), mentre
il drive si trova un poco sulla destra. Al-
l'estrema destra è situato l'interruttore
di alimentazione, piuttosto incassato in
modo da prevenire eventuali aziona-
menti involontari. Sotto al drive per mi-
crofloppy si nota il «tappo» che copre
un ulteriore alloggiamento per memorie
di massa da 5,25", inutilizzato nella con-
figurazione fornita di serie,
Il pannello posteriore dimostra ancora
una volta, se ve ne fosse stato bisogno,
la grande cura di Compaq verso anche
i più piccoli particolari. Esso è infatti ri-
coperto da un contropannello di mate-
riale plastico al puro scopo di dare alla
macchina un'estetica gradevole e rifini-
ta anche da dietro.
Tecnicamente il pannello è suddiviso
in due aree funzionali: sulla sinistra si
trova la sezione alimentatrìce, dotata di
ventola di aerazione e cambiatensione
ma non di presa di rete asservita; sulla
destra sono invece posti i connettori di
interfaccia e le tre feritoie di accesso
agli altrettanti slot di espansione. Le in-
terfacce di serie comprendono tutte
quelle «classiche» più un certo numero
di connessioni audio. Ma vediamo le co-
se con ordine. Da destra a sinistra ab-
biamo: l'uscita video VGA (DB-15 minia-
tura), la porta seriale RS-232 (DB-9), la
porta parallela Centronics (DB-25), il
Compaq Deskpro 3/25i
Compaq Italia S.p.A.
Milano fio/i - Strada 7. Palazzo R
20089 Rozzano IMII
Prezzi indicativi: I IVA esclusa):
Deskpro 3/2SÌ mod. 84
80386/25, 4 MByte RAM,
HO 84 MByte L 2.930.000
Deskpro 3/25i mod. 720
80386/25, 4 MByte RAM,
HO 120 MByte L 3. 100.000
Monitor mod. 1024 L. 700.000
mouse tipo PS/2 (DIN miniatura) e la ta-
stiera (DIN miniatura); seguono quattro
prese jack miniatura relative a; ingresso
microfono, ingresso linea, uscita linea,
uscita cuffia.
La tastiera che accompagna la mac-
china è quella che dota di serie tutti i
computer Compaq; compatta ma pe-
sante, è dotata di un buon tocco e della
possibilità di far uscire il cavetto di con-
nessione sia sul lato destro che su quel-
lo sinistro per maggiore praticità.
Il monitor che abbiamo ricevuto per la
prova è il classico VGA Compaq da 14",
molto bello e preciso. È dotato di sup-
porto orientabile e trattamento antiri-
flesso.
Dei due accessori forniti col compu-
ter uno è piuttosto usuale, il mouse,
mentre l'altro è ancora piuttosto parti-
colare: un microfono. Il mouse è co-
munque un classico «due pulsanti» con
interfaccia PS/2 mentre il microfono è
un piccolo electret ad alimentazione
fantasma incapsulato in un simpatico
guscio arrotondato, Esso è dotato di un
particolare supporto autoadesivo che
permette di posizionarlo nel punto de-
siderato dall'operatore ; tipicamente an-
drà situato su uno degli angoli del mo-
nitor, ma qualsiasi altro posto va bene
purché... a portata di voce.
L'interno
Tre sole viti bastano per rimuovere il
«coperchio» del computer. Per colmo di
semplicità operativa esse sono ben in-
dicate da apposite frecce stampate sul
pannello posteriore e sono perfino do-
tate di testa a doppia incisione Torx e
Philips.
L'interno della macchina appare
estremamente pulito e più compatto di
quanto si potesse presumere, segno
che la sostanza... c'è davvero! La dispo-
sizione delle parti è quella canonica in
macchine di tipo desk-top: sulla destra
le memorie di massa a ridosso del fron-
tale e l'alimentatore verso il pannello
posteriore, sulla sinistra lo spazio per le
schede di espansione. Nella fattispecie
le memorie di massa fornite di serie oc-
cupano uno spazio assai limitato, grazie
all’adozione di dischi da 3,5"; resta li-
bero un intero slot per unità da 5,25"
dedicabile ad esempio ad un CD-ROM o
a un nastro di backup.
Notiamo sul fianco destro, appoggia-
to al cestello per le memorie di massa,
uno strano e voluminoso carter in ma-
teriale plastico nero; all'interno di esso
sono convogliati i cavi di rete che vanno
dall'alimentatore all’interruttore genera-
le di alimentazione posto sul frontale,
ed è contenuto anche l'altoparlantino
che in questa macchina è anche colie-
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
219
PROVA
COMPAQ DESKPRO 3/25Ì
gaio come uscita di default ai circuiti au-
dio del sistema.
La motherboard occupa la parte sini-
stra dello chassis, in parte anche sotto
le memorie di massa. Curiosando sulla
piastra si notano, vicino al microproces-
sore 80386DX/25, lo zoccolo per il co-
processore numerico 80387 ed un ulte-
riore zoccolo di upgrade del processore;
su quest'ultimo è possibile montare un
processore addizionale di tipo 486 o
overdrive per aumentare le prestazioni
del sistema (cambiandogli effettivamen-
te di classe). Una volta installato il 486
è possibile aggiungere alla macchina an-
che una cache memory di secondo li-
vello sfruttando l'apposito connettore a
pettine posto poco più in Jà, che nella
macchina in prova è inibito da una sche-
da fittizia in plastica. Poco oltre tale con-
nettore, e siamo oramai sotto alle me-
morie di massa, si trovano infine gli zoc-
coli per i moduli SIMM di espansione
della RAM di sistema.
Sulla motherboard sono ovviamente
integrate anche tutte le interfacce del
computer, fra cui la VGA. Quest'ultima
nasce con 512 KByte di memoria ma
appositi zoccoli permettono di espan-
derla a 1 MByte per poter ottenere la
risoluzione di 1024x768 in 256 colori. Il
sottosistema audio è configurabile me-
diante appositi jumper grazie ai quali si
può scegliere quale canale di DMA,
quale interrupt e quale porta di I/O esso
debba usare. Una serie di dip-switch
permette invece di configurare le altre
opzioni di sistema quali il tipo di proces-
sore installato e la VGA da usare.
Il bus di sistema «esce» dalla mother-
board su un singolo connettore vertica-
le; esso viene quindi «ripiegato» ad an-
golo retto e moltiplicato su tre slot con
un'apposita basetta fissata ad una spe-
cie di paratia metallica che attraversa
longitudinalmente tutta la macchi-
na contribuendo anche ad irro-
bustirla dal punto di vista
meccanico. Le schede di
espansione vengono cosi
ad essere montate oriz-
zontalmente in modo da
contenere al massimo l'in-
gombro verticale del computer.
Va detto che tre slot di espan-
sione sembrano pochi ma sono più
che sufficienti in un computer nel
quale tutte le interfacce di uso comune
sono già presenti integrate nella mo-
therboard.
Solo due parole, per concludere, sulla
costruzione. Infatti basta solo dire che
essa è in puro stile Compaq; accurata,
precisa, ordinata, robusta.
220
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
COMPAQ DESKPRO 3/25Ì
Operatività
Il punto focale del Deskpro/i è natu-
ralmente la presenza del cosiddetto Bu-
siness Audio System, ed è dunque su
di esso che concentreremo principal-
mente la nostra attenzione in questo
paragrafo. Prima comunque converrà
accennare alle «solite» caratteristiche,
cominciando da quelle relative alle pre-
stazioni.
Un 386/25 è oramai l'entry level del
mercato, quasi un processore per appli-
cazioni casalinghe. Ciò non toglie che
sia in grado di offrire prestazioni rag-
guardevoli; certo non all'altezza di quel-
le consentite dai moderni «mostri» con
486 a frequenze radio, ma sicuramente
assai più significative di quelle che fino
a tre o quattro anni fa la maggior parte
degli utenti considerava come più che
sufficienti. Tutto sommato questo De*
skpro 3/25i fa oltre tre MIPS e mezzo
ed è oltre venti volte più veloce di un
PC base di dieci anni fa. Stiamo dunque
parlando di una macchina in grado di
svolgere con tranquillità la maggior par-
te dei compiti «normali» e buona parte
di quelli «pesantucci». Certo un massic-
cio multitasking sotto Windows può
metterla in crisi, né è consigliabile uti-
lizzarla per calcolare immagini in ray-tra-
cing; ma non sono queste le applicazio-
ni tipiche di un lavoro d'ufficio, e co-
munque in caso dovessero presentarsi
tali esigenze è sempre possibile effet-
tuare l'upgrade del processore con uno
più potente. Il disco dal canto suo offre
prestazioni più che decenti, raggiungen-
do il throughput di 800 Kbyte/s ed un
tempo medio d' accesso di 15 ms.
Sopra, un particolare
sul grosso carter in
materiale plastico che
contiene e protegge
l'altoparlante di siste-
ma ed i cavi di alimen-
tazione che vanno al-
l’interruttore generale,
A destra, particolare
del vano disponibile
per una ulteriore unità
da 6.25 ‘
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
221
PROVA
COMPAQ DESK PRO 3/25.
E passiamo dunque al sottosistema
audio. Esso permette essenzialmente di
digitalizzare suoni, memorizzarli sotto
forma di file e risentirli in seguito. Il suo
funzionamento avviene per ora solo sot-
to Windows 3,1, dove appositi driver
fomiti da Compaq lo mettono in grado
di essere visto come periferica di suono
dalle estensioni multimediali di Windo-
ws ed utilizzato di conseguenza. Esso
può dunque essere controllato dai tool
standard di Windows 3. 1 quali ad esem-
pio il Registratore di Suoni; questo per-
mette d. campionare suoni provenienti
dal microfono trasformandoli in file di ti-
po WAV, i quali possono poi essere ri-
prodotti, elaborati, associati ad eventi di
sistema o addirittura a documenti indi-
pendenti quali uno spreadsheet o un file
di testo. Quest'ultimo caso, che per-
mette di creare dei veri e propri docu-
menti multimediali, è ovviamente legato
alla disponibilità di software in grado di
sfruttare quei link logici fra file di varie
applicazioni consentiti dal protocollo
OLE di Windows. In realtà è proprio in
vista di applicazioni del genere, median-
te le quali utenti Windows possono uti-
lizzare nel loro lavoro messaggi vocali
oltre che scritti, che il sottosìstema au-
dio proposto da Compaq si chiama Bu-
siness Audio System. Esso tra l'altro ac-
cetta un ingresso linea oltre all’ingresso
micro, e le due fonti possono essere
addirittura miscelate sotto controllo so-
ftware.
Il Business Audio System è un inte-
ressante ed utile gadget ma non è tut-
tavia un sostituto di schede audio evo-
lute quali la SoundBlaster. Tanto per co-
minciare non possiede a bordo un sin-
tetizzatore e quindi non è in grado di ge-
nerare musica in modo autonomo; né
comprende un'interfaccia MIDI per col-
legare strumenti esterni. In effetti non è
neppure compatibile a livello hardware
con la SoundBlaster, la quale è oramai
lo standard di fatto per applicazioni so-
nore su PC. Non si può dunque sperare
di usare il Business Audio System per...
dare suono ai propri videogame! Solo
software appositamente predisposto
può utilizzarlo, ed al momento l'unico di-
sponibile è quello di interfacciamento a
Windows. Cionondimeno si tratta di una
caratteristica interessante per arricchire
di un'ulteriore dimensione il lavoro in
questo ambiente operativo grazie alle
estensioni multimediali in esso incorpo-
rate.
Conclusioni
Siamo giunti alle battute finali e dun-
que al consueto appuntamento col listi-
no prezzi. Vediamo dunque che il De-
skpro 3/25 i col disco da 84 MByte co-
sta meno di tre milioni, monitor esclu-
so Per circa duecentomila lire in più si
può avere il disco da 120 MByte (alta-
mente consigliato) e con altre sette-
centomila il bel monitor VGA che si ve-
de in foto. In totale, dunque, pratica-
mente quattro milioni tondi. È tanto? È
poco? Quando si parla di Compaq il
giudizio è sempre difficile. In assoluto
è tanto, quando esistono compatibili
che per molto meno danno molto di
più in termini di hardware (ad esempio
un 486 ed una SVGA con 1 MByte di
RAM a bordo); non è invece molto
quando si portano in conto il nome
Compaq e tutto ciò che esso si porta
appresso quali la cura costruttiva, l'affi-
dabilità. l'espandibilità. Da notare anche
che oltre al Business Audio System, il
cui costo intrinseco è forse trascurabi-
le, il sistema comprende anche MS-
DOS 5.0 e Windows 3.1 già installati a
bordo, quest'ultimo completo di driver
per il sottosistema audio. MS
222
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
frutto
delle!
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oltre a una completa contabilità
in partita doppia, consente l'uso di centri di costo e prounSk
Tiene un numero illimitato di contabilità
ed ha la massima flessibilità nel disporre il piano dei conti: %
l'ideale per la ditta e lo studio.
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perché specialisti hanno preparato delle contabilità d'esempio.
Banana Contabilità è un prodotto perfettamente
affidabile già utilizzato da migliaia di titolari d'aziende,
dirigenti e studi professionali che non potrebbero mai
più rinunciare alla stampa immediata della propria contabilità
e alla funzione di ricerca testo
o avere i resoconti nel modo preferito
o tutte le altre funzioni che
in pochi secondi un'apposita procedura
d'installazione automatica
rende disponibile.
Banana Contabilità fa contabilità:
un prezzo reso possibile da una ditta
operante in tutta Europa,
la Parsec System.
PROVA
Master Notebook
486/33 Colore
di Andrea de Prisco
S e vi offrissero per meno di cinque
milioni un potente desktop 486
DX a 33 MHz con video VGA a
colori, 4 mega di RAM, harddisk da 80
mega non pensereste certo che si tratti
di un prezzo eccessivo. C'è invece da
meravigliarsi pensando che la macchina
provata in queste pagine risponde a
tutte le caratteristiche sopra elencate
ma non si tratta di un ingombrante
desktop bensì di un compatto (quindi
sicuramente più costoso nella realizza-
zione) notebook con tanto di display LCD
a colori. Certo colori a matrice passiva,
ma pur sempre meglio visibili degli al-
trettanto passivi livelli di grigio normal-
mente disponibili sui notebook in com-
mercio. A proporcelo è la Softcom di
Torino proprietaria del marchio Master
sotto il quale vende una nutrita linea di
computer fissi e portatili nonché decine
dì accessori dagli scanner ai plotter, dagli
harddisk ai modem senza dimendicare
accessori video come ìmage grabber,
genlock ed adattatori VGA-PAL.
Tornando al nostro piccolo « mostro »,
dicevamo appunto che si tratta di un
486 DX a 33 MHz quindi varie volte più
potente e veloce dei molti notebook in
circolazione che a mala pena offrono un
224
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
MASTER NOTEBOOK 486/33 COLORE
La battana ncancabile è accessibile dal fondo
(ormai) misero 386 SX quindi con bus
dati ridotto a 16 bit. Qui invece partiamo
di una macchina con indice Norton SI
superiore a 70 quindi settanta volte più
veloce del protozoico IBM PC/XT che ha
segnato la nascita del tuttora vivo e
vegeto mondo « compatibile ». C'è da
chiedersi dove andremo a finire : difficile
la risposta, almeno tanto quanto sareb-
be stato solo pochi anni fa ipotizzare
potenze simili a portata di valigetta. A
quando il primo «organìzer» CRAY-com-
patibile?
Descrizione esterna
Sebbene un po' plasticoso, il look del
notebook Master è piuttosto accattivan-
Master Notebook
Produttore:
Taipei ( Taiwan )
Distributore:
Softcom Software e Computer Center
Via Zumaglia, 63/A - 10145 Torino
Tel. 011/7711177
Prezzo: (IVA esclusa)
Master Notebook L. 4.980.000
te. Non foss'altro per il riuscitissimo (e
falsamente igienicissimo) colore grigio
antracite del compatto mobile utilizzato.
Come in ogni portatile che si rispetti
tutti i connettori esterni sono salutar-
mente protetti da sportellini plastici apri-
gli o asportabili. Sul lato destro trovia-
mo l'onnipresente drive a 3.5" 1.44 MB
la presa per la tastiera esterna PS/2
compatibile ed un più piccolo minijack
per collegare il tastierino numerico
esterno fornito, una volta tanto, a corre-
do con la macchina. Sul lato opposto
troviamo un primo sportellino per la
porta seriale COM2 ed una minuscola
(anche se un po' rumorosetta) ventola
d'aerazione. Eccessiva precauzione?
Pensiamo proprio di no: un 486 a 33
MHz assorbe e consuma un bel po' e vi
assicuriamo che l'aria che refluisce all'e-
sterno grazie alla ventola è abbastanza
calda: se rimanesse tutta dentro avreb-
be sicuramente effetti ben più deva-
stanti della rumorosità prodotta. Della
serie: «difficile avere la botte piena e...
Il tastierino numerico lomito a corredo.
il computer freddo!».
Sul lato frontale della macchina trovia-
mo l'alloggiamento per la batteria ricari-
cabile che assicura un'autonomia di
«appena» 72 minuti di funzionamento,
Ricordiamoci che si tratta di un 486 e
non lamentiamoci troppo: del resto l'al-
ternativa (oltre alla magia nera) sarebbe
stata quella di aumentare volume e pe-
so dell'oggetto con svantaggi sicura-
mente peggiori,
Sul retro troviamo le connessioni per
il mondo esterno: un'altra porta seriale
(COMI), una porta parallela, un'uscita
per video esterno (attivabile, volendo,
contemporaneamente al display incor-
porato), il connettore per l’alimentatore
carica batterie ed un connettore a 120
La tastiera, anche se di qualità non eccellente, è completa.
MCmicrocomputern. 123 -novembre 1992
225
PROVA
MASTER NOTEBOOK 486/33 COLORE
Velocità CPU e disco rivelale dal Norton SI
poli cui collegare una docking station
(un box d'espansione) che permette di
inserire schede standard ISA.
Aprendo il coperchio display accedia-
mo alla tastiera, all'interruttore di alimen-
tazione, alla nutrita serie di spìe disponi-
bile e, naturalmente, al display stesso.
Come detto nell'introduztone si tratta di
un'unità a matrice passiva ovvero ben
meno costosa di una «matrice attiva»,
ma affetto da alcuni difetti congeniti
tipici di tutti gli schermi costruiti secon-
do questa tecnologia. Primo tra tutti un
contrasto non troppo elevato, ma forse II
difetto più «seccante» è la non uniformi-
tà di funzionamento di tutta la superficie
di visualizzazione. Lo ribadiamo, sempre
meglio di un display monocromatico che
ben diffìcilmente è a matrice attiva (l'uni-
co che mi viene in mente in questo
momento è il Powerbook 170 della Ap-
ple) e che comunque è in grado di
visualizzare solo livelli di grigio.
Sotto al display troviamo i due classici
regolatori dì contrasto e luminosità di
retroilluminazione tipici degli schermi di
questo tipo e due spie LED visibili
esternamente anche a computer chiu-
so. Sono la spia di accensione (rossa
per l'alimentazione a rete, verde per
quella a batteria) e l’indicatore di stato
di carica delle batterie.
Altre otto spie sono presenti a ridos-
so della tastiera e riguardano lo stato
Sleep (più precisamente l'impostazione
di un timeout) dell'harddisk, l'accesso a
questo, il cosiddetto «turbo», gli acces-
si all'unità a microfloppy, l'attivazione
del tastierino numerico «immerso» e i
tre classici NumLock, CapsLock, Scroll-
Lock.
E passiamo alla tastiera. C’è da dire
che la prima impressione non è certo
delle migliori: non tanto per l’aspetto
esteriore quanto per il suono un po'
«plastìcoso» prodotto dai tasti. C'è da
dire, però, che nell’utilizzo (come sem-
pre la prova che state leggendo e stata
redatta con il computer stesso oggetto
della recensione) non dà grossi proble-
mi. Basta solo farci un po' d'abitudine.
La disposizione dei tasti è comunque
corretta, ci sono tutte le accentate e
non mancano né i tasti funzione dispo-
sti orizzontalmente sopra alla zona alfa-
numerica né quelli di controllo cursore,
tutti disponibili in prima battuta. Barra
spaziatrice, Return, BackSpace e Shift
sono tutti sovradimensionati. In basso a
sinistra il tasto serigrafato in blu Fn
aziona alcune funzioni di altri tasti dispo-
nibili in seconda battuta. Tra queste
segnaliamo la possibilità di commutare
tra display interno, video esterno o en-
trambi, effettuare il reverse del video
(che a colori spesso può dare brutte
sorprese), richiamare un menu PopUp
per il settaggio di alcune funzioni di cui
parleremo, mandare il computer di stato
di standby «finto» in quanto tale opera-
zione si riduce semplicemente al co-
mando di spegnimento della retroillumi-
nazione e allo Sleep dell'HD. Ventola,
226
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
MASTER NOTEBOOK 486/33 COLORE
processore e memoria restano ben ali-
mentati, quindi è garantito solo un
aumento di autonomia di circa il 30%.
L 'interno
L'apertura del notebook Master av-
viene in due fasi, Con la prima, svitando
due sole viti dal fondo, si rimuove la
tastiera ed è cosi possibile raggiungere
l’alloggiamento di un modulo SIMM op-
zionale per espandere la memoria da 4
ad 8 megabyte. Svitando poche altre viti
dal retro e dall'interno appena scoperto
è possibile allontanare anche il coper-
chio display per raggiungere la rimanen-
te elettronica. L’harddisk è posto in alto
a destra, tra la cerniera del display e il
citato alloggiamento per il modulo
SIMM di espansione. Alla sua sinistra
troviamo due schede, quella centrale è
la display board che, come recita il suo
nome, serve per la visualizzazione VGA
sia sul display LCD che su video ester-
no: su questa troviamo 512K di RAM,
un controller VGA 65530 della Chips &
Technology e relativo generatore di
clock. Il controller VGA utilizzato assicu-
ra su monitor esterno risoluzione e Su-
per-VGA non interlacciata mentre, come
detto, per le risoluzioni VGA standard
permette di avere l’output tanto sul
pannello LCD quanto su video separato.
Alla sua sinistra troviamo la scheda di
alimentazione che provvede, come
sempre, a fornire le varie tensioni ne-
cessarie per II funzionamento di tutta la
macchina.
Asportando le due board appena de-
scritte accediamo alla piastra madre ve-
ra e propria ammirando, di questa, le
dimensioni molto ridotte. Il grosso 486
è piazzato più o meno al centro, su di
esso è incollata una aletta di raffredda-
mento che, assieme alla piccola ventola
di aerazione forzata permette di mante-
nere le temperature interne più che
accettabili. Inutile cercare, ovviamente,
lo zoccolo per II coprocessore matema-
tico dal momento che questo è già
integrato all'Interno del microprocesso-
re utilizzato. A parte questo, tutta l'elet-
tronica è assemblata in tecnologia
SMD, a tutto vantaggio del contenimen-
to delle dimensioni. Contenimento, lo
sottolineiamo, dovuto soprattutto all'uti-
lizzo del chip set della ETEQ MScrosy-
La macchina appena aperta. Si notino accanto atl’harddisk Maxtor le due daugther board per il video e
l'alimentazione.
MCmicrocomputer n. 1 23 - novembre 1992
227
PROVA
MASTER NOTEBOOK 486/33 COLORE
Ed ecco il vero artefice di tanta potenza di calcolo a portate di valigetta
La piccola, anche se rumorosa, ventola d'aerazione
stems che in due soli integrati imple-
menta le funzioni di una intera board
486 standard.
Software incluso
L'unico dischetto fornito con la mac-
china contiene due utility denominate
N0TE55C.EXE e WIN55C.EXE. Entram-
be servono per attivare alcune funzioni
della macchina, la prima per l'utilizzo
sotto DOS, la seconda per l'utilizzo sot-
to Windows (ambedue non fomiti). Sot-
to DOS, e comunque quando non sono
utilizzati programmi grafici, è possibile
accedere anche ad un PopUp menu
utilizzando la sequenza di tasti Fn+ESC.
Da questo possiamo impostare il time-
out per l'harddisk e la retroillum inazione
del display per economizzare l'utilizzo
della batteria interna quando non usia-
mo attivamente il computer.
Sempre col tasto Fn, dopo aver lan-
ciato NOTE55C.EXE, possiamo invertire
i colori del display LCD, centrare l'im-
magine quando il modo grafico imposta-
to non utilizza tutte le linee di scansio-
ne, attivare o disattivare l'altoparlantino
interno, mandare il computer in Standby
(Fn+Enter) oppure selezionare il video
esterno, l'LCD interno o entrambi, Re-
sta oscuro il significato delle due seri-
grafie blu sotto F5 ed F6, rispettivamen-
te «A-M» (sarà forse l'accesso rapido al
primo volume dell’elenco telefonico...) e
«Bold». Misteri di Taiwan!
WIN55C.EXE è invece una vera e
propria applicazione Windows che per-
mette di accedere praticamente alle
medesime funzionalità (Reverse, Stand-
by, timeout harddisk. e retroilluminazio-
ne, Speaker On/Off) da questo ambien-
te e tramite menu e requester tipici di
Windows.
Conclusioni
Trarre delle conclusioni riguardo Ma-
ster Notebook 486/33 Colore non è per
niente semplice. Innanzitutto perché
non è facile immaginare cosa diavolo
sia possibile fare con tanta potenza di
calcolo (non solo INTEGER ma anche
A confronto con una copta dì MC.
REAL grazie al coprocessore matemati-
co interno al 486) a portata di valigetta.
Né ce la sentiamo di consigliare l'acqui-
sto di questo portatile come computer
«dì base» nonché «unico» cui affidare la
nostra informatica personale. Vuoi per il
display a matrice passiva non troppo
riposante, vuoi per gli 80 mega di hard-
disk che possono essere pochi per infi-
larci dentro tutto, vuoi anche per la
tastiera non proprio entusiasmante an-
che se coadiuvata da un òttimo tastieri-
no numerico esterno fornito a corredo
(assieme alla borsa per il trasporto). Una
cosa però è certa: il prezzo al quale è
offerto è a dir poco miracolistico. Dicia-
mo allora che lo vediamo bene come
una valida alternativa all'acquisto di un
notebook di pari prezzo, magari un po'
più «di marca», ma con caratteristiche
oggettivamente meno entusiasmanti.
Senza contare, inoltre, che la sindro-
me da MIPS è una malattia contagiosa
e quindi non è del tutto azzardato pen-
sare che chi è abituato a determinate
performance sul tavolo (sia anche solo
io scrolling del nostro mega tabellone
elettronico) ben difficilmente si accon-
tenta di andare svariate volte più lento
quando è in trasferta.
I nostri complimenti, comunque, alla
Softcom di Torino, per questo prodotto
nel suo genere unico (particolarmente
per la fascia di prezzo) che sicuramente
riscuoterà il successo che merita.
228
MCmicrocomputer n, 123 -novembre 1992
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* MS OFFICE IT 1,180.000
* LOTUS SMARTSUfTE . MOUSE IT 796.000
WORDPERFECT WORKS IT 220.000
LAN/NETWORK
In lingua italiana . supportati
NETWARE LITE 11 . DR-DOS 6 IT 1 30.000
NETWARE v.2.2 5 UTENTI (T 875.000
NETWARE v.2.2 10 UTENTI IT T.980.000
NETWARE v.3.11 5 UTENTI IT T.OBO.OOO
NETWARE Y.3.11 IO UTENTI IT 2400.000
NETWARE v.3.11 20 UTENTI IT 3.150.000
LINGUAGGI
* BORLAND C.. 3.0 IT
* BORLAND 06JECT VISION 2 IT
BORLAND TURBO C— 3.0 rT
* BORLAND TURBO C.* IT
BORLAND TU RBO PASCAL 6.0
* BORLAND TURBO PASCAL
MS-BASIC COMPILER 7.1
* MS -C/Ce* COMPILER 7.0
MS-COBOL P.D.S.4.5
MS-FORTRAN COMPILER 5.1
MS-MACRO ASSEMBLER
MS-PASCAL COMPIER 4.0
MS'QUICK BASIC 4.5 IT 175.0
MSK3UICKC25 IN 128.0
* MS QUICK CIO IN 210.0
MSOUICK PASCAL 1.0 IT 140.0
* MS-WINDOWS S.D.K. IN 430.0
* VISUAL BASIC IN 2:10.0
VISUAL BASIC DOS IT 280.0
PROGRAMMINGfTOOLS
D„ BRIEF3.I IN 220.0
SMALLTALK V IN 219.0
SMALLT ALK V / 286 IN 260 0
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SCO UNIX O S. 386(488 (2 UTENTI)
SCO UNIX O S. 386486
SCO UNIX D.S. 386(488
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SCOWIX386
SCO Ce» 388
SCOLPI BASIC 386
SCOLPI COBOL 388
SCOLPI DEBUG 388
SCOLPI PASCAL 386
SCO M.F. COBOL72 366 RUN TIMI
SCO M.F COBOU2 366 DEVEL
SCO MS- WORD 366 |1 UTENTE)
SCO MS- WORD 386
SCO F0X8ASE* 268 DEVELOPER IN 1.290.060
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«L’
J encre de mori stylo a la
couleur da l'anarchie, par -
ce que mori amour il n'a
pas de limites ni loi». Non so chi l'ha
scritta o detta per la prima volta, ma
questa frase me la sono ritrovata a mo'
di dedica in un libro di archeologia confi-
nato, o dimenticato, in quel ripiano sem-
pre un po' scomodo da arrivare. Il motto
lo ricordo con piacere perché secondo
me può dare il senso della libertà
espressiva che le nuove tecnologie dan-
no agli utenti.
Dello ScanMan Color ne abbiamo an-
ticipato le caratteristiche su due numeri
di MCmicrocomputer, il 121 ed il 122,
ma l'occasione ufficiale per poterlo ve-
dere dal vivo è stato lo SMAU. L 'esem-
plare in nostro possesso era una copia
di valutazione e nella foto di apertura
manca sia il manuale, che era in fotoco-
pia e la confezione con cui viene vendu-
to. Per chi non ha potuto ammirarlo in
mostra, però assicuriamo che entrambi
erano all'altezza degli altri apparecchi
della Logitech.
Finalmente iJ colore
Eccolo finalmente: arriva uno scanner
manuale in grado di gestire il colore a
24 bit ed in grado di restituire fino a
16.7 milioni di sfumature. L'illuminazio-
ne fornita per l’acquisizione è assicurata
da una fonte a luce bianca con luminosi-
tà costante e le immagini digitalizzate
possono essere elaborate a colori, a
256 toni di grigio, oppure al tratto. Il
pacchetto software fornito in dotazione
è FotoTouch Color in versione Win-
dows, dotato di una potente funzione,
AutoStitch, che fonde automaticamente
fino a quattro scansioni multiple adia-
centi, rigenera i pixel mancanti e calibra
i colori sull'intera immagine.
Il software è compatibile con il proto-
collo di interfaccia TWAIN, elaborato
congiuntamente da Aldus, Caere. Hew-
lett Packard, Kodak e Logitech; funzio-
na come server Microsoft OLE e di
conseguenza le immagini a colori pos-
sono essere integrate senza difficoltà in
ambiente Windows 3.1, dispone di una
funzione di calibrazione schermo/stam-
230
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
LOGITECH SCANMAN COLOR
La selezione della definizione.
pan te, da eseguire una sola volta per
ogni tipo di stampante con la successi-
va memorizzazione dei valori, che con-
sente di eliminare i problemi derivanti
dalla disomogeneità delle tonalità del-
l'Immagine originale, la sua rappresen-
tazione a schermo e l’output finale.
La forma,
la comodità d'uso
Iniziamo dalla forma. Il Logitech Scan-
Man Color si presenta con un look
simile ai precedenti, ma di dimensioni
notevolmente maggiorate e con una
disposizione dei controlli di attivazione
rivista.
Alla prima occhiata spicca il notevole
pulsante turchese al centro del coper-
chio, poi dopo una attenta ricbgnizione
si prende atto della leggera curvatura
che si adatta alla forma della mano.
Due sole le regolazioni aggiuntive:
quella del contrasto, subito dietro la
ScanMan Color
Produttore e distributore:
Logitech Italia Centro Direzionale Cotleonl
Palazzo Andromeda - ing. 3. 20041 Agrate
Brianza fMII. Tel. 039/6056565
Prezzo UVA esclusa I:
ScanMan Color L. 630.000
parte posteriore, accanto al cavo di col-
legamento con il computer, ed il selet-
tore di definizione (100, 200, 300 e 400
dpi) sul lato destro. Il colore è sempre lo
stesso, il bianco chiaro con la finestra
scura di lettura,
La connessione al computer è assicu-
rata da una scheda di interfaccia cu-
stom, verniciata di un impensabile colo-
re rosso, dove la grandezza del pettine
di connessione allo slot (16 bit) aumen-
ta la scarsezza di componenti attivi, che
si contano sulla punta delle dita di una
mano. Di spicco un chip made Logitech
di forma rettangolare con una piedinatu-
ra incontabile.
All’uso lo ScanMan Color si presta in
maniera piacevole e l'idea di piazzare il
pulsante di attivazione al centro della
carcassa riscuote un notevole consen-
so, sia per manovrabilità che per como-
dità.
Come detto prima lo scanner legge
immagini in 16,8 milioni di colori e la
scansione viene effettuata tramite una
luce bianca a luminosità costante, che
non richiede preriscaldamento del siste-
ma. Da sottolineare niente preriscalda-
mento ohe può significare tre cose:
Agiamo sul contrasto.
prima ipotesi che la luce raggiunge la
sua temperatura colore di lavoro in ma-
niera immediata emettendo una banda
praticamente esente da buchi, seconda
che all' interno il CCD viene equalizzato
per compensare eventuali deficienze
dello spettro di emissione, o in ultima
analisi entrambe le possibilità.
Oltre alla capacità di gestione del
colore a 24 bit, ScanMan Color è in
grado di catturare Immagini in 256 toni
di grigio, senza passare attraverso la
scansione a colori dell'Immagine.
FotoTouch Color
Il pacchetto software fornito con
ScanMan Color include una nuova ver-
sione di FotoTouch Color, il programma
di elaborazione delle immagini che vie-
ne offerto con tutti gli scanner della
famiglia ScanMan. FotoTouch Color pe-
rò non è una novità assoluta, infatti si
tratta del pacchetto Ansel che fino a
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
231
PROVA
LOGITECH SCANMAN COLOR
Vari menu del programma. In ogni caso si apprezzi la completezza delle possibilità offerte
poco tempo addietro veniva commer-
cializzato con il nome di Ansai, insieme
allo ScanMan 256 di cui ci siamo occu-
pati su MCmicrocomputer n. 102. Natu-
ralmente è in grado di gestire il colore
oltre alla scansione al tratto e a 256
livelli di grigio.
Questo programma, che gira sotto
Windows, è dotato della funzione Auto-
Stitch, che fonde automaticamente le
scansioni multiple adiacenti. FotoTouch
Color rigenera i pixel mancanti e calibra
i colori sull'intera immagine. Detta così
può sembrare impossibile, ma dopo
aver effettuato più scansioni multiple, il
programma riesce a fondere insieme le
varie passate dove solo un occhio atten-
to o una mano non perfettamente fer-
ma e lineare riescono a far intravedere
la linea di giunzione, o per meglio dire,
di fusione dell'immagine.
FotoTouch Color offre un'ampia gam-
ma di strumenti, personalizzabili in base
alle esigenze dell'utente. La luminosità,
il contrasto ed i toni di grigio si possono
regolare mediante semplici comandi a
schermo selezionabili con il mouse. An-
che funzioni quali bilanciamento del co-
lore, trasparenza e visualizzazione in
modalità Super VGA sono di semplice
impostazione ed esecuzione.
Una delle difficoltà comuni nella scan-
sione a colori è l'omogeneità delle tona-
lità tra l’immagine originale, la sua rap-
presentazione su schermo e l'output
finale. Per superare questo problema e
per assicurare la fedeltà del colore, Lo-
gitech ha incluso in FotoTouch Color la
funzione di calibrazione schermo/stam-
pante. Questa operazione va eseguita
una sola volta per ogni tipo di stampan-
te e i valori vengono poi memorizzati
per l'uso futuro.
ScanMan Color è compatibile con il
protocollo di interfaccia TWAIN, rea-
lizzato congiuntamente da Aldus, Caere,
Hewlett-Packard, Kodak e Logitech. Fo-
toTouch Color funziona inoltre come
server Microsoft OLE fObject Linking
and Embedding) e quindi le immagini a
colori si possono integrare senza diffi-
coltà nell'ambiente Windows 3.1.
Il software fornito con ScanMan Co-
lor effettua una scansione della pagina
virtuale con la funzione AutoStitch che
fonde automaticamente fino a quattro
scansioni adiacenti.
Un sistema di calibrazione totale ga-
rantisce che i colori a video e quelli
dello stampato presentino le stesse to-
nalità. Il software di ScanMan Color è
conforme al protocollo di interfaccia
TWAIN e supporta le OLE di Windows.
Il nuovo prodotto di Logitech è dotato di
una potente funzione di Help e di Foto-
Touch Color, un programma di elabora-
232
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
LOGITECH SCANMAN COLOR
Nella prima la classica foto di gruppo, e accanto si noti le icone con le direzioni e le scansioni multiple.
zione delle immagini che offre caratteri-
stiche tipiche della camera oscura.
Comunque il software di gestione del
ritocco gestisce le immagini anche in
256 livelli di grigio, e può regolare lo
sfondo ed il contrasto, schiarire, scurire
e rendere più nitida tutta l'immagine o
una parte di essa.
Inoltre FotoTouch presenta opzioni di
raddrizzamento e giunzione delle imma-
gini. Una volta «ritoccata», la foto può
essere salvata in 256 livelli di grigio ed a
colori, in vari formati pittorici: BMP,
PCX, EPS. UFF compresso e non com-
presso, per l'eventuale esportazione
verso altri programmi grafici, ma soprat-
tutto anche in formato JPEG. In que-
st'ultimo caso è presente la possibilità
di cambiare il livello di compressione,
che rimane inversamente proporzionale
alla nitidezza in uscita (maggiore è la
compressione, minore è la definizione
dell'immagine e viceversa).
Requisiti di sistema
ScanMan color richiede un personal
computer IBM AT o compatibile con
processore 386SX o Superiore, sistema
operativo MS-DOS o DOS versione 3.1
o superiore e Microsoft Windows 3.0 o
3.1 . Sono necessari 4 Mbyte di RAM e
5 Mbyte di spazio libero su disco, oltre
che uno slot AT a 16 bit per la scheda di
interfaccia. È richiesta in configurazione
minima una scheda grafica VGA ad 8 bit
{per le migliori prestazioni sono racco-
mandate schede video a colori fino a 24
bit).
Conclusioni in Technicolor
Due anni fa intervistando Giacomo
Marini, Vice Presidente e Chief Opera-
ting Officer della Logitech International
S.A., e cercando di capire quali conigli
nel cilindro nascondesse, gli chiesi in
maniera diretta tra quanto tempo
avremmo visto uno scanner manuale a
colori, visto che poco prima si parlava di
sostituire la luce led con un tubo fluore-
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
233
PROVA
LOGITECH SCANMAN COLOR
TWAIN Application
Program Interface and Protocol
Cambia la sigla, ma la sostanza è la
stessa. Le specifiche CLASP, di cui si
parlava nell'articolo riguardante FotoMan
apparso sul numero 115 di MCmicrocom-
puter, ora si chiamano TWAIN. Messe a
punto dagli stessi leader sia del campo
deH’imaging hardware che software, defini-
scono un application program interface (A-
Pl> ed un protocollo che consente la facile
integrazione di un'ampia gamma di periferi-
che di input con tutte quelle applicazioni
che richiedano informazioni «catturate» da
scanner o affini.
Parliamo di un gruppo di cinque nomi,
Aldus Corporation, Caere. Eastman Kodak,
Hewlett-Packard Company e Logitech, a
cui fanno seguito un nutrito elenco di com-
pagni di avventura.
In pratica TWAIN è una cross-platform
application program interface (API) ed un
protocollo che permette una semplice inte-
grazione di un ampio catalogo di periferiche
di input con tutti i pacchetti software che
richiedano le informazioni generate da que-
sti device. Le specifiche sono state studia-
te per renderlo porlabile al massimo sul
maggior numero di piattaforme possibile.
La versione 1.0 del toolkit opera sotto il
sistema operativo 6.05 o superiore Macin-
tosh, Microsoft Windows, 3.0 e superiori.
Come dicevamo durante lo studio queste
specifiche hanno assunto il nome di «Direct
Connect» and «CLASP». TWAIN definisce
come interconnettere periferiche di acquisi-
zione immagini, come scanner da tavolo o
manuali, slide scanner, frante grabber, digi-
tai camera, e database di immagini, con tutti
quei software che possono manipolare for-
mati di dati, che prendono il nome di
«raster» Information, prodotte da detti devi-
ce. Implementando le specifiche TWAIN, gli
sviluppatori software potranno offrire sup-
porto ad una varietà di sorgenti di immagini
da dentro una singola applicazione, senza
dover sottostare alla creazione di driver
multipli. Ciò significa inoltre che i produttori
hardware potranno «upgradare» o modifica-
re le loro apparecchiature senza dover riscri-
vere gli stessi driver.
All'utente finale, TWAIN dà la possibilità
di aggiungere immagini in maniera veloce e
semplice ad una grande varietà di docu-
menti senza fermare l'applicazione che li
genera, acquisire l'immagine e immagazzi-
narla in un file, per poi riaprire l'applicazio-
ne ed importare la suddetta immagine.
Il Trasferimento dei dati è completamen-
te trasparente, ed appare come una parte
integrale di un menu di opzioni.
Il centro motore dell'architettura TWAIN
è il Source Manager (SM), un resource
code per Macintosh ed una DLL per Micro-
soft Windows. Il ruolo primario del Source
Manager è quello di stabilire e gestire la
connessione tra l'applicazione e la sorgen-
te dell'immagine.
Ciò permette all'utente di selezionare
una sorgente, caricare e scaricare la sor-
gente scelta essendo certi che le chiamate
provenienti da una particolare applicazione
vengano correttamente indirizzate all’ap-
propriata sorgente.
I membri della coalizione hanno lavorato
attorno al progetto per almeno 1 8 mesi. Le
seguenti compagnie hanno implementato
TWAIN nei loro prodotti: Aldus, Bear River
Associates, Caere, Canon U.S.A., Hammer-
lab, Hewlett-Packard Company, Image-ln,
Intel Corp., Kofax, UghtSource, Logitech,
Lotus Development Corp,, Media Cyberne-
tics, Micrografx, Microtek, Ocron, OCR Sy-
stems. Orlon Systems. Pixel Translations,
Recognita, Ricoh Corp., Seiko. Vividata,
Zedcor, ZSoft.
A questi si aggiunge un altro elenco di
produttori che ritengono vitale l' implemen-
tazione di TWAIN: Adobe, Agfa-Gavaert
Belgium, Calere Recognition Systems. Co-
rel Systems. Diamond Flower Electric Inst.,
Eastman Kodak, Howtek, KYE International
— Genius, Letraset. Marstek, Mitsubishi
International, Mouse Systems. NBI, Nikon,
Nisca, On thè Go Software. Pentax Tech-
nologies. Pre-Press Technologies. Rrimax
Electronics, Software Architeets, The Com-
plete PC, Ventura Software.
tutta qua Dì spicco un
chip made Logitech di
torma rettangolare
con una pìedìnatura in-
scente. Naturalmente slittò sulla do-
manda e mi rispose che quando la
Logitech sarebbe stata sicura di vender-
ne 10 mila ci avrebbe pensato, preci-
sando anche che il momento non era
maturo per la poca presenza di stam-
panti a colori a basso costo ma di buona
qualità.
Beh ora quel momento sembra arri-
vato.
Secondo la società di ricerche BIS
Strategie Decisions, il mercato degli
scanner portatili continuerà a crescere
nei prossimi quattro anni. Si calcola che
nel 1993 il rapporto di vendita tra gli
scanner portatili e quelli piani sarà di
quattro a uno.
Che dire di più? Che bisogna provare
a fare una scansione di una foto molto
grande e complessa per rendersi conto
delle potenzialità del prodotto. Un giudi-
zio molto positivo lo ha espresso il
nostro fotografo che di fronte alle
schermate è rimasto visibilmente com-
piaciuto, soprattutto dopo aver sentito il
prezzo.
«e
234
MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992
Finalmente un Software adatto alle
registrazioni audio digitali.
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(microfono, linea, CD), e regolazione di pan-pot
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PROVA
ZyXEL U-1496
di Corrado Giustozzi
E parecchio tempo che non ci oc-
cupiamo di modem su queste
pagine. E da quando ne abbiamo
parlato per l'ultima volta sono successe
diverse cose nel panorama dei prodotti
offerti dall'industria al mercato della te-
lematica amatoriale e professionale.
Il modem dì riferimento per l'hob-
bysta è oramai quello V.22bis a 2400
baud con MNP e/o t.42 il quale, grazie
alla compressione dei dati effettuata
«al volo », è in grado di raggiungere
transfer rate ben superiori alla velocità
nominale: teoricamente fino a 9600
baud equivalenti (in pratica molti dì me-
no), in funzione comunque del tipo di
dati in transito. Questo standard è pra-
ticamente il minimo indispensabile, es-
sendo utilizzato oramai da tutte le BBS
ed i servizi telematici. A questo propo-
sito notiamo che perfino Itapac, la rete
a pacchetto nazionale che era rimasta
l'unico grande servizio telematico anco-
rato anacronisticamente ai 1200 baud,
ha iniziato da qualche mese un proces-
so di modernizzazione che la sta por-
tando a sostituire tutti i vecchi modem
V.22 a 1200 baud con più moderni mo-
dem V.22bis a 2400 baud dotati di pro-
tocollo di correzione d'errore. L'aggior-
namento dell'hardware è ormai pratica-
mente terminato, per cui si può dire
che tutti gli accessi alla rete sono final-
mente a 2400 baud.
In questo panorama in continua evo-
luzione sono inoltre sempre di più i
BBS ed ì servizi telematici ad adottare
modem ad alta velocità, capaci di tran-
sfer rate superiori ai 9600 baud. Questi
modem adottano tìpicamente gli stan-
dard internazionali di modulazione indi-
cati dal CCITT come 1 1.32 (fino a 9600
baud) e V,32bis ( fino a 14400 baud),
cui si aggiungono il V.42 per la corre-
zione di errore ed il V.42bis per la com-
pressione dei dati; e spesso impiegano
anche metodi di modulazione proprieta-
ri per giungere fino a 16800 baud ed
oltre, Modem del genere fino ad un
paio di anni fa erano rivolti al solo uso
professionale e costavano cifre assolu-
tamente improponibili per un hobbysta,
ma il progredire della tecnologia elet-
tronica da un lato, e la crescente do-
manda di modem ad alte prestazioni
dall'altro, hanno fatto si che il loro prez-
zo scendesse notevolmente negli ulti-
mi tempi. Oggigiorno si possono dun-
que trovare modem V.32bis alla portata
economica di un hobbysta « evoluto ».
236
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
ZYXEL U-1496
ovvero particolarmente esigente e mo-
tivato. Certo si tratta sempre di cifre
consistenti, che si aggirano attorno ad
anche oltre il milione. Vi sono anche
prodotti taiwanesi di basso profilo che
si trovano sotto i quattrocento dollari,
ma ovviamente non sono in grado di
dare quelle garanzie dì affidabilità e
prestazioni che sono invece offerti da
modelli più perfezionati e costosi.
Ed è proprio di uno di questi nuovi
modem di fascia alta che vogliamo par-
larvi questo mese. 0 meglio dì un'inte-
ra linea di modem, dato che si tratta di
tre apparecchi basati su dì un medesi-
mo progetto e differenziati solo per al-
cuni dettagli costruttivi e prestazionali.
Si tratta dei modem ZyXEL, introdotti
dì recente , ma già molto apprezzati e
diffusi sui mercati di oltreoceano.
La caratteristica saliente di questi
modem è quella di essere praticamen-
te implementati., in software! Infatti la
soluzione progettuale che è stata adot-
tata prevede la quasi totale assenza di
hardware «dedicato»: tutto si basa sul-
l'uso di ben due DSP (Digital Signal
Processor) governati nientemeno che
da un microprocessore Motorola
68000. In questo modo il modem è in
realtà un computer del tutto generale,
anche se specificamente disegnato per
elaborazioni audio, e tutte le funzioni
hardware della comunicazione (compre-
se quelle di modulazione) sono imple-
mentate in firmware,
Ciò consente ovviamente notevolissi-
mi vantaggi, tra cui i principali sono la
massima versatilità dell'apparecchio (ad
esempio per implementare un nuovo
protocollo basta aggiornare le EPROM)
e la possibilità di inserirvi funzioni col-
laterali di utilità (ad esempio la digitaliz-
zazione e riproduzione della voce).
La linea di modelli ZyXEL
La linea di modem ZyXEL siglata U-
1496 comprende tre modelli dalle ca-
ratteristiche di base più o meno analo-
ghe, che si differenziano solo per l'a-
spetto esterno ed alcune dotazioni se-
ZyXEL U-1496
Costruttore:
ZyXEL Communication Corporation. Taiwan
Distributore:
BREAMD Informatica
Strada Provinciale di Farnei, 20
3401 S Muggia ITS)
Prezzi UVA esclusa ):
ZyXEL U-149S-S L 1.512.000
ZyXEL U-1496-E L. 846.000
ZyXEL U-1496-B L. 772.000
condarie. Vediamo dunque l'insieme
delle caratteristiche comuni. Le modu-
lazioni disponibili sono tutte quelle
standard dal V.21 (300 baud) al V.32bis
(14.400 baud), compresi il V.23
(1 .200/75 per Videotel) ed il modo pro-
prietario ZyX a 16.800 baud; ad esse si
affiancano i protocolli di correzione
d'errore MNP4 e V.42 nonché i proto-
colli di compressione MNP5 e V.42bis.
Durante un collegamento i modem
effettuano un monitoraggio continuo
delle condizioni della linea e sono in
grado di adattare la velocità di trasmis-
sione alla qualità del segnale; tale va-
riazione può essere sia in «discesati in
caso di errori (auto fall-back), che in « ri-
salita >i in caso di ritorno a condizioni ot-
timali (auto fall-forward). Sono possibili
la ricezione e la trasmissione di fax se-
condo le specifiche Gruppo 3 e CCITT
V. 17 (high speed fax a 14.400 baud).
Sono implementate funzioni di sicurez-
za quali il callback automatico e la pro-
tezione con password, nonché la pos-
sibiltà di configurazione remota. Grazie
inoltre alle potenzialità specifiche di ela-
borazione audio il modem effettua il ri-
conoscimento dei toni di centrale italia-
ni e comprende alcune funzioni di digi-
talizzazione, compressione e riproduzio-
ne della voce.
Dei tre modelli della gamma due so-
no modem esterni (modelli «S» ed
«E») ed uno è su scheda interna per
bus PC-ISA (modello «B»). I primi due
si differenziano tra di loro per il fatto
che il modello «S», quello top, è dotato
di un pannellino a cristalli liquidi e di un
tastierino mediante i quali si possono
leggere le condizioni di stato del mo-
dem e/o della linea, nonché configurare
direttamente il modem stesso senza
dover ricorrere ai comandi AT impartiti
da computer. Il modello «E» ha invece
il consueto array di led di stato e dispo-
ne anche di due pulsanti per la com-
mutazione data/voce e la scelta fra il
modo answer e quello originate. Il mo-
dello «S» accetta inoltre una velocità
del DTE fino a 76.800 bps mentre gli
altri due vanno «solo» fino a 57.600;
da notare a questo proposito che il mo-
dello «B» incorpora una interfaccia se-
riale dotata della UART 16550 ad alte
prestazioni.
I modelli «S» e «B» possono lavora-
re sia in modo asincrono che sincrono.
Il modello «S» può inoltre lavorare su
linea dedicata a quattro fili, ed in que-
sto caso dispone di ulteriori funzioni
quali i modi di trasmissione V.33 (dati)
e V.27ter e V.29 (fax), ed il controllo
del livello di uscita. I modelli «S» ed
«E» dispongono sia del set di comandi
AT che di quello V.25bis, mentre il mo-
dello «B» possiede il solo set AT. Il
modello «S», infine, fa lavorare il
68000 ad un clock di 16 MHz mentre
gli altri a «solo» 12 MHz, cosa che gli
permette di poter implementare algorit-
mi più efficienti per la gestione delle
funzioni connesse all'elaborazione della
E fatta questa debita premessa pas-
siamo ad esaminare l'oggetto della pro-
va che è specificamente il modello «S»
ricordando che, salvo ove esplicitamen-
te notato, tutto ciò che diremo sarà ap-
plicabile anche ai modelli inferiori.
Descrizione esterna
Lo ZyXEL J-1496-S è inscatolato in
un accattivante contenitore plastico dal-
le dimensioni di circa 22x5x27 cm (Ihp).
Il frontale, leggermente inclinato all'in-
dietro, è suddiviso in due aree operati-
ve ben distinguibili: un «pannello di
Frontale e retro del modello « S ». il top della gamma. Il pannello LCP mostra che il modem è in attesa di una connessione
MC microcomputer n. 123 - novembre 1992 237
PROVA
ZYXEL U-1496
II palmellino LCD permette di navigare in un ampio albero di menu dal quale si possono esaminare e modificare tutti i parametri operativi del modem
stato», formato da sei spie a led e dal
citato schermo LCD, ed un «pannello
comandi» comprendente quattro tasti
disposti a diamante. Vediamo il tutto in
dettaglio, cominciando dalla sinistra e
dunque dai led di stato. Questi sono in
numero di sei e segnalano le principali
condizioni in cui si può trovare il mo-
dem, di modo che all'operatore basti
un solo colpo d'occhio per capire «cosa
stia succedendo» senza dover leggere
scritte sul display LCD. Essi rappresen-
tano dunque: la presenza dell'alimenta-
zione (PWR), l'impegno della linea
(OH), l’attivazione della risposta auto-
matica (AA), la presenza del segnale
DTR sulla RS-232 (e dunque del con-
trollo da parte del computer), il transito
dei dati in trasmissione (TXD) ed in ri-
cezione (RXD). Lo schermetto a cristalli
liquidi, raffinatamente retroilluminato e
capace di visualizzare due righe da 20
caratteri Luna, svolge un gran numero
di funzioni utili ed «intelligenti». Innan-
zitutto, ovviamente, durante un collega-
mento esso permette di tenere sotto
controllo istante per istante lo stato del
modem e quello della connessione: è
infatti in grado di visualizzare sia i para-
metri della connessione che alcune sta-
tistiche sulla qualità del collegamento
quali il throughput istantaneo, il rappor-
to S/N della linea, il livello del modem
corrispondente, le distorsioni di fase
del segnale ricevuto e cosi via. Quando
invece non si è in collegamento esso
permette di visualizzare ed eventual-
mente modificare tutti i parametri di
configurazione del modem, compresi i
registri interni; la consultazione è gui-
data mediante un'ampia serie di veri e
propri menu che l'utente può selezio-
nare mediante i quattro tastini di «mo-
vimento» posti all'estrema destra del
pannello frontale.
Nel caso del modello «E» il frontale
comprende invece «solo» una fila di
led di sfato nonché due pulsanti. I led,
ben dodici, segnalano le condizioni di:
connessione in alta velocità (HS). auto
answer attivo (AA), presenza della por-
tante remota (CD), impegno della linea
(OH), terminale pronto (DTR), modem
pronto (DSR), abilitazione alla trasmis-
sione (CTS), dati in transito (TXD e
RXD), correzione d'errore attivata (EC),
qualità della linea accettabile (SQ), mo-
do diagnostico (TST). I pulsanti commu-
tano fra i modi answer ed originate e
fra i modi dati e voce.
Posteriormente si trovano, com'è na-
turale. tutte le connessioni dell'appa-
recchio, Da sinistra a destra abbiamo
innanzitutto l’interruttore di accensione
e la presa a vaschetta per l'ingresso
dell'alimentazione; segue il connettore
per il plug RJ-12 (otto poli) relativo al-
l'uso di linea dedicata; a fianco vi sono
i due RJ-11 che permettono invece la
connessione alla linea commutata ed al
telefono di servizio; sull'estrema de-
stra, infine, il connettore DB-25 femmi-
na per il collegamento via RS-232 al
DTE.
L'interno
Il 1496-S è costituito essenzialmente
da una sola ampia main board che
comprende tutta l'elettronica «di linea»
nonché la preponderante parte «logi-
ca». Quest'ultima, lo ricordiamo, si ba-
sa su due Digital Signal Processor go-
vernati da un 68000 e da un apposito
firmware. Alla main board sono collega-
te altre due schedine «di supporto»
una si trova in piggy-back proprio sopra
ai DSP mentre l'altra, connessa me-
diante fiat-cable, è quella del display ed
è situata in corrispondenza al pannello
frontale dell'apparecchio.
La costruzione dell'apparecchio è im-
peccabile, ed i componenti utilizzati so-
no di prima qualità. Sul tutto spicca ov-
viamente il grosso 68000 di fabbricazio-
ne Toshiba, il quale è posto fra le due
EPROM sostituibili contenenti il firmare
dell'apparechio ed i due DSP ovvia-
mente di produzione Texas Instrumen-
ts. Da notare anche la significativa pre-
senza di chip ASIC prodotti dalla stessa
ZyXEL.
238
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
ZYXEL U-1496
Utilizzazione
Due sono gli aspetti fondamentali
dell'uso dello ZyXEL U-1496; la sua re-
sa tecnica da un lato e l'operatività pra-
tica dall'altro.
Per quanto riguarda la prima questio-
ne ci si può limitare a poche parole: in
tutte le prove da nói effettuate in un
arco di tempo piuttosto esteso il mo-
dem non ha mai perso un colpo, riu-
scendo sempre ad effettuare collega-
menti affidabili anche in condizioni di li-
nea critiche. Molto utile a questo pro-
posito si rivela la presenza del fall-for-
ward che permette di risalire a velocità
di trasmissioni ottimali dopo una dimi-
nuzione causata da disturbi di linea. Co-
me parte «dura» della prova abbiamo
tra l'altro inserito per molti giorni un
modello «S» sul concentratore di MC-
link dedicato ai modem ad alta velocità.
Il traffico svolto dal 1 496 è risultato co-
stantemente regolare e statisticamente
analogo a quello degli altri modem, se-
gno che non vi è stato alcun problema
di incompatibilità né fra lo ZyXEL ed i
modem degli abbonati ad MC-link né
nei riguardi di connessioni veloci anche
su collegamenti in teleselezione. Nella
connessione fra due ZyXEL, poi. abbia-
mo apprezzato moltissimo il modo pro-
prietario a 16.880 baud che funziona
realmente bene e consente trasferi-
menti di file alla velocità della luce. L'u-
nica cosa che non abbiamo verificato
sono le capacità di sintesi vocale del-
l'apparecchio. obiettivamente peculiari
e comunque non del tutto consolidate
al momento attuale per via di un pro-
cesso di evoluzione tuttora in corso.
Per quanto riguarda l'operatività pra-
tica va sottolineato che la presenza del
pannellino LCD e dei pulsanti di sele-
zione è realmente utilissima, Innanzitut-
to è utile (e divertente...) poter control-
lare durante un collegamento cose co-
me il modo di connessione attivato, il
rapporto segnale/rumore della linea, il
contatore di errori, il transfer rate istan-
taneo e via dicendo. In secondo luogo
è comodissimo poter modificare al volo
un settaggio o verificare il contenuto di
un registro senza dover intervenire con
i noiosi comandi AT per i quali serve ol-
tretutto il manuale; basta «navigare»
nel razionale albero di menu per poter
accedere in pochi istanti all'informazio-
ne desiderata, e modificarla se neces-
sario. Nulla di più comodo o più imme-
diato.
Come ultime annotazioni sottolineia-
mo intanto che col modem vengono
forniti un manuale in italiano (noi ne ab-
biamo ricevuto una versione prelimina-
re) ed un dischetto contenente vario
software specifico fra cui un completis-
La motherboard del modem Sulle sinistra è situala luna la parte « logica ' >, sulla destra l'elettronica di
interfaccia e la sestine alinteniatrice.
simo programma realizzato dalla stessa
ZyXEL che permette di inviare e riceve-
re fax. L'apparecchio è garantito per
due anni dal distributore italiano, con
una garanzia completa che copre non
solo il costo delle parti ma anche quel-
lo della mano d’opera; inoltre speden-
do l'apposita cartolina di registrazione
si ha diritto a ricevere a condizioni van-
taggiose eventuali aggiornamenti futuri
del software o dell'hardware. A propo-
sito del firmware va anche notato che
l'utente «smanettone» potrà ricevere
aggiornamenti del firmware vìa modem
o su dischetto e provvedere poi in pro-
prio alla riprogrammazione delle
EPROM. Sono infine in corso di svolgi-
mento le procedure di omologazione
degli apparecchi da parte del Ministero
PP.TT., un «must» per prodotti destina-
ti ad un'utenza semiprofessionale o
professionale.
Conclusioni
Terminiamo col consueto sguardo ai
prezzi. Il modello «S» costa pratica-
mente un milione e mezzo, l'«E» circa
ottocentocinquantamila lire ed il «B» su
scheda settecentosettantamila. In as-
soluto si tratta di cifre di un certo rilie-
vo, ma basta rifletterci un attimo per
convincersi che i prezzi sono più che
commisurati alla qualità ed alle caratte-
ristiche degli apparecchi. Non dimenti-
chiamo che dentro ci sono un signor
microprocessore e ben due DSP, i qua-
li da soli fino a poco tempo fa costava-
no più del modem finito!
La domanda è, semmai, se vale la
pena di spendere le settecentomila lire
di differenza fra il modello «E» ed il
modello «S» per avere « solo» un pro-
cessore più potente ed il pannellino
LCD. È chiaro che è difficile rispondere
a questa domanda in modo generale:
quello che possiamo dire è che il pan-
nellino non è un gadget ma è realmen-
te uno strumento molto utile, specie in
applicazioni professionali o critiche do-
ve è di vitale importanza poter sapere
in ogni momento cosa stia succedendo
al livello della connessione. Cosa rima-
ne da aggiungere? Innanzitutto che il
modello «S» è disponibile, a richiesta,
anche in versione rack per applicazioni
professionali. In effetti uno di questi ra-
ck, dotato di sedici modem, è da qual-
che settimana felicemente funzionante
su MC-link dove ha sostituito i prece-
denti modem a bassa velocità andati in
pensione per limiti di età. In secondo
luogo va ricordato che. grazie ad un ac-
cordo con l'importatore italiano, ogni
acquirente di un modem ZyXEL ha di-
ritto ad un abbonamento omaggio a
MC-link della durata di tre mesi, con i
primi dieci collegamenti gratis. rag
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
239
Microsoft
Excel 4.0 in italiano
di Francesco Patroni
D ovreste già in qualche modo es-
servi accorti della esistenza di
Excel 4.0, per cui questa prova
non dovrebbe cogliervi di sorpresa. In-
fatti sin dai primi giorni di ottobre, detti
« zona SMAUa, la Microsoft ha pubbli-
cato. sui principali quotidiani e periodi-
ci, decine di inserzioni pubblicitarie de-
dicate ai propri prodotti ed in particola-
re ad Excel 4.0.
Il fatto che già si sia molto parlato di
Excel 4.0 ci autorizza a dare alla prova
stessa un « taglio » particolare, tendente
ad esplorare non tanto le funzionalità
normali Igià presenti nelle versioni pre-
cedenti), quanto quelle più stimolanti
da un punto di vista applicativo e/o da
un punto di vista tecnico e meno evi-
denziate sia in articoli apparsi su altre
riviste sia nelle pagine di pubblicità.
Il materiale cartaceo
Già la prima impressione, che si ha
nel sollevare dal tavolo la confezione, è
di abbondanza. La confezione esterna,
quella di cartone da imballo, è in realtà
piena come un uovo. Contiene i di-
schetti e molti manuali ed opuscoli. Il
peso è dato dai manuali principali che
da soli totalizzano quasi 2.000 pagine.
Partendo dai più piccoli citiamo:
— come procedere, un foglietto che
dà le prime indicazioni per orientare i
neofiti che magari si sono spaventati a
vedere tanta roba.
— guida rapida alla barre ed alle icone.
Le pagine sono 16 e descrivono le ol-
tre 100 icone a disposizione. Chi deve
240
MCmicrocomputer n. 123 ■ novembre 1992
PROVA
MICROSOFT EXCEL 4.0
Microsoft Excel 4
usare produttivamente Excel 4.0 è be-
ne che cominci ad abituarsi all'uso del-
le icone, che, ne parleremo tra pochis-
simo, costituiscono il modo più imme-
diato per azionare un qualsiasi coman-
do.
— passaggio dall'123. 42 pagine dedi-
cate agli utenti che provengono
dall’123. L‘123 come noto è il prodotto
tuttora più diffuso, nella categoria
spreadsheet evoluti, cui appartiene an-
che Excel. Una facilitazione nell’appren-
dimento può favorire l'opera di conver-
sione e proselitismo. E questa del ma-
nuale «dedicato» non è la sola facilita-
zione per i «transfughi dall'123».
— il manuale del Q+E. Il Q+E, e an-
che su questo prodotto accessorio di
Excel abbiamo già scritto degli articoli,
è rimasto pressoché immutato. L'im-
portanza di tale accessorio di lusso è
dimostrata anche dal suo volume che è
di oltre 200 pagine.
Passiamo ai manuali più tradizionali.
Il manuale del prodotto... sono due
manuali, È stato infatti diviso, probabil-
mente per problemi di rilegatura, in
due. Il primo raggiunge le 670 pagine e
contiene, ben organizzati in capitoli di
contenuto omogeneo, gli argomenti
d'uso normale, mentre quelli d'uso più
specialistico sono ospitati nel secondo
manuale, dove occupano 340 pagine.
Gli argomenti più evoluti sono Analisi
Dati, Fogli Modello, problematiche d'In-
terscambio, problematiche di Persona-
lizzazione, Ambiente Foglio Macro.
L'ultimo manuale è quello che con-
tiene le funzioni, che sono «mischia-
te». Ci sono funzioni normali, quelle
che in altri prodotti si chiamano «chioc-
ciola», e funzioni Macro, che possono
essere usate solo in tale tipo di fogli.
In appendice alcune pagine, poche
per l'importanza e l'interesse dell’argo-
mento, relative all’uso delle funzioni
che richiamano DLL esterne.
L 'installazione
La procedura di installazione rispetta
lo standard Microsoft e quindi non pre-
senta alcuna sorpresa. Al solito è pos-
sibile definire quali moduli installare e
quali no (figura 1). Si può risparmiare,
se già si è esperti, il Tutorial, che, ed
anche questa è una soluzione Stan-
dard, risiede in una directory EXCEL-
CBT.CBT (che significa Computer Ba-
sed Training).
Produttore e distributore:
Microsoft S.p.A,
Via Cessa naso 224 Pai. Tiepolo
20090 Segrate IMI). Tei 02/269121.
Prezzi UVA esclusa
Excel d li talianol L. 995.000
Excel d I inglese ) L 795.000
Il materiale del Tutorial è di buona
qualità. Gli esercizi sono interattivi, in
modo che l'utente può simulare com-
pletamente una normale sessione di la-
voro, Il Tutorial può infine essere richia-
mato «al volo» anche nel bel mezzo di
una sessione di lavoro (figura 2).
Le novità interne
Le novità sono fondamentalmente di
due tipi. Quelle che facilitano l'operati-
vità, nel senso che permettono, in ma-
niera più immediata, di eseguire un co-
mando o una serie di comandi com-
plessi (che già si potevano eseguire
con le versioni precedenti). Quelle che
introducono comandi nuovi, prima non
presenti.
Molti di questi comandi, ma spesso
si tratta di funzionalità complesse, sono
resi possibili da moduli Add-ln, pro-
grammi, scritti nel linguaggio Macro di
Excel, che introducono o nuove funzio-
nalità o/e nuove funzioni (che personal-
mente preferisco continuare a chiama-
re «chiocciola» anche se in Excel le
funzioni iniziano Con il segno « = »).
Altra novità utile è quella che per-
mette di eseguire «zoomate» sul fo-
glio. Spesso in precedenza, in caso di
Figura 2 - MS Excel 4,0
Il Tutorial
L ‘installazione preve-
de, già dalla versione
2.0, il caricamento del
Tutorial. In pratica un
vero e proprio Corso di
apprendimento per
principianti, richiamabi-
le sia dal menu Guida.
sa. al volo, in caso di
necessita, direttamen-
te dal foglio In pratica
è un SuperHelp.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
241
PROVA
MICROSOFT EXCEL 4.0
Figura 3 - MS Excel 4.0
Scella delle Funzioni
Il patrimonio di funzioni
è impressionante Tale
patrimonio viene inol-
tre arricchito quando si
caricano quegli aggiun-
tivi che portano un loro
contributo di Macro
Funzioni Per facilitarne
l'utilizzo. Excel propo-
Diatog Box che mostra
le Funzioni organizzate
per argomento e. in
tassi di quella selezio-
Figura 4 • MS Excel 4.0
Zoom operativo.
Per vedere al meglio il
contenuto di un tabel-
lone molto pieno si
può agire Sulla funzio-
ne Zoom, che permet-
te anche di impostare
valori personali In pre-
cedenza occorreva agi-
re sulla dimensione dei
dimensioni possono ri-
manere Fisse e viene
visto, con lo Zoom, in
piccolo l'intero tabello-
Figura 5 • MS Excel 4.0
Cartelle di Lavoro.
La Cartella di Lavoro 6
un nuovo strumento
che permette di orga-
nizzare. in cartelle ap-
punto, lavori relativi ad
uno stesso argomento.
Se si lavora con le Car-
telle vengono arrivale
gestione del loro con-
tenuto, per scorrere da
un lavoro all'altro, per
tenere un indice, eco
necessità, ad esempio per vedere più
dati sul foglio, si riducevano i caratteri
dei dati contenuti nelle celle. Ora con
lo Zoom (figura 4) è possibile ridurre la
scala di visualizzazione senza dover in-
tervenire sui caratteri.
È stato addirittura introdotto il corret-
tore ortografico, che però può essere,
molto opportunamente, condiviso con
gli altri applicativi sotto Windows.
A queste novità vanno aggiunte alcu-
ne modifiche di comandi precedenti.
Una per tutte. Il comando che mostra
le funzioni sfrutta ora una ricca finestra
di dialogo (prima era una semplice Dia-
log Box) in cui le varie funzioni sono
suddivise per argomento. In tal modo
la loro ricerca è facilitata (figura 3).
Spulciando
tra le altre novità
Le novità sono tantissime, anche se.
stranamente, alcune funzionalità, ad
esempio quelle Statistiche, presenti
nella versione inglese del prodotto, non
sono state inserite nella versione italia-
Citeremo alcune delle novità più inte-
ressanti, lasciando ai lettori che deci-
dessero di acquistare il prodotto, il
compito di scoprire le altre.
Comandi residenti nelle Celle
Una serie di comandi «minimi» risie-
de ora direttamente nella cella.
La bordatura che costituisce l'eviden-
ziatore di una cella o di un insieme di
celle è ora attivo. Può essere «aggan-
ciato» per eseguire il Drag and Drop
del contenuto delle celle.
Se la cella contiene un valore indivi-
duabile come l’inizio di una Serie, e si
aggancia il bottoncino in basso a destra
nell'evidenziatore, è possibile eseguire
un «autoriempimento»
Un esempio chiarificatore. Si scrive
in una cella la parola «gennaio», poi si
aggancia il bottoncino e lo si trascina in
giù per 12 righe, si otterranno «feb-
braio». «marzo», «aprile», ecc.
Se la cella invece contiene una for-
mula lo stesso bottoncino serve per
copiare la formula lungo una direzione.
Se sulla cella evidenziata infine si cli-
cka il tasto destro del mouse appare il
mimmenu attraverso il quale si posso-
no modificare le varie caratteristiche
del contenuto della cella.
La Cartella di Lavoro
Viene migliorato il sistema di gestio-
ne delle applicazioni Multìfoglio. I vari
fogli costituenti l'applicazione possono
ora essere racchiusi in una unica Car-
242
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
MICROSOFT EXCEL 4.0
Figura 7 - MS Excel 4.0
Formattazione Auto-
matica,
Spesso si perde più
tempo a sistemare dai
punto di vista estetico
una tabella che non a
realizzarla dal punto di
Con la funzionalità Au-
loformat (che ha anche
un suo bottone > è pos-
sibile passare rapida-
mente in rassegna una
serie di formati, anche
di tipo personalizzalo,
che si adeguano ai dati
in maniera intelligente,
nel senso che gli attri-
buti vedano in funzione
del contenuto delle cel-
le.
tellina, che può essere richiamata e sal-
vata. e che provvede (la cartellina) a ga-
rantire l'accesso ai vari fogli (figura 5).
Nella Vista della Cartella di Lavoro, e
nella vista dei vari fogli ad essa appar-
tenenti, appaiono una serie di Bottoni
specializzati che servono ad esempio
per scorrere i vari fogli o per tornare al-
l'indice della Cartella.
Chi segue i nostri articoli sugli Spread-
sheet sa bene che siamo dei convinti
fautori del lavoro su più fogli, e quindi
apprezziamo questa « novità».
Lo Scenario Manager
A chi usa il foglio elettronico per ese-
guire delle Simulazioni, delle Previsioni,
ecc. capita spesso di dover legare i
propri calcoli ad una serie di parametri,
che, a seconda delle varie Ipotesi, ven-
gono modificati.
Ad esempio una Ditta di Import /
Export può eseguire delle valutazioni
basate sulle previsioni dell'andamento
del mercato dei cambi.
Con lo strumento Scenario Manager
è ora possibile «memorizzare» le varie
ipotesi in un apposito archivio per poi
richiamarle facilmente. In un bilancio di
previsione si potranno ad esempio me-
morizzare Ipotesi Media, Ipotesi Mini-
ma, Ipotesi Massima e poi facilmente
passare dall'una all'altra.
In pratica tale memorizzazione consi-
ste nel conservare i valori inseriti in
una serie di celle (anche tante celle) e
nel fatto che i valori una volta memo-
rizzati possono essere richiamati al volo
tutti insieme, anche se nel frattempo II
contenuto delle stesse celle è stato
cambiato (figura 6).
Formattazione Automatica
In moltissimi casi il lavoro per mette-
re in bella copia una tabella numerica è
più lungo di quello necessario per rea-
lizzare la tabella numerica stessa.
Con la funzione di Formattazione Au-
tomatica (in figura 7 un esempio «pri-
ma e dopo» la cura) questo secondo la-
voro diventa minimo, in quanto basta
utilizzare uno dei tanti Formati che
Excel 4.0 mostra in un'apposita finestra
«campionario».
L'uso di tale funzionalità è banale. Si
evidenzia la tabella, poi si clicka sul
bottone di Autoformat o sulla voce di
menu Formato Formattazione Automa-
tica. Nella Dialog Box che mostra il
campionario si sceglie il formato volu-
to.
C'è da dire che questa è una Funzio-
ne Intelligente. Infatti Excel indivìdua le
tipologie delle celle selezionate, quindi i
Titoli, i Sottotitoli, i Totali Generali,
quelli Parziali, i dati di Dettaglio, e con-
seguentemente applica alle celle relati-
ve uno stile anziché un altro. Più facile
di cosili.
Database e CrossTab
Le funzioni di Database, che nella
versione 3.0 non erano state molto
movimentate, sono state invece ora
sensibilmente potenziate.
È ora possibile (figura 8) inserire del-
le formule nei criteri, il che allarga il
range di utilizzabilità sia delle funziona-
lità di Estrazione e di Ricerca sia delle
funzioni Statistiche di Database.
Sempre nel campo dell’Analisi dei
Dati va detto che purtroppo il Q+E non
è stato modificato. Era potente anche
nella versione precedente, ma avrem-
mo preferito almeno un allineamento
delle sue modalità operative con quelle
di Excel 4.0, insomma con le Toolbar e
compagnia bella.
È stato invece introdotto l'Add-ln
CrossTab, che era presente nella ver-
sione 3,0 in inglese, e che è stato tra-
dotto in Campi Incrociati.
Si tratta di un vero e proprio applica-
tivo in grado di eseguire, sui dati di un
Database, totalizzazioni, con gruppi e
sottogruppi, sia per colonne che per ri-
ghe. Sono possibili decine di varianti,
ad esempio è possibile far calcolare an-
che le percentuali per gruppo, per sot-
togruppo e cosi via.
Il processo è guidato da un Wizard,
che chiède via via all’utente, e mo-
strando delle videate di spiegazione,
quali campi inserire nell'analisi, su quali
campi eseguire i calcoli e quali tipi di
calcoli (figura 9),
L'add-ln crossTab rende attive anche
delle Funzioni nuove, per cui è teorica-
mente possibile impostare l'analisi di-
rettamente nelle celle senza utilizzare il
servosterzo, pardon il Wizard.
Il CrossTab è un prodotto apparente-
mente banale ma in realtà è un maci-
natore micidiale di dati in grado, se ben
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
243
PROVA
MICROSOFT EXCEL 4.0
Figura 8 -MS Excel 4. 0
Novità nelle funziona-
lità di Database
Confesso di essere
personalmente un po'
Fissato con le funzioni
dì Database. Trovo
quindi imponente il fat-
to che sia ora possibile
non si poteva I inserire
dei criteri calcolati in
fase di estrazione. In
questo esempio vedia-
mo due criteri calcolati.
Il primo estrae solo i
record le cui date ap-
partengono al mese di
Maggio. Il secondo
contiene un OR. Estrae
i record il evi campo
cognome contenga o
una doppia T o una
doppia 2. come terzo e
quarto carattere
Figura 9 - MS Excel 4.0
CrossTab.
Si tratta di un Add-ln
formidabile. Sr attiva.
Dall e permette, attra-
verso un » mago ». di
eseguire qualsiasi tipo
semi rn una tabella de-
Vengono eseguiti cal-
ceniuale e. se si ese-
guono dei raggruppa-
menti , viene creata an-
che una struttura a più
livelli che differenzia i
vari livelli di calcolo.
Figura W - MS Excel
4.0 - Oggettistica Gra-
fica. Tutti gli elementi
che vedete sul foglio
sono elementi grafici,
o realizzati sfruttando i
presenti nella Toolbar
Disegno o importati da
altri prodotti Ad esem-
ve. che appaiono sulla
destra, provengono dal
Windows Ora w. che è
il prodotto per il dise-
gno vettoriale presente
nel materiale di Word
2.0 e di Works per
Windows. Gli oggetti
grafici sono sovrappo-
sti alle celle del foglio
anche se è possibile,
con una specìfica fun-
zione. col legar li al fo-
glio sottostante,
utilizzato, di eseguire praticamente
qualsiasi tipo di analisi, anche quelle
che, fino a pochi anni fa, necessitavano
di pesanti progammi batch.
Riprenderemo il discorso su questa
particolare attività non appena sarà di-
sponibile il nuovo DBMS della Microsoft,
che ha, traleltro, recentemente cambiato
nome, dal Cirrus ad Access, o meglio
MS Access.
Elementi Grafici
Già nella versione 3.0 di Excel era pos-
sibile sovrapporre degli elementi grafici
sul foglio. Ora la tipologia di elementi si
è arricchita come si sono arricchite le
funzionalità per la manipolazione di tali
elementi, funzionalità che arrivano an-
che alla possibilità di editare i singoli pun-
ti delle linee spezzate.
Continua, ovviamente, ad essere pos-
sibile l'inserimento via OLE di oggetti
grafici delle più svariate provenienze, an-
che dalla ClipBoard o dal Draw di Win-
Word.
Ad esempio le frecce che vedete nella
figura 10 sono state copiate, non come
immagine intera, ma come oggetto sin-
golo, selezionandole dall'interno del Mi-
crosoft Draw, che è quel prodotto, è be-
ne ricordarlo, che svolge servizi di Dra-
wing per Word, ma che essendo un OLE
Server svolge gli stessi servizi per tutti
gli OLE Client e quindi anche per Excel.
Il Business Graphics
La sezione Business Graphics è stata
potenziata, sia perché sono aumentate
le tipologie di grafici (sono stati infatti
introdotti due nuovi e suggestivi modelli,
il Radar e le Superfici 3D), sia perché
sono stati migliorati alcuni comandi.
C'e la nuova Toolbar che «Ironizza i
Modelli della Galleria, cioè i tipi di dia-
gramma», ed è spettacolare clickare via
vìa le icone e vedere immediatamente il
Grafico cambiare aspetto.
Da un punto di vista operativo anche
l'adozione del «tasto destro del mouse»,
che consente di vedere in un menu vo-
lante le proprietà definibili per l'oggetto
selezionato, risulta molto utile. In ogni
grafico infatti il lavoro di definizione delle
caratteristiche dei vari elementi, Titoli,
Legende, Scale, Griglie, Etichette, Este-
tica delle Linee e delle Barre, ecc. è mol-
to lungo, anche se non complicato. E il
fatto di pescare immediatamente il co-
mando giusto è una bella comodità.
Il Modulo Slide Show
Quando si esegue il comando File
Nuovo, oltre ai «vecchi» tipi di file da
aprire (Foglio. Macro. Grafo) ne appaio-
244
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PROVA
MICROSOFT EXCEL 4.0
no due nuovi. La Cartella di Lavoro, già
vista, e lo Slide Show.
In realtà tale tipologia di File consiste
in un foglio gestito da una Macro, in
cui sono già posizionati, in alto, una se-
rie di bottoni che servono per definire il
contenuto dello Slide Show e le carat-
teristiche di apparizione e permanenza
delle vane immagini sul video.
Le immagini possono essere anche
«catturate^ attraverso il ClipBoard e
quindi possono essere oltre a quelle
realizzate con Excel anche immagini
qualsiasi, provenienti dall'ambiente
Windows e catturate con un semplice
Copia (si deve premere PrintScreen) ed
Incolla,
Le varie specifiche per la transizione,
tra una immagine e la seguente, vanno
inserite in una Dialog Box, di chiara
provenienza PowerPoint, mentre il mo-
tore è costituito da librerie DLL, anche
queste prese dalla dotazione Power-
Point.
Slide Show è un modulo accessorio
che «spinge» Excel un po' al di fuori
dei suoi compiti istituzionali (siamo nel-
la Grafica di tipo Presentation). Il van-
taggio sta nel fatto che chi debba pre-
parare una Presentazione con materiale
di provenienza Excel lo fa, in maniera
diretta, senza neanche dover lanciare
un altro programma.
La Tecnologia
degli Add-ln e quella
dei Wizard
Excel 4,0 è un prodotto modulare nel
senso che alcune delle sue funzionalità
più evolute vengono rese disponibili so-
lo se si caricano dei moduli Add-ln,
che. ricordiamolo per le centesima vol-
ta, sono dei fogli macro un po' speciali,
si caricano e non si vedono. Si vede
solo il loro effetto, nel senso che sono
resi disponibili nuovi comandi e nuove
funzioni accessibili direttamente dal
menu e dalla Dialog Box per la scelta
delle funzioni.
A questo sì aggiunga il consolida-
mento delle tecniche OLE, per cui in
Excel 4.0 è possibile anche inserire og-
getti eseguiti non con funzionalità inter-
ne ma con altri applicativi OLE Server
presenti nel sistema.
Questa complessa architettura è del
tutto trasparente per l'utente, che usa i
vari moduli senza sapere come e per-
chè funzionano, ma interessa invece il
tecnico che può utilizzare ora l'Excel
4.0, come sistema di sviluppo, sfruttan-
do le sue potenzialità di base, che sono
notevoli, e costruendoci sopra delle Ap-
plicazioni verticali caricabili come mo-
duli Add-ln.
In ogni caso il caricamento degli Add-
ln è facilitato da un comando Add-ln
Manager (figura 13) che serve proprio
per agevolare la scelta e il caricamento.
Se l'Add-ln potenzia il prodotto, il Wi-
zard ne facilita enormemente l'uso,
mettendo a disposizione dell'utente
una serie di Dialog Box un po' partico-
lari in cui in maniera molto guidata van-
no inserite tutte le specifiche necessa-
rie per eseguire una certa funzionalità
complessa.
In Excel 4.0 et sono Wizard per la co-
struzione dei Grafici e per l'esecuzione
di una Analisi a Campi Incrociati (Cros-
sTab). In ambedue le funzionalità infatti
occorre indicare via via una serie di
specìfiche obbligatorie, e il Wizard le ri-
chiede nell'ordine giusto e fornendo in-
dicazioni, anche grafiche, del loro signi-
ficato.
Il Wizard è apparso anche in altri pro-
dotti, ad esempio nel MS Publisher, e
sarà presente neli'MS Access, in cui
permetterà di costruire delle Form, ma-
schere di acquisizione dati (anche di ti-
po Multiform, collegate cioè anche a
più archivi relazionati tra di loro), sem-
plicemente rispondendo ad una serie di
domande.
Il sistema delle Toolbar
(Barre degli Strumenti)
Dopo tante novità riguardanti singole
funzionalità analizziamo la variazione
più evidente dell'ambiente operativo,
che è costituita senza dubbio dalle
Toolbar, assenti nella versione 2,0, in-
trodotte in una forma standard, non
personalizzabile, in Excel 3.0, ora diven-
tate un vero e proprio Sistema, nel
senso che ora ce ne sono diverse, e
specializzate per argomento, è l'utente
che decide quale mostrare a seconda
del lavoro che deve svolgere. Inoltre
può decidere dove posizionarle, in alto,
a destra, ecc. oppure svolazzanti sul fo-
glio,
Cosi ad esempio se ci si sta dedican-
do alla formattazione delle celle, si
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
245
PROVA
MICROSOFT EXCEL 4 0
Managei viiuakrzononi
—
1 Sarre ,1
1 D-di 1
E spoliazione File Semplice
ConlioAo fogli di favolo
| Modifica |
| Bimuavi |
1 i 1
Figura 13 - MS Excel 4.0 - Manager degli Add-ln.
Si è ulteriormente consolidato il concetto di Add-ln,
già presente in Excel 3.0 l Add-ln si traduce in Ita-
liano in Aggiuntivo). Sono delle Macro molto evo-
lute, caricabili solo se lo si vuol » lare, che aggiun-
gono alla struttura di base dell'Excel nuove luniio-
natila. C è anche un aggiuntivo che serve per ge-
stire il caricamento degli altri aggiuntivi e che mo-
stra questa utile Dialog Box
userà la relativa Toolbar, oppure se oc-
corre inserire elementi sovrastrutturali,
come Post-lt, frecce, riquadri, ecc. si
introdurrà la Toolbar Disegno.
Per i tradizionalisti c'è la Toolbar
Excel 3.0, mentre a sua volta la 4.0 ha
una sua Toolbar standard, che contiene
un «misto» dei comandi più utili. Se si
passa nell'ambiente Grafico (la sezione
Business Graphics, da non confondere
con i citati comandi per il disegno sul
foglio) appare una nuova Toolbar speci-
fica, cosi come se si apre un foglio Ma-
cro.
Le varie Toolbar sono anche perso-
nalizzabili, sia perché ci si possono ag-
giungere icone già disponibili, come
quelle che permettono da Excel 4.0 di
lanciare direttamente altri applicativi,
sia perché se ne possono aggiungere
di veramente personali, che eseguono
cioè delle macro scritte dall’utente (fi-
gura 14).
Un esempio di Toolbar personalizzata
potrebbe essere questo. Una in cui ci
siano tutti gli elementi che servono per
scrivere una formula con il mouse, e
quindi parentesi, operatori matematici,
segni come uguale, punto, virgola, e,
perché no, anche i numeri.
Excel 4.0 e Windows
Oltre all’interscambio via File ci sono
le altre modalità tipiche di Windows e
cioè ClipBoard, DDE e OLE.
Tutte e tre sono facilitate in quanto
possono essere attivate eseguendo un
comando Copia, nelf'applicativo di origi-
ne, e un comando Incolla, in quello di
destinazione. È il comando Incolla che
chiede quale tipo di collegamento atti-
vare.
In figura 15 vediamo un esempio, di
indubbio effetto spettacolare, di pas-
Figura 14 - MS Excel
4.0- icone a disposino-
ne per la Personaloza-
La possibilità di realiz-
zare delle progne Tool-
bar ; in cui vanno inse-
rite delle Icone, prele-
vatili da questo cam-
pionario. e a ciascuna
delle quali assegnare
una Macro. non deve
essere sottovalutata
Sfruttando tale possibi-
lità si arriva a modifica-
re l'ambiente Excel po'
adattarlo alle piu svaria-
te necessita operative
dettate dall applicazio-
ne che si intende rea-
Figura 15 - MS Excel
4.0 - Verso Word 2.0
per Windows.
I tre prodotti di punta
della Mìcrosolt. peral-
tro accomunali nell'of-
ferta OFFICE, sono
Excel, che ora è il 4.0.
Word per Windows,
che ora è solo alla ver-
sione 2 0. e Power-
Point. alta versione 3.0.
Sono evidentemente
possibili decine di mo-
dalità di interscambio
dei dati Qui vediamo
una tabella Excel, for-
mattata pesantemen-
te. copiata attraverso
DDE. in Word per Win-
dows.
saggio di dati (una tabella a contenuto
numerico e trattata esteticamente) che
viene «para para», diremmo a Roma,
inclusa in un documento Word per
Windows.
Le varianti presentate dalla Finestra
di Dialogo del comando Incolla sono In-
colla Immagine, Incolla Dati, Incolla
Collegamento, Incolla Formattazione,
Conclusioni
La nostra prima impressione di «ab-
bondanza», abbondanza fisica, era rela-
tiva al peso in kg del materiale.
Dopo aver lavorato con Excel 4.0 per
parecchi giorni non possiamo che con-
fermare, anche per quanto riguarda il
suo contenuto «soft», la stessa im-
pressione.
Le novità sono tante, e spaziano in
tutte le direzioni possibili.
Quelle che riguardano le modalità
operative si traducono in una migliore
«guidabilità» dei prodotto, in cui le ope-
razioni più frequenti (copia, muovi,
riempi, formatta, somma, ecc.) si ese-
guono ormai solo con un click.
Quelle che riguardano la possibilità di
eseguire lavori ancora più complessi si
concretizzano in vari nuovi strumenti,
come la più volte citata Cartella di La-
voro, che facilita lo sviluppo di applica-
zioni Multifoglio.
Quelle che riguardano attività più
specialistiche si concretizzano in una
serie di Add-ln che, una volta caricati
ed integrati nel sistema di menu e di
funzioni dell'Excel, rendono spesso ba-
nali e soprattutto alla diretta portata
dell'utente finale «medio» operazioni
un tempo complessissime, che magari
richiedevano decine di giorni di lavoro
di un tecnico informatico.
Ed è proprio con i prodotti come
Excel 4.0 che si mette in pratica la «fi-
losofia» dell’ «Information at your Fin-
gertips», che è l'obiettivo cui tende tut-
to il mondo Windows. «s
246
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
LA TECNOLOGIA BERNOULLI DIVENTA PRO
Pro soprattutto nel prez-
zo NOTEVOLMENTE
RIDOTTO mentre aumenta
te sono le prestazioni tecniche
e le caratteristiche di affidabi
lità (MTBF 75.000).
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dei nuovi modelli IOMEGA a nuovi prezzi
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Iomega produets tur designed. dcvelopcd and ntanufaciurcd in the U.S.A. Worldwide righi» rcscived.
Macintosh is a regitlered trademark of Apple Computei Ine. IBM PC/XT. AT and P S/2 are traile marie of Intentatimi! Business Machines.
PROVA
Lotus 7 - 2-3 vers, 2.4
E ccoci ancora una volta a parlare
di 123, il prodotto della Lotus che
ha contribuito in misura determi-
nante, a partire dalla prima metà degli
anni '80. alla diffusione della Informatica
Individuale.
Nel parlare del fenomeno 123, feno-
meno che è iniziato oltre dieci anni fa, si
possono toccare non solo argomenti
tecnici, quelli che ci sono più congeniali,
ma anche argomenti di storia, se c'è, e
noi siamo sicuri di si, la storia dell'Infor-
matica Individuale, e anche argomenti
di Francesco Fettoni
di storia del costume, ecc. Una serie di
argomenti che non possono essere
ignorati da chi debba fare una « prova su
strada» di un prodotto « storico ».
È quindi quantomai opportuno, prima
di iniziare la prova vera e propria, fare
una sintesi dei momenti più importanti
nella storia dell'123 e delle relative con-
seguenze nel mondo dell'Informatica In-
dividuale.
Il nome « 123» deriva dal fatto che tale
prodotto dispone di tre macrofunzionali-
tà, il foglio, il database e la grafica. Tali
tre funzionalità erano già presenti nella
prima versione, che si chiamava 123
rei. ha (non è stata mai tradotta in italia-
no). Già in tale versione comparvero le
macro, che poi si sono evolute, nel
rispetto però della loro filosofia d'uso,
già impostata dieci anni fa, e che si
sono diffuse anche negli altri prodotti,
anche non di tipo foglio elettronico.
L‘123 si affermò a tal punto che,
all'epoca, coinvolse nel suo successo
una serie di prodotti ausiliari, hardware
e software, nati proprio per far vivere
248
MCmicrocomputer n. 123- novembre 1992
PROVA
LOTUS 1-2-3 VÉRS. 2.4
meglio l'123 I uno per tutti: la scheda
grafica Hercules).
Con la versione successiva, 123 ver-
sione 2.0, subito seguita dalla 2.01,
nacquero anche le prime versioni nazio-
nali, compresa quella italiana I oggi sono
25). La casa nel frattempo era diventata
una multinazionale.
Le novità più importanti consistevano
nell'introduzione delle funzioni dì tipo
stringa e nel miglioramento del linguag-
gio macro. Questo comportò la necessi-
tà di modificare il formato dei file, che,
come desinenza, passarono dalla WKS
alla WK1, che è quello tuttora valido.
In quel periodo la Lotus cominciò a
diversificare la produzione presentando
il Symphony 1.0 ( ora siamo alla 3.0),
prodotto di tipo integrato e in grado
quindi sia di fare da foglio elettronico sia
di fare da elaboratore testi che da filer.
Il Symphony entrava in una categoria
di prodotti in cui all'epoca si distingueva
il Framework della Ashton Tate, ora
della Borland.
Successivamente la linea Symphony
è proseguita, su binario unico, mentre la
linea 123, molto gradita, specie nel mer-
cato USA, si è apena sia all'123 release
3.0 (poi 3. 1 con WYSIWYG e tra poco
3.4) sia, e siamo al giorni nostri,
a!T123W, quello per Windows.
La Lotus, come già detto in varie
occasioni, ha fatto un po' di resistenza
prima di panire con i prodotti per Win-
dows. Poi sì è mossa con molto vigore
al punto che ora dispone di numerosi
prodotti « tradizionali « molto validi sotto
Windows, e che soprattutto, e questo
ci fa molto piacere, perché significa che
lo svantaggio, dovuto al ritardo nella
partenza, è stato colmato, comincia a
presentare interessanti e originali novità
che interpretano correttamente lo spìri-
to di Windows.
Di tutto questo avremo comunque
occasione di parlare nei prossimi mesi.
Tornando al Lotus 123 e alla sua serie
2.x, non cambiarono, e non sono cam-
biati fino alla versione attuale, alcune
impostazioni già presenti nella rei. la.
Citiamo la suddivisione del Lotus 123 in
123 vero e proprio, il foglio elettronico,
e in prodotti ausiliari, come l'Install. il
PrrntGraph, il Translate.
Questo atteggiamento conservatore
potrebbe essere considerato eccessivo
se non si tenesse conto del fatto che la
Lotus cerca con lo stesso prodotto,
diversificato in più versioni, la serie 2.x,
la 3.x, e la /W, e in più varianti, a
seconda delle piattaforme cui sono de-
stinate IDOS, WINDOWS. OS/2, MAC.
SUN, /M che sta per mainframe, e
addirittura in SOM per Thandbook Hew-
lett Packard 95). di soddisfare le più
disparate esigenze.
Produttore
Lotus Development Italia S.p.A.
Via Lampedusa. 11/A - 20141 Milano
Tal. 02/89591
Distributori:
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Lotus 1-2-3 v. 2.4 (italiano) L. 990.000
Lotus 1-2-3 v. 2.4 (inglese) L 890.000
Premesso quindi il fatto che la versio-
ne 2.4 appartiene alla linea più «classi-
ca» dei prodotti Lotus vediamo ora quali
esigenze può soddisfare.
L'esigenze, che 123 versione 2.4 co-
pre, sono quelle dell'utente che già è
contento delle prestazioni e delle fun-
zionalità dell' 123 nelle versioni prece-
denti, ma vuole migliorare la sua ma-
nualità con il prodotto, ovvero vuole fare
le stesse cose, ma in maniera più im-
mediata.
Questo miglioramento è consentito
dalla presenza della barra degli strumen-
ti, che in tutti ì prodotti della Lotus si
chiama Smartlcons, e che contiene ben
73 bottoni che velocizzano tutti i co-
mandi d'uso frequente e d'uso un po'
meno frequente.
Altro obiettivo della Lotus, forse non
dichiarato, ma che risulta abbastanza
evidente dall'allineamento estetico delle
Figura » - Lotus 123
vers.2.4 - Ambiente
WYSIWYG.
prodotto di punta.
1123, segue tre linee
direttrici La prima è
costituita dadi 23
vers.2,4, destinata agli
utenti più fedeli alle
caratteristiche a alle
prestazioni delle prime
versioni dell' 123. La
seconda é costitui-
ta dalla serie 123
vers.3.x, quella, sem-
pre per piattaforma
DOS, ma tridimensio-
propno DOS Estender
e che quindi sfrutta le
maggiori potenze delle
attuali generazioni di
PC. Infine 1123 per
Windows, giunto alla
é dorato di un accessorio chiamato SmartPack, che ne incrementa ie funzionalità e che sfrutta le
potenzialità di tale ambiente operativo.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
249
PROVA
LOTUS 1-2-3 VERS 2.4
Icone, e quello di abituare l'utente « tra-
dizionale » ad un suo futuro passaggio a
Windows (fig. 2).
Il materiale
Descriviamo brevemente la manuali-
stica che è rimasta quella classica. I
manuali, che hanno anche conservato il
loro look, sono;
- Introduzione al Lotus 123 versione
2.4 per DOS. Si tratta di 80 pagine
dedicate alla descrizione delle novità,
che sono oltre alle Smartlcons, il Back-
Solver (fig, 3), la funzionalità per la
stampa in orizzontale dei foglio larghi
(su stampanti ad aghi), la migliore ge-
stione delle stampanti PostScript.
Questo primo manuale descrive an-
che la procedura di installazione, che è
la stessa delle versioni precedenti e
delle versioni 3.x. Si possono eseguire
più installazioni cambiando non tanto le
periferiche, quanto le preference. Si
possono, ad esempio, eseguire due in-
stallazioni, una che preveda di lavorare a
25 righe e un'altra a 43 righe. In tal caso
si producono due file di configurazione,
desinenza '.SET, che possono essere
richiamati al momento del lancio del
prodotto.
Viene descritto anche il concetto di
installazione «bilingue», studiata per da-
re la possibilità anche a noi italiani di
usare delle Macro internazionali.
Viene, sempre nel primo manualetto,
descritto il materiale didattico, che si
chiama, con un semplice gioco di paro-
le, «123 Via!», che ha come difetto
quello di non riguardare le funzioni WY-
SIWYG.
Vengono date delle indicazioni sull'ot-
timizzazione dell'uso della macchina.
Utili per chi abbia una macchina con
molta RAM e voglia, tramite un espan-
sore di memoria, metterla a disposizio-
ne dell'123 (123 vede fino a 12 mega).
Ricordiamo che ta serie 3,x, invece,
dispone di un proprio DOS Extender, e
che quindi la memoria a disposizione
viene, solo da tale versione, vista come
memoria lineare e non come memoria
suddivisa in convenzionale e espansa.
Infine, sempre il primo manualetto,
parla dei vari tipi di archivi. Anche in
questo caso si tratta di un capitolo
importante, specie per chi voglia utiliz-
zare materiale sviluppato con altre ver-
sioni o voglia far utilizzare da altri mate-
riale proprio II formato specifico
dell'123, relativamente ai dati sul foglio,
è il WK 1 , quello relativo alle impostazio-
ni WYSIWYG, è il FMT, e quello dei
Grafici, il PIC. Entra a far parte della
famiglia anche il CGM, che è il formato
dei file grafici da importare nel foglio
(fig. 4).
prodotti a base Spreadsheet, della Lo-
tus e delle sue concorrenti, e quasi tutti
quelli non a base spreadsheet leggono
e scrivono il formato WKl. Questo for-
mato che contiene numeri, stringhe e
formule è il formato più adatto quando
si abbiano esigenze di passaggio dati.
— Versione bilingue. 32 pagine desti-
nate ai programmatori alle prese con
Macro realizzate per versioni in Inglese.
Detto in breve è possibile lanciare I’ 1 23
diffuso nei prodotti di
tipo Spreadsheet £
rate » in quanto Si pud
pologie di problemi.
Serve per risolvere, al
contrario, problemi a
base numerica. Si indi-
ca quale soluzione u
vuole e di quale ele-
mento il BackSolver
deve calcolare il valore
ette produce quella so-
luzione
Figura 4 Lotus 133
Grafico
A livello dì file 123 ver-
sione 24 é allinealo
alia versione 2,3. Il file
prodotto continua ad
avere desinenza WKl
e il file di formato, se
si sfrutta anche il WY-
SIWYG, che è ancora
un Add-ln, FMT È
quindi garantita la
compatibilita non solo
DA ma anche VERSO i
prodotti precedenti,
mentre il formato
WKl senza formato,
garantisce comunque
la trasferibilità dei dati
verso il resto dell'uni-
123
Figura 5 Lotu:
vers.2.4 ■ Scelta
Colori
Nel Lotus 123 convi-
vono vecchie e conso-
in un file di configu-
‘.SET, delle imposta-
zioni scelte (se ne
possono creare quan-
te se ne vogliono K con
funzioni nuove, impo-
ste in certi casi dal
mutato scenario hard-
I' 123 si
a operare
Con l'occasione va detto che tutti i
250
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
Figura 6 Lotus 123
vers.2.4 ■ Riquadro In-
terattivo
La politica della Lotus
rispetto all'123 è sem-
pre stata molto pru-
dente Nel corso degli
numerose le novità e
quelle poche che ci
stata l'adozione dei Ri-
quadri Interattivi, delle
Finestre di dialogo do-
ve sono concentrati
tutti i sottocomandi re-
lativi ad un comando
specifico.
Figura 7 Lotus 123
vers.2 4 - Ad-ln
L'aggiuntivo Viewer
permette di vedere il
contenuto dei lite pri-
ma di caricarli II Vie-
quando occorra in un
foglio riportare il con-
tenuto di una cella di
un altro foglio Questa
possibilità è tuttora l'u-
nica nell'ambito delle
operazioni multifoglio
Icon.
Comando
Icona
Comando
m
Centra In Etichette In line Zone
a
Ricalco) a tutta lo form ula dal Foglio
m
Stampe le Zona di Stampa definita
o la Zona evidenziata
a
Altlva/Dlaattlve II grassetto per 1
Dati di una Zona
a
Qrsflclxza II contenuto della Zona
!É
Aaaegna II Formato Ponto ad una
Zona o ripristina II Formato Globale
m
Peate in rassegna 1 Font dleponlbill
a
In ogni Cella delle Zona evidenziata
a
Inserisco una o più righe sopra la
Zona evidenziata
a
Somma l valori in una Zona
m
Svuota la Zona evidenziata
u
Ordina 1 Dati In modo Creecante
usando come Chiava la Colonna
m
Conaente di specificare una Zone In
m
Carica un Archivio di Foglio di
Figura 8 Lotus 123 vers.2.4 ■ Tabella descrittiva delle Icone.
In alcuni casi le Icone servono per abbreviare un percorso, tra menu e loglio,
comunque breve, in altri casi invece eseguono operazioni ben più complesse
in modo che appaiano i menu in Inglese
e conseguentemente le Macro, che
contengono comandi di menu, vengono
interpretate in Inglese.
— Guida rapida. Si tratta di una spiega-
zione rapida dell'ambiente e delle mo-
dalità operative che in tale ambiente
l'utente deve rispettare. La guida rapida
presenta anche l'albero dei menu esplo-
so e la spiegazione di tutti i Riquadri
Interattivi (fig, 6),
— Funzioni @ e Macro. 240 pagine in cui
PROVA
LOTUS 1-2-3 VERS. 2.4
sono inseriti: l'elenco alfabetico delle
funzioni una introduzione alle Macro,
riguardante le modalità per la loro scrit-
tura, anche utilizzando il registratore.
Segue l’elenco alfabetico dei comandi
Macro.
Viene trattato anche la «Macro Mana-
ger Library», che è un foglio speciale
che può contenere delle Macro usabili
da più fogli.
La Macro Library si usa come un Add-
io, un aggiuntivo che si carica solo se e
quando si vuole.
— Guida pratica. Il manuale più volumi-
noso è la Guida Pratica che serve per
introdurre l'utente, in modo sistematico
e progressivo, all'uso dell'123. Contiene
inizialmente capitoli che trattano argo-
menti omogenei, successivamente il
Sommario dei Comandi e la descrizione
degli Add-ln e degli Accessori, come il
Viewer (fig. 7). Infine le classiche ap-
pendici di contenuto più tecnico.
Installazione
La procedura di installazione, da ese-
guire la prima volta e poi, parzialmente,
ogni volta che si voglia cambiare una
impostazione, è quella standard per i
prodotti Lotus per DOS. Si procede per
domande successive e il prodotto, a
seconda delle risposte fornite, installa i
vari accessori e imposta le varie confi-
gurazioni.
Le fasi più importanti sono quelle in
cui si sceglie se installare o meno gli
accessori (che comportano una occupa-
zione maggiore sull'Hard Disk), in quale
modo vedere lo schermo (sfondo, nu-
mero di righe, ecc.), quale Set di font
Bitstream, (normale, ridotto od esteso)
produrre.
I dischetti coinvolti sono cinque, nella
versione da 3 1/2 720.
L'occupazione sull'Hard Disk, se si
installa solo l'123 e il WYSIWYG, con il
Set normale di Font, è di circa 3 mega.
L‘123. in questa versione 2.4, che è
quella di base, può anche girare su
macchine solo 8088 e con solo 512
kbyte, anzi solo 384 kbyte se si rinuncia
alle funzioni WYSIWYG.
L'123 versione 2.4 può quindi essere
adottato in quelle situazioni in cui siano
presenti «vecchie» macchine e non si
pensi di cambiarle ancora per un bel
po'.
Interessante è anche la possibilità,
che abbiamo anche provato, di confe-
zionare una versione ridotta dell'123
(senza Help, senza accessori) su un
dischetto. Un 123 usabile anche da di-
schetto può essere ridotto a 400 kbyte,
il che vuol dire che se il dischetto è un
normalissimo 1.44, può ospitare anche
un bel po' di lavori.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992
251
PROVA
LOTUS 1-2-3 VERS. 2.4
La situazione più normale dovrebbe
comunque essere quella dì una macchi-
na 386sx, con scheda VGA, stampante
Laser, e con una certa dotazione di
memoria espansa (ne possono essere
indirizzati 1 2 mega) messa a disposizio-
ne dall'espansore di memoria del DOS.
Premessa
Come detto la storia dell'123 è stata
pesantemente condizionata dai suoi
successi, che si concretizzano nel re-
cord assoluto di vendita tra i prodotti
software (escluso il solo Sistema Ope-
rativo).
I 18 milioni di utilizzatori che hanno
sviluppato decine di milioni di applica-
zioni sono un «popolo» sia da rispetta-
re, proponendo prodotti allineati e total-
mente compatibili (tra di loro e nelle
varie direzioni) con le versioni preceden-
ti (della linea 2.x), sia da «invogliare»
alle novità tecnologiche (della linea 3-x
con il suo DOS Extender, che sfrutta
meglio l'hardware evoluto, e con la sua
tridimensionalità, che permette soluzio-
ni applicative più spregiudicate), sia da
«tranquillizzare» con le versioni per
Windows che da una parte seguono le
attuali tendenze del mercato e dall’altra
garantiscono l'allineamento con il pre-
gresso.
Altra caratteristica della linea 123 è,
come detto, quella di essere un prodot-
to multipiattaforma.
Tutto questo vuol dire che una azien-
da con differenti situazioni interne e
diverse necessita applicative trova
nell'1 23 sia un prodotto che «gira» su
tutti i tipi di piattaforme hardware, sia
un prodotto differenziabile, che può da
una parte soddisfare le diverse necessi-
tà dell'utente, e dall'altra garantire un
interscambio tra le varie applicazioni svi-
luppate con le varie versioni.
Questo fatto va chiarito assolutamen-
te nel provare qualsiasi prodotto della
linea 123. Non ha senso confrontare ad
esempio 1*123 rei. 2.4 con i prodotti della
concorrenza o con le altre versione della
stessa casa. Sono prodotti che hanno
finalità differenti.
Piccola storia delle novità
Rimanendo sulla linea 2.x le novità
più rilevanti sono, via via, state:
— versione 2.01
funzioni di stringa
uso della memoria espansa nascita de-
gli Add-ln prodotti da case indipendenti;
— versione 2.2
dotazione di un WYSIWYG come sovra-
struttura, si trattava dell'Allways che era
poco integrato con il foglio;
apparizione (timida per la verità) delle
formule tra fogli;
— versione 2.3
dotazione WYSIWYG più integrata con il
foglio (Impressi
introduzione dei Riquadri Interattivi;
— versione 2.4
introduzione delle Smartlcons.
A lavoro con le Smartlcons
Finita l'installazione si può partire al
solito con Lotus, per lanciare il menu
esterno, o con 123, per entrare diretta-
mente nel foglio.
A seconda delle scelte fatte in fase di
installazione ci si può trovare a lavorare
su un foglio bianco o su un foglio nero.
Sulla destra del foglio troviamo le famo-
se Smartlcons, che sono organizzate a
strisce di 16. Per passare da una striscia
all'altra si usano dei bottoncini con le
frecce posti immediatamente al di sotto
dell'ultima Icona.
Il significato delle Icone è mostrato
sulla riga in alto della videata quando si
fa click, con il tasto destro, sulla Icona.
Il disegnino è analogo a quello che
appare sulle Smartlcons dell'123 per
Windows, e quindi, limitatamente alle
funzioni in comune, a quelle deH’Ami
Pro e del Freelance Graphics, ambedue
per Windows.
Si può dire che in generale l'Icona
rende più immediata l'esecuzione di un
comando che invece potrebbe richiede-
re anche numerose azioni sul menu o
sul foglio. Può essere quindi comoda,
per chi già conosce 1*1 23 e voglia valu-
tare se gli conviene passare o meno
all'1 23 versione 2.4 una esemplificazio-
ne, che presentiamo in figura 8.
Si può essere sicuri che, a regime, e
dopo un po' di prove, il lavoro con le
Icone, anche se in certi casi occorre
scorrere le varie strisce, migliora la pro-
duttività, anche per il fatto che alcune
252
MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992
PROVA
LOTUS 1-2-3 VERS. 2.4
operazioni ora si possono fare del tutto
con il mouse.
Nell'ultima striscia sono presenti del-
le Icone personalizzabili, cui vanno asse-
gnate sia la descrizione, figura 9, quella
che appare in cima al foglio, sia la
Macro che la manda in esecuzione.
In tal modo è possibile delegare alle
Icone anche l'esecuzione, comandata
da un solo click, di comandi ripetitive e
complessi.
Va detto, per dovere di cronaca, che
ri 23 lavora anche senza mouse e an-
che senza scheda grafica. In tal caso le
Icone sono simulate da Simboli fatti con
caratteri (diventano però poco compren-
sibili) e il movimento alla ricerca dell’Ico-
na voluta si esegue con tasti delegati a
tale scopo.
Figura 1 1 Lotus 123
vera 2.4 - Ambiente
et) utilizzo delle Icone.
L'uso delle Icone è fa-
cilitato dal fatto che ad
ogni Icona è collega la
una Legenda che ap-
pare in alto. Quando si
stro A regime, quan-
do l'utente si ricorda il
significato di ciascuna
Icona. 6 probabile che
l'uso del menu tradi-
zionale possa essere
quasi del lutto abban-
Al lavoro nell'ambiente
WYSIWYG
Pur essendo ancora un accessorio,
caricabile o meno a nostra scelta, il
WYSIWYG è l'ambiente operativo otti-
male. Molte delle Icone del resto hanno
finalità «estetiche» e quindi agiscono
solo se si è nell'ambiente WYSIWYG.
L'accesso ai due menu (quello tradi-
zionale e quello WYSIWYG), se serve
una delle poche funzioni non «iconizza-
te», si esegue tradizionalmente con il
tasto «/» o con il tasto «:» della tastiera,
oppure con il tasto sinistro o destro del
mouse.
L'ambiente WYSIWYG permette di
vedere i font scelti per le varie parti del
foglio (fino a otto tipi, anche memorizza-
bili in stili, per ciascun lavoro), permette
di vedere i grafici impaginati, sìa quelli
prodotti con 1 23, sia quelli realizzati con
l'Editor. sia quelli importati in formato
Metafile (CGM).
È possibile anche eseguire uno Zoom
definendo le percentuali di riduzione o
amplificazione, per controllare meglio il
risultato estetico del lavoro, prima della
stampa.
Le funzioni propriamente «grafiche»
sono rimaste quelle già disponibili nella
versione 2.3. anche se ora alcune delle
Icone hanno effetto o solo o anche sui
grafici.
Ci sono le tradizionali funzioni Busi-
ness Graphics, e c'è l' Editor grafico,
che è una spece di programma di tipo
Drawing, dalle discrete caratteristiche,
un mini-Freelance incorporato (fig. 4).
Sui vari tipi di grafici sono comunque
inseribili testi che a loro volta possono
essere formattati usando i font Bit-
stream in dotazione.
Conclusioni
Come emerso da quanto finora detto
non si tratta di un prodotto innovativo.
Anzi. Le funzionalità sono sempre le
stesse e i formati dei file sempre gli
stessi.
L'unica cosa che cambia, e cambia
drasticamente, sono le modalità operati-
ve, che da modalità guidate dai menu,
diventano modalità legate ai bottoni.
Chi fa dell' 123 un uso saltuario e
quindi non riuscirebbe comunque a ri-
cordarsi il significato delle Icone, non
potrà trarre nessun vantaggio dal cam-
biamento. Chi invece usa lo strumento
in maniera pesante ed è alla ricerca di
una propria maggior produttività trarrà
vantaggio dall’uso dei vari bottoni.
Inoltre questa sarà una preparazione
al suo successivo, e ormai non più
evitabile, passaggio a Windows.
ES
Vendite internazionali - - Entrate delle filiali
Mosca
Londra
Sydney
Monaco
New York
Totale
Tr. 1
300.000
170.000
450.000
200.000
160.000
1 .290.000
340.000
250.000
310.000
Tr. 3
340.000
250.000
260.000
320.000
280.000
Tr. 4
280.000
440.000
420.000
260.000
250.000
1.650.000
In questa pagina
vediamo un esempio di
impaginazione di una
Tabelle con il Grafico da
essa derivata
Figura 12 Lotus 123 vers.24 ■ Stampa su Laser. L’I23 versione 2.4 utilizza set di font Bitstream ci
vengono generali, al momento deIJ'insiallazione, sia per la Stampante che per il Video. Alcune delle novi
della nuova versione riguardano proprio la stampa , che ora può essere anche girala di 90 gradi, in c a.
stampa di un foglio «tergo» riprodotto su una stampante ad aghi.
MCmi crocoiti puter n. 123 -novembre 1992
253
PROVA
Microsoft
TrueType Font Pack
per Windows
U na delle novità piu interessanti
presenti in Windows 3.1 è costi-
tuita dai font TrueType, che ven-
gono adottati in sostituzione delle vec-
chie e superate tipologie, e migliorano
finalmente la resa di Font, uniformando,
quasi in maniera WYSIWYG, quelli mo-
strali sul video a quelli ottenuti in
stampa.
I TrueType sono font « vettoriali », so-
no quindi ottenuti attraverso non delle
matrici di punti, ma attraverso delle
formule geometriche.
I vantaggi di questa soluzione rispetto
a quella a matrice di punti consistono
nel risparmio in termini di occupazione
dei file con le descrizioni matematiche
dei font, e nel fatto che è possibile
ottenere con i font vettoriali qualsiasi
dimensione, in quanto la dimensione
voluta si raggiunge molto semplicemen-
te per via matematica. Lo svantaggio,
peraltro limitato dal fatto che ormai le
stampanti hanno una definizione tale
che rendono non apprezzabili le discon-
tinuità delle linee, sta nella qualità che
nei font bit-mapped, che sono «dise-
gnati a mano», è maggiore.
Ricordiamo che l'esigenza di avere un
sistema dì font più efficiente rìsale a
Windows 3.0, per il quale alcuni produt-
tori indipendenti di font avevano svilup-
pato utility per la gestione di set di font
alternativi (diffusissimo è stato l'Adobe
Type Manager, un po' meno il BitStre-
am FaceLift). Tale argomento, evidente-
254
MCmìcrocomputer n. 123 • novembre 1992
PROVA
TRUETYPE FONT PACK PER WINDOWS
mente superato dall'avvento del 3. 1, è
stato trattato su MC parecchie volte in
articoli Specifici.
Cosa bisogna sapere su Windows
e i suoi Font
Quando si installa Windows 3.1 viene
installata la prima dotazione di font True-
Type, e vengono installati una serie di
funzionalità e di applicativi che «lavora-
no» sui font.
Dal pannello di controllo è accessibi-
le. attraverso l’Icona Caratteri, un fine-
stra di dialogo che permette di aggiun-
gere nuovi Font, anche lasciandoli sul
dischetto, e permette di attivare l'impo-
stazione «Mostra nelle applicazioni solo
caratteri TrueType», dall'evidente signi-
ficato (fig. 1).
Tale impostazione risulta molto utile
quando si vogliano realizzare documen-
ti, tabelle, ecc. che debbono essere
riutilizzati su altri computer... di incerta
dotazione di stampante.
Invece la scelta di «Font della Stam-
pante» lega il documento a quella parti-
colare stampante e lo rende meno
esportabile. TrueType, insomma, garan-
tisce la trasportabilità del file, anche su
macchine con tutt’altra scheda vìdeo e
con tutt'altra stampante.
Altro applicativo, presente tra gli ac-
cessori, e che agisce solo sui font è la
Mappa dei Caratteri che serve non tan-
to a «vedere» come sono fatti i vari
font, quanto a prelevare i caratteri «stra-
ni», quelli che servono nel nostro lavo-
ro, ma non sono presenti sulla tastiera.
Con l'occasione vi ricordiamo che i
vari set di font appartengono comunque
a varie famiglie. Windows in caso dì
mancanza di corrispondenza del font (ad
esempio leggiamo sul nostro computer
un file realizzato su un altro computer,
che utilizza un font che non abbiamo)
cerca, attraverso la famiglia, il font più
prossimo. Windows sceglie il suo font
più prossimo anche quando si scelgono
i caratteri propri della stampante. L'uni-
ca eccezione «storica», e tuttora non
risolta, è costituita dal benedetto font
LaserLine, proprio delle varie LaserJet
della HP, che viene tuttora riprodotto a
video come Courier.
T ra le famiglie più vaste vi ricordiamo
quella dei font Sans Serìf (quelli senza
fronzoli, altrimenti detti «a bastoncino»),
i cui componenti sono Arial, Swiss,
Helv, Helvetica, Century, ecc., quella
dei Serif. Roman, Times Roman, Dutch,
Bookman, ecc. quella dei monospazio
(non proporzionali) come Courier, Line
Printer.
Esistono poi font «simbolici» in cui
non c’è più corrispondenza tra carattere
Microsoft Truetype Font Pack per Windows
Produttore e distributore:
Microsoft S.p.A.
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TrueType Font Pack per Windows
(inglese) L. 199.000
premuto sulla tastiera e carattere trac-
ciato sul video, citiamo Symbol, Mono-
type Sorts, Math Extension, Fences,
WingDings, ecc. e font che cercano di
«copiare» la calligrafia umana, ecc.
Insomma dietro i font c’è una cultura
e una tradizione che data dai tempi di
Gutemberg.
Due «tracce» della installazione dei
font sono sia i file con desinenza TTF e
FOT, nella directory SYSTEM (fig. 2). sia
la sezione FONT del WIN.INI che elenca
tutti i font a disposizione nel sistema,
I Font dagli Applicativi
Il «patrimonio» dei font installati è
accessibile da qualsiasi applicativo. Inol-
tre alcuni di questi, citiamo Microsoft
Power Point 3.0, e, in maniera molto
vistosa, Corel Draw! 3.0 (250 font ag-
giuntivi!!) si portano dietro una propria
dotazione, che una volta dentro viene
messa a disposizione di tutti.
Ogni applicativo ha sue piccole «va-
rianti». Alcuni permettono di definire il
colore del font (fig. 3), altri una dimen-
Frgura I - MS TrueTy-
pe Foni Pack - I Trae
Type dal Pannello di
Controllo e dalla
Mappa.
Windows 3. 1 è già
preparato per l'arrivo
dei nuovi set di font
TrueType, la cui instal-
lazione è assoluta-
mente guidata e rapi-
i TrueType sono ac-
cessibili dalla funziona-
Pannello di Controllo e
dall'Applicazione
« Mappa dei Caralte-
ri che appartiene al
gruppo Accessori. I
TrueType Fonts sono
ovviamente accessibili
Windows.
Figura 2 - MS TrueTy-
pe Font Pack - I Font
dal File Manager.
In Windows 3 I è pos-
usare nella Finestra
del File Manager. Qui
font, che sono 60, i 44
del Font Pack e i 16 di
Windows. L 'occupa-
zione totale fin più) do-
vuta alla presenza dei
True Type é di circa 2
mega e mezzo.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992
255
PROVA
TRUETYPE FONT PACK PER WINDOWS
figura 3 - MS TrueTy-
pe Font Pack -
Winword
presente nel pacchet-
to c'è un cartoncino
lont, che sorto in rota-
le, comprese la varian-
ti costituite dagli attri-
buti I Grassetto . Corsi-
vo, ecc.l. ben 44. Non
abbiamo resistilo alla
tentazione di costruirci
una nostra personale
tabella, usando Word
2.0 per Windows, che,
come risulta evidente
dalla figura, permette
Esempio di True Type aggiuntivi
Foni
Esempio 1 Foni
Aa Bb Cc Dò 0129
Miai Nano»
iW ii ii mi mi»
Luana BnglMilh
AaBbCcDd0129fl.nmé
Aliai Nano»
LuaaeCalIqiaon»
w.n.i miri'; un ■Vffll.JH
Book Iniqua
AweirCoDdr012S /lYX^iréc
Lucida Handvmlinp
taBbCC /MM«è
BootmanOM
Aa BbCcDdOI29WOP.ee
Lucida Sara
Aa Bb Cc Od 0129
JÌ%@Hèè
C«i«uiy Gonne.
.Ha 8ÉCr 0/0)29 /«ZA# tii
Monotype Colsi va
Ai Bb Cc Dd 0129
l&%miè
sSoMra»
A» Bb Cc Dd 0129 /&« t*#*é
Ceni u iy Scfloollwoli
Xc»6Cc©6oi2?
/&%**«
Aa S6 Cc K oi39 /*%£#«
Aa Bb Cc Dd 0129
Ludda Bnoh,
Aa Bb Cc Dd 01 Z9 /«r*##éè
Figura 4 - MS TrueType Font Pack - Stampa da WinWord. Uno degli obiettivi che si prefigge il TrueType
Font Pack e quello di simulare in maniera pressoché completa il set di caratteri PostScript, realizzando’ r vari
caratteri "vra software e soprattutto realizzandoli per stampami non PostScript. Quindi se la stampante è
una Laser - normale - il risuliato 0 del tutto paragonabile a quello ottenuto con una Laser PostScript
Figura S - MS TrueTy-
pe Font Pack - Uso del
Diaw
£ significativo il fatto
prodotti grafici di Win-
dows usano ì Font
TrueType. £ questo dì-
stallaziom Windows .
irr tal modo il fife grafi-
co, o il file testuale
che contiene l'oggetto
grafico, è esportabile
senza problemi.
sione non consentita ad altri. Ad esem-
pio Write va dal corpo 4 al corpo 127,
mentre Excel 3.0, dal corpo 4 fino al
corpo 409.
Alcuni applicativi, nelle Finestre di
Dialogo o nelle List Box per la scelta dei
font, visualizzano a fianco di ciascun
nome una Iconcina che Indica se si
tratta di font TT, o di font della Stam-
pante o di altri tipi di font, ad esempio i
«vecchi» Modem, Script, ecc.
Il vantaggio di usare « font della stam-
pante, invece di quelli TrueType sta in
una superiore velocità di stampa.
Installazione
L'installazione non presenta nessuna
difficoltà essendo totalmente guidata.
Non c'è la possibilità di decidere quale
font installare o meno. In ogni caso è
abbastanza semplice, in caso di neces-
sità (ma non si capisce quale possa
essere tale necessità), togliere i font
che non dovessero più servire eseguen-
do una piccola operazione chirurgica sul
WIN.INI.
Il manualetto, di una ottantina di pagi-
ne, comprende oltre alle 44 pagine che
mostrano tutti i caratteri di ciascun font,
una interessante introduzione abbastan-
za tecnica, che dovrebbe essere letta
da chiunque voglia usare produttiva-
mente i font TrueType.
A parte la descrizione delle varie mo-
dalità d’uso, da Windows e dai suoi
applicativi, vengono trattati alcuni temi
«culturali», come l’anatomia dei caratte-
ri, e quindi la descrizione di come si
misurano, come vengono disegnati,
ecc. e i problemi legati alla resa su
computer dei caratteri.
Vengono infine citate le aziende che
hanno progettato e sviluppato I vari
Font.
Considerazioni finali
A nostro parere tra Windows 3.1 e il
Font Pack ci dovrebbe essere un rap-
porto di 1:1, nel senso che il Font Pack
dovrebbe essere installato su ogni PC
su cui è installato Windows.
La memoria in più richiesta è di circa
2 mega e mezzo, circa il 20 % in più di
una normale installazione Windows.
L'impegno in più in fase di visualizza-
zione e di stampa si sente solo in caso
di utilizzo sullo stesso documento di
molti caratteri di tipo differente.
Tutto sommato quindi un prodotto
pressoché indispensabile sia per chi vo-
glia allinearsi alla dotazione standard
Windows, sia per chi voglia con i propri
applicativi ottenere stampe di qualità e
di ricchezza tipografica. exs
256
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
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« MB
80 MB
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marchi registrati Microsoft Co.
intelliGIOCHI
La
guerra dei quadrati
di Corrado Giustozzi
L o sapevo. Quello dei
quadrati magici era un
argomento troppo suc-
culento perché non ci met-
tesse lo zampino Dani Ferra-
ri, l'oramai notissimo staka-
novista delfintelligioco. Il
buon Dani infatti, solleticato
dall' evolversi della situazione
relativa al conteggio dei qua-
drati magici di ordine cinque,
ha deciso che si poteva fare
meglio di quanto già non
avesse fatto Francesco Bale-
na; e prima ancora che il
computer di quest'ultimo
avesse cominciato a macina-
re le sue soluzioni, Dani ave-
va già messo in piedi un
programma di ricerca ancora
più efficiente ed ottimizzato.
La puntata di questo mese è
dunque interamente dedica-
ta a questo interessante la-
voro, co f quale Dani ci fa
vedere come sia possibile
rendere maneggiabile anche
un problema in apparenza
del tutto intrattabile.
Ricordo per amore di cro-
naca che tutta la questione
iniziò a dicembre dello scor-
so anno, quando pubblicai
due puntate dedicate ai qua-
drati magici. La successiva
replica di Francesco Balena,
che ha suscitato il putiferio,
è stata invece pubblicata su
MCI 18 dello scorso maggio.
L'articolo che ora vi presento
è la risposta di Dani ai lavoro
di Francesco. L'algoritmo di
ricerca in esso presentato ri-
sulta potentissimo in quanto
specificamente dedicato all'i-
dentificazione dei quadrati
magici del solo ordine cin-
que; ricordo invece che
quello a suo tempo illustrato
da Francesco valeva per
qualsiasi ordine e non pote-
va dunque avvantaggiarsi di
alcune particolari simmetrie
legate all'ordine stesso. Co-
munque Dani col suo pro-
gramma è riuscito a trovare
un risultato al problema del
conteggio dei quadrati magi-
ci di ordine cinque, risultato
che purtroppo si avvicina ma
non coincide con la cifra tro-
vata da Schroeppel nel 1972.
E la differenza fra i due risul-
tati è 32, un valore troppo
caratteristico agli occhi dì un
informatico da non essere
guardato con un certo so-
spetto. Bene, chi risolverà il
mistero su quale sia il risulta-
to esatto ? Chissà, forse pro-
prio Francesco che sta a sua
volta ottimizzando il proprio
programma di ricerca secon-
do linee guida indipendenti
da quelle utilizzate da Dani. Il
lavoro di Francesco tuttavia
non sarà pronto prima di
qualche settimana, e dunque
è giusto che io ceda per ora
la parola a Dani ; ma aspetta-
tevi da qui a qualche mese
un'ulteriore puntata su que-
sto che oramai è divenuto
un vero e proprio giallo.
Buon divertimento.
C.G.
A me non interessano i
quadrati magici, L'idea di su-
dar sette camicie per risolve-
re i complicati problemi che
essi comportano non mi atti-
ra per niente. Ma quando mi
sfruculiano...
Riassumiamo l'antefatto. I
«quadrati magici di ordine 5»
sono dei quadrati di 5x5 ca-
selle, in cui sono iscritti i
numeri da 1 a 25. Tali nume-
ri devono essere disposti in
modo tale che la somma di
ogni riga, ogni colonna, ogni
diagonale dia sempre lo
stesso totale, e cioè 65, la
cosiddetta «costante magi-
ca». Problema: quanti sono i
possibili quadrati magici di
ordine 5?
Dice Corrado: non si è tro-
vato finora un metodo per
risolvere il problema per via
analitica: e risolverlo «a forza
bruta», esaminando tutte le
disposizioni possibili, non è
una via percorribile, dato che
tali disposizioni si contano a
fantastiliardi.
Ribatte un lettore, France-
sco Balena: niente affatto.
Se io metto 5 numeri in una
riga e il totale non è 65, mica
debbo continuare ad esami-
nare le innumerevoli disposi-
zioni degli altri 20 numeri:
posso eliminarle d'un colpo,
Partendo da questa conside-
razione, Francesco si costrui-
sce un algoritmo «a potatu-
ra», e realizza un poderoso
programma in assembler
con cui, secondo le sue sti-
me, il suo 386/25 risolverà il
problema in... appena un
anno!
Di fronte a un simile co-
raggio, mi prosterno in reve-
rente ammirazione, Ma poi
mi guardo meglio l'algorit-
mo; e non mi convince. L'e-
liminazione dei doppioni per
simmetria (vedremo dopo
che cosa sono) mi sembra
imprecisa; l'algoritmo può
essere sicuramente migliora-
to in maniera notevole; e
certe indicazioni che France-
sco fornisce sull'ottimizza-
zione dei programmi in as-
sembly sono chiaramente
sbagliate (per esempio:
Francesco dice che per sot-
trarre 2 da un registro è me-
glio usare due istruzioni DEC
che un'unica istruzione SUB,
e che INC CX è quasi 2 volte
più veloce di INC CL; in real-
tà, su un 386, le istruzioni
INC CX, INC CL, DEC CX,
SUB CX, 2 prendono tutte lo
stesso tempo. 2 cicli di
clock, almeno su un compu-
ter che funzioni effettiva-
mente a 0 wait statesi.
A questo punto, comincio
ad avere grossi dubbi: ed
ecco che arriva Corrado, in-
formandoci di aver scoperto
che il problema è già stato
risolto da un certo Schroep-
pel nel lontano 1972, impie-
gando circa 100 ore di CPU
su un vecchio PDP-10. Gulp!
Si, ma poi mi vengono altri
dubbi. A conti fatti, il compu-
ter di Schroeppel avrebbe
sputato fuori un quadrato
magico ogni millisecondo o
poco più. Nel 1972? Mi sem-
bra poco credibile, Che
Schroeppel abbia bluffato?
Non sarebbe la prima volta
che succedono fatti del ge-
nere.
Squassato da questi amle-
tici dubbi, non mi resta che
rimboccarmi le maniche e af-
frontare il problema.
I « doppioni »
Dato un quadrato magico,
è possibile tirarne fuori auto-
maticamente numerosi altri,
258
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1 992
INTELUGIOCHt
1
9
21
12
22
5
24
15
10
11
20
17
8
14
6
16
2
3
25
19
23
13
18
4
7
Figura 1 - Soluzione base.
1
12
21
9
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16
25
3
2
19
20
14
8
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6
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10
15
24
11
23
4
18
13
7
Figura 2 - Inversione interna.
24
5
15
11
10
9
1
21
22
12
17
20
8
6
14
13
23
18
7
4
2
16
3
19
25
Figura 3 • inversione interno-esterno
{dalla soluzione base).
25
17
5
14
4
21
2
11
16
15
6
9
18
12
20
10
24
23
1
7
3
13
8
22
19
Figura 4 * Complemento a 26 {dalla
soluzione base I.
ruotando, invertendo e tra-
sformando l'originale in vari
modi, È chiaro che il nostro
programma dovrà essere
impostato in modo da trova-
re solo uno di questi quadra-
ti, eliminando quanto prima
possibile gli altri, per non
perder tempo in ricerche
inutili. Ma quanti (e quali)
sono questi «doppioni»? Ve-
diamolo un po', ragionando
su una qualsiasi «soluzione
base» quale quella di figura
1.
—Duplicati per rotazione sul
centro: ruotando un quadra-
to magico di 90°. 180°, 270°
ne tiriamo fuori altri tre; e
siamo a 4;
— Duplicati per rotazione
sulla diagonale : ciascuno di
questi 4 quadrati può essere
fatto ruotare di 180° rispetto
alla diagonale principale; e
siamo a 8;
— Duplicati per inversione
interna : possiamo scambiare
fra loro la 2 " e la 4 ' riga, e
scambiare la 2 ‘ e la 4 “ colon-
na (fig. 2). Si noti che tutte le
linee — orizzontali, verticali e
diagonali — seguitano a es-
sere composte dagli stessi
numeri, anche se in ordine
diverso. E siamo a 16;
— Duplicati per inversione
interno-esterno : possiamo
scambiare le 4 linee esterne
— 1 * e 5 ‘ riga, 1 ’ e 5 ' colon-
na — con le linee interne
adiacenti — 2 * e 4 ' riga, 2 * e
4' colonna (fig. 3). Stesse
considerazioni del punto pre-
cedente. E siamo a 32;
— Complemento a 26: so-
stituendo ogni numero col
complemento a 26, troviamo
un altro quadrato magico
(fig. 4). E siamo a 64.
Notate che si possono
usare formulazioni diverse
(rotazione intorno alla diago-
nale secondaria, inversione
delle linee esterne, etc.), che
risultano equivalenti a quelle
indicate.
Per eliminare fin dall'inizio
questi doppioni, comincere-
mo costruendo le due diago-
nali. e ponendo le seguenti
condizioni:
— per eliminare le rotazioni
sul centro, considereremo
solo i casi in cui n(1,1), il
numero in 1 * riga, 1 * colon-
na, è minore di n(1,5),
n(5,1), n(5,5), cioè dei nu-
meri agli altri 3 angoli;
— per eliminare le rotazioni
sulla diagonale principale,
porremo la condizione
n(1,5)<n(5,1):
— per eliminare le inversio-
ni interne, porremo la condi-
zione n(2,2)<n(4,4);
— per eliminare le inversio-
ni interno-esterno, porremo
la condizione che il quartetto
esterno (quello formato dai
numeri ai 4 angoli) sia quello
che contiene il più piccolo
degli 8 numeri usati per
completare le diagonali (cen-
D
X
M
X
D
X
D
M
D
X
M
M
C
M
M
X
D
M
D
X
D
X
M
X
D
Figu ra 5
tra escluso). Ne deriva che
n(1,1) deve essere non solo
il più piccolo dei numeri ai 4
angoli, ma il più piccolo degli
8 numeri in parola;
— per eliminare i comple-
menti a 26, considereremo
valori del centro varianti da 1
a 13; i risultati per i centri da
1 a 12 saranno contati due
volte.
Altri vincoli
sulle diagonali
Bene, in questo modo ab-
biamo eliminato un bel po' di
roba; ma possiamo fare di
meglio. I valori che poniamo
sulle diagonali, infatti, sono
sottoposti ad alcuni vincoli.
Per chiarire quali sono questi
vincoli dobbiamo introdurre
un po' di terminologia. Come
si vede in figura 5 indichia-
mo con C il centro, con D gli
altri numeri sulle diagonali,
con M i numeri sulle media-
ne, con X gli altri. Indichere-
mo anche:
— con E i numeri «esterni»
(posti cioè in 1 ‘ e 5 ' riga, 1 ' e
5‘ colonna), con I i numeri
«interni», cioè gli altri;
— con SnYZ la somma di n
numeri del gruppo YZ; quin-
di. S4DE (somma dei 4 nu-
meri posti sulle diagonali al-
l'esterno) indicherà la som-
ma dei numeri posti ai 4
angoli.
Allora: la somma dei nu-
meri da 1 a 25 vale 325;
nella nostra notazione, scri-
veremo:
S8D+S8M+S8X+C=325.
Consideriamo ora il totale
delle 4 linee che passano
per il centro (le due diagonali
e le due mediane). Abbiamo:
S8D+S8M+4*C - 4*65 = 260
Sostituendo nella prece-
dente, otteniamo:
(1) S8D = 65+3-C
Caruccio, no? Questa rela-
zione ci sarà molto utile.
Consideriamo ora il totale
delle 4 linee esterne. Ab-
biamo:
2*S4DE+S4ME+S8X = 4*65
e, sostituendo la (1), otte-
niamo:
(2) 2*S4DE = 3*(65-C)-S4ME
Considerando ora le due
mediane, abbiamo:
S4ME = 2*(65-C)-S4MI
e, sostituendo nella (2). otte-
niamo;
(3) 2*S4DE = 65-C+S4MI
Vi gira un po' la testa?
Tranquilli, abbiamo finito. Ci
sarebbero un mucchio di al-
tre belle formulette, ma non
sono risultate utili per il pro-
gramma, e quindi evito di
parlarne.
Quando costruiamo le dia-
gonali. non sappiamo ancora
quali numeri metteremo sul-
le mediane; ma sappiamo
che al massimo in ogni quar-
tetto (ME o MI) metteremo i
4 più grossi numeri residui,
al minimo ci metteremo i 4
numeri più piccoli. Anzi,
spesso, soprattutto quando
al centro abbiamo messo un
valore molto basso, non pos-
siamo usare i 4 numeri più
piccoli. Poniamo per esem-
pio C=1; la (1) ci dice che
S8X=68; se usiamo i numeri
piccoli sulle diagonali e sulle
mediane, dove troviamo poi
8 numeri il cui totale faccia
appena 68? È facile a questo
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
259
INTELLIGIQCHI
punto vedere che la (2) e la
(3) stabiliscono dei limiti per
la somma dei numeri che
possiamo mettere ai 4 ango-
li; e ciò ci permette di elimi-
nare quasi il 20% delle alter-
native possibili.
Cì sono altri test sulle dia-
gonali, ma sono assai meno
efficienti, e quindi non sto a
dilungarmi su di essi. In tota-
le, dunque, usciamo da que-
sta fase con 6.722.585 dia-
gonali possibili.
La casella n(5,2)
Completate le diagonali, il
nostro programma è di pro-
cedere a piazzare i numeri
nella matrice nell'ordine indi-
cato in figura 6.
Il peggior passo é quello
dell'uscio. Dopo aver posto il
primo numero nella casella
indicata con A, qualsiasi nu-
mero successivo comporte-
rà la chiusura di almeno una
linea; la scelta sarà quindi
sottoposta a dei forti vincoli.
Ma il primo numero è ben
poco vincolato. Può darsi
che i numeri che abbiamo
già iscritto in 5 ' riga e in 2 *
colonna determinino un cer-
to vincolo, ma è poco proba-
bile. Possiamo fare qualcosa
per limitare la proliferazione
di varianti da esplorare?
Supponiamo che la nostra
situazione, a questo punto,
sia quella di figura 7. La ca-
sella n(5,2) non è limitata;
possiamo metterci uno qual-
siasi dei 16 numeri residui.
Per ciascuna di queste 16
varianti proseguiamo chiu-
dendo la 5' riga; poi chiudia-
mo la 2 ' colonna, A questo
punto le varianti sono diven-
tate qualche centinaio. Ora
cerchiamo di piazzare n(1,4),
che ci consentirà di chiudere
la 1 ' riga e la 4 ' colonna ; e ci
accorgiamo che... in n(1,4)
non possiamo mettere nes-
sun numero: per poter poi
chiudere la 1 ' riga, dovrem-
mo metterci almeno 19, ma
per poter poi chiudere la 4 ’
colonna possiamo metterci
al massimo 7. Accidenti, se
avessimo cominciato da li, ci
saremmo risparmiati un bel
po' di lavoro...
Insomma: é probabile che
ci sia da qualche parte una
casella per la quale le scelte
sono in qualche misura limi-
tate; ma non possiamo mica
fare un programma che una
volta comincia da una parte
e una volta dall'altra!
Non possiamo... pfui. Mai
dire mai; basta ragionarci un
po', e si trova il trucco. Noi
abbiamo fissato una serie di
condizioni per eliminare i
«doppioni»; abbiamo consi-
derato solo i quadrati che
rispondevano a certe regole.
Ma queste condizioni ormai
hanno svolto il loro compito:
i «doppioni» sono stati elimi-
nati. Niente ci vieta, adesso,
di ruotare, ribaltare o trasfor-
mare il nostro quadrato coi
metodi che abbiamo descrit-
to. E allora: individuiamo la
casella che subisce le mag-
giori limitazioni (sarà forzata-
mente una delle 8 caselle
indicate con X in figura 5), e
ruotiamo o ribaltiamo il qua-
drato in modo da portarla in
n(5,2) Un bel giochetto, che
ci fa risparmiare circa un ter-
zo del tempo.
Naturalmente, tutte que-
ste elaborazioni richiedono
tempo. Ma per ora il numero
di casi da considerare è limi-
tato, e il tempo non è un
grosso problema : con un co-
dice scritto in Turbo Pascal
scarsamente ottimizzato, il
mio modesto 386SX/2Q im-
piega un'ora esatta ad elabo-
rare le 72.904.519 possibili
disposizioni delle 10 cifre (le
due diagonali e n(5,2)). cia-
scuna corredata di un array
in cui sono registrati i 15
numeri residui.
A tutta velocità
A questo punto, i nostri
«economics» cambiano bru-
scamente. In primo luogo,
le varianti da esaminare so-
no cresciute parecchio, e
non consentono più di fare
elaborazioni complicate. In
secondo luogo, ormai ogni
numero che mettiamo porta
alla chiusura di una o più
linee; e ciò costituirà un suf-
ficiente filtro per limitare le
varianti. L'importante è cor-
rere; e perciò diamo un ad-
dio al Pascal e passiamo al-
l'assembler.
Per prima cosa dobbiamo
chiudere la 5‘ riga, dove
mancano due numeri. Poi-
ché incontreremo varie volte
questa situazione mettiamo
a punto con ogni cura una
routine, chiamiamola Chiu-
deunariga. che riutilizze-
remo nei vari casi con picco-
li aggiustamenti. Con questa
routine chiudiamo la 5 ' riga,
poi la 2" colonna. Tutto be-
ne, ma le varianti aumenta-
no a rotta di collo: siamo a
1.640.680.104; e dobbiamo
scrivere la routine per chiu-
dere simultaneamente la 1 ‘
riga e la 4' colonna.
Scrivere una routine che
deve girare oltre un miliardo
e mezzo di volte è un'espe-
rienza sconcertante: biso-
gna ragionare in un modo
tutto particolare. Per esem-
pio: é prassi normale salva-
re una variabile sullo stack
con un PUSH, tanto per
avere un po' di spazio libero
nella CPU, e recuperarla poi
con un POP. Nessuno ci
pensa più che tanto. Ma
qui, un PUSH e un POP si
mangiano qualcosa come 20
minuti di lavoro.
Sia come sia, facciamo
anche questa, e grazie a Dio
le varianti diminuiscono a
circa un miliardo; ma poi,
quando con la routine Chiu-
de-una_riga, chiudiamo la
3* colonna e poi la 4' riga,
restano più o meno a quel
livello. E i tempi di lavoro si
fanno sempre più lunghi. ..
A questo punto, con soli
4 numeri da piazzare e un
numero di varianti quasi 30
volte superiore a quello che
avrei dovuto trovare secon-
do Schroeppel, cominciavo
ad avere forti dubbi. Ma
quando si inizia la chicane
degli ultimi 4 numeri, le va-
rianti vengono falcidiate dra-
sticamente. Sono rimasto a
lungo a guardare ansioso i
numeri che si srotolavano
lentamente sullo schermo:
e alla fine, dopo 55 ore di
sudatissimo lavoro, il mio
fedele collaboratore elettro-
nico ha sputato la risposta:
esclusi i doppioni relativi alle
prime 5 simmetrie, i quadra-
ti magici di ordine 5 sono
68.826.274, Schroeppel ne
aveva trovati 68.826.306,
con uno scarto di 32.
Discussione
Il minimo scarto dal valore
trovato da Schroeppel è...
molto minore di quanto mi
aspettassi. Questo program-
ma ha mostrato una straor-
dinaria capacità di produrre
bug de! tipo più insidioso:
quelli che si manifestano in
casi rarissimi, lo ne ho ster-
minati un bel po’ nelle pri-
me fasi; ma quando il pro-
gramma comincia a richie-
dere decine di ore, come si
fa a trovare un bug che pro-
babilmente si manifesta una
sola volta? Naturalmente,
Schroeppel si sarà trovato
nella stessa condizione,
chissà chi dei due l'ha az-
zeccata
Per quanto concerne i
tempi, non so come si com-
pari la potenza di un PDP-1 0
(un computer di 20 anni fa,
ma che era uno dei migliori
mini del tempo) con quella
di un 386SX; ma certo
Schroeppel ha fatto un lavo-
ro straordinario. Con tutti i
trucchetti che ho infilato nel
mio programma, credevo di
dargli un distacco ben mag-
giore.
Evidentemente, lui non è
stato da meno,
E con ciò vi saluto, ter-
gendo il sudore dalla mia
fronte e dalla motherboard
del mio fedele PC.
Dani Ferrari
260
MC microcomputer n. 123 - novembre 1992
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Simulmondo s.r.l. Viale B. Pichat 28/A - Bologna
A che punto è
il Simulmondo ? w
dì Francesco Carla
Nel numero di ottobre ho
cominciato a parlarvi di co-
me dai videogame, dalla loro
storia, dai loro meccanismi
evolutivi, si arrivi dritto dritto
alle realtà simulate e virtuali,
a quello che come sapete io
chiamo simulmondo.
I videogame hanno avuto
inizio con un simulatore, un
piccolo e semplice simulato-
re del ping pong ; Pong.
II territorio inesistente, ma
terribilmente vivo e interatti-
vo descritto e tracciato da
Pong è di quelli destinati a ri-
manere nella mente. È il
paesaggio delle possibilità
simulate in attesa di nasce-
re. Su quello schermo, con
le regole di Bushnell, nasce
non solo un nuovo modo di
trascorrere il tempo, ma an-
che un inedito linguaggio in-
terattivo e di descrizione si-
mulata del mondo. Un mon-
do interattivo e simulato,
che. da quel momento in
avanti, e in buona parte tut-
tora, si disegna secondo le
regole di Pong.
La strada è tracciata, qual-
cuno, con quegli sforzi tita-
nici che quando accadono,
per contrasto con la loro vi-
brante magia creativa, sem-
brano invece atti semplicissi-
mi. ha aperto una nuova
breccia nell'universo. Ha da-
to all'uomo una chiave di
progresso e di spinta che ha,
si vedrà più chiaramente fra
50 o 60 anni, la stessa im-
portanza dell'invenzione del-
la stampa e della televisione.
Ma la creatura è forte e
grezza insieme. Ha tutti gli
spigoli della forza e lo stesso
desiderio di svilupparsi del
piccolo essere. E figlia. Figlia
altri esserìni minuscoli e in-
terattivi che competono con
il padre e la madre in vibra-
zioni e intelligenze.
Della prima ondata sono
mondi indimenticabili alme-
no Breakout, distruzione di
un mondo di cemento e
mattoni, liberazione interatti-
va del diaframma che divide
analogico da digitale, presta-
zione gratuita di un mondo
senza storia, storicizzato poi
nel 1986 da Arkanoid, rema-
ke di Breakout che sviluppa
l'idea di mondo e . la forza
della suggestione iniziale
della distruzione del confine
e la creazione di un'altra
frontiera ; Asteroids, geniale
simulmondo dello spazio in-
finito che ruba idee a Kubri-
ck, quello di Odissea nello
spazio, e inventa il campo
lunghissimo interattivo. Le
astronavi sono minuscoli
vettóri, quasi impercettibili
segnali di vita simulata nel-
l'universo interagibile. e han-
no due aree di azione una vi-
sibile e l'altra sottratta alla vi-
sta, dietro lo screen.
La tecnologia usata per di-
segnare il mondo e i perso-
naggi di Asteroids è la tec-
nologia vettoriale wires o a
linee. Il creatore utilizza li-
neette di lunghezza variabile
che unite ai vertici compon-
gono le figure.
Con questa stessa tecni-
ca, pioniera delle tecnologie
di disegno e simulazione
vettoriale solida e tridimen-
sionale, sempre più o meno
nella seconda metà degli an-
ni Settanta, altri progettisti
della A tari crearono i mondi
simulati di Tempest, scon-
volgente simulatore gratuito
e caotico, indimenticabile, e
Space Duei, versione a due
interattori di Asteroids, con
campi di forza e muri di
energìa protettivi, additivi già
sperimentati dalla donna in-
visibile dei Fantastici 4.
Ma prima di tutti questi,
nell'estate del 1977, la Taito
giapponese, aveva inventato
il primo videogame capace
di raccontare una storia inte-
rattiva, Era il simulmondo
monocromo e verdastro di
Space Invaders. In questo vi-
deogame i marziani ci stava-
no finalmente invadendo e
noi dovevamo tentare di or-
ganizzare un'impossibile e fi-
nale resistenza, nasconden-
doci dietro torrette precarie
di pixel e inventando un'an-
cora più improbabile controf-
fensiva, basata sul fuoco dei
nostri cannoni digitali. Un'a-
stronave di raccordo delle
truppe degli invasori, passa-
va dì tanto in tanto e noi cer-
cavamo disperatamente di
abbatterla. Prima storia si-
mulata e interattiva.
Sempre sul tema della di-
fesa del mondo e dei suoi
valori riproducibili anche nel-
la simulazione, ideali freschi,
possibili nella ingenua prima
generazione interattiva, esce
Defender, un videogame
guerriero e freneticissimo
della Williams americana. Il
mondo simulato esiste In
orizzontale.
Ma non solo verso destra
come in Explorer anche noto
come Scramble. Ma pure in-
dietro tutta verso sinistra
quando volete tornare indie-
tro. Maggiore libertà, più di-
namismo nel simulmondo di
Defender.
Intanto il simulmondo. il
mondo simulato e interattivo
precisa te sue regole: intera-
gire si, simulare anche, ma
farlo su temi e in mondi che
sì vorrebbe frequentare sui
serio.
Per questo, nell'ondata fi-
ne Settanta di fantascienza e
guerre stellari, sono sopra-
tutto anzi quasi soltanto,
mondi simulati nell'Immen-
sità dello spazio cosmo. Do-
ve la nostra vita e i suoi vin-
coli non esìstono, dove l'es-
sere può avere anche altri si-
gnificati.
(2) Continua
Index : Free D.C., il poco piaciuto in giro simulatore fiction della premiata
In questo numero del vostro PlayWorld già vi vedo intenti alla ditta Kellyn BeckJ Cineplay.
lettura di: Avvenimento 1. Pinball Dreams/Fantasies. il primo e Di seguito la rubrica BIS giunta alla lettera I dopo non so più
il secondo pinball degli svedesi, diventato lo standard dei flipper quanti annetti, e stavolta dedicata alla Interplay di Brian Fargo, e
su PC; Avvenimento 2 ; A Train, la gioia di tutti i costruttori di un numero veloce e al solito informativo del vostro Panorama
mondi interattivi ; stavolta il mondo dei treni ; Avvenimento 3. Ciak, motore... interAZIONE.
262
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PLAYWORLD
PW Avvenimento 1
Pinball Dreams /
Fantasies
21st, Cent Entert. UK
Swedish team SV
Amiga
Della Svezia e di Stoccol-
ma so abbastanza. So che è
una delle più belle capitali
europee, che ha un bellissi-
mo museo d'arte moderna e
uno altrettanto bello di anti-
chi costumi e divrse della
tradizione bellica. So perfino
che è una città carissima e
piena di italiani. Quello che
proprio non sapevo è che ci
fossero svedesi tanto bravi
nel disegnare videogame e
simulatori, bravi, intendo, co-
me quelli che hanno realizza-
to Pinball Dreams.
La storia dei pinball su
computer non è sempre co-
stellata di momenti fulgidi. A
me vengono in mente alcuni
titoli, e magari ricorderete
anche voi Pinball Constru-
ction Set, il primo videoga-
me dell'Electronic Arts, Pin-
ball Night Mission della Su-
blogic, Slamball, e David's
Midnight Magic della Bro-
derbund. A sedici bit. sull’A-
miga e sul PC. i flipper sono
stati pochi e scadenti, Mi
viene in mente qualcosa
convertito dall'arcade dall’A-
ctivision, un titolo della King-
soft davvero terribile e la
mai nata versione Amiga di
Pinb. Const, set dell'Electro-
nic Arts.
L'unico bel simulatore di
flipper esistente per Amiga
e PC, sulla scia del successo
francese di Ere Informatique
con Macadam bumper, era
quello della Loriciel che ave-
va solo il difetto di essere
troppo difficile. Per questo
c'era spazio e interesse per
un nuovo flipper simulato e
interattivo.
Però spesso lo spazio di
mercato da solo non è suf-
ficiente. Anzi quasi sempre.
Per prenderselo, il mercato,
ci vuole la qualità e la cura
dei particolari, E da questo
punto di osservazione il
team svedese ci si è messo
sul serio d'impegno, Credo
che abbiano più o meno ra-
gionato cosi. La bellezza di
un flipper dipende da alcuni
fattori; la grafica degli ele-
menti, gli effetti sonori du-
rante il gioco, il realismo nel
MC microcomputer n. 123 - novembre 1992
263
PLAYWORLD
rotolio della biglia d'acciaio,
la varietà e la semplicità del
meccanismo di gioco che
crea la coazione a continuare
a giocare, Per questo hanno
immaginato quattro diversi
flipper, che con il seguito
Fantasies sono diventati 8, e
hanno pensato bene di rag-
giungere la quasi perfezione
in ognuno dei quattro fattori
che ho elencato più sopra.
Dico quasi perché solo il
meccanismo di gioco di alcu-
ni tra i flipper disponibili, per
esempio quello sui treni e
quello onorifico, mi sembra
leggermente da oliare e non
ha ricevuto la stessa quan-
tità di attenzione che per
esempio hanno invece avuto
gli effetti audio, che sono sul
serio uno degli esempi piu
fantastici di cosa si possa fa-
re con l'Amiga in fatto dì
suono.
Insomma mi sono diverti-
to come un pazzo e purtrop-
PW Avvenimento 2
A Train
Ocean Maxis
Artdink Japan
PC VGA
Ci sono un sacco di modi
per ricreare mondi. Se state
seguendo un po' le mie in-
troduzioni sul cammino dai
videogame alla realtà virtua-
le state prendendo visione di
alcuni di questi metodi crea-
tivi.
Tre anni fa la casa amen-
cana Maxis, decise di ricrea-
re il mondo di una città, anzi
di tutte le città, per farci di-
ventare sindaci e ammini-
stratori, prevedendo perfino
la corruzione e l'incavolatura
dei cittadini nei confronti del
po non mi capita spesso. Ho
rivisto, dopo un bel po' di
tempo, quel concentrato
magico di semplicità qualità
e divertimento che mancava
dalle scene simulate da un
pochino. £ il video ha gene-
rato un forte calore interatti-
vo, che davvero è il colmo
se mi viene di nuovo in men-
te la terra dei ghiacci del
team svedese.
sindaco e della giunta mede-
simi. Una specie di profezia
elettronica per tangentopoli
e una specie di rivelatore si-
mulato della nostra oscena
condizione, parlo degli italici,
di cittadini dimezzati privati
da questi nostri rapaci partiti
del diritto, che in Sim City è
sottolineato, di mandare a
casa tutti in situazioni di inef-
ficienza e corruzione.
Restando in Italia, dove le
ferrovie non sono esatta-
mente note per qualità e ve-
locità, sembra un'ulteriore
parabola della nostra epopea
di creatori della cultura e del-
la scienza (Leonardo, Gali-
leo, Michelangelo ... di che
nazionalità erano costoro?)
adesso ridotti spesso in con-
dizione di retroguardia sem-
pre dai succitati e beneamati
264
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PLAYWORLD
politici e burocrati, sembra
una metafora questo simula-
tore di treni e stazioni diven-
tato un grande successo in
Giappone e che si chiama A
Train.
La Maxis ha fatto una se-
rie di operazioni importanti:
ha scoperto l'esistenza di A
Tram, Ha ottenuto i diritti per
la riproposizione in inglese
per il mercato europeo e
americano. Si è occupata
materialmente della produ-
zione e della distribuzione in
Usa e Europa dove è coadiu-
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
265
PLAYWOFtLD
vata dalla Ocean che già si
era messa in moto per Sim
Ant e Sim Earth.
Come non mi capita pur-
troppo spesso, aspettavo
con ansia che giungesse il
simultrenino digitale in ver-
sione PC. Avevo visto a To-
kyo le cartucce del superfa-
mìcom contenenti il prezioso
software e la grafica relativa
sui retri delle scatole. E ave-
vo perfino messo in movi-
mento il mio amico Koichi
Ozaki che si occupa della
vendita del software Simul-
mondo in Giappone e Far
East, in modo che mi rintrac-
ciasse i titolari della Artdink
per conoscerci meglio e im-
maginare qualche forma di
collaborazione. E questo pro-
prio perché ero stato colpito
e affondato dalla qualità e
dalla semplicità della visua-
lizzazione e della organizza-
zione delio schermo.
Così mi sono fatto riserva-
re un PC velocissimo e im-
paziente, naturalmente dota-
to di scheda audio e SVGA e
con l’hard disk sgombro e
superveloce. La Leader, che
lo distribuisce in Italia, ha cu-
rato la traduzione del manua-
le che certo è utile anche
perché fatta bene. Insomma
era tutto pronto. Cosi ho da-
to inizio alle mie navigazioni,
anzi al mio vaggio interatti-
vo, e ho cominciato a stimo-
lare tutti i menu e le icone
ciiccabili e interagibili. Ce ne
sono un sacco e sono tutte
semplici e intuitive, ma nello
stesso tempo prevedono uti-
lizzi a vari livelli man mano
che si va avanti a capirci me-
glio nel come si simula. A
Tram usa il sistema dell'oro-
logio e del calendario che
procedono indipendente-
mente dalle tue mosse. C'è
una storia che cammina, co-
me nel mondo, un calenda-
rio di una vita ferroviaria si-
mulata che strappa un foglio
dopo l'altro e che lo fa molto
più in fretta, giustamente, di
quanto non capiti durante la
vita vera. Le ore passano, gli
avvenimenti incalzano e la
ferrovia cresce e con lei, con
l'alta velocità con i servizi e
266
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PLAYWORLD
la produzione, anche tutto il
contorno e le infrastrutture,
in questo A Train è una spe-
cie di Sim City ridotto e zoo-
mato, necessarie a dare ri-
salto e successo economico
ad un'attività di trasporti, i
quali trasporti debbono es-
sere come qualunque altra
attività economica motivati.
E A Train fornisce tutte le
motivazioni; raggiungere un
campo da golf, una località
di svago e vacanza, una città
d'affari e comunicazione, o
semplicemente collegare
per le merci e i passeggeri,
due luoghi e due destinazio-
ni o più di due.
L'intrico delle condizioni
che generano la nascita e la
crescita delle strutture di tra-
sporto ferroviario, sono si-
mulate e gestite con atten-
zione e divertimento: sono
evitate e ripensate situazioni
troppo scientifiche e pesan-
ti, senza che questo signifi-
chi dimensione troppo fanta-
stica e irrealistica. Nello
stesso tempo niente di quel-
lo che serve manca e la gra-
fica e la visualizzazione, che
normalmente e anche in fon-
do in Sim City, dovevano es-
sere giocoforza rese molto
troppo simboliche per facili-
tare la visione d'insieme, qui
sono assolutamente soddi-
sfacenti, e si vedono i treni
animati che è di certo la
gioia interattiva per milioni di
appassionati.
Dentro la scatola di A
Train c'è davvero un mondo
simulato, un mondo che
sembra quasi, pensateci,
crudele spegnere e far finire,
quando è ormai davvero
troppo tardi per continuare a
simulare.
PZV Avvenimento 3
Free D.C.
Cineplay USA
Kellyn Beck
PC VGA
La più classica delle situa-
zioni interattive: un detecti-
ve umano. Avery Zedd ovve-
ro Kellyn Beck opportuna-
mente digitalizzato, deve ri-
solvere un grosso problema
scoppiato nello zoo, la riser-
va dove vengono tenuti in
cattività alcuni residui rap-
presentanti di quella che fu
la razza superiore: la razza
umana. Zedd ha 12 ore si-
mulate per risolvere il guaio
e incastrare il responsabile
della terminazione di 62 ro-
bot che si aggiravano nello
zoo, a difesa dei turisti inte-
ressati a guardare gli umani
ingabbiati. Zedd ha solo 12
ore per la buonissima ragio-
ne, come in Fuga da New
York, che gli è stata iniettata
una capsula esplosiva che
ha già iniziato il suo count-
down e lo finirà allo scadere
della dodicesima ora appun-
to. E fin qui il prologo. In se-
guito, immagino, vorrete sa-
pere perché e percome que-
sto Free D.C. sìa finito fra i
tre prodotti consigliati del
mese. Beh la ragione è sem-
plice: Beck fin dai tempi del-
la Cinemaware è uno di
quelli che più disperatamen-
te stanno sperimentando
per riuscire a trovare una
corrispondenza di amorosi
sensi, tra la fiction visiva, il
cinema, la TV, i cartoni, e l'in-
terattìvità. È uno dei respon-
sabili dell'invenzione del con-
cetto di multimedialità ed è
anche uno di quelli che più da
vicino e continuamente ne
stanno comprendendo la dif-
ficile adattabilità e flessibilità.
Beck è un irriducibile della
compenetrabilità dei media,
uno di quelli che non cl stan-
no ad ammettere che non è
possibile organizzare nulla
d'interattivo partendo dal ma-
teriale filmico. Lui, insomma,
pensa che si possa. E c'ha
provato instancabilmente pri-
ma con i prodotti Cinemawa-
re, poi con Centurion alla Ele-
ctronic Arts e adesso con
Free D.C. per la sua propria
casa la Cineplay di nuovissi-
ma costituzione.
Di tutti questi succitati
tentativi, proprio l'ultimo,
Free D.C., mi sembra il più
riuscito. Senz'altro dal punto
di vista estetico, con l'uso
appropriato e instancabile
della Claymation, della digi-
talizzazione tre D, del rende-
ring e di un sacco di altro
ben di dio digitale. Quasi del
tutto dalla prospettiva del si-
stema di animazione e inte-
razione, che a me sembra
appropriato e funzionale an-
che se non ha raccolto criti-
che troppo entusiastiche in
Europa e Usa. accusato di
scarsa flessibilità, eccessiva
facilità (sic) e perfino poca
interattività. Forse un po’
meno, un po' carente, inve-
ce il plot. La storia è ben im-
postata e adeguatissima al
genere di interattività e si-
mulazione fiction di Beck. Il
problema è altrove direi: mi
pare che sia proprio il gene-
re di storia, l'atmosfera, i
personaggi, che non interes-
sino più di tanto e che risen-
tano un po' della scarsa cura
e esperienza messa per ge-
nerarli, Insomma senz'altro
interessantissimo tecnica-
mente ed esteticamente.
Anche molto buono come si-
mulatore interattivo. Solo
che simula una cosa che po-
chi hanno voglia d'interagire.
E questo certo è un proble-
mino. E non basta il signor
Interface, il capo dello zoo
umano, o i suoi amici guar-
diani della nuova razza uma-
na che espia e si riabilita, per
farci venire voglia di interagi-
re. Anzi, sto fatto di essere
chiusi in gabbia e soggetti al-
le follie di un disadattato psi-
chico, ci sembrano normali
routine e non avventure, per
chiunque abituato a vivere a
Napoli o Roma o Milano. Per
forza: la Cineplay e Kellyn
Beck stanno felici e contenti
a Portland, la metropoli del-
l'Oregon.
MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992
267
PLAVWORLD
I i come
Interplay
Mentre scrivo questo BIS
è circa l'una del pomeriggio
di una domenica normalissi-
ma d'autunno. Sono stato al-
lo SMAU la scorsa settima-
na e ne ho ricavato l'impres-
sione di dovermi sul serio ri-
tenere fortunato di essere fi-
nito in un settore cosi effer-
vescente e antinoia come
quello dell’informatica perso-
nale. Guardando gli stand
dei produttori e distributori
di PC e gli ultimissimi note-
book a colori, mi sono chie-
sto che strade prenderà, do-
manda ormai in loop nel mio
cervello, il software e l 'har-
dware nei prossimi anni e
mesi. Mesi e anni che di cer-
to saranno almeno efferve-
Cominciamo con l’ECTS
di Londra che e l’appunta-
mento autunnale più impor-
tante nell'industria dell'inte-
rattivo da divertimento e
che quest'anno si è svolta a
cavallo della seconda setti-
scenti come quelli trascorsi
e forse di piu, Pensandoci
mi veniva voglia di chiedermi
se avremo la fortuna di ve-
dere ancora aziende spiglia-
te e geniali come la Inter-
play. La casa questo mese
sotto i riflettori..
La Interplay nasce in Ame-
rica verso il 1 984 con la mis-
sione di innovare il panora-
ma un po' stantio delle
adventure interattive, in quel
periodo ancora sotto shock
dopo la bellissima ondata dei
prodotti della Infocom e in-
deciso sulle strade eia per-
correre e sul modo d'inserire
la grafica sul video senza
perdere troppa della grazie
dei romanzi interattivi a la Hi-
tchiker's guide to Galaxy.
Alla fine del 1983, una
nuova generazione di avven-
turieri interattivi aveva potu-
to provare le avventure su
C64 e Apple 2 della Trillium.
Emanazione della Spinnaker,
a quel tempo celebre casa
editrice di prodotti educativi
per computer, la Trillium
aveva realizzato alcuni capo-
lavori di mix tra grafica e te-
sto, servendosi dei più gran-
di scrittori di sci fi come con-
sulenti strettissimi per realiz-
zare i prodotti. E ancora
adesso, dieci anni dopo, mi
vengono i mente le potenti
man a di settembre. È una
fiera solo per gli addetti ai
lavori e comprende esposi-
tori e visitatori da tutte le
parti del mondo, soprattutto
europei e americani, ma da
un po' di anni si vedono an-
sensazioni provate intera-
gendo Amazon e Dragon's
world di Crichton. Farenheit
451 di Bradbury e l'adventu-
re fatta insieme a Arthur
Clark di Space Odissey.
L'anno dopo, in qualche mo-
do figli di quelle esperienze,
e contemporaneamente at-
tenti alla rivoluzione del Ma-
cintosh, emergono dal nulla
Fargo e i suoi della Interplay.
I primi due prodotti su C64 e
Apple 2 sono Mindshadow e
Tracer Sanction che ancora
molti ricorderanno per la pre-
senza del simpatico pellica-
no come trait d’union delle
vicende interattive. Qui già
compare un embrione d'in-
terfaccia point & click che
sarebbe stata alla base di
tanti successi interattivi suc-
cessivi e non solo della In-
terplay.
A cavallo del 1985 esce
sul mercato l 'Atari ST e l'In-
terplay è una delle prime a
realizzare prodotti per que-
sta macchina.
Avventure bellissime co-
me l'indimenticabile Borro-
wed Time, hard boiled
adventure tutta iconica e in-
tuitiva, Tass Times in tone-
town. una storia di macchine
del tempo e deep America
che mi fa venire tanto in
mente Twin Peaks di Linch,
che un sacco di nipponici.
Quest'anno ho deciso di far-
vi un mini reportage in Pola-
roid, facendovi vedere alcu-
ne cose: non è che si bril-
lasse eccessivamente in
quanto a formidabili innova-
zioni: ma vi ho già riferito,
da un sacco di tempo, quali
sono gli imbuti nei quali si è
andata a cacciare l'industria
del divertimento interattivo,
cosi nessuna meraviglia se
le mirabolanti meraviglie
della tecnica, strette a mor-
sa tra la realtà virtuale super
futuristica e le nequizie e
difficoltà del più terra terra
mercato delle console e dei
PC fquest'ultimi con in più
la sempre presente pirate-
ria...), si sono fatte pregare
e attendere abbastanza inu-
tilmente anche questa volta.
le versioni sedici bit di Tra-
cer Sanction e Mindshadow
convertite nel frattempo an-
che sulla nascente e trion-
fante Amiga.
Proprio sull'Amiga sono
scritte le fortune della Inter-
play, che diventa una casa di
fama mondiale già nel 1988
con Baule Chess, intelligen-
te versione umoristica e tec-
nica degli scacchi, con le
memorabili scene di ciò che
accade quando un pezzo
mangia l’altro, condito di ef-
fetti speciali mai sentiti pri-
ma,
Ma la forza della Interplay
rimane la bravura nella pro-
duzione di avventure interat-
tive: tra il 1989 e il 1992
escono in serie Lord of thè
rings, Castles (più simile ad
un gioco di ruolo alla Popu-
lous che a un adventure) e il
memorabile Star Trek che di-
venta uno dei più grandi suc-
cessi della stagione ed uno
dei maggiori hit della casa
americana.
Mei 1992 Interplay sbarca
anche in Europa con un suo
ufficio di distribuzione e di-
venta così una delle grandi
case americane, con l' Ele-
ctronic Arts, l'Accolade, la
Sierra e la Mindscape, ad
avere un'operatività globale
in tutto il mondo.
Vabbè, io ho visitato quasi
tutti gli stand nel tempo la-
sciatomi lìbero da Simul-
mondo, e ho fotografato le
cose migliori, o almeno qua-
si tutte le cose migliori, Tra
queste il multimediale Inca
della Coktel Vision di Roland
Oskian, bellissimo estetica-
mente ma non cosi tanto in
interattività, problema comu-
ne del multimedia, lo stu-
pendo Car & Driver dell'Ele-
ctronic Arts, uno dei piu si-
mulanti prodotti visti all'Ects,
con in più la grazia della dop-
pia risoluzione in 3D vettoria-
le solido, che aumenta la
qualità visiva lasciando im-
mutate le altre qualità del
prodotto: interattività, senso
di libertà simulante, grandez-
za del landscape di gioco,
etc. etc. Un tipico capolavo-
Interstandard:
PC Amiga CD ROM ECTS Londra
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
PLAYWORLD
ro Electronic Aris, mai gigan-
tesca come durante i periodi
di transizione. E durante il gi-
ro ho incontrato anche Ja-
mes Pond, il simpaticissimo
pesce agente segreto della
Millennium, protagonista di
uno dei maggiori successi
dell'anno anche su console,
con James Pond, Robocod e
l'imminente Aquatic Games:
James ci teneva a salutare i
suoi fan italiani, perciò ecco-
velo qui. completo di pistola
ad acqua non inquadrata.
Dvlan Dog
Contemporaneamente si po-
tevano vedere in altri stand
non compresi in queste Po-
laroid, anche i nuovi attesi pro-
dotti della Delphine, Flash-
back, e simulatori di tutte le
maggiori case del mondo.
Tutti i prodotti che saranno
in vendita nei negozi da ot-
tobre in poi. I prodotti che
non c'erano, a parte l'ormai
superannunciato 7th Guest
della Virgin, erano i nuovi ca-
polavori CD ROM e CD qual-
cosa che il mercato attende
senza troppi spasmi (anche il
Mega CD della Sega è stato
un fiasco in Japan e la Nin-
tendo ha annullato il rilascio
di date e informazioni sull'u-
scita del suo...). La genera-
zione CD che sembrava
d'imminente irruzione, an-
che complice la crisi econo-
mica mondiale, sembra es-
sere rimandata al prossimo
Natale almeno come fatto di
massa. E la geme, giusta-
mente, si concentra sempre
di più sui PC, ormai in grado
di fare cose mostruose a
prezzi popolari, Ecco perché
nelle vetrinette, una fotogra-
fata per voi, facevano un po’
malinconica riapparizione gli
stessi prodotti CD già visti in
innumerevoli fiere e in con-
tinua progressiva perdita
d'interesse. Vedremo al
prossimo appuntamento che
è Las Vegas in gennaio.
Intanto arrivano questo
mese in tutti i negozi alcuni
dei prodotti visti aH'ECTS.
Per esempio Rex Nebular
della Microprose, un adven-
ture interattivo che ricorda i
temi e le atmosfere delle se-
rie di sci fi degli anni Cin-
quanta a la Forbidden Planet
e che non mette in scena
particolarissime novità, se
non appunto queste sensa-
zioni rétro che hanno certa-
mente un loro pubblico, sca-
tenatosi per Dune e pronto a
interessarsi anche a questo
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
269
PLAYWORLD
ITU
: i
afe
\ k , P-fcfr -jj
L-jI
I
i 1
~r.i-rda
Darklands
interattivo che inaugura o
quasi un campo nuovo per la
mitica casa dei simulatori di
volo. Rex Nebular non disde-
gna anche di strizzare l'oc-
chiolino perfino alla Infocom
e al suo antico Leather God-
desses of Phobos, in questi
giorni in negozio il sequel,
facendo finire il povero Rex
su un pianeta popolato solo
da donne e molto malinten-
zionate anche-
La Microprose ha arruola-
to anche i mitici Argonaut,
quelli di Starglider e di Birds
of Prey, che hanno appena
finito di disegnare un chip
vettoriale stratosferico per la
Nintendo, e che adesso so-
no nei negozi con questo
Atac, altro frutto vettoriale
dei loro tool e delle loro co-
noscenze vecchie di anni e
sempre al massimo livello.
Jez San e gli altri, hanno mo-
tori software per ricreare
qualunque mondo in 3D ve-
ctors e anche in questo Atac
lo dimostrano pienamente
con il lancio di un F22 e della
sua guerra strategica, dopo il
2000, contro i baroni della
droga, i nuovi veri tiranni del
mondo. Sempre dalla Micro-
prose, nel filone simulatori di
volo che sembra non accen-
nare a battute d'arresto in
quanto a successo, B17
Flying Fortress, un interatti-
vo sugli aerei storici dell'a-
viazione Usa, le fortezze vo-
lanti, antenate dei B52 che
hanno avuto un ruolo non
secondario nella guerra del
Vietnam, come questi B17
l'avevano avuto nella secon-
da guerra mondiale. Per que-
sto proprio le gesta dal 1942
in poi, con i grandi bombar-
damenti europei, vengono ri-
costruite per dare la massi-
ma sensazione possibile del-
le esperienze e delle capa-
cità necessarie per far volare
e dirigere al target, con sus-
seguente bombing, questi
giganteschi aerei. Con un
bel senso della immedesi-
mazione interattiva e della
simulazione di volo strategi-
ca.
Questo mese arrivano nei
negozi anche 3D wórld ten-
nis (PC AM e C64), 3D Wor-
ld Soccer (Amiga) e 1ST
Chess Tutor (PC) della Si-
mulmondo, mentre escono i
numeri 3 della serie di av-
venture interattive dedicate
a Dylan Dog e Diabolik in
vendita in tutte le edicole
(PC e Amiga nella stessa
confezione), Dylan e Diabolik
interattivi hanno suscitato
una forte reazione da parte
degli appassionati italiani cui
sembra l'iniziativa sia molto
piaciuta, lo personalmente
ho ricevuto quasi 1000 car-
toline di lettori di PlayWorld
e alcune decine di lettere. A
tutti questi amici va il mio
ringraziamento quasi com-
mosso. sniff sniff. Questi in-
terattori appassionati sono
anche prodighi di consigli e
di suggerimenti a proposito
di miglioramenti e perfezio-
namenti sia nel caso di Dia-
bolik che in quello di Dylan.
Posso dire loro che vedrete
già alcune cose fin da questi
numeri di novembre. Tutti i
cambiamenti richiesti saran-
no inseriti nelle avventure in
edicola da dicembre e di cui
vi parlerò più diffusamente nel
prossimo numero di Play-
World.
Il panorama di questo me-
se si chiude con altri 34 pro-
dotti americani. La Accolade
presenta Elvira 2 e Spring
Break, due avventure molto
diverse tra loro, ma entram-
be piuttosto ben fatte e in-
teressanti, Elvira è la donna
dell’orrore che tutti ben co-
noscete e apprezzate e sulla
quale sono stati fatti gad-
gets di ogni genere inclusi
pinball e videogame. Qui la
giovinetta si cimenta nel suo
solito range di avventure,
colmando tutti i vuoti lasciati
a bella posta nella puntata
precedente. Spring Break,
della americana Legend in
Europa tramite la Accolade,
è invece la storia di un av-
venturiero un po' mutuato
da Lame della Sierra e qui di-
segnato e reso interagibile
da Steve Meretzky, un altro
dei mitici Infocom, ormai
sparsi per tutta l'industria
del software.
Terzo prodotto americano
è questo Darklands della
SSI. in Europa tramite la US
Gold, che batte tutti i record
in fatto di completezza e
perfezione in quanto a giochi
di ruolo dugli anni bui delle
tenebre e del fantasy. Qui gli
appassionati hanno vera-
mente tutto quello che gli
serve, anche di più di quello
che normalmente viene loro
dato da gente del calibro del-
la Qrigin, La parte visiva è
buona ma non al livello di
quella della casa texana, la
succitata Origin, tra l'altro di
recente acquistata dalla Elec-
tronic Arts. specialmente
non al livello di quella vista in
Underworld.
Resta anche poi da stabi-
lire se esistano sul serio così
tanti appassionati, e soprat-
tutto appassionati così pi-
gnoli e puntigliosi e dotati di
una quantità enorme di tem-
po libero per giocare una co-
sa come questo Darklands:
se avete le canoniche due
orette alla settimana non
provatevici neppure: sì e no
vi basteranno per installarlo
sull'hard disk.
Ci vediamo a dicembre, sas
270
MCmlcrocomputer n. 123 - novembre 1992
• Preparazione completa del master a partire da qualsiasi sorgente: dischetti, cartucce dati, nastri
video, fotografie ecc. • Software di gestione del CD ROM di uso facile e immediato • Fornitura
di una copia CD ROM prima della duplicazione finale • Prezzi assolutamente competitivi nella
preparazione del master, nella duplicazione e nella confezione • Si accettano ordini per qualsiasi
quantitativo, dal più piccolo al più grande • Estrema rapidità nell’evasione degli ordini • L'utilizzo
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anche con codice a barre individuale e numero di serie progressivo per ogni singolo CD
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MEMORIE OTTICHE
Qualità Totale, Il Sole 24 Ore, Videocittà
Tre applicazioni su CD-ROM
Il CD-ROM è giunto ormai alla maturità e sono sempre più diffuse le applicazioni che
utilizzano questo supporto. Prendiamo in esame tre esempi molto diversi, che
sfruttano in misura più o meno ampia i vantaggi della memoria ottica
di Manlio Cammaraia
S ono passati dodici anni dalla pre-
sentazione del disco ottico per la
registrazione di dati in forma digi-
tale, e sta per essere festeggiato il
decennale del lancio commerciale del
Compact Disc con programmi musicali.
L'impiego del dischetto metallizzato per
immagazzinare dati leggibili dal compu-
ter è più recente, e solo da tre o quattro
anni il CD-ROM è diventato un supporto
di uso abbastanza comune. Il ritardo
non è dovuto a motivi tecnologici, per-
ché la struttura e la logica del CD musi-
cale e di quello «informatico» sono as-
solutamente identiche, e il suo uso co-
me memoria di massa era previsto fin
daH’inizio. Il problema è stato di natura
commerciale, perché per il CD musicale
i fabbricanti si sono messi d'accordo su
uno standard fin dal primo momento,
mentre per il CD-ROM c'è stato un
lungo periodo di caos, con la prolifera-
zione di sistemi incompatibili. In man-
canza di una linea di sviluppo definita
molti fabbricanti hanno preferito riman-
dare i forti investimenti richiesti dalla
nuova tecnologia, e gli utenti, disorien-
tati, non hanno dimostrato alcun entu-
siasmo. D'altra parte c'è da considerare
anche che gli sviluppi della tecnologia
precedono sempre — è lapalissiano —
le applicazioni della tecnologia stessa:
abbiamo un supporto che consente di
immagazzinare un'enorme quantità di
dati, che ne facciamo?
Soltanto nel 1986 è stato definito lo
standard «High Sierra» (poi confluito
nella norma ISO 9660), che si è imposto
sugli altri, e oggi è universalmente appli-
cato. Adottato inizialmente dalle case
più importanti, oggi è «lo» standard del
CD-ROM, ed è seguito praticamente da
tutte le applicazioni più recenti. Questo
significa la fine dei problemi degli uten-
ti, oltre che dei fabbricanti, e di conse-
guenza della diffusione su larga scala
del nuovo supporto.
Il valore aggiunto
I vantaggi del CD-ROM sono ormai
noti, e si possono riassumere in una
enorme capacità di immagazzinamento
di dati (oltre 600 MB) a un costo molto
più basso di quello di un disco rigido
magnetico. Si aggiunga che un CD-ROM
è enormemente più piccolo e leggero di
un hard disk, e anche molto più sicuro.
Perdere dati su un supporto magnetico è
relativamente facile, mentre il disco otti-
co è incancellabile. Il suo maggior pregio
è anche il suo limite: se da una parte I
dati registrati su un CD-ROM sono al
272
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
MEMORIE OTTICHE
Alla ricerca della Qualità Totale
sicuro, dall'altro esso può essere usato
solo in lettura, e non in lettura e scrittura
come un disco magnetico. Un altro svan-
taggio del supporto ottico è dato dal
tempo di accesso, molto più lungo di
quello di un hard disk, ma comunque
nell'ordine delle centinaia di millisecon-
di, e quindi non troppo fastidioso. Quan-
do è richiesto un accesso particolarmen-
te rapido, come nel caso dei sistemi
interattivi, una parte del contenuto del
CD-ROM viene trasferita sull'hard disk,
e il problema è risolto. Sono disponibili
anche dischi ottici scrivibili dall'utente,
ma per una soia volta (tecnologia
WORM, Write Once Read Many, scrivi
una volta leggi molte), ma la loro diffu-
sione è ancora limitata, I WORM, data
l'inalterabilità del contenuto, sono utili
per l'archiviazione permanente di grandi
quantità di dati, e potrebbero diventare
anche uno standard per documenti con
valore legale (avete presenti le mappe
catastali «ritoccate» per favorire un co-
struttore, previo versamento di una con-
grua tangente?).
Gli sviluppi più recenti della tecnolo-
gia ci porteranno anche il CD riscrivibile,
ma questo non modificherà il ruolo che i
CD-ROM hanno assunto: quello di sup-
porto permanente e a basso costo per
software di larga diffusione. Non a caso
le prime applicazioni sono state dedica-
te a banche dati e enciclopedie: recen-
temente sono comparsi anche program-
mi molto «pesanti», come i software
multimediali interattivi.
Ma a questo punto viene alla luce il
dato più importante della questione: i
vantaggi che possono essere ottenuti
da questa tecnologia al di là della capa-
cità dì archiviazione: insomma il «valore
aggiunto» che può essere realizzato
sommando alla mole dei dati le capacità
di elaborazione dei sistemi informatici,
In altri termini, bisogna combinare le
dimensioni degli archivi con la potenza
elaborativa. Oggi, su un personal di co-
sto accessibile a molti, possono essere
implementati programmi di ricerca mol-
to potenti, che consentono elaborazioni
complesse in tempi incredibilmente
brevi, e anche i sistemi multimediali
interattivi, che richiedono memorie di
massa di grande capacità. Il corretto
uso della combinazione dei due elemen-
ti, capacità di memoria e capacità di
elaborazione, determina il valore aggiun-
to di un'applicazione.
Dunque non resta che andare a esa-
minare tre software molto diversi, che
sfruttano aspetti differenti della tecnolo-
gia e presentano diversi livelli di valore
aggiunto.
. . lui etodi e strumenti per la realiz-
" IVI zazione della qualità totale» è il
titolo di un'imponente opera della Hay
Space Consulting Technologies. La Hay
Space è nata in Italia da un accordo tra
Hay Management Consultants (leader
nel mondo della consulenza per la ge-
stione e lo sviluppo delle risorse uma-
ne) e il CSM (Centro Sviluppo Materiali)
del Gruppo IRI. Il corso costituisce la
sintesi multimediale di una lunga espe-
rienza nel campo dello sviluppo delle
risorse umane nelle grandi aziende, alla
ricerca di quella «Qualità Totale» che, si
dice, costituisce il segreto del successo
Metodi ■ strumenti per la realizzazione
dalla Qualità Totale
Hay Space Consulting Technologies
Via dell' Acciaio 139 - 16152 Genova.
Distributore:
Hitachi Sales Italiana SpA
Via Ludovico di Brame 9
20156 Milano.
Prezzo UVA esclusa I:
L. 5.5 00.000.
dell'industria giapponese.
L'opera ha la struttura di un corso
multimediale per l'autoapprendimento e
si presenta in due volumi, ciascuno dei
quali contiene un CD-ROM, un dischet-
to da 1,44 MB e un piccolo manuale. In
totale la bellezza di oltre 9 MB. I di-
schetti servono solo per l'installazione.
L’hardware richiesto si limita a un
286 o superiore, video VGA, mouse,
640 KB di RAM, 5 MB liberi sul disco
rigido e DOS 3.0 o superiore. Natural-
mente occorre un lettore di CD-ROM a
standard High Sierra e le DOS Exten-
sion, obbligatoriamente nella versione
più recente, la 2.10. Trattandosi di un
programma multimediale, bisogna colle-
gare le uscite audio a un amplificatore
Hi-Fi o usare una cuffia stereo di buona
qualità. Per ottenere tempi di risposta
abbastanza rapidi, è consigliabile usare
almeno un 386SX a 25 MHz.
L'installazione non comporta proble-
mi, a patto che le DOS Extension siano
state correttamente installate in prece-
denza, con le opportune modifiche ai
file CONFIG.SYS e AUTOEXEC.BAT. Si
inserisce il CD nel lettore, il dischetto
nel drive A: e si digita A: INSTALLA C:
MCmicrocomputer n. 1 23 - novembre 1992
273
MEMORIE OTTICHE
D: (se il lettore di CD è identificato
come D.) e tutto si svolge automatica-
mente. La procedura richiede meno di
due minuti, con la creazione di una
directory denominata QT sul disco rigi-
do. Dal prompt C:\> si digita QT e si
entra nel programma.
Una sigla grafica «spaziale», accom-
pagnata dalla musica opportuna, intro-
duce l'utente nel programma proponen-
do la scelta tra una panoramica introdut-
tiva e il corso vero e proprio. In ambe-
due i casi ci si trova nell'ambiente carat-
teristico dell’applicazione, con una vasta
area libera sulla destra, sormontata dal
titolo della sezione, mentre a sinistra
c'è un menu composto da sette icone;
menu principale, pagina precedente, pa-
gina seguente, strumenti, informazioni
generali, glossario, uscita. Nella scher-
mata introduttiva si vedono le icone
relative alle quattro sezioni in cui è
diviso il corso: Strumenti analitici, meto-
dologia dei sette passi, due casi risolti,
guida al problem solving. Clickando sul-
la figura si entra nella sezione prescelta
(il sistema chiede di cambiare il CD se
quello inserito non è appropriato!, men-
tre facendo click sulla didascalia si ot-
tengono informazioni introduttive. Nel
menu laterale sono di volta in volta
illuminate solo le icone appropriate al
contesto. Altre icone possono compari-
re nell'area principale: nota, esempio,
stampa, video (che fornisce un riepilogo
del lavoro svolto), oltre a fumetti e altri
elementi da selezionare in risposta ai
diversi quesiti.
Multimediale e interattivo
I manuali sono ridotti all'osso, e sono
dedicati più all'introduzione, al concetto
di qualità totale e al corso che alle
«istruzioni per l'uso». In realtà esse non
sono necessarie, perché la navigazione
tra i diversi capitoli e tutte le possibili
scelte sono guidate dalla voce e dai
menu: il tempo di apprendimento per
utilizzare il prodotto è praticamente nul-
lo. La grafica è di prim'ordine, con una
scelta di colori e soluzioni visive molto
efficaci e scritte sempre leggibili; le
illustrazioni sono molto curate.
Molto ben fatto anche l'accoppiamen-
to tra video e audio. Si tratta di un vero
software multimediale in cui i due ele-
menti si fondono in un unico ambiente:
le sequenze visive non servono a nulla
senza l'audio e viceversa; però non ci
sono neanche sovrapposizioni tra l'uno
e l'altro. Questo è un dato molto impor-
tante, perché determina la massima ef-
ficacia dell’ apprendimento. Non c'è lo
sforzo per integrare informazioni insuffi-
cienti, ma nemmeno la noia di informa-
zioni ridondanti. Per capire bene i termi-
ni del problema, basta pensare a come
sono fatti, molto spesso, i telegiornali:
c'è un parlato che costituisce l'ossatura
del servizio, accompagnato da immagini
che lo commentano, La prova è nel
fatto che lo stesso parlato del notiziario
televisivo viene frequentemente usato
anche per i giornali radio, e si capisce
benissimo anche senza le immagini. La
comunicazione audiovisiva corretta è
basata invece sull’integrazione, sulla si-
nergìa dei dati che colpiscono la vista e
l'udito. Nel corso sulla Qualità Totale
questo obiettivo è raggiunto.
Naturalmente un corso ben fatto non
basta a raggiungere in pieno un obietti-
vo di questo tipo: la qualità totale in
un'impresa può essere perseguita com-
binando una serie di fattori, il più impor-
tante dei quali è quella «filosofia» del-
l'azienda che ha fatto grande l'industria
giapponese e. per motivi alquanto diver-
si, quella tedesca. Ma anche la forma-
zione di base, quella dei metodi pratici
per eliminare gli inconvenienti e soddi-
sfare il cliente, ha la sua importanza,
perché è essenziale per instaurare nei
dipendenti l'atteggiamento mentale vol-
to al conseguimento di determinati
obiettivi.
Se è ovvio che un corso per la «quali-
tà totale» si presenti con una «qualità
generale» molto elevata, è giustificato
anche considerarlo con una certa seve-
rità e andare a cercare il pelo nell'uovo.
E qualche difetto si trova, Il primo è un
uso piuttosto discutibile della lingua ita-
liana, con qualche congiuntivo in meno,
e soprattutto con l'uso di espressioni
non del tutto corrette, anche se, pur-
troppo, di uso sempre più comune per
esempio, l'uso sistematico della parola
«tipologia» al posto dì «tipo». Un altro
difetto si trova nei manuali: sono scritti
con un carattere molto elegante, ma
faticoso per la lettura, perché troppo
chiaro e con le «a» fatte come le «o»
con l'aggiunta di una microscopica zam-
petta. Questo causa non pochi problemi
ai sistemi di riconoscimento automatico
della scrittura, che sono molto più preci-
si dell'occhio umano...
Sono piccoli dettagli, che non altera-
no il giudizio sul prodotto. Che costa
cinque milioni e mezzo: non pochi per
un uso individuale, ma assolutamente
trascurabili in un'ottica aziendale, dove
un corso di questo tipo ha sempre molti
utenti. E comunque non si tratta di una
cifra elevata se consideriamo l'ampiezza
del know-how contenuto nei due CD-
ROM e il livello della realizzazione.
274
MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992
MEMORIE OTTICHE
Un anno in un disco
S i chiama «BIG CD ROM», dove big
non significa solo «grosso», ma sta
anche per Banca dati di Informazione
Giornalistica. Dal 1989 è la trasposizio-
ne su CD-ROM di un'intera annata del
Sole 24 Ore, il giornale economico-fi-
nanziaiio più diffuso in Italia. Si tratta di
una fonte di indiscussa autorevolezza,
una miniera di informazioni il cui valore
non si esaurisce in poco tempo, data la
necessità di confrontare sempre le in-
formazioni attuali con quelle passate,
caratteristica dì questa materia.
Big si presenta con la confezione a
libro in plastica semirigida ormai usuale
per questo tipo di prodotti. Dentro c'è il
CD-ROM con tutti gli articoli pubblicati
nell'anno precedente e un manuale di
oltre cento pagine. Niella custodia del
disco c'è un altro manualetto, che con-
tiene anche le istruzioni per l'installazio-
ne. Questa non presenta problemi: i
requisiti hardware e software sono quelli
consueti, già visti per il corso sulla quali-
tà totale. Viene creata una directory
denominata HTCDROM, di dimensioni
minime (un paio di kb, l'installazione può
essere fatta anche su un dischetto!)
Big è una banca dati di tipo «full
text», contiene cioè il testo integrale
degli articoli pubblicati sul giornale, non
solo i riferimenti. Mancano le pubblicità,
alcune rubriche di minore interesse, il
riepilogo di borsa della prima pagina e le
tabelle con le quotazioni giornaliere dei
vari mercati (sono riportati solo i com-
menti),
Ogni articolo è completo di data, oc-
chiello-titolo-sommario e firma, che co-
stituiscono altrettanti campi di ricerca.
Alla fine compaiono i «descrittori» che
servono per la classificazione e altre
informazioni come area geografica, per-
sone e società citate nel testo. Questa
parte è il frutto dell'attività di classifica-
zione che viene svolta dagli specialisti
che leggono tutti gli articoli prima di
inserirli nella banca dati.
Come si svolge una ricerca
Una banca dati non serve a nulla se
non è completata da procedure di ricer-
ca adeguate. E Big comprende un pro-
gramma di ricerca ipertestuale, che co-
stituisce lo stato dell'arte in questo set-
tore. Infatti con la tecnica ipertestuale le
ricerche possono essere svolte non so-
lo sulla base di campi o di determinate
parole chiave, come in qualsiasi DBMS,
ma anche su qualsiasi parola all'Interno
de! testo. Il software di ricerca di Big si
chiama HyperText ed è prodotto dalla
HyperSystems di Torino.
Vediamo in pratica come funziona.
Digitando BIGCD compare in un attimo
un menu iniziale che offre la scelta tra la
guida alla consultazione degli archivi (ne
parliamo più avanti) e la consultazione
stessa. Scegliamo questa opzione e ci
troviamo di fronte a un secondo menu,
che ci offre la scelta tra i testi degli
articoli pubblicati sul giornale nel 1991,
e i soli indici degli archivi relativi al 1 990
e al 1989 (per i cui testi quali occorre
inserire il relativo CD-ROM). Scegliamo,
naturalmente la prima opzione.
Il menu superiore offre la scelta tra
Documenti, descrittori. Parole chiave,
Altre, Ritorna. La maschera di ricerca
Big CD ROM
Produttore e distributore:
24 Ore SEME SpA - Divisione New Medie
Via Parbiago 19 - 201S1 Milano.
Prezzo UVA esclusa >:
L. 600.000.
sottostante è divisa orizzontalmente in
tre parti: Ricerca nei principali campi,
Ricerca a testo libero, Descrittori. Sele-
zionando un'altra voce sul menu cam-
biano il menu stesso e le voci dei campi
sullo schermo.
Immaginiamo ora di voler cercare no-
tizie sul mercato dei telefoni cellulari
dopo l'introduzione, nel 1991, della nor-
mativa fiscale che introduceva la fami-
gerata tassa e stabiliva l'indetraibilità del
50% dei costi. Scriviamo nel campo
Titolazione della prima parte dello scher-
mo la stringa «telefono_cellulare=tete-
fonino» (il segno «_» significa che le
due parole devono essere adiacenti,
mentre il segno «=» indica che l'artico-
lo deve contenere almeno uno dei ter-
mini specificati) e nel campo Descrittori
«fisco». Dopo un attimo compare nella
seconda metà del video: Documenti: 9
— Contesto 1 elementi: attivo.
L’unica voce del menu illuminata è
Documenti, la selezioniamo col mouse.
In basso compare l'elenco dei nove
articoli. Selezioniamo il primo dei tre
MCmicrocomputer n, 123- novembre 1992
275
MEMORIE OTTICHE
che ci interessano, quindi facciamo click
su Lettura e il testo completo appare
sul video. Con ESC torniamo all'elenco,
selezioniamo il secondo articolo e cosi
via. I tempi sono nell'ordine di pochi
secondi, su un vecchio 286 a 16 MHz.
Questo è un esempio molto sempli-
ce. Ma nella maggior parte dei casi
bisogna specificare meglio i termini del-
la ricerca; per esempio, se indichiamo
«fiat» nel titolo, il sistema propone 290
documenti, se inseriamo la stessa paro-
la da sola nella ricerca a testo libero ne
troviamo 2.039!
Torniamo all’esempio del telefonino.
La ricerca potrebbe essere impostata
cosi: Titolo « telefono_cellulare = telefo-
nino», Descrittori: «mercato». Sarebbe-
ro elencati solo due articoli. Per avere il
terzo bisogna inserire tra i Descrittori
anche «domanda», il che non è imme-
diatamente intuibile. E se proviamo con
la ricerca a testo libero? Non scriviamo
nulla nei campi, inseriamo solo «(telefo-
no-cellularel-Htassa)» nello spazio della
ricerca a testo libero: ecco di nuovo i
tre documenti. Ma se ci interessa uno
di questi in particolare, che parla dell'au-
mento dei costi per l’utente in conse-
guenza dell’indetraibilità del 50 per cen-
to delle spese? Proviamo ad aggiungere
«+(50)», e l’elenco si riduce a due
articoli. Potremmo specificare ancora,
ma la scelta tra due soli articoli è da
considerare un ottimo risultato.
In ogni caso, trovato l'articolo che
interessa, è possibile riversarlo in un file
separato o inviare il testo a una stam-
pante.
Le istruzioni non bastano
L'esempio fatto dovrebbe chiarire ab-
bastanza bene I possibili percorsi di
ricerca: attraverso i campi, con l'uso dei
descrittori e a testo libero. Apparente-
mente l'ultima strada è la più facile, in
realtà questo sistema comporta quasi
sempre la selezione iniziale di un nume-
ro molto alto di documenti, e quindi
sono necessari molti passaggi per re-
stringere a sufficienza il campo di ricer-
ca. Inoltre si possono avere risultati
stravaganti: in una prima indagine mi
ero proposto di cercare notizie sull'ulti-
mo bilancio dell’ IBM. Introdotte le paro-
le «bilancio» e «ibm» il sistema ha
trovato un articolo nel quale si parlava di
un intervento del Ministro del Bilancio a
un convegno organizzato dalla casa
americana...
In realtà consultare una banca dati
come Big non comporta problemi mag-
giori o diversi da quelli posti da qualsiasi
altra banca dati complessa. È necessa-
rio entrare non solo nella logica del
linguaggio di interrogazione, per la quale
in genere basta leggere con molta at-
tenzione le istruzioni e fare un po’ di
prove, ma anche nella testa di chi ha
compiuto l’indicizzazione dei testi. E
questo non sempre è facile, perché si
tratta di un'attività basata su giudizi
umani, che possono variare da un indivi-
duo a un altro, ma anche da momento a
momento in uno stesso individuo. L'in-
serimento dei testi in Big viene fatto da
uno staff molto preparato, ma la scelta
di un descrittore invece di un altro può
portare a risultati imprecisi. Per tornare
all’esempio del telefonino, dei tre artico-
li che soddisfacevano le condizioni della
ricerca partendo dal titolo, due erano
contraddistinti dai descrittori «MERCA-
TO e MARKETING» e uno dai descritto-
ri «CONSUMI e DOMANDA», pur trat-
tando sostanzialmente lo stesso argo-
mento. È un inconveniente pressoché
ineliminabile, che rende l'idea dei pro-
blemi che si possono incontrare in que-
sto tipo di attività.
Dunque consultare una banca dati
non è facile, e Big non fa eccezione alla
regola. Certo, le istruzioni possono aiu-
tare, ma solo una lunga pratica può
portare alla disinvoltura necessaria per
trovare in poco tempo i documenti che
interessano. Le istruzioni di Big, dispo-
nibili a video oltre che sul manuale
cartaceo, sono molto sintetiche, ma ab-
bastanza chiare per chi abbia già una
certa pratica della materia. Per i neofiti
occorrerebbe qualcosa di più, ma evi-
dentemente questo prodotto è destina-
to ai lettori del Sole 24 Ore, che costi-
tuiscono un «target» piuttosto elevato.
E al giorno d'oggi, si presume, chi si
occupa dì finanza e argomenti del gene-
re dovrebbe avere già almeno un'infari-
natura sui problemi di interrogazione di
una banca dati.
Lo spazio disponibile ci impone di
fermarci qui, ma molto altro ci sarebbe
da scrivere suH'argomènto. Resta solo
da considerare il valore del prodotto. E
non c'è dubbio che si tratti di un prodot-
to di grande utilità, realizzato con cura.
Avere sul tavolo, nello spazio di pochi
centimetri cubi, una o più annate di una
fonte di informazioni come I! Sole 24
Ore è indubbiamente un vantaggio no-
tevole. Il rapporto tra il tempo di una
ricerca manuale, sfogliando i numeri del
giornale pagina per pagina, e la ricerca
sul CD-ROM è enorme. Ricerche che
con il metodo tradizionale richiedereb-
bero ore di lavoro possono essere com-
pletate in pochi secondi. Questo è il
vero «valore aggiunto» di un mezzo,
come si diceva nel secondo paragrafo dì
questo articolo: nel caso di Big esso è
molto elevato. Naturalmente deve esse-
re valutato anche in funzione del prezzo
di acquisto, che è di sole seicentomila
lire. Un vero affare.
276
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
MEMORIE OTTICHE
S i chiama « Videocittà », è edito dalla
SEAT, la divisione della STET che
pubblica gli elenchi telefonici, ed è un
CD ROM che contiene le tavole topogra-
fiche di oltre 250 località italiane. Il solito
finto libro di plastica contiene soltanto il
disco, perché la manualistica si riduce al
librettino contenuto nella custodia del di-
sco stesso. D'altra parte l'uso del pro-
gramma è cosi semplice che si può be-
nissimo anche fare a meno di leggerlo.
L'installazione, come al solito, si svolge
in pochi secondi senza nessun proble-
ma, bisogna specificare solo se si ha una
stampante compatibile HP Laserjet o
Epson/l BM. Il disco rigido viene occupa-
to per poco più di 500 kb, ma ne occorro-
no altri 1 500 lìberi durante la consulta-
zione.
Digitando VDCT si ottiene la scherma-
ta iniziale, che propone la scelta tra Carto-
grafia. Strade e Uscita. Selezionando la
prima voce compare una carta d'Italia
divisa per regioni, dalla regione si passa
all'elenco delle località disponibili. Qui c'è
una piccola incongruenza: mentre nelle
schermate precedenti si poteva fare click
sulla carta, qui bisogna selezionare col
mouse un nome nell'elenco che compa-
re accanto alla carta stessa. Quindi appa-
re il «quadro di unione» delle tavole, esat-
tamente come nello stradario cartaceo di
Tuttocittà. Clickando su un punto del qua-
dro si ottiene la pagina relativa, ripetendo
su questa l'operazione il sistema presen-
ta un ingrandimento della zona seleziona-
ta. sulla quale sono finalmente leggibili i
nomi di tutte le strade, Il menu laterale
offre (oltre all'uscita!) la scelta fra STRA-
DE e STAMPA. La seconda, naturalmen-
te, provoca la stampa su carta di tutto II
quadro, mentre la prima fa comparire una
semplicissima maschera, nella quale de-
ve essere digitato il nome della via cerca-
ta. Se c'è un errore di digitazione compa-
re l'elenco delle strade, che propone I
nomi simili, ma con la stessa iniziale (se
scrivo Donizzetti al posto di Donizetti, il
sistema mi propone il nome giusto, ma
se scrivo Ponizetti esce Ponte...). Lo
stesso elenco può essere richiamato con
F7, mentre con F8 si ottiene un indice
semplificato. Selezionando il nome, que-
sto viene inserito automaticamente nella
maschera, e INVIO fa partire un controllo,
che si conclude con la comparsa di una
finestra con i dati completi della strada.
F5 fa comparire la tavola. Finito. C'è da
notare un'altra piccola stranezza: per se-
lezionare i nomi sull'elenco bisogna usa-
re i tasti freccia in su e in giù, e premere
ENTER, il mouse non funziona. Premen-
do FI si ottiene un aiuto semplice e com-
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
277
MEMORIE OTTICHE
Videocittà
Produttore e distributore:
SEAT divisione STET SpA
Via A. Saffi 18 ■ 10138 Torino.
Prezzo UVA esclusa): L. 350.000.
pleto, in otto schermate. Torniamo al me-
nu principale e selezioniamo STRADE,
invece di CARTOGRAFIA: si arriva diret-
tamente alla maschera di ricerca, nella
quale bisogna scrivere, oltre alla via. an-
che il nome della città. Tutto il resto è
identico alla procedura già vista.
Come sulla carta
A questo punto qualcuno chiederà:
che differenza c'è tra la consultazione
dello stradario cartaceo e la ricerca sul
CD-ROM? La risposta è immediata: nes-
suna. Quando si ottiene la carta relativa
alla vìa cercata, non c'è un qualcosa che
lampeggia sullo schermo per individuare
il punto. Bisogna leggere tutto punto per
punto, e in qualche caso la risoluzione è
insufficiente per distinguere bene i nomi
delle strade più piccole. Dunque non ci
sono vantaggi operativi nello stradario
elettronico, rispetto a quello cartaceo. Si
tratta piuttosto di una bella comodità. Chi
programma spesso spostamenti attra-
verso l'Italia troverà certamente in Vi-
deocittà uno strumento molto più pratico
della collezione degli stradari cartacei.
Stampando le cartine delle località da
raggiungere, si ottiene una guida molto
pratica da portare con sé durante il viag-
gio. Va anche detto che le cartine su CD-
ROM sono esattamente le stesse dei
TuttoCittà, acquisite con lo scanner sen-
za alcuna modifica, Soffrono cosi degli
Per usare
stessi errori delle carte originali: ad
esempio via Carlo Perrierdi Roma appare
chiusa verso via dei Monti di Pietralata,
mentre in realtà non lo è.
L'ultima considerazione riguarda il co-
sto: trecentocinquantamila lire, IVA
esclusa. Per molti viaggiatori accaniti può
essere un buon investimento. «e
i CD-ROM
Il CD-ROM è un supporto di memoria di massa la cui capacità può superare i 600 MB.
Questo ha comportato molti problemi ai tempi in cui il DOS poteva «vedere» al massimo
32 MB. I diversi fabbricanti escogitarono soluzioni differenti per questo problema, e si
creò un caos di specifiche, fino a quando non si è imposto lo standard «High Sierra», poi
riversato nella norma ISO 9660.
Schematicamente la soluzione consiste nel creare un particolare file System, gestito
da un apposito device driver in grado di pilotare il controller del lettore. All' inizio c'era un
controller per ogni tipo di CD, e quindi un device driver e un file System diverso per ogni
fabbricante. Lo standard High Sierra è stato creato proprio per unificare il sistema di
lettura e di ricerca (e di conseguenza il formato dei dati), rendendolo compatibile non
solo con il DOS, ma anche con altri sistemi operativi, come Apple. Unix e OS/2. Restava
il problema di interfacciare il tutto con l'MS DOS, e a questo ha provveduto la stessa
Microsoft, creando le «DOS Extensions», Il compito di questo software è di interfacciare
lo standard High Sierra con il DOS, facendo credere a quest'ultimo che il lettore di CD
sia solo un grosso hard disk visto però, attenzione, come un drive dì rete.
La cosa non è semplice come sembra a prima vista, perché la struttura dei dati su un
CD-ROM è diversa da quella adottata sui dischi magnetici: questi presentano una FAT
(File AHocation Table), che manca nei dischi ottici, sostituita da diverse path table e file
table. Ma tutto questo all'utente non interessa. Quando viene indirizzata una richiesta al
lettore ottico, entra in azione il programma MSCDEX.EXE, che a sua volta indirizza la
richiesta al device driver HITACHLSYS. Tutto questo è contenuto nelle DOS Extensions,
che vengono installate senza problemi in due directory, create automaticamente, che si
chiamano BIN e DEV. A questo punto l'utente può accedere, naturalmente solo in
lettura, al CD-ROM come a qualsiasi altra memoria di massa.
L'Hitachi
CDR-1700S
I programmi oggetto di questo articolo
sono stati provati utilizzando un lettore di
CD ROM Hitachi CDR-170QS. che la casa
giapponese, leader nel settore, presenta
come il più veloce sul mercato. Il tempo di
accesso medio è infatti di 320 millisecondi,
grazie all'adozione di un motore lineare per
il movimento della testina. Si tratta di un
apparecchio previsto per impieghi profes-
sionali, particolarmente curato per quanto
riguarda la protezione del disco: un doppio
sistema di chiusura assicura la tenuta alla
polvere, anche se rende meno immediato
l'inserimento del disco. Questo deve esse-
re preventivamente sistemato nell'apposito
Hitachi CDR-1700S
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Hitachi - Tokyo , Japan.
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caricatore (caddy), che lo protegge da dan-
ni fortuiti. Il caddy è più simile alla custodia
di un dischetto da tre pollici e mezzo che a
una normale custodia di CD: ha un sistema
di apertura più intelligente e uno sportellino
scorrevole che si apre all'interno del letto-
re. Viene fornito con l'apposita scheda di
interfaccia, da inserire in uno slot libero del
computer, e il cavo di collegamento. Que-
st'ultimo è un po' corto nel caso di installa-
zione dell'unità centrale sotto il tavolo.
L'uso del caddy per la protezione del
disco è un'arma a doppio taglio: l'inseri-
mento e l'estrazione del supporto dal cad-
dy sono operazioni più complesse del sem-
plice infilare il disco nudo in una fessura, e
quindi ci sono più rischi di rigatura. La
soluzione consiste nel disporre di più caddy
e tenervi i CD-ROM inseriti In permanenza,
ma in questo modo i dischi vengono sepa-
rati dal libretto che quasi sempre si trova
nella custodia originale, e questo può pro-
vocare qualche problema, soprattutto a chi
non è molto ordinato. E l'archiviazione di-
venta più complessa, perché il titolo non è
visibile sul dorso del caddy come su quello
del contenitore originale. Ógni medaglia ha
il suo rovescio. Kg
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RAY TRACING
coordinamento di Andrea de Prisco
Applicazioni varie:
prosettazione 3D
di Mrsek Giuseppe Mitko
Come preannunciato nello
scorso numero, vedremo in
questo decimo
appuntamento, alcune delle
varie applicazioni possibili di
sviluppo e progettazione di
modelli tridimensionali mirati
al campo della sola
visualizzazione
Premetto subito che non ho di certo
la pretesa di insegnare qualcosa di nuo-
vo, anche perché non è questo il mio
lavora. Il motivo reale che mi ha spinto
nella stesura di questo articolo è stato il
desiderio di «sondare» insieme a voi,
fin dove e a che punto ci si possa
spingere con i mezzi relativamente eco-
nomici a nostra disposizione. Per que-
sto motivo è importante vedere se è
possibile creare modelli anche commer-
cialmente interessanti di una certa com-
plessità. Meglio ancora se questi possa-
no avere un utilizzo pratico di qualsiasi
tipo, come ad esempio la progettazione
di parti meccaniche di nuovi motori per
essere successivamente utilizzate per
simulazioni dinamiche. Tradurre un'idea
o un disegno direttamente sottoforma
di oggetto reale o nel nostro caso speci-
fico dall'apparenza reale senza utilizzare
la «materia» che ci circonda, è stato
forse uno tra i sogni più ricorrenti degli
uomini dell'antichità. In un certo senso
noi oggi possiamo in qualche modo
realizzare una specie di «creazione» dal
nulla senza utilizzare la materia, lavoran-
do cosi solo con la pura teoria tradotta
in immagini «realmente visibili». Quindi,
anche se ai nostri occhi pare ormai una
cosa normale, in realtà questo tipo di
visualizzazione ha qualcosa dì «partico-
lare», qualcosa... oserei dire di «magi-
co». Non credete?
Sarebbe infatti molto interessante ef-
fettuare un esperimento di questo tipo:
mostrare ad un uomo che ha vissuto
non a contatto con la civiltà tecnologica
e assolutamente ignaro dell'esistenza
dei calcolatori (computer), un oggetto
magari di suo uso quotidiano creato
interamente con un sofisticato software
di modellazione tridimensionale e ren-
derizzato con altrettante sofisticate tec-
Figura 1 - Satellite
MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992
281
RAY TRACING
Figura 2 — Satellite li
niche di rendering fotorealistico, mo-
strarglielo su un monitor magari mime-
tizzato nell'ambiente naturale dove vive
e vedere le sue reazioni... A voi le varie
deduzioni.
Dal disegno...
Sappiamo che un «prodotto» oggi-
giorno non nasce dal caso, anche se a
volte la sua ideazione può essere casua-
le (scusate il gioco di parole). Sappiamo
più o meno tutti dei grossi sforzi di
ricerca che vengono effettuati nei vari
campi esistenti quali l'industria, il de-
sign, la meccanica, l'architettura e chi
più ne ha più ne metta. Pensate che
prima di produrre un qualsiasi nuovo
prodotto, solitamente vengono fatti vari
studi di fattibilità sullo stesso ancora
prima che questo cominci ad esistere
su carta. Questi servono a decidere se
sia realmente conveniente ideare e pro-
gettare questo «prodotto» oppure no.
Esaurita questa prima fase di ricerca
solitamente si passa poi alla sezione
progettazione tradizionale normalmente
realizzata appunto su carta. Questa re-
sterà ancora per molti anni insostituibile
tranne forse per il fatto che verrà rea-
lizzata quasi interamente con l'ausilio
dell'immancabile computer (vedi ad
esempio il CAD, CAM, ecc. ecc.). La
cosa più difficile da gestire con il siste-
ma tradizionale e/o con i programmi di
CAD di progettazione (specialmente per
quelli economici) è la non possibilità di
riuscire ad avere una rappresentazione
reale, meglio ancora se di qualità fotore-
alistica, dell'oggetto progettato e so-
prattutto che questo sia visibile da ogni
direzione e o angolazione, Solo in que-
sto modo infatti sarebbe possibile valu-
tarne interamente l'impatto visivo con i
propri collaboratori. Sappiamo bene che
il foglio di carta essendo di per sé
bidimensionale non potrà mai avere una
perfetta rappresentazione tridimensio-
nale reale dell'oggetto ivi disegnato.
Certo con alcuni artifici è possibile effet-
tuare vari tipi di disegni o più disegni
utilizzando magari le tecniche delle varie
prospettive e magari riprese da angola-
zioni diverse, questo servirà natural-
mente a rendere il prodotto disegnato
più sìmile ad una rappresentazione
«3D». Con questa tecnica appare evi-
dente che sarà però molto difficile o
comunque molto costoso ottenere una
rappresentazione paragonabile al mo-
dello reale. Inoltre i vari disegni saranno
troppo dissimili tra loro per dare un
senso di continuità tranne naturalmente
se si deciderà di fare un'animazione con
la tecnica del cartoon. Ma i costi? Pro-
durre un oggetto dall'apparenza «reale»
sottoforma di disegno e animarlo con la
tecnica del cartoon penso che ormai sia
fuori discussione. Creare 25 disegni (o
12 se a passo due ma con perdita di
fluidità) dall'aspetto realistico è senza
dubbio un lavoro enorme. Pensate che
visualizzare un solo secondo d'anima-
zione realizzato con questa tecnica ri-
chiederebbe un budget non indifferente
(valutabile in alcuni milioni).
... con tecnologie avanzate
Comunque anche per quanto riguarda
il supporto cartaceo abbiamo come al
solito l'eccezione, mi riferisco a certe
immagini riprese con tecniche particola-
ri quali ad esempio le fotografie del
modello reale ritoccate successivamen-
te con l'aerografo, oppure ricorrere ad
un uso esasperato di effetti speciali o
ancora utilizzando particolari tipi di me-
todi di ripresa quali ad esempio la stere-
oscopia. Quest'ultima. tra l'altro molto
interessante, con una tecnica ormai ben
nota, consente di fotografare l'oggetto
da angolazioni diverse (normalmente
equidistanti tra loro di circa 7 cm), dan-
do alla fine del processo l'illusione che
l'oggetto o il posto fotografato sia quasi
reale.
Infatti una volta sviluppate le immagi-
ni realizzate con questa tecnica si passa
alla loro visualizzazione utilizzando appo-
siti visori per rendere l'effetto stereo-
scopico completo. A questo proposito
vorrei ricordare a chi di voi è interessato
a questa particolare tecnica che è possi-
bile, con il software abituale di cui ci
serviamo per la modellazione in questa
serie di articoli, effettuare il rendering in
maniera stereoscopica di tutta la scena
o in particolare degli oggetti creati. Que-
sto serve per poi poterli vedere letteral-
mente saltar fuori dal vostro monitor.
Naturalmente per completare il proces-
so bisogna utilizzare degli appositi oc-
chiali elettronici particolari, questi vanno
collegati al vostro computer nella porta
joystick. Il loro compito sarà quello di
sincronizzare le viste da angolazioni di-
verse dei vostri due occhi per poter cosi
«trasformare» l'immagine visualizzata
sul monitor in immagine stereoscopica.
Ma tutte queste tecniche, ovviamente,
presuppongono un utilizzo di un model-
lo già esistente quindi non risolvono II
problema di visualizzare qualcosa di non
esistente e quindi da creare ex novo.
L'unico foglio bidimensionale che è in
grado di dare una vera percezione 3D
da angolazioni diverse, è quello realizza-
to tramite ologramma. Questa come
saprete è una tecnica che viene esegui-
ta con l'utilizzo di un raggio laser che
«scandisce» l’immagine nelle tre di-
mensioni mantenendone poi intatte tut-
te le informazioni acquisite anche se
stampate su carta. Purtroppo, pur es-
sendo molto potente, l'olografia resterà
ancora per alcuni anni un mezzo alquan-
to costoso perché possa essere utilizza-
to su vasta scala, quindi non è e non
sarà alla portata di tutti ancora per mol-
to tempo. Comunque, anche questa
tecnica avrà bisogno di un modello già
esistente quindi torniamo alla radice del
problema. Quello che voglio sottolinea-
re è la possibilità che noi abbiamo di
creare oggetti veramente tridimensiona-
li con l'ausilio del nostro fedele e amato
(odiato) computer. Naturalmente questi
dovrà essere attrezzato con un ottimo
software di modellazione 3D che ci con-
senta di manipolare e creare qualsiasi
tipo di oggetto anche se questo risulta
essere molto complesso. Dulcis in fun-
do l'immancabile utilizzo dell'algoritmo
di RAY-TRACING, o meglio ancora sa-
rebbe l'utilizzo dell'algoritmo di RADIO-
SITY. renderà il tutto di qualità fotoreali-
stica. Detto cosi sembra facile vero?
Beh, vi dico subito che non è cosi
282
MC microcomputer n. 123 - novembre 1992
RAV TRACING
base di partenza, ho utilizzato un'imma-
gine stampata su carta, quindi ho cerca-
to di riprodurre anche le parti che non
erano visibili nell'Immagine, cosa ovvia-
mente non facile, facendo in modo che
il tutto fosse abbastanza realistico. Co-
me già spiegato precedentemente es-
sendo l'immagine di partenza da me
utilizzata bidimensionale stampata su
carta, questa mostrava solo una vista
parziale ripresa da circa i tre quarti supe-
riori dell'oggetto, lasciandomi intravede-
re oltre alla parte anteriore solo una
piccola parte di quella laterale che com-
poneva il satellite. In questo modo però
ho potuto ricostruire il modello nelle
sue 3 dimensioni cosi da poterlo suc-
cessivamente visualizzare e ruotare in
qualsiasi direzione. Il grosso vantaggio
che ho a disposizione terminato il mo-
dello è la possibilità di usare il satellite
per simulare ad esempio un'esplorazio-
ne spaziale, come tracciare la rotta di
avvicinamento ad un pianeta, oppure
simulare la sua rotazione intorno allo
stesso e addirittura poter effettuare ag-
ganci o atterraggi da una ipotetica sta-
zione spaziale. In questo modo appare
evidente che posso effettuare qualsiasi
tipo di simulazione svincolato da ogni
limite fisico reale. Non male vero?
Parti meccaniche
Nel caso invece si debba creare un
pezzo meccanico le cose sono un po-
chino diverse, è molto probabile in que-
sto caso che oltre alla visualizzazione
dell'oggetto 3D si abbia la necessità di
utilizzare lo stesso o parte di esso an-
che come base di progettazione reale.
A questo punto la cosa migliore è
realizzare il progetto iniziale con un
semplice. Realizzare un oggetto 3D di
una certa importanza richiede una gran-
de capacità individuale nonché una lun-
ga esperienza in campo tridimensionale,
ma nonostante ciò, questo è alla portata
di molti di voi, specialmente ora che
abbiamo a disposizione eccellenti soft-
ware e soprattutto a basso costo. Co-
me diceva un famoso spot? ... Per
molti, ma non per tutti.
... al modello 3D
Per realizzare il nostro modello iniziale
in modo ottimale, avremo bisogno di
una sua rappresentazione grafica su un
qualsiasi tipo di supporto. Oppure, se vi
sentite veramente padroni del mezzo
che utilizzate, potrete crearlo diretta-
mente sul video del vostro computer,
anche se inevitabilmente ciò comporte-
rà un superlavoro nel caso di varie mo-
difiche (pezzi creati e non utilizzabili
quindi da riprogettare, ecc. ecc,). A voi
la scelta del modo migliore.
Personalmente preferisco avere qual-
cosa di già disegnato su cui successiva-
mente sviluppare il progetto del model-
lo. L'ideale per ben cominciare è che ci
venga fornita una rappresentazione del
modello da realizzare, sia con vista di
lato, sia con vista frontale e per finire
con vista dall'alto. Questo ovviamente
per avere la massima precisione possi-
bile nella riproduzione del modello nelle
3 dimensioni che si vuole creare. Se
invece si tratta di un modello già esi-
stente che necessita solo di un resty-
ling, diventa per noi tutto più semplice
dato che si può utilizzare il vecchio
modello reale esistente come oggetto
di partenza e apportare via via le suc-
cessive modifiche fino a renderlo più
attuale. Infine, se si tratta di un modello
esistente ma in scala ridotta, niente di
meglio che utilizzarlo direttamente per
creare il suo gemello tridimensionale.
Volete un esempio pratico? Utilizzate il
modellino di un qualsiasi giocattolo che
riproduca qualcosa di reale oppure irrea-
le come preferite, in questo modo avre-
te la possibilità di realizzare il vostro
oggetto 3D con tutte le viste possibili a
vostra disposizione per essere quindi
riprodotto in ogni suo minimo particola-
re su calcolatore. Ora sarebbe veramen-
te difficile spiegarvi tramite le pagine
della rivista come costruire un oggetto
molto complesso, ci vorrebbero troppe
pagine e l'articolo riguarderebbe solo un
tipo di oggetto specifico. Prendiamo co-
me esempio il satellite di figura 1 , que-
sto ha richiesto circa una decina di
giorni di lavoro per essere realizzato,
fare la cronistoria di tutto il lavoro svolto
sarebbe alquanto difficile e sarebbe sta-
ta senz'altro una noiosa lettura per molti
di voi. Sappiate comunque che, come
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
283
RAY TRACING
CAD, e successivamente stamparlo su
carta utilizzando un plotter. Meglio an-
cora se il CAD utilizzato sarà in grado di
lavorare l'oggetto in maniera tridimen-
sionale in modo da offrirci le classiche
viste del 3D. L'utilizzo del CAD è fonda-
mentale per poter stampare il progetto
direttamente con le varie misure dello
stesso. Queste infatti sono necessarie
alla sua successiva costruzione da parte
delle officine meccaniche che abbiso-
gnano di un progetto specifico e detta-
gliato in ogni particolare. Fatto questo a
noi non resta che tradurre il disegno
realizzato su carta in oggetto tridimen-
sionale in modo da poter avere anche la
visualizzazione di come potrebbe esse-
re nella realtà. Voi direte che arrivati a
questo punto è inutile rifare l'oggetto
avendo un progetto già realizzato su
CAD 3D, e quindi rifare tutto il lavoro
con un altro software tridimensionale,
questo può essere vero ma solo in
parte.
Ricordatevi che lo scopo primario del
nostro lavoro e in particolare della serie
dei nostri articoli sul Ray-Tracing è di
raggiungere la capacità di creare una
rappresentazione fotorealistìca dell'og-
getto che vogliamo progettare, cosa
questa non possibile con i sistemi tradi-
zionali. Quindi la nostra attenzione
nonché specializzazione riguarderà «so-
lamente» la fase di rendering finale che
serve a valutare l'impatto visivo del pro-
dotto finale su chi poi lo dovrà costruire.
Quindi cosa meglio di un software 3D in
grado di simulare materiali naturali può
aiutarci in questo? Osservate per esem-
pio la figura 3. questa rappresenta un
albero di distribuzione di un ipotetico
motore. Qui è stato utilizzato un rende-
ring di un oggetto già esistente sotto-
forma di progetto su catta, questo però
con le sole linee presenti sul progetto
tradizionale non mi dava una percezione
visiva di come avrebbe potuto essere
nella realtà. Al contrario utilizzando un
software 3D e applicando i vari parame-
tri che mi consentono di simulare in
questo caso una superficie metallica ho
potuto visualizzare l'oggetto in modo
molto simile al suo aspetto reale per
poterlo poi utilizzare per vari scopi dopo
averne effettuato il RENDERING in Ray-
Tracing, Lo stesso discorso è valido per
la figura 4, i pistoni con le loro bielle
possono essere ora da me utilizzati per
una simulazione di funzionamento di un
motore a scoppio. Questo ad esempio
per scopi didattici o solamente per pura
simulazione. Sappiate comunque che,
per quanto ci riguarda, esiste un soft-
ware (dal nome Dynacad) che è in gra-
do di realizzare un progetto in forma
classica e cioè con le varie misure e
prospettive necessarie alla sua costru-
zione ed inoltre ha la possibilità di salva-
re l'oggetto finale... udite udite... anche
sottoforma di file 3D. Questo sarà leggi-
bile direttamente da vari software tridi-
mensionali che successivamente pos-
siamo utilizzare (Imagine, Lightwave,
Autocad, ecc). Questo software, vi ri-
cordo, esìste sia per sistemi AMIGA
che per MS-DOS.
I materiali
La cosa più difficile da realizzare una
volta creato un buon modello tridimen-
sionale è la creazione dei materiali che
lo compongono.
Molte volte mi è capitato di vedere
modelli di per sé ben fatti ma rappre-
sentati con materiali tipici da «computer
sintetico». Questo aspetto è stato per
molto tempo ed è tuttora a mio avviso
trascurato soprattutto dalle stesse case
che producono software 3D,
Infatti pur essendo abbastanza poten-
ti le funzioni di creazione dei materiali,
queste non consentono ancora di defini-
re alcuni parametri fondamentali peral-
tro presenti in natura per l'ottimizzazio-
ne di questa fase del processo creativo,
Per questo motivo da molti anni mi
occupo della ricerca applicata alla più
fedele riproduzione possibile dei mate-
riali reali presenti in natura simulati al
computer. Questa mia ricerca, a volte
anche esasperata, del miglior fotoreali-
smo possibile (naturalmente abbinato ai
mezzi a disposizione) mi ha consentito
di realizzare immagini che possono reg-
gere abbastanza bene il confronto con il
modello reale.
Vorrei ricordarvi che Imagine. il soft-
ware che ho usato per creare tutte le
immagini pubblicate in questa serie di
articoli, ha un costo inferiore al mezzo
milione.
Come già vi dissi in uno dei primi
articoli pubblicati è inutile creare ogget-
ti dalle pretese foto realistiche quando
poi questi ultimi assomigliano a miseri
pezzi di plastica sintetica. Quindi va
fatta da parte vostra un'accurata ricerca
sulla composizione delle superfici che
presentano caratteristiche visuali parti-
colari. Queste possono essere i riflessi
sul cromo, le rifrazioni del vetro e cri-
stallo, le texture applicate alle stesse
superfici, la grana di parti ruvide tipo
pellami o assi di legno e via dicendo.
Nel caso delle superfici di vetro ad
esempio al contrario di quelle opache,
che danno una specularità morbida e
diffusa, queste danno dei riflessi di lu-
ce netti e luminosi, quindi attenzione
alla loro giusta «simulazione». Mentre,
nel caso di superfici cromate, queste
possono riflettere gli oggetti come se
fossero dei veri e propri specchi, anche
se molte volte queste vengono rappre-
sentate nei disegni solo con riflessi
bianchi e neri (per ovvi motivi di sem-
plificazione), Le immagini presenti in
queste pagine meglio di qualsiasi fiume
di parole descrivono ciò che desidero
farvi capire. Non mi stancherò mai di
ripetere che in questa fase è importan-
te prestare la massima attenzione a
tutte le operazioni che vengono svolte.
Dovrete trattare ciascuna delle parti del
vostro oggetto in modo che queste
siano realizzate come se fossero a sé
stanti. Sappiamo bene che avere que-
st'attenzione particolare richiede parec-
chio tempo, ma se volete un ottimo
risultato finale tutte queste parti del
vostro modello devono essere il più
possibile fedeli aH'orìginale.
Questo è fotorealismo!
Prendete come ulteriore esempio
l'immagine di figura 5, questa è la visua-
lizzazione di una connessione a «T» di
un impianto «idraulico» di grosse di-
mensioni. La cosa che più si evidenzia
284
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
RAY TRACING
da questa immagine è il notevole impat-
to visivo che è in grado di stimolare
nell'osservatore. La sua utilità pratica
sta nel fatto che, oltre alla visualizzazio-
ne del progetto e della connessione
stessa, si possa decidere se i colori
progettati si fondano in modo armonico
tra di loro, oppure se alcuni pezzi parti-
colari della connessione debbano esse-
re evidenziati con tinte magari più forti.
Va da sè che lo stesso disegno sottofor-
ma di sole linee su progetto cartaceo
tradizionale non avrebbe di certo avuto
la stessa funzione o il medesimo impat-
to visivo.
La realizzazione
Abbiamo visto come siano relativa-
mente complicate le varie fasi «teori-
che» di trasformazione da progetto car-
taceo a modello tridimensionale in mo-
do da poter poi manipolare quest'ultimo
con la massima flessibilità possibile. Ab-
biamo intuito l'enorme possibilità che ci
viene data da questo tipo di manipola-
zione degli oggetti e della moltitudine di
cose che poi si possano realizzare.
Pensate ora a quanto siano comples-
se le varie fasi di realizzazione vera a
propria. Avrei voluto illustrarvi queste
fasi di costruzione utilizzando magari
come esempio il satellite illustrato in
queste pagine, ma poi, come già vi ho
spiegato, ciò non avrebbe avuto un gran
senso. Avrei scritto pagine e pagine di
meri numeri o righe e righe d'istruzioni
per l'utilizzo delle varie funzioni per pro-
cedere alla costruzione del medesimo,
ma per molti altri di voi sarebbero stati
solo dati senza senso. Ho preferito
quindi illustrare la cosa in maniera più
generale in modo che non restassero
esclusi possessori di altri sistemi che
attualmente non possono utilizzare lo
stesso software che noi usiamo per i
nostri esperimenti. Per questo e per il
fatto che ho voluto privilegiare il mo-
strarvi alcune immagini d'esempio che
reputo più interessanti e molto più utili
a stimolarvi di quanto non lo siano delle
lunghe e interminabili liste di dati gene-
rici, non mi è rimasto spazio sufficiente
per procedere con altri argomenti. Pen-
so comunque che dalle immagini pub-
blicate sia evidente di cosa si può riusci-
re a fare anche con i mezzi a nostra
disposizione. Non vi resta quindi, voi
che usate il nostro solito sofware, che
trovarvi un prodotto in grado di suscita-
re il vostro interesse e cercare di ripro-
durlo nelle sue tre dimensioni.
Inoltre sappiate che sono in attesa di
grosse novità che stanno per succeder-
si ma non avendo ancora sufficienti
elementi a disposizione, tranne poche
comunicazioni, vi rimando al prossimo
articolo per la rivelazione delle stesse.
Posso però anticiparvi qualcosina per
non lasciarvi un mese in stato d'attesa
(?). È imminente il rilascio di una nuova
release del software che abitualmente
usiamo per i nostri esempi ma non solo,
anche gli amici Ray-Man appartenenti al
mondo MS-DOS possono già da adesso
aspettarsi una grossa e succulenta novi-
tà. Quindi... non mi resta che dirvi a
risentirci e augurarmi di ritrovarvi sul
prossimo numero e... preparate per be-
ne i vostri computer a passare lunghe
notti «insonni» di calcolo, siano essi
della serie Amiga che dell'opposta serie
PC MS-DOS!
PS
COMPUTER
SECTION
by BIAGIOLI
VI» OPPIA NUOUA N. 39
TEL. 936.08.45-
(ILBANO LAZIALE
> ProMre CLICK
tuli- tc.lt. dtildti-tta^
- 'àto eo**t ‘-fiutei
(qucUO*. puff*
yvutMfbx. tonvóylo
pu&veéuicùe, eoe-)
BIAGIOLI - COMPUTER SECIION
UIA APPI A NUOUA N. 39
ALBANO LAZIALE <RM>
TEL. 936.08.45 <5 linee r.a.)
FAX 936.09.24
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
285
Ecco tutto I
che serve per
mettere in rete 2 Pc
M
■ \M aturalmentc il cavo da solo non
I ’ 1 I basta: ci vuole anche U_NET99,
1 'lii il software che permette di col’
legare in rete due o tre PC MS-DOS util izzando
le porte seriali standard. Non ci sono nuovi
comandi da apprendere, nuovi manuali tec-
nici da digerire, nuove (e strane) maniere di
fare le solite cose, nuovo hardware o softwa-
re applicativo da comprare. Ogni comando
dos e presumibi Imente ogni programma che
abbiate mai usato funzionerà esattamente
come prima di installare u_net99.
"Sient' altro sul mercato offre prestazio-
ni confrontabili ad un prezzo così mode-
sto ". Lo ha scritto il presi igioso PC Magazi-
ne. In effetti, a 149.000 lire (compreso il ca-
vo e I'iva), il costo di u_net 99 si giustifica già solo per condivi-
dere una stampante tra due computer. Ma giudicale voi le ca-
ratteristiche tecniche:
• Supporta due o tre pc/xt/ at/ 3 86 o compatibili via porta se-
riale RS232. che tutti i PC già posseggono in standard;
• Massima velocità di trasferimento pari a 1 15.200 bit/se-
condo. qualcosa più di 14.000 byte/secondo;
• Ognuno dei computer può accedere alle risorse hardware
e software degli altri tramite i normali comandi del Dos,
UNtT99
RETE LOCALE
PER COMPUTER MS-DOS
IBM E COMftWIBlU
quali copy e dir. come se si trattasse di
risorse locali:
• Slampa su stampanti locali e remole:
• Usa solamente I4K di ram ed è total-
mente trasparente per l’utente e per il
software applicativo.
Il concetto è veramente molto semplice;
se ad esempio prima avevate 3 drive e una
stampante su un PC e solo 2 drive sull'altro,
con U_NET99 entrambi "vedranno" 5 drive e
la stampante. Aggiungete a tutto ciò l'ottimo
manuale in Italiano e un servizio di hot line
telefonica a vostra disposizione.
La nuova versione di u_net99, oltre ad a-
vere qualche utility in più rispetto alla prece-
dente, rende la rete perfettamente compatibile con Windows
3.0 e riconosce I'ms-dos 5. Il prezzo rimane invariato (L.
149,000); l’aggiornamento dalla versione 2.3j alla 2.3n costa
38.000 lire (comprende u_NIlT 99 Compuntoti ! ) e deve essere ri-
chiesto all'editore (Ultimobyte, tei. 02/65,97,693).
E da oggi, fino ad esaurimento scorte, Sidefiler è in o-
maggio: un pratico contenitore per dischetti da attaccare al mo-
nitor. Affrettatevi, per non perdere questa opportunità compi-
late oggi stesso il tagliandoc rispeditelo al nostro indirizzo op-
pure telefonateci al numero 02/65.55 J06
IN OMAGGIO
SIDEFILER,
IL PRATICO
CONTENITORE
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contrassegno postale (aggiungere l. 6.000 per contributo spese)
contrassegno corriere (spedizione in porto assegnato)
MICROSTAH
Via Aldo Manuzio, 15 - 20124 MILANO
locale u_net99 ai
VIRTUAL REALITY
Pattern Recognition Dinamica:
un rìconoscitore
della Lìngua Italiana dei Segni
a cura eli Gaetano di Siasio
prima parte
Pattern Recognition Dinamica
è stato il titolo della tesi di
laurea in Scienze
dell'Informazione del dott.
Fabio Camplani ed è il tema
su cui si basa uno dei
progetti di ricerca di maggiore
interesse «in progress»
attualmente alla ARS,
nell'ambito della Realtà
Virtuale ( per un profilo sulla
ARS vedi MC num. 1 18 pag.
218). In breve, i particolari li
vedremo da qui a poco, si
tratta di un ambiente che
comprende il linguaggio dei
segni utilizzato dai sordomuti.
Lo scopo è quello di
implementare un simulatore
per tradurre in tempo reale i
gesti in linguaggio vocale e
nella sua traduzione visiva e
viceversa, coinvolgendo
anche il campo educativo:
dopo lo speach recognition
non poteva mancare, con
l'avvento della realtà virtuale,
la gesture recognition
Provate ad immaginare un sordomuto
che, ad esempio non essendolo dalla
nascita, da un giorno all'altro passa da
un mondo di suoni al silenzio più totale,
da un mondo di parole all'impossibilità
di esprimersi: la paralisi più totale di una
delle più importanti manifestazioni di in-
put (udito) ed output (parola),
Come insegnare a quest'uomo un
nuovo modo di esprimersi? La potenza
e la forza del linguaggio gestuale è l'u-
nico mezzo a sua disposizione. Tale am-
biente virtuale lo aiuterà allora grande-
mente soprattutto se l'uomo considera-
to è in effetti un bambino in tenera età.
Investigazioni del genere si stanno
portando avanti in molte università e
centri di ricerca di grande valenza mon-
diale ma i risultati più promettenti pro-
vengono dalla Fujitsu (cfr. MC num, 118
pag. 212) e dall'Università di Milano,
Presso il Dipartimento di Scienze del-
l’Informazione dell'Università di Milano
è stato realizzato il progetto SUM, acro-
nimo di Sign Language Interface Machi-
ne, finalizzato allo studio e alla proget-
tazione di un sistema per il riconosci-
mento e l’interpretazione della Lingua
Italiana dei Segni (LIS).
Frutto della collaborazione con l'Ente
Nazionale Sordomuti di Milano, il pro-
getto ò stato condotto dal gruppo di la-
voro composto da Fabio Camplani, Ni-
coletta Montali e Paolo Scapin. La dot-
t.ssa Montali ha realizzato l'interprete,
basandosi sul linguaggio naturale e le
reti semantiche; il dott. Scapin e il dott.
Camplani hanno utilizzato le reti neurali
finalizzate aH'implementazione di un ri-
conoscitore di segni.
Due sono gli obiettivi concreti che ci
si è prefissati. Il primo di ordine pratico:
realizzare uno strumento che possa fa-
cilitare la comunicazione fra un sordo-
muto ed un udente; il secondo è di or-
dine didattico: insegnare al bambino
sordomuto ad eseguire correttamente il
segno.
L’ambiente ha una caratteristica fon-
damentale: la dinamicità; in esso il flus-
so di informazioni da processare è con-
tinuo ed il riconoscitore ha più compiti
da svolgere parallelamente: deve rileva-
re le entità elementari del movimento
assunte dalla mano nell'eseguire il se-
gno e memorizzarle in sequenze asse-
gnandole infine ad una classe.
Sono due le principali difficoltà affron-
tate nella fase di classificazione: deter-
minare dove inizia il riconoscimento
(problema del word-break o delle pause)
e rilevare e correggere la distorsione nel
tempo (problema del time-warp).
Inizialmente è stato individuato un
semplice vocabolario di 15 segni, di uso
comune presso un ufficio informazioni.
Successivamente è stata simulata, in
collaborazione coi docenti dell'Ente Na-
zionale dei Sordomuti, una possibile
conversazione in Banca, in Comune e
alla Stazione seguita da una verifica del-
le tecnologie disponibili per rilevare il
movimento della mano. Questa ha por-
tato alla scelta del DataGlove, della VPL
Research, come dispositivo per l’acqui-
sizione della gestualità. È stata infine
realizzata la rete neurale modulare attra-
verso un simulatore software dedicato
che ha permesso l'integrazione di tutte
le componenti del sistema. SLIM rico-
nosce tutti i segni previsti in tempo rea-
le ed è in grado di riprodurre il suono e
le immagini ad essi associati.
La scelta delle reti neurali è stata con-
fortata dalle numerose applicazioni nel
campo del riconoscimento di modelli in
sequenze temporali, in particolare nel-
l’area del vocal recognition. Spesso in
questi sistemi l'applicazione non è mo-
dellata in base alle caratteristiche del-
l’ambiente ma solo su un'attenta scelta
degli esempi da sottoporre alla rete. In
questo progetto invece si ritiene altret-
tanto importante la scelta dell’architet-
tura proponendo un nuovo modello, o
paradigma di rete, che introduce la co-
noscenza dell’ambiente direttamente
nella struttura della rete stessa, Ciò si
MCmicrocomputer
123 - novembre 1992
287
VIRTUAL REALITV
ottiene vincolando parte delle connes-
sioni, sulla base del sistema notazionale
della LIS. In virtù di questo nuovo mo-
dello di connessionismo, più semplice e
flessibile, è stato possibile risolvere i già
citati problemi di word-break e di time-
warp.
La presentazione di questo lavoro di
ricerca è stata strutturata in due sezio-
ni: la prima introduttiva, la seconda ese-
cutiva. In questo appuntamento sono
descritte in modo particolareggiato le
caratteristiche del movimento, la Lingua
Italiana dei Segni, il suo sistema di tra-
scrizione ed una introduzione al Pattern
Recognition. Nei prossimi appuntamenti
si descriveranno le reti neurali ed in par-
ticolare l'algoritmo BackPropagation, il
modello di riconoscimento, lo stato del-
l'arte e la struttura dei riconoscitori di-
namici, la tecnologia di base del VPL
DataGlove, il tracciatore del movimento
della mano, i sofisticati sensori ottici e
magnetici utilizzati, il simulatore di reti
neurali ed infine la scheda vocale con
l'analisi delle fasi di acquisizione, ap-
prendimento e ottimizzazione.
Descrizione del movimento
La capacità di descrivere il movimen-
to è II primo passo per poterlo ricono-
scere; il descrivere però è operazione
molto complessa. Un osservatore ordi-
nario che riporta ad esempio il movi-
mento «bere un bicchiere di acqua»,
non sta descrivendo il movimento, ma
solo il risultato finale. Per comprendere
come le persone raggiungano gli ogget-
ti, li afferrino, li utilizzino o li manopolino
bisogna descrivere molti aspetti, quali la
sua posizione iniziale, la velocità, il mo-
do nel quale la mano si dispone per
prenderlo e dove inizia la presa. La de-
scrizione dovrebbe inoltre specificare il
punto di contatto, la forza esercitata, i
movimenti degli occhi e la posizione del
corpo.
La descrizione sarà comunque in-
fluenzata da ciò che si ritiene significa-
tivo descrivere e inevitabilmente si tra-
lasceranno alcuni aspetti considerati po-
co importanti. Infatti la più complessa
descrizione del movimento umano non
tratterà comunque tutti i dettagli dispo-
nibili. ciò che verrà selezionato sarà in
relazione agli obiettivi,
Comunemente si vuole conoscere
cosa è stato fatto, e non il modo per
ottenere lo stesso risultato. Tuttavia se
si desidera che altri riproducano gli stes-
si movimenti bisogna fornirne una de-
scrizione dettagliata,
Naturalmente l'uso di una registrazio-
ne video dà la possibilità di osservare il
movimento più volte, rallentando o ac-
celerando le immagini, permettendo di
coglierne i più piccoli dettagli eventual-
mente con riprese multiple da più lati.
Nonostante ciò una registrazione video
non è una descrizione del movimento
ma solo la sua riproduzione: per questo
motivo si è escluso l’utilizzo di una te-
lecamera come dispositivo di acquisizio-
ne.
Informazione cinematica
L’informazione cinematica descrive
quantità quali la velocità, l’accelerazione
e le loro variazioni; essa è molto utile
nello studio del movimento perché per-
mette di distinguere, fra movimenti di-
versi, quelli che producono lo stesso ri-
sultato. Inoltre alcune sue caratteristi-
che sono determinate da considerazioni
fisiche, quali t vincoli meccanici delle
giunture intorno alle quali il movimento
avviene. Tali vìncoli permettono di sta-
bilire perché il movimento appare in una
forma piuttosto che in un'altra e quindi
non possono essere ignorati nella de-
scrizione globale. L'infofmazione cine-
matica dovrebbe anche includere i pro-
cessi correlati alla memorizzazione dei
movimenti, alla loro selezione e pianifi-
cazione.
Movimento, azione e processo
informativo
Il processo informativo riguardo al
movimento, considera le persone come
«sistemi adattivi» che elaborano le in-
formazioni provenienti dall'ambiente e
rispondono ad esso in modo adattivo in
termini di azioni ad obiettivo. Adattivo è
un termine che proviene dalla tecnica
dei controlli automatici ed intende una
modalità di controllo in cui le azioni so-
no decise di volta in volta a seconda
dello stato in cui il sistema si viene a
trovare e delle informazioni sulle gran-
dezze che agiscono su di esso.
L'uso del termine «azione» implica
una descrizione ad alto livello di quello
che facciamo. Le azioni differiscono dai
movimenti proprio come la percezione
differisce dalla sensazione.
Ad esempio, quando descriviamo noi
stessi e i nostri movimenti, diciamo:
«ho preso una matita» e non «ho mos-
so la mia mano lungo la traiettoria A-B...
». In altre parole pensiamo all'azione da
compiere in termini di obiettivo e non al
movimento che lo media. In particolare
si è interessati alla differenza fra la com-
prensione di ciò che è stato fatto e la
sua descrizione
Per poter spiegare come le persone
agiscono sulTambiente, bisogna consi-
derare la relazione tra le differenti ese-
cuzioni della stessa azione e l'insieme
delle circostanze ambientali che le de-
terminano. In altre parole l'obiettivo è
mettere in relazione l’equivalenza dei
movimenti, la loro consistenza in situa-
zioni differenti e la loro capacita di es-
sere modificati e adattati alle nuove si-
tuazioni.
Con questo scopo consideriamo i due
concetti principali: quello di costanza di
un'azione o equivalenza motoria e quel-
lo di unicità del movimento. Costanza
ed unicità sono due aspetti dello stesso
fenomeno: l'inerente flessibilità e va-
rietà nei movimenti che le persone pro-
ducono. L'obiettivo è quello di capire in
che misura e quale parte della struttura
spaziale e temporale di un'azione, cosi
come riprodotta, rimane inalterata in
tutti i possibili contesti in cui può essere
riprodotta.
La consistenza di un'azione deve es-
sere messa in relazione, forse parados-
salmente. alla sua modificabilità: varia-
zioni dell'informazione proveniente dal-
l’ambiente possono portare ad un adat-
tamento del movimento a fronte delle
differenti circostanze.
Esecuzione del movimento
È importante a questo punto illustrare
brevemente i risultati ottenuti da alcuni
ricercatori sull'analisi temporale dei mo-
vimenti. Il principale interrogativo è le-
gato alla valutazione dell'influenza delle
variabili velocità e precisione nella loro
esecuzione.
Alcuni ricercatori statunitensi hanno
individuato e analizzato tre classi di mo-
vimento
— classe A: movimenti interrotti dal-
l'fmpatto con oggetti (e.g. battere le
mani);
— classe B: movimenti interrotti da
muscoli antagonisti (e.g. fermare l'alza-
ta di un martello),
— classe C: movimenti interrotti da
muscoli antagonisti e che richiedono un
certo grado di precisione (e.g. afferrare
o lasciare un oggetto)
I movimenti di classe A sono i piu ve-
loci mentre i movimenti di classe B ri-
chiedono poca precisione e quindi sono
più veloci di quelli di classe C. Un mo-
vimento del braccio dì 60 cm in que-
st'ultima classe richiede circa 670
msec; se alla fine del movimento si ri-
chiede una precisione di mezzo centi-
metro sono mediamente necessari altri
500 msec. Un peso di 3.5 kg aggiunge
ancora altri 250 msec alla durata com-
plessiva del movimento.
Si sono condotti inoltre una serie di
esperimenti sul battere delle dita. La
mano assume in questa attività posizio-
ni molto simili alla componente «confi-
gurazione» del segno. Sono nportati i ri-
sultati piu significativi.
288
MCmlcrocomputer n. 123 - novembre 1992
VIRTUAL REALITY
I movimenti volontari del dito normal-
mente si verificano in fase col tremore.
Il tremore si verifica alla velocità di 8-12
colpi/sec per il dito, il polso e l'avam-
braccio e, se esso è in fase di salita, un
movimento in discesa viene ritardato fi-
no a quando non si verifica il tremore
discensivo, in altre parole, quando un
movimento delle dita è iniziato in una
certa direzione, trascorrono circa 80-1 20
msec prima che l’azione opposta possa
iniziare. Questo e molto importante per
la definizione della risoluzione tempora-
le del modello, ovvero per decidere la
durata e la composizione del movimen-
to, e quindi per la scelta della tecnologia
più adatta per il guanto, Sia i movimenti
ripetuti che i movimenti simultanei han-
no una velocità massima di 6-7 battiti al
secondo e sono indipendenti dalla lun-
ghezza del movimento, mentre i movi-
menti alternati hanno una velocità di soli
2-4 battiti al secondo.
Altri hanno invece studiato i movi-
menti a due mani, rilevando che i mo-
vimenti simmetrici sono più precisi e
veloci dei movimenti ad una mano,
mentre quelli non simmetrici sono più
precisi ma meno veloci. I movimenti
perpendicolari sono precisi e lenti come
i movimenti ad una mano mentre quelli
consecutivi sono i più lenti. In sostanza
i movimenti multipli comportano un au-
mento nei tempi di esecuzione solo
quando è richiesto un controllo visivo su
oggetti distinti, oppure se t movimenti
sono consecutivi.
La lingua italiana dei segni
Le persone sordomute comunicano
tra loro in una forma di comunicazione
visivo-gestuale diversa da quella acusti-
co-vocale degli udenti.
Se intendiamo col termine di lingua
un sistema di simboli relativamente ar-
bitrari e di regole grammaticali che ten-
dono a mutare nel tempo e che i mem-
bri di una comunità condividono e usa-
no con scopi diversi per interagire gli
uni con gli attri, comunicare Je loro idee,
emozioni e sentimenti e per trasmette-
re la loro cultura di generazione in ge-
nerazione, non possiamo confonderla
con la mimica o la pantomima: essa è
una vera e propria forma di comunica-
zione.
Esiste la convinzione che il linguaggio
dei segni non possieda né una morfo-
logia né una sintassi, dal momento che
non possiede un sistema fissionale,
non usa o quasi articoli e preposizioni,
non sembra fare distinzioni tra nomi e
verbi e presenta infine un ordine relati-
vamente libero degli elementi nella fra-
se.
In realtà, non appena si comincia ad
osservare ed analizzare le lingue dei se-
gni con un minimo di attenzione e si-
stematicità. ci si accorge dell'esistenza
di una serie di meccanismi che permet-
tono una perfetta e completa codifica
delle informazioni. Questi meccanismi
sono principalmente :
— l'uso particolare dello spazio;
— la modifica sistematica del movi-
mento con cui viene prodotto il segno;
— la produzione di movimenti non ma-
nuali come quelli del capo e degli occhi,
le espressioni facciali, l'orientamento e
la postura di tutto il corpo.
In definitiva le lingue dei segni pre-
sentano caratteristiche analoghe ai si-
stema fonologico, morfologico e sintat-
tico delle lingue vocali anche se esiste
una differenza sostanziale: la modalità
di espressione. Nelle lingue vocali infat-
ti, gli elementi che formano una parola
occorrono sequenzialmente, in ordine li-
neare, mentre gli elementi che formano
un segno occorrono simultaneamente o
perlomeno si sovrappongono rendendo
impossibile l’analisi in sequenze tempo-
rali; ci si porrà allora in termini di unità
di spazio e di movimento, all'interno di
ogni unità di tempo.
Il segno
Il termine segno è stato utilizzato per
differenziare anche terminologicamente
l’insieme dei movimenti manuali e delle
espressioni facciali usati dai sordomuti
sia rispetto ai gesti prodotti dagli udenti
in accompagnamento al vocale, sia ri-
spetto alle diverse forme di pantomima
che semplicemente replicano la realtà
ma non cercano di rappresentarla attra-
verso simboli codificati.
Nelle lingue dei segni è stata rintrac-
ciata una struttura per molti versi simile
a quella delle’ lingue vocali: come dalla
combinazione di un numero limitato di
suoni senza significato (i fonemi) si crea
un vastissimo numero di unità dotate di
significato (le parole), cosi dalla combi-
nazione di un piccolo numero di unità
minime (i cheremi) si può produrre un
amplissimo numero di unità dotate di si-
gnificato (i segni).
Secondo una analisi proposta, un se-
gno può essere scomposto in riferimen-
to a 4 parametri-
— il luogo nello spazio dove le mani
eseguono il segno,
— la configurazione delle mani;
— il movimento;
— l’orientamento del palmo delle mani.
Il sistema notazionale
Ogni qualvolta si analizza una lingua
dei segni si pone il problema di una sua
rappresentazione e trascrizione che sia
precisa e fedele. In questo lavoro è sta-
to adottato il sistema già proposto per
l’ASL (American Sign Language) e per il
BSL (British Sign Language), aggiungen-
do e modificando alcuni simboli dove
necessario per maggiore semplicità o
chiarezza.
Si tratta di un sistema di notazione
che fornisce una descrizione degli ele-
menti significativi nella produzione del
segno, tralasciando le variazioni non ri-
levanti.
Per la LIS sono stati identificati 42
configurazioni, 1 5 luoghi e 57 movimen-
ti, dalla cui combinazione si hanno tutti
i segni possibili.
Prendiamo come esempio il segno
VEDERE e la sua descrizione visiva (fig
2). All'inizio del movimento, la mano, in
contatto con gli occhi, assume la con-
figurazione V, con palmo orientato ver-
so il segnante : si compie un breve mo-
vimento verso Lavanti, come di distac-
co,
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
VIRTUAL REALITY
Nella trascrizione il primo simbolo a
sinistra indica il luogo nello spazio dove
viene eseguito il segno (all'altezza del-
l'occhio), mentre l'asterisco indica il
contatto della mano con il corpo; segue
quindi la configurazione della mano (V)„
con in basso a destra specificato l'orien-
tamento del palmo e delle dita (verso
l'alto) e giusto sopra il movimento (ver-
so l'avanti).
Pattern Recognition:
riconoscimento delle forme
La mente umana è certamente la più
complessa unità di elaborazione cono-
sciuta. Processi quali pensare, ricorda-
re, riconoscere hanno ispirato gli studi
di molti ricercatori già dal dopoguerra,
nel tentativo di capire come l'informa-
zione nel cervello possa essere model-
lata. manipolata ed «archiviatali. A par-
tire dagli anni '50 nascono infatti disci-
pline come la Pattern Recognition, l'In-
telligenza Artificiale e la Neural Compu-
ting.
Anche l’obiettivo di questo lavoro di
ricerca è riprodurre il comportamento
della mente umana, non dal punto di vi-
sta biologico ma funzionale, cercando di
replicare la versatilità e l'abilità della
mente nell'inferire, intuire e completare
informazioni parziali o afflitte da « rumo-
re».
L'attività inclusa sotto il nome di pat-
tern recognition è tanto vasta che spes-
so si cercano nuove definizioni per di-
versificarne o specificarne il significato;
la definizione implicita di pattern reco-
gnition è infatti in sé volutamente ge-
nerica: è l'identificazione automatica di
forme (ANSI),
Un pattern è qualsiasi cosa che non
sia il caos, o semplicemente un'entità
alla quale può essere dato un nome.
La parola recognition ha attualmente
due significati : assegnare un oggetto ad
una classe non nota, od identificare un
oggetto come appartenente ad una
classe già nota. Il termine riconosci-
mento si riferisce generalmente ad en-
trambe le attività.
Ogni oggetto possiede un numero
fìsso di attributi. Alcuni di questi rappre-
sentano la peculiarità dell’oggetto; i re-
stanti, che possono essere chiamate
proprietà o feature, determinano la clas-
se alla quale l'oggetto appartiene.
Le feature devono essere invarianti
sia nel passaggio da un particolare og-
getto ad un altro della stessa classe, sia
al variare del contesto nel quale esso
viene presentato.
L'attività di pattern recognition è il
tentativo di spiegare un concetto gene-
rale (un modello) in termini di caratteri-
stiche proprie della classe (le proprietà);
la sua importanza risiede in alcune evi-
denze sperimentali: i pattern sembrano
infatti gli oggetti che la mente umana
elabora.
Modello e paradigma
La definizione data di pattern, usato
spesso come sinonimo di modello, mol-
to si avvicina all'idea intuitiva di ogget-
to; è allora interessante studiare la sua
etimologia.
Per Aristotele il «modello» è tanto
reale quanto ogni singolo oggetto e la
natura si compone di un infinito nume-
rabile di oggetti particolari, ciascuno con
i propri attributi fissi. Per Platone il «mo-
dello» è un ideale, un oggetto reale che
esiste in un mondo eterno differente
dal mondo dell'esperienza giornaliera e
del quale abbiamo una idea innata; un
oggetto concreto di questo mondo è
solo una copia del modello.
La neurofisiologia e successivamente
la pattern recognition hanno adottato la
definizione di modello data da Platone,
che può essere ben rappresentata dal
termine «paradigma»; cioè il singolo
esempio che rappresenta il modello e il
modello stesso. Allo stesso modo il ter-
mine «pattern» svolge un doppio ruolo,
quello di oggetto individuale e quello di
rappresentante di classe.
È possibile estendere la definizione
precedente di pattern recognition in ter-
mini di paradigmi e di classe: avendo
mostrato alcuni paradigmi (e se neces-
sario alcuni paradigmi negativi) di una
classe, svolgere pattern recognition è la
capacità di dire se, o meno, appartiene
a questa classe un nuovo oggetto (le
cui caratteristiche sono note, ma non lo
è la classificazione).
La capacità di trasformare ì simboli
che compaiono in questa pagina in pa-
role, frasi, concetti è un esempio di pat-
tern recognition.
Pattern Recognition Adattiva
L'aggiunta dei fondamenti del calcolo
parallelo ai metodi tradizionali di pattern
recognition ha portato ad una nuova, dif-
ferente e più potente metodologia: la
«pattern recognition adattiva».
Nell'espressione «pattern recognition
adattiva» il termine «adattiva» è utiliz-
zato per sottolineare la possibilità di trat-
tare con pattern affetti da «rumore»,
cioè di modificare in modo adattivo il pro-
cesso di classificazione in sintonia coi va-
riare delle circostanze e della capacità di
«auto-organizzare» le strutture interne di
memoria in accordo con la mutata strut-
tura del pattern.
Nel mondo reale le situazioni non pos-
sono essere descritte in termini di fatti
isolati o di loro sistemi; piuttosto si ha
bisogno di descrivere situazioni in ter-
mini dì pattern di fatti ìntereorrelati. Tal-
volta questa intercorrelazione è implici-
ta, nel senso che si conosce l’insieme
dei fatti di pertinenza per quell'oggetto
o per quella situazione; in altri casi un
modello può essere significativo solo a
causa delle esplicite relazioni fra le sue
varie proprietà.
È interessante osservare come il po-
tere percettivo umano si sia bene adat-
tato a compiti di elaborazione sui pat-
tern. Per esempio, si è in grado di ri-
conoscere il parlato, le immagini, la cal-
ligrafia in una maniera «robusta», nono-
stante le variazioni significative, la distor-
sione e l'omissione. Un esempio è
l'abilità umana di recuperare informazio-
ni sulla base delle caratteristiche asso-
ciate, basandosi solo su una parte del
modello; poche note di un motivo mu-
sicale possono evocare nella memoria
un'intera canzone; lo scorcio di una
schiena su una fotografia può far ricor-
dare nei dettagli un vecchio amico.
La stessa capacità di manipolare fa-
cilmente con pattern di eventi associati,
si trova non solo nei fenomeni percettivi,
ma anche in quei compiti che chiaramen-
te comportano sia la percezione che la
cognizione combinate. Di conseguenza
sembra che in natura, l'informazione sia
composta in pattern e che le persone
umane si adattino molto bene a queste
290
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
VIRTUAL REALITY
circostanze. Il legame fra i pattern e gli
elementi elaborati dalle nostre menti già
di per sé ne giustifica l'interesse. Vi è
però anche una motivazione pragmatica
basata su problemi ingegneristici: se si
fosse in grado di costruire calcolatori ca-
paci di inferenziare su pattern, saremmo
in grado di renderli «intelligenti», nel
senso che sarebbero molto più compa-
tibili con il nostro modo di pensare.
Ci piacerebbe disporre di calcolatori
con capacità percettive e cognitive per
metterli in grado di capire cosa diciamo,
leggiamo e scriviamo e, in generale, di
rispondere in modo intuitivo e adattivo.
In altre parole, si vorrebbe impiantare
nelle macchine le stesse capacità di ela-
borazione dell'informazione composta in
pattern che noi stessi possediamo. Que-
sto ci permetterebbe di utilizzare le mac-
chine più facilmente, ed è indubitabile
che renderebbe le macchine più efficien-
ti nel trattare processi del mondo reale.
Per comprendere più chiaramente il
ruolo della pattern recognition adattiva,
bisogna guardare sia aH'intelligenza ar-
tificiale che alla pattern recognition tra-
dizionale. Queste due discipline hanno
Per ulteriori informazioni:
ARS: Anifleial Realìtles Systems s.r.l.
Dottssa Gloria Mòiendi
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Tel. 02/26412898
Telefax 02/2613279
molti obiettivi in comune; i più impor-
tanti sono la «comprensione» dei pro-
cessi percettivi e cognitivi negli esseri
umani ed il tentativo di impiantare simili
capacità nelle macchine. Le due disci-
pline hanno comuni punti di partenza,
ma hanno sviluppato interessi, stili ed
aree di enfasi differenti. Il lavoro dell'in-
telligenza artificiale per esempio, è ba-
sato sulla rappresentazione delle ipotesi
(con l'idea che il mondo possa essere
rappresentato simbolicamente). Da que-
sto punto di vista, i processi percettivi e
cognitivi consistono nell'acquisire, ma-
nipolare, associare e modificare la rap-
presentazione simbolica.
L'approccio sembra essere naturale
per rappresentare certe funzioni ad alto
livello, ma può essere inappropriato e
spesso innaturale per trattare compiti
che coinvolgano la percezione e la co-
gnizione combinate. Inoltre, tale rappre-
sentazione simbolica ad alto livello sem-
bra essere molto lontana da come real-
mente le informazioni sono sintetizzate
nei sistemi biologici.
La pattern recognition tradizionale ha
invece verificato alcune incongruenze
con l'approccio percettivo, procedendo
sugli aspetti matematici del processo di
formazione dell'informazione composta
in pattern. In ogni attività di pattern re-
cognition esistono due stadi: lo stadio di
Tutorial o stadio dì apprendimento, du-
rante il quale la macchina (o l'uomo) ve-
de gli esempi di classe e deve deter-
minare il dominio di appartenenza, e lo
stadio applicativo o di decisione, nel qua-
le la macchina osservando un nuovo ar-
rivato deve inferire la classe di apparte-
nenza. Nell'apprendimento adattivo i pa-
radigmi sono mostrati alta macchina non
tutti insieme, ma uno per volta. La mac-
china decide passo per passo l'errore
commesso e modifica il suo dominio di
similarità. Il paradigma successivo è uti-
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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
291
FRATTALI NELLA SCIENZA
a cura di Gaetano Di Stasio
Modelli di propagazione per
la simulazione numerica di fenomeni
di scarica elettrica
L a modellistica di molti fenomeni
complessi ha subito negli ultimi
anni una notevole evoluzione prin-
cipalmente grazie alla diffusione delle
teorie del caos e dei frattali, che attual-
mente trovano applicazioni pressoché
illimitate in tutti i campi della scienza.
Ciò che prima si riteneva strano, compli-
cato o irregolare oggi viene descritto in
modo semplice ed efficace attaverso i
concetti di attrattore e dimensione frat-
tale, in grado di esprimere sintetica-
mente le singolari proprietà geometri-
che. dinamiche ed evolutive di molti
processi fisici, chimici, meccanici, biolo-
gici. ere:. Tali concetti sono frutto di una
nuova impostazione che consiste nel
rinunciare, nello studio dei fenomeni, ad
una descrizione microscopica dettaglia-
ta e completa, spesso poco pratica da
usare se non impossibile da conseguire,
di Nicola Femia *
e nel ricercare piuttosto una rappresen-
tazione globale che consenta di cattura-
re gli aspetti macroscopici rilevanti del
problema. Le rugosità di una superficie
rocciosa o le molteplici ramificazioni del-
la chioma di un albero, ad esempio,
difficilmente potranno essere descritte
puntualmente da una funzione matema-
tica, mentre la dimensione frattale ci
consente di quantificarne il livello di
rugosità o di ramificazione attraverso
una semplice legge di scala globale.
Inevitabilmente, quando si parla di
frattali, si è portati a pensare alle sugge-
stive figure che ormai si possono ammi-
rare sui numerosi testi e riviste che
trattano l'argomento , Esse non sono
soltanto un mero esercizio estetico, ma
hanno anche un preciso significato ma-
tematico e fisico e comunque non costi-
tuiscono che un esempio di strutture
Scarica superficiale in
esa fluoruro di colto
concessione dì
LNiemeyerl
frattali. Oggi infatti si ricorre sempre più
di frequente alle potenzialità descrittive
dei frattali, olire che nell'ambito delle
scienze matematiche, fisiche e naturali
anche in molti campi della ricerca appli-
cata, come quelli propri dell'ingegneria:
la compressione delle immagini, lo scat-
tering di onde elettromagnetiche su su-
perfici irregolari, la propagazione di frat-
ture. i fenomeni di turbolenza, le scari-
che elettriche, sono soltanto alcuni
esempi dì applicazioni che dimostrano
come oltre alla bellezza anche l'utilità
possa essere annoverata fra le preroga-
tive dei frattali. Un secondo elemento
che naturalmente si associa ai frattali è
il calcolatore. Lo stesso Mandelbrot è
potuto giungere alla formulazione della
teoria dei frattali grazie ad un massicio
uso del calcolatore, senza il quale la
suggestiva immagine dell'insieme geo-
metrico che porta il suo nome non
avrebbe mai potuto essere realizzata.
Nell'ambito deila ricerca ingegneristica
la funzione principale del calcolatore è
quella di consentire la verifica di modelli
e quindi il loro uso per la simulazione,
l'analisi e la progettazione. Ed è proprio
di modelli, di simulazione numerica e di
caratterizzazione frattale applicati all'in-
gegneria che parleremo in questo arti-
colo, considerando come campo di ap-
plicazione quello dei fenomeni di scarica
nei dielettrici.
Modelli di crescita: DLA e DBM
I fenomeni di scarica si manifestano
nei dielettrici di diversa natura (gassosi,
liquidi, solidi) secondo molteplici mecca-
' Nicola Femia è ricercatore presso l'Istituto di
Ingegneria Elettronica dell'Università di Salerno,
dove svolge attività inerenti la modellistica di feno-
meni di sconca net dielettrici e di reti tempo-varianti
per applicazioni ai circuiti regolatori di tensione de'
de.
292
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
FRATTALI NELLA SCIENZA
nismi, talvolta molto complessi, quando
il campo elettrico applicato supera un
determinato valore limite, Questo valo-
re può variare, a seconda dei casi, da
IO 1 a IO 4 kV/cm, cosi come i tempi
caratteristici di evoluzione del fenome-
no vanno dalle frazioni di microsecondo
agli anni. Inoltre esistono molti fattori
che possono influenzare l'innesco e la
propagazione della scarica, quali la geo-
metria del Sistema, la fórma d'onda e là
polarità della tensione applicata, la pres-
sione. la temperatura, la presenza di
impurità e disomogeneità, ed altri anco-
ra, Per alcuni di questi fenomeni lo
stato attuale della conoscenza è suffi-
cientemente approfondito da consentir-
ne una descrizione fisica molto detta-
gliata e quindi risulta possibile sviluppa-
re algoritmi di simulazione molto accu-
rati. A fronte della apprezzabile precisio-
ne essi risultano però spesso piuttosto
complessi e poco pratici ed hanno un
campo di validità limitato, poiché ciascu-
no di essi può essere utilizzato general-
mente soltanto per uno specifico tipo di
scarica. Quest'ultimo aspetto è partico-
larmente importante, in quanto sembra
essere in contrasto con l'impressione
che si trae dalla osservazione delle figu-
re sperimentali di vari fenomeni di scari-
ca, fra le quali si possono riscontrare
degli aspetti topologici comuni. Ad
esempio osservando l'immagine riporta-
ta in figura 1, che si riferisce ad una
scarica superficiale in gas, si possono
cogliere le seguenti particolarità: li la
struttura è ^lamentare ed arborescente;
2) i rami sono autosomiglianti, ovvero
hanno la stessa forma delle proprie ra-
mificazioni secondarie su scala diversa;
3) la propagazione avviene prevalente-
mente secóndo le linee del campo elet-
trico, in questo caso radiali; 4| rispetto a
tali direzioni dominanti si osservano del-
le deviazioni random. Queste caratteri-
stiche, cui si aggiunge il fatto che la
propagazione della scarica avviene
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
293
FRATTALf NELLA SCIENZA
Figura 3 - Esempi di
risultati delta
simulazione effettuala
mediante DBM
modificato a) scarica
superficiale, bl tree in
dielettrico solido.
spesso a scatti, owero i rami si propa-
gano come successione di segmenti di
lunghezza finita, sono tipiche dei cosid-
detti frattali stocastici laplaciani e sono
comuni a molti fenomeni di scarica, in
gas. lìquidi e solidi, con sviluppo sia
bidimensionale che tridimensionale, sia
lenti che veloci. In altri termini sono
caratteristiche se non universali per lo
meno molto comuni e si riscontrano
non solo nelle scariche elettriche ma
anche in molte strutture prodotte da
fenomeni di natura completamente di-
versa, quali diffusione di liquidi, elettro-
deposizione, dissoluzione chimica, solo
per citarne alcuni. Tutto questo rende
legittimo il tentativo dì rappresentare i
fenomeni che portano alla formazione di
frattali stocastici attraverso un modello
generale di crescita che, mediante la
simulazione al calcolatore, ne riproduca
le caratteristiche fondamentali sopra ci-
tate.
In tale contesto senza dubbio una
pietra miliare è rappresentata dal mo-
dello Dìffusion-Lìmìted Aggregation (D-
LA), formulato da T.A. Witten e L.M,
Sander (Physica! Review Letters,
Vol.47, N.19, 1981). Esso fu originaria-
mente sviluppato per la simulazione nu-
merica di processi di aggregazione di
particelle metalliche ma in seguito sì è
mostrato molto efficiente per tutti i fe-
nomeni di aggregazione random irrever-
sibile per diffusione che portano alla
formazione di cluster frattali. Le regole
di questo modello sono molto elemen-
tari. Si assegna un reticolo dotato di un
nodo origine ed una frontiera lontana. Si
inserisce quindi una particella a partire
da un punto a caso della frontiera e la si
lascia propagare attraverso il reticolo
secondo un random walk («passeggiata
casuale») che ha termine per contatto
con l'origine o con la frontiera; nel pri-
mo caso la particella si aggiunge al
cluster, nel secondo viene rimossa.
Successivamente altre particelle vengo-
no inserite una per volta nel reticolo con
lo stesso criterio e la procedura conti-
nua fino a quando il cluster raggiunge la
frontiera o un numero di particelle pre-
stabilito. Le strutture ottenute mediante
questo algoritmo esibiscono le caratteri-
stiche dei frattali stocastici laplaciani.
D'altra parte è facile verificare che il
modello DLA può essere descritto, sot-
to opportune ipotesi, attraverso l'equa-
zione di Laplace, Infatti indicando con
p(r,n) la probabilità che il nodo del reti-
colo nella posizione r venga occupato
alla n-ma iterazione, trattandosi di un
random walk vale l'equazione:
(il p(r,n+l)=t£ d p( r+ d,n)
in cui d varia sugli N nodi circostanti r
L'equazione (1) non è altro che una
versione discreta dell'equazione della
diffusione
3p/0t = D V 2 p
che in caso di propagazione lenta, es-
sendo il termine
dp/ch
trascurabile, si trasforma nell'equazione
di Laplace
Bl V 2 p = 0
L’equazione (2) richiama una analogia
elettrica del fenomeno di aggregazione
per diffusione, infatti si può associare p
al potenziale elettrico laplaciano <t> nel
punto r e l'aggregazione diventa un
processo di propagazione di un pattern
di scarica in una geometria piana a
partire da un elettrodo puntiforme.
Per la simulazione di fenomeni di
scarica, tuttavia, è stato successiva-
mente sviluppato uno specifico modello
da L. Nliemeyer, L. Pietronero e H.J.
Wiesmann (Physical Review Letters,
Vol.52, N.12, 1984), attualmente cono-
sciuto attraverso le sigle NPW, acroni-
mo dei tre autori, o DBM, dalle iniziali di
Dielectric Breakdown Model. Lo scopo
del DBM, nelle intenzioni degli autori,
era quello di rendere possibile attraver-
so la simulazione numerica un appro-
fondimento degli aspetti rilevanti del
meccanismo di scarica nei dielettrici in
relazione alle caratteristiche frattali delle
figure che ne derivano, analisi piuttosto
difficile e dai dubbi risultati se eseguita
a partire dalle fotografie di scariche spe-
rimentali. Il modello è caratterizzato dal-
la stessa semplicità del DLA e si articola
nei passi seguenti. Assegnato il solito
reticolo piano con un nodo origine ed
una frontiera lontana, ad ogni step del-
l'algoritmo si calcola la soluzione dell'e-
quazione di Laplace
V 2 ® =0
per il potenziale elettrostatico <I> con le
condizioni <l> = 0 sui nodi già raggiunti
dalla scarica e <1> = 1 sulla frontiera,
Quindi si considera l'insieme dei nodi P'
del reticolo a distanza unitaria da alme-
no un punto P della scarica e si defini-
sce su tale insieme la distribuzione di
probabilità di propagazione
(3)
p(p.p') =
(AcUP.P'))' 1
2><d(p,p'))' 1
294
MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992
FRATTALI NELLA SCIENZA
Figura A - Confronto fra figura sperimentate e risultato della simulazione nel caso di scarica superficiale in
esafluoruro di zolfo : al esperimento IL Niemeyerl; b) simulazione.
dove
A<t>(P,P')
è la differenza di potenziale fra P e P' e
la sommatoria di normalizzazione e
estesa a tutte le coppie (P,P’) possibili.
L'esponente q esprime la possibilità che
il legame fra campo elettrico e probabili-
tà di propagazione sia di tipo non linea-
re. Sulla base di tale distribuzione si
sceglie in modo random uno dei punti
P' ed il segmento (P,P') viene aggiunto
al pattern. La procedura si ripete quindi
fino al raggiungimento della frontiera. In
figura 2 sono riportati alcuni esempi di
simulazioni realizzate mediante il model-
lo DBM, Da queste figure si può notare
che l'esponente r| svolge un ruolo di
modulazione del livello di riempimento
del pattern; in particolare per valori
maggiori di 1 si ottengono strutture più
scarne, derivanti dall'incremento di pro-
babilità di propagazione verso i punti in
cui il campo elettrico risulta maggiore;
per valori inferiori ad 1 , invece, le strut-
ture risultano molto più ramificate dal
momento che la distribuzione di proba-
bilità viene praticamente appiattita. Per
>1=1 il modello DLA ed il DBM produco-
no risultati simili. Per q=0 si ottiene una
propagazione uniforme simile a quella
caratteristica del modello Eden. La so-
miglianza fra la struttura ottenuta con
q= 1 e le figure di scarica sperimentali si
può apprezzare non tanto in termini
puntuali quanto piuttosto attraverso il
valore della dimensione frattale. Oue-
st'ultima può essere calcolata riportan-
do su un diagramma a doppia scala
logaritmica il numero n(p) di segmenti
appartenenti alla scarica che interseca-
no una circonferenza di raggio p in fun-
zione di p. Se esiste una retta di interpo-
lazione di questi dati allora si potrà
scrivere
ntp^pD- 1
dove D è la dimensione frattale. Dai
calcoli effettuati da NPW risulta D=1 .75
per »i=1, che è in buon accordo con il
risultato sperimentale D—1.7. In altri
termini il livello di ramificazione delle
scariche sperimentali viene ben ripro-
dotto. Alcune interpretazioni del signifi-
cato fisico e dei valori corretti da asse-
gnare al parametro q sono state fomite
dagli stessi autori del DBM ma una
piena giustificazione non è stata ancora
fornita ed il problema è tuttora oggetto
di studio. Il modello comunque si è
rivelato utile per la descrizione e la
simulazione non solo delle scariche su-
perficiali in gas, ma anche per le scari-
che di volume in gas e per i fenomeni di
degradazione lenta di dielettrici solidi,
come mostrato da NPW e da H.R. Zel-
ler (Journal of Applied Physics, Vol,6Q,
N.5, 1986).
Cosi come proposto nella formulazio-
ne originale, quindi, il modello DBM
consente la riproduzione qualitativa al
calcolatore delle caratteristiche frattali
dei percorsi di scarica elettrica. Esso
però non esaurisce le sue potenzialità
soltanto in questo tipo di indagine, ma
si presta ad ulteriori affinamenti grazie
ai quali è possibile conseguire risultati
molto ben confrontabili con gli esperi-
menti non solo qualitativamente ma an-
che quantitativamente, come vedremo
nel prossimo paragrafo.
Modelli di propagazione realistici
per la simulazione dei fenomeni
di scarica
Nel corso degli ultimi anni il DBM è
stato oggetto di studi molto approfondi-
ti orientati principalmente verso la for-
mulazione di nuove versioni più vicine
alla fisica del meccanismo di scarica.
Naturalmente questa operazione è stata
condotta cercando sempre di conserva-
re la semplicità e la generalità del mo-
dello. In particolare gli stessi NPW han-
no evidenziato la necessità di includere
nel modello due elementi fondamentali
giustificati sia a livello teorico che speri-
mentale: 1) l'esistenza di una soglia, in
termini di potenziale 4> cr o di campo
elettrico E cr , per la propagazione di un
segmento di scarica; 2) l'esistenza di un
campo elettrico E C h lungo i canali di
scarica. L'effetto della soglia consiste
nel creare una selezione fra i segmenti
(P.P’l citati nel paragrafo precedente
che possono realmente aggiungersi alla
scarica; il secondo parametro causa un
abbassamento del campo elettrico che
può determinare, in aggiunta alla soglia
critica per la propagazione, l'interruzione
della scarica. L'effetto combinato dun-
que si avverte sia in termini di livello di
ramificazione, o densità di occupazione
del reticolo, che di estensione dei per-
corsi di scarica.
Nell'ambito delle attività di ricerca
svolte presso l’Istituto di Ingegneria
Elettronica dell'Università di Salerno, in
collaborazione con il Dipartimento di In-
gegneria Elettrica dell' Università di Na-
poli «Federico II» e con L. Niemeyer,
sono state sviluppate nel corso degli
ultimi anni ulteriori versioni del modello
DBM, includendo le modifiche già citate
ed introducendo i seguenti ulteriori ele-
menti:
a) utilizzazione di un reticolo tridimen-
sionale, e quindi risoluzione dell'equa-
zione di Laplace in 3D, anche nel caso
di scariche superficiali; il calcolo in 3D si
rende necessario al fine di ottenere una
piu fedele mappa del campo elettrico,
che è fortemente influenzato dalla pre-
senza della scarica e, nel caso di scari-
che superficiali, dalla differenza di per-
mettività fra il gas ed il dielettrico solido
sulla cui superficie si sviluppa la scarica;
b) aggiunta, ad ogni step, di più seg-
menti nuovi alla scarica; ciò rappresenta
un avvicinamento alla realtà fisica e
contribuisce ad una più corretta riprodu-
zione dell'effetto della propagazione
della scarica sul campo e quindi sulla
ulteriore propagazione;
c) introduzione di leggi di probabilità di
propagazione localmente normalizzate;
la legge di propagazione (3) presenta un
fattore di normalizzazione ottenuto con-
siderando tutti i segmenti possibili allo
step corrente, Ciò equivale ad assume-
re che la regione di influenza di ogni
ramo aggiunto alla scarica cresca come
le dimensioni della scarica stessa. Jn
realtà la regione di influenza di ogni
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992
295
FRATTALI NELLA SCIENZA
ramo è molto ridotta, per cui, anche in
virtù della condizione b), è stata utilizza-
ta la legge di propagazione localmente
normalizzata
14) p(P,P') =
(E(P.n-Ecr) 11
£ p .(E(P,P')-E„)1
valida per E(P.P') > E cr . dove E(P.P') è
l'intensità del campo elettrico nel punto
P\ E c , il campo critico per la propagazio-
ne e la sommatoria di normalizzazione
al denominatore è estesa ai soli seg-
menti (P, P') che hanno in comune l'ori-
gine P; fra questi viene scelto in modo
random quello che si propaga a partire
dal punto P e questa operazione viene
effettuata su tutti i punti P appartenenti
alla scarica;
d) simulazione di specifici esperimenti
utilizzando i valori sperimentali dei para-
metri fisici, quest'ultimo aspetto si ren-
de necessario al fine di effettuare una
valutazione quantitativa dei risultati della
simulazione.
Il nuovo modello risulta più articolato
del DBM originale ma conserva una
struttura sostanzialmente semplice; in-
fatti esso risulta condizionato da due
soli parametri fisici. E cr ed E ch . Esso
risente sostanzialmente soltanto della
adozione del modello di campo 3D. so-
prattutto sotto l'aspetto dei tempi di
calcolo di cui parleremo nel seguito. Il
codice sviluppato sulla base di questo
modello si presta per la simulazione sia
di fenomeni di scarica nei gas che dei
fenomeni di ireeing (cosi denominati a
causa della loro arboresceoza) nei die-
lettrici solidi. In figura 3 sono riportati
due esempi di simulazione di scariche
superficiali e treeìng in dielettrico soli-
do, mentre In figura 4 vengono confron-
tati il risultato della simulazione ed il
risultato sperimentale per scariche su-
perficiali. Eseguendo una analisi del rag-
gio massimo raggiunto dalle scariche
simulate in funzione della tensione ap-
plicata e del campo di canale E C h si è
riscontrata una differenza rispetto ai ri-
sultati sperimentali compresa fra il 5%
ed il 10%, mentre la dimensione fratta-
le è in pieno accordo con i risultati
sperimentali. Il calcolo della dimensione
frattale è di fondamentale importanza
nel caso del treeing nei dielettrici solidi.
Infatti è stato mostrato da LA. Dissado
del King's College of London (Journal of
Physics D: Applied Physics, Voi 23,
1990) che la profondità di penetrazione
del danno nel dielettrico cresce nel tem-
po secondo una legge in cui compare il
fattore t ,,D . dove D è la dimensione
frattale; per cui a parità di tempo strut-
ture più filamentari (D->1) raggiungono
Figura 5 - Dimensione Irai tale di
un ne e in un dieletlnco solido al
D= I 91. calcolo in 3 dimensioni,
b) D= I 59. D= 1.34. calcolo in 2
dimensioni a partire dalle proto-
profondità di penetrazione maggiori ri-
spetto a strutture con maggiore livello
di arboresceoza (D->2). Ora, il calcolo
della dimensione frattale sui provini
sperimentali risulta piuttosto difficoltosa
in quanto si possono presentare due
situazioni differenti: 1) il materiale è
opaco; in questo caso bisogna seziona-
re il provino in tante fette sottili e conta-
re manualmente il numero di rami, com-
pito ingrato dal momento che le dimen-
sioni micrometriche di alcuni rami ri-
chiedono l'uso del microscopio; 2) il
materiale è trasparente; in questo se-
condo caso l'entusiasmo che si accen-
de al pensiero di poter risalire alla di-
mensione frattale dell’albero tridimen-
sionale a partire da quella delle sue
proiezioni ortogonali si spegne quasi
immediatamente in quanto questa ope-
razione produce buoni frutti solo in po-
chi casi. In proposito esistono infatti
condizioni topologiche ben precise da
soddisfare (K. Falconar: « Fractal Geo-
metry: Mathematica I Foundatiors and
Applications », Wiley&Sons, 19901. Per
convincersi di questo aspetto basta
considerare l'esempio riportato in figura
5, dove per lo stesso albero tridimensio-
nale ottenuto mediante la simulazione è
stata calcolata la dimensione frattale
effettiva sia in 3D, riportando su un
diagramma a doppia scala logaritmica il
numero n(p) di segmenti appartenenti
alla scarica che intersecano la superficie
di una sfera di raggio p in funzione di p,
sia in 2D valutando quella delle sue
proiezioni calcolata in modo analogo, I
risultati parlano da soli.
Recentemente è stata sviluppata una
ulteriore versione dell'algoritmo, valida
nel caso di scariche in gas. caratterizza-
ta dalla introduzione di un ulteriore para-
metro critico e da una nuova legge di
probabilità di propagazione, grazie alla
quale è stato possibile ottenere buoni
risultati anche in termini di grandezze
elettriche, quali carica superficiale e cor-
rente di scarica.
I codici di simulazione descritti sono
stati sviluppati in Fortran ed utilizzati,
con reticoli di dimensioni medie
120x120x30, su una scheda per PC
dotata di processore a 64 bit Intel 186O/
40MHz, su una VAXStation Digital
3100, e su una scheda Transputer per
PC dotata di processore a 32 bit T800/
25MHz, I tempi medi di calcolo per lo
sviluppo completo di un pattern di scari-
ca sono di circa 20 minuti per la scheda
Ì860, 100 minuti per la VAXStation 3100
e 200 minuti per la scheda Transputer.
Per la grafica sono state utilizzate le
routines GKS Fortran su VAXStation
3100.
RE
296
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
DesignMate
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VIRUS
Sweep
E ia volta, questo mese, di uno
scanner commerciale, prodotto
da una società inglese molto di-
namica e attiva nel settore della ricerca
antìvirus. Oltre a «Sweep», che esami-
neremo questo mese, la Sophos Ltd.
produce anche «Vaccine», un sistema
di prevenzione e controllo antivirus, e D-
FENCE, un sistema di autorizzazione di
dischetti.
Durante questo mese è prevista l'atti-
vazione di un virus ufficialmente classi-
SWEEP
ficato come «raro», ma in realtà piutto-
sto diffuso in Italia. È t'855 o «17 no-
vembre»: ne parliamo nella pagina a
fianco.
Infine una novità: da questo mese
presenteremo, quando ve ne sarà l'oc-
casione, anche libri e documentazione
sui virus. Potrà trattarsi di testi introdut-
tivi, oppure specializzati o di raccolte di
monografie : cercheremo di seguire un
criterio in queste recensioni, quello del-
la rilevanza e della chiarezza. Libri sui vi-
rus se ne sono scritti e se ne scrivono
tanti, ma pochi sono quelli che vale la
pena di leggere. Ci limiteremo a quei
pochi.
Sweep è un programma antivirus
semplice e compatto (occupa poco più
di 400K sul disco, comprese le descri-
zioni dei virus) ma potente. L'azienda
che lo produce, la Sophos Ltd., è sul
mercato dal 1980 e offre diversi prodot-
ti e servizi per la sicurezza, che presen-
teremo in questo e nei successivi arti-
coli.
La versione che abbiamo esaminato è
la 2.41, datata 1 settembre 1992, e l'ab-
biamo ricevuta direttamente dal produt-
tore. Anche la presentazione esteriore
del programma è semplice ma curata:
una confezione color bordeaux conte-
nente il manuale e i dischetti. I due di-
schi sono entrambi permanentemente
protetti dalla scrittura: quello da 5.25"
non ha la tacca sul lato destro, e quello
Sophos Uti.. 21 The Quadranl, Abingdon Scienee Park, Abingdon, Oxon 0X14 3YS. Gran Bretagna.
Tel. 10044 235) 559933. Fax 10044 235 ) 559935.
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Network oltre le 25 copie L. 2.237.500 (£995.-)
298
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
VIRUS
I virus di novembre: 855 e gli altri
Non tutti i virus portano con sè un
carico distruttivo. Al contrario, una
grande maggioranza di essi si limita a
riprodursi senza causare altri danni.
I virus dannosi sono alcune decine;
di essi la maggior parte poi attende,
prima di scatenare i comportamenti
distruttivi, il verificarsi di condizioni
prestabilite.
Può trattarsi del trascorrere di un
particolare intervallo di tempo dall'at-
tivazione, oppure di un determinato
numero di awii del sistema.
Piuttosto frequente è la scelta di
una data, che può avere un significato
noto soltanto all'autore del virus co-
me fu nel caso del virus «Michelan-
gelo», che si attiva il 6 marzo per cir-
costanze ignote, e che è stato battez-
zato col nome dell'artista perché per
una coincidenza la data di attivazione
del virus cade nell'anniversario della
sua nascita: oppure un senso più ge-
nerale, come nel caso di quei virus
che si attivano di venerdì 13 (o di sa-
bato 14 o giovedì 12 , a seconda del
senso di umorismo bacato dei rispet-
tivi autori).
II diffondersi di questa stupida abi-
tudine ha portato al formarsi di un ve-
ro e proprio calendario dei virus.
Quasi in tutti i mesi è presente una
data in cui l'uno o l'altro virus si sca-
tena, e senza voler rifare degli allar-
mismi catastrofici come purtroppo
hanno fatto i mezzi di informazione in
occasione del 13 ottobre 1989 e del
6 marzo 1992 crediamo comunque
utile cominciare a segnalare ai nostri
lettori, mese dopo mese, quali sono
le date «a rischio», insieme a poche,
semplici istruzioni su come fare per
evitare che il rischio si tramuti in un
danno.
Il calendario di novembre
e Ì855
Nel mese di novembre è prevista
l'attivazione dei seguenti virus:
Diskjeb (nei mesi di ottobre, novem-
bre e dicembre intercetta le scritture
sul disco e le corrompe);
Flower (I 1 1 1 novembre ricopre il pro-
gramma infetto con un cavallo di
Troia);
Hungarian-482 (il 7 novembre scrive
sul video la parola «Format...» e quindi
procede alla formattazione del disco
fisso);
Jerusalem Nov. 30 (come il normale
Jerusalem ma si attiva il 30 novem-
bre );
Jerusalem Timor (id., ma per il 12 no-
vembre)',
Kennedy (il 18 e 22 novembre scrive
sul video un messaggio in lingua sve-
dese);
Maltese Amoeba (il 7 novembre rico-
pre il contenuto del disco fisso).
Ma il virus contro il quale riteniamo
di mettere in guardia i nostri lettori è
soprattutto il "Nov. 17». noto anche
come 855. Come indicato dal nome,
questo virus si attiva il 17 novembre;
per la precisione si attiva in qualsiasi
data compresa tra il 17 e il 30 novem-
bre inclusi.
Una volta attivato resta in attesa che
l'utente abbia premuto 500 tasti (ad
es. durante la scrittura di un testo), e
quindi si scatena: identifica il disco at-
tivo, e lo ricopre con dati a caso nei
primi 8 settori. Nel caso di un disco fis-
so ciò comporterà la distruzione del
boot sector e di una buona parte della
File Allocation Table. Il contenuto del
disco sarà probabilmente recuperabile,
ma al prezzo di un lavoro specialistico
che non è alla portata di tutti. Ritenia-
mo di allertare i lettori, come abbiamo
detto, per la semplice ragione che
mentre questo articolo viene scritto
stiamo assistendo a una vera e propria
epidemìa di questo virus. Un collabo-
ratore della rivista ci ha fatto sapere di
esserselo ritrovato per ogni dove.
Un'altra azienda con cui abbiamo
rapporti ce lo ha segnalato. Ce ne sono
state inviate almeno tre-quattro copie
tramite MC-link. Noi stessi siamo riu-
sciti a evitare che ci infettasse la rete.
E non va dimenticato, comunque, che
nel VSUM di Patricia Hoffman l'855 è
riportato come «ampiamente diffuso a
Roma nel dicembre 1991».
Come difendersi
È senz'altro più semplice e facile
prevenire questo rischio che curarne
gli effetti. In questo caso i virus che
abbiamo elencato sono tutti noti e ri-
conosciuti da tutti i programmi antivi-
rus più diffusi. Ecco una semplice pro-
cedura di controllo:
— avviare il PC con il disco originale
del DOS protetto contro la scrittura e
preparare un dischetto di sistema;
— trasferire su questo dischetto una
copia del programma antivirus che si
usa comunemente, prelevandolo dal-
l'originale che dovrà anch'esso rimane-
re protetto;
— proteggere il dischetto così ottenu-
to e utilizzarlo per i controlli;
— il giorno precedente la data dì atti-
vazione di ciascuno dei virus elencati
inserire nel computer il dischetto pro-
tetto contro la scrittura, accendere il
computer e attendere che si sia avvia-
to; quindi eseguire il programma di ri-
cerca e identificazione di virus.
Se la ricerca dovesse dare esiti po-
sitivi per qualsiasi virus, si dovrà anno-
tare (o meglio stampare) le indicazioni
fornite dal programma, spegnere il
computer e assicurare che non venga
acceso da nessuno, ad esempio rimuo-
vendo il cordone di alimentazione e co-
prendo il foro per l'inserimento del cor-
done con del nastro adesivo, finché
non sì sarà predisposta la procedura di
eliminazione dell'infezione, eventual-
mente avvalendosi della collaborazione
di un consulente.
Stefano Tona
Pro-memoria
Le informazioni in questa pagina sono destinate a tutti i lettori in possesso di un per-
sonal computer Ms-Dos. Esperti o principianti, tutti sono esposti al rischio.
Vi ricordiamo che i più diffusi programmi shareware anti virus sono reperibili su MC-
link: F-PROT (FP-205.ZIP), ViruScan (SCAN97.ZIP) e VIRex (VIRX25.ZIP) possono essere
tranquillamente prelevati via modem dagli abbonati a MC-link, oppure su altri sistemi te-
lematici.
Per chi preferisca un programma commerciale possiamo raccomandare lo stesso
Sweep, di cui in questo numero pubblichiamo la recensione, oppure il Dr. Solomon's An-
tlVirus Toolkit, del quale abbiamo parlato alcuni mesi fa.
Tenete comunque presente che i programmi di ricerca e identificazione di virus deb-
bono essere mantenuti aggiornati, come ben sanno i lettori che seguono regolarmente
questa rubrica; non si può pensare di acquistare oggi un prodotto e continuare a utilizzarlo
per sempre senza aggiornarlo.
Ci impegneremo a mantenere aggiornati i lettori di MCmicrocomputer mese per mese.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
299
VIRUS
da 3.5" manca dello sportellino per
chiudere il foro di protezione.
È una piccola attenzione da parte del
produttore, ma piuttosto significativa;
come abbiamo già detto in occasione
della presentazione di un altro prodotto
resta ovviamente possibile scrivere sui
dischi intagliando la tacca sul 5.25” o
chiudendo con del nastro il foro del
3.5", ma ci auguriamo che nessuno sia
così sciocco.
I dischetti contengono soltanto quat-
tro file: il programma SWEEP.EXE, uno
shell interattivo SW.EXE, un lungo testo
descrittivo con le caratteristiche dei virus
conosciuti VI RPATS.LST e le Sophos Uti-
lities, un programma di utilità per fun-
zioni ausiliarie sui dischi, SU.EXE.
II manuale è breve, quasi telegrafico,
ma non fa rimpiangere volumi più cor-
posi. in 78 pagine c'è tutto quello che
occorre, dalla preparazione alla descri-
zione delle funzioni del sistema. Sfo-
gliando le prime pagine del manuale e
avviando SW ci si accorge che alla So-
phos hanno le idee ben chiare su come
sì fa la protezione antivirus, e hanno
cercato di guidare anche l’utente più
inesperto nel compiere i passi fonda-
mentali. Già nella prima pagina del testo
infatti l'utente apprende che il controllo
della presenza dei virus richiede un di-
schetto di sistema protetto contro la
scrittura. Anzi, il controllo della presenza
dei virus conosciuti: chi ha scritto il ma-
nuale ci tiene a non generare equivoci
sulle effettive possibilità del program-
La prima schermata che compare al-
l'avvio del programma è ancora più
esplicita: prima di avviare il programma
bisogna spegnere il computer, inserire
un dischetto di sistema protetto dalla
scrittura, accendere il computer, atten-
dere che abbia completato il bootstrap,
inserire quindi il dischetto di Sweep e
dare nuovamente il comando SW. L'u-
tente è invitato a controllare di aver ese-
guito questi passi ed eventualmente a
tornare indietro per eseguirli.
A caccia di virus
Una volta rispettate le procedure di
sicurezza si può entrare nel cuore del
programma. Si è detto che SW è uno
shell interattivo; in realtà il programma
che svolge le funzioni di controllo è
SWEEP.EXE, che viene richiamato da
SW con gli opportuni switch per lo svol-
gimento delle diverse funzioni.
Tre comandi separati consentono di
passare al setaccio tutti gli hard disk In-
stallati sul proprio elaboratore, oppure
uno o più dischetti, o infine tutti i drive
di rete che risultano presenti all'atto del-
la esecuzione.
La scansione e la ricerca dì virus di per
sé non presenta novità sostanziali ri-
spetto alle analoghe funzioni di altri pro-
grammi. È rapida e affidabile, e ha iden-
tificato tutti i virus del nostro test set in
poco più di tre minuti.
Lo shell che gestisce Sweep consen-
te la scelta di una serie di caratteristiche
che determineranno le modalità dì ese-
cuzione della ricerca. In particolare esi-
stono due diversi modi di scansione,
denominati «Quick» e «Complete”. La
scansione rapida, adottata ormai da
molti programmi per via dell'enorme
quantitativo di virus oggi in circolazione,
permette di limitare la ricerca di ciascun
virus a quella zona dove ci si aspetta dì
trovare quel dato virus. In termini di si-
curezza la procedura è accettabile, e
può essere adottata con successo da
quegli utenti che hanno fretta ma che
non vogliono rinunciare ai controlli. Chi
invece abbia requisiti di sicurezza ad al-
to livello dovrà per contro optare per
una scansione completa.
L'utente può richiedere a Sweep la
generazione di un rapporto, che può es-
sere rigenerato ex novo di volta in volta
oppure incrementato, per mantenere la
storia dei controlli effettuati su ciascun
computer e risalire — qualora se ne pre-
senti la necessità — alle origini dì un
problema che si dovesse riscontrare
successivamente.
È interessante notare come Sweep
non offra alcuna funzione di rimozione
300
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
VIRUS
ito 14 K 4 1 SvUni lUlF h ikutlrr IW1'
L'elenco dei virus noli a questa versione di Sweep.
dei virus dai programmi infetti. Tale
funzione infatti è ritenuta controprodu-
cente dalla Sopitosi questa opinione ci
è stata confermata personalmente dal
dr. Jan Hruska, direttore tecnico della
Sophos, che abbiamo incontrato a Ro-
ma lo scorso maggio in occasione di
un convegno. L'unico modo veramente
affidabile per rimuovere un virus consi-
ste nel rimuovere il programma che lo
contiene e installare nuovamente la
versione originale del programma stes-
so. Chi segue questa rubrica da qual-
che tempo potrà rendersi conto quanto
siamo d'accordo con questa imposta-
zione.
La rimozione dei programmi infetti
può limitarsi alla semplice cancellazione
(come fa ERASE); se lo desidera, l'uten-
te può richiedere la sovrapposizione di
dati non significativi sulle informazioni
che costituivano il file, per evitarne ad
es. il recupero da parte di dipendenti
«smanettoni».
È interessante e utile la possibilità of-
ferta da SW di generare un batch file per
l'avvio di Sweep con ì parametri scelti,
per non dover ogni volta passare per lo
shell e richiedere nuovamente le stesse
funzioni.
Altre funzioni del programma hanno
scopo informativo: la lista dei virus co-
nosciuti dalla versione corrente del pro-
gramma, e l'elenco delle aree del com-
puter che verranno sottoposte a ricerca
e identificazione di virus.
Il manuale
Normalmente nella recensione di un
programma il manuale viene quasi dato
per scontato. Non è cosi nel caso di
Sweep, il cui manuale è uno strumento
prezioso complementare al programma
stesso. Si divide in quattro sezioni: la pri-
ma dedicata all'avvio rapido, la seconda
contenente la descrizione dettagliata
delle singole funzioni di Sweep; segue
un capitolo su come trattare le infezioni
e la descrizione delle Sophos Utilities.
Il comportamento da tenere in caso di
infezione viene trattato in modo sintetico
ma senza tralasciare alcuna informazio-
ne indispensabile. I passi descritti pos-
sono essere tranquillamente seguiti da
qualsiasi utente, anche inesperto.
L'autore del manuale tende da un lato
a rassicurare l'utente che dovesse es-
sere vittima di un'infezione, dall'altro a
suggerire una serie di norme pratiche
per fronteggiare l'emergenza e ridurne al
minimo gli effetti: limitare o escludere
gli accessi alla rete, impedire lo scambio
di dischetti, proteggere fisicamente tutti
i supporti attivando il meccanismo di pro-
tezione dalla scrittura, procedere alla eli-
minazione del virus e alla neutralizzazio-
ne degli effetti della sua eventuale at-
tivazione.
L'utente viene avvisato della possibi-
lità di una reinfezione successiva alla di-
sinfezione. e vengono fornite altre indi-
cazioni di corredo, tra cui la necessità
(per i soli cittadini britannici) di informare
il Computer Crime Unii di New Scotland
Yard. La normativa britannica infatti, co-
me abbiamo accennato nello scorso nu-
mero in occasione del convegno del Vi-
rus Bulletin, considera esplicitamente
reato la creazione e la diffusione di virus.
Prezzi e politica commerciale
Sweep non è esattamente un prodot-
to economico. I prezzi riportati dal listino,
e confermati dall'importatore italiano,
sono di diversi ordini di grandezza su-
periori rispetto a prodotti analoghi che
abbiamo esaminato in passato.
Un listino di questo genere si giustifica
considerando la natura del prodotto, che
si rivolge alle aziende e alle organizza-
zioni di grandi dimensioni, piuttosto che
al privato o al piccolo professionista.
In Italia Sweep viene utilizzato da azien-
de dei settori finanziario e industriale e
nella pubblica amministrazione. Peraltro
i prezzi di listino hanno valore di puro
riferimento, e la casa madre lascia ampio
spazio ai rappresentanti nella determina-
zione delle condizioni economiche.
Può accadere quindi, come è accaduto
in contesti del tutto particolari in Italia,
che un'azienda acquisti a prezzo pieno di
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
301
VIRUS
Le prove dei prodotti antivirus vengono effettuate in redazione su un PC Unibit
286 a 12 MHz con 640 Kb di RAM, scheda Hercules e video monocromatico, disk
controller St-506, disco fisso Seagate da 60 Mb e drive per floppy da 3,5" 1 .44 Mb.
Sul disco fisso sono installati i seguenti virus (il numero tra parentesi indica il
numero di campioni differenti per i virus di cui sono presenti più copie e/o varianti):
512, 855, 1244. 1381. 1554. 4096. AIDS. AIDS-II. Alabama. Ambulance, Ame-
ba 12). Anarkia, Anthrax, Anti-Pascal 12). Ami-Pascal II 13), Attention. Beba, Burger(3),
Cascade, Crash. Dark Averrger 12), Darth Vader 13). Datacrime (2). Datacrìme-2. De-
structor, Devii' s Dance, Fish 6, Flip, Fu Manchm , Icelandic (2), Invader, Jerusalem,
JoJo, JoJo-2, June 16 ih. JW2. Kennedy, Leprosy, Liberty. Lisbon (2), Lozinsky, Mur-
phy, Nomenklatura. Ontano, Oropax, Plague. Pogue, Polish 529. Saturday 14th, Se-
ptember I8th, Smack, Stupìd, Suomi, Suriv-A, Sverdlov, Taiwan 13), Taiwan-3, Tra-
ceback, Typo-712, USSR-600. V801 (2), Victor. Violator, Old Yankee Doodte.
La collezione sperimentale di MCmicrocomputer, utilizzata per questa prova,
contiene inoltre tre virus da boot sector; Stoned, Ping-Pong e Michelangelo.
listino una licenza d'uso del programma
ricevendo l'autorizzazione a riprodurre il
programma stesso in tante copie quante
ne sono necessarie all'interno dell'azien-
da, senza che sia richiesto il pagamento
di ulteriori registrazioni.
Se a questa particolarissima politica dì
site licensing si unisce la grande capacità
e la disponibilità dello staff tecnico della
casa madre, a disposizione 24 ore al gior-
no per fornire consulenza telefonica su
qualsiasi genere di problema con i virus,
diviene del tutto accettabile e anzi con-
veniente quello che all'apparenza è un
prezzo esorbitante, fise
Sretano Toria è raggiungibile tramite MC-hnk afta ca-
sella MC0170 e tramite Internet all'indirizzo
MC OI SUtarndink.il
Computer Viruses and
Anti-Virus Warfare
Scrivere libri sui virus è di moda, ne-
gli ultimi tempi.
Molti autori più o meno noti si so-
no dedicati a questa attività, sicura-
mente redditizia; alcuni di essi ave-
vano cose molto interessanti da dire,
altri meno, ma tutti hanno trovato il
loro posto nel mercato, affamato di
notizie, curiosità e sensazioni su uno
degli argomenti scottanti del mo-
mento.
L'autore del libro che presentiamo
questo mese è Jan Hruska, di cui
abbiamo parlato nel corpo dell'artico-
lo. Direttore tecnico della Sophos
Ltd.. esperto di sicurezza informatica
e consulente a tempo pieno, Hruska
è una figura di primo piano nella ri-
cerca e nella lotta contro I virus.
Il volume, di cui è uscita nel mese
di settembre la seconda edizione, è
molto ben curato; chiaro, preciso e
semplice fornisce una serie di infor-
mazioni utili sia a chi voglia appro-
fondire particolari aspetti del feno-
meno virus sia a chi per la prima vol-
ta si avvicina al problema, per neces-
sità o curiosità.
Molto apprezzabile è il fatto che
l'autore non si abbandona mai al
sensazionalismo, a quel desiderio di
épater le bourgeois di dubbio gusto
che si ritrova in altri testi, I virus so-
no un problema, d'accordo; ma i
programmi che possono arrecare
danno ai dati non sono sempre e
soltanto virus (e comunque, aggiun-
geremmo noi, fa più danno un note-
book che cade malamente per terra).
Particolare attenzione viene dedi-
cata alla illustrazione del meccani-
smo di propagazione dei virus; la
precisione tecnica non cede mai il
passo alla chiarezza espositiva, e
concetti intrinsecamente complessi
come la distinzione tra un virus atti-
vo in RAM e un supporto infetto, op-
pure la classificazione di virus (paras-
siti, da boot sector, multipartiti) ven-
gono affrontati tranquillamente in
modo accessibile e comprensibile.
Anche la struttura interna dei virus
viene descritta facendo uso di sem-
plici concetti ed esempi, segnalando
dove opportuno quali sono i compor-
tamenti a rischio che possono deter-
minare la trasmissione dell'infezione
da questo o quel tipo di virus.
Un intero capitolo è dedicato all'a-
nalisi e alla smentita di voci fatte cir-
colare da persone poco esperte o
deliberatamente disinformative.
Segue una lunga e dettagliata ana-
lisi delle procedure di difesa e recu-
pero dalle infezioni; Hruska copre in
dettaglio tutte le fasi della protezione
dai virus, dalle attività preliminari e
preparatorie (una sana politica di co-
pia di sicurezza, la preparazione di
un dischetto di sistema protetto con-
tro la scrittura, la definizione di un
piano di emergenza) alla prevenzione
attiva, fino al recupero dei program-
mi infetti e al trattamento degli
eventuali danni causati dai virus.
Sono quindi brevemente descritte
le diverse tipologie di programmi an-
tivirus, con le indicazioni per l'utente
che deve scegliere quale acquistare;
l'ultimo capitolo fornisce informazioni
dettagliate sulle particolarità del com-
portamento dei virus nelle reti, e su-
gli appositi strumenti per difenderse-
ne in un contesto distribuito.
Il testo si conclude con delle ap-
pendici di natura tecnica, di cui la più
lunga (oltre 70 pagine) riporta una
breve descrizione e l’impronta iden-
tificativa di tutti i virus conosciuti alla
data di pubblicazione del testo.
Si tratta di un volume la cui lettura
è senz'altro suggerita a chi sia inte-
ressato a una sintesi dei fatti e delle
procedure riguardanti i virus, senza
rinunciare alla chiarezza e alla com-
pletezza.
Dr. Jan Hruska
Computer Viruses and Anti-Virus
Warfare
ISecond Revised Edition)
Ellis Horwood Ltd., 1992
ISBN 0-13-036377-4
302
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
LA MOSTRA
OLTRE
ALLE PIÙ PRESTIGIOSE
AZIENDE ITALIANE,
CONSIDEREVOLE
PRESENZA DI CASE
STRANIERE
CHE PRESENTANO UNA
PANORAMICA COMPLETA
DELLE SOLUZIONI PIÙ
INNOVATIVE NEI SETTORI:
HARDWARE, SOFTWARE,
TELEMATICA E
TELECOMUNICAZIONI,
SERVIZI DI INFORMATICA E
DI ASSISTENZA TECNICA,
ATTREZZATURE PER
L’UFFICIO, ARREDAMENTO,
CARTOTECNICA.
I CONVEGNI
“L’OSSERVATORIO DI
ROMAUFFICIO”
UN MOMENTO D'INCONTRO
SU TEMI DI PARTICOLARE
INTERESSE ED ATTUALITÀ
CONFRONTATI CON
ESPERIENZE DIRETTE
DI OPERATORI
ED UTENTI QUALIFICATI.
con il patrocinio
della Regione Lazio
Assessorato Industria
Commercio e Artigianato
15'MOSTRA CONVEGNO
DELLE TECNOLOGIE
E DELLE SOLUZIONI
PER L’AZIENDA
6-10 MARZO
FIERA DI ROMA
ORE 9.30-19.00
PROMOSSA DALL'ISTITUTO MIDES
INFORMAZIONI TEL 06/6875575
ROIVMUFFICIO
>93
IL NOCCIOLO DELLA SOLUZIONE
WINDOWS 3
Elementi di
anatomia di Windows
Quando sì utilizza per molto
tempo un qualsiasi oggetto
appartenente ad una qualsiasi
tecnologia si arriva a
conoscerne tutti gli aspetti
operativi. Ma a questa
conoscenza non si
accompagna quasi mai una
conoscenza altrettanto spinta
del funzionamento interno
dell'oggetto stesso.
Si pensi alla automobile.
Esistono numerosissimi
guidatori esperti che ignorano
il funzionamento della loro
auto
Tornando alla nostra tecnologia si
pensi a Windows. È una «macchina»
facile da usare, con la quale in poco
tempo si raggiunge un buon livello di
familiarità, Lavorandoci come utenti si
diventa operativamente abili ma non per
questo si diventa tecnicamente esperti.
Ad un utente normale, dell'auto o di
Windows, può bastare diventare opera-
tivamente abile. Ad un utente evoluto
sono invece richiesti livelli di conoscen-
za maggiori, quelli per intenderci che
portano a capire non solo come funzio-
na un certo meccanismo, ma anche
perché funziona in tal modo.
In questo articolo vogliamo dare un
piccolo aiuto a quegli utenti Windows
che vogliano sapere qualcosa di più, da
un punto di vista tecnico, su tale pro-
dotto.
Divideremo l'articolo in due parti, la
prima in cui parleremo di alcuni elemen-
ti dell'ANATQMIA di Windows, verifi-
candoli su prodotti conosciuti dagli
utenti, e la seconda in cui, utilizzando il
Visual Basic, costruiremo delle miniap-
plicazioni che contengono alcuni di tali
elementi «anatomici».
La grafica è
uno strumento
Nel mondo dei PC, Windows, data la
sua diffusione, può essere considerato
sinonimo del termine GUI, Graphics
User Interface. A scanso di equivoci, e
con buona pace di chi continua a disqui-
sire sulla supposta inutilità dell’interfac-
cia grafica, possiamo oggi affermare
che la GUI non è solo «carina», ma è
anche «utile» e in certi casi, per certi
tipi di prodotti, addirittura «indispensa-
bile».
Infatti prodotti tipo Lotus Organizer
(fig. 1 , appena giuntoci in italiano) non
avrebbero senso se non ci fosse Win-
dows. sia per il fatto che. sotto Win-
dows, l'Organizer elettronico assume
l'aspetto, e le funzionalità, già familiari,
di quello reale, sia per il fatto che un
prodotto del genere, che è un prodotto
semplice e di facile uso, se dovesse
contenere in sé anche la «sezione»
grafica, diventerebbe molto più com-
plesso e forse inutilizzabile.
Nella seconda figura, la 2, relativa a
Paradox per Windows, invece vediamo
come l'interfaccia grafica si guadagna,
dopo l'appellativo di «indispensabile»
(per certi tipi di prodotti) anche quello di
«utile», per altri tipi di prodotti.
Alcune funzioni concettualmente osti-
che e, nei prodotti normali, sempre ope-
rativamente complesse, come la gestio-
ne delle Relazioni tra gli Archivi di un
Database, nel Paradox per Windows si
materializzano invece in una serie di
elementi grafici, che senza dubbio ren-
dono l'argomento più semplice da capi-
re e il prodotto più facile da usare.
304
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
WINDOWS 3
Bottoni Operativi
Standard
e Bottoni Programmati
Il Bottoncino con il disegnino sopra,
altrimenti conosciuto con il termine Ico-
na, costituisce indubbiamente lo stru-
mento più semplice ed immediato con il
quale eseguire un Comando.
Poiché in tutti i prodotti software i
Comandi, e quindi i potenziali Bottoni,
sono tanti, si è ormai diffusa la possibili-
tà di personalizzarne la disposizione, allo
scopo di visualizzare solo i Bottoni d'u-
so più frequente. Il Bottone è inoltre,
nei prodotti più evoluti, sempre Pro-
grammabile, anzi diventa l’elemento
principale attorno al quale ruotano i nuo-
vi linguaggi e i nuovi metodi di program-
mazione Object Oriented.
In figura 3 vediamo un collage esegui-
to su videate di Excel 4.0, in cui abbia-
mo inserito sia alcune Bottoniere stan-
dard, che contengono una serie di bot-
toni prestabiliti e che riguardano un uni-
co argomento (nella figura la bottoniera
Standard e quella per la Formattazione)
sia la Finestra di Dialogo con la quale è
possibile personalizzare le Bottoniere
stesse, inserendoci solo i Bottoni che
fanno comodo in una particolare situa-
zione,
Nella figura vediamo i bottoni che
servono per confezionare le formule
matematiche. Nel caso quindi che oc-
corra scrivere molte formule è possibile
predisporre una ToolBar che contiene
segni matematici, segni di parentesi,
bottoni che richiamano la Dia log Box
con le funzioni di libreria, ecc. In tal
modo anche una formula complessa,
del tipo:
+SOMMAIA1 ;A1 OI/COSfBI *PI<))
si può scrivere tutta con il mouse.
Bottoni e Di a log Box
Per alcuni comandi più semplici, ad
esempio quelli che hanno solo due pos-
sibilità (On/Off, Sì/No, 1/0, Bianco/Nero,
ecc.) è sufficiente un Bottone, altri, più
complessi, hanno necessità di una Dia-
log Box. Questo avviene quando il co-
mando richiede, da parte dell'utente,
l'inserimento contemporaneo di più
specifiche.
Ricordiamo ai meno esperti che all'in-
terno di una Dialog Box, quando si
debbano digitare più campi, conviene
spostarsi da un campo all'altro con il
tasto TAB. anziché con il mouse. Inoltre
ricordiamo che da una Dialog Box si
esce o confermando, clickando su OK o
premendo il tasto Invio, o annullando
con il bottone Annulla o con il tasto Esc.
Altra modalità operativa da conoscere
è quella che permette o di modificare il
contenuto di un campo alfanumerico, o
clickandoci dentro, facendo diventare il
puntatore una linea verticale, che si
inserisce nel testo preesistente, oppure
facendo un doppio click nella casella. Il
contenuto del campo si annerisce, ed in
tal modo qualsiasi cosa si digiti sostitui-
sce il testo evidenziato.
Figura 3 - Bottoni Ope-
rativi Standard e Bot-
ti Bottone costituisce
indubbiamente il siste-
ma più semplice ed
immediato per esegui-
re un Comando Poi-
ché nei prodotti i Co-
mandi, e quindi i Sor-
mai diffusa fa possibili-
tà di personalizzarne la
disposizione II Botto-
ne è. nei prodotti più
evoluti, sempre Pro-
grammabile. anzi di-
venta l'elemento prin-
cipale attorno al quale
ruotano i nuovi lin-
guaggi e i nuovi meto-
di di programmazione
Object Oriented.
Tutte queste modalità operative val-
gono in qualsiasi finestra di dialogo di
qualsiasi prodotto sotto Windows. È
quindi utile e produttivo impiegare una
minima parte del proprio tempo a far
pratica e a migliorare ia propria operati-
vità su tale strumento.
Ci tengo a dire questo perché mi
capita di vedere molto spesso persone
che, alle prese con una Dialog Box con
molti campi alfanumerici da riempire,
fanno un inutile «avanti e indietro» tra il
mouse e la tastiera.
La Dialog Box è il più efficace stru-
mento di comunicazione tra utente e
applicazione, e non solo facilita, come
detto, il lavoro dell'utente, ma soprattut-
to é in grado di controllarne l'operato.
È quindi ovvio che tutti i prodotti più
evoluti permettano di costruire interna-
mente delle Dialog Box, in genere utiliz-
zando uno specifico editor grafico (In
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
305
WINDOWS 3
figura 4 vediamo quello di Quattro Pro
per Windows) e di incorporarle nell'ap-
plicazione.
L'Editor di Quattro Pro per Windows
è caratterizzato dalla Toolbar, che mo-
stra tutti i tipi di oggetti, e dalla adozio-
ne (diventerà uno standard) del «tasto
destro» del mouse, che clickato. dopo
essersi posizionati su un oggetto, ne
mostra tutte le possibili caratteristiche e
le possibili impostazioni.
True Type
Figura 4 - Dialog Box
personalizzata • Quat-
tro Pro per Windows
La Dialog Box e il piu
efficace strumento di
comunicatone tra l'u-
tente e l'applicatone
Non solo facilita il la-
voro all'utente, ma so-
prattutto ne controlla
l'operato. È quindi ov-
vio che lutti i prodótti
più evoluii permettano
re utilizzando uno spe-
cifico editor grafico, e
di incorporarle nell'ap-
plicazione
Altro elemento «anatomico» che ca-
ratterizza l’ambiente Windows è costi-
tuito dai font True Type. I vantaggi
connessi con l'adozione dei font True
Type sono numerosi e non sono solo di
tipo estetico, costituiti cioè dalla ric-
chezza e dalla qualità dei tipi di font e
dei loro attributi.
È un vantaggio il fatto che tali «ogget-
ti grafici» siano vettoriali e non bit-
mapped e che quindi occupino relativa-
mente poco spazio.
È un vantaggio che siano universali, e
quindi indipendenti dalla macchina, dal
monitor e dal pacchetto che si sta usan-
do e soprattutto dalla stampante. In
figura 5 vediamo una videata presa da
Excel, in cui si vede la scelta di un Set
di caratteri speciali che corrispondono
alle note musicali.
Quindi un testo formattato con un
certo font True Type può essere tra-
sportato senza problemi su un'altra
macchina di altro tipo e dotata di altra
stampante.
Può nascere qualche problema solo
nel caso che su una macchina sia stato
installato un pacchetto che si porta ap-
presso propri font True Type, che man-
cano ovviamente in una seconda mac-
Figura 5 - Uso dei Font
True Type in Write.
Anche la famosa tec-
nologia dei Font True
Type nasce con una
Finalità positiva Per-
mette di rendere "uni-
versatili, rendendoli in-
dipendenti dalla situa-
zione hardware m cui
colare dalla stampan-
te. i file, di qualsiasi
tipo, che abbiano un
qualsiasi contenuto
china che non ha installato lo stesso
prodotto. Succede per i prodotti grafici.
Sia Power Point che Corel Draw! si
portano dietro propri font True Type,
In figura 6 vediamo cosa succede su
una macchina con installati i due pac-
Figura 6 - Scelta dei
True Type in Power
Su una macchina dota-
ta di Windows 3. i ab-
biamo installato anche
Power Point 3.0 e Co-
rel Draw 3,0 . Ambe-
due questi prodotti,
specialmente if secon-
de). portano con sé un
certo numero di nuovi
Font True Type, che
diventano in lai modo
patnmonio della mac-
quindi utilizzabili da
qualsiasi altro prodot-
to E chiaro che ur.
segno che sfrutti
Font particolare i
essere visto corretta
mente solo su uni
macchina che dtspon
ga dello slesso Font.
chetti. La videata è presa dal Power
Point, mentre i Font sono stati per la
maggior parte portati dal Corel Draw!.
C'è anche da tener presente il fatto
che la codifica universale dei Font si
ripercuote positivamente anche sui file
di tipo Grafico. In particolare il formato
WMF, di cui parleremo tra un po', rico-
nosce correttamente i font True Type e
consente il passaggio di file grafici da
un prodotto all’altro senza perdere o
falsare questa importantissima informa-
zione.
Microsoft ha recentemente prodotto
un Set di aggiuntivi (Microsoft True Ty-
pe Font Pack, provati in questo stesso
numero), che si possono aggiungere
alla dotazione standard di Windows. Si
tratta di ben 44 tipi di caratteri differenti
che avvicinano le prestazioni di una
«qualsiasi» stampante a quella di una
PostScript.
L'Help di Windows
Come dovrebbe essere noto a tutti,
Windows dispone di un suo sistema di
Help, basato su un applicativo WINHELP
306
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
WINDOWS 3
Figura 7 - Help di Win-
dows - Funzionanti in
vrebbe essere noto a
tutti. Windows dispo-
applicativo, eseguibile
a tutti gli effetti. il
WINHELP.EXE, cut
qualsiasi altro applica-
tivo può delegare le
funiioni, che in questo
caso diventano uguali
per tutti, dt visualizza-
zione interattiva delle
pagine di Help. Tale si-
stema è mollo sofisti-
cato in quanto gesti-
sce Ipertesti, ovvero
file di Help con riman-
di, parole chiave, boi-
Figura 8 - Help autoco-
struito.
I linguaggi di program-
mazione più recenti
permettono non solo
di scrivale delle appli-
cazioni a tutti gli effetti
Windows, ma anche
di sfruttarne tutti i ser-
vizi, compreso il servi-
zio di Help In questo
caso vediamo una vi-
deata di un Help co-
struito con ri generato-
re di Help presente
nel Visual Basic Pro-
fessional Toolkit.
,EXE, eseguibile a tutti gli effetti, cui
qualsiasi altro applicativo può delegare
le funzioni, che in questo caso diventa-
no uguali per tutti, di visualizzazione
interattiva delle pagine di Help,
Tale sistema è molto sofisticato in
quanto gestisce Ipertesti, ovvero file di
Help con rimandi, parole chiave, botto-
ni, ecc. e mette a disposizione dell'u-
tente funzioni di stampa, copia, segnali-
bro, ecc. In figura 7 ne vediamo uno,
preso da Corel Draw!. molto ricco di
bottoni grafici.
Va poi detto che i vari linguaggi di
programmazione per Windows, permet-
tono non solo di scrivere delle applica-
zioni a tutti gli effetti Windows, ma
anche di sfruttarne tutti i servizi, com-
preso questo di Help. In figura 8 vedia-
mo una vìdeata di un Help costruito con
il generatore di Help presente nel Visual
Basic Professional Toolkit.
OLE
Una delle funzionalità più rivoluziona-
rie introdotte da Windows è quella con-
nessa con la tecnologia OLE, «obbliga-
toria» a partire da Windows 3.1.
OLE ha fatto nascere nuove tipologìe
di prodotti, prima assolutamente impen-
sabili. Si pensi al Lotus SmartPics, una
libreria di immagini ClipArt, richiamabile
in quanto OLE Server da tutti gli altri
applicativi. SmartPics (in figura 9) dispo-
ne anche di un certo numero di funzio-
nalità che facilitano l'utilizzo delle varie
immagini, che vengono adattate alle ne-
cessità dell'ambiente ricevente.
OLE va considerato come un motore
per gestire una comunicazione tra due
soggetti. Uno, quello che ha i dati, è un
Server, mentre il soggetto ricevente è
un Client.
I motori delle funzionalità OLE sono
le due DLL. OLESVR.DLL e OLE-
CLI.DLL, presenti nella directory SY-
STEM di Windows 3.1. La disponibilità
dì un prodotto ad essere o meno OLE
Client o Server deve essere certificata
in una apposita sezione del file WIN.INI
(ne vediamo un brano in figura 10),
quello che, come quasi tutti sanno, con-
tiene buona parte delle specifiche di
installazione e di configurazione di Win-
dows e dei prodotti presenti sul si-
stema.
La benzina
Per benzina intendiamo i dati, di qual-
siasi tipo, testuali, tabellari, grafici, ecc.,
che possano essere trattati da qualsiasi
applicativo. Poiché ogni applicativo può
scambiare dati di qualsiasi tipo con un
altro applicativo è evidente che connes-
si all'uso di Windows vi sono una serie
di formati idonei a questo tipo di inter-
cambio e quindi molto «ricchi» di infor-
mazioni. E in genere il formato di scam-
bio corrisponde a una codifica che «va
bene» anche per il salvataggio su file.
L'utilizzatore esperto deve quindi co-
noscere tali formati. Un modo per ap-
profondire tale tema è cominciare a
verificare le funzionalità dì Salva con
Nome Opzioni, oppure Esporta e Impor-
ta, presenti in tutti i prodotti di qualsiasi
tipo.
Per limitarci ai formati grafici, verifi-
Figura 9 - OLE Server -
Lotus SmartPics.
La tecnologia OLE.
•« obbligatoria » a parti-
re da Windows 3.1. ha
fatto nascere nuove ti-
pologie di prodotti, pri-
ma assolutamente im-
pensabili. Molto indo-
SmartPics. una libreria
di immagini ClipArt. ri-
chiamabile. in quanto
OLE Server, da tutti gli
altri applicativi Dispo-
ne di un certo numero
di funzionalità che faci-
litano l'utilizzo delle
varie immagini di libre-
ria. che vengono adat-
tate alle necessità deh
l’ambiente ricevente.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
307
WINDOWS 3
cheremo il fatto che Windows dispone
di propri formati, sia bit-mapped che
vettoriali, molto ricchi di informazioni, e
che Windows permette anche agli ap-
plicativi più spinti di addattarvisi senza
eccessivi problemi. BMP (fig. 12) è lo
standard nei formati Grafici bit-mapped.
Consente specifiche di colore corrispon-
denti alle tre modalità video di Windows
<16. 256, 24 bit di colori) e consente
qualsiasi dimensione, indipendente dal-
la risoluzione del video. WMF (Win-
dows MetaFile, più volte trattato in que-
ste pagine) è lo standard del formati
grafici vettoriali,
Si pensi al vantaggio costituito dal
fatto che WMF accetta i Font True Type
che quindi sono riconosciuti da tutti gli
altri applicativi con cui il file WMF è
generato o ai quali lo stesso è destina-
to. Ne vediamo una convincente esem-
plificazione nella figura 13.
Visual Basic -
Il piccolo programmatore
Windows
Il Visual Basic è un prodotto che mi fa
pensare al gioco Piccolo Chimico, che
tanto tempo fa, quando ero bambino,
mi affascinava moltissimo. Questo non
lo dico assolutamente con intenti «ridut-
tivi». Lo dico per il fatto che Visual
Basic rende facilmente affrontabile e
praticabile la programmazione sotto
Windows, in tutti i suoi aspetti, così
come il Piccolo Chimico permetteva di
eseguire facilmente dei semplici esperi-
menti di Chimica, anche alcuni di quelli
che sono alla base della Chimica Indu-
striale. E cosi come l'uso del Piccolo
Chimico può essere propedeutico per
successivi Studi superiori nella stessa
materia, anche Visual Basic può essere
utilizzato per sperimentare e studiare
funzioni Windows, anche indipendente-
mente dal fatto di dover costruire un
applicativo.
In realtà il Visual Basic sta crescendo,
nel senso che, essendo stato progetta-
to come prodotto modulare, che per-
mette quindi di essere potenziato con
funzioni aggiuntive in più. dispone già di
vaste Librerie di Funzioni, che lo specia-
lizzano in vari e ulteriori settori della
programmazione.
Figura 10 - OLE nel
MINIMI
Il motore c/ella funzro-
natila OLE sono le due
DLL. OLESVR DLL e
OLECUDLL presenti
nella directory SY-
STEM di Windows
3 l La disponibilità di
un prodotto ad essere
o meno OLE Client o
Server deve essere
anche certificata in
una apposita sezione
del file WIN.INI, duello
configurazione di Win-
Figura 1 1 - TOOLS Lo-
tus oltre OLE
Le case software più
importanti continuano
che che in certi casi
possono superate an-
che le funzionalità di
Windows, trasferen-
dole peto sui van pro-
dotti In tal senso e
interessante la tecno-
logia TOOLS. proposta
da Lotus l significa
Technology fot Object
Onented Link & Sha-
nngl. che permette ai
suoi applicativi non di
condividere gli oggetti
prodotti, ma dì condi-
videre le funzionalità
che servono a realizza-
re gli oggetti stessi
Ad esempio Ami Pro,
parliamo della versici-
lo stesso generatore
di Business Graphics
dell'! 23 e di Freelan-
ce. prossime versioni
Figura 12 - BMP è lo
standard dei (ormati
grafici bit-mapped.
Un ulteriore vantaggio
connesso con la diffu-
sione di Windows à la
semplificazione nella
giungla dei formati gra-
fici Poiché Windows
dispone di suoi formati
grafici, sia bit-mapped
che vettoriali, molto
ricchi di informazioni,
permette anche agli
applicativi più spinti di
adda t larvisi senza ec-
cessivi problemi.
Il potenziamento dei
Control del Visual Basic
Visual Basic è un linguaggio di pro-
grammazione Object Oriented. La pro-
grammazione comporta il disegno di
Oggetti, elementi che in Visual Basic si
chiamano Control, e comporta la scrittu-
ra di «pezzi» di programmi che vengono
eseguiti quando avviene un Evento (pro-
grammi Event Driven) su uno di questi
Control.
I Control del Visual Basic appaiono
direttamente in una speciale Toolbox
dalla quale possono essere presi per
essere posizionati nella Form, nella ma-
schera insomma, della nostra applica-
zione. Ai Control presenti nel Visual
Basic normale, è possibile aggiungerne
altri, o sviluppandoli in proprio o acqui-
standoli, già belli e pronti, dalle varie
case di software.
Un buon approccio a questa tematica
è costituita dai Visual Basic Professional
Tool Kit della Microsoft, «oggetto» che
308
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992
WINDOWS 3
Figura 13 ■ WMF è lo
standard dei tornati
grafici vettoriali
Un disegno vettoriale
è composto da ogget-
clascuno con sue ca-
ratteristiche. Il forma-
to Windows MetaFite
(WMF! è molto ricco e
supporta tutte le mo-
dali all'interno di I A/ìrt-
leggio costituito dal
fatto che il WMF ac-
cetta i Font True Type,
che quindi sono rico-
plicativì che produco-
no o ricevono grafici.
esecuzione dell'applicazione non appa-
re. La Box Common invece appare in
seguito all'evento costituito dall'esecu-
zione di una istruzione Action, collegata
per esempio ad un click su un bottone
(figg. 14 e 15).
Nel programma legato al bottone van-
no inserite delle istruzioni di inizializza-
zione, poi si impostano le variabili da
passare alla Dialog Box, A questo punto
si può inserire la citata istruzione Ac-
tion, che serve per eseguire la Dialog
Box, uscendo dalla quale si trovano
contiene varie cose, ma non contiene il
Visual Basic, che va acquistato a parte e
installato prima. Contiene una serie di
Control aggiuntivi, che si concretizzano
in file, desinenza *.VBX, che si caricano
per mezzo della voce di menu Add File,
e che aggiungono una o più Icone alla
Toolbox. Tali Control sono di provenien-
za Microsoft, oppure sono stati svilup-
pati da Software Houses indipendenti e
incorporati nel Kit.
Oltre ai Control, il Kit contiene mate-
riale illustrativo che spiega come fare a
sviluppare in proprio dei Control. In tal
caso non si deve usare il Visual Basic
ma il Software Development Kit di Win-
dows agganciato ad un linguaggio C o
C-t- + .
Infine il pacchetto contiene un file
che serve per generare Help di Win-
dows. Molto interessante, al punto che
non ne parliamo ora, ma ci ripromettia-
mo di farlo in un successivo articolo.
Con un generatore di Help è possibile
realizzare un Help «alla Windows» e
collegarlo all'applicazione Windows fat-
ta con Visual Basic.
I nostri esercizi riguarderanno l'utiliz-
zo di alcuni dei nuovi Control presenti
nel Toolkit. Non parleremo quindi di
come sviluppare i Control. Vedremo so-
lo come usarne qualcuno dei più signifi-
cativi.
Utilizziamo, in proprio ,
le Common Dialog Box
di Windows
Già Windows 3.0, e ancora di più
Windows 3.1, mettono a disposizione
dei vari applicativi una serie di finestre
di dialogo, d'uso comune, inserite nella
libreria dinamica COMMDLG.DLL. Uno
dei Control contenuti nel Toolkit del
Visual Basic permette di sfruttare facil-
mente alcune di queste Dialog Box «co-
muni», come quella che serve per sce-
gliere il Font e quella che serve per
scegliere un Colore. Poi dopo quelle
lanciate dai comandi comuni a tutti gli
applicativi, anche quelle sviluppate con
Visual Basic, come File Apri e File
Stampa.
Il procedimento con il quale si usa, da
un programma Visual Basic, una Dialog
Box Comune è banale, anzi addirittura
ovvio.
Nella Form va inserito il Control relati-
vo alla Box, Control che in fase di
modificate le impostazioni, se si esce
con una Conferma, o non si trovano
modificate, se si esce con Esc.
Le variabili, il cui tipo dipende dal tipo
di impostazione <es. alfanumerica per la
scelta del tipo di Font, numerica per il
corpo ovvero per la sua dimensione,
logica per gli attributi, come grassetto,
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
309
WINDOWS 3
corsivo, ecc.) hanno, a! solito, nomi mol-
to intuitivi.
Nella finestra mostrata in figura 14
abbiamo anche inserito un comodo
Control, chiamato Gruppo di Pulsanti
3D, che serve per inserire dei pulsanti
mutuamente interagenti. L'esempio
classico di utilizzazione è costituito dalle
funzionalità di allineamento di un testo
in una cella. Premendo uno dei quattro
pulsanti 3D (sinistra, centro, destra, giu-
stificato), gli altri si «alzano». Non trova-
te nelle figure il «pezzo» di programma
legato a questo gruppo di pulsanti, che
servono per allineare la scritta nella Box
di testo. In realtà la soluzione di questo
problemino è meno semplice di quanto
sembra.
La Box Text non dispone di una pro-
prietà allineamento da settare e quindi
occorre inventare un algoritmo di alline-
amento, funzione della dimensione
scelta per il carattere.
Creiamo un programma
di Business Graphics
«quasi nostro»
Per finire vi proponiamo un esercizio
che sfrutta due dei Control più comples-
si. Il primo permette di creare e di
gestire un Minispreadsheet e il secondo
permette di realizzare un diagramma di
tipo Business. Abbiamo ovviamente le-
gato i due Control (si chiamano GRID e
GRAPH) nel senso che nello spreadshe-
et abbiamo caricato, con una funzione
RND, una serie di numeri che vengono
poi passati alla Control che li mette in
forma grafica <figg. 16 e 17).
Abbiamo anche inserito un bottonci-
no (il Control si chiama 3D Check Box),
che serve, nella nostra applicazione, per
variare l'aspetto del grafico a barre. Da
un aspetto bidimensionale a uno trilli-
li Control Grid (il minispreadsheet)
permette di definire proprietà come nu-
mero di righe e di colonne, larghezza
delle colonne, intestazioni, contenuto
delle celle, titoli, colore dei vari ele-
menti.
Il Control Graph permette invece di
realizzare un diagramma. La scelta è tra
11 tipi, mentre è possibile anche defini-
re il numero delle serie e il numero
degli elementi di ciascuna serie.
In definitiva due strumenti molto evo-
luti che possono servire per risolvere in
maniera brillante ed economica alcuni
problemi di programmazione.
310
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
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WINDOWS 3
coordinamento di Francesco Pedoni
WIN & TIPS
Forse non
tutti sanno
Comandi DOS da Windows
Questo «tip» è rivolto a tutti coloro
che sentono la mancanza, all'interno di
Windows, del tradizionale Dos Prompt.
La voce Esegui del menu File, suppli-
sce in parte a tale mancanza, consen-
tendo il lancio delle applicazioni dalla
linea di comando.
Il box Esegui risulterebbe tuttavia as-
sai più potente se fosse in grado di
accettare anche i normali comandi inter-
ni del sistema operativo.
Tale obiettivo può essere realizzato in
modo molto semplice.
Scriviamo il seguente batch dì una
sola riga:
%i %2 %3 %4 %5
e salviamolo quindi con un nome breve
(ad esempio, DO.BATJ, in una directory
che sia compresa nel path di sistema.
A questo punto, lanciando il batch,
potremo trasmettere dal box Esegui al
DOS qualsiasi sequenza di comandi
(fig.i).
Ad esempio, per visualizzare la direc-
tory del dischetto in a:, scriveremo nel
box Esegui:
DO DIR A:
e per copiare tutti i file con estensione
DÒC dai drive a: al drive c:, scrive-
remo:
DO COPY A:*.DOC C A WINWORD
Una sola precauzione: ricordatevi di
indicare sempre la directory di destina-
zione: poiché in caso contrario verrà
utilizzata quella attualmente in uso da
parte di Windows.
Aumentare l'ambiente DOS
in Windows
Qualche lettore lamenta la comparsa
del funesto messaggio «Out of Environ-
ment Space » al lancio di un'applicazio-
ne nella finestra Dos di Windows. E ciò,
anche dopo aver generosamente
aumentato le dimensioni dell’ambiente
Dos.
Ricordiamo brevemente, per chi non
10 sapesse, che l'ambiente Dos (o Envi-
ronment Space) è quell'area di memoria
riservata alle informazioni da tenere sta-
bilmente a disposizione del sistema,
come il Path e il Prompt; più altre
variabili di volta in volta usate dalle
applicazioni.
Il contenuto dell'ambiente è facilmen-
te verificabile attraverso il comando SET
del Dos; non cosi, invece. Il suo spazio:
11 comando SET non ci dice infatti quan-
to spazio libero abbiamo ancora a dispo-
sizione per ulteriori variabili.
Purtroppo il Dos assegna per default
all'Environment Space appena 160 by-
te; ne segue che esso può contenere
solo un ristretto numero di variabili: un
lungo Path o un Prompt personalizzato
saranno già sufficienti ad esaurirlo.
Alcuni programmi non si interessano
affatto all'Environment Space; altri inve-
ce vi accedono per controllare la pre-
senza di variabili generali (come ad
esempio, TEMP, o COMSPEC), o per
inserirvi variabili specifiche, la cui per-
manenza è limitata all'esecuzione del
programma stesso.
Ad esempio, se eseguite il comando
SET nella finestra Dos di Windows,
troverete che è stata aggiunta all'am-
biente una nuova variabile, WINDIR,
che ha lo scopo di indicare alle applica-
zioni la directory di avvio di Windows.
Durante la procedura d'uscita, Windows
stesso provvede a cancellare la variabile
WINDIR e a liberare lo spazio occupato.
Ci sono due modi per aumentare l'En-
vironment Space: il primo modifica
l'ambiente per le applicazioni che ven-
gono lanciate direttamente dal prompt
del Dos (incluso quindi lo stesso Win-
312
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
WINDOWS 3
Figura 2 - Il pannano 38BEnhanced di Windows 3 1 II box Memoria Virtuale consenta di modificare
facilmente la dimensione e il tipo dello swap file su disco ; o anche di disabilitarlo del tutto, in modo da
lavorare solo in Ram.
dows); e consiste nell'aggiungere
un'apposita istruzione al Config.sys. Ad
esempio, la riga:
SHELL=C: \COMMAND.COM /E:512 /P
mette a disposizione del processore di
comandi un ambiente di 512 byte.
Il secondo sistema, riguarda i pro-
grammi che vengono eseguiti nella fine-
stra Dos di Windows. Questa infatti non
eredita automaticamente l'ambiente
modificato prima del lancio di Windows.
Ne deriva che, se lanciamo un'applica-
zione che richiede l'uso dell'ambiente
per le proprie variabili, quasi certamente
si produrranno le condizioni per la com-
parsa del messaggio di spazio esaurito.
È questo, probabilmente, il caso lamen-
tato dal lettore.
Si può ovviare all'inconveniente in di-
versi modi: uno lo abbiamo già descritto
in questa rubrica (MC, n.1 17) e richiede
una modifica del DOS.PIF.
Ma Windows 3.1 mette a disposizio-
ne un sistema più facile. Tutto ciò che
si deve fare è aprire il System.ini ed
inserire nella sezione [NonWindows
App) la riga seguente:
[NonWindowsAppI
CommandEnvSize=512
Dove evidentemente il numero corri-
sponde alla dimensione che si vuole
assegnare all'ambiente. Nella maggior
parte dei casi, 512 byte costituiscono
un valore sufficiente. E tuttavia è consi-
gliabile. secondo alcuni, aumentare l'as-
segnazione fino a 2048 byte; i! che
costituirebbe, tra l'altro, un efficace ri-
medio contro la comparsa degli Unreco-
verable Application Érror.
Windows in RAM
Per adoperare Windows bisogna di-
sporre quantomeno di un 386 con 4 MB
di Ram e parecchio spazio sul disco.
Ma se veramente volete lavorare al
meglio con Windows e le sue applica-
zioni, il nostro consiglio è di provvedervi
soprattutto di Ram. di tanta Ram: alme-
no il doppio di quella richiesta.
Windows impiega una gran quantità
di tempo ad interagire col disco rigido,
per caricare parti del proprio codice,
scrivere file temporanei, ed effettuare
lo swapping delle applicazioni. Ora, per
quanto il disco possa essere veloce, il
suo tempo d'accesso e di trasferimen-
to, sarà sempre incomparabilmente
maggiore di quello della Ram (parliamo
di millisecondi contro nanosecondi). Ri-
durre al minimo gli accessi al disco
significa quindi incrementare la velocità
delle operazioni di qualche ordine di
grandezza.
La prima cosa da fare a questo sco-
po, è creare un'ampia disk cache, desti-
nando a Smartdrive almeno 1MB di
memoria estesa (meglio due).
La seconda è impostare la Memoria
Virtuale in modo Permanente e attivare,
se possibile, l'emulazione trasferimento
dati a 32 bit, usando l'apposita opzione
«Usa accesso al disco a 32-bit» nel
pannello 386Enhanced.
La terza è installare un disco Ram,
anche di modeste proporzioni, da desti-
nare ai file temporanei creati da Win-
dows e dalle sue applicazioni (ad esem-
pio, il Print Manager se ne serve per lo
spool di stampa).
Per creare un disco virtuale di 256 KB
in memoria estesa (è bene utilizzare allo
scopo il Ramdrive.sys fornito con Win-
dows) sì dovrà inserire nel Config.sys la
linea:
DEVICE=C. \WINDOWS\RAMDRIVE.SYS
256 /E
Una volta creato il disco, bisognerà
aggiungere nel ('Autoexec.bat l’istruzio-
ne per indirizzare al disco virtuale la
variabile d'ambiente TEMP.
Sarà utile aggiungere anche una se-
conda variabile, con nome TMP, poiché
alcune applicazioni richiedono tale for-
mato. Ad esempio:
SET TMP=E:
SET TEMP=E:
L'ultimo accorgimento è riservato ai
fortunati possessori di 10 o più MB di
Ram, o a coloro che adoperano solo
un'applicazione per volta. Consiste nel
disabilitare l'uso della Memoria Virtuale
da parte di Windows, evitando in tal
modo del tutto lo swap sul disco.
La disattivazione, che nella preceden-
te versione di Windows richiedeva un
intervento sul System.ini, si effettua
adesso tramite il box 386Énhanced del
Control Panel, ed è facilmente reversi-
bile.
Nel dubbio, potete sempre provarci.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
313
GRAFICA
Àncora su Corel Draw!
di Francesco Petroni e Aldo Azzari
Nel presentarvi, nel numero scorso di MC, il Corel Draw! 3.0 vi
avevamo annunciato un articolo di approfondimento, in cui avremmo
eseguito passo passo un esercizio completo, che sfruttasse i vari
moduli in cui è suddiviso il Corel Draw! stesso.
Tale approfondimento risulta ancora più opportuno per il fatto che la
prova di Corel, in sede di impaginazione, per i soliti motivi di spazio, è
stata, decurtata (mio malgrado) di un gran numero di figure.
Il fatto è questo. Una prova su un prodotto come Corel Draw! 3.0, che
si compone in realtà di quattro o cinque prodotti a sé Stanti, ciascuno
con un suo compito istituzionale, prova condotta, come cerchiamo di
fare, con l'obiettivo di sperimentare effettivamente e di illustrare tutti
gli aspetti e le funzionalità principali, non può che essere molto lunga.
In questo caso, come capita sempre più spesso, dobbiano ricorrere
allo stratagemma di dividere la prova in due, la prima che serve
istituzionalmente per descrivere completamente il prodotto, la
seconda, questa, che serve per approfondire temi operativi e che
quindi può essere ospitata nella rubrica di grafica
I moduli di Corel Draw! 3.0
Sunteggiamo le caratteristiche del
Corel Draw! 3.0. meglio descritte nella
prova pubblicata sul numero scorso di
MC, cui rimandiamo i più interessati.
La scatola di Corel racchiude oltre al
tradizionale Manuale e ai tradizionali di-
schetti, anche un CD, zeppo di materia-
le Clip-Art (12.000 immagini, fig. 2) e
dotato di relativo catalogo su carta, e
una cassetta, VHS, che contiene un
corso sintetico ma abbastanza comple-
to delle sue varie funzionalità.
Il prodotto vero e proprio, presente
sia su dischetto, in formato compattato,
sia su CD, è costituito da più programmi
differenti, alcuni già della Corel, altri
acquisiti proprio per affiancare il Draw!.
Óltre a Draw! e a Trace, già proprietà
Corel, citiamo il prodotto di Business
Graphic tridimensionale Chart Iti, della
Three D Software, il prodotto Photo-
Figura I - Corsi Draw ‘ 3.0 - Ambiente Draw 1 . L 'ambiente operative di Corel Draw' si è arricchiio. rispetto alle vecchie versioni, dello strumento Roll-Up. In pratica s>
tratta di finestre di dialogo permanenti ( non scompaiono dopo l'uso) che contengono tutti i comandi relativi ad una data funzione evoluta è innovativo il latto che
permangono sul video in modo che SÌ possa controllare immediatamente l'effetto delle varie impostazioni e. se del caso, eseguire immediatamente le variazioni
necessarie, senza dover richiamare da capo la finestra
Figura 2 - Corel Draw I 3.0 - Chp-Art La confezione di Corel contiene oltre al tradizionale Manuale e ai tradizionali dischetti, anche una cassetta VHS. con un corso
sintetico ma abbastanza completo delle sue varie funzionalità e un CD, contenente materiale Clip-Art (12.000 figure il) e dotato di relativo le indispensabile >
catalogo su carta. Dui vi presentiamo un po' dì tali figure piazzate artisticamente in un unico disegno
314
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1 992
GRAFICA
Figura 3 - Corel Orami - Ambiente Show ! Lo Show/ e un esempio » vivente « dell'Importante e della sofisticazione della tecnologia Object Linking and Embedding,
OLE per gh amici Si può realizzare una presentazione partendo drrettamente da Corel Show ! e inserendo via via nelle varie pagine solo « oggetti » realizzati
attraverso OLE. In tal modo tutti gli applicativi disponibili sulla macchina vengono sfruttati come OLE Server, mentre ri modulo Show I è un Client di tutti.
Figura 5 - Corel Drawl 3.0 - Help interattivo. È ovvio che un prodotto che trasuda grafica da tutti i pori deve avere un proprio Help di adeguata ricchezza grafica. Le
varie pagine utilizzano spesso grossi bottoni, in pratica degli accattivanti disegnini
Figura 6 - Corei Drawl 3.0 - Uso del Trace. Abbiamo preso uno dei disegni isample » dì Paint < e lo abbiamo convertito in un disegno vettoriale sfruttando Trace Le
impostazioni di Trace consentono di definire il numero
colore omogeneo. Vediamo la figure in Paint I prima
Paint!, che è nientepopodimeno che il
classico PaintBrush IV della ZSoft (la
versione professionale di quello presen-
te in tutti i Windows). Lega un po' tutti
gli altri il Corel Show! (fig. 3), che serve
per impostare delle presentazioni, defi-
nendo quali immagini vedere, in quale
sequenza, con quali tempi e con quali
di colori lo dei toni di grigio) cui ridurre l'immagine origi,
della cura e in Drawl dopo. Gli abbiamo ridotto, per
effetti nel passaggio dall'una all'altra.
La critica, e tra i critici ci mettiamo
anche noi, ha notato alcune disuniformi-
tà operative tra i vari moduli, dovute
probabilmente al fatto che le acquisizio-
ni sono recenti e non si è provveduto
alla omogeneizzazione tra i moduli.
Questa, nelle future versioni, dovreb-
s/e. Il risultato è costituito da una serie di poligoni, di
Bttiveria, ì colori da 256 a 16 e si nota
be riguardare la gestione del Colore,
che è necessario che sia sempre la
stessa, e che non solo permetta di
attivare le stesse funzionalità, ma anche
permetta di sfruttare le stesse finestre
operative. Dovrebbe riguardare la ge-
stione dei Testi. Dovrebbe a maggior
ragione riguardare le funzionalità al con-
MCmicrocomputer n, 123 -novembre 1992
315
GRAFICA
torno, quelle di servizio, come quella
per l'impostazione della Pagina, la stam-
pa, ecc.
Il secondo modulo, che affianca de-
gnamente il Draw! è il Chart Iti, e che
svolge, al servizio del Draw! o per conto
suo, funzioni di charting totalmente tri-
dimensionale (fig. 4). Nel nostro caso
studio non sono previsti diagrammi e
quindi lo dovremo ignorare.
Il terzo modulo è il Photo-Paintl, che.
come fa capire anche il nome doppio,
può servire a due cose differenti. Al
ritocco delle immagini raster provenienti
da scanner, oppure alla realizzazione,
partendo dal foglio bianco, di disegni
bit-mapped e quindi con tecniche pitto-
riche.
In realtà la divisione tra i tre prodotti,
e tra le varie finalità proprie di ciascun
prodotto, non sono cosi nette. Sia per-
ché possono comunque passarsi, in va-
rie direzioni, oggetti grafici di qualsiasi
tipo, sia perché certi tipi di lavoro sono
realizzabili indifferentemente con l'uno
o con l'altro dei prodotti.
Non parleremo neanche del quarto
prodotto. Lo Show! che, come detto,
serve per costruire degli Slide Show
con la materiale sviluppato con gli altri
tre. Parleremo invece dello strumento
Trace, che serve per trasformare un
disegno raster in un disegno veetor.
Corel Trace, per dirla con altre parole,
cerca di convertire le sequenze di punti
presenti in un disegno bitmapped, in
linee e in poligoni.
Quindi se si dispone di ur> disegno
bit-mapped lo si può importare diretta-
mente in Draw!, oppure lo si può con-
vertire in un disegno Vettoriale, sfrut-
tando il Trace, e poi lo si importa come
insieme di oggetti e non più come unico
oggetto Raster.
In questo secondo caso il disegno
risulterà ben più manipolabile. Il disegno
che meglio si presta ad essere vettoria-
lizzato è ovviamente quello con i contor-
ni ben definiti (fig. 6).
È chiaro che sarà l'utente che seghe-
rà il processo produttivo del suo dise-
gno, ovvero il percorso e i trattamenti
da far subire ai suoi elementi grafici.
Dipende dalla finalità che si pone, dalla
sua creatività e dalla padronanza dello
strumento tecnico, che deve sempre e
comunque essere assoggettata alla
creatività.
Il caso studio
Ci è stato commissionato il disegno
di una copertina di un cofanetto conte-
316
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
GRAFICA
nente CD di musica Jazz. Come perso-
naggio emblematico abbiamo scelto
Louis Armstrong e la sua tromba, per
cui abbiamo pensato di prendere una
sua foto (fig. 7) e di rielaboraria utilizzan-
do alcuni degli strumenti presenti nella
confezione di Corel Draw! 3.0.
I passi sono:
— cattura dell'immagine con uno
scanner;
— correzione dei colori in Corel Paint!;
— vettori alizzazione con Corel Trace;
— importazione in Corel Draw!;
— ricoloritura;
— inserimento del contenuto testuale;
— manipolazione con effetto Blend;
— stampa.
Ritocco
Gli strumenti per il ritocco della im-
magine sono numerosi, e possono es-
sere utilizzati sia su tutta l'immagine,
che su una sua parte.
Nel primo caso si utilizzano delle fun-
zioni automatiche che eseguono dei
«calcoli» sui pixel e producono diretta-
mente il risultato. Nel secondo caso si
può intervenire a mano, pescando dalla
Toolbox lo strumento, e operando solo
sul particolare.
Ad esempio si può aumentare il con-
trasto di tutta l'immagine, come di un
suo particolare poco nitido.
Le Icone relative alle funzionalità da
usare per il ritocco sono ben 7. Hanno
nomi spesso intraducibili. Poiché li ho
materialmente cercati sul dizionario vi
propongo le loro traduzioni letterali:
Contrastare, Sfuocare, Acuire, Rendere
luminoso, Macchiare, Colorare, Sba-
vare.
Sul manuale ogni funzione è descritta
e illustrata con un disegno che ne chiari-
sce il significato.
Oltre alle funzioni attivabili via Box ci
sono quelle presenti nel menu Options
e Edit. Le principali sono Convert To,
Transform e Filler. Alcuni dei filtri ripro-
pongono funzioni presenti sui bottoni
che in questo caso agiscono su tutta
l'immagine, altri sono originali. Anche in
questo caso il manuale esemplifica
esaurientemente il significato del co-
mando. I filtri sono 12. Citiamo quello
che «solarizza» (termine fotografico) la
figura, quello che rimuove gli spot, ov-
vero le zone che «sparano» (termine
televisivo), quello che aggiunge un «ru-
more» (termine hi-fi), quella che crea un
effetto rilevo, o quella che esegue una
posterizzazione.
Le possibili combinazioni sono centi-
Figura to - Corel
Draw' 3.0 - Resa in
Qui vediamo in azione
una delle funzioni di
manipolazione che
serve, come risulla
evidente dalla immagi-
ne. per tradurre i vari
colon in toni di grigio.
Tale problema può es-
dallo scanner, se si
usa uno scanner in
le. dalla stamparne se
si slampa l'Immagine
panie in bianco e
Figura 1 1 - Corel
Draw I 3.0 - Salvatag-
gio in altro formato e
passaggio in Trace.
Uno strumento, pre-
sente nella ricca dota-
zione di Corel, che
mente I unzioni di ser-
vizio. ma che può es-
imenti creativi e il già
citato Trace, che serve
per tradurre immagini
bit-mapped in immagi-
ni vettoriali, riducendo,
secondo le numerose
specifiche impostabili,
i vari pumi in linee o in
poligoni irregolari e /
colori irregolari in colo-
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1 992
317
GRAFICA
Figura 13 - Corel
Draw' 3.0 - Final-
mente in Draw' -
Mentre il Photo-Paint 1
è un prodotto bit-map
che agisce sui pixel, il
Crawl È un prodotto
vettoriale che manipo-
la gii oggetti, La stru-
men iasione a disposi-
none è quindi del tut-
to differente La stes-
sa immagine si può
vedere sia in formato
vettoriale puro, nel
quale appaiono solo i
contorni, sia in forma-
lo finale, con i colori e
le sfumature al loro
Figura 1 4 ■ Corel
Draw! 3.0 - Ricolontu-
ra in Draw'
La ncoloritura si fa sui
vari oggetti. Anche il
colore, vero e proprio
cavallo di battaglia di
Corel f. va considerato
come uno strumento
« Creativo ». Si posso-
no ottenere effetti par-
ticolari falsando \ colo-
rì, oppure colorando
immagini in origine
Ogni oggetto può es-
effetto sfumatura da
un colore all'altro, an-
che passando attraver-
so... l'arcobaleno.
Figura 1S - Corel
Draw I 3.0 - I due tipi
Corel Draw I dispone
di due strumenti, di-
stinti tra di loro, per
maghe. Il primo serve
per II cosiddetto Testo
Artistico, Il secondo
per II testo normale,
che é assimilabile ad
uno o più paragrafi, su
cui agiscono funzioni
proprie di word pro-
cessor Per definire le
caratteristiche del le-
sto si può sfruttare
una delle finestre Roti-
Up che contiene bot-
toni e comandi che
agiscono proprio sul
naia e riteniamo che solo un utilizzatore
molto esperto le possa padroneggiare,
ovvero usare a ragion veduta, tutte.
Nelle figure 8, 9 e 10 vi proponiamo
alcune manipolazioni della foto digitaliz-
zata.
Trace
Anche il Trace è uno strumento che
ha centinaia di varianti operative, in di-
pendenza del tipo di immagine da cui si
parte (a colori, in bianconero, numero di
colori o di grigi! e dalla quelita di parten-
za (uniformità delle zone di colore omo-
geneo).
Trace riordina i bit sparsi nel file blt-
mapped in poligoni di colore omogeneo
(fig. 11).
Le impostazioni da passare sono rela-
tive al numero di colori che si desidera
avere in uscita, al tipo di risoluzione
desiderata per le linee che costituisco-
no il poligono, al livello di soglia sotto il
quale i pixel «sparsili non vengono presi
in considerazione (fig. 12), Insomma an-
che qui c'è da studiare la teoria e da
fare prove pratiche a volontà, anche su
immagini preparate allo scopo.
Noi abbiamo sfruttato Trace per con-
vertire l'immagine di Louis Armstrong in
un insieme dì oggetti vettoriali. Il file di
partenza è un PCX quello di arrivo un
EPS (derivato dal formato PostScript)
leggibile con il comando File Importa da
Corel Draw!,
In Corel Draw!... finalmente
Siamo giunti finalmente ai passi finali
che eseguiremo in Draw! (fig. 13). In
questo caso abbiamo sfruttato i due
moduli Paint! e Trace per funzioni di
servizio. In altri casi, quando ad esem-
pio l'obiettivo finale sia un disegno bit-
map, può avvenire il viceversa.
In Corel! dobbiamo ricolorare gli og-
getti sfruttando i numerosi strumenti
dedicati allo scopo (fig, 14) e scegliendo
tra le infinite combinazioni di colori.
Inseriamo poi il testo, scegliendo tra i
due tipo di testo quello cosiddetto Arti-
stico (l'altro è quello normale assimilabi-
le ad un paragrafo, su cui agiscono
funzioni proprie di word processor),
Nel testo artistico (fig. 15) ogni carat-
tere può essere trattato come se fosse
un oggetto qualsiasi e può quindi subire
vari tipi di trattamento estetico (coloritu-
ra, riempimenti, effetti speciali, ecc.l
non possibili su un intero paragrafo,
Per definire le caratteristiche del te-
sto si può sfruttare una delle finestre
318
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
GRAFICA
Figura T8 - Corel Prawf 3.0 - Stero dalle Trombe alle Noie.
La funzione Blend produce una serie di oggetti intermedi tra due estremi che possono essere anche assolutamente differenti. Nella finestra Roll-Up si possono
definire sia il numero dei passi intermedi sta il tipo di passaggio desiderato tra ì due colori, passaggio che pud essere, anche in questo caso, diretto o con effetto
arcobaleno
Figura 1 9 • Corel Drawi 3.0 ■ La diffusione dei prodotti sotto Windows, che lavorano con 24 bit di colore 12 alla 24-ma colori, quindi 16 milioni e rotiti provocano una
buona diffusione delle stampanti a colori. Esistono diverse tecnologie di stampa, e conseguentemente diverse «famiglie» di stampanti e diverse categorie di
prezzo Oui vediamo una stampa eseguita con una economica stampante a getto d'inchiostro.
Roll-Up, già descritte in precedenza, e si
può sfruttare la possibilità di far seguire
al testo stesso un percorso <figg. 16 e
17).
Per finire decidiamo di eseguire una
operazione di Metamorfosi, di far diven-
MCmìcrocomputer n. 123 - novembre 1992
tare la tromba di Louis Armstrong una
nota musicale.
Si sfrutta la funzione di Blend, alla
quale servono i due oggetti, iniziale e
finale <la tromba e la nota) e il numero di
passaggi intermedi desiderati. Anche in
questo caso (fìg.18) approfittiamo della
presenza del menu Roll-Up, in modo
che cambiando il numero dei passi,
possiamo verificarne immediatamente
l'effetto sul disegno.
(SS
319
PARADOX
Oltre
Come avevo preannunciato il
mese scorso, iniziamo a
gettare le fondamenta della
nostra applicazione Paradox
costruendo una libreria per
gestire più semplicemente
l'interfaccia utente : un tema
classico che permette di farci
un'esperienza nell'utilizzo dei
nuovi comandi di gestione del
video. Premetto che sto
lavorando con una beta
version di Paradox 4.0 e
quindi alcune cose potrebbero
venire variate in futuro a
causa di modifiche nella
versione finale del
programma. In ogni caso ho
ritenuto inopportuno scrivere
del codice con la versione
precedente per poi doverlo
convertire dopo un mese.
E. già che ci siamo, vedremo i
primi agganci alla versione per
Windows
il Paradox Workshop
di Paolo Ciccone
I generatori di programmi sono stru-
menti utilissimi nella produzione «indu-
striale» di software ovvero di program-
mi ben definiti, non troppo sofisticati
ma spesso di grande utilità in quanto
soddisfano precise esigenze aziendali/
professionali- Di fronte però a problemi
di ben più complessa natura spesso
sono più di impaccio che di utilità e
costringono il programmatore a lavorare
secondo uno schema predefinito difficil-
mente adattabile alle abitudini di chi
lavora da anni in un certo modo. Il
Paradox Workshop è senzaltro un pro-
dotto notevole, in grado di produrre
programmi anche piuttosto sofisticati
dato che permette di integrare proprie
librerie PAL sia a livello di chiamata da
menu sia durante l'esecuzione di una
procedura di data-entry. Quindi è proba-
bile che per la maggioranza delle appli-
cazioni di media complessità di un'a-
zienda il Paradox Workshop rappresenti
la soluzione ottimale. Dubito però che i
programmatori PAL che hanno da tem-
po scritto propri programmi e librerie si
sentano a loro agio con uno strumento
del genere. Innanzitutto è vero che
Workshop permette di associare una
procedura a un determinato evento, ma
è anche vero che probabilmente si fa
prima a scrivere il sorgente relativo piut-
tosto che richiamare il P.W. e navigare
attraverso i suoi menu fino al punto
necessario per specificare l'azione. Inol-
tre molte azioni necessarie in una pro-
cedura iper-controllata non sono facil-
mente determinabili e in caso di pro-
grammi critici dal punto delle prestazio-
ni un generatore di applicazioni non ci
consente il necessario controllo sul co-
dice.
I programmi di un certo genere richie-
dono il necessario intelletto umano con
la sua capacità di analisi incrementale e
con i suoi «guizzi» di genio, guizzi che
nessun dannato «robot software» potrà
mai emulare.
Ciò nonostante è una bella seccatura
riscrivere in ogni nuovo programma le
stesse sequenze di inizializzazione, im-
postazione del menu, etc. Quello che ci
serve è quindi uno strumento facilmen-
te controllabile, non troppo ad alto livel-
lo ma che ci eviti i lavori oggettivamen-
te noiosi. È in questo campo che secon-
do me i generatori di codice sono estre-
mamente apprezzabili.
Un compilatore di librerie
Cominciamo quindi a raggruppare al-
cuni elementi essenziali per la compila-
zione di una libreria (chiamiamola PXU-
B) di procedure di utilità per la gestione
dell'Interfaccia Paradox e di alcuni altri
aspetti tipici di ogni applicazione.
Innanzitutto occorre un sistema di
compilazione delle librerie meno rudi-
mentale dei comandi di base di Para-
• Programma : Makeflìe per cognazione di PxLlb
• Autore : Paolo riccone
• Stesura ; 15/6/92 Data agg, : 12/8/92
• Note : Copyright 1991,1992 Paolo C leeone.
llbName - ‘Pxllb'
Hessage ‘Scrittura delle procedure di base
CreateLib LlbNane
Play "Compller"
Au totip - “PxLlb“
DynArray PxllbFtlesU
PxL IbF I les [ 2 ] ^
L IbCoapI ‘PxLlb". False,
0. PxLìbFites )
PXIIB"
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1 992
PARADOX
dox, con una procedura che mostri con
chiarezza il progredire della compilazio-
ne. Il file Compiler.se contiene due pro-
cedure, semplici semplici, fatte proprio
per lo scopo. L'idea è di avere un co-
mando di compilazione che riceva in
uno dei parametri un array (dinamico)
contenente l'elenco degli senpt che for-
meranno la libreria. La procedura a que-
sto punto crea il file .LIB ed esegue tutti
gli script in modo da allocare in memo-
ria le procedure e scriverete nella libre-
ria. Per semplificare il compito viene
utilizzata la procedura Compile già pre-
sentata nel primo numero di questa
rubrica ed ora perfezionata in modo da
stampare in una finestra il nome della
procedura compilata.
Il primo parametro di LibComp contie-
ne il nome della libreria, il secondo è un
flag che indica se la libreria deve essere
creata per sostituire eventualmente una
versione precedente, Il terzo parametro
consente di agire sul parametro SIZE
del comando CreateLib, se è a zero
viene ignorato. L'ultimo parametro, infi-
ne, indica l'array dinamico contenente
l’elenco degli script.
Procedure per i messaggi
Esistono due punti di vista compieta-
mente divergenti in Borland a proposito
dell'importanza dei comandi dei mes-
saggi: il team che ha sviluppato Para-
dox DOS è probabilmente formato da
persone convinte che il comando MES-
SAGE sia totalmente sufficiente, men-
tre chi ha scritto Paradox per Windows
ha pensato che non si potesse vivere
con meno di sette procedure (dette
metodi) diverse.
Per minimizzare i cambi di abitudine
nel passare dal un programma all'altro
ho scritto il file MsgBox.sc che imple-
menta delle versioni ridotte delle proce-
dure msg... di Paradox Windows più
una generica ShowMsg utile come al-
ternativa a MESSAGE.
A parte quest'ultima tutte le procedu-
re mostrano una dialog-box modale ag-
giungendo una serie di pulsanti di tipo
: Procedure per compilazione di libri
: Paolo C leeone
: 2/ 1/92
: 29/6/92
: Copyright 1991,1992 Paolo Ciccone.
>0
Release Proci RefreshCanvas
procedura In libreria
TaW&ErB-ì'
Execute "MriteLlb LibM;
Execute "Release Procs
End Proc
rocedura
■ " ‘Proci
►ProcNa»
Nome della libreria da compilare ^
grandezza d i default della 1 Ibreria
Array contenente i nome del flles da compilar.
DlgAttr "CANCIOSE;
Mouse Ktde
Cursor Off
WtndON Create 8 8.20 HE1GHT 11
Attributes OlgAttr
to CompDlg
Window GetColors CompDlg Io OlgColors
«indo» GetAttributes CompDlg To OlgAttr
OlgColors [1
OlgColors 2'
01gColors[3
Window SetAttribute
If LCreate Then
If libSize > 0 Then
CreateLib LibName SIZE LfbSize
I ib L ibName L IDComp
ie Procs UbCsmp
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
321
PARADOX
opportuno come mostrato dalla tabella
seguente.
Procedura
msglnfo
msgAbortRetrylgnore.
msgQuestion
msgRetryCancel
msgStop
msgYesNoCancel
Pulsanti
Ok
Interrompere, Ripro-
vare, Ignorare
Si. No
Riprovare, Annullo
Ok (aggiunge la pa-
rola Stop)
Si, No, Annullo
Le procedure msglnfo e msgStop
non restituiscono nessun valore mentre
le altre ritornano una stringa contenente
il nome del tasto premuto dall'utente.
Alla data attuale (giugno/luglio) non ho
potuto ancora vedere come verranno
tradotte le dialog-box di Paradox per
Windows e quindi ho ripreso i nomi dei
pulsanti presentati dalla versione italia-
na di Windows, più precisamente WIN-
OS2, utilizzando la funzione Message-
Box con i flag corrispondenti (MB_A-
BORTRETRYCANCE, MB-YESNOCAN-
CEL etc.).
Quindi se si utilizza msgRetryCancel
e l’utente preme il primo pulsante il
valore restituito sarà Riprovare invece di
Retry.
Tutte le procedure si aspettano che il
parametro contenente il testo da visua-
lizzare sia una stringa o un array dinami-
co i cui elementi vengono indirizzati da
una variabile numerica progressiva. Vi-
sta la convenienza dei DynArray non ho
322
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PARft P0*
previsto l'utilizzo degli array statici. Le
dialog-box vengono centrate nello
schermo automaticamente tenendo
conto delle dimensioni dello schermo al
momento della chiamata.
ShowMsg non si comporta come una
finestra dato che il suo compito è di
mostrare dei messaggi anche quando le
finestre non sono visibili, ovvero quan-
do il PAL Canvas è posto davanti all'a-
rea di lavoro.
Ultimo particolare degno di nota: per
scrivere un numero variabile di righe in
una dialog-box ho utilizzato un trucchet-
to trovato nelle «advanced application».
Si tratta di utilizzare una chiamata di
procedura al posto di una stringa nel
comando « ? » usato per la visua lizzazio-
ne di stringhe. Questo permette di usa-
re il comando POR all’interno di SHOW-
DIALOG.
Ragioni di spazio mi costringono a
chiudere il discorso a questo punto, il
prossimo mese vedremo come scrivere
radox.
Chi dispone dell'accesso a MC-Link
può trasferire « sorgenti presentati unita-
mente a quelli che vedremo il prossimo
mese, richiedendo il file PXLMC123.
ZIP.
SS
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
323
DESK TOP PUBLISHING
DTP professionale:
quale il programma?
di Mauro Gandini
Negli ultimi anni abbiamo visto una progressiva evoluzione del desktop publishing in due
ben definite direzioni: il campo professionale e quello di tipo office automation. In
questo articolo, come facciamo periodicamente, esamineremo versioni dei programmi e
piattaforme per il desktop publishing professionale: lo scopo è quello di dare al lettore
una visione globale e di orientare quindi le proprie scelte
DTP di professione
I primi programmi di desktop publi-
shing hanno subito ricevuto massima
attenzione da parte degli addetti ai lavo-
ri: stiamo parlando dei tipografi profes-
sionisti i quali, davanti a questa innova-
zione (e loro ben sanno quante innova-
zioni hanno potuto vedere negli ultimi
vent'anni), hanno subito preso differenti
posizioni. Una parte di essi ha subito
confidato in questa nuova tecnologia e
ha investito in essa: altri hanno filosofi-
camente preso tempo in considerazione
del fatto che i primi programmi non
avevano certo funzionalità in grado di
soddisfare le necessità di un professio-
nista dell'impaginazione. In effetti que-
sti ultimi non avevano tutti i torti, ma già
da tre o quattro anni possiamo vedere
sul mercato dei prodotti estremamente
validi, che veramente giustificano gli
investimenti in questo campo.
II desktop publishing ha in effetti il
grosso pregio di poter formare il perso-
nale addetto in tempi relativamente più
brevi rispetto ai sistemi di fotocomposi-
zione tradizionale, questo ormai con ot-
tenimento di risultati parimenti validi. I
sistemi grafici come Windows e Macin-
tosh, le tecnologie di gestione dei font
quali PostScript e TrueType Font, la
potenza sempre maggiore dei personal
computer a prezzi sempre più bassi
sono altri fattori determinanti per la
scelta della via del desktop publishing.
Tutto ciò ha fatto nascere molte nuo-
ve società di servizi in questo settore,
con compiti che vanno daH'impaginazio-
ne alla realizzazione delle pellicole per
conto del cliente. Naturalmente le ri-
chieste di prestazioni si sono evolute
nel tempo e i produttori di software
hanno dovuto cavalcare sempre più la
tigre della potenza e delle funzioni avan-
zate. Il mercato naturalmente ha già
scelto i propri campioni: XPress, Page-
Maker e Ventura. A questi nomi che da
anni sono presenti con le differenti ver-
sioni dei loro programmi ultimamente si
è affiancato anche FrameMaker, che
anche se ancora con qualche riserva
sembra essere sufficientemente poten-
te per essere annoverato nella gamma
professionale dei programmi per il desk-
top publishing.
In questo articolo esamineremo co-
me questi programmi possono soddi-
sfare le esigenze del professionista e
quali sono i principali parametri da pren-
dere in considerazione per effettuare la
propria scelta.
In un primo momento avevamo pen-
sato di suddividere i nostri test in due
sezioni per Windows e Macintosh, ma
poi abbiamo dovuto constatare che le
differenze tra le versioni erano talmente
minime che valeva la pena solo segna-
larle ove necessario. Unico programma
per ora monopiattaforma è Xpress: in-
fatti al momento in cui scriviamo è
presente sul mercato la sola versione
per Macintosh mentre è previsto l'arrivo
della versione per Windows entro la
fine del 1992. Altra nota per Ventura: al
momento dei test solo il prodotto per
Windows era nella sua versione 4, men-
tre per Macintosh ci siamo dovuti anco-
ra accontentare della versione 3.
Abbiamo deciso di concentrare la no-
stra attenzione su 4 aspetti principali
che maggiormente interessano gli utiliz-
zatori professionali di desktop publi-
shing: gestione del testo e dei caratteri;
complessità del layout dei documenti e
grafica; output; semplicità.
Gestione del testo
e dei caratteri
Chi lavora nel campo tipografico ben
conosce i problemi legati ad una buona
gestione del testo e dei caratteri. Ed è
per questo che iniziamo il nostro esame
da questo aspetto.
FrameMaker
FrameMaker nasce con l’idea del pro-
dotto «tutto in uno»; naturalmente ciò
ha portato i progettisti a dotare Frame-
Maker di un potentissimo quanto a vol-
te complesso generatore di testo. E
naturalmente essendo un prodotto
orientato alla generazione di pubblica-
zioni particolarmente strutturate (libri,
manuali, documentazione) troviamo tut-
te quelle funzioni che sono indispensa-
bili come generatore di indici, tavole dei
contenuti, referenze incrociate, tutte
funzioni che possono essere estrema-
mente personalizzate: ciò porta al pro-
blema che per poter sfruttare a pieno il
programma è necessario conoscerlo
molto bene e quindi impiegare una buo-
na dose di tempo inizialmente per ap-
prenderne tutti i segreti. Un altro esem-
pio è quello dei generatori di equazioni
e di tabelle: entrambi sono molto po-
ì
■
0
324
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
DESK TOP PUBLISHING
tenti, ma necessitano di una buona do-
se di applicazione per utilizzarli proficua-
mente. Alcune mancanze ci lasciano
tuttavia perplessi : il fatto di proporre un
programma «tutto in uno» a fatto si che
i progettisti non inserissero alcune uti-
lissime funzioni come la conversione
automatiche delle virgolette nel mo-
mento in cui si importa un testo genera-
to esternamente.
La gestione dei caratteri vede Frame-
Maker proporre delle potenti funzioni
come il controllo completo di spaziatu-
re, incolonnamenti e cambi pagina, silla-
bazione con possibilità di gestione dei
casi particolari (per esempio è possibile
evitare la divisione di parole che debba-
no restare comunque indivise anche se
non si tratta di sigle). Molto utile la
possibilità di creare degli stili applicabili
non solo ai paragrafi, ma anche singolar-
mente a pezzi di testo selezionati. Tra le
mancanze troviamo l’impossibilità di
espandere o comprimere i caratteri, An-
che per la rotazione dobbiamo accon-
tentarci dei classici 90°. Un buon giudi-
zio complessivo quindi anche se con
qualche riserva sulla complessità di uti-
lizzo di alcune funzioni.
PageMaker 4.2
PageMaker consente di gestire il te-
sto attraverso un vero e proprio editor
che visualizza senza attributi il testo e
ne consente così una più veloce elabo-
razione. Una colonna al lato dei paragra-
fi indica comunque lo stile del testo
utilizzato nel paragrafo stesso. Durante
l'elaborazione del testo attraverso l'edi-
tor si hanno a disposizione tutte quelle
funzioni indispensabili come «cerca e
sostituisci», correttore ortografico, ecc.,
mentre altre come il taglia e incolla
sono utilizzabili sia con l’Editor, sia in
fase di elaborazione del testo nella pub-
blicazione. Per quanto riguarda le tabel-
le esiste un programma specifico per
generarle chiamato Table Editor: esso
consente di generare una tabella e poi
importarla come illustrazione in un do-
cumento. Come già detto nell'articolo di
presentazione di PageMaker 4, questo
Table Editor non ci sembra ancora all’al-
tezza di un programma come PageMa-
ker. Molto interessante in PageMaker la
possibilità di creare tavole dei contenuti
e indici, in grado questi ultimi di gestire
anche referenze incrociate.
Il controllo sui caratteri è molto buo-
no: ogni paragrafo consente il controllo
dei classici kerning, tracking e anche lo
spazio tra singole parole. Oltre a ciò è
possibile anche agire solo su una parte
di testo selezionandolo e quindi andan-
do a comprimerlo o espanderlo per me-
glio gestire lo spazio nella pagina. È
anche possibile andare a modificare i
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
caratteri stessi stringendoli o allargan-
doli a piacere dal 5 al 250% della loro
grandezza originale. C'è anche la possi-
bilità di rotazione del testo, ma solo a
passi dì 90°. Dobbiamo quindi affermare
che la gestione del testo da parte di
PageMaker è decisamente buona.
Ventura
Ventura è sempre stato piuttosto for-
te sotto questo aspetto: tutte le funzio-
ni principali di un buon word processor
(compreso correttore ortografico) sono
disponibili. Inoltre troviamo un ottimo
generatore di tabelle e un onorevole
elaboratore di formule matematiche.
Ma è nelle funzioni legate alla elabora-
zione di lunghi documenti che Ventura è
veramente di grande aiuto: infatti sin
dalle prime versioni erano presenti fun-
zionalità per organizzare i propri docu-
menti lunghi e poi ricavarne automatica-
mente indici, tavole del contenuti e rela-
tivi riferimenti incrociati. Naturalmente
con il tempo queste funzioni si sono
ulteriormente affinate e quindi ora tro-
viamo anche la numerazione automatica
dei capitoli, note a piè di pagina e
generazione automatica di titoli.
Anche dal punto più prettamente tipo-
grafico Ventura è molto potente: potente
gestione delle dimensioni e posizione del
testo come scritte al piede o in testa,
piccole maiuscole, linee di cancellazione
del testo e sottolineatura. Ma troviamo
anche un valido controllo di orfani e
vedove, spaziatura tra lettere e parole
(oltre che kerning). La rotazione dei testo
può avvenire, come in PageMaker, solo a
passi di 90°, fatto che talvolta limita un
po' le possibilità dell'utente. Tra le funzio-
ni che automatizzano il lavoro troviamo la
generazione di pallini all'inizio di paragra-
fi, la numerazione non solo delle sezioni,
ma anche dei paragrafi e la generazione
delle grandi maiuscole di inizio capitolo.
Sentiamo tuttavia la mancanza di poter
espandere o allargare i caratteri di una
percentuale a scelta dell'utente. Il giudi-
zio finale è senza dubbio molto positivo:
l'utente ha a disposizione funzioni al dì
sopra della media.
Xpress
Le possibilità di gestione del testo da
parte di Xpress sono più orientate al
controllo tipografico dello stesso che
nel senso globale del testo stesso. Cosi
abbiamo un attento controllo della silla-
bazione del testo con vasti controlli sul-
la spaziatura dei caratteri lungo le colon-
ne, ma non abbiamo residente nel pro-
gramma possibilità di organizzazione di
lunghe pubblicazioni come troviamo in
Ventura e ultimamente in PageMaker
(alcune di queste funzioni sono disponi-
bili attraverso le cosiddette Xtension).
Esaminando le possibilità tipografiche
pure si resta invece sbalorditi dalle pos-
sibilità di gestione di caratteri e spazia-
ture: per esempio è possibile gestire la
grandezza dei font da 2 a 720 punti
tipografici, con incrementi minimi di un
DESK TOP PUBLISHING
Ogni paragrafo pud
essere impostato con
un buon numero di pa-
Generatore di frecce ►
mollo preciso e com-
I quattro esempi di
questa pagina sono re-
lativi al FrameMaker.
- Casella fli zoom
- Zona ai Riempimento
- Zona Penna
Palette degli strumenti nella sua forma completa contiene tutte le possibili aironi che si possono svolgere
con il generatore grafico,
Hquozio
1^-L,
#-
3
umiliali
Brandi
Relazione
«'Calcolo dir.
Matrici
l<
(■
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!•
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il
il
d?
il»
d?
Vì
'* ?
■
Ó?
dì
d?
tei?
Esiste un completo gene-
ratore di equazioni
millesimo di punto (personalmente non
mi è mai successo di scendere in un
dettaglio maggiore del decimo di punto,
posso quindi ammettere esigenze di un
centesimo, ma il millesimo lascia al-
quanto perplessi...), Anche keming e
tracking sono gestibili in maniera del
tutto personalizzata attraverso apposite
tavole di riferimento, cosi come la rota-
zione del testo può avvenire con incre-
menti minimi di un decimillesimo di
grado (cioè 0,0001 gradi, in pratica si
passa da un estremo all'altro, con pro-
grammi che consentono rotazioni di 90°
oppure minimi estremi come Xpress).
Sempre legati al testo troviamo gli auto-
matismi di allineamento dei box di testo
tra loro o con altre parti della pubblica-
zione. Un giudizio finale che va differen-
ziato per struttura del testo «sufficien-
te» e per caratteristiche tipografiche
veramente eccezionale: in pratica
Xpress denota la sua superiorità nella
generazione di documenti non partico-
larmente strutturati o lunghi,
Complessità dei documenti
& grafica
Naturalmente per il professionista
avere delle garanzie sulla gestione del
testo non è sufficiente: nel campo del-
l'editoria si cercano sempre nuove stra-
de per il layout e il design delle pagine e
quello che oggi pqp sembrare superfluo
o poco necessario un domani sarà ma-
gari indispensabile.
FrameMaker
FrameMaker è il tipico prodotto per la
generazione di pubblicazioni strutturate
e questo significa una certa rigidità nel
layout, Infatti è l'impostazione propria
del programma a limitare le possibilità
tanto per citare uno degli aspetti, Fra-
meMaker consente una formattazione
dèlie pagine, mentre una formattazione
dei singoli elementi deve essere previ-
sta a priori, Al contrario FrameMaker.
per il fatto di essere un programma
«tutto in uno», ha delle funzioni grafiche
molto potenti, che consentono nella
maggior parte dei casi di non necessita-
re di altri programmi avendo funzioni
come i generatori di poligoni e di curve:
dovremo ricorrere ad altri programmi
solo se necessitiamo di illustrazioni vere
e proprie, grafici e immagini di tipo bit-
mapped. D'altro canto anche per tutto
ciò che viene importato da altri pro-
grammi abbiamo un ottimo trattamento
con funzioni del tipo rotazione (a step di
90°), allineamento rispetto ad altri ele-
menti e persino inversione alto-basso e
destra-sinistra. In questo caso II nostro
giudizio deve essere espresso in manie-
ra duplice, mediocre per quello che ri-
326
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
DESK TOP PUBLISHING
■ “BSi;::: I:. "= ± 1*^1
originale
nannensonamento
a versione 4.2 per Macìntos
L'ordinatore di pagine consente una buona organizzazione della pubblicazione.
guarda il layout, ma molto buono per la
produzione e gestione della grafica.
PageMaker 4.2
Da sempre PageMaker è uno dei
migliori programmi di dtp per quanto
riguarda l'impostazione della pagina: la
possibilità per esempio di utilizzare lo
spazio intorno alla nostra pagina per
depositare i vari elementi della stessa, è
una grande comodità che snellisce il
lavoro e soprattutto consente agevoli
modifiche e ripensamenti senza palpita-
zioni e rifacimenti, In altri casi, ove la
pubblicazione deve essere più struttura-
ta, funzioni come l’autoflow consentono
l'inserimento veloce di testo in tutta la
pubblicazione senza dover creare a prio-
ri tutte le pagine necessarie. Nella nuo-
va versione 4.2 per Macintosh questa
volontà di velocizzare ancor più il lavoro
è espressa da funzioni come quella del-
la ripetizione automatica di elementi
che vengono duplicati e distanziati a
piacere dell'utente.
MGmicrocomputer n 123 - novembre 1992
Per quanto riguarda la creazione di
grafica PageMaker offre degli strumenti
di base non particolarmente potenti, ma
comunque sufficienti per un normale
lavoro. Per la grafica importata non esi-
stono particolari problemi: PageMaker
importa di tutto dando la possibilità di
controllare immagini in formato tlff (co-
la interessanti, vediamole :
Allineamento in alto —
Da sinistra a destra —
me quelle importate da scanner) oppure
assegnare colori a quelle immagini di
tipo PostScript. Per velocizzare il lavoro
è anche possibile non visualizzare le
illustrazioni a video consentendo cosi
movimenti più veloci lungo la pagina.
Inoltre PageMaker consente l'aggira-
mento delle illustrazioni da parte del
testo seguendo II loro profilo e non un
box statico di tipo rettangolare. Page-
Maker si aggiudica quindi un giudizio
estremamente positivo.
Ventura
Ventura pur avendo un sistema diffe-
rente da PageMaker per il controllo della
pagina, è senza dubbio altrettanto poten-
te: la possibilità di creare degli elementi
contenenti le varie parti che compongo-
no una pagina (testo, illustrazioni, grafi-
ca) e di poterli posizionare, modificare,
unire tutto con la massima precisione
consente una buona elaborazione delle
pubblicazioni specialmente se sì organiz-
za il lavoro e se la pubblicazione è di tipo
piuttosto strutturato. Da questo punto di
vista Ventura agevola molto il lavoro
consentendo di caricare e tenere sotto
controllo tutti i documenti che andranno
a comporre la nostra pubblicazione an-
cor prima di essere stabilmente posizio-
nati nelle pagine : naturalmente ciò con-
sente di effettuare prove molto facil-
mente e senza dover ogni volta attende-
re il caricamento del file che ci interessa.
Ventura - Le impo sta-
zioni tipografiche del
paragrafo consentono
di indicare con preci-
sione un gran numero
DESK TOP PUBLISHING
te possibilità di aggira-
re le immagini con un
resto seguendo il pro-
filo dello stesso tutta-
via con un trucco è
questa lungone, sem-
plicemente generando
un certo numero di
trame sema alcun
contenuto, in grado di
coprire tutta l'imma-
gine
mo anche il supporto grafico: le possibi-
lità di generazione di elementi grafici
sono di qualità superiore consentendo
la generazione di poligoni e persino in
alcuni casi la creazione di elementi con
colori sfumati (la sfumatura avviene tra
due colori scelti dall'utente sulla base di
un angolo sempre a discrezione dell'u-
tente). Ottime anche le prestazioni di
Xpress nel settore della grafica importa-
ta: anche in questo caso troviamo la
possibilità di rotazione a secondo di un
angolo a piacimento, Ricordiamo anche
che Xpress è stato il primo programma
ad avere la funzione di aggiramento
automatico di oggetto da parte del testo
anche se di forma non rettangolare. Il
giudizio finale è veramente ottimo.
Ventura come PageMaker offre degli
strumenti non eccezionalmente sofisti-
cati per la generazione di elementi grafi-
ci, ma in grado di soddisfare le normali
esigenze. Un po' debole invece per
quanto riguarda la parte di grafica impor-
tata: a parte il fatto di posizionare, ridur-
re ed eventualmente tagliare parti delle
immagini importate, altro non è possibile
fare. In generale quindi un giudizio buo-
no, anche se con qualche dubbio sulla
parte grafica: in questo specifico settore
dobbiamo notare che la versione per
Macintosh ha funzioni ancor più limitate
parati oppure aggregati in modo da po-
ter eseguire spostamenti multipli senza
dover riposizionare singoli elementi.
Inoltre per ogni pubblicazione noi pos-
siamo scegliere per default come i vari
strumenti dovranno lavorare, senza do-
ver cosi ogni volta effettuare le scelte
relative (per esempio, se nella nostra
pubblicazione dovremo inserire spesso
linee con spessore di 2 pt. potremo
settare per default questa misura e ogni
volta che richiameremo il tiralinee, il
segmento disegnato sarà già dello
spessore desiderato), Veramente otti-
Output
Assume sempre più importanza il ma-
teriale che l’utente può ottenere in usci-
ta dal suo computer, materiale natural-
mente preparato attraverso un program-
ma di desktop publishing: una volta era
sufficiente attuare il collegamento con
una unità di fotocomposizione. Questo
problema è stato praticamente risolto
attraverso l'utilizzo di piattaforme stan-
dard come Windows che richiedono un
solo driver per una periferica, qualsiasi
sia il programma utilizzato: ma nel frat-
tempo il colore avanza,,,
di quelle della nuova versione per Win-
dows.
Xpress
Il controllo consentito da Xpress sul
layout della nostra pagina è veramente
ottimo. Come già detto in precedenza la
precisione é senza dubbio l'arma vin-
cente di questo programma: ogni posi-
zionamento o rotazione può avvenire
con incrementi/decrementi di un millesi-
mo di unità di misura. Gli oggetti inseriti
nella pubblicazione possono essere se-
Per la miglior nuscita
della stampa tinaie si
possono modificare i
parametri di sovrappo-
stone tra i differenti
Colori in modo da
compensare I proble-
mi di Trap e fuori regi-
Colore di Sfondo Uo
Indeterminato flu
Blu flu
Cyon Ru
dlallo m Ru
Magenta Ho
|| | | | | Èjjj
CO
| Automatico ]
| Sovrostampa |
[ tropi ]|2* |
*
Rosta Automatico
ra (=)
328
MCmicrocomputer n 123- novembre 1992
DESK TOP PUBLISHING
FrameMaker
FrameMaker dà la possibilità di utiliz-
zare al proprio interno fino a sei colori
che saranno stampati separatamente su
richiesta. Per quanto riguarda la gestio-
ne di immagini a colori importate, come
fotografie acquisite da scanner, occorre
utilizzare un programma esterno (sola-
mente la versione per Mac consente di
importare file «preparati” per la separa-
zione. tuttavia la loro stampa è piuttosto
complessa). Naturalmente per tutti que-
sti casi il programma provvede alla mar-
catura delle pellicole con le indicazioni
necessarie per una corretta stampa, co-
me crocini di registro. Naturalmente
giudichiamo queste opzioni sufficienti
per l'impostazione generale del pro-
gramma.
PageMaker
Anche PageMaker richiede prodotti
aggiuntivi per la realizzazione di pellicole
per la stampa in quadricromia, ma le
differenze si notano soprattutto tra le
due versioni per Macintosh (dove si può
arrivare persino a determinare il retino di
uscita) e quella per Windows dove le
procedure di stampa sono meno sofisti-
cate. In questo caso un ottimo giudizio
per la versione Mac mentre la versione
Windows, pur essendo di buona qualità
potrebbe essere portata almeno allo
stesso livello di quella Mac.
Ventura
Anche nel caso di Ventura la separa-
zione di colore è affidata ad un program-
ma aggiuntivo, tuttavia al contrario di ciò
che avviene in altri casi è il prodotto per
Macintosh ad avere maggiori carenze,
non riuscendo a gestire l'output di im-
magini a colori che richiedano la separa-
zione in quadricromia (ricordiamo che la
versione testata è la 3 contro la 4 per
Windows). Ventura per Windows è inve-
ce molto completo nella gestione sia di
immagini a colori sia in bianco e nero e
quindi alia loro stampa (quelle a colori
come già detto richiedono il programma
Ventura Separatori, Il giudizio è identico
a quello per PageMaker, ma con l'inver-
sione tra versione Mac e Windows.
Xpress
Xpress non fa eccezione alla regola e
richiede qualcosa di esterno per stampa-
re file in separazione di colore: natural-
mente in questo caso si tratterà di una
Xtension, programma esterno che tutta-
via si integra e diventa parte integrale del
programma (si tratta comunque di una
spesa aggiuntiva), Naturalmente il pro-
gramma supporta senza problemi la
stampa separata dei colori non legati al
processo di quadricromia, come i Panto-
ni. Ma bisogna dire che l'ottimo giudizio
Xpress lo merita per le opportunità dare
all'utente in fase di stampa' infatti il
programma consente per esempio di
mettere in stampa separatamente pagi-
ne destre e sinistre oppure di stampare
dall'ultima pagina risalendo alla prima,
tutte opzioni talvolta molto utili.
Semplicità d'utilizzo
Quando si decide di investire in un
nuovo programma, naturalmente è mol-
to importante sapere anche quanto la
produttività sarà positivamente influen-
zata da ciò. La semplicità di utilizzo di
un programma complesso come può
essere un software destinato al desk-
top publishing, è essenziale per aumen-
tare notevolmente questo parametro.
FrameMaker
Dopo un po' che si lavora con Frame-
Maker ci si accorge che quasi tutte le
funzioni sono dettate da una ferrea logi-
ca. tuttavia è nostra impressione che
questa logica sia troppo lontana dal
mondo a cui si rivolge il desktop publi-
shing professionale (e forse in qualche
caso comunque un po' contorta). Come
già detto all'inizio questo programma è
del tipo «tutto in uno» ed è rivolto ad un
pubblico che necessita la realizzazione
di pubblicazioni di tipo strutturato e tec-
nico: questi due fattori sono forse trop-
po condizionanti (naturalmente in pro-
gramma «tutto in uno» ci sono molte
più cose da imparare e più cose vanno
spiegate da un manuale e più si aumen-
ta il rischio di poca chiarezza). Natural-
mente una volta fatto lo sforzo iniziale
le cose vanno meglio: FrameMaker re-
sta tuttavia un programma difficile da
interpretare ed utilizzare a fondo.
PageMaker
PageMaker è sempre stato giudicato
un programma abbastanza semplice da
utilizzare, addirittura troppo semplice
per gli addetti ai lavori (nei primi tempi
alcuni tipografi dicevano che faceva le
cose «troppo semplicemente» abituati
com'erano alle complesse regole delle
unità di fotocomposizione). Comunque
l'apprendimento di PageMaker necessi-
ta comunque un minimo di impegno
soprattutto per poterlo utilizzare com-
pletamente. Una volta iniziato l'uso re-
golare. si potranno apprezzare quelle
funzionalità come il tavolo di lavoro che
aiutano notevolmente l'utente sia nella
realizzazione di nuove pubblicazioni sia
nell'impaginazione di materiale perio-
dico.
Ventura
Ventura adotta una filosofia molto vi-
cina a chi deve utilizzare questi stru-
menti in maniera professionale, parten-
do daH’impostazione del programma fi-
no ad arrivare ai manuali: anche in que-
sto caso il prodotto necessita una certa
applicazione, forse leggermente mag-
giore di quella necessaria per PageMa-
ker. Di certo i risultati ripagheranno gli
sforzi iniziali.
Xpress
Sul versante della semplicità' anche
Xpress ha il nostro giudizio più positivo:
tutti gli elementi più importanti di con-
trollo della nostra pubblicazione posso-
no essere visualizzati e tenuti sempre
bene in vista attraverso una serie di
finestre posizionabifi ovunque nello
schermo e comunque molto compatte
e, quindi, discrete. Un certo numero dr
short commad consentono inoltre diret-
tamente da tastiera di modificare alcunr
parametri (specialmente sul testo) sen-
za dover richiamare finestre di dialogo:
Naturalmente anche in questo caso
stiamo parlando di un programma molto
evoluto e non vogliamo illudere nessu-
no: per imparare ad utilizzare professio-
nalmente Xpress ci vuole applicazione e
pratica, ma anche in questo caso i risul-
tati ripagheranno abbondantemente l'u-
tente con risultati di altissimo livello.
Conclusioni
I programmi esaminati si sono dimo-
strati tutti piuttosto validi, magari in
campi specìfici (per esempio FrameMa-
ker per quello che riguarda documenta-
zione, manuali e in generale pubblicazio-
ni con una struttura fissa). Visto che
vanno tanto di moda le classifiche di-
remmo che forse Xpress ci è sembrato
quello con le caratteristiche più avanza-
te: tuttavia questo programma ora sof-
fre forse un po' della mancanza della
versione per Windows che potrebbe
senza dubbio aprirgli ancor piu il merca-
to. Al secondo posto, ma distaccati di
pochissimo possiamo mettere PageMa-
ker per Mac e Ventura per Windows,
mentre sempre a breve distanza trovia-
mo PageMaker per Windows. Ancora di
poco sotto troviamo Ventura per Mac e
le versioni di FrameMaker,
Come al solito il nostro consiglio è
sempre quello di cercare un rivenditore
specializzato nel settore del desktop
publishing, andare e provare i vari pro-
grammi per qualche ora: ormai tutti i
programmi dedicano la prima parte dei
manuali ad un breve tutorial che con-
sente di comprendere la filosofia del
programma. Se l'utente ha ben chiare le
sue esigenze ciò dovrebbe essere suffi-
ciente per chiarire la maggior parte dei
dubbi.
MS
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
329
COMPUTER & VIDEO
PC: il DTV-system per tutti?
( 3 )
di Bruno Rosati
Allo SMAU, fra gli
innumerevoli stand ed il
fiume dì gente in piena,
abbiamo scoperto...
Sempre nell'ambito della
mini-indagine che stiamo
portando avanti, questo mese
la nostra attenzione si rivolge
al catalogo di prodotti
multimediali presentato dalla
Computer Discount.
L'offerta, partendo da un
opuscolo decisamente
corposo (il Catalogo Generale
’91/'92 che annovera oltre
260 prodotti) e passando per
gli interessantissimi
aggiornamenti degli ultimi
mesi, è completata infine da
un terzo, specifico estratto: il
Catalogo Multimediale. Ed è
ovviamente questo che più
coincide con gli interessi di
chi scrive e legge questa
rubrica
Che cosa ha di così interessante tale
catalogo? Schede di codifica del segna-
le, schede digitalizzatrici sia video che
audio, sottosistemi di archiviazione dati
a grandi capacità, controller super veloci
ed unità laser di lettura. Una serie di
prodotti risolutivi che proviamo a pre-
sentare, oltre che nelle loro specifiche
tecniche, anche con una sorta di «giu-
stificazione d'acquisto». Ovvero: per-
ché, e quando, un determinato prodotto
serve per potenziare la configurazione
di lavoro di un MPC?
Audio: SoundBlaster PRO
e Multimedia Upgrade Kit
Partendo dalle specifiche di Windo-
ws, per configurare un sistema multi-
mediale sono (o sarebbero. .) sufficienti
una scheda audio SoundBlaster o com-
patibile, un'unità CD-ROM ed un'inter-
faccia MIDI. Tali periferiche, unitamente
alle qualità dell'adattatore grafico (VGA,
SuperVGA. XGA, 8514/A e compatibili)
formano un sistema multimediale che
l'ambiente grafico della Microsoft è in
grado di supportare, automaticamente
già durante la fase del Setup, con spe-
cifiche estensioni integrate nel sistema
stesso.
Pensando quindi all’acquisto di una
SoundBlaster PRO (che dispone sia di
un controller SCSI compatibile sia di
una connessione MIDI guidabile dal dri-
ver di Windows) potremmo già
disporre di un personal
multimediale. Aggiungendo il CD-ROM
drive, l’aspetto fruìtivo del sistema si
completa determinando infine, attraver-
so le qualità di Windows e degli appli-
cativi a questo dedicati, anche un primo
livello produttivo.
La SoundBlaster difatti è in grado di
svolgere tre funzioni: acquisire suoni, ri-
produrre gli stessi ed infine controllare
ogni genere di strumentazione musicale
conforme al protocollo MIDI. Di conse-
guenza, le sue capacità sono estese fi-
no al pieno controllo di ogni componen-
te sonora.
Il CD-ROM drive, a sua volta, è in gra-
do di fornirci oltre che il prodotto inte-
rattivo già finito e quindi fruibile, anche
degli archivi multimediali pienamente
sfruttabili.
Nel catalogo di Computer Discount
troviamo sia la SB-PRO 2 (casse acusti-
che comprese) che il multimedia Upgra-
de Kit della stessa Casa produttrice, la
Creative Labs. Tale kit in particolare si
compone di un lettore, compatibile con
lo standard High Sierra ISO 9660 e ca-
pace di leggere anche i normali CD-au-
dio. più una serie di CD-ROM: Windo-
ws 3.0 Multimedia Extension Level I,
Microsoft Bookshelf ed il Creative
Sounds & Percussion.
Da aggiungere alla nota delle spese
anche il MIDI-kit, necessario per il col-
legamento INI/OUT con connessioni
SoundBlaster PRO La sche-
da audio della Creative Labs
che ormai rappresenta lo
standard di riferimento è
quello Che un PC avrebbe
sempre dovuto possede-
re Al pah dei chip Enso-
niq del Macintosh, il Pau-
la di Amiga e lo Yamaha
dell'Atah.
MCmicrocomputer n. 123 - ottobre 1992
COMPUTER & VIDEO
standard verso le strumentazioni musi-
cali compatibili.
Il livello produttivo raggiungibile con
questa prima assunzione di periferiche
multimediali non va, ovviamente, aldilà
della creazione di script-file, su hard (o
floppy) disk, nei quali per quanto con-
cerne il controllo e lo sfruttamento delle
informazioni analogiche, sono piena-
mente gestibili in forma digitale solo
quelle attinenti alla componente audio.
A riguardo della componente videogra-
fica, l'unica assunzione possìbile è quel-
la che potrà avvenire attraverso le libre-
rie presenti nei vari CD-ROM già in cir-
colazione. In tal senso, un primo esem-
pio può esser rappresentato dal CD
Multimedia Explorer dell'AutoDesk
(dentro al quale, oltre alle applicazioni,
sono concentrati almeno 200Mb di ani-
mazioni in formato .FU) e dalle vane se-
rie di HyperClips e MusiClips che diver-
se software-house hanno cominciato ad
immettere sul mercato. Le librerie di
clip-art, con la disponibilità di centinaia e
centinaia di megabyte di informazioni
multimediali, quali sintesi sonore, file
musicali, clip di animazione, eco., oltre
che ben fatte e subito disponibili all'uso,
hanno il pregio «economico» di poter
essere sfruttate liberamente e senza li-
miti di royalty da onorare. È proprio in
base a questi aspetti pratici che la pre-
senza di un CD-ROM drive va assumen-
do la massima importanza anche nel-
l'ambito videografico: poter fruire di ar-
chivi multimediali.
Video: Framegrabbering ed
Overlay ing con !' AVer -2000
Alla gestione della componente au-
dio, in sintesi digitale e via-MIDI, più gli
archivi multimediali fruibili per mezzo
delle unità CD-ROM, un sistema MPC
inteso in senso produttivo non può non
unire quella che, per quanto concerne la
gestione delle Immagini, può essere
considerata un equivalente di quello che
la SoundBlaster è per il suono: la sche-
da video. I requisiti di scelta che tale pe-
riferica dovrà soddisfare sono principal-
mente quelli della capacità ad acquisire
in tempo reale, di accettare segnali mul-
tipli all'ingresso, di gestire il «true-co-
lor», il live-video e l’overlaying.
Nel catalogo di Computer Discount
troviamo al riguardo sia la VideoBlaster
che l'AVer-2000 della società Adda Te-
chnologies. Questa seconda scheda vi-
deo, che andiamo rapidamente a pre-
sentare, fa da autentica alternativa alla
prima.
Anch'essa dotata del microprocesso-
re PC-Video della Chip & Technologies,
l'AVer-2000 è capace di catturare, a sin-
golo fotogramma, con una velocità
compresa fra 1/30 ed 1/25 di secondo.
Ovvero, il tempo di scorrimento di ogni
singolo fotogramma nello standard
NTSC e in quello PAL. L'acquisizione
(che quindi avviene effettivamente in
tempo reale) è operabile a 728 x 480
dot massimi e con una profondità di 21
bit (2 milioni di colori) con altri 3 bit de-
dicati alle funzioni digitali per lo zoom, lo
scaling delle immagini ad assi X ed Y
indipendenti, il live-video e l'overlaying.
Videograficamente sono sopratutto
queste due ultime funzioni che più ci in-
teressano.
Il live-video ad esempio ci permetterà
di far scorrere le immagini, reali e pro-
venienti da una delle tre fonti video con-
nesse all'ingresso (VCR, Camcorder e
Laserdisc) all'interno di una finestra di
Windows. Con l'overlaying a sua volta
sarà possibile effettuare il superimpose
della grafica prodotta dal computer sulle
immagini reali. In pratica il segnale VGA
(disegni animati, scritte e titoli in scor-
rimento da dentro uno slide-show) ap-
parirà sovrimpresso alle immagini. Que-
ste potranno essere «congelate» ovve-
ro digitalizzate in video per essere poi
acquisite e finire quindi in un determi-
nato archivio, oppure, continuando a
scorrere, reindirizzate verso un videore-
gistratore tramite una specifica scheda
di codifica.
Per garantire le proprie funzioni digi-
tali l'AVer-2000 richiede la presenza nel
sistema di un adattatore grafico dotato
del «feature connector».
Nella confezione dell 'AVer 2000, oltre
alla cavetteria per il collegamento, inter-
no all'adattatore grafico ed esterno con
le periferiche video, troviamo ovviamen-
te anche il software di gestione. L'I-
Photo e il Video Panel della U-Lead Ine.
che, detto per inciso, è la software-hou-
se che ha prodotto le prime versioni del
PhotoStyler ora commercializzato dalla
Aldus. In effetti leggendo le caratteristi-
che e provandone brevemente l'uso, fl-
Photo sembra proprio un piccolo Pho-
toStyler. Un buonissimo image-proces-
sor con il quale è possibile operare una
notevole serie di manipolazioni grafiche.
Come rotazioni, ridimensionamenti,
stampa, ricampionamento per modifica-
re la risoluzione, variare formato e nu-
mero di colori, correzioni nella gamma,
contrasto, saturazione e filtraggi vari,
Questi ultimi, nello specifico, sono ope-
rabili per mezzo di filtri per il blurring,
l'ombreggiatura, la perimetrazione delle
forme e l'enfatizzazione dei colori.
Le capacità manipolatone dell'l-Photo
(che è tra l'altro capace di gestire anche
un'unità di scannering direttamente dai
suoi menu) vengono ulteriormente esal-
ivi Cmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
331
esteso il concetto definendo il nostro si-
stema oltre che alla gestione digitale
dell'audio, anche a quella della compo-
nente videografica. Siamo cioè in grado
di controllare, dall'INput all'OUTput,
qualsiasi genere d'informazione: suono,
voce, musica, immagini e fotoriprodu-
zioni. Attraverso un tool-autore potrem-
mo già organizzare i file audio e quelli
video, appena acquisiti ed ottimizzati al-
le nostre esigenze, all'interno di script
eseguibili. In tali script, che chiamere-
mo multimediali, le informazioni «reali»
potranno essere combinate ad ogni ge-
nere d'informazione graficamente arte-
fatta (tabelle, riferimenti testuali, anima-
zioni. ecc.). Tali possibilità, che sono le
prerogative proprie del «fare multime-
dia», vanno però ora concretizzate. Ov-
vero, è da specificare l'effettivo tipo di
utilizzo che un utente ne può fare. In re-
lazione a ciò sorgono subito dei quesiti
a cui si deve dare risposta. Uno: se le
informazioni digitali ricavate occupano
uno spazio notevole di memoria, può
ancora esser praticabile la loro memo-
rizzazione sul disco rigido di sistema?
Due: dal supporto di memorizzazione a
quello di utilizzazione, cosa serve per
realizzare degli audiovisivi? Partiamo
con il rispondere proprio a quest'ultimo
interrogativo, all'altro, la memorizzazio-
ne di massa, dedicheremo il prossimo
capitolo.
Con l'assunzione di una scheda vi-
deo, come la VideoBlaster o l'AVer-
2000, abbiamo visto che oltre all'acqui-
sizione è possibile anche la sovrimpres-
sione (più alcune funzioni di DVE) delle
immagini. Rimanendo in tale situazione
il live-video e l'overlaying potranno però
esser praticati solo temporaneamente
ed univocamente visualizzati sul moni-
tor. In fatto di segnali stiamo ancora a
livello di VGA. Dopo aver decodificato e
convertito i segnali, dallo standard video
tate dal secondo applicativo messo a
corredo, il Video Panel, in pratica una
sub-task dell’l-Photo, con il quale è pos-
sibile controllare tutti gli eventi produci-
bili attraverso l’AVer-2000: visualizzazio-
ne, cattura e calibrazione delle immagini
in scorrimento. Il Video Panel è stato
aggiunto, come detto a sub-task dell' I-
Photo, per le sue specifiche capacità al-
la gestione delle schede video dotate
del microprocessore PC-Video della
C&T Nell'uso pratico il Video Panel è
formalmente definito da una finestra di
visualizzazione, la Video Viewer, e dal-
l'omonimo requester Video Panel, Con
quest'ultimo è possibile settare: l'inse-
rimento delle immagini in una finestra di
Windows (pe riappunto la Video Viewer),
l'inserzione di un effetto Zoom e la sca-
la cromatica, a 256 colori o con l'equi-
valente gray-scale. Infine, attraverso
una serie di bottoni a selezione, è pos-
sibile assumere le funzioni di congela-
mento delle immagini, la cattura effet-
tiva e l'inserzione di effetti di ombreg-
giatura (shadowing) per l' enfatizzazione
cromatica delle immagini.
In definitiva, a scheda montata e so-
ftware installato, mentre il Video Panel
predispone tutti i requisiti per le funzioni
digitali da operare sulle immagini, l’I-
Photo è pronto ad accettarne le infor-
mazioni ed operare ogni ulteriore
operazione di manipolazione e di salva-
taggio. Quest'ultima può svolgersi attra-
verso il classico «Save...» che però au-
tomatizza l'iscrizione del file solo in for-
mato TIFF oppure per mezzo dell'opzio-
ne «Export...» con la quale il salvataggio
viene reindirizzato a discrezione dell’u-
tilizzatore fra i formati PCX, MSP, CUT,
IMG ed EPSF.
Codificatori di segnale:
dall'AVer-1000 alla VGA- A Ver
Dire (ma soprattutto fare...) multime-
dia cosa significa? Qual è l'effettivo ri-
svolto pratico?
Per il momento ne abbiamo appena
332
MCmicrocomputer n, 123 - novembre lì
COMPUTER & VIDEO
Ricoh-RO30Wi A differenza del precedente model-
lo quest 'altra unità magneto-ottica della Ricoh (che
risponde tra l'altro allo standard ANSI/ISOI è in ver-
sione interna, occupa un posto da 5.25 pollici ed ha
una capacità massima dì 128 Mbyte In tal senso,
oltre ad archivio, si propone a supporto ideale per
i training aziendali a rappresentazione multimediale
Pianilicando, nel tempo, vistane anche la praticità,
potrebbe divenire la perfetta alternativa ai CD-ROM
1000 oppure VGA-AVer/Adattatore, a
seconda delle nostre esigenze. Se ci
necessita anche la base di acquisizione
opteremo per la prima coppia di sche-
de, se invece l'esigenza è puramente
«video», conservando l'adattatore che
già si possiede (ripeto: purché dotato di
«feature connector») sarà sufficiente
acquistare la sola VGA-AVer.
ai riferimenti digitali dell'adattazione gra-
fica adottata, per uscire dai limiti del si-
stema dobbiamo ora eseguire l’opera-
zione inversa. Il segnale VGA, grafica
sovrimpressa alle immagini reali, andrà
convertito e codificato in un segnale vi-
deo PAL-compatibile. In tal modo l'OU-
Tput potrà esser indirizzato verso un re-
gistratore video.
Nel catalogo multimediale della Com-
puter Discount troviamo risposta anche
a tale esigenza con la messa a listino di
altri due prodotti dell'Adda Technolo-
gies. L'AVer-1000 e la VGA-AVer. Men-
tre la prima è una scheda VGA con in-
sito un circuito codificatore che pone al-
la sua uscita un segnale PAL-compati-
bile, la seconda svolge la funzione più
specifica del convertitore e del genlock
vero e proprio. L'AVer-1000 dovrà quin-
di esser usata in luogo dell'adattatore
grafico che già si possiede, mentre la
VGA-AVer si integrerà con l'adattatore
grafico VGA preesistente.
Entrando nelle specifiche tecniche,
per quanto riguarda l'AVer-1000 possia-
mo subito evidenziare la natura multi-
mediale di un «normale» adattatore gra-
fico reso compatibile alle misure dello
standard televisivo. Tolta la nostra pre-
cedente scheda grafica ed inserita l'A-
Ver-1000 ci ritroveremo con una vera e
propria ET-4000 (il chip S-VGA della
Tseng-Lab) capace di visualizzare fino a
1024 x 768 dot a 256 colori, e con la
massima risoluzione videoregistrabile di
800 x 600 dot per 32000 colori, L'OU-
Tput video, interlacciato, è quindi com-
patibile con il videocomposito. l'S-VHS.
l'RGB e l'RGB via-scart e garantisce,
nella suddetta risoluzione di 800 x 600
dot, la copertura integrale del quadro te-
levisivo. Il PAL Full Broadcast è drfatti
raggiunto già a 768 x 576 pixel. La sche-
da è ovviamente dotata del «feature
connector» con il quale è collegabile al-
l'AVer-2000. La VGA-AVer, che è un'al-
tra scheda di conversione, richiede la
presenza di un adattatore VGA con
«feature connector» e dispone di con-
nessioni d'ingresso ed uscita sia video
che audio, Per quanto riguarda la com-
ponente video è assunte la sola codifica
videocomposita con le funzioni hardwa-
re per l'Overlaying, lo Zoom & Panora-
mic, l'Overscan, il Border e il Vertical
Scrolling. L'audio a sua volta è gestibile
con ingressi per linea e tramite presa
microfonica. In parole povere si tratta di
un'AVer-2000 priva della funzione di di-
gitalizzazione, ma dotata della possibilità
di gestire l'audio-mixing,
In definitiva potremo scegliere la
combinazione ideale. AVer-2000/AVer-
Dischi Magneto-Ottici Ricoh:
capacità e riscrivibilità
Se il videonastro è II mezzo di sup-
porto fruitivo per i prodotti audiovisivi e
se il CD-ROM svolge la stessa funzione
per i prodotti interattivi, c’è un terzo tipo
di supporto multimediale che va ormai
posto nella massima considerazione. Il
disco magneto-ottico riscrivibile o
RODD (Rewritable Optical Disk Drive)
come viene da molti rinominato.
Questo, dato che è digitale e perfet-
tamente controllabile dall’MPC, può es-
ser utilizzato sia come supporto di frui-
zione, in luogo ed allo stesso modo di
un CD-ROM. sia come unità di imma-
gazzinamento dei dati. Lo specifico
Il grosso limite delle unità di memorizzazione magneto-ottica in genere è indubbiamente il tempo medio
di accesso. Un controller come l'Ees/Cache PRO-3CSI qui fotografato 4 in grado di tendere un tempo
medio di accesso inferiore a 0.5 millesecondi indipendentemente dal tipo del disco installato.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
333
COMPUTER & VIDEO
campo di utilizzo del multimedia trova
cosi nei RODD la più potente alternativa
al tradizionale disco rigido. Sintesi sono-
re, immagini digitalizzate, animazioni e
rendering-3D, soprattutto se non com-
presse, occupano tali quantitativi di me-
moria che un hard disk, già occupato
per buona metà da Windows e gli altri
applicativi di produzione, difficilmente
può rendere. Tra l'altro lo spazio dei me-
gabyte occupati su disco rigido può es-
ser assegnato solo ad una produzione
per volta, Ovvero, una volta definito un
certo prodotto, questo andrà comunque
riversato altrove, affinché sia poi possi-
bile procedere con altre produzioni.
Stiamo arrivando ai massimi livelli
produttivi ai quali un MPC può essere
utilizzato. È probabile che un utente
amatoriale raramente potrà ritrovarsi
nella condizione di dover acquistare un
riscrivibile. Comunque sia, quando si
vuole (o si deve!) conservare i propri
prodotti digitali diventa praticamente
obbligatorio il ricorso ai RODD.
Nel catalogo della Computer Discount
troviamo l'intera serie dei modelli che la
Ricoh mette a disposizione di partner
OEM. Interne ed esterne, da 5,25 e 3,5
pollici, con capacità variabili fra i 50 ed
i 594 Mbyte, tali unità sono tutte dotate
di ottime prestazioni. I due modelli a!
top della linea sono il RQ-9200ex e l'RS-
3010. Il primo è un sottosistema ad alta
capacità d'immagazzinamento, con
tempo di accesso inferiore ai 37 msec
e velocità di trasferimento dei dati di 2.0
Mbyte. Il secondo, a sua volta, è un'u-
nità interna da 3,5 pollici, con una ca-
pacità di 128 Mbyte, tempo di accesso
inferiore ai 45 msec ed 1.5 Mbyte al tra-
sferimento dei dati. (Entrambi i tempi
per il Transfer dei dati sono quelli cal-
colati in modalità asincrona).
A tutto ciò possiamo aggiungere che
lo stesso R0-9200ex è disponibile an-
che in versione interna (occupa due po-
sti da 5,25") denominata RO-5031 e
che è posto in catalogo un hard disk di
tipo removibile quale il sottosistema
RH-5500. Un’unità questa da 5,25" per
cartucce da 50 Mbyte e con tempo me-
dio di accesso pari a 25 msec, Anche se
i sottosistemi della Ricoh godono tutti
di un ottimo tempo di accesso (ciò gra-
zie alla tecnica detta ZCAV: Zoned Con-
stant Angular Velocity) un sottosistema,
soprattutto di tipo ottico è decisamente
meno rapido di un hard disk tradizionale
nell'accesso ai dati. Strettamente legata
alla soluzione di tali deficienze è la pre-
senza di un adeguato controller in stan-
dard SCSI. Computer Discount pone in
listino la EasyCache PRO, capace di ga-
rantire 0.5 msec di accesso, Transfer
Rate pari a 1,6 Mbyte per secondo e l’o-
pzione Mirroring per la scrittura contem-
poranea dei dati su più dispositivi. Ec-
cellente controller è anche l'HS-1616
che, tramite schede opzionali «media-
dapter», è in grado di controllare sia di-
schi MFM che SCSI a 0.4 msec di ac-
cesso e trasferimento dei dati con valori
compresi fra gli 1,8 ed i 2,5 Mbyte per
secondo. Entrambi i controller spingono
a tale velocità sia l'accesso che il tra-
sferimento dei dati indipendentemente
dalle caratteristiche e dai limiti velocisti-
ci del disco collegato.
Conclusioni
La passeggiata nello stand della Com-
puter Discount termina qui.
Partendo dai requisiti minimi che
Windows supporta per il multimedia,
abbiamo provato ad espandere il siste-
ma di produzione fino a far assumere al-
l’MPC le sembianze di un'autentica
workstation videografica. Una worksta-
tion idonea sia per la realizzazione di au-
diovisivi che per prodotti interattivi do-
ve, fra tutte le periferiche presentate,
va comunque fatta una distinzione fra
gli elementi multimediali di «base» e
quelli di «produzione».
Nel primo raggruppamento, verificate
come essenziali nell'assunzione di un
sistema per MPC. vanno chiaramente
annoverate la scheda audio, quella vi-
deo e l'unità CD-ROM. Nel secondo so-
no da inserire le schede di codifica e le
unità magneto-ottiche.
Per quanto riguarda le schede di con-
versione del segnale il (oro acquisto è
univocamente subordinato al tipo di pro-
duzione che si ha intenzione di svolge-
re. Schede come l'AVer-1000 o la VGA-
AVer saranno difatti da acquistare solo
davanti alla necessità di montare su vi-
deonastro e comunque con segnale vi-
deo a riferimento analogico. Chi si de-
dica alla produzione di prodotti interat-
tivi potrà aver bisogno di una scheda di
codifica, ma solo nel caso in cui voglia
produrre su laserdisc. Se per le schede
di codifica la loro presenza è quindi cosi
specifica, per quanto riguarda i sottosi-
stemi ottici, la loro assunzione è gene-
ralmente affidabile ad ogni genere di at-
tività. Andando difatti dalla possibilità di
poter esser utilizzati come unità di ar-
chiviazione a quella di esser a tutti gii
effetti considerati come supporto fruiti-
vo, possono rispondere a tutte le esi-
genze digitali fin qui elencate in fatto di
gestione multimediale. Ciò rappresenta
una realtà decisamente interessante
che è il caso di analizzare in maniera più
approfondita, magari in un prossimo ap-
puntamento di questa rubrica.
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334
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
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Tecnologie di riduzione «Data Rate»
di Massimo Novelli
Più le immagini ed i suoni sono compressi su un dato « media », più
basso sta diventando il costo per immagazzinarli, ricercarli e
trasportarli. Sfortunatamente, però, molte nuove tecnologie di
compressione dati sono solo beneficio di fornitori di servizi, come
compagnie telefoniche o banche dati, ma c'è un posto anche per il
broadcast, sicuramente.
Se cosi queste tecnologie svilupperanno dei risultati come
promettono, quantomeno l'esasperata frammentazione del mercato
audio-video, soprattutto per quel che riguarda l'ambito registrazione,
potrebbe essere solo l'inizio della rivìncita dei broadcaster su tutti gli
altri , aprendo le porte di un mercato potenziale che non si può,
attualmente, nemmeno immaginare
Solo pochi anni fa, la parola compres-
sione evocava, agli addetti ai lavori, me-
morie dì notti insonni passate in com-
pagnia di trasmettitori AM restii ad es-
sere tarati come avrebbero voluto, ed in
tempi più recenti attorno ai «colleglli» in
FM, come il sottoscritto malvolentieri si
adattava, per poter trasmettere «di più»
costringendo la modulazione a rientrare
nei canoni standard. È cosi sorta tutta
una filosofia di comportamento o me-
glio di diverse filosofie su quali tagli/e-
saltazioni di frequenze o tassi di com-
pressione fossero più adatti alla musica
che si trasmetteva, fino alla compren-
sione di tali scelte da dividere in «scuo-
le», soprattutto quella europea che ba-
da ad un più corretto rapporto frequen-
ze/compressione o a quella americana
che bada ad un rapporto «esplosivo» tra
spettro e compressione. La compres-
sione, quindi, nel broadcasting soffre
della necessità di dover espandere in
qualche modo il canale di trasmissione
per poter far fluire più informazioni pos-
sibile.
Essa poi, in tempi più recenti, sta di-
ventando il cuneo d'attacco di una stra-
tegia vincente con il suo uso, ancora di
per sé abbastanza parsimonioso, nel-
l'audio e nel video digitale. Solo per fare
un esempio, il sistema ATV (Advanced
TV), in particolare uno studio di TV di al-
tissima qualità recentemente sviluppato
in America, dipende fortemente da que-
sta tecnologia. Infatti, tale sistema deve
ridurre un segnale avente approssima-
tivamente una larghezza di banda di lu-
minanza di 20 MHz ed una di crominan-
za di 7 MHz nel richiesto canale di tra-
smissione di appena 6 MHz. Un proble-
ma di certo non facile da risolvere.
Compressione vs
riduzione « bit rate»
La parola compressione, ed il suo pa-
rente più prossimo, riduzione «bit rate»
sono spesso usate intercambiabilmen-
te, la qual cosa non è corretta. Le due
tecniche sono differenti. Nel broadca-
sting, comunque, esse servono entram-
be allo stesso scopo — ridurre grandi
quantità di dati audio-video a più piccoli
e maneggiabili livelli — . La compressio-
ne riduce il rapporto dei dati, tra origi-
nale e «copia conforme», impiegando
336
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
COMPUTER & VIDEO
GUIDA PRATICA
significati statistici matematici e di alto
ordine per rimuovere informazioni ridon-
danti. Che cosa sarà mantenuto e cosa
sarà gettato via è basato, principalmen-
te quindi, sulla ridondanza, sulla dipen-
denza relazionale tra i dati, sulla predi-
zione nel movimento degli stessi e sui
livelli di entropia relativa. La riduzione
«bit-rate», d'altro canto, riduce il data
rate scaricando informazioni che
senz'altro superflue o impercettibili, nel-
la loro mancanza, sotto stabili condizioni
di ascolto o di visuale. Anche se la
pressione può essere usata per ogni ti-
po di flusso di dati, la riduzione «bit-ra-
te» è di gran lunga più efficiente quan-
do usata con sorgenti di informazione
che sono a base percettiva come
l'audio, il video o informazioni le-
gate a rappresentazione d'im-
magine.
Metodo «lossy» oppure
<t loseless »?
Come abbiamo appena detto, la com-
pressione o schemi di riduzione di dati
sono richieste ogni qualvolta le informa-
zioni desiderate sono in quantità mag-
giore della capacità del canale di tra-
smissione, qualunque esso sia. D'altro
canto tali sistemi non sono molto con-
sigliati se troppe informazioni sono di-
strutte dal processo di compressione/
decompressione. In ogni caso, esìsterà
un ben circoscritto limite tra il grado di
compressione, o tasso, e la qualità, cioè
la simile fruizione daH'originale, dell'im-
magine o del suono ricostruito. La ridu-
zione delle informazioni per processione
sarà quindi di due tipi, principalmente:
di tipo «lossy» (a perdere) e di tipo «lo-
seless» (senza perdita). La compressio-
ne «loseless» implicherà che, quando
avvenuto il processo di ristorazione dei
dati, dette informazioni sono molto vi-
cine ad una perfetta riproduzione dell'o-
riginale. Sistemi del genere usano tipi-
camente bassi rapporti di compressio-
ne, di solito entro 3: 1 o meno e questo
produrrà pochissimi percettibili scosta-
menti o errori nella ricostruzione. Tutto
ciò quindi è altamente desiderabile per
la preservazione di informazioni in un
certo senso critiche, come il dettaglio
nei particolari in una immagine oppure
armoniche di ordine superiore nell'au-
dio, ma non abbastanza se una grossa
quantità di dati deve essere inviata in un
piccolo intervallo di tempo oppure attra-
verso un canale di trasmissione a lar-
ghezza di banda limitata. Sistemi a com-
pressione «lossy» sono invece molto
popolari, attualmente. Comunque, essi
hanno vari e precisi limiti poiché per lo-
ro natura, possono produrre percettibili
«artìfacts» sotto processione. La reale
sfida, di tali sistemi, è quella di rendere
simili discrepanze il più possibile ridotte,
camuffate o rese impercettibili. I siste-
mi di riduzione «bit-rate» potranno es-
sere quindi di grande aiuto ai broadca-
ster, offrendo loro un enorme potenzia-
le, e ciò perché la flessibilità estrema
delle tecniche impiegate nel rimuovere
componenti non necessarie, nell'audio
o nel video, faranno si che le informa-
zioni trattate siano conformi il più pos-
sibile all'originale, tramite un
processo che viene identificato
come «conservazione di infor-
HV mazioni». Il significato poi del-
— l'implementare una particola-
re tecnica di compressione
■■V è chiamato algoritmo. Un
algoritmo, infatti, è un set
di istruzioni che definirà come le infor-
mazioni d'ingresso possano essere di-
sassemblate, compresse o troncate e
codificate.
L'algoritmo in sé potrà anche com-
prendere un «errar detection» oppure
un sistema di correzione d'errore che
impacchetterà i dati omogeneamente
per la trasmissione o per la distribuzio-
ne. Il set di istruzioni complementari al-
l'algoritmo sarà poi residente alla fine
della catena, in pratica all'utilizzatore e
sarà quindi usato per ricostruire le for-
me d'onda nel formato originale.
Tecniche di riduzione
La maggioranza degli schemi di ridu-
zione dati usa una delle tre principali
tecniche attuali: compressione digitale,
compressione analogica e riduzione
«bit-rate» su base percettiva. I sistemi
di compressione digitale, per audio ad
esempio, tipicamente usano processio-
ne di segnale con impiego di chip DSP
e tecniche connesse, nella riduzione
della ridondanza soprattutto. Tali siste-
mi sono attualmente ben sperimentati
ed affidabili, consentendo una alta qua-
lità del prodotto trattato. La riduzione
dati per il video è, invece, significativa-
mente più complessa. Esso, infatti, con-
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
337
COMPUTER & VIDEO
GUIDA PRATICA
La più celebre delle implementazioni JPEG attual-
mente sul mercato : dalla Avid con la sua produ-
zione Media Composer, nei modelli 2000 e 2001, ci
si potrà attendere di fare editing non-lineare con
una dualità, a delta della casa, paragonabile allo
standard BetaCam SP. Semplicemente ecceziona-
le.
sistendo in quadri individuali ma corre-
lati tra loro potranno essere sì compres-
si, come pure la sua natura di essere
una serie sequenziale di quadri, che al-
tresi potrà essere ridotta in quantità. Ec-
co quindi che si dovrà aver bisogno di
tecniche adatte al trattamento di un sì-
mile segnale, come per esempio l'«ln-
traframe coding» che opererà sulla ri-
dondanza spaziale delle informazioni su
un singolo quadro video oppure con
l'«lnterframe coding» che ridurrà la spa-
ziale e temporale ridondanza di diversi
quadri video alla volta, usando tecniche
di compressione nello spazio e «motion
prediction», ovvero interpretazioni tem-
porali del movimento dei pixel nel tem-
po.
Quest'ultima potrà quindi essere in
grado di dare risultati molto più accurati
ed affidabili, e con più alti tassi di com-
pressione, che non la precedente, an-
che se i costi per ottenerli sono molto
più alti.
Sistemi di codifica digitale
Attualmente vi sono diverse variazioni
delle codifiche digitali, la più semplice
delle quali è la quantizzazione. Questi si-
stemi possono essere basati sia in gran-
dezze scalari che vettoriali, e proprio
quest'ultima, la «Vector Quantization»
(VQ) sta diventando molto popolare nel-
le implementazioni. La VQ, infatti, agi-
sce nel dividere ogni frame video in
blocchi di dati, comparerà ognuno di es-
si ad una serie di blocchi sample in un
«code book» dal quale otterrà gli indi-
rizzi dei vettori immagine (Image Vector
Addresses). Il sistema poi sarà in grado
di trasmettere soltanto gli indirizzi, Il de-
coder VQ userà quindi gli indirizzi inviati
per richiamare i blocchi da un identico
code book, cioè istruzioni sulla codifica
degli stessi. La fedeltà dell'imagine ri-
costruita dipenderà ovviamente da co-
me gli indirizzi dei blocchi trattati incon-
trerà in similitudine gli stessi dell'imma-
gine originale e questo, in ogni caso, è
determinato da quanti blocchi di dati so-
no compresi nel code book iniziale. La
«Waveform coding» meglio conosciuta
come Differential Pulse Code Modula-
tion (DPCM), è un'altra delle tecniche
impiegate ed è abbastanza facile da im-
plementare. Il sistema in questione la-
vora suli'assegnare un valore numerico
a blocchi di pixel, basandosi sulla loro
intensità. Essa poi comparerà il pixel
corrente al precedente e ne trasmetterà
solo la differenza. I sistemi DPCM sono
spesso adattabili, nel senso che la mag-
gioranza della loro potenza di processio-
ne potrà essere allocata su parti dell'Im-
magine che ne ha più bisogno, offrendo
poi una efficenza di data reduction com-
parabile alla codifica di trasformata
(transform coding).
Transform Coding
Vi sono diversi tipi di codifica di tra-
sformata, anche conosciuta come «fun-
ction expansion». Essa infatti è basata
su trasformate matematiche, come la
«Discrete Fourier Transform» (DFT), la
«Discrete Cosine Transform» (DCT) ed
altre. Queste trasformate shiftano i pi-
xel da un dominio, diciamo nella loro po-
sizione spaziale, ad un altro, che può es-
sere la distribuzione nel tempo, o in to-
te nel dominio del tempo. Tali riorganiz-
zazioni di dati spesso fanno divenire la
compressione molto più facile da imple-
mentare, Una analogia, per far capire la
natura della cosa, potrebbe essere quel-
la di considerare gli studenti in una clas-
se ordinati affinché i più alti siedano in
fondo, invece che magari in ordine al-
fabetico; questo per due ragioni all'ap-
parenza futili ma indispensabili. La pri-
ma è che i più piccoli possano vedere
comodamente e la seconda che sarà
difficile passarsi foglietti o compiti in
classe. Fine della digressione.
In modo simile, organizzare i pixel in
una sequenza video sulla loro frequenza
invece che sulla posizione nello scher-
mo pud renderli più facili da comprime-
re ma anche da confondere nel vederli
La tecnica DCT è particolarmente effi-
cente per le immagini e sta diventando
largamente usata. L'esempio più cele-
bre di codifica DCT è nelle mani dell'al-
trettanto celebre Joint Photographic
Expert Group (JPEG) che con il loro al-
goritmo standard, giunto alla revisione
9,7, sono tra i più avanti nello sviluppo
di tale codifica. Questo sistema, per chi
ancora non lo sapesse, lavora sulla di-
visione dello schermo in blocchi di pixel
e nel creare coefficienti che descrivono
le relazioni di un pixel dall'altro. Occu-
perà quindi una frazione del tempo nel
trasmettere tali coefficienti, e non quin-
di i dati in sé, e tipicamente i tassi di
data reduction saranno da 30:1 a 50:1
con punte di 70:1 in casi estremi.
Il JPEG opererà però solo su quadri
singoli; comunque, tale compressione
potrà anche lavorare su video in movi-
mento semplicemente nel sequenziare
le immagini una dopo l'altra. Diverse ca-
se produttrici di apparecchi broadcast,
soprattutto editor non-lineari, impiegano
tali tecniche, e ne sono esempio pro-
duzioni JPEG su base Macintosh o IBM
compatibili, adattati come VTR con tutte
le funzioni standard di tali macchine e
con una qualità adeguata a produzioni di
buon livello, quindi ancora non eccezio-
nalmente alta. Sta in ogni caso recupe-
rando molto terreno, fino a giungere at-
tualmente ad una bontà paragonabile al
S-VHS.
I cugini del Motion Pìcture Expert
Group (MPEG), altro strenuo gruppo di
ricerca all'avanguardia, usano anch'essi
diversi principi esposti nello standard
JPEG, impiegando una combinazione di
tecniche «motion-compensated» come
predizione di movimento ed interpola-
zioni integrarne, dividendo le immagini,
come al solito, in blocchi o sub-band,
per la codifica. Sono ancora alla ricerca
di uno standard affidabile, anche se le
ultime notizie ne danno il rilascio uffi-
ciale tra breve.
Una nuova, promettente tecnica inve-
ce è conosciuta come «Wavelets» ed
opera globalmente su diverse porzioni
di immagine in modo simultaneo, non
solo sui classici blocchi fissi campionati.
Frattali
Le trasformate frattaliche sono una
nuova addizione nelle tecniche di com-
MCmìcrocomputer n. 123 - novembre 1992
COMPUTER & VIDEO
GUIDA PRATICA
pressione in uso attualmente. Una effi-
ciente codifica dipende fortemente dalla
ridondanza nei dati deH'immagine che
hanno una distinta e precisa relazione
da ogni altro. Un frattale, come ben sa-
pete, è una costruzione matematica che
ha la curiosa abilità di ripetere se stessa
e di crescere dimensionalmente. La sua
codifica descrive i segmenti video in
termini di «semi» matematici e di ma-
teriale residuo e sarà di tipo asimmetri-
co. Avrà bisogno di un mucchio di ma-
tematica per comprimere qualcosa ma
sarà in grado, con poche operazioni in-
vece, di riprodurre i dati trattati in modo
egregio. Questo sicuramente farà della
codifica frattalica un promettente stru-
mento d'uso, soprattutto in sistemi di
distribuzione video digitale poiché la
grossa mole della tecnologia risiederà
all'inizio della catena di trasmissione,
quindi in modo distribuito ed univoco, e
non alla fine. Non richiederà alcun code
book nelle diverse fasi del processo, e
sarà di natura scalabile, cioè adattabile a
diversi formati ed indipendente dalla ri-
soluzione.
Riduzione ((hit-rate»
su base percettiva
Molto brevemente, tali tecniche lavo-
rano sullo scaricare informazioni che
non possono essere udite oppure viste.
Il cervello umano, infatti, fa uso di tec-
niche di selezione delle informazioni
molto modificabili ed adattabili alle cir-
costanze, per discernere sempre cosa
realmente abbisogna per la percezione
di un fenomeno. Tali sistemi di riduzio-
ne infatti contengono accurati modelli di
udibilità e di percezione visiva dando lo-
ro modo di eliminare informazioni che,
in ogni caso, non possono essere rico-
nosciute.
Nell'area della psicofisica acustica, di-
verse case produttrici stanno introdu-
cendo sul mercato schemi e tecniche di
registrazioni digitali che operano sulla
base del mascheramento acustico (au-
ral-masking), fenomeno abbastanza no-
to da diverso tempo. Questi sistemi in-
fatti hanno in sé un preciso modello del-
la soglia di sensibilità dell'orecchio uma-
no. basato sulle curve di Fletcher-Mun-
son, come software principale da cui
estrapolare i dati con i quali fare ridu-
zione.
Tali sistemi cosi divideranno l'intero
spettro audio in sotto-bande, campione-
ranno simili componenti e con una suc-
cessiva comparazione con le caratteri-
stiche delle curve suddette, elimineran-
no tutte le informazioni a! disotto della
soglia di udibilità, ben precisa e speri-
mentata. In modo molto simile, nell'a-
rea della psicofisica visiva, ricerche con-
dotte in America ed in Europa hanno
evidenziato risultati abbastanza confor-
tanti; come per l’orecchio, anche l’oc-
chio, o meglio quella parte di cervello
che elabora i dati grezzi, ha una ben de-
limitata capacità di percepire fenomeni
associati alla percezione visiva, soprat-
tutto di immagini in movimento. Infatti
si è determinato che è possibile otte-
nere una riduzione «bit-rate» video vir-
tualmente senza perdita di informazioni
con un rapporto di 50:1 e che si è an-
che stimato che essa può essere este-
sa a 150:1, approssimativamente, sem-
plicemente nei rimuovere dati che l’oc-
chio non potrà comunque percepire.
Il futuro della compressione
Applicare, per esempio, una riduzione
«bit-rate» di compressione di 150:1 ad
un segnale standard HDTV (alta defini-
zione) con data rate di 1,2 Gbit/sec po-
trà quindi significare che tale segnale
sarà in grado di fluire, su un dato cana-
le. ad 8 Mbit/sec senza nessun difetto
percettibile, pressappoco quello che è il
normale canale televisivo attuale. Que-
sto è certamente uno strumento più ef-
ficente nel ridurre i dati che non indi-
scriminate o statistiche rimozioni di in-
formazioni. Comunque, sarà senz'altro
possibile che i futuri sistemi di trasmis-
sione possano ottenere il meglio dei
due mondi appena visti usando, per
esempio, sistemi di compressione «lo-
seless» all’inizio per poi ulteriormente
condensare la riduzione di informazioni
su base percettiva.
Conclusioni
Tutta la attuale tecnologia a disposi-
zione è già in grado di assicurare un pro-
dotto del genere ai massimi livelli. Simili
implementazioni sono generalmente
ben supportate sul mercato High-End
broadcast ma la ritrosia, soprattutto del-
le industrie tradizionali nella produzione
di apparecchiature broadcast, ancora
non ne ha fatto un vero prodotto vin-
cente.
Gli organismi preposti poi al dirimere
gli standard, sottoposti dalle varie case
produttrici, hanno anche dalla loro col-
pevoli ritardi nel decìdere, mettendo in
ansia un mercato già abbastanza diffici-
le da organizzare. Se è vero che la qua-
lità di un dato «media» di nuova con-
cezione dovrà essere almeno all’altezza
della qualità del miglior prodotto tradi-
zionale in uso, è anche vero che una
tecnologia non procede invano solo per-
ché esiste. Ne sarà logico anche atten-
dersi un loro completo sviluppo.
Mg
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
339
MACINTOSH
Guerra di word processor:
Microsoft Word 5*0 vs
WordPerfect 2*1
di Raffaello De Masi
H o sempre invidiato le persone
che possiedono quelle scritture
chiare, regolari e facili da legge-
re ; la mia, manco a dirlo è a caratteri,
particolarmente sgraziati e irregolari.
Quando scoprii sul Mac, ai suoi albori,
una decina di anni fa, il carattere Los
Angeles mi sentii liberato dal problema
di scrivere una lettera leggibile abba-
stanza personalizzata, senza utilizzare
un freddo Times o Palatino. Riuscii poi a
trovare un clone del Los Angeles in
PostScript, dalla eccellente resa, fino a
quando, alcune settimane fa, sfogliando
un numero di Mac User ho trovato un
cartoncino di una software house che
offriva per qualche decina di dollari un
font costruito direttamente sulla scrittu-
ra dell'utente. Ho. ovviamente, imme-
diatamente provveduto a ordinare il tut-
to e ho ricevuto, nel giro di un paio di
settimane, il dischetto con la mia calli-
grafia, in Adobe Font 1. eccezionalmen-
te ben costruito (addirittura le combina-
zioni Option-key servono a « battere «
. caratteri identici, ma con diversa forma
— esistono addinttura ben cinque «e" e
quattro ut» —, in modo da poter simula-
re l'irregolarità stessa della scrittura a
penna). Un poco di maquillage con
FontGrapher, per costruire i caratteri
accentati che sono praticamente ignora-
ti negli USA, e oggi posso scrivere una
lettera personale, di mio pugno, batten-
do alla tastiera quello che mi occorre.
Quale occasione migliore per parlare
quindi di word processing ? È quale mi-
gliore motivo per mettere a confronto
l'ultima versione, italiana, di Microsoft
Word, giunto alla quinta generazione,
impegnato a difendere il suo onorato
stato di servizio che lo vede tra i soft-
ware più diffusi nel mondo Mac contro
l'enfant prodige dei tempi nuovi, il pac-
chetto che, stando alla pubblicità, ha
fatto gridare al miracolo, ha stracciato
(sic!) tutta (a concorrenza, ha detto una
parola nuova e diversa nel campo della
elaborazione testi; in altri termini Word
Perfect. I risultati sono quelli che vedre-
te di seguito.
Microsoft Word 5.0
Il package
Parlare di Word significa discutere di
uno dei mostri sacri del software oriz-
zontale Mac. La prima versione, la ricor-
date, era contemporanea al MacWrite
1.0, pacchetto quest’ultimo che venne
dato di corredo al Mac stesso per un
lungo tempo e, all'Inizio, la gente si
chiese per quale motivo qualcuno do-
vesse acquistare ad un prezzo, per i
tempi, niente affatto a buon mercato un
prodotto che aveva già, in versione si-
milare, in dotazione gratuita. D'altro
canto la versione di allora era di una
farraginosità e di una difficoltà d'uso
inconcepibile secondo la visione odierna
dell'interfaccia Mac, per cui quella stes-
sa versione ebbe pochissima fortuna.
Dopo di questa, però tutte le altre ver-
sioni ottennero il più grande successo,
a partire dalla 2 fino a quella odierna, la
5, che rappresenta lo stato dell’arte
nella videoscrittura, abbinando una po-
tenza d’uso notevole a doti di flessibilità
e facilità, frutto anche di tutti i ritocchi e
Microsoft Word S O
Microsoft Corporation
16011 NE 36th Way
Box 97017
Redmond, Wa 98073-9717
Distributore :
Microsoft Spa
Centro Direa. Milano Oltre - Pai. Tiepolo
Via Cassanese, 224
20090 Segrate IMI) - Tel.: 02/269121
Prezzi IIVA esclusa):
Word 5.0 (italiano) L. 795.000
Word 50 l'inglese) L. 695.000
le modifiche effettuate sulle versioni
precedenti.
Oggi Word 5 viene offerto al pubblico
addirittura su cinque dischetti contenen-
ti ogni ben di Dio; programma principa-
le, una massa di esempi e di schemi a
dir poco sconfinata, un help completo,
un set aggiuntivo di correttori ortografici
e sintattici, e soprattutto caratteristiche
intrinseche che gli permettono, pur sen-
za promettere niente che appartenga al
page processing, di garantire la massi-
ma professionalità alla pagina stampata.
Secondo una logica prassi comune a
quasi tutti i package informatici; 5 non
rinnega né supera alcuna delle caratteri-
stiche dei suoi predecessori. Se con-
frontato con la versione 4 si riscontra
addirittura una riduzione delle opzioni
dei menu, ma si tratta di un fenomeno
solo apparente; vedremo tra poco il
perché.
340
MCmicrocomputer n. 1 23 - novembre 1992
MACINTOSH
/ comandi di Word
Poter dire che la distribuzione dei
comandi in menu sia ottimale mi sem-
bra per lo meno azzardato. Pare inoltre
che gli implementatori di Word, al con-
trario di quanto avviene per gli altri
pacchetti di Microsoft, ci godano a cam-
biare ogni volta le posizioni e i raggrup-
pamenti dei comandi, La cosa non e da
poco se si tiene conto che il nuovo non
è meglio del vecchio e che chi usa il wp
con una certa continuità si ritrova, con
la nuova versione, a dover familiarizzare
con nuovi movimenti e a perdere un
piccolo patrimonio di abitudini, ma la
spiegazione di tutto ciò è motivata dal-
l'intenzione di rendere l'interfaccia del
programma quanto più simile possibile
per le versioni Macintosh e Windows.
AH'apertura il package offre il nuovo
look comune dei programmi Microsoft,
con dall'alto, il solito menu, il «ribbon»,
qui su due livelli, il ben noto righello e la
pagina bianca di composizione del te-
sto. La novità, anche se non dell'ultima
ora, è, ovviamente il nastro superiore,
articolato in due righe principali. Quella
superiore offre, a destra, il submenu a
tendina dei caratteri (senza visualizzazio-
ne della forma dei font, e purtroppo,
ancora in conflitto con pacchetti all'uo-
po dedicati, come Fontina o Font-i-Vi-
sion) con accanto quello della grandezza
dei caratteri stessi (sono visualizzate
tutte le grandezze tipografiche principa-
li. e, in più. quelle settate con la classica
combinazione Shift-Qpt-plus). Conti-
nuando a destra, con un look molto
simile a quello di Excel, troviamo i pul-
santi di formato (peccato siano solo tre,
limitati al grassetto, al corsivo e al sotto-
lineato), l'icona di painting (funzione
questa non ancora ben integrata nel
pacchetto), quella talvolta molto utile
della visualizzazione dei caratteri di con-
trollo, e, per ultimo, in triplice schiera, il
comando di definizione del numero di
colonne. La metà inferiore del nastro è,
da sinistra a destra, occupata dal sub-
menu di definizione dei subformati, dal-
MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992
341
MACINTOSH
Il controllo dell'ortogralia ; da questa versione il suggerimento è automatico e
molto più preciso dei casi precedenti
le quattro icone di giustificazione del
testo, de tre icone di interlinea, due di
separazione dei paragrafi, le ben note
cinque di tabulazióne e quelle di utilizza-
zione del righello stesso. Il resto della
pagina è quello ben noto, con le due
barre di scorrimento, orizzontale e verti-
cale, quella di divisione della pagina in
verticale (Microsoft ha ancora una volta
ignorato, in fondo a ragione, la possibili-
tà di dividere la finestra in senso oriz-
zontale), le finestrine di indicazione del
numero di pagina e del formato, e il
righello tipico, già visto fin dalla prima
edizione, ben compatto e complesso
solo a prima vista. Basta effettuare un
doppio click su di esso per accedere
direttamente a una serie di opzioni dav-
vero interessanti. In prima battuta ve-
diamo riassunte le ben note opzioni
standard, tra cui un raffinato setup di
spaziatura che può essere assegnato
prima e/o dopo il paragrafo stesso, la
scelta dell'interlinea, che può essere
addirittura definita come «non minore
di». Non mancano, come al solito, le
opzioni per la gestione integrata dei
paragrafi; ma siamo solo nell'antica-
mera.
La finestra possiede tre bottoni, che
permettono di accedere ad altrettante
subfinestre. Con una si accede alla defi-
nizione specifica delle tabulazioni, per la
scelta del tipo (tra cui l’originale «barra»
che però in questa versione ha perso un
poco della sua importanza, in quanto
ben sostituito dall'opzione «tabella» che
vedremo tra poco). Sono di nuovo pre-
senti i tipi di riempimento (peccato non
siano definibili dali'utente) e la possibili-
tà di definire l’impostazione globale co-
me standard.
Il secondo bottone della finestra prin-
cipale fa accedere direttamente alla fi-
nestra di configurazione dei bordi, di
una facilità d'uso a tutta prova. Il forma-
to del bordo può essere definito in vario
modo, sia attraverso le opzioni già pre-
senti sia eseguendo scelte personalizza-
te riguardanti anche lo spessore e la
campitura interna. Il terzo bottone, infi-
ne. permette di scegliere le caratteristi-
che della cornice, in funzione dei margi-
ni, della distanza dal bordo e dal testo,
della posizione,
La barra di menu
La barra superiore presenta otto voci
di menu, del tutto analoghe a quelle
della versione precedente, ma sistema-
te in ordine diverso. Vediamo tra le
novità, il comando «Trova File» che
offre una serie di opzioni estremamente
ampia; un file può essere individuato,
dall'Interno del documento di lavoro, in
base a una serie particolarmente ampia
di caratteristiche (nome del file, testo in
esso compreso - eccellente —, com-
menti. data di costruzione e di ultimo
aggiornamento, tipo di formato; a que-
sto proposito Word 5 ha la capacità di
«importare» documenti e file leggibili in
moltissimi formati, addirittura del tipo
PICT, TIFF, AFE e relativa conversione
da MS-DOS. TIFF e molti altri). Giusto
sotto alla voce «Trova File» vediamo la
finestra di riepilogo Informazioni, che
riassume alcuni dati principali del file
(finestra che viene sempre proposta la
342
MCmicrocomputer n, 123 -novembre 1992
MACINTOSH
prima volta al momento del salvataggio
iniziale). Il menu, del tipo a grandezza
variabile, mostra, come in Excel, i titoli
degli ultimi file aperti; il programma
ricorda anche dischi e documenti utiliz-
zati in sedute precedenti e possiede
una funzione di ricerca intelligente che
permette di demandare alla macchina
l'operazione di ricerca, «dovunque il file
possa essere».
Molto più interessante è la voce di
menu successiva, «Modif.» che. accan-
to ai classici Cut-Copy-Paste-Clear-Un-
do-Redo offre una funzione di ricerca-
sostituzione estremamente sofisticata.
Un qualcosa può essere ricercato nel
file non solo in base ad una pura se-
quenza di stringa, ma anche in funzione
del tipo di carattere, della sua formatta-
zione. della costruzione intrinseca del
paragrafo, addirittura del suo stile, e
può essere sostituito e/o modificato
con analoghi tipi di parametro (ad esem-
pio, cerca tutto il testo piano scritto in
Monaco, della grandezza di 9 punti, con
stile «lettera» e trasformalo in Palatino
12 punti, formattato a destra, con inter-
linea doppia e grassetto). Le ricerche e
le sostituzioni, ancora, possono essere
sviluppate in andata, ritorno o in tutto il
documento. Il «cambia totale» oggi am-
mette l’Undo globale.
Lo stesso menu offre la voce glossa-
rio notevolmente ampliata nelle variabili
e permette di visualizzare separatamen-
te quelle di sistema dalle voci create
dall'utente. Ovviamente la colonna di
menu accoglie anche le quattro voci
standard destinate al publish-subscribe.
La voce di menu successiva non è
molto ricca, ma notevolmente interes-
sante. Oltre alle visualizzazioni normale,
di struttura e di layout di pagina, vediamo
la chiamata di visualizzazione del righello
e del nastro, un utilissimo Helper di
Stampa Unione, le classiche voci di
intestazione, piè di pagina, e di annotazio-
ne, e la nuova possibilità di creazione di
annotazioni vocali, Vediamo, nella colon-
na successiva, i già noti comandi di
interruzione di colonna e piè pagina, la
nuova tecnica di creazione di tabelle
formattabili in innumerevoli formati, la
chiamata alla subroutine di creazione
delle annotazioni scritte e vocali, l'inseri-
mento automatizzato della data e dei
simboli (quest’ultimo particolarmente
ben realizzato e pratico) e la creazione
stavolta ben fatta delle voci d'indice e di
sommario. È affidato a un comando
particolare anche la creazione e l'inseri-
mento di file grafici (al contrario della
farraginosa tecnica delle versioni prece-
denti), e l'inserimento di oggetti, quali
equazioni (sviluppate con Equation Editor
di Design Science, un editor matematico
non eccezionalmente sofisticato ma faci-
Un esempio di
documento tratto dal
software fornito in
dotazione
RAPPORTO • ARBORE
Arbore Catoture Voi. Il « N. 1Z « 5 marzo l<
rnTìTri
CALZATURE
Un nuovo robot lavora con noi Notiziario
del personale
le da usare), chart e fogli numerici del tipo
Excel, macro e addirittura un altro docu-
mento Word collegato al primo.
Il menu ancora successivo offre una
lista di opzioni già note, anche se qui
qualcuna ha cambiato nome ed è dive-
nuta estremamente più sofisticata ed
elegante. Manca ancora, peccato, la
possibilità di visualizzare la strìnga in
inverso e di creare un box automatico
attorno alla parola (ciò può essere simu-
lato comunque con la tecnica della cor-
nice), ma si tratta di piccole mancanze
che non inficiano, soprattutto, la gran
facilità d'uso del tutto. Ben più interes-
sante è il penultimo menu a tendina,
«Strumenti», che offre opzioni davvero
eccellenti. Il controllo dell'ortografia av-
viene oggi con la tecnica del suggeri-
mento diretto (viene utilizzato un picco-
lo motore inferenziale che, nel 90% dei
casi, permette di suggerire la parola
giusta) e dall'inizio del documento. Al
vocabolario è abbinato un dizionario dei
sinonimi e dei contrari che ha dell'incre-
dibile, tanto è articolato e potente, un
sillabatore a prova d'errore e un analiz-
zatore di documento non molto preciso.
Il tutto è gestito da una chiamata a
opzioni, caratteristica nuova in questa
versione, che permette di settare l'am-
biente principale di lavoro, e di questo
caratteristiche particolari, come unità di
misura, tipo dì virgolette, reimpaginazio-
ne, taglio e copia di testo senza perdita
di formattazione attraverso gli appunti
(buono), dragging del testo, griglie di
tabella, uso o meno dei menu abbrevia-
ti, utilizzo di marker per la grafica, inter-
pretazione dei documenti RTF. creazio-
ne di copie di backup e settaggio di
salvataggio veloce, chiamata alla fine-
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
343
MACINTOSH
stra di riepilogo delle informazioni dura-
ta del promemoria di salvataggio, scelta
del carattere predefìnito, dei manuali
d'ortografia e di sillabazione, eco. L'ulti-
ma voce nel menu strumenti è infine la
chiamata ai comandi di sistema che
oggi è organizzata in maniera nuova,
con un help immediato sul significato
dell'opzione e la possibilità di imposta-
zioni personalizzate di configurazioni di
menu varie.
La personalizzazione
dei menu e le utility
Nella gestione personale e nella crea-
zione di menu definiti dall'utente Micro-
soft è sempre stata una antesignana. In
Word 5 questa operazione è delle più
semplici; basta una chiamata al menu
Strumenti-Comandi per avere a disposi-
zione circa 150 voci di menu inseribili in
quello principale (la disposizione nelle
voci principali è già predefinita, assieme
a una combinazione di tasti per richia-
marla, ma questo layout è modificabile
comunque sempre secondo i gusti del-
l'utente). Interessante anche la possibi-
lità di creare layout di menu personaliz-
zati cosa che permette di accontentare
utenti con preferenze o gusti diversi
operanti alla stessa tastiera.
Pesante l'indisponibilità delle macro.
Nella versione precedente un creatore
di Macro, Automac, nella versione 2.1
era incluso nel package (ma solo in
quello USA). Si trattava di un prodotto
già da diversi anni presente sul merca-
to, e adottato da Microsoft per il suo
package. Oggi questa utility non è più
compresa, e quella precedente crea seri
problemi col System 7, con bombe di
sistema ed errore relativo a malfunzio-
namenti del bus. Occorre, per le macro
fare capo, giocoforza, a un prodotto
esterno, ad esempio Tempo, dalle buo-
ne caratteristiche d'utilizzo.
Qualche ultima parola in relazione a
Equation editor. Si tratta di un software
dedicato di prestazioni non eccezionali,
ma senz'altro molto più comodo del
precedente sistema affidato ai tasti e ai
caratteri di controllo. Un veloce uso di
esso ha evidenziato una certa intuitività
dei comandi, unita a un fastidioso bug
collegato alla scelta « Annullai*.
Word Perfect 2.01
Word Perfect è quasi uno sconosciu-
to, in Italia, nel campo dei WP per Mac,
mentre e più noto nell'area PC. In que-
st'ultima si è guadagnata la fama di
pacchetto ben costruito, solido e affida-
bile, e la cosa è ancora di più da apprez-
zare vista la ben più strenua concorren-
za opposta, in questo ambiente, da pac-
kage di ben solida fama e anzianità di
servìzio. Addirittura esiste, negli USA,
una rivista mensile. Word Perfect
Journal, destinata agli utenti di questo
programma, scritta in maniera interes-
sante e destinata ad entrare nelle più
intime caratteristiche del pacchetto
stesso.
Sull'onda del successo arriso alla ver-
sione PC, oggi, mi pare, giunta alla
versione 4, Word Perfect Corporation
lanciò, nel 1989, il corrispondente pro-
dotto Mac, allora un package dalle pro-
messe pretenziose, ma che mostrava
chiaramente la trama nei confronti di
avversari anche di non eccezionali carat-
teristiche, quali Wrìte Now e Mac Write
I. La fine del 1991 ha portato alla nasci-
II contenuto del
package, e la finestra
La versione è davvero 5 ?
Word 5 esce a poca distanza dì tem-
po da Word 4 (almeno per i tempi
standard di upgrading di Microsoft; la
stessa cosa, anzi tempi ancora più brevi
Microsoft ha riservato all’upgrade di Ex-
cel, di cui parleremo nel prossimo nu-
mero), ma la nuova versione offre un
gran ben di Dio in più rispetto alla
precedente. Checché sostenga Micro-
soft, si è ancor lontani da qualunque
prestazione comparabile a quella di un
DTP, ma Word 5 è sicuramente uno dei
più versatili word processor attualmen-
te disponibili per Mac. Pur permanendo,
infatti, ancora gravi difficoltà nella mani-
polazione di riquadri nella pagina (egre-
giamente, ad esempio, risolti da Full-
Write Pro, e anche abbastanza bene,
dallo stesso Word Perfect) allo stato
attuale si può considerare davvero lo
stato dell'arte nel settore e sicuramente
punto di confronto anche per pacchetti
di altre piattaforme. D'altro canto non a
caso Word è assoluto padrone del mer-
cato Mac, lasciando alla concorrenza
davvero poche briciole.
ta dell’ultima versione, che offre un
insieme di prestazioni di notevole inte-
resse e di sicuro impegno
Il pacchetto
Word Perfect viene offerto in una
robusta scatola di cartone bianco e az-
zurro, contenente una serie di manuali,
oltre il software e una pratica striscia
autoadesiva, destinata alle tastiere este-
se, che permette di ricordare a cosa
servono i tasti funzione abbinati alle
combinazioni Shift-Option-Command.
Word Perfect per Mac offre, in piena
interfaccia Mac, una pagina iniziale bian-
ca sulla quale è possibile eseguire, solo
attraverso l'uso del mouse, praticamen-
Word Perfect 2,01
Word Perfect Corporation
7555 Technology Way
Orem Utah 84957 USA
Distributore:
Word Perfect Italia
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344
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
MACINTOSH
il se tuo delie opzioni di Base, si non come venga usala aDbondanremente la ►
tecnica delle subfinestre ognuna dotata dei suoi menu
te tutte le personalizzazioni possibili. La
cosa è affidata a una delle voci del
submenu File, che offre diverse opzioni
interessanti. Óltre le solite, vediamo in-
fatti un comodo «Inserti* che permette
di effettuare un merge di un file ester-
no, le chiamate a File Manager e Libra-
rian, gestione molto più sofisticata delle
stesse funzioni, una serie di comandi di
stampa meglio costruiti dei soliti, co-
mandi che permettono, ad esempio, di
stampare sul fondo pagina un logo o
una scritta ripetitiva. Ma la chiamata più
interessante è quella alle «Preferenze»,
Invocando questo comando si apre
una finestra dedicata, con rispettivo me-
nu (questa dei menu contenuti nelle
subfinestre è una prerogativa adottata
da Word Perfect in maniera intensiva e
intelligente), che permette di accedere
a quattro tipologie di setup diverse,
riguardanti l'ambiente di lavoro, la ge-
stione delle cartelle di utilizzo dei file, la
definizione dei comandi da tastiera (in
numero molto più ridotto di quelli di
Word 5) e il salvataggio del layout delle
preferenze (non è ammesso conservare
più di un layout). Di questo comando
l'opzione più interessante è senz'altro la
prima, «Environment-Ambiente», che
offre una barra a cinque submenu, attra-
verso la quale personalizzare fino nei
minimi particolari, appunto l'ambiente di
lavoro.
La seconda chiamata di menu, Edit, è
quella classica dell’ambiente Mac. La
maggior parte delle chiamate sono quel-
le note, ma una merita un discorso a
parte: «Show Codes» apre una finestra
sotto il documento principale che mo-
stra, con ricchezza di particolari, quanto
scritto e tutti i caraneri speciali (tabula-
zioni, CR, LF e FF, formattazioni e carat-
teri di controllo alla stampante, codifica
dei caratteri di stampa e della loro for-
mattazione, ecc). La voce di menu suc-
cessiva sembrerebbe piuttosto scarna a
prima vista; essa accoglie i tool di ricer-
ca e di sostituzione, ed è formata solo
da quattro chiamate-opzioni; invece si
tratta di una delle configurazioni di ricer-
ca e sostituzione tra le più potenti,
flessibili e generose, e non ha niente da
invidiare alle opzioni già descritte di
Word 5. Anzi alcune raffinatezze, come
la ricerca della posizione dell'azione, e
di opzioni particolari (come, ad esempio
ricerca di caratteri a grandezza o stile
maggiore o diverso da quello su cui è
posizionato il cursore) si fanno davvero
apprezzare alla bisogna.
Una cura davvero speciale è dedicata,
da parte del costruttore, al layout di
pagina. Premesso che la costruzione
della pagina di scrittura e la sua format-
tazione è,, in WordPerfect, ben più age-
vole, anche se non più potente, che in
Word 5. si hanno Immediatamente a
disposizione innumerevoli formattazioni
che combinate tra di loro offrono un
completo controllo su tutti i particolari
della pagina, dal formato di scrittura fino
alla gestione della pagina totale. Ancora
più complesso e articolato è il menu
«Tools»; assieme a un thesaurus e a
uno speller ben più veloci di quello
offerto da Word 5, scopriamo la possibi-
lità di costruirsi un sub-linguaggio, di
Un esempio di
organizzazione delta
pagina, interessante la
buona organizzazione
dei tabulatori, che
addirittura possono
essere relativi, e la
creazione di finestre
personalizzate, con
relativo sfondo
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
345
MACINTOSH
creare non solo grafici contenuti nella
pagina stessa, con possibilità di auto-
scontornamento, ma anche textbox
estremamente sofisticati, secondo solo,
per facilità d'uso e potenza, a quelli
creabili con FgllWrite.
Una considerazione particolare merita
la possibilità di creare e gestire macroi-
struzioni anche di notevole potenza
(non a caso Word Perfect è soprattutto
reclamizzato per la potenza di questa
opzione) Per la verità non sono mai
stato mai un grande utente di questi
tool, che. forse anche per la mia scarsa
capacita di apprendere a fondo le tecni-
che complesse illustrate nei manuali
d’istruzione, mi sono sempre risultati un
poco ostici. D'altro canto se posso am-
mettere la loro funzionalità in pacchetti
come i fogli elettronici dove le operazio-
ni standardizzate e ripetitive hanno sen-
so, mi riesce difficile pensare a routine
sempre eguali a se stesse in un wp (al
massimo le vedrei utilizzabili nella scrit-
tura di un foglio intestato o nella crea-
zione di un layout di pagina). Cionono-
usaiiu e mutasi un iuu uuu. uuiaiu ui unu
sofisticazione notevolmente spinta (fi-
nestre nelle finestre con menu nei me-
nu) ha però il pregio di essere un poco
appesantito da menu sovraccarichi di
opzioni. Ha il suo punto di forza, essen-
zialmente, nella capacità di gestire il
layout di pagina in maniera molto tra-
sparente e facile, anche se chi è abitua-
to ai comandi di Word fa qualche fatica
ad adattarsi al nuovo ambiente
Conclusioni
Lo scontro di due giganti non può
fare che faville, e, manco a dirlo, in
questo articolo c’è stato un incendio.
Dal confronto come puri word proces-
sor Word 5 esce senz'altro vincitore,
ma, appena si richiede una gestione
facile e sofisticata non più dello scritto
ma del foglio, Word Perfect fa valere la
sua superiore tecnologia.
Un incontro alla pari, quindi?
Dipende dall'ottica di chi ci lavora e
dalla necessità dell'utente. Fatto sta
che, negli USA, l'utenza tradizionale
adotta ancora con pervicacia Word 5.
mentre la nouvelle vague dei videoscrit-
tori sembra sempre piu invogliata da un
prodotto facile, agile e leggero, leggi
Word Perfect. E questa esigenza di
leggerezza e facilità non è da non tene-
re da conto, visto che hanno discreta
fortuna anche pacchetti non certo po-
tenti, ma immediatamente e agevol-
mente utilizzabili, come Write Now e
Un esempio Pi documento eresio con Word Perfect. La libreria disponibile e molto meno interessante e Write II.
numerosa di quella presente nel package Word S. BIS
La procedura di
creazione di una
macro. e la finestra di
editing delta stessa
stante questa opzione esiste, è efficien-
te, anche grazie alla possibilità di acce-
dere a un editing delle macro particolar-
mente sofisticato e credo che in mano
a uno più paziente di me potrebbe dare
risultati di notevole qualità.
Concludendo
su Word Perfect
Word Perfect rappresenta, in termini
espliciti «thè other side of word proces-
sing». Imparare ad usarlo è estrema-
mente facile, molto di più dell'avversa-
rio tanto che montare il programma e
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MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992
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ARCHIMEDES
!JPEG
MCmicrocomputer n. 1 23 - novembre 1 992
In questi mesi tutta la
stampa, non solo quella di
settore, si è occupata del
digitale, delle nuove frontiere
che esso va investendo, e
che vede il computer nel
ruolo di una specie di art
director nel nuovo modo di
gestire l'informazione tutta. Il
computer come una sorta di
cornucopia dell'informazione,
sia essa sonora, grafica
I immagini in movimento e
statiche) e di solo testo
Ma come tutti ben sanno, fra il dire e
il fare c'è di mezzo il mare. In questo
caso un mare di informazioni da codifi-
care, da trattare numericamente, riduci-
bili attraverso l'uso di algoritmi efficien-
ti. Informazioni che, una volta convertite
in forma digitale, possano essere trat-
tate e convogliate attraverso il parco
tecnologico di cui oggi disponiamo: cavi
a fibre ottiche, linee telefoniche, com-
puter. ecc. È proprio questo il problema
che, l'industria e i laboratori di ricerca
che ruotano intorno alle problematiche
legate al trattamento delle informazioni
digitali, cercano di risolvere. E non solo.
Un altro problema è rappresentato dal
fatto di dover convertire molta dell’infor-
mazione che oggi è veicolata attraverso
medium analogici (video-cassette, pelli-
cole cinematografiche, pellicole fotogra-
fiche, ecc.), in forma digitale. Del resto
i problemi appena visti non sono certo
del tutto nuovi. Ridurre le informazioni,
di qualsiasi tipo esse siano, con algorit-
mi sempre più compatti, è un problema
che l'uomo e lo scienziato si propongo-
no da sempre. Ridurre le leggi della na-
tura in equazioni che le descrivono è
compito dei fisici, dei matematici, degli
ingegneri che sfruttano le formule di ri-
duzione nei loro progetti e nei più sva-
riati campi applicativi. Insomma la scien-
za da sempre cerca di ridurre il mondo
naturale in algoritmi compatti. Di tra-
sformare le complesse leggi che gover-
nano la natura stessa dell’universo, in
formule che ne riducano la complessità,
conservando al tempo stesso tutta l'in-
formazione necessaria alla sua com-
prensione. La mente stessa, la sua or-
ganizzazione, la capacità che essa ha di
memorizzare esperienze e quindi infor-
mazioni, è strettamente legata alla sua
capacità nell 'operare riduzioni algoritmi-
che.
Se il nostro cervello acquisisse tutte
le informazioni cosi come l’esperienza
quotidiana le offre — tutte le informa-
zioni possibili dalle cose che vediamo e
sentiamo — la nostra mente verrebbe
ben presto sovraccaricata, l’elaborazio-
ne delle informazioni acquisite diverreb-
be più lenta, cosi come i tempi di rea-
zione agli stimoli esterni.
Tutto ciò sembrerebbe, a prima vista,
molto distante dai problemi tecnici che
attualmente la tecnologia digitale cerca
di risolvere. In effetti la riduzione dell'In-
formazione in algoritmi più semplici e
compatti, è un problema che tocca piu
da vicino la matematica sperimentale.
Ma le due cose sono più legate di quan-
to si creda. Se oggi possiamo immagaz-
zinare su di un dischetto da 1 ,44 Mbyte,
3Mbyte di informazioni, spedire file sul-
le linee telefoniche, ascoltare musica su
CD ecc., lo dobbiamo soprattutto ai ma-
tematici che, attraverso il linguaggio
universale dei numeri e le relazioni fra
essi e i fenomeni naturali (in una parola:
formule matematiche) hanno permesso
ARCHIMEDES
di realizzare riduzioni efficienti di enormi
sequenze di dati,
Il pacchetto di questo mese, JPEG,
ne è un'ulteriore prova in quanto rappre-
senta lo standard di fatto in algoritmi di
compressione per immagini statiche.
La confezione
All'interno della scatola di cartone,
molto spartana devo dire, troviamo cin-
que dischetti ed un esauriente manuale
di spiegazione di 16 pagine. Nel manua-
le. oltre ad una guida per l'uso del pro-
gramma, è presente una sezione con le
specifiche dello standard JPEG e una
descrizione degli algoritmi utilizzati nella
compressione. Il programma è contenu-
to all'interno di un solo dischetto, men-
tre gli altri contengono un archivio di im-
magini in diversi formati grafici.
L'installazione
JPEG opera in ambiente multitasking.
Non sono richieste particolari configura-
zioni hardware per il suo funzionamen-
to, l'importante è avere a disposizione
256K byte di RAM libera per far girare
il programma, naturalmente questo è lo
spazio richiesto per l'allocamento del
codice-programma, mentre la RAM ri-
chiesta per le operazioni di compressio-
ne e decompressione varia in accordo
con le dimensione del file su cui viene
applicato il processo. Il programma può
essere lanciato sia da dischetto che da
disco rigido. Per installare JPEG sul di-
sco rigido, bisogna prima eseguire il
fvterge della direcotry System del vostro
disco rigido con quella fornita sul di-
schetto, e poi procedere alla copia del-
l’applicazione usando le solite procedu-
re del Risc-OS. Il manuale consiglia inol-
tre la creazione di una directory per il
salvataggio delle immagini compresse.
A tal fine è sufficiente copiare la dire-
ctory Images, fornita nel disco program-
ma, nella root del hard disk, e il gioco è
fatto.
Cosa fa JPEG
JPEG è un potente attrezzo software
per la compressione di immagini al
computer. Studiato in particolare modo
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
349
ARCHIMEDES
per applicazioni multimediali, il program-
ma risulta utile anche al di fuori del suo
contesto originario. Lo standard JPEG è
stato definito dal Joint Photographic
Expert Group per la compressione di
immagini di qualità fotografica a 24 bit,
mentre l'implementazione su ARM è
stata realizzata su licenza JPEG dalla DT
Software. Il metodo usato dal program-
ma nel processo di compressione, può
essere sostanzialmente diviso in due
successive fasi: la prima, in cui l'intera
immagine viene suddivisa in piccoli qua-
drati da 8 pixel per lato; la seconda nella
quale ognuno dei quadrati viene proces-
sato e quantizzato. In questa seconda
fase su ogni quadrato viene applicato
un processo di trasformazione chiamato
DCT (Discrete Cosine Trasformi, il quale
provvede a separare i dettagli dell'im-
magine dal background ricorrendo al
calcolo della variazione di luminosità
dell'immagine e della scala cromatica.
Dopo questa operazione le informazioni
non necessarie alla definizione della im-
magine (dati ridondanti) vengono elimi-
nate. Il numero di informazioni eliminate
dipende dalla qualità che si vuole otte-
nere dall'immagine compressa. Il meto-
do comporta un'ampia serie di vantaggi,
rispetto agli usuali algoritmi utilizzati nel-
la compressione di file. Il fatto che la
tecnica utilizzata da JPEG è stata rea-
lizzata appositamente per la compres-
sione di immagini, ne mostra già un pri-
mo vantaggio: le immagini grafiche so-
no oggetti bidimensionali, ed il program-
ma opera su singoli blocchi da 8 pixel
per lato. Il secondo è rappresentato dal
fatto che i bit eliminati nella codifica del-
l'immagine, non rappresentano informa-
zioni utili alla percezione visiva, il che
comporta una considerevole riduzione
dei dati da elaborare.
In pratica l’algoritmo implementato in
JPEG, permette di comprimere imma-
gini riducendone la dimensione originale
al 4%-7%, conservando al tempo stes-
so la qualità dell'immagine. I fattori di
riduzione possono essere ulteriormente
ingranditi, in questo caso però la defi-
nizione dell'immagine ne risente, in
quanto alcuni dettagli vengono inevita-
bilmente persi.
JPEG al lavoro
Una volta dato il doppio click sull'ico-
na della applicazione, l’icona del JPEG
scende giù nella barra del desktop. Per
comprimere un file trasciniamo il file
sull'icona dell'applicazione. A questo
punto sale in screen il Dialog Box delle
opzioni. Una volta settati gli opportuni
parametri trasciniamo il file di output
nell'opportuna directory di salvataggio e
la compressione ha inizio. Le stesse
modalità vanno eseguite per effettuare
la decompressione dei file, l'unica dif-
ferenza è appunto nel formato del file
trascinato nell'applicazione. Il Dialog
Box, ovvero il menu principale del
JPEG, è rappresentato da una finestra
al centro dal desktop. Al suo interno, in
alto a sinistra, l'icona del file da proces-
sare affiancata dalla path del file sorgen-
te, al disotto una serie di bottoni per-
mettono di settare alcuni importanti
opzioni per i processi di compressione e
decompressione. Vediamoli in dettaglio.
Il Single Tasking Mode, permette di
scegliere la modalità operativa del pro-
gramma: multitasking o singletasking.
Nella modalità single, il processo di
compressione o decompressione viene
accelerato, in quanto tutti gli altri appli-
cativi lanciati vengono momentanea-
mente congelati, mettendo cosi il pro-
cessore a completa disposizione del
JPEG. Un ulteriore incremento di velo-
cità si può ottenere selezionando il bot-
tone Blank Screen, che provvede ad eli-
minare l'output su monitor evitando
cosi di sovraccaricare il lavoro dell' ARM.
Il Blank Screen permette di ottenere in-
crementi operativi che vanno, a secon-
da del modo grafico usato, dal 5 al
35%. Il bottone Verbose Mode consen-
te di visualizzare, all'interno di una fine-
stra, utili informazioni sull’andamento
del processo di conversione. All’interno
di JPEG i file possono avere lo stesso
nome, siano essi già compressi o da
comprimere. In pratica il file originale e
quello compresso vengono distinti in
primo luogo dal tipo, ovvero dall'icona
che lo rappresenta. Per questo motivo,
nel menu delle opzioni è presente uno
switch denominato Give Output File Sa-
nie Name, che permette di assegnare
al file di output lo stesso nome del file
di origine.
Vediamo ora come parametrizzare il
processo di compressione. La Image
Ouality, è senza dubbio il parametro più
importate per la compressione dei file.
Rappresentato da un piccolo menu ri-
scrivibile, questa permette di seleziona-
re il livello di compressione e la relativa
qualità dell’immagine compressa. Il Q-
Factor, come viene definito dal manua-
le, può assumere valori che vanno da 0
a 100. Il valore di default è 75, questo
valore consente di ottenere file com-
pressi in rapporto 15:1. Ad esempio
un'immagine da 1Mb viene compressa
in un file che occupa uno spazio fisico
di soli 65 K. mantenendo una qualità del-
l'immagine indistinguibile dall'originale.
Con valori del Q-Factor compresi fra 20
e 30, si possono ottenere file compres-
si con un rapporto di 100:1, ma l'imma-
350
MCmicrocompuler n. 123 - novembre 1992
ARCHIMEDES
gine perde molti dei dettagli originali.
L'opzione Power Compression Mode,
se selezionata, consente di applicare
l'algoritmo di Huffman: uno standard
già da tempo usato nella compressione
di file.
Settati tutti » parametri appena visti,
non ci resta che salvare il file compres-
so. Per far questo bisogna accedere al-
l'unico menu del JPEG, dove troviamo
la voce Save. I file compressi vengono
salvati nel formato JPEG, riconosciuto
dal Risc-OS oltre che per la sua icona,
dal numero &C85,
Bene, passiamo ora a vedere la se-
conda sezione di opzioni presenti nella
Main Window del JPEG, quelle relative
alla decompressione.
La Image Smoothing è una delle pri-
me opzioni dedicate al controllo della
decompressione. Con essa è possibile
ottimizzare la qualità dell'immagine in
output nei casi in cui questa abbia su-
bito, durante la compressione con alto
valore del Q-Factor, un'eccessiva perdi-
ta di definizione. Un eccessivo valore
del Q-Factor può produrre in output l'ef-
fetto denominato Tiled: letteralmente
pavimentazione. In pratica si tratta della
scalettatura di certe zone deH'immagine
compressa, attenuabile selezionando
appunto il bottone Smoothing. Segue
poi la Force Grey Scale Output. Selezio-
nando questa opzione è possibile otte-
nere immagini in scale di grigio da file
compressi originariamente a colori. Ciò
consente di ridurre ad un terzo lo spazio
fisico occupato dal file espanso, sia su
disco che in memoria. Attraverso il bot-
tone Dithering, possiamo disporre vir-
tualmente di un numero illimitato di co-
lorì, superando così i fatidici 256 imposti
dal Risc-OS. La tecnica impiegata nel
Dithering è quella denominata Floyd-
Stemberg, già ampiamente usata in am-
biente Archimedes da altri applicativi
(ChangeFSI e Traslatori per il trattamen-
to delle immagini. Relativa al colore è
anche l'opzione Limit Color Range, che
permette di limitare il numero di colori
visualizzati nell'immagine decompressa.
Formati dei file supportati
Il JPEG è in grado di comprimere la
maggior parte dei formati grafici attual-
mente affermatisi come standard nei di-
versi ambienti operativi.
Fra questi troviamo il formato AIM, il
Clear usato dal Transistor, il GIF usato
in ambiente MSDOS e MAC, il Targa
per la compressione dei file prodotti
con la relativa scheda, il PBMPIus e fu-
ta h R L E entrambi usati in ambiente
Unix. Tipicamente usati sotto Risc-OS,
per lo scambio di file fra pacchetti gra-
fici, i formati Sprite, QRT e MTV. In par-
ticolare per quanto riguarda lo scambio
di file provenienti da ambienti diversi dal
Risc-OS, nel disco programma troviamo
l’utility MAC-binary per l'importazione
dei file MAC in Archimedes.
Conclusioni
JPEG rappresenta senza dubbio lo
stato deH'arte per quanto riguarda la
compressione di immagini grafiche. Ciò
è confermato dal fatto che sia stato uti-
lizzato come standard nella produzione
di applicazioni multimediali. Del resto le
immagini che accompagnano l'articolo,
esplicano ampiamente le potenzialità
del programma, ed in particolar modo,
l'eccellente implementazione di JPEG
su processore ARM. KB
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
351
AMIGA
TurboText
di Andrea Suatoni
« A Pasquà, fatte er turbo e la vita te cambia da cosi a cosi» diceva
Salvatore Marino nel suo abbastanza improbabile telegiornale.
In effetti, la mania del turbo negli ultimi anni ha contagiato un po'
tutti i campi della tecnologia compresa , ovviamente, l'informatica di
massa: ne è un esempio la Borland, che agli inizi degli anni '80
lanciò il famoso Turbo Pascal per l'ormai praticamente defunto
CP/M. capostipite di una serie di compilatori «accelerati» disponibili
oggi sui PC compatibili. Anche su Amiga la parola «turbo» ha
attirato l'attenzione di alcuni produttori di hardware e software : la
Impulse lanciò qualche anno fa Turbo Silver, un programma di ray
tracing progenitore di Imagine che effettivamente diminuiva
sensibilmente i lunghissimi tempi di generazione di un'immagine.
Invece la Oxxi Aegis. nostra vecchia conoscenza, ha tirato fuori da
un po' di tempo questo interessante text editor chiamato, manco a
farlo apposta, TurboText!
Il panorama dei text editor per Amiga
è sempre stato molto vario e fiorente, a
partire dalla Commodore che ha offerto
ben tre editor di tale tipo fin dalla ver-
sione 1.3 dell'Amiga OS. Negli anni pas-
sati altri editor, sia commerciali sia di
pubblico dominio, si sono affacciati sulla
scena: TxEd della MicroSmrlh e Cygnus
Ed Professional della ASDG (quest'ulti-
mo ritenuto fino a poco tempo fa lo stato
dell'arte nel campo dei text editor) per
quanto riguarda i primi, il mastodontico
GNU Emacs della Free Software Foun-
dation e Dme di Matt Dillon per quanto
riguarda i secondi.
Text editor o word processor?
Occorre subito dire che esiste una dif-
ferenza sostanziale tra un text editor ed
un word processor: il primo è principal-
mente utilizzato per la redazione di testi
puramente ASCII (quali i sorgenti per i
vari linguaggi di programmazione, ad
esempio), il secondo è invece utilizzato
prevalentemente nella scrittura di docu-
menti ed ha normalmente anche delle
funzioni base per l'impaginazione tipo-
grafica. Bisogna dire che l'evoluzione in-
formatica ha toccato anche questi due
tipi di applicativi, rendendo sempre più
sottile la linea di demarcazione che li se-
para. 1 primi text editor erano in realtà
degli editor di linea; niente operazioni full
screen, righe di testo selezionabili attra-
verso i loro numeri di linea, insomma
molto orientati alle schede perforate
(guarda casol). I secondi, di cui il mitico
Wordstar è probabilmente l’indubbio ca-
postipite, avevano la possibilità invece di
lavorare a pieno schermo, di formattare
il testo, inserire la numerazione automa-
tica delle pagine, ecc. Tutto questo e
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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
AMIGA
molto altro di più è disponibile negli ap-
plicativi presenti oggi sul mercato: i text
editor hanno acquisito anche delle pri-
mitive capacità di formattazione (il word
wrap, in particolare), fornendo al tempo
stesso un discreto numero di facilitazioni
per chi programma (l'indentazione auto-
matica, per esempio), I word processor
sono ora in grado di importare disegni,
di utilizzare un numero enorme di font,
ecc., annullando quasi quella linea di de-
marcazione che c’era con i programmi di
impaginazione tipografica (questi ultimi,
dal canto loro, hanno integrato delle fun-
zionalità di disegno e word processing).
Tutto ciò per arrivare a dire che il nostro
TurboText, oggetto di questa prova, oggi
come oggi rappresenta probabilmente lo
stato dell'arte per quello che riguarda i
text editor per Amiga (e non solo Ami-
ga!).
su uno suo. Se si utilizza il Workbench
2.0, in quest'ultimo caso TurboText
aprirà un public screen, ne) quale pos-
sono essere ospitati altri applicativi che
sono in grado di lavorare su tali schermi
(la WShell 2.0, per esempio, ma anche
molti altri). Sempre nel caso che si la-
vori su di uno schermo separato, è pos-
sibile selezionare il numero dei colori (2
o 4) e la palette associata, l'interlace o
meno e persino il font da utilizzare nelle
varie finestre di testo. Passando alle
preference di editing, possiamo sbizzar-
rirci nel selezionare il word wrap, il nu-
mero di blank corrispondenti ad un ca-
rattere di tabulazione e l'espansione di
questi ultimi in blank, l'eliminazione dei
blank in coda alle linee di testo, l’elimi-
nazione in fase di lettura del file dei car-
riage return (utili per i file provenienti
dai PC) e molto altro. Da notare che Tur-
boText, a differenza di altri text editor,
non pone nessuna limitazione alla lun-
ghezza delle righe di testo. Molto utile
infine, specie per i programmatori, l'in-
dentazione automatica che permette di
creare con estrema facilità le cosiddette
scatole cinesi tipiche dei linguaggi strut-
turati. Passando all'ultimo requester di
configurazione (File Preferences) è pos-
sibile specificare la creazione o meno
delle icone, l'autosalvataggio del docu-
mento (utile come precauzione contro
eventuali improvvisi black out) di cui è
possibile specificare l'intervallo di tem-
po e la richiesta di conferma, il dispo-
sitivo AmigDQS da utilizzare per la
stampa (in questo modo è possibile
stampare anche su un file) e soprattutto
la possibilità di creare un certo numero
Via!
Apriamo la confezione, che non pre-
senta alcuna nota particolare, seppure
abbastanza curata, e all'Interno troviamo
un floppy, un manuale di circa 200 pa-
gine e le solite pubblicità, Non esiste al-
cun programma di installazione, il tutto
va fatto tramite copia dei file in una di-
rectory dell' hard disk (se lo si possiede):
tuttavia, le note di installazione sono ab-
bastanza chiare, per cui l'operazione non
dovrebbe costituire un problema nem-
meno per il neofita. TurboText è com-
posto principalmente da un programma
attivatore, TTX (simile al comando Ed di
Cygnus Ed), dal programma vero e pro-
prio, TurboText. e da un discreto numero
di file di configurazione, di cui parleremo
tra poco, più numerosi script file per
ARexx. Da ciò si evince che ci troviamo
davanti ad un text editor molto flessibile,
interfacciato con il mondo esterno, ma
soprattutto programmabile. Il lancio di
TurboText può essere fatto indifferen-
temente da CU o da Workbench: in ogni
caso la procedura corretta è quello di lan-
ciare il programma attivatore. In questo
modo, verrà lanciata una sola copia del
programma TurboText, che potrà essere
anche reso residente in memoria. Una
volta attivato, si può subito iniziare a la-
vorare, anche se forse la prima volta con-
viene perdere un po' di tempo a confi-
gurarsi l'editor secondo i propri gusti e
le proprie necessità. E qui comincia il
bello, perché si scoprono immediata-
mente le incredibili possibilità camaleon-
tiche di TurboText.
Config u razione
Cominciamo dalla modalità video:
TurboText può lavorare principalmente
sullo schermo del Workbench oppure
TurboText può essere
aperto sul Workbench
oppure su <31 uno
schermo a parte (di ti-
po PUBLIC se si usa il
Workbench 2.01. Nella
foto è visibile la mn-
don delle Information
relative al documento
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
353
AMIGA
Le Edit Pteierences
permettono di perso-
nalizzare secondo il
proprio gusto alcune
delle caratteristiche di
TurboText Tra quelle
visibili nella loto, citia-
mo la possibilità di ri-
muovere in fase di let-
Imolto comodo quando
si leggono lite ASCII
ter ivio-uuoi. i autom-
dentazione. la conver-
sione dei caratten di ta-
bulazione in spazi e il
word wrap. Per que-
st 'ullima opzione è
possibile impostare an-
che il margine destro.
Le File PreferencéS
permettono di impo-
stare l 'autosalvataggio
a tempo de I documen-
to. il numero dr lite di
mantenere, la creazio-
e il disposi rivo Amiga-
DOS da utilizzare per la
stampa {può essere
ovviamente anche un
ftlel.
Il lite requester di Tur-
boText ricorda molto
da vicino quello della
asl. library presente nel
Workbenc ) t 2.0 Ciò
non deve stupire più di
tanto essendo l'autore
di TurboText alio stes-
so tempo uno degli en-
gineer della Commodo-
re. Utile la possibilità di
cancellare ì file tramile
il bottone a forma di
cestino I attenzione pe-
rò : i lite cancellati non
vengono messi nel Tra-
dì file di backup. Ogni editor che si ri-
spetti ha quanto meno la possibilità di
salvare in un nuovo file (tipicamente
con estensione .bak) il contenuto del
documento prima che questo venga so-
vrascritto da una nuova versione. Tur-
boText fa di più; specificando il numero
di backup che si vogliono mantenere, il
programma li numererà sequenzialmen-
te fino ad arrivare al numero massimo
previsto, dopo di che comincerà a can-
cellare il backup più vecchio e scalerà di
un numero tutti i backup successivi.
Questa particolarità del programma ri-
solve in qualche modo la mancanza di
una funzione UNDQ a livello di docu-
mento (esiste invece a livello di riga):
questa limitazione dovrebbe comunque
sparire con l'imminente avvento della
nuova versione di TurboText. Tutto qui,
direte voi? Non proprio. Se date una ra-
pida scorsa ai menu di TurboText vi ac-
corgerete che offre più o meno le fun-
zioni che vi aspettereste da un buon
text editor. In realtà, senza soffermarci
troppo sulle singole caratteristiche, di-
ciamo che una delle peculiarità di que-
sto editor è di essere in grado di lavo-
rare su più documenti contemporanea-
mente, ognuno dei quali rappresentato
in una vera window di Intuition (il rife-
rimento è ovviamente alle pseudo-win-
dow di Cygnud Ed). Inoltre, è possibile
operare in modalità esadecimale su
ogni documento: tramite l'hex editor
aggiungere un carattere non stampabile
è facile come scrivere ABC. Non solo,
ma impedendo a TurboText di eliminare
(o inserire) caratteri a suo piacimento, è
possibile in questo modo modificare an-
che dei file eseguibili (operazione detta
anche zapping, che non ha nulla a che
vedere con l'omonimo neologismo co-
niato per i tele-dipendenti). Oltre a que-
sto, vi sarete accorti che questo editor
letteralmente vola (con prestazioni real-
mente turbo) anche sugli Amiga più pic-
colini e meno dotati. Ma la vera forza di
questo programma risiede realmente in
quello che non si vede: ogni caratteri-
stica del programma, anche la più pic-
cola, può essere programmata a nostro
piacimento attraverso dei file di confi-
gurazione. Tanto per fare un esempio, il
programma è fornito di una serie di file
di configurazione che gli permettono di
emulare altri editor quali Wordstar (in
modalità non documento), Edit per il
VAX/VMS, Ed e MicroEmacs della Com-
modore, TxEd della MicroSmith e
Cygnus Ed della ASDG per AmigaDQS,
QEdit (noto text editor per MS-DOS).
Sempre nelle configurazioni fornite a
corredo, è possibile utilizzare i menu
standard selezionando però un'altra lin-
gua (c'è anche l'italiano, grazie al file
fornito all'autore da Sebastiano Vigna).
354
MCmicrocomputer n. 123 • novembre 1992
AMIGA
di TurboText può esse-
ri, ognuna delle quali
contenerne lo slesso
liie Le due sezioni tut-
tavia sono indipendenti
ed e possibile etfeitua-
re le modifiche indiffe-
rentemente in una o
nell'altra- TurboText
manterrà il sincroni-
smo fra le due semi-fi-
A differenza di altri text
editor, TurboText per-
mette di aprire un nu-
mero praticamente infi-
nito (memoria permet-
tendo, si intende ) di
window di testo, ognu-
na contenente un do-
cumento differente. É
interessante notare
che ie window sono
delle vere window di
Intuition e non delle
false finestre come
quelle di Cygnus Ed,
per esempio.
L’elenco può essere esteso a piacimen-
to, perché le configurazioni possono es-
sere programmate dall'utente secondo i
propri gusti.
È lui o non è lui ?
Certo che è lui. Qualunque sia il file di
configurazione prescelto, il programma
che gira è sempre TurboText. Questa
sua flessibilità deriva dall'uso intelligente
di ARexx e, a mio modesto giudizio, al-
l'apertura mentale dell'autore. Molti altri
editor, quando sono programmabili, per-
mettono tipicamente solo di associare
un'azione predefinita alla pressione di
uno o più tasti. TurboText invece per-
mette di associare qualsiasi azione a ta-
sti, sequenze di tasti, menu, ecc. Queste
sono tipicamente i comandi ARexx in-
terni, ma possono anche essere il lancio
di script ARexx (e non solo) esterni: un
esempio in tal senso è l'emulazione del-
l'Edit del VAX/VMS, il quale si affida ad
uno script esterno per la gestione del
tasto PF 1 . E la cosa divertente è che tutti
i file di configurazione sono scritti in puro
ASCII, niente file binari o astrusi pseudo-
compilatori. E che dire delle macro? Tur-
boText permette di registrare e salvare
su disco delle macro (ovvero una se-
quenza di azioni invocate tipicamente
dalla pressione di un tasto). Se vi andate
a guardare il file di macro appena sal-
vato, scoprirete con stupore che è in
realtà uno script ARexx, tanto è vero che
potete provare ad eseguirlo, specifican-
do come host address quello di Turbo-
Text, e vedrete al lavoro la vostra macro.
Non solo, ma questo significa anche che
potete intervenire (con TurboText. ovvia-
mente!) direttamente sul contenuto del-
la macro, senza che siate costretti a ri-
registrarla in caso di un errore.
Votele modificare it te-
sto usando i codici esa-
decimali ? Eccovi ac-
contentati I L'hex edi-
tor vi permette anche
di alterare file eseguibi-
li, a pano che non per-
mettiate a TurboText di
rimuovere od aggiun-
gere automaticamente
dei caratteri
Conclusioni
È abbastanza facile trarre delle con-
clusioni per un programma del genere:
velocissimo, ben fatto, completamente
programmabile (fatelo vedere al vostri
amici appartenenti ad altre parrocchie in-
formatiche e divertitevi a vederli leccarsi
i baffi), interfacciabile come pochi con gli
altri applicativi grazie ad ARexx, che vo-
lete di più? Il sottoscrìtto, che ha usato
per tanto tempo TxEd prima e Cygnus
Ed Professional in seguito, non ha avuto
dubbi su cosa buttare fuori dalla finestra
(pardon, dall'hard disk!). TurboText è un
programma che costa poco, funziona be-
ne e non vi farà rimpiangere certamente
il vostro vecchio caro editor. Mg
Andrea Suatoni é raggiungibile tramile MC-link aria
casella MC274I e tramite Internet all' indirizzo
MC2741 © mclink.it.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
355
AMIGA
AmigaMedia:
il prodotto multimediale
di Brune Rosati
Per tirare le somme delle
argomentazioni fin qui trattate
nell'ambito di AmigaMedia,
ciò che andiamo finalmente a
verificare è lo sviluppo pratico
di un prodotto interattivo. Un
« semplice » prototipo che
ricaveremo per mezzo di una
stazione di lavoro basata su
di un qualsiasi modello di
Amiga ed attraverso il pieno
utilizzo degli applicativi fin qui
presentati
I riferimenti sui quali tale articolo si
basa, sono quella specie di «appunti
multimediali» che la serie AmigaMedia
si è fin qui dimostrata essere. Dal primo
articolo: Il Sistema Integrato, apparso
sul numero 119 di MCmicrocomputer,
prenderemo le basi per creare la nostra
stazione di lavoro, dai successivi il so-
ftware produttivo di base. Rimandando
a tali articoli, sia per la costituzione del
sistema hardware che per la presenta-
zione degli applicativi, la nostra worksta-
tion, compieta e produttiva, si delinea
comunque ne! seguente modo: un Ami-
ga, 500, 2000 o 3000, hard disk, interno
o sub-system, da 40/80 Mbyte e con
connessione SCSI passante (necessaria
questa per connettere le indispensabili
unità di stockaggio a grandi capacità co-
me CD-WORM e Magneto-Ottici); quin-
di un buon quantitativo di Fast-RAM, al
minimo i classici 2 Mbyte. Infine il so-
ftware applicativo. Dal fondamentale
DPaint-IV, ora nella più rifinita ed affida-
bile release 4.1, al software di base: il
SuperJAM! per l'elaborazione musicale
(SMUS-file) e l’Audition 4 per l'acquisi-
zione e l’editing delle sintesi sonore e
vocali (SVX-file). A tale software potran-
no via via esser aggiunti altri «moduli»
applicativi come FANI Magic, il Pixel-3D
2.0, il V/ideoScape e l'accoppiata Sce-
nery Animator/ScapeMaker. Da inten-
dersi quali alternative, sia ai pacchetti di
base che ai moduli aggiuntivi, possiamo
poi inserire nella lista anche i nomi del
DMusic o del Music-X, deH’AudioMa-
ster-IV o del DSS della GVP ed il Vista
1.2 o il 2.0-Pro. Dopo tali assunzioni l'ul-
tima scelta, la più importante da fare, ri-
guarda il Sistema Autore. Anche qui
massima libertà di scelta fra l'AmigaVi-
sion 1 ,7-OZ, CanDo 1 .6 e il solito, ve-
tusto DVideo-l II. Personalmente, dato
che con i primi due la produzione mul-
timediale è garantita da molti titoli CD-
ROM già prodotti, proverà a sfruttare
possibilità e limiti del buon vecchio DV-
III che, a tutt'oggi, risulta il Sistema Au-
tore più diffuso. Dal punto di vista del-
Figure la ed ’b - Elenco dei capìtoli e dei sub-capitoli che compongono i dodici volumi dell'enciclopedia. In questo esempio, passando dalla figura la alla figura
’b è già stata effettuata una prima seleiione, via tasto-numerico, scegliendo II volume v L'Universo e la Terra ».
356
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
AMIGA
Figura 2 - Elenco dei
temi relativi ai capitolo
selezionato . Nello spe-
cifico viene dimostrato
il primo livello di navi-
gazione che auraverso
le selezioni ef/ettuate
prima sul pannello po-
sto in figura la e quindi
su quello della figura
16, Boriano
pannello
l'hardware periferico, quello cioè dele-
gato alla trasposizione digitale delle in-
formazioni sia audio che video-analogi-
che, vanno a completare il set produt-
tivo elementi quali i consigliati Videort-
III, per il grabbing di immagini o frame-
video, e l'OverTop Sampler dell’ECR-
Elettronica per quanto riguarda effetti
sonori e parlati esplicativi. Questi ultimi,
nel particolare, saranno da leggersi al
microfono digitalizzando direttamente.
Scelta ed analisi strutturale
del «soggetto multimediale »
Una volta che si è definita la worksta-
tion per la produzione, va scelto il co-
siddetto «soggetto multimediale». Le
potenzialità offerte dalla fruizione inte-
rattiva al computer e le grandi capacità
di memorizzazione dei dati fornite da un
CD-ROM, vanno usate per filtrare le
idee applicative. Tutto ciò che è ineren-
te alla consultazione informativa e che è
inserito sui più tradizionali supporti ana-
logici (come le audiocassette per i corsi
linguistici o di apprendimento musicale,
i videotape per la didattica audiovisiva in
genere ed il materiale cartaceo di ma-
nuali, testi di riferimento ed enciclope-
die) può rappresentare l’idea «multime-
diale» da sviluppare. Nell'articolata
esemplificazione che mi appresto a
svolgere, la scelta è caduta su di un di-
zionario enciclopedico, la cui trasposi-
zione digitale rappresenta probabilmen-
te la sfida più complessa (e complicata)
sia per la potenza della workstation che
per la flessibilità del Sistema Autore.
L'opera enciclopedica prescelta come
«cavia» per l'esperimento è il «Ragazzi
più» della GarzantiA/allardi (una citazio-
ne più che doverosa questa) che ha, co-
me appare già evidente dal titolo, un
target di utenza ben definito. Scherzan-
do, ma non troppo.., con tale tentativo
mi appresto a far concorrenza all'Enci-
clopedìa Elettronica Grolier, recente-
mente tradotta in italiano, per il CTDV,
dalla Editai e dagli amici della Digimail.
Dalla scelta (praticamente dettatami da
mio figlio che nell’uso della Grolier ha, a
suo dire, individuato dei (soggettivi) li-
miti nella consultazione...) all'analisi
strutturale dell’opera, si passa, carta e
penna alla mano, facendo un breve sun-
to statistico di cosa (e come) parla
un’enciclopedia, Mettendola subito sul
pratico, la «Ragazzi più», in edizione car-
tacea, è articolata su dieci volumi con-
tenenti dodici capitoli che a loro volta si
dividono in una serie di trattazioni tema-
tiche ulteriormente suddivise in un in-
sieme di argomenti. Temi ed argomenti
infine, sono inseriti in stretta correlazio-
ne ai «dizionario didattico» che corre,
compreso in un fondino colorato, a fon-
do di ogni pagina, per rendere subito di-
sponibili le spiegazioni ai termini più dif-
ficili utilizzati nella trattazione dell'argo-
mento. Dall’analisi generale ad una più
particolareggiata, scegliamo anzitutto
un volume, quindi un capitolo e. di que-
sto, il tema di consultazione e la relativa
serie di argomenti attinenti. Con tale
procedimento, tipico anche per la con-
sultazione, ci portiamo a ricavare un
breve sunto statistico. Un'indagine at-
traverso la quale potremo approfondire
anche i meccanismi usati sia nel singolo
tema che in tutta l'opera enciclopedica.
In pratica avremo da organizzare un
equivalente «elettronico» alla consulta-
zione cartacea piuttosto articolato. Tra-
ducendola nei numeri, la cosa, oltre che
più chiara si fa anche più impressionan-
te. Partendo dal dizionario, possiamo
calcolare che, nel solo tema «Conosce-
re la Terra», sono ad esempio. inseriti
ben 57 vocaboli. Dato che ciascuno dei
sei temi che costituiscono il capitolo
«La Terra» è dotato dello stesso quan-
titativo di vocaboli, il numero dei voca-
boli salirà subito a circa 340 voci. Con-
tinuando a ritroso: se ogni capitolo è or-
ganizzato come quello che stiamo
«campionando» (12 capitoli per 340 vo-
caboli) l'intero vocabolario «on-line» che
dovremo organizzare consterà infine di
oltre tremila voci di consultazione! E
questo è quanto riguarda solo il dizio-
nario... Proseguendo difatti nel computo
medio, ci ritroveremo ad organizzare in
media 8/9 argomenti per tema e sei te-
mi per capitolo. Calcolando sempre in
base ai dodici capitoli sui quali si strut-
tura ('opera, ciò equivarrà a 72 temi e
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
357
AMIGA
Figura 4 - Scello l'argo-
mento che si vuole
consultare, eccoci fi-
nalmente nell'effettivo
Pannello di Consulta-
alone. Da tale masche-
ra interattiva sarà pos-
sibile sia leggere i sunti
dell’argomento più le
definizioni dei termini
scientifici usati, sta
«ascoltare e vedere» lo
svolgersi della spiega-
zione multimediale al-
l'argomento. Infine, at-
traverso un altro sub-
pannello di comando,
posto alla sinistra della
zona dei comandi, è
possibile effettuare rut-
to le manovre inerenti
la navigazione.
circa 650 argomenti d'affrontare, orga-
nizzare e. soprattutto, memorizzare.
Organizzazione ed imposizione
della struttura multimediale
Porgendo la massima attenzione allo
schema della struttura «cartacea» con
la quale è organizzata l'enciclopedia,
dobbiamo ora realizzare l'equivalente
modello digitale badando bene a consi-
derare anche i limiti e le possibilità del
Sistema Autore. Nel caso specifico del
DVideo-lll, questo organizza i propri scri-
pt multimediali in «video» e, all'interno
di ciascun video, in un insieme di sce-
ne. Le scene e i video possono essere
gestiti interattivamente con i comandi
inseriti sulle tracce di controllo. In un
prodotto interattivo, ciò riveste la mas-
sima importanza. Command-effect co-
me GoTq, Label, Wait e soprattutto Key-
To, rappresentano la base per il costrut-
to interattivo al quale bisognerà tende-
re. Sia per la produzione che per la frui-
zione, tali comandi permetteranno un
controllo grafico più che sufficiente, al-
lorché sarebbero mascherati da «botto-
ni grafici» a selezione via mouse oppure
da riferimenti scritti a determinati tasti-
numerici da premere sulla tastiera, ci
permetteranno di «navigare» nei pan-
nelli e nei vari sottomenu dell'applicati-
vo, Ben conoscendo tutti gli altri effetti
inseribili sulla barra temporale di ciascu-
na traccia (grafica, musicale e sonora) e
questi della Control-Track, anche con il
DVideo-lll è quindi possibile creare, ge-
stire e controllare dei prodotti interattivi.
In pratica è fra video e scene, tracce ed
effetti di controllo che dovremo lavorare
per ricreare il modello digitale. Siamo in-
nanzi al più classico esempio di naviga-
zione. dove, partendo dall'elencazione
grafica dei capitoli che formano l'enci-
clopedia (a ciascuno equivale un nume-
ro corrispondente al tasto numerico da
premere) si scenderà via via ai temi
contenuti in un determinato capitolo. Da
un tema, sua volta prescelto, ai suoi ar-
gomenti ed infine, da un argomento al-
l’effettivo pannello di consultazione in-
terattiva. Ovviamente, cosi come vi si
scende, dai livelli di consultazione si
può anche risalire. Dalla scena interna
del Pannello di Consultazione di uno
specifico argomento, per mezzo di Key-
To predisposti. È difatti possibile ripor-
tarsi all'elenco degli argomenti inerenti
lo stesso tema trattato, selezionare un
secondo argomento oppure continuare
a risalire ai temi del capitolo in questio-
ne. Le figure inserite a corredo dell'ar-
ticolo seguono graficamente quanto ap-
pena detto ed attraverso le didascalie
sintetizzano gli effetti procurabili per
mezzo dei controlli interattivi.
Il prototipo interattivo
Non sarà di certo il più potente fra i
modelli di consultazione, ma quello che
vediamo documentato, figura dopo figu-
ra, rappresenta comunque la perfetta
trasposizione didattica dell'originale car-
taceo. Nello specifico i pannelli princi-
pali, che sono organizzati ciascuno in un
video diverso, contengono una sola sce-
na: quella che visualizza, con un grade-
vole effetto dissolvenza, il relativo pan-
nello di selezione. Dal Pannello Princi-
pale (fig. la) a quello secondario (fig.
Ib) (per l'inserzione di eventuali sotto-
capitoli com'è perlappunto nel caso del
volume «L'Universo e la Terra») e dal
Pannello dei Temi relativi al capitolo se-
lezionato (fig. 2) a quello degli argomen-
ti del tema prescelto (fig. 3), il procedi-
mento di navigazione, discesa e risalita,
è completamente gestito dal command-
effect KeyTo. Anche l'ingresso al Pan-
nello di Consultazione (fig. 4) specifico
all'argomento selezionato è gestito con
un controllo KeyTo. I video relativi a cia-
scun argomento poi diventano estrema-
mente più ricchi d'informazioni e quindi
più articolati nello svolgimento delle
scene che contengono, Se i «video» re-
lativi ai pannelli di selezione contengono
difatti una sola scena, che apre e chiude
su di una sola picture, quelli che con-
tengono ciascun argomento sono arti-
colati su due scene. Una per le tracce
ipertestuali, trattazione deH’argomento
ed esplicazione dei vocaboli scientifici,
l'altra per la Simulazione Animata che
spiega, con grafica e sintesi vocale ade-
guate, il contenuto didattico dell'argo-
mento in questione. All'interno di tale
video il processo d'interazione si svolge
per mezzo dei controlli e dei rimandi
che sono in grado di gestire i command-
effect Goto e Label. Al momento di or-
ganizzare l'esperimento e nello stabilire
tale modello di navigazione interattiva,
mi sono anche imposto una sfida, un li-
mite a cui tendere: contenere ogni sce-
na interattiva nella capacità di immagaz-
zinamento di un singolo floppy disk. I
circa 800 Kbyte dei floppy costituiscono
difatti un ottimo punto di orientamento
al momento di procedere alla realizza-
le
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
AMiGA
nello di Consultazione
zione del progetto. Non tanto perché
verrebbero utilizzati per immagazzinare
le informazioni e gli script, quanto per
avere poi un quadro ben preciso del-
l'ammontare totale della mole informa-
tiva sviluppabile. Andando addirittura ol-
tre la più rosea delle aspettative, mi è
stato possibile concentrare in un solo
floppy non solo la scena relativa al sin-
golo argomento, ma anche i vari pan-
nelli di selezione ed ovviamente pure lo
script di gestione. Di conseguenza a
ciò, una scena un floppy, ho potuto cal-
colare con buona approssimazione che
gli argomenti, circa 500 per non oltre
650Kbyte ciascuno, equivarranno a non
più di 300 Mbyte di informazioni grafico-
sonore. Ovvero staranno ampiamente
dentro ad un CD-ROM. Una conferma
di più che il multimedia non può affer-
marsi se non passando per le capacità
di memorizzazione di un supporto tanto
fisicamente pratico quanto digitalmente
potente come il Compact Disc. Lascian-
domi andare ad un commento sull'esito
(più che positivo) dell'operazione multi-
mediale, non posso non elogiare la fa-
cilità grafica con cui Amiga, ancora una
volta, permette di arrivare alla realizza-
zione di un progetto videografico. È sta-
to a dir poco entusiasmante pensare
prima e verificare poi, quanto fossero
effettivamente facili da realizzarsi e il
procedimento di navigazione che, nel
particolare, il meccanismo della consul-
tazione. Il Pannello di Consultazione In-
terattiva (fig. 4) potrà apparire anche ba-
nale, ma, nella sua semplicità, è di un
livello didattico perfettamente equiva-
lente al procedimento cartaceo. In più
ha la potenza interattiva che, in punta di
mouse o tramite i tasti del Key-pad, per-
mette la selezione di: a) la sintesi te-
stuale deH'argomentó in questione; b)
la spiegazione dei vocaboli più impor-
tanti usati nell'esposizione didattica: c)
la Simulazione Animata che concentra
in essa uno show multimediale (tra l'al-
tro piuttosto lungo ed articolato) dove
grafica animata e commento vocale.
nonché l'uso di effetti sonori, rendono
in audio e video quanto le pagine scritte
dell'opera enciclopedica lasciano solo
leggere e (difficoltosamente) sintetizza-
re.
Particolari tecnici
Entrando nei particolari tecnici, ovve-
ro nello sviluppo dello script di controllo,
i command-effect del DVideo sono stati
ripresi e organizzati dal video «Multime-
dia», presente sul DVExample Disk-2. In
tale demo i controlli utilizzati sono di
due tipi: quelli a verifica numerica (Ke-
yTo) del tasto premuto e quelli a sele-
zione via-mouse (GoTo, Label e Walt).
Come abbiamo già detto ì controlli Ke-
yTo sono stati utilizzati per navigare fra
i vari video (capitoli, temi ed argomenti)
mentre i controlli GoTo, Label e Wait,
per la realizzazione delle scene che, a
loro volta, costituiscono l'ossatura di
ogni singolo argomento. Ai fini pratici,
una volta che saremo nel Pannello di
Consultazione prescelto e quindi fare-
mo «click» sul bottone sinistro del mou-
se su uno dei bottoni-grafici (fig. 6), la
combinazione GoTo e Label attiverà un
meccanismo di ricerca. Una ricerca
che, partendo dal nome del bottone
premuto (il nome di un brush. dato che
il bottone altro non è che un pennello
disegnato in DPaint) si svolgerà finche
non verrà individuato l'oggetto richie-
sto: brush, animbrush oppure 8SVX.
Tale oggetto dovrà ovviamente esser
posto nello stesso sheet esecutivo del-
ia traccia di controllo ed avere, cosa
importantissima questa, lo stesso no-
me di riferimento inserito nel requester
dell'effetto GoTo e della Label. Nello
specifico dell'esempio, ciascuno dei
nove bottoni inseriti nella parte bassa
dell'IFF di figura 4, appena selezionato
e subito dopo che, in seguito a tale se-
lezione, GoTo e Label abbiano' trovato
l'oggetto corrispondente, permetterà la
visualizzazione di un brush-testuale sul
quale sono scritte le spiegazioni testua-
li legate al bottone premuto. È da no-
tare infine, sempre guardando al Pan-
nello di Consultazione, la presenza di
altri tre bottoni, separati e diversificati
anche cromaticamente da quelli di ri-
cerca, sui quali il mouse non produrrà
effetto alcuno. Tali bottoni, con sovrim-
presso un riquadro contraddistinto nu-
mericamente, sono attivabili solo pre-
mendo il relativo tasto numerico. Per
attivarli bisognerà agire direttamente
sulla tastiera oppure, com'è nel caso
del CDTV, sui tasti numerici del teleco-
mando. Come già segnalato, tali con-
trolli sono effettuati tramite il comman-
d-effect KeyTo. Tutto facile, tutto qui. Il
demo della singola scena interattiva è
pronto ed occupa soltanto 650Kbyte.
Morale della favola: ho vinto la scom-
messa! Si può creare del multimedia
con qualsiasi Amiga: il mio è un 500
Plus con subsystem GVP e connettore
SCSI pronto per fare «premastering»
su di un CD-WORM (d'acquistare però
solo al momento dovuto...). Anche
l' hardware periferico è estremamente
ridotto: Videon ed OverTop.
Conclusioni
Personalmente non so se avrò l’op-
portunità di dedicarmi alla realizzazione
di prodotti interattivi per CDTV. Ritengo
comunque certissima la probabilità che
in molti si organizzeranno nel tentativo.
Affermandosi la «via Commodore» al
multimedia (CDTV ed A570 quali veicoli
fruitivi di massa) il mercato si farà par-
ticolarmente interessante. Se solo la
metà della metà degli A500 ed A600
sparsi per la penisola verranno attrezzati
con un lettore per CD-ROM, tale mer-
cato sarà terreno fertilissimo. Ci saran-
no spazio e sbocchi commerciali come
non mai. I mezzi ci sono e prevedibil-
mente ci sono anche dei validissimi pro-
duttori. Ciò che ancora manca è forse
una struttura che canalizzi e regoli il
mercato del software, collegando i pro-
duttori al fruitori. Ma stiamo ancora agli
inizi ovviamente. Da queste colonne ci
metteremo tutta la buona volontà, con-
tinuando con AmigaMedia affinché la
«via» venga pubblicizzata il più possibi-
le. Ad altri il compito di rendere tutto
più facile. Il Commodore Interactive
Multimedia System poggia le proprie
basi sulle solide spalle di Amiga ed a
differenza di altri sistemi creati ex novo
(vedi il Philips CD-I) o riconfigurati all'uo-
po (i'MPC che personalmente posseg-
go ed uso sempre a paragone...) può
garantire la massima economicità dell'o-
perazione. Tutto ciò, come al solito, gra-
zie ad un computer che è multimediale
fin dalla sua nascita.
«e
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
359
AMIGA
Preferences 2*0 e
di Massimo Novelli
dintorni
Parlare di un Sistema
Operativo, per giunta
semplice e complesso allo
stesso tempo, rendendone in
chiaro le possibilità e
spiegando differenze con
pregi e difetti, è qualcosa che
farebbe tremare i polsi a
chiunque , ma non alla
redazione di
MCmicrocomputer e
tantomeno ai suoi
collaboratori (fine
dell' autocitazione). Per parlare
in modo piano, ecco
un'anticipazione delle
possibilità offerte in ambito
Preferences, quello di cui si
ha subito bisogno, sperando
di fare cosa gradita ai
neo-utilizzatori e a tutti gli altri
che ancora non hanno
un'idea di quello che sa fare
Finalmente, dopo lunga attesa e so-
prattutto incertezze sulla sua esatta na-
tura, dopo aver ormai esaurito tutto
quello che era disponibile sotto Amiga-
DOS 1.3, e dopo essere stato testato in
lungo e in largo, è arrivato il tanto atteso
AmigaDOS 2.0- Perché ne parliamo a
cosi lunga distanza dal suo rilascio uffi-
ciale? Perché crediamo sia giunto il mo-
mento di analizzarne le caratteristiche,
soprattutto sotto Preferences che dan-
no la customizzazione della nostra mac-
china e perché la stabilità intrinseca cosi
faticosamente raggiunta ne fa un pro-
dotto ormai accettato da tutti, salvo for-
se quelli che usano Amiga per giocare e
divertirsi. Infatti, si assiste curiosamen-
te da diverso tempo, alla ricerca sul
mercato di macchine con il solo 1 .3 al-
l'interno. garantito da tempo, su cui far
girare la moltitudine di software di in-
trattenimento che pare abbia molti pro-
blemi sotto 2.0. Se un computer è adat-
to anche per giocarci, perché attendere
che tali release tengano conto di un
nuovo sistema operativo? È più facile
acquistare una macchina «vecchia»
operativamente parlando. Misteri di ca-
sa Commodore. Ma andiamo per ordi-
ne. Per essere quindi precisi, nel cas-
setto Preferences del disco Workbench
2.0 vi sono diversi programmi che per-
mettono all'utente di personalizzare in
ogni modo l'ambiente di lavoro, le pe-
riferiche collegate ed altro. Avremo
quindi, tra le comode utility di gestione
diciamo cosi spicciole, l'editorTime che
ci offre la possibilità di controllare, va-
riare e settare la data e l’ora corretta,
tramite una rappresentazione a calenda-
rio su cui clickare per quanto riguarda
grandezze come ore e minuti, giorno
mese ed anno, mentre con Pointer, in
sostanza molto simile alla versione pre-
cedente inserita nell'1.3, avremo modo
di modificare, se mai ce ne fosse biso-
gno. le dimensioni e la forma del pun-
tatore del mouse con cui si opera. Le
sue opzioni sono le classiche variabili
come i colori RGB. 3 + quello fisso di
sfondo, un test per controllare l'aspetto
del nostro lavoro senza chiudere l'edi-
tor, il set point ed il salvataggio. Per ul-
tima, nella semplicità di forma e sostan-
Siamo nell ‘editor di Input dove possiamo sellare le caraneristiche principali del
mouse e della tastiera
Nel Workbench Pattern si potrà scegliere quali slondi adonare sia per il de-
sktop che per le finestre ; da notare i preset già inseriti.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
AMIGA
Il Foni preterence ci consentire di sellare i noi di caratteri in ogni ambiente di
lavoro, e quindi anche applicativo, per dare un più gradevole aspetto ai nostri
programmi.
Nello Screen Mode si potrà scegliere il modo grafico che più ci aggrada tra i
diversi possibili, per tipo di hardware presente, ce ne darà anche le proprietà
e l'Autoscroll.
za. avremo l'editor Palette che. come
dice la parola, può tranquillamente va-
riare i rapporti di colore fissati per il
Workbench a nostro piacere. Le solite
barre RGB comandano il settaggio e la
tavolozza pre-esistente fa il resto.Tre
utility piccole piccole che. all'apparenza,
non si notano neanche ma che, com-
prese in una certa filosofia di utilizzo del
computer molto «popolare» e per non
addetti ai lavori necessariamente, non
sono smaliziate certo, ma fanno il loro
dovere. Addentriamoci in qualcosa di
più solido, passando ad esaminare l’e-
ditor di Input. Esso infatti ci consente di
modificare le preference di sistema del
mouse e della tastiera; nel primo caso
permettendoci di variarne la velocità
sullo schermo, da 1 a 4, la sua accele-
razione, costante fino ad un certo spo-
stamento poi gradualmente più rapido
ed il ritardo sul doppio click per selezio-
nare una applicazione, da 0,2 secondi a
4, mentre sul lato tastiera avremo pos-
sibilità di variare il ritardo sul tasto ripe-
tuto, che è un fenomeno usuale tenen-
do spinto un tasto qualsiasi, da 0.2 a 1,5
secondi per attuarne la ripetizione auto-
matica, come pure la velocità di ripeti-
zione di un tasto una volta che si è pre-
muto, da 2 millesimi a 0,25 secondi.
Tutto ciò con possibilità di test preven-
tivo. Semplice e comodo. Andiamo ra-
pidamente sulla grafica di sistema con
i'editor Workbench Pattern, in sintesi
un generatore di sfondo per la presen-
tazione del WB e delle finestre presen-
ti sullo schermo. Esso infatti riempirà
tutte le aree vuote delle finestre con
un background a nostra scelta, tra quel-
li presenti oppure a nostro gusto. Ci of-
frirà un piano di lavoro con preset di ti-
le a destra, già calibrati, al centro l'in-
grandimento dello stesso in cui poter
lavorare ed a sinistra la scelta se opta-
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
361
AMIGA
re per il pattern su WB oppure nelle fi-
nestre. Sarà comunque molto facile sia
testare quello che stiamo facendo sia
andare a disegnare un nostro sfondo.
In ultima analisi un gadget comodo da
usare e, in fondo, gradevole nelle sue
prerogative. Altro programma di set-up,
invero molto più necessario ed esausti-
vo dei precedenti, è senz'altro il Font
Preferenees, che consente la scelta dei
font di assegnazione nei vari ambienti
sia del S.O. sia delle applicazioni; in so-
stanza infatti si occuperà di darci una
scelta sulle famiglie di caratteri, in stile
bit-map e fino a 124 punti di altezza,
presenti nelle icone del WB, nei suoi
menu e sulle barre di titolazione, cioè
in sintesi nel sistema di predisposizio-
ne iniziale. Il suo ambiente di lavoro ci
mostra le tre possibilità suddette, a si-
nistra il requester sui font presenti in
cui scegliere, a destra un test delle
stesse ed in basso la selezione font se
solo testo con il colore scelto associato
al campo presente. Da notare che il
System Default Text avrà bisogno di
una serie di caratteri non proporzionali,
ma rigorosamente fissi come il topaz di
bae oppure un courier, per esempio.
Con una opportuna scelta, mirata al
look delle applicazioni, con programmi
che si rifanno all'ambiente WB, è un
gran bel vedere agire in perfetto stile
Helvetica oppure Times e, perché no,
Bodoni e simili. A questo punto, do-
vremmo ancora ricordare che l'Amiga-
DOS 2.0 ha una caratteristica peculiare
su cui molti si sono gettati, a torto o a
ragione, non so, che identifica i nuovi
modi grafici presenti. Niente di meglio
che andarli a vedere tramite l'editor
Screen Mode, che ci consente di sele-
zionare la modalità grafica che più ci
aggrada. Le sue possibilità sono ampie
e notevoli; a sinistra avremo la scelta
sulla lista dei modi a disposizione, det-
tati dalla presenza dei chip ECS o altri-
menti. Possibilità di standard PAL o
NTSC, in modo Hires o Interface oppu-
re Super Hires. Per chiarire meglio,
possiamo dire che in PAL si potrà an-
dare dall' Hires 640x256 all'lnterlace
640x512, dal Super Hires da 1280x256
con ECS al Super Hires Interface
1280x512, mentre il modo Productivity
potrà variare da 640x480 a 640x960
con un monitor video multiscan, fino al-
la massima risoluzione di 1008x800
non interfacciata con l'opzione A2024,
in sintesi collegati ad un monitor di tale
natura di refresh a 10 Hz oppure a 15
Hz max 4 colori, o meglio scala dei gri-
gi. Nelle possibilità dei modi video se-
lezionati. potremo avere capacità o no
di supportare opzioni di genlock, se è
possibile trascinare in basso il WB per
far posto ad altri schermi presenti
(draggable) oppure Pannelled se abbia-
mo in uso un A2024, che ricordiamo è
un monitor Commodore ad alta risolu-
zione, per finire con un «Required
bypassing thè Display Enhancer»,
quando selezionata una modalità che ri-
chiede la disabilitazìone dell’ hardware
corrente. Ci confermerà poi le dimen-
sioni scelte visibìli, tipo 640x256 alla
partenza del WB, quelle minime e mas-
sime ed il maggior numero di colori
possibili. Sono anche presenti opzioni
di Width/Height variabili, per poter sce-
gliere quali dimensioni ci abbisognano
al di fuori dello standard, con associato
default e l'Autoscroll se il nostro di-
mensionamento eccede quello massi-
mo visualizzato permettendone, nello
spostamento del mouse ai bordi del vi-
sibile, di «accompagnare» gentilmente
lo scroll dello schermo. Indubbiamente
di buon livello. Per poter rendere piace-
vole tutto ciò non poteva certo manca-
re qualcosa che rendesse giustizia an-
che all'overscan, modo grafico non
usuale; è così presente anche un edi-
tor di Overscan dove potremo conside-
rare il nostro monitor in uso, variare le
dimensioni text dell'area visualizzata,
che è come dire di settare la finestra
dello Shell, con dei comodi riferimenti
agli angoli dello schermo da poter tra-
scinare con il mouse, editare l'overscan
standard allo stesso modo ed avere dei
comodi riferimenti in valori pixel delle
aree variate. Completano la dotazione
informazioni sulle massime capacità e
su quelle considerate. Nel controllo dei
device esterni, in un certo senso, ab-
biamo possibilità di customizzare le
porte seriali e parallele, tramite l'editor
Serial e con le preference Printer e
Printer Graphics. Nella prima, molto si-
mile alla versione 1 .3, si avranno opzio-
ni sulla velocità baud rate, da 110 baud
a 31.250, il Buffer con le dimensioni da
512 a 65.535 byte ed i settaggi più pe-
culiari di una porta seriale propriamente
detta: handshaking, la parità, il numero
dei bit per carattere e quelli di stop.
Tutto quello che può servire in caso di
collegamento modem e di qualsiasi al-
tro device. Di ben altro peso è l'am-
biente Printer, in cui vengono offerti i
classici parametri di settaggio di una
stampante; dovremo solo selezionare il
362
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
AMIGA
A
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4 Le I Control prelerence ci consentono di settate quali combinazioni di tasti pre-
lente per azioni di schermo, per controllare requeswr ed aldo.
ri di Workbench
4 lt Pointer pteference.
simile airi. 3 per non
dire identico, dove lare
custom un puntatore a
nostro piacere
driver che ci serve, da prelevare nel
cassetto Devs del disco Extras 2.0, ed
andare a variarne possibilità come la
lunghezza del foglio, in linee, i margini
sinistro e destro in caratteri, la porta
collegata ad essa, il tipo di foglio sele-
zionato, se modulo continuo oppure fo-
glio singolo, le sue dimensioni da sce-
gliere tra il Wide e Narrow tractor, DIN
A4. A5 e US Letter o Legai. Ne com-
pletano la dotazione il passo di stampa,
tra 10 e 15 caratteri per pollice, spazia-
tura di stampa tra le 6 e le 8 righe per
pollice e la qualità finale, se Draft op-
pure Letter per una più alta resa. Pas-
sando ad esaminare l'ambiente Printer
Graphics avremo quello che ci occorre
per supportare le caratteristiche estese
della stampante collegata in modo gra-
fico. In dotazione si avrà la correzione
colore, se la nostra è di tale tipo, lo
smoothing per addolcire linee diagonali
seghettate, l'offset sinistro e il cente-
ring della stessa su un foglio predeter-
minato, il dithering di buon livello nelle
forme ordinate, mezzi-toni e Floyd-
Steinberg. Lo scaling ci offrirà di variaré
le dimensioni originali della grafica da
stampare, in possibilità Fraction oppure
Integer, mentre si potranno variare an-
che i rapporti d'aspetto dell’immagine
e lo Shade nella interpretazione delle
tinte presenti. La densità di stampa
chiude questa veloce panoramica sul
PrinterGfx come pure Limits che ci of-
fre di specificare molto dettagliatamen-
te le dimensioni di stampa, ingranden-
do o riducendone le caratteristiche ori-
ginali. Per concludere non dovremmo
dimenticare l'editor IControl che ci con-
sente di modificare agevolmente diver-
se configurazioni di sistema come ad
esempio serie di tasti predisposti per
spostare gli schermi presenti contem-
poraneamente in video oppure per se-
lezionare un'azione in un requester;
Verify Timeout si potrà usare quando il
sistema dovrà attendere la risposta da
parte di una applicazione mentre, in
modo contemporaneo, esso stesso si
attende una risposta inversa,, regolan-
done il tempo di attesa che dovrà es-
sere adeguato per evitare impasse di
strana natura. É poi presente il Com-
mand Key per scegliere quali combina-
zioni dì tasti usare per avere lo scher-
mo WB davanti o dietro una applicazio-
ne, per chiedere conferma ad un re-
queStèr oppure per cancellarla, mentre
nei Miscellaneous Flags si avrà possibi-
lità di scorrimento di schermo se i me-
nu associati al WB siano fuori della por-
tata del mouse per via di opzioni over-
scan. oppure il Text Gadgets Filter per
consentire di filtrare i caratteri di con-
trollo presenti in un testo, evitando
azioni non volute. Per concludere, sotto
Coercition abbiamo scelto di evitare il
flickering di schermo, ahimè soltanto in
modalità Productivity, consentendo di
rendere stabili le immagini in presenza
contemporanea di un video in tale ma-
niera con un interlacciato, come pure
Preserve Color che mantiene intatti i
colori dello schermo, dopo essere en-
trata in azione la precedente scelta. Be-
ne, abbiamo visto in pratica, seppure
sommariamente, tutte le possibilità of-
ferte in Preferences nel nuovo S.O.
2.0, ma sicuramente c'è dell'altro da
considerare; un Sistema Operativo of-
fre una ampia varietà di spunti per ve-
rificarlo e per conoscerlo a fondo, e
questa regola non sfugge nemmeno al-
l’AmigaDOS 2.0, sebbene abbia dalla
sua pregi e difetti, come ogni prodotto
del genere. Per questo poi, e per altre
ragioni, ci prefiggeremo di parlare delle
Commodities oppure dell'Amiga CLI,
ben diverso dal precedente, e lo fare-
mo a modo nostro, cioè in modo piano
e non eccessivamente tecnico perché
sia più vicino ad una guida ragionata al-
l'uso piuttosto che ad un trattato di
tecnica. Per ora ci fermiamo qui ma ri-
torneremo sull'argomento.
Mg
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
363
Il software MS-DOS, Amiga e Macintosh di Pubblico Dominio e Shareware distribuito da
in collaborazione con
Microforum
Questo software non può essere venduto a scopo dì lucro ma solo distribuito dietro pagamento delle spese vive di supporto, contezion amento,
spedizione e gestione del servizio l programmi classificati Shareware comportano da parte dell'utente t'obbligo morale dì co/rispondere all'autore un
contributo indicato al lancio del programma.
TITOLOSDESCRIflONE REC HARDWARE
TITOLO^ DESCRIZIONE REC, HARDWARE
MSPOS
COMUNICAZION E
Comi ONE TO ONE
COMA» OMEGA LINK
COM/05 ZIP
COM/OS FOSSIL ORIVER S
COM/07 MAXIHOST
COM'08 MICROLINK
COM/09 TELEMATE
ARCHIVIO PARROCCHIALE r
ABSTRACT r
GESTIONE DI BIBLIOTECA r
RICETTARIO r
MULTIARC r
WCATWIN r
LIBRARY r
EDU/01 ABC FUN KEYS IWC103
EDU/04 GEOBASE ARCH. GEOGRAFICO
EDU/05 CHIMICA mc122
GIO/04
GI0.38
GIO'39
GIO/S0
GIOSI
GIO'52
GIO/63
01054
GIOSS
NIM i
TOMBOLA i
SMILE ■
CHINESE SOLITARIE I
TRETRIX I
SICHUAN I
EGAWALLS I
GRID HER I
BANDIERE! i
PETWORLD I
FORZA4 I
CROBOTS i
YAHTZEEI I
PAROLOSO I
TRESETTE A PERDERE i
WINTREK i
PAROLIERE i
KISMET r
PACWORLD i
WINPANIC PER W INDOWS r
GRF/02 PC-KEY-DRAW
GRF 04 PC-DEMO SYSTEM
GRF05 GRAPHICWORKSHOP
GRF/06 SOLAI S TRAVI
GRF/07 GOSTPAINT
GRFTO AFFINITY ir
GRFT 1 ENGINEER PROFESSIONAL ir
GRF/ 12 PAINT SHOP n
SPD'01 AS-EASYAS
SPD/02 EXPRESS-CALC
SP D/04 INSTACALC
UTILITY
UTI/07 LHARC
PKLITE
NEWSPACE
CATDISK
POINT&SHOOT
melos
mei04
me107
«SET r
ZAPDIR r
UTILITY COLLECTION r
CLEANUP r
SA8 DISKETTE UTILITY r
TIF2GRAV r
FILLDISK r
ORASCO r
XDIR r
WINCOMMANDER r
MOUSE FORMATTER r
WINZIP r
MOUSE EDITOR r
DEPURA f
DISK FATTER r
/3 6 POWER DOS f
SIM UB r
UTILITY PC r
DBOOKI.O r
SYSTEM COLOR SETTING r
AUTOUST r
CON>FORMAT r
FÓRMATOM r
COPYOM r
TELEDISK r
ANAQISK r
DIVDIR r
GDIR r
BATMEN r
SUPERBOOT r
TOOLS r
DISKCOPY r
MEGABACK r
CT-SHELL FOR WINDOWS r
irri/56
unse
VARIE
VAR/03
VAR/07
VAft/08
ARCERY
DIVIDE S GENERA
RECIPES mc1Q4
PERSONAL CCOMPILER mclOS
TSR. PRINT & GESTECC mclOS
ARIANNA mclOS
TOTOPROJET melOS
COVER mclOS
CODICE FISCALE mc109Ha
FLIGHT mclOS
DIZIONARIO INFORMATICO me109
ITALIA90 mellO
TATA-BIGNOMIX UTILITY meli 0
CODICE TITOLOSDESCRIZIONE REO, HARDWARE
VARO 9 QUICK BASIC ROUTINE? mellO
VAR/21 CALCOLO INDICE ELO mc113
VAR/22 MENU meli 3
VAR/23 PROMETEO moli 4
VAFt/24 IRIS mCllS
VAR/25 MODELLI DI TERRENO meli 5
VAR/26 GESTIONE CAMPIONATO mc123
VAFV27 WINCHECK meli 8
VAR/29 WINEDIT meli 9
VAR/30 BUDGET mc120
VAFV31 MEMO MANAGER mc122
VAR/32 MORSE me 122
VAR33 MASKS me123
VAR/314 HRAM & VRAM/386 mc123
WORBEBO-CESSOB
WPfl/02 FREÉWORD mcl03
WPR'03 PC-WRITE mc106
WPR-05 GALAXY mcKM
WPR/OS EDITOR mellO
WPR/07 NOTEBOOK meli 2
WPR/08 WORDV me113
WPR/09 VIX mc114
WPR/10 BREEZE mellE
WPR/11 BOXER mc121
AMIGA
CO MU NIC AZIONE
AMCO/OI AMIPAC mellO
AMCO/02 FC FREE COMMUNICATION mcH3
AMCO/D3 XPRESS MANAGER
AMCO/04 TERM
AMCO05 NCOMM
database
AMDBQl BADGER
AMOB'02 VIDEODAT
AMDB/03 ADA
AMDB04 RANDOMCHIVE
GIO CO
AMGI'02 WELLTRIX
AMGI/03 SYS
AMGI/04 SCOPONE SCIENTIFICO
AMGL05 LA FINE DI UN TIRANNO
AMGI/06 LA PANTERA SIAMO NOI
AMGI/07 MEGABALL
AMGI/OS REVERSI
AMGI/09 FRIENDLY CARD
AMGITO EQUILOG
AMGIT1 CUBE4
AMGI/12 PACMAN
GRAFICA
AMGR/01 printstudio
AMGR02 TEXTPAINT
AMGR/03 SCREENX
AMGR/04 SETPAL
AMGR 05 FREEPAINT
AMGR/06 LABEL MAKER
AMGR07 PICTSAVER
AMGR/OB WASP
AMGR'09 MAGPAGES
AMGR/IO GFXSCAN
mc113
mc116
mclOS
melos
melos
mclOS
CODICE TITQtOiDESCRIZIONE REC. HARDWARE CODICE THOUXDESCRIZlONE REC HARDWARE CODICE TTTOlOADESCReiONE REC HARDWARE
SPREADSHEET
AMSP'01 SPREAD mcl04
AMSP/02 EOUATIONWRITER mcllO
UTILITY
AMUT/01 MACH III
AMUT/02 RULER
AMUT/03 HEX
AMUT.04 MOM
AMUT'05 CB
AMUT/Q6 ZETAVIRUS
AMUT/07 DIRMASTER
AMUT/Q8 KDC
AMUT/09 XCOPYIII
AMUT/10 CD2TAPE
AMUT'11 BBS» LOG
AMLTT/12 UTILITIES
AMUT'13 VIEW80II
AM UT/14 MATCALC
AMUT/15 ICONMASTER
AMUT/16 HERMIT
AMUT/17 TURBO IMPLODER
AMUT/18 FÒNTS2PRINTER
AMUT/20 MC-PROGRAMS
AMUT/21 CHPSSAVE-PREFS
AMUT/22 CIDITEIP
AMUT/23 DISKEOITOR
AMUT/24 5 UTILITY
AMUT/25 OROLOGIO PARLANTE
AMUT'26 LSLAB
AMUT27 DIRWORK
AMUT/2B SCREENMOD
AMUT/29 SYSINFO
AMUT/30 SUPERDUPER
AMUT/31 PRFONT
AMUT/32 TG
AMUT/33 ICONS
AMUT/34 TURBOGIF
AMUT/35 TMKBP
AMUT 36 ENVPRINT
AMUT/37 LAZI
AMUT/38 ZOOM
AMUT/39 NICKPREFS
AMUT/40 PCTASK
AMUT 41 FULLVIEW
AMUT 42 WORLDTIME
AMUT/43 IE
AMUT/44 WINDOWTILER
AMUT. 45 APREF
AMUT 46 EDITKEYS
AMUT/47 MOUSE SHIFT
AMUT/48 BOO TX
AMUT/49 KEYBANG
AMUT/50 SATTRACK
AMUT. 51 AL
AMUT/52 BOOTPIC
AMUT/53 SPACEII
AMUT54 SCRAMMER
ITICI 04
mc104
irci 05
me! 05
mc105
mclQ5
mel06
mc106
mclOS
melos
melos
AMVR/01 FRACTUS mc108
AMVR'OZ RUBRICA. DACIA SGESTFATTmelOS
AMVR03 FUNZ3D mclOS
AMVR.04 PLAYSMU5 mcllO
AMVR/05 MULTI PLAYER mclll
AMVR/06 DRAWMAP meni
AMVR07 TOTAMIGA meli 2
ANVa-Oa AUTO 1110112
AMVR/09 SOUNDMASTER me112
AMVR'10 AMIGA L6 1116112
AMVR/11 FRACTAL me112
AMVR'12 SPECTROGRAM mc114
AMVR'13 CHEMESTHETICS mell4
AMVR/14 DAY2DAY mc114
AMVR/15 CEMENTO ARMATO meli 5
AMVR/16 CORTES mcllS
AMVR/17 TUCANENTA meli 5
AMVR/16 CALORIEBASE meli 5
AMVR/19 MperM mc116
AMVR/20 ELO ilici 17
AMVR21 ELEMENTS mc121
AMVFV22 REORG mc121
AMVR/23 MATEMATICANDO ITICI 23
MACINTOSH
COMUNICAZIONE
MICOOi RED RYDER mcllO
M1CO/D2 ZTERM mcllS
MICO03 ARCMAC mene
MICO/04 MACPRESS meli 8
EDUCATIVO
MIED/01 KID PIX mc1Q7
MIED'02 NUMBER TALK mc107
MIED/03 ALPHA TALK IOC107
MIE D. 1 04 WONDER mc120
GIOCO
MIGID1 STELLA OBSCURA mc106
MIGI02 PARARENA mc106
MIGI/04 SPACE STATION PHETA mcKW
MIGI05 STRATEGO mc106
MIGUJS THE LAWNZAPPER mc107
MIGL1 1 MACNINJA meli»
MIGI'i2 GLIPHA II mei23
MIGI 13 MONOPOLY mc109
MIGI'16 GUNSHY inclQ9
MIGI'17 MEGAROIOS mcllO
MIGI 18 SHUFFLEPUCK mcllO
MIGI/20 SOUIX meli 2
MIGI'21 HOTEL CAPER mc112
MIG022 RISIKO meli 5
MIGL23 SPACE INVADERS meli 5
MIGI/24 CONTINUUM meli 5
MIGl/26 OUESTER mcllS
MIGI/27 DROPPER meli 6
MIGI/28 CLASSIC OALEKS meli 9
MIG1/29 GOMOKU mc120
MIGI 30 LE COMPTE EST BON mc120
MIG131 TETRIS 2000 mc122
MIGI32 PACMAN mc122
MIGI/33 VAMPIRE CASTLE mc122
GRAFICA
MIGROi CALENDAR MAKER mc106
SPREADSHEET
MISP/01 BIPLANE mon2
S.TACK
MISK'Ol FOOD 1 molli
MISK-02 BUSINESS 1 molli
MISK'03 SOUND 1 meni
MISK.04 CRIMINALS meli!
MISK-05 GIÀ' SCRITTO me122
UTILITY
MIUT/02 POPCHAR mcl07
MIUT/03 APPDISK me121
MIUTKM SCROLL2 mc109
MIUT/06 BANNER MAKER mcllO
MIUT/07 SPEEDOMETER mcllO
MIUT.D8 LOODLE mc112
MIUT/09 FAST FORMAT mc112
MIUT/10 SOUNDMASTER mc112
MIUT11 STUFFIT CLASSIC me 11 2
MIUT/13 DTPPRINTER mcll4
MIUT16 PASTEIT mclU
MIUT/17 SAVEATREE mcll4
MIUT/18 MACB1NARY meli 4
MIUT20 APOLLO mc116
MIUT/21 ALIAS STYLIST mcl17
MIUT/22 SUPERCIOCK mc117
MIUT/23 COMPACT PRO mc117
MIUT/24 FONT PRINTER meli?
MUTI 25 APP SIZER me117
MIUT28 CHUCKSPRINT1RS I^"8
MIUT.29 GREG S BUTTONS mcllS
MIUT/30 HELIUM nelle
MIUT/31 MACLHA mcllB
MIUT/32 SCSIPROBE mcll8
MIUT 34 DARK SIDE OF THE MAC mcl19
MIUT.35 FOLDER mc119
MIUT.36 CON MAKER me 119
MIUT 37 ZOOM BAR mc119
MIUT/39 QUICKBACK mc120
MIUT/40 INFOMAN me 120
MIUT/41 SOFTLOCK me 120
MIUT/42 IMAGERY mc12l
MIUT44 MACMAN CLASSIC mc121
MIUT/45 ADDRESS BOÓK mc122
MIUT/46 APPLICON mc122
MIUT4? SHUTDOWN DELAY mci22
VARIE
MIVR/01 RIDICOLO mclOS
MIVR/02 EUZA mclOS
MIVR/03 HYPERSTAR mc113
MIVR'04 MEGALOMANIA mdl6
MIVR05 CALCULATORII mc118
MIVR06 THE SOUND TRACKER mc119
MIVRI07 FONT I mcllS
MIVR08 ZIPPV me 120
MIVR/09 MAC SAT me123
MIVR/10 MCSINK mc123
MIVR'II MERZ POETRY mc123
MIVR/12 MODVOICER mcl23
MIVR/13 OBLITERATE mc123
MIVRT4 SHUTDOWN ITEMS mc.123
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Desidero acquistare II soltware di seguito elencalo al prezzo di L. 8.000 a titolo (ordine
minimo: tre titoli). Per l'ordinazione inviare l'importo (a mezzo assegno. c/c o vaglia
postale) alla: Technimedia srl, Via Carlo Perrier 9, 001 57 Roma
dischetti da [U 3.5" LU 5.25"
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evenluali danni diretti o indiretti derivanti dall’utilizzo del software distribuito
PD SOFTWARE MS-DOS
Upgrade (Apgre’d)
di Paolo Ciardelli
Come a I solito scherzo. Stavolta nel titolo riporto anche la pronuncia. Comunque l'argomento
principale della puntata è quello di dare notizia delle nuove versioni di alcuni software validi,
che mantengono la loro importanza nel tempo
DosE A ovvero Dossier
DosEA si offre come un comodo ma-
nuale Online per i comandi dell'MS-DOS
versione 5,0, il tutto alla maniera di
Hypertext.
Il nome della serie, «DosEA», è un
gioco di parole sulla pronuncia e vuole
dire dossier sul DOS. DosEA è una serie
di programmi ad ipertesti che costitui-
scono un dossier sul DOS. Un elemento
chiave nella presentazione di Dos-
EA è l'ipertesto. Una volta avuta un'idea
mediante l'ipertesto, si può leggere e
comprendere immediatamente il mate-
riale in modo estremamente veloce. Gli
ipertesti permettono di selezionare solo
ciò che si vuole leggere. Se si capisce
cosa si vuole leggere è sufficiente se-
lezionarlo. Altrimenti, gli ipertesti daran-
no immediatamente ulteriori chiarimen-
ti. La prima parte di DosEA è totalmen-
te dedicata agli ipertesti, che sono il
punto cruciale della serie DosEA. Le dicate al DOS e ne spiegano il funzio-
parti successivie sono interamente de- namento sempre con dettagli maggiori.
366
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PD SOFTWARE MS-DOS
Gestione campionato di calcio
Autore Daniele Bamberghi
Il campionato è iniziato da un po' ed
ecco la versione 2.5 del già recensito
programma di gestione del campionato
per l'ambiente Windows 3.x che facilita
la gestione della classifica di campionati
di calcio italiani ed esteri. La classifica
del campionato in esame è sempre vi-
sualizzata nella finestra principale del
programma, mentre la barra del titolo ri-
porta la descrizione del campionato in
esame.
Non è necessario registrare i dati im-
messi (inserimento risultati, correzione
risultati, calendario, squadre), perché il
programma provvede a registrare le in-
formazioni non appena si dà l'OK alle
dialog box. Dal menu di sistema si può
richiamare l'About Box (dialog box con-
tenente le informazioni sul programma
e la versione) e a fianco dei nomi, sono
riportati i tasti di scelta rapida.
Le opzioni del menu sono molte ed
esaurienti per il tipo di lavoro che si de-
ve svolgere, ma la cosa più interessante
è che l'autore invece di chiedere una
somma di danaro desidera che gli si in-
vii una cartolina da dove si vive.
Masks
Autore Loschi Massimo
La unit Masks non è altro che una li-
breria di procedure e funzioni per gesti-
re facilmente e velocemente maschere
video in Turbo Pascal (dalla versione 5.0
in poi), migliorando notevolmente l'in-
put dei propri programmi senza il biso-
gno di scriversi procedure di input con-
trollato, oppure l'output su video dei da-
ti. formattati a seconda del loro tipo.
Masks può gestire campi stringa,
stringa ma con soli caratteri maiuscoli,
campi numerici (interi o reali), con se-
paratori delle migliaia o no e campi per
l'immissione di date; qualunque campo
può essere attivato o no a seconda del
verificarsi di eventi stabiliti dal program-
matore, ed è possibile definire procedu-
re di controllo e di help su ogni campo
della maschera, così come è possibile
definire tutte le caratteristiche estetiche
di ogni maschera: colori dei campi se-
lezionati e non, dei prompt e dei valori
dei campi, la forma del cursore, il ca-
rattere evidenziatore della lunghezza del
campo, ed infine i caratteri separatori
delle migliaia, delle cifre decimali e degli
elementi di una data.
Inoltre, oltre alle procedure di acces-
so al valore dei campi di una masche-
ra, Masks mette a disposizione anche
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
367
PD SOFTWARE MS-DOS
procedure sostitutive dell'istruzione
«Read» del Pascal per l'input di strin-
ghe, interi e date-
li programma Edit Mask è invece un
semplice ma efficace editor per le ma-
schere video che saranno usate dai pro-
pri programmi utilizzanti Masks, che ol-
tre ad evitare noiose sequenze di chia-
mate alle procedure di definizione dei
campi di una maschera permette anche
di vedere l'aspetto della maschera ma-
no a mano la si crea, magari sopra una
schermata che riproduce quella in cui la
maschera in editing verrà usata dal pro-
prio programma.
La unit LAUI contiene procedure e
funzioni usate dalla unit Masks e da al-
tre unit (vedi MANUALE.TXT), ma an-
che costanti, procedure e funzioni di
uso generale, come per la gestione
semplificata della tastiera, del cursore
ecc.
Sebbene le unit ed Edit Mask sono
stati sviluppati su di un PC/XT a 4.77
MHz con scheda video Hercules, non
hanno dato nessun problema anche te-
standole su macchine con microproces-
sore 80286. 80386, con schede CGA,
EGA. VGA e nemmeno su macchine ori-
ginali IBM PS/2. Inoltre il manuale, an-
che se rivolto a programmatori, non è
eccessivamente tecnico.
CopyQM - A High-Speed
Diskette Duplicator
CopyQM: ecco la nuova versione di
un'utility che legge un dischetto e ne
produce una serie di copie verificando-
ne la correttezza. CopyQM formatta, co-
pia e verifica tutti i formati del DOS e
permette di utilizzare piu drive control-
lando automaticamente se il disco è
presente o no nel drive.
Se il dischetto contiene più dati di
quelli che possono essere memorizzati
nella memoria principale, questi dati
possono essere salvati in memoria
estesa, espansa oppure su Hard Disk.
CopyQM permette di salvare l’intero
contenuto di un dischetto su un file del-
l’Hard Disk e di immettere un numero
di serie in formato ASCII o binario sulle
copie di un dischetto.
Si può decidere se verificare l'intero
disco, solo la parte contenente i dati op-
pure non verificare l’esattezza dei dati
scritti sul dischetto per risparmiare tem-
po.
Si può tentare anche di eseguire delle
copie di dischetti in formato non-DOS.
CopyQM funziona interfacciandosi di-
rettamente con l’hardware del dischetto
quindi non dovrebbero verificarsi infe-
zioni provocate dai virus durante il pro-
cesso di copia.
Per funzionare CopyQM ha bisogno
di un computer con MS-DOS 2.0 o su-
periore e può essere utilizzato anche
nella DOS «compatibility box» di OS/2.
Winpanic per Windows
Autori Fabio Mancmelli & Alessandro Ronchi
Assomiglia un po' lontanamente allo
scopri e vinci, ma la grafica è nettamen-
te superiore. Per girare serve Windows
3.0 o superiore ed una scheda video
VGA, oltre al mouse, perché la finestra
di Winpanic è troppo grande per la EGA.
Non serve installazione, basta copiare
i file sull'hard disk in modo manuale.
Winpanic è un prodotto shareware e
bastano 10 dollari per registrarsi,
Le immagini sono ispirate da SILVER
MCK(R) and Warner Bros(R), mentre i
DLL dalla Borland International.
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
PD SOFTWARE MS-DOS
Paint Shop
Paint Shop inizialmente era stato pro-
gettato come un strumento, ma è an-
dato oltre. Paint Shop può essere uti-
lizzato, nella forma più semplice, come
visore di immagini. Facendo un passo
avanti si può usarlo come convertitore
di formati. Riconoscendo l'esigenza
della manipolazione di alcune immagini,
si va ad usare Paint Shop nella sua ca-
pacità di trasformare l'immagine e i co-
lori di questa. Infine, per quelli con esi-
genze particolari Paint Shop può essere
un buona utility per la cattura dello
schermo. Unitamente a Windows si
possono realizzare documenti di quali-
tà. Ad esempio, si può aprire con Paint
Shop un file TIFF, «ditherizzare» l'im-
magine in bianco e nero, selezionare
l'area, esportarla in Clìpboard ed incol-
larla in un documento Microsoft Write.
Dipendendo la quantità di memoria dal-
la dimensione dell'immagine, Paint
Shop fornisce il massimo delle presta-
zioni in Windows 386 enhanced mode.
Paint Shop, comunque, può anche
girare in Windows' Standard mode,
l'importante è ncordare che grandi im-
magini richiedono grandi quantità di
memoria. Un messaggio di allarme vie-
ne visualizzato se la quantità di memo-
ria non è sufficiente per il trattamento
di un'immagine.
Le immagini possono essere salvate
in differenti formati, Paint Shop ne sup-
porta una vasta gamma ed assume tut-
te le decisioni possibili circa il formato
del file.
HRAM & VRAM/386
HRAM è un potente gestore di me-
moria per personal computer dotati di
processore 8088. 8086, 80286, 80386 o
80486 che esalta l'uso della memoria al-
ta (la memoria tra 640 Kb e 1024 Kb).
Usa le speciali capacità di mapping della
memoria espansa EMS 4.0 o della sha-
dow RAM Chips & Technologies per
riempire gli indirizzi non utilizzati nella
memoria alta del PC. In base alla con-
figurazione hardware del personal com-
puter, HRAM può creare fino a 96 Kb
addizionali di memoria DOS bassa, e fi-
no a 208 Kb di memoria DOS alta per
l'uso con TSR e device driver.
HRAM è un insieme di programmi:
hramdev.sys è un device driver che so-
stituisce la memoria alta non usata con
memoria espansa o shadow RAM; tira-
rti. exe è un programma che carica i TSR
nella memoria DOS alta creata da hram-
dev.sys e può, opzionalmente, aumen-
tare la dimensione della memoria con-
venzionale; hram.exe inoltre provvede a
stilare un rapporto sullo stato della me-
moria alta ed un elenco dei programmi
che vi sono caricati; hram.sys è un dri-
ver speciale che carica i device driver
nella -memoria alta. Un programma uti-
lity, Chkmem. è incluso nel pacchetti e
fornisce informazioni sullo stato della
memoria nel personal computer.
I programmi VRAM/386 e HRAM so-
no disegnati per essere completamente
compatibili uno con l'altro. Inoltre insie-
me funzionano separatamente:
VRAM/386 crea la memoria espansa
EMS 4.0 e HRAM converte la memoria
espansa in memoria DOS alta. Insieme
forniscono un pacchetto completo per
l'uso ottimale della memoria dei perso-
nal computer basati su 80386. Caratte-
ristiche principali del pacchetto sono:
compatibilità con tutte le schede di me-
moria espansa che supportano le spe-
cifiche EMS 4.0, compatibilità con tutti
i gestori di memoria 80386 che suppor-
tano le specifiche EMS 4.0 fincluso
VRAM/386), compatibilità con Quarter-
deck DESQview. HRAM, in congiunzio-
ne con VRAM/386, supporta le specifi-
che Microsoft VxD per assicurare la
compatibilità con Windows 3.0.
VRAM/386 è un potente gestore della
memoria per personal computer 386 e
486. Ottimizza l'uso della memoria
estesa (memoria sopra 1 Mb) e la me-
moria alta (memoria tra 640 Kb e
1024Kb) gestendo fino a 32 megabyte
di memoria espansa EMS versione 4,0
e 944Kb di memoria convenzionale per
l'uso di programmi MS-DOS.
VRAM/386 è una versione accresciu-
ta del software VRAM, disegnata per
sfruttare le capacità proprie dei proces-
sori 80386 e 80486. VRAM/386 conver-
te la memoria estesa in memoria
espansa EMS 4.0 usando le speciali ca-
pacità di paginazione dei processori
80386. VRAM/386 gestisce l'area di
memoria alta compresa tra 640Kb e
1024Kb e permette di utilizzare pro-
grammi che sfruttano la memoria
espansa, come Microsoft Windows. Lo-
tus 1-2-3 (versioni 2.2 e 3.0), dbase IV.
e Paradox 3, più efficientemente e sen-
za la necessità di hardware addizionale.
Quando usato in giunzione con HRAM,
VRAM/386 sostituisce gli indirizzi non in
uso con memoria espansa, creando fino
a 944 Kb di memoria DOS. In base alla
configurazione hardware del personal
computer, VRAM/386 può creare fino a
96 Kb di memoria DOS bassa e 208 Kb
di memoria DOS alta per l'uso di TSR e
device driver. VRAM/486 consiste in un
singolo programma. vram386.sys. che
viene caricato come un device driver
quando il computer viene acceso o fatto
ripartire. Caratteristiche principali sono:
compatibilità con tutti i programmi che
supportano qualsiasi versione delle spe-
cifiche di memoria espansa Lotus/l ntel-
/Microsoft; permette la creazione di fo-
gli di lavoro molto larghi in Lotus 1-2-3,
Symphony, Quattro, Excel, o altro so-
ftware; supporta le specifiche EMS 4.0;
supporta il page mapping fisico della
memoria convenzionale (0-640K) il qua-
le permette ai programmi multitasking
lo swap di applicazioni; supporta piena-
mente il Virtual Control Program Inter-
face versione 1.0 il quale permette a
DOS extender, multitasker, e memory
manager di coesistere su un personal
computer; usa la capacità di paging del
80386 per una massima velocità.
VRAM/386 è molto più veloce dei ge-
stori di memoria espansa disegnati per
girare sia su computer 286 che 386.
/se
Paolo Cìardelli e raggiungitele Iramite MC-link alla
casella MC60TS e tramite Internet all'indirizzo
MC6 0T5@mclink.ii
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PD SOFTWARE MAC
Il cinema in casa
a cura di Valter Di Dio
Di recente si sono affacciati sul
mercato mondiale diversi produttori di
sistemi multimediali, tra questi anche
nomi blasonati come Microsoft e IBM,
E proprio alla recente presentazione di
IBM in molti si sono stupiti della
velocità del filmato video a tutto
schermo, soprattutto in confronto alla
finestrella che può invece essere
utilizzata su un Macintosh Fx con
QuickTime.
Per fortuna qualcuno è andato a
curiosare dentro al PC e si è reso
conto che il video veniva pilotato da
una apposita scheda dotata di
processore grafico; per carità, non sto
assolutamente sostenendo che la IBM
abbia barato, ma solo che ormai le
macchine sono tutte più o meno della
stessa classe.
Allora, sia IBM che Apple per ottenere
animazioni a pieno formato devono
usare un processore video dedicato,
perché la Apple ha sviluppato
QuickTime ?
E qui devo purtroppo notare che
pochissimi hanno capito la potenzialità
di QuickTime; QuickTime non è
semplicemente un trucco software per
fare delle animazioni, ma un vero e
proprio standard per tutte le funzioni e
tutti gli oggetti necessari al
multimediale! Per ora le funzioni sono
implementate internamente via
software, e quindi risentono delle ovvie
limitazioni, ma appena saranno
disponibili schede specializzate
QuickTime, il sistema operativo le
riconoscerà ed automaticamente
demanderà ad esse i compiti specifici.
Futuro remoto? No, la RasterOps ha
già iniziato a produrre la prima scheda
video QuickTime compatibile che
permette appunto il full-screen-motion,
E presto altri produttori si faranno vivi
con schede per acquisizione in tempo
reale, compressione e decompressione
Jpeg. processori sonori, driver per
CD-Rom e cosi via; perché QuickTime,
come tradizione Apple, non è che la
base di partenza, il meglio deve ancora
venire
McSink
Versione 7.0 — Gennaio 1990
Dave McWherter
Accessorio — Shareware (45$)
Come alcuni sapranno McSink è, in
un certo senso, il fratello povero di un
programma commerciale distribuito dal-
la Preferred Publishers che si chiama
«Vantage».
Cosi man mano che «Vantage» svi-
luppa nuove opzioni anche McSink si
adegua in modo da non farsi distanziare
In realtà McSink e Vantage derivano
dallo stesso sorgente, solo che in
McSink alcune funzioni non vengono
compilate; nonostante ciò McSink non
va considerato un Demo di Vantage in
quanto è perfettamente operativo, solo
che alcune delle funzioni più comode di
Vantage non sono state rese disponibili
in McSink.
Ad esempio una delle differenze che
più si nota è che Vantage possiede un
word wrapping in tempo reale mentre
McSink no.
In compenso da questa versione
McSink è in grado di eseguire i comandi
esterni di Vantage, in pratica sono dei
piccoli moduli molto versatili che ag-
giungono potenzialità al programma ba-
se; anche qui, mentre Vantage li incor-
pora nel programma una volta per tutte,
McSink li carica volta per volta dal di-
sco
Il formato del testo, con le varie in-
formazioni come colori, scroll bar, page
break e dimensione delle finestre, viene
ora salvato insieme al file, che resta co-
munque un file di testo puro (ASCII) in
quanto le informazioni supplementari
sono salvate a parte come risorsa.
C'è un nuovo comando che permette
di copiare o eliminare tutte le linee che
contengono una certa parola; mentre
un altro elimina gli spazi inutili prima del
primo carattere di ciascuna riga.
Sono state portate a 32 le finestre
aprìbili contemporaneamente e, sempre
a 32, le colonne di testo gestibili,
La funzione di ricerca, che è una delle
più versatili mai viste, è stata resa cin-
que volte più veloce,
Inoltre sono state potenziate le opzio-
ni di stampa con la possibilità di sceglie-
re i margini del foglio e lasciare lo spa-
zio per un header o un footer a più linee
che però deve essere creato con Van-
tage, I 45 dollari dello shareware non
sono poi tanti se confrontati con la fun-
zionalità di McSink, ma forse sono ec-
cessivi in confronto ai 75 di Vantage
con tanto di manuali.
370
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PD SOFTWARE MAC
Glipha II
Versione 3.0 — 1992
John Calhoun
Applicazione — Shareware (30SI
Glypha II necessita di almeno un Mac
Il con il color QuickDraw ed un monitor
minimo da 13" a 640 x 480 (non va be-
ne quindi quello economico dell’LC).
Glypha II lavora a 1 6 colori e si deve fa-
re attenzione a configurare prima il nu-
mero di bit/pixel perché il programma
non è in grado di farlo da solo.
Rispetto alla versione, piuttosto data-
ta, presentata sul numero 108, Glipha II
presenta notevoli miglioramenti.
Innanzitutto il colore, anche se è un
peccato che la stessa versione non pos-
sa girare anche in monocromatico, Poi il
punteggio che adesso dipende dal livel-
lo raggiunto e dal tempo imRjegato. in
questo modo è praticamente impossi-
bile avere due punteggi esattamente
identici.
Per quanto riguarda le vite, adesso il
numero comprende quella in corso.
Infine alcune migliorie, recepite grazie
alle richieste dei sottoscrittori. È stato
eliminato il flipping iniziale delle nuove
vite che a lungo andare finiva col diven-
tare noioso. Il punteggio raggiunto e le
vite rimaste sono adesso visualizzate
continuamente in basso allo schermo
(ma c'è un modo per eliminare entram-
be le cose), Infine il cursore, che prima
era visibile e dava un po' fastidio perché
seguiva i movimenti del mouse, adesso
rimane nascosto per tutto il tempo del
gioco.
Glypha II gira sotto System 6.2 mini-
mo anche in multifinder, su sistemi
operativi precedenti si possono avere
problemi con i suoni,
MacSat
Versione 1.0 — 1938
BEK Developers
Applicazione — Freeware
MacSat è un programma per il trac-
ciamento della posizione orbitale dei sa-
telliti. Può contenere dati per oltre 200
satelliti e 100 stazioni terrestri.
Col programma è fornito un database
iniziale con i principali satelliti e molte
località degli Stati Uniti. Regolarmente,
ogni 2 settimane, si può scaricare da
CompuServe il file con gli aggiornamen-
ti.
Tra le principali caratteristiche di Mac-
Sat annotiamo la possibilità di disegnare
la traccia del satellite su una cartina del-
la Terra, di visualizzare e seguire la po-
sizione di un qualsiasi satellite in tempo
reale, sempre sulla mappa terrestre.
MacSat permette anche di calcolare le
coordinate di un qualsiasi satellite, di sa-
pere quali sono i satelliti Illuminati dal
sole quando la stazione di terra è al
buio, o di quali siano visibili ad una certa
ora di un dato giorno.
Può inoltre visualizzare le orbite e i
punti di incrocio con siti particolari (ad
esempio le stazioni di lancio) o con l'e-
quatore.
Uno speciale filtro permette di avere
più oggetti plottati contemporaneamen-
te se questi soddisfano la condizione
selezionata (ad esempio la nazionalità
del satellite o la posizione delle stazio-
ni).
Molto interessante pure la possibilità
di calcolare la distanza e l’angolo tra due
satelliti o tra due piani orbitali.
Sebbene il programma sia piuttosto
vecchio, la disponibilità di file di aggior-
namento (alcuni curati dalla NASA) lo
rende particolarmente interessante.
Con 10 dollari si possono avere i ma-
nuali stampati etì eventuali aggiorna-
menti; ne esiste anche una versione ap-
positamente scritta per i Mac II che
però non gira sui 68000.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
371
PD SOFTWARE MAC
Merz Poetry
Versione 3.0 - Aprile 1992
Randolph Valentine & Doug Rogers
Stack — Freeware
Merz è un termine ideato da Kurt
Schwìtters (poeta e pittore, figura cen-
trale all 'avanguardia tedesca degli anni
'20) per indicare un suo particolare mo-
do di creare arte in modo random. Il
presente Stack di HyperCard si basa sui
suoi lavori e permette di generare poe-
sie o disegni pseudo-casuali; eventual-
mente con musiche di sottofondo sem-
pre random.
Gli schemi utilizzati per generare sia
le frasi che compongono le poesie, sia
i sìngoli moduli di una immagine sono
creati con sub-particelle legate da una
Meri Poetry
serie di assunti.
Una finestra di
editor permette di
modificare a pia-
cere sia le sub-
particelle che le
regole di giunzio-
ne, in modo da
poter esplorare
più a fondo il mi-
sterioso mondo
dell'arte pseudo-
casuale.
MOD voicer
Versione I.Ob 1 — Luglio 1992
Kìp Walker
Applicazione — Cardware
Da un po' di tempo sono migrati nel
mondo Macintosh i file di suoni in for-
mato MOD. Si tratta di brani musicali
generati generalmente su Amiga, in cui
è nato il formato, ed ottenuti con una
particolare codifica che permette di ave-
re la qualità dei suoni campionati nell 'in-
gombro di un file MIDI. Il trucco consi-
ste nel registrare all'inizio del brano i
suoni campionati che faranno da base
per tutto il seguito. Per suonare i file
MOD al momento è necessario il pro-
gramma «The Sound-Trecker» (vedi MC
n. 119) che però gira solo sui Mac col
68020 almeno.
MOD Voicer però permette, se non di
suonare il brano intero, almeno di
estrarre ed ascoltare i suoni che si tro-
vano dentro un file MOD con un qual-
siasi Macintosh.
Una volta caricato un qualsiasi file
MOD, perciò non necessariamente in
formato «The Sound Trecker», appare
una lista dei suoni in esso contenuti.
Un doppio click su un suono abilita la
tastiera del Mac a suonarlo. Il pitch di-
penderà dal codice ASCII del tasto pre-
muto (devo dire che è stata una scelta
un po' scomoda). Per ora il programma
non fa altro, ma nuove versioni permet-
teranno di estrarre i suoni in un nuovo
file MOD e magari anche di manipolarli
a piacere.
Obliterate
Versione 1.1 — Febbraio 1992
Robert Gibson
Applicazione — Shareware fa piacerei
Obliterate fa parte di un set di utility
per System 7 chiamato «7.0 PLUS Uti-
lities» e composto da oltre 25 applica-
zioni, controlli ed estensioni. Il tutto si
può ordinare inviando un pagamento di
29.95 dollari, se invece vi accontentate
di questo programma da solo, o di uno
solo degli altri, inviate semplicemente
una qualsiasi offerta a piacere o anche
solo una E-Mail.
Obliterate era nato inizialmente per
evitare l'operazione di trascina sul cesti-
no e svuota. Contrario come me all’idea
372
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PD SOFTWARE MAC
di una estensione per svuotare automa-
ticamente il cestino, l'autore di Oblite-
rate ha scritto questa applicazione da la-
sciare sempre sulla scrivanìa.
Tra le altre cose Obliterate presenta il
vantaggio di cancellare definitivamente i
dati dal disco, una opzione questa che
spesso viene richiesta in ambienti in cui
la riservatezza degli archivi impone che
non sia materialmente possibile recupe-
rare un file cancellato. Obliterate funzio-
na esclusivamente sotto System 7 e la-
vora con modalità «Drop Box»; è quindi
sufficiente trascinarvi sopra un docu-
mento o una cartella perché esso si at-
tivi automaticamente (in base all’Apple
Event ricevuto). Particolare attenzione
va prestata agli alias: in caso si trascini
su Obliterate un alias, il sistema opera-
tivo gli passerà le coordinate del file ori-
ginale, che verrà perciò distrutto (cosa
probabilmente indesiderata).
Per evitare ciò è previsto un «Alert»
prima della cancellazione, ma è possi-
bile sia eliminarlo tramite le preferenze
che scavalcarlo temporaneamente.
Sempre dalle preferenze è possibile
decidere se attivare o meno il «tritari-
fiuti» che sovrascrive con zeri il file can-
cellato, e se tenere un file di Log di
quanto distrutto con Obliterate.
Shutdown Items
Versione 2.31 — Febbraio 1992
John Covele
Applicazione — Shareware 11 OSI
Con il System 7 è stato sostituito il
menu «Avvia con» con la più pratica
cartella posta in quella di sistema. Tut-
te le applicazioni che si trovano nella
cartella «Avvia con» vengono lanciate
automaticamente al momento dell’ac-
censione del Macintosh. Però già che
c'erano sarebbe stato carino pensare
anche ad un «Avvia prima di spegne-
re»; una cartella cioè che contenga le
cose da fare prima che un Mac venga
spento (ad esempio un BackUp auto-
matico su rete).
Shutdown Items permette di avere
esattamente ciò. Si tratta di una appli-
cazione che girando in background lan-
cia al momento di uscire (quando viene
selezionato «Smetti» dal Finder) tutte
le applicazioni che trova in una cartella
dal nome «Shutdown Items» e che si
deve trovare nella cartella sistema. Se
nella cartella viene trovato un file di te-
sto questo viene presentato a video a
mo’ di avviso, se si tratta di una imma-
gine in formato PICT viene presentata
a video, se invece viene rilevato un file
Movie di QuickTime viene lanciato il
Movie-Player e sì avrà allora una sorta
di filmato di chiusura (magari con i titoli
di coda).
Una ulteriore particolarità del pro-
gramma è che. sfruttando gli Apple
event su rete, permette anche di spe-
gnere dei computer remoti che si tro-
vino sulla stessa rete e su cui stia gi-
rando una copia di Shutdown Items.
È anche possibile eliminare alcuni
menu di Shutdown Items per evitare
che gli utenti lo disattivino, oppure ge-
nerare un box di Alert che avvisi del-
l'imminente spegnimento della macchi-
na; questo può contenere sia una ri-
chiesta di conferma, ed allora si atten-
de la conferma o l'annullo da parte del-
l’operatore, sia un semplice warning ed
in questo caso, se l'operatore non in-
terviene, il sistema viene comunque
spento.
Per quanto riguarda le modalità di au-
tospegnimento si può scegliere tra
spegnimento immediato, ritardato, ad
una certa ora del giorno, dopo tot mi-
nuti dall’accensione o dopo tot minuti
dall'ultima operazione.
Da momento che Shutdown Items
usa gli Apple Events può funzionare
esclusivamente sotto System 7; non
occupa molta memoria (circa 100 kap-
pa) a meno che non si usino come
Shutdown Items documenti di Quick
Time. (Kg
Valter Di Dio è raggiungibile iramite MC-tink alla
casella MC0008 e tramite Internet all'Indirizzo
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
373
PD SOFTWARE AMIGA
Riecco gli italiani!
di Enrico M. Ferran
Come annunciato ecco un ritorno alla grande : quello del software
PD di marca italiana, era ora.
Non solo il materiale ricevuto è numeroso ma abbiamo anche
potuto permetterci il lusso di scegliere e di scartare numerosi lavori.
Abbiamo ad esempio deciso di non riproporre programmi inerenti il
Totocalcio, insomma sono tutti ben fatti e utili ma ne abbiamo già
parlato a sufficienza, naturalmente se qualcuno avesse elaborato un
programma che GARANTISCA le vincite lo esamineremo con
interesse...
Particolarmente agguerrita è la pattuglia di programmatori « noti ».
tutta gente che ha il modem e offre preziosi consigli in campo
Amiga anche sul nostro MC-link : l'augurio per tutti è comunque di
darci dentro e di mandarci i loro risultati.
Signore e Signori, andiamo subito ad incominciare
GfxScan
Aurore Michelangelo Messina
Tipo di programma PD
GfxScan è una utility grafica che per-
mette di catturare le schermate grafi-
che di altri software: basato su un pro-
gramma di Donato De Luca si differen-
zia nettamente dai vari «grabbers» tipo
Hermit o appunto il famosissimo Grab-
ber.
Questi programmi permettono infatti
la cattura di schermi di programmi che
girano in background, e se da una parte
presentano una notevole comodità d'u-
so. dall'altro hanno lo svantaggio di non
poter funzionare nel caso di quei pro-
grammi che bloccano il multitasking o
quando un programma parte con boot
non standard by passando il DOS.
GfxScan tenta invece di acquisire le
schermate dopo il reset, sfruttando il
modo Amiga di allocare i bitplane che si
possono trovare in qualsiasi parte della
chip memory e che non vengono can-
cellati al reset. Purtroppo non sempre il
trucco funziona, molti programmi infatti
si « preoccupano» al reset di ripulire la
memoria, rendendo vano l'uso di
GfxScan, ma vai la pena di tentare. La
ricerca in memoria non può essere ov-
viamente automatica e l'utilizzatore de-
ve provvedere a rintracciare manual-
mente le parti delle schermate grafiche,
quindi l'uso di questo programma è ri-
volto a chi ha un minimo di pratica, ma
le facility per realizzare la ricerca aiutano
anche i più inesperti.
Quando si vuole catturare una di que-
ste schermate «difficili» si deve esegui-
re un reset al momento della comparsa
della schermata: subito dopo si fa il
boot con un altro dischetto DOS e si
lancia GfxScan come primo programma,
l'ideale è anzi inserire GfxScan su un di-
schetto bootabile che non contenga la
startup-sequence, in modo da non alte-
rare con altri eventuali programmi la
memoria.
Al lancio del programma viene aperto
uno schermo, con le dimensioni stabi-
lite dall'utente, per indagare nella chip
ram, con profondità di un solo bitplane.
A questo punto si usa il joystick per
esplorare la memoria «verticalmente» o
«orizzontalmente» finché non si rag-
giungerà l'immagine voluta, cliccando
sul pulsante sinistro del mouse otterre-
mo l'immagine cercata, anche se con i
colori sfasati.
La ricerca dei colori rappresenta un
vero problema a causa della comples-
sità nel sistema di memorizzazione della
tavola dei colori di Amiga, anzi si con-
siglia di salvare l'immagine con i colori
errati e poi di ritoccarla con un tool di
grafica. GfxScan non ricerca i colori per
immagini con meno di 4 piani; infatti
per immagini di 2, 4 o 8 colori è piu
semplice ricreare la palette originale in
seguito.
Attraverso il joystick e il pulsante di
sparo si esegue la ricerca dei colori del-
l'immagine e dello sfondo, finalmente al
termine del lungo lavoro si può salvare
l'immagine in formato IFF
Il programma parte solo da CLI ed è
essenziale specificare una serie di pa-
rametri per assicurarsi una fruttifera ri-
cerca della memoria: si possono speci-
ficare numero dei bitplane. larghezza e
altezza deH'immagine, file di salvataggio
dell'immagine.
374
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
PD SOFTWARE AMIGA
SCRAMmer
Autore: Giuliano Claudio Peritore
Tipo di programma: Public Domain
Con questo programma giochiamo in
casa. Peritore è infatti un collaboratore
esterno a MC e autore di alcuni pro-
grammi in commercio per Amiga.
SCRAMmer è un tool di pubblico domi-
nio nato inizialmente per studiare em-
piricamente e mettere a punto le mo-
therboard degli Amiga 3000 o superiori,
ma poi evolutosi nelle varie versioni
(37.0, 37.2. 37.3. 37.3b).
Grazie a tutte queste migliorie è di-
ventato una comoda utility da tenere
sempre sottomano, è interessante no-
tare che SCRAMmer è compatibile con
l'AmigaOS 2,0, 2.1 e 3.0 e gira sia su
Amiga 3000 che su Amiga 4000.
Tali caratteristiche, insieme al suppor-
to dell'Invocazione da Shell e da Work-
bench, oltre alla localizzazione, all’help
in linea e al supporto dei fónt di sistema
rendono SCRAMmer un ottimo esem-
pio di programmazione proveniente dal
nostro paese.
Ma passiamo ad analizzare le funzioni
del programma. La prima operazione
possibile è quella di analizzare la mo-
therboard per scoprire le versioni dei
custom chip installati, il tipo di memo-
rie, il tipo di FPU e CPU, oltre alle fre-
quenze principali del sistema. Si può poi
andare a verificare l'ammontare della
RAM configurata, per controllare il cor-
retto comportamento delle schede di
espansione, Si può interrogare la catena
dei dispositivi SCSI per vedere a quali
ID corrispondono le varie periferiche.
A questo punto si può andare a te-
stare la RAM del 3000. Si può analizzare
se si tratta di memoria Static Column o
Page Mode, se ne può misurare la ve-
locità, e si possono ricercare eventuali
chip guasti. Una vera chicca.
Le opzioni che rimangono sono; pos-
sibilità di configurare a piacimento il
controllore della RAM (RAMSEY) e del
bus (GARY). possibilità di attivare 0 di-
sattivare tutti i parametri della CPU (ca-
che. posizione della tavola dei vettori,
burst mode, copyback, ecc.), si posso-
no editare i valori memorizzati nella bat-
tmem e si può eventualmente resettare
un battclock non funzionante. Il tutto è
condito da supporto per il 68040, help
in linea e gestione a finestre multiple.
Meno di 40K obbligatori per i posses-
sori di A3QQQ/4Q0Q!
Randomchive
Autore: Alessandro Gignola
Tipo di programma : PD
Randomchive è un tipo di archivio
che utilizza file ASCII, ad accesso ca-
suale: può contenere fino a 504 carat-
teri per pagina, e poiché le pagine me-
morizzabili sono 999 , la massima lun-
ghezza dell'archivio non può essere su-
periore ai 500 k, sufficiente per essere
trasportato in un dischetto solo.
Naturalmente usando l’hard disk si
possono creare quanti archivi si vuole, e
quindi gestire grandi quantità di appunti.
Il programma è interamente guidato da
mouse, e per attivare le sue funzioni ba-
sta cliccare sulle sue icone dall'uso in-
tuitivo. Il grosso punto interrogativo ci
fornisce informazioni sull'autore, men-
tre l'help in linea è disponibile selezio-
nando la scritta «Aiuto!», il resto dei ga-
dget presiedono alla gestione vera e
propria dell'archivio. Le pagine dell'ar-
chivio possono essere scorse usando i
gadget in basso, possiamo avanzare o
indietreggiare oppure saltare ad una pa-
gina prefissata. Lo scopo di questo ar-
chivio è quello di fornire un mezzo per
ordinare gli appunti bruti, quelli che nor-
malmente si prendono sui foglietti vo-
lanti (foglietti che si perdono nel giro di
pochi secondi, come è noto) e di poterli
rileggere con calma e rapidità.
Più pratico di un word processor,
Randomchive attraverso una grafica pia-
cevole permette di scrivere pagine di
appunti in totale libertà senza dover ri-
correre a sofisticati database. Oltre al-
l'aiuto online due file di spiegazioni for-
niscono ulteriori informazioni sul pro-
gramma.
Ecco la pagina record
umilia Dite nell'archivio
Randomchive
MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992
375
PD SOFTWARE AMIGA
ADA
Autore: Gennaro Claps
Tipo di programma PD
Da Potenza ci arriva questo database,
genere già trattato ma continuamente
soggetto a nuovi interessi. Come spes-
so capita, l'autore del programma non
era soddisfatto dei vari programmi PD
di database e necessitando di un soft-
ware per ordinare la sua collezione di di-
schi ha preso computer e tastiera e il
programma se le fatto da solo.
ADA (Archivio Dischi Amiga) è stato
scritto appositamente per gestire la lista
del software che l'utente possiede,
consen te ricerche sul genere e sul tito-
lo, effettua dei riordini veloci anche su
grosse moli di dati ed è semplicissimo
da usare.
È presente un database di prova in-
serito dall'autore, di circa 600 titoli, con
il quale impratichirsi nei comandi prima
di creare l'archivio personale, un help in-
terno richiamabile da tasto help spiega
tutti i comandi in dettaglio, ma l'uso è
talmente intuitivo che si può anche pro-
cedere direttamente al primo carica-
mento.
Nel disco sono presenti anche altri tre
file. ALPHA, STAMPA e STAMPA
MENSILE. Sono delle utility di riordino
(sorting) e stampa esterne al program-
ma, caricabili ed eseguibili in back-
ground indipendenti da ogni altra ope-
razione per risparmiare tempo.
Appena caricato, il programma pre-
senta un semplice menu dal quale pos-
siamo visualizzare l'archivio, cercare un
programma, inserire nuovi dati e ordina-
re l'archivio. È anche possibile determi-
nare quanti programmi dello stesso ge-
nere sono presenti, un menu apposito
si occupa di gestire la stampa,
Proprio la stampa è particolarmente
curata; è possibile inserire la testata in
ogni pagina, stampare il database in
modo «veloce» e anche attivare la
stampa in compresso (ELITE) in modo
da scrivere due programmi per riga, al-
cune di queste opzioni sono accessibili
direttamente solo dai moduli esterni.
Molto carina anche la presentazione
vocale del programma, ascoltabile affat-
to del caricamento,
Matematicando
Autore : Luigi Attisano
Tipo di programma: PD
Un programma di matematica da uno
studente di Ingegneria Informatica: un
classico, ma con qualche differenza.
Luigi Attisano è uno studente univer-
sitario che ha «sostituito la seccatura di
eseguire i calcoli a mano con la bella
abitudine della calcolatrice», come lui
dice, perdendo però contemporanea-
mente l'elasticità mentale nel fare i cal-
coli. Matematicando è in pratica la ver-
sione per computer del «professore»
della Texas Instruments. Attraverso una
serie di sei quiz I' «allievo» può stabilire
la sua bravura nell'eseguire calcoli ma-
tematici sulle quattro operazioni, oppure
può esercitarsi nelle tabelline sceglien-
done la difficoltà. Sono selezionabili di-
versi livelli di esercitazione, e se il primo
vi sembrerà talmente banale da non
meritare attenzione al quinto livello vi
metterete le mani nei capelli.
È il classico programma per far eser-
citare il figlio o il fratellino mentre con-
temporaneamente anche voi vi rendete
conto di paurose lacune matematiche.
L'uso del programma non merita
istruzioni; attraverso il mouse si può
scegliere II tipo di operazione sulla quale
verranno eseguiti i sei test, verrà pro-
posta l'operazione da risolvere e sem-
pre attraverso mouse introdurrete la ri-
sposta. Il risultato della vostra risposta
vi verrà comunicato anche attraverso un
messaggio vocale, francamente inintel-
ligibile, e attraverso segnalazione video.
Il programma necessita del boot da
dischetto a causa delle particolari font
usate, ma non è difficile l'installazione
su hard disk. ras
Enrico M Ferrari è raggiungibile tramite MC-link al-
la casella M CODI 2 e tramite Internet all' indirizzo
I MCÓÓliWmcl^m
376
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
Il PD’Software dei lettori di
Lo spazio tradizionalmente dedicato al software dei lettori
e quello occupato dal PD-software sono stati unificati.
In queste pagine parleremo di programmi di Pubblico Do-
minio (FreeWare o Shareware) disponibili in Italia attraver-
so i vari canali PD. Tutti i programmi presentati saranno
reperibili anche attraverso il canale MCmicrocomputer. sia
su supporto magnetico sia su MC-Link.
Saranno recensiti sia programmi già nei circuiti PD, sia
quelli che i lettori stessi vorranno inviarci affinché, se rite-
nuti meritevoli dalla redazione, siano resi di Pubblico Do-
minio.
/ lettori di MCmicrocomputer autori dei programmi dei qua-
li si parlerà in queste pagine (e i cui programmi saranno
distribuiti come PD dalla rivista) saranno ricompensati con
un «gettone di presenza» di 100.000 lire.
t necessario attenersi ad alcune semplici regole nell'in-
viare i programmi in redazione
1) Il materiale inviato deve essere di Pubblico Dominio
(o Shareware) e prodotto dallo stesso lettore che lo invia.
2) Il programma inviato deve nsiedere su supporto ma-
gnetico (non saranno presi in considerazione listati),
3) I sorgenti eventualmente ac-
clusi devono essere sufficientemen-
te commentati.
4) Per ogni programma inviato
l'autore deve includere due file
(«readme» e «manuale»), il primo
contenente una breve descrizione
del programma ed il secondo una ve-
ra e propria guida all'uso per gli uten-
ti, con tutte le informazioni necessa-
rie per un corretto impiego (se il pro-
gramma è particolarmente semplice
può essere sufficiente il solo read-
me, mentre saranno particolarmente
apprezzati fra i programmi più com-
plessi quelli dotati di help in linea), In
calce ad entrambi i file deve essere
apposto il nome, l'indirizzo ed even-
tualmente il recapito telefonico del-
l'autore.
5) Al lancio, il programma deve
dichiarare la sua natura PD (o Sha-
reware), nonché nome e indirizzo
dell'autore. É ammesso, alternativa-
mente, che tali informazioni siano richiamabili da program-
ma con un metodo noto e indicato nelle istruzioni.
6) Saranno presi in considerazione solo i lavori giunti in
redazione accompagnati dal talloncino riprodotto in questa
pagina (o sua fotocopia) debitamente firmato dall'autore.
/ programmi classificati non come FreeWare ma come
ShareWare (quindi non propriamente di Pubblico Dominio,
anche se consideratine generalmente parte) comportano
da parte dell'utente l'obbligo morale di corrispondere al-
l’autore un contributo a piacere o fisso secondo quanto in-
dicato dall'autore e conformemente a quanto appare al lan-
cio del programma. MCmicrocomputer non si assume al-
cuna responsabilità od obbligo riguardo a questo rapporto
intercorrente tra autore ed utilizzatore del programma. A
titolo informativo precisiamo che l'obbligo morale alla cor-
responsione del contributo scatta non nel momento in cui
si entra in possesso del programma, ma nel momento in
cui si passa a farne uso dichiarando implicitamente di ap-
prezzarne le caratteristiche.
In nessun caso (per ragioni organizzative) sara reso noto
all'autore l'elenco o il numero delle persone che hanno
eventualmente deciso di entrare in possesso del program-
ma attraverso il canale MCmicrocomputer.
Compilare e spedire a MCmicrocomputer - Via Carlo Perder 9, 00157 Poma
Questo tagliando lo fotocopia o equivalente) deve essere inviato ad MCmicrocom-
puter, unitamente al materiale da selezionare, da parte degli autori di software che
presentano i propri' lavori per la recensione sulla rivista e l'inserimento nei canali PD.
Il sottoscritto
Cognome e Nome
nato a il
Codice Fiscale
Eventuale Partita IVA I I I I I I I I I I I I
residente in Via
, Tel.
invia il programma
dichiarando di esserne l'autore ed autorizzando MCmicrocomputer alla distribuzione
secondo le regole ed i canali consueti del Pubblico Dominio.
Data Firma
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
377
TURBO PASCAL
Utilizzo
di una stampante
di Sergio Polirli
Nei mesi scorsi, abbiamo
esaminato due unii mediante
le quali un'applicazione Turbo
Vision può accedere sia alle
caratteristiche «permanenti»
di una stampante HI nome, le
sequenze di controllo, eco.),
sia a quelle che abbiamo
definito « temporanee » (i tipi
di carattere disponibili, il
formato della carta, la porta di
output f. Abbiamo anche visto
un programma PRINST che,
usando quelle unit, permette
all'utente di installare una
stampante sul proprio
sistema, creando un file di
definizione con estensione
PRN. Ci rimane ora da
mostrare come un
programma Turbo Vision
possa utilizzare tali file per
operazioni di stampa. Avremo
bisogno di una nuova unit ma,
prima di questa, vedremo un
breve demo che illustrerà
concretamente cosa ci
proponiamo di ottenere ; in
questo modo, saranno poi più
chiari i motivi delle scelte
operate nella realizzazione
della terza e ultima unit,
TVPRINT
Ricordo che il nostro cammino era
iniziato con un esame dei diversi mec-
canismi mediante i quali Windows ci
permette di stampare prescindendo in
buona misura dalle particolarità di ogni
stampante: il nostro scopo era quello di
pervenire ad una soluzione del proble-
ma dell'indipendenza dall'hardware an-
che sotto MS-DOS, pure se limitata-
mente alla stampa di soli testi.
Abbiamo per prima cosa realizzato
un programma di installazione che con-
sente di iniziare a usare rapidamente
qualsiasi stampante, alla sola condizio-
ne di saperne leggere il manuale. Dob-
biamo ora vedere come un'applicazione
Turbo Vision possa avere rapido acces-
so' alle informazioni circa le stampanti
installate e l'eventuale stampante di
default, cambiare in qualsiasi momento
le caratteristiche «temporanee» di una
stampante, scegliere tra i font disponi-
bili, tenere sotto controllo la posizione
della testina di stampa, interrompere in
ogni momento una stampa in corso,
mantenere pieno controllo in caso di
errore critico.
Nel conseguimento di tali obiettivi
cercheremo, ovviamente, di riprodurre
meccanismi abituali sotto Windows:
avremo quindi un menu File con le
opzioni Stampa e Imposta stampante, e
un'opzione Tipo carattere in un altro
menu ( Modifica nel nostro demo),
Selezione della stampante
corrente
La figura 1 contiene il listato di DE-
MO. PAS, il nostro breve programma di
esempio, Notiamo subito che il metodo
InitMenuBar della classe TDemo predi-
spone due menu File e Modifica secon-
do quanto abbiamo appena detto, vi
sono poi dei metodi Print, PrlnterSetup
e SelectFont che corrispondono alle op-
zioni di tali menu. Notiamo anche che la
classe TDemo ha una variabile d'istanza
Printer, appartenente ad una classe
TPrinter, definita nella unit TVPRINT. Il
constructor di Printer viene chiamato
nell'ambito del constructor di TDemo,
non è necessario che sia cosi, ma è
importante che. se si differisce l'imzia-
lizzazione della variabile Printer, i co-
mandi cmPrint, cmPrSetup e cmSel-
Font siano disabilitati (con DisableCom-
mands), per essere poi abilitati (con
EnableCommandsì solo dopo quella ini-
zializzazione.
Il constructor di Printer tenta di asso-
ciare tale variabile all'eventuale stam-
pante di default: se tale associazione
automatica non ha successo, occorrerà
rendere nota all'utente la necessità di
procedere ad una associazione manua-
le, mediante l'opzione Imposta stam-
pante.
Abbiamo visto che il programma
PRINST colloca i file di definizione delle
stampanti in una apposita directory;
questa sarà C: TVPRNS per default, ma
potrà essere anche un'altra, a condizio-
ne che il suo nome venga assegnato ad
una variabile TVPRNDIR dell'environ-
ment. Si può in modo analogo determi-
nare la stampante di default, assegnan-
do il nome del suo file, senza l’estensio-
ne PRN, ad una variabile TVPRN dell’en-
vironment, ad esempio con SET
TVPRN=IBM4208 per una IBM Proprin-
ter XL24, o con SET TVPRN=HPDJ500
per una HP DeskJet 500. Come vedre-
mo, il constructor della classe TPrinter
cerca il valore di tale variabile con Get-
Env('TVPFN') e tenta di leggere il file
corrispondente mediante la funzione
PeadPrmterlnfo (definita nella unit
PRSETUP), passandole come parame-
tro una variabile d'istanza PD, di tipo
TPrinterDef. Se il tentativo non ha suc-
cesso, il campo Name di PD conterrà
una stringa nulla.
La classe TDemo comprende una
funzione PrinterSelected. il cui compito
è di ritornare TRUE o FALSE secondo
che la variabile Printer risulti associata o
meno ad una stampante; in caso nega-
tivo. viene anche prodotto un messag-
gio che invita l’utente a procedere con
l'opzione Imposta stampante del menu
File (la funzione è un metodo di TDemo
378
MCmìcrocomputer n 123 - novembre 1 992
TURBO PASCAL
invece che dì TPrinter proprio per con-
sentire al programmatore di fare riferi-
mento nel messaggio al sistema di me-
nu dell'applicazione, senza bisogno di
modificare la unit TVPRINT).
Modifica dell'impostazione
Il metodo TDemo.PrinterSetup, corri-
spondente all’opzione Imposta stam-
pante. chiama il metodo DoSetup di
Printer. Questo produrrà un messaggio
d'errore se non troverà la directory con-
tenente i file di definizione delle stam-
panti, altrimenti aprirà una dialog box
come quella mostrata nella figura 2. La
lìst box propone i nomi delle stampanti
installate, seguiti dal nome dei relativi
file di definizione e dalla indicazione
della porta di output per ognuna. Per
selezionare una stampante basta posi-
zionarsi sul nome di quella desiderata,
con la tastiera o con il mouse, e preme-
re Invio o il pulsante Ok.
La dialog box comprende anche un
pulsante Imposta, mediante il quale sì
accede ad una dialog box di tipo TPrSe-
tupDialog, già vista nella unit PRSETUP
e usata anche dal programma PRINST,
Mediante tale dialog box è possibile
modificare le caratteristiche «tempora-
nee» della stampante correntemente
selezionata, anche se questa non è
Prima o poi doveva
succedere...
Evidentemente l'estate scorsa ha avuto sul sottoscritto effetti
... troppo benefici. Sole, mare, riuscire ad insegnare alla propria
figlia a nuotare (anche sott’acquall, conoscere la bellezza di altri
paesi e il fascino di altri popoli. Ma anche un calo di concentra-
zione,
Eccomi quindi a dover precisare che la didascalia della figura 1
nel numero scorso è sbagliata vi viene riprodotta la seconda parte
della unit PRDEF, non PRSETUP. E fin qui poco male; ve ne sarete
già accorti.
Per la prima volta in cinque anni, devo però anche correggere
un bug. Si tratta di un errore che si era insinuato nel sorgente della
funzione CrrlToStr, contenuta nella unit PRSETUP. Riproduco il suo
ciclo while
d t= 100;
while d > 0 do begin
n := m div d;
if (n > 0) or (d = 1) then begin
Inc( j) ;
S30 [ 5 3 := Chr(OrdC'0')+n) ;
if j = 30 then goto Out;
m := m raod d;
end;
d := d div 10;
La variabile d è un divisore che, valendo prima 100, poi 10,
Infine 1, consente di aggiungere alla stringa S30, nell'ordine, i
caratteri per le centinaia, le decine e le unità, corrispondenti volta
per volta al quoziente n. Volevo evitare zeri iniziali; non volevo, in
parole povere, che il valore 3 venisse tradotto in '003'. Ho
introdotto, a questo scopo, un if che esclude l'aggiunta di zeri a
S30 se n vale zero, tranne il caso in cui d sia ormai ridotto a 1. in
cui cioè si sia giunti alle unità (il valore zero deve essere tradotto
almeno in '0'),
Non va. Ne risulta, infatti, che valori compresi tra 100 e 109
vengono tradotti in stringhe di soli due caratteri CIO'. 'IT, e cosi
via), m quanto, quando d vale 10 e n assume un valore nullo per le
decine, lo zero nella seconda posizione non viene aggiunto alla
stringa.
Per ovviare al problema, ho aggiunto una variabile locale Divisor
di tipo Integer e modificato come segue il codice:
if m < 10 then Divisor := 10
else Divisor := 100;
d ;= Divisor;
while d > 0 do begin
n := m div d;
if (n > 0) or (d < Divisor) then begin
Non è tutto. Usando le unit, ho dovuto constatare che a volte si
ha a che fare con stampanti «strane», magari prive di documenta-
zione, altre volte può risultare poco opportuno utilizzare le
sequenze dì controllo della stampante per il grassetto o il sottoline-
ato. La unit PRDEF. però, richiede obbligatoriamente l'immissione
delle relative stringhe, passando TRUE come secondo parametro
del constructor di TlnputCtrlString. Ho preferito sostituire tutti i
TRUE con FALSE in TPrDefDialog.init, e vi esorto a fare altret-
tanto.
MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992
379
TURBO PASCAL
quella che si intende utilizzare (verrà
utilizzata, infatti, la stampante che nsul-
terà selezionata quando si chiuderà con
Invio o col pulsante Ok la dialog box
«madre»),
Quando abbiamo esaminato l'uso del-
le stampanti sotto Windows, abbiamo
rilevato che, a partire dalla versione 3,0
di questo, è possibile apportare modifi-
che che abbiano effetto solo nell'ambito
di un'applicazione, senza alterare l'im-
postazione di sistema. Vedremo che la
unit TVPRINT è invece realizzata in mo-
do da registrare sempre sul file di defi-
nizione le variazioni apportate alla impo-
stazione di una stampante. Rimane pos-
sibile, comunque, realizzare applicazioni
che adottino impostazioni variabili senza
modificare i file di definizione; la variabi-
le d'istanza PO della classe TPrinter,
infatti, è pubblica, come anche la classe
TPrSetupDialog, in quanto contenuta
nella interfaccia della unit PRSETUP.
Scelta del carattere
La scelta del carattere è possibile
sono dopo l'associazione della variabile
Printer con una stampante definita me-
diante un file con estensione PRN. Il
metodo SelectFont, quindi, chiama l’o-
monimo metodo della classe TPrinter
solo se PrinierSelected ritorna TRUE. In
tal caso, viene proposta una dialog box
simile a quella riprodotta nella figura 3.
La scelta è semplice; basta posizio-
narsi sul carattere desiderato con i tasti
o con il mouse e premere Invio o il
pulsante Ok. È più importante tenere a
mente alcune considerazioni.
Ogni stampante ha i suoi tipi di carat-
tere. In linea di massima, sono spesso
disponibili le tre densità di 10, 12 e 17
CPI (caratteri per pollice), magari con
piccole differenze (il carattere compres-
so, ad esempio, può trovarsi con 16,66
o 17,1 CPI); rimane comunque arduo
preparare un'applicazione in grado di
usare qualsiasi stampante.
Possono venire in aiuto due metodi
della classe TPrinter, che vedremo
quando esamineremo la unit TVPRINT;
GetFontCount ritorna il numero dei tipi
carattere disponibili per la stampante
correntemente selezionata, mentre Get-
Font ritorna le caratteristiche di un dato
tipo, individuato secondo il suo numero
d'ordine nella lista come visualizzata
nella dialog box (l'ordine di questa, pe-
raltro, è lo stesso secondo il quale i
Program Demo :
( *$X*« )
Objects, Views, Driuers, Dialogs, Menus, App, MsgBox, StdDlg.
Dos, PrSetup, TVPrint;
cmPrint * 100;
cmPr Setup = 101;
cmselFont = 102 ;
type
TDemo = object(TApplication)
Printer: TPrinter;
constructor Init;
destructor Done; Virtual:
procedure InitMenuBar; Virtual;
procedure InitStatusLine : Virtual;
procedure HandleEventf var Event: TEvent); Virtual;
f unction Printerselected: Boolean;
procedure Print;
procedure FrinterSetup;
procedure SelectFont;
constructor TDemo. Init;
begin
TAppl icat ion . Init ;
Printer. Init;
destructor TDemo. Done;
Printer, Done;
TAppl icat ion. Dona;
GetExtent (R) ;
380
MCmìcrocompuler n. 123 - novembre 1 992
TURBO PASCAL
diversi tipi sono stati definiti mediante
TPrSetupDialog ) .
Esaminando le caratteristiche dei tipi
disponibili, è possibile scegliere quello
che abbia la densità più prossima a
quella desiderata, oppure costruire una
dialog box mediante la quale proporre
all'utente la scelta da un ristretto sotto-
insieme di tipi, quali quelli aventi tutti
uguale densità (con una IBM Proprinter
XL24 vi possono essere, ad esempio,
fino a quattro tipi da 10 CPI, di cui due
«bozza» e due «lettera»).
Stampa
Siamo cosi finalmente giunti al meto-
do Print della nostra applicazione. Notia-
mo che le istruzioni in esso contenute
sono precedute da Prhter.Start e termi-
nano con Printer.Finish. Tali metodi non
vanno confusi con il constructor e il
destructor della classe TPrìnter, questi
ultimi vanno utilizzati come quelli di
qualsiasi oggetto che sia istanza di una
classe e, in particolare, il constructor ha
il compito di tentare l'associazione auto-
matica tra un'istanza di TPrìnter e una
stampante di default. Il metodo Start,
invece, provvede all'apertura del dispo-
sitivo di output (una porta o un file) e ad
altre inizializzazioni quasi tutte conse-
guenti alla impostazione come voluta
dall'utente: Finish chiude il dispositivo
di output (e altre cose...). L’impostazio-
ne delle caratteristiche «temporanee»
di una stampante e la scelta tra uno dei
suoi tipi di carattere richiedono, ovvia-
mente, che sia stato chiamato il con-
structor della classe TPrìnter (in quanto
tutto avviene mediante metodi di que-
sta); non nchiedono, al contrario, che si
sia aperto il dispositivo di output. È anzi
preferibile chiamare Start subito prima
di stampare, in quanto, In caso contra-
rio, alcune variazioni di impostazioni non
avrebbero effetto.
Il metodo Print produce una stampa
come quella riprodotta nella figura 4,
per la quale è stata usata una stampan-
te HP DeskJet 500 definita con 3 tipi di
carattere (10, 12 e 16.6 CPI), dopo aver
selezionato il secondo.
Per prima cosa, viene stampata una
riga che utilizza il carattere selezionato.
Si toma poi al primo tipo di carattere
disponibile con SetFont(0), assumendo
che si tratti del tipo «normale», per
introdurre un allineamento di stringhe
stampate in tutti i tipi definiti (numerati
381
TURBO PASCAL
da 0 a GetFontCount —1), usando an-
che sottolineato e grassetto, l'allinea-
mento è ottenuto mediante un metodo
Move che accetta come parametro una
distanza dal margine sinistro del foglio
espressa in pollici. Vi sarà facile indovi-
nare che il metodo Move muove la
testina della stampante secondo quel
«movimento per punti» che abbiamo
visto in occasione dell'esame della unit
PRDEF.
Segue un ulteriore esempio di allinea-
mento, nel quale anche vengono usati
tutti i tipi di carattere definiti; per sotto-
lineare le potenzialità del movimento
per punti, vengono allineate quattro bar-
re verticali e vengono giustificate a de-
stra diverse versioni della stringa «Alli-
neamento barre verticali». A quest’ulti-
mo scopo, viene utilizzato il metodo
TextLength della classe TPrinter, che
ritorna la lunghezza in pollici di una
stringa stampata con il carattere corren-
temente selezionato.
Risultati analoghi si otterrebbero con
qualsiasi stampante capace di un movi-
mento per punti. Vedremo tuttavia che,
anche quando questo non sia disponibi-
le, la unit TVPRINT consente comunque
di pervenire ad un output accettabile.
KB
Sergio Polirti e raggiungibile tramite MC-link alla
casella MCI 166 e tramite Internet ali inebrino
Questo è il tipo carattere correntemente selezionato.
Segue un allineamento tra tipi diversi :
normale
normale
nomale
sottgl innato
sottolineato
sottolineato
grassetto
grassetto
grassetto
Allineamento barre verticali
Allineamento barre verticali
Àllineaiento barre verticali
Figura Z - Output del programma DEMO su una stampante HP DeskJet 500
382
MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992
H n tutto mondo
Greenwich è il riferimento uni-
ex» per misurare il tempo. Ma
da noi c'è qualcos'altro. Un ri-
ferimento per conoscere e
scegliere gli strumenti che lo
misurano: Orologi. Una rivista
pensata con passione; nelle
sue pagine il mondo del tem-
po. in tutte le sue forme: tèc-
nica, storia, curiosità e futuro.
Splendide immagini di orolo-
gi moderni e antichi accom-
pagnano informazioni preci-
se e articoli attenti e puntuali
sulla tecnica, la cultura del
tempo e sulle rarità. Insamma
una guida sicura che non ha
paralleli: proprio come il meri-
diano di Greenwich.
technimedia
Il riferimento
più autorevole
dopo
il meridiano
di Greenwich.
Orologi. I primi
secondi.
MCmicroCAMPUS
RICERCHE
di Gaetano Di Stasio
Specifica e progetto del software:
un’esperienza didattica
di Vincenzo Ambriota l'I
Dipartimento di Informatica — Università dì Pisa
L a società moderna dipende sem-
pre più dal flusso regolare delle
informazioni e dalla loro elabora-
zione, L'aumento di potenza dei mezzi di
calcolo ha ampliato le funzionalità dei
canali di comunicazione mentre l’elabo-
razione delle informazioni è diventata
sempre più pervasiva in seguito alla
maggiore capacità dei canali informativi,
Questo circuito virtuoso sta realizzando
il sogno, ma forse anche l'incubo, del
villaggio globale,
Chi sono gli artefici di questo progres-
so? Chi sono i professionisti che proget-
tano e collegano i sistemi software?
Quali sono le basi culturali di questi
professionisti? Rispondere a queste do-
mande non è semplice, per la forte
interdipendenza degli aspetti tecnologi-
ci, scientifici ed economici del fenome-
no. È possibile però ridurre il campo e
limitarsi ai problemi relativi alla progetta-
zione dei sistemi software, ignorando
quelli legati alle comunicazioni e al-
l'hardware.
Ventidue anni fa, fu istituito in Italia il
primo Corso di Laurea in Scienze dell'In-
formazione presso la Facoltà di Scienze
Matematiche, Fisiche e Maturali dell' Uni-
versità di Pisa. In quel periodo l'informa-
tica era ai suoi inizi e si mescolava con la
cibernetica, la metamatematica, il calco-
lo automatico e l’intelligenza artificiale. I
calcolatori erano cervelli elettronici che
evocavano fantascientifiche immagini
orwelliane, Vent'anni dopo, i corsi di
laurea di informatica si sono moltiplicati,
l'informatica fa parte dei programmi del-
la scuola media superiore, i calcolatori
sono diventati piccoli e non spaventano
più nessuno: fanno parte dell'arreda-
mento di uffici, banche, agenzie, In que-
sti anni è cambiato molto anche il modo
di insegnare l'informatica. La disponibili-
tà diffusa di calcolatori ha ampliato le
possibilità di verificare sperimentalmen-
te le nozioni che prima, spesso, erano
solo insegnate teoricamente. Non solo,
la disponibilità di ambienti di program-
mazione molto potenti e versatili anche
su calcolatori personali ha aumentato
drammaticamente le potenzialità di uso.
Nonostante questi progressi, sceglie-
re cosa e come insegnare è ancora un
dilemma per i docenti di informatica. La
disciplina è ancora nella sua infanzia (si
pensi alle radici millenarie dell'insegna-
mento della matematica) e non esistono
ancora punti sicuri di riferimento.
L'insegnamento dell'ingegneria del
software è un esempio di questo dilem-
ma. L'ingegneria del software affronta lo
studio del processo di produzione del
software, delle sue basi teoriche e degli
strumenti usati per attuarlo. È una disci-
plina giovane, in forte crescita ed evolu-
zione, a cavallo tra informatica, ingegne-
ria, economia e matematica. Un segno
di maturità è il fatto che sta Cominciando
a frazionarsi in sottodiscipline auto-
nome.
Il Corso di Laurea di Scienze dell’Infor-
mazione di Pisa prevede, nei suoi piani di
studio, l'insegnamento dell'ingegneria
del software nel corso di T ecniche Spe-
ciali di Elaborazione (TSE).
Il corso di TSE è seguito dagli studenti
di Scienze dell'Informazione iscritti al
quarto anno, sia deH’indirizzo applicativo
che di quello generale, e dagli studenti
del Dottorato di Ricerca in Informatica
del consorzio delle Università di Pisa,
Genova e Udine. Il corso comprende una
parte teorica ed un’attività pratica di
laboratorio. Nella parte teorica vengono
presentate le tematiche più rilevanti del-
l'ingegneria del software. La presenta-
zione si basa sul modello a cascata di
produzione del software e sulle sue fasi:
analisi e specifica dei requisiti, progetta-
zione. realizzazione, integrazione, manu-
tenzione e gestione. Nella parte pratica
viene analizzato, specificato e progettato
un sistema software di medie dimensio-
ni. La parte teorica comprende anche un
corso integrativo sui linguaggi di specifi-
ca formale tenuto da Tommaso Bolo-
gnesi. un ricercatore del CNUCE, un
istituto di ricerca del CNR con sede a
Pisa.
Dal punto di vista didattico, la caratte-
ristica più interessante del corso di TSE
è la forte interdipendenza tra la parte
teorica e quella pratica : la teoria descrive
un modello di produzione del software,
la pratica istanzia il modello. Gli aspetti
teorici sono messi subito in pratica dan-
do la possibilità dì discuterne vantaggi e
svantaggi. Argomenti metodologici, qua-
li l'astrattezza di una specifica, che altri-
menti resterebbero puramente teorici
vengono calati ed affrontati in un conte-
sto reale.
Gli studenti che seguono il corso sono
divisi in gruppi dì cinque, di cui uno
assume la responsabilità di capogruppo
Il ruolo del leader è rilevante ai fini della
buona riuscita dell'attività svolta dal
gruppo le sue capacità di organizzazio-
ne, mediazione e comunicazione con gli
altri gruppi sono messe continuamente
alla prova. I membri del gruppo si specia-
lizzano in alcuni settori, a seconda dei
loro interessi e delle loro Inclinazioni, per
ottimizzare il breve tempo a loro disposi-
zione. Il corso, infatti, si svolge da marzo
a giugno con scadenze ravvicinate da
rispettare. L'attività di ogni gruppo é
registrata per poterne calcolare il costo e
raffrontarlo con quello degli altri gruppi
All'Inizio del corso viene proposto un
problema di medie dimensioni preparato
da ricercatori che provengono dal mon-
do industriale. Il committente consegna
il problema e la documentazione del
dominio applicativo da cui è stato preso
il problema. Dopo due settimane il com-
mittente rilascia un'intervista durante la
quale i gruppi fanno domande specìfiche
sul problema e sul dominio. In seguito il
committente è informato degli sviluppi
dell'attività dei gruppi e, al termine del
corso, ha la possibilità di accedere al
materiale prodotto.
Nell'anno accademico '89/'90 è stata
proposta la progettazione di un giornale
elettronico su una rete locale di calcola-
tori. Nel ’90/’91, due ricercatori della
Intecs Sistemi S.p.A. di Pisa hanno pro-
posto Il simulatore di un esperimento
condotto a bordo di un satellite Que-
st'anno, un ricercatore del Centro di
Ricerca di Automatica dell'Enel di Milano
l'I Vincenzo Ambriola, professore universttario associato di Inlormatica. Si occupa di ricerca nell'area dell'ingegneria de! software e dei linguaggi di programmazione
MCmicrocomputer n 123 - novembre 1 992
MCmicroCAMPUS
RICERCHE
ha proposto il coordinatore delle mano-
vre di un impianto idroelettrico.
L'attività di laboratorio si svolge in tre
fasi: analisi dei requisiti, specifica e
progettazione. Alla fine di ogni fase ven-
gono valutati i documenti prodotti da
ciascun gruppo, per poter stilare una
graduatoria finale. In questo modo si
introduce un forte elemento di competi-
zione che rende molto realistica l’attività
dei gruppi. Per mitigare il clima competi-
tivo che si instaura immediatamente
sono previsti alcuni comitati intergruppo
che affrontano i problemi comuni ac-
cesso alle risorse di calcolo, esperienze
dì uso degli strumenti, standardizzazione
dei documenti, coordinamento per la
diffusione dì documentazione. Queste
attività sono facilitate dall'uso della po-
sta elettronica che permette un rapido
scambio di informazioni tra i gruppi e tra
il docente ed i gruppi.
Il laboratorio si avvale delle risorse
didattiche del centro di calcolo del Dipar-
timento dì Informatica. In particolare, Il
corso usa le attrezzature ricevute in
donazione dalla Hewlett-Packard: un cal-
colatore HP 9000/845 con sistema ope-
rativo Ultrix collegato in rete locale a 12
terminali X grafici e ad 8 personal com-
puter Vectra.
L'obiettivo della fase di analisi dei
requisiti è lo studio del problema propo-
sto nel suo particolare dominio applicati-
vo. ! gruppi devono riscrivere il docu-
mento consegnato dal committente
avendo in mente due obiettivi: chiarezza
e sinteticità. La difficoltà di questa fase è
data dalla mescolanza del dominio con il
sistema da analizzare. Il documento fina-
le, infatti, deve evitare di descrivere
elementi del dominio ben noti al com-
mittente e mettere a fuoco i requisiti del
sistema. Questo si scontra con la totale
ignoranza da parte dei gruppi del domi-
nio proposto. Ad esempio, quest'anno il
dominio è costituito dalle centrali idroe-
lettriche Enel e dai relativi dispositivi dì
manovra, un'area completamente sco-
nosciuta per gli studenti di Scienze del-
l'Informazione.
Alla fine della fase di analisi ogni
gruppo consegna un documento di anali-
si, redatto in linguaggio naturale, che
descrive i requisiti del sistema da pro-
gettare. Segue una fase di valutazione
che designa il documento di analisi che
tutti i gruppi dovranno adottare nelle due
fasi successive. In questa fase sono
coinvolti anche i gruppi che svolgono il
ruolo dì penti. Ogni gruppo riceve due
documenti di analisi che studia alla ricer-
ca di ambiguità, inconsistenze e ridon-
danze. La scelta finale è fatta dal docen-
te che si avvale anche dell'aiuto dei
periti. Questa scelta è. di solito, ardua a
causa della diversità degli approcci se-
guiti dai vari gruppi. Il documento pre-
scelto è quello che esprime i! maggior
equilibrio tra sinteticità, chiarezza e com-
pletezza. La scelta è sempre seguita da
un periodo di accese discussioni tra i
gruppi sulla validità del documento.
La seconda fase ha l’obiettivo di speci-
ficare formalmente il sistema descritto
nel documento di analisi. L’uso di un
metodo formale è essenziale per la buo-
na riuscita di questa stadio del progetto,
È infatti auspicato che la produzione del
software si basi su metodi formali che
permettano la verifica di proprietà es-
senziali quali affidabilità, correttezza, ro-
bustezza. Un altro fattore rilevante è la
disponibilità di strumenti di supporto ai
metodi formati usati. Quest'anno la fase
di specifica si basa sul linguaggio di
specifica Lotos e sull'ambiente Lite, svi-
luppato nell'ambito del progetto Esprit
Lotosphere. Alla fine dì tale fase i gruppi
consegnano un documento di specifica
del sistema, redatto in Lotos, un'inter-
faccia utente del sistema realizzata pro-
totipalmente con qualsiasi tecnica e una
prova sperimentale per verificare che la
specifica Lotos abbia superato una serie
di test. L'ambiente Lite permette di
verificare la correttezza sintattica e la
semantica statica della specifica Lotos e
di animare (simulare! la specifica. In
particolare l'interfaccia grafica permette
di visualizzare il comportamento del si-
stema verso ì suoi utenti.
I documenti di specifica sono valutati
e accettati prima di iniziare la terza fase,
quella di progettazione. In questo caso si
permette ad ogni gruppo di mantenere il
proprio documento di specifica a causa
della grande varietà di soluzioni propo-
ste. Scegliere un'unica specifica e im-
porla a tutti i gruppi sarebbe troppo
oneroso, in termini del tempo necessa-
rio per capire la specifica, e punitivo nei
confronti di chi ha speso tante energie
per concretizzare uno sforzo creativo.
L'obiettivo della fase di progettazione
è la descrizione dell'architettura del si-
stema in termini di moduli e di intercon-
nessioni tra moduli. Anche in questa
fase si usa un linguaggio formale di
progettazione. Hood, e un ambiente di
supporto, AdaNice.
Senza entrare nei dettagli, Hood è una
metodologia di progettazione gerarchica
basata su oggetti, adottata dalla Agenzia
Spaziale Europea come standard per la
progettazione di sistemi complessi quali
la piattaforma spaziale orbitante Colum-
bus e lo shuttle europeo Hermes. AdaNi-
ce è un ambiente di Supporto per Hood,
sviluppato e distribuito dalla intecs Siste-
mi S.p.A. La disponibilità di tale ambien-
te è il frutto di una collaborazione tra
l'Università di Pisa e la Intecs.
La fase di progettazione si conclude
con il progetto dell'architettura comples-
siva del sistema e con la descrizione di
ogni modulo, in termini della sue opera-
zioni esportate ed importate e delle sue
funzionalità. Prima della conclusione di
questa fase, ogni gruppo presenta bre-
vemente le scelte progettuali adottate in
modo da favorire la discussione ed il
confronto con le scelte degli altri gruppi.
La fine di questa fase conclude anche
l’attività di laboratorio.
Al suo terzo anno di vita, il corso di
TSE ha visto aumentare il numero di
studenti che l'hanno seguito: 32 il primo
anno, 64 il secondo, 105 il terzo anno.
L'interesse degli studenti è dovuto al
carattere sperimentale del corso ed alla
possibilità di usare ambienti di sviluppo e
linguaggi di specifica moderni. Il corso è
molto pesante a causa della forte com-
pressione temporale e della abbondanza
di nozioni, tecniche e strumenti da ap-
prendere e «digerire» in poco tempo.
Tuttavia, i commenti finali sono larga-
mente positivi a testimonianza della vali-
dità dell'approccio seguiito.
L'organizzazione del corso non è l’uni-
ca possibile. Seguendo un'impostazione
puramente teorica è possibile seguire
due strade. La prima prevede l'insegna-
mento dell'ingegneria del software da
un punto di vista puramente tecnico. Il
vantaggio è quello di poter presentare in
breve tempo tutti gli aspetti di una
disciplina molto vasta. Lo svantaggio è
che insegnare teoricamente una discipli-
na come l'ingegneria del software è
come insegnare a suonare il pianoforte
senza mettere a disposizione dello stu-
dente una tastiera. La seconda strada si
concentra invece su un aspetto specifi-
co del ciclo di vita che viene studiato più
in profondità.
Usando un approccio sperimentale si
possono seguire tre direzioni: un unico
progetto per tutti i gruppi, un progetto
diviso in tante parti per ogni gruppo, tanti
progetti quanti sono i gruppi. La scelta
tra uno di questi approcci dipende dalie
capacità organizzative del docente, dal
numero degli studenti e dalla disponibili-
tà di risorse e strumenti. In tutti i casi, la
parte teorica del corso viene ridotta a
vantaggio dell'attività pratica. Il ruolo del
progetto è fondamentale nella valutazio-
ne finale del lavoro svolto dagli studenti.
La crescita dell'interesse da parte de-
gli studenti che hanno seguito il corso di
TSE e delle industrie,, che hanno propo-
sto i problemi e fornito gli strumenti,
sono tutti segnali che indicano la bontà
della strada intrapresa. Il prossimo obiet-
tivo è riuscire ad accrescere il laboratorio
con nuovi strumenti e nuovi ambienti
per dare agli studenti la possibilità di
trovare nuove soluzioni al problema della
progettazione di sistemi software sem-
pre più complessi, ma sempre più affida-
bili.
KS
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
385
MCmicroCAMPUS
SOFTWARE^ & UNIVERSITÀ
di Gaetano Di Stasic
Analisi, specifica e progettazione
di un simulatore spaziale
di Silvio Quieti
prima parte
1 / lavoro presentato in questo articolo
(il quinto della senei è stato sviluppa-
to durante il corso di Tecniche Spe-
ciali di Elaborazione tenuto dal Prof.
Vincenzo Ambriola presso il corso di
laurea in Scienze dell'Informazione nel-
l'Università degli Studi di Pisa. L'idea dì
base nasce da una collaborazione tra il
corso dì laurea e la ditta Intecs Sistemi
S.p.A. dì Pisa. Il testo del progetto è
stato redatto dal Dott Satvio Sabina e
dall'lng Amedeo Bodinì della Intecs sul-
la scorta delie loro precedenti esperien-
ze nel serrore spaziale. Brevemente, lo
vedremo in dettaglio nel seguito, si trat-
ta di un simulatore per lo studio di
fattibilità di esperimenti da condurre a
bordo di un satellite in orbita intorno alla
terra. L 'esperimento consìste nello spo-
stare o prelevare degli oggetti telegui-
dando da terra un braccio meccanico
alloggiato nel satellite stesso. Per que-
stioni di tempo sono state portate a
termine, come previsto dall'organizza-
zione, del corso, le parti dì analisi dei
requisiti, di specifica formale e di pro-
gettazione del simulatore. A questo
punto i lettori interessati sono invitati a
leggere l'articolo scritto dal Prof. Am-
briola e pubblicato nella rubrica « MCmì -
crocampus Ricerche » : in esso sono de-
scritte chiaramente ed in maniera
esaustiva tutte le caratteristiche del cor-
so di Tecniche Speciali di Elaborazione, i
suoi contenuti prettamente teorici e
quelli pratici, l’organizzazione degli stu-
denti in gruppi di lavoro, i corsi integrati-
vi e gli strumenti tecnologici a disposi-
zione. Invece dì iniziare con la presenta-
zione del lavoro, che verrà pubblicata
sul prossimo numero, si è pensato dì
introdurre brevemente prima alcuni fon-
damenti teorici di grande importanza.
Parleremo delle Reti di Petri. del lin-
guaggio Z utilizzati per la parte di speci-
fica formale e del metodo Hood impie-
gato nella fase di progettazione.
Le reti di Petri
Le Reti di Petri derivano, almeno nella
loro prima versione, dal lavoro svolto dal
tedesco Cari Adam Petri nella tesi di
laurea discussa nel 1965. Successiva-
mente sono state più rigorosamente
definite e sviluppate anche grazie alla
collaborazione di ricercatori quali A.W.
Holt, Jack Dennis ed altri. La loro appli-
cazione, sebbene di portata molto gene-
rale. si rivela particolarmente adeguata
per la descrizione formale di attività
concorrenti e/o asincrone. Infatti vengo-
no impiegate maggiormente per mo-
strare la correttezza deH'implementazìo-
ne, le principali proprietà e le caratteri-
stiche di sistemi software anche di no-
tevole complessità come i sistemi ope-
rativi; non è però da escluderne il loro
utilizzo nella specifica di funzionamento
di macchine hardware parallele tipo «pi-
peline» o «array processor».
Per renderne più semplice il primo
approccio vedremo, per adesso, solo la
struttura grafica. La simbologia si riduce
essenzialmente a tre oggetti: un cer-
chietto che denota un «posto», un trat-
tino che indica una «transizione» ed un
arco orientato (da «posto» verso «tran-
sizione» e viceversa). Di reti di Petri ne
esistono diverse versioni: in questo arti-
colo tratteremo quelle denominate
transizione ( evento )
Figura i - Simbologia delle reti di Per» denominala
■ Eventi-Condizioni »
«Eventi-Condizioni», nelle quali gli even-
ti sono rappresentati dai trattini e le
condizioni dai cerchietti (fig. 1). Una
transizione può avere in input e in
output uno o più posti. Questo si indica
con un arco orientato dal posto alla
transizione e dalla transizione al posto
rispettivamente (fig. 2).
Un sistema software specificato at-
traverso reti di Petri viene descritto me-
diante la rappresentazione degli «even-
ti» principali, che si manifestano in se-
guito al verificarsi di determinate condi-
zioni A questo punto è necessario in-
trodurre il concetto di token o gettone,
denotato da un pallino nero all’interno
del cerchietto (posto), Una condizione è
verificata, e può quindi avere luogo,
solo se è presente almeno un token in
ogni posto di input; si dice allora che la
transizione può «scattare»: viene tolto
un token da ogni suo input e ne viene
inserito uno in ogni suo output (fig. 3).
Per rendere una rete di Petri piu imme-
diata si possono etichettare sia i posti
che le transizioni con dei nomi esempli-
ficativi che ne richiamino facilmente il
significato.
Vediamo un semplice esempio per
chiarire questi concetti: in figura 4 è
riportato un classico sistema produtto-
re-consumatore. La presenza del token
in PI, abilita la transizione etichettata
con «produce» che può quindi scattare:
il token da PI passa in P2. Tramite la
transizione «scrive» ne viene inserito
uno all'interno del postò «buf» ed un
altro di nuovo all'interno di PI . A questo
punto anche la transizione «legge» è
messa in condizione di verificarsi e
quindi il token viene prelevato dal posto
«buf» e deposto in C2. Questo esempio
evidenzia la potenza del formalismo di
specifica fondato sulle reti di Petri.
Vediamo ora un altro esempio molto
più complesso: parliamo di gestione di
risorse in mutua esclusione. Supponra-
386
MCmicrocoimputer n. 123 - novembre 1 992
MCmicroCAMPUS
SOFTWARE & UNIVERSITÀ
mo di avere due processi PI e P2 e una
risorsa R (fig. 5). Naturalmente la risorsa
non può essere utilizzata contempora-
neamente da entrambi e quindi dovremo
in qualche modo serializzarne l'accesso.
La presenza dei token nei posti PI e
P2 indica per entrambi la volontà di
utilizzare la risorsa R. La condizione di
accesso in mutua esclusione viene rap-
presentata dalle due transizioni
« uso_P1 » e «uso_P2». entrambe abilita-
te in presenze di richiesta contempora-
nea: solo una di esse però può scattare
disabilitando l'altra fino al successivo
avvenuto rilascio. Si può notare come
questo schema non risolva il grave pro-
blema della attesa infinita da parte di uno
dei due processi: infatti, così come
descritto, niente vieta che sia sempre lo
stesso processo ad ottenere l'uso di R,
con possibili condizioni di blocco critico.
Per eliminare questo inconveniente (che
non è proprio della rete, ma della politica
di schedulazione adottata) dobbiamo uti-
lizzare lo schema in figura 6a.
Inizialmente a «livello 0» abbiamo una
scelta non deterministica sul processo
che ottiene la risorsa in caso di contem-
poranea richiesta, quindi le transizioni
«uso_P1» e «uso_P2» hanno la stessa
probabilità di verificarsi (sempre in modo
esclusivo). Il «livello 1» invece riporta la
condizione in cui, se a “livello 0» è
scattata la transizione «uso-PI « (il pro-
cesso PI ha ottenuto la risorsa), è il
processo P2 che deve poter utilizzare R.
Infatti in questo caso solo la transizione
«solo_P2» è abilitata (vedi fig. 6bl: an-
che se il processo PI ha di nuovo
emesso una richiesta (token in PI ), essa
non viene soddisfatta. Dopo lo scatto
della transizione «solo_P2» la rete si
riporta di nuovo nelle condizioni iniziali,
Lo stesso tipo di ragionamento può
essere applicato al «livello 2» nel quale
solo PI può competere per l’utilizzo di R
(fig. 6c). Con questa nuova rete si elimi-
na il problema dell'attesa infinita introdu-
cendo però un ulteriore vincolo: lo sche-
ma a priorità alternata.
Abbiamo cosi visto la possibilità di
rappresentare scelte non deterministi-
E disponibile, presso la redazione, il
disco codificato con la sigla DCMP06
con il programma presentato in que-
sta rubrica. Per l'ordinazione inviare
l'importo dì L 15-000 la mezzo asse-
gno de o vaglia postale I alla Techm-
media srl. Via Carlo Perder 9. 00157
Roma.
Nella richiesta specificare il formato
del disco 3,5" oppure 5,25".
che mediante le reti di Petti; ciò da un
lato ne migliora la potenza espressiva,
dall’altro ne aumenta il grado di com-
plessità nella fase di analisi. Per evitare
ulteriori complicazioni è stata introdotta
la convenzione secondo la quale ogni
transizione (scatto) è istantanea, per cui
la possibilità che due transizioni scattino
contemporaneamente è nulla.
Un altro aspetto molto importante è la
possibilità di specificare sistemi softwa-
re/hardware a diversi livelli di astrazione.
Ad un primo livello molto generale, ad
esempio, il sistema può essere descritto
da un numero piuttosto limitato sia di
posti che di transizioni. Tale numero
andrà vìa via crescendo man mano che
si entra più nel dettaglio; quindi un posto
che a un livello rappresentava un certo
evento, ad un livello inferiore può essere
sostituito da una intera rete che ne
descrive piu in dettaglio caratteristiche e
funzionalità.
Dopo questa introduzione piuttosto
semplificata guarderemo le reti di Petri
da un altro punto di vista; come un
potente strumento di specifica. Per una
descrizione rigorosa indichiamo con P
l'insieme dei posti e con T quello delle
transizioni. Abbiamo inoltre bisogno di
definire due funzioni, I e 0, che appiicate
Figura 3 ■ Esempio di
« condizione verill-
MCmicrocomputer n. 123 • novembre 1992
387
MCmicroCAMPUS
SOFTWARE & UNIVERSITÀ
PI P2
ad una qualsiasi transizione «ti» ne resti-
tuiscano rispettivamente l'insieme dei
posti di input e di output. Riassumendo,
una rete di Petri viene espressa tramite
una Quadrupla (P,T,l,0).
Se vogliamo ricostruirne l'evoluzione
temporale attraverso il suo passaggio tra
gli stati, abbiamo bisogno di introdurre il
concetto di «stato di marcamento»
(brutta traduzione del termine inglese
«marking»). Indichiamo con «m» un vet-
tore ad N componenti (una per ogni
posto della rete) che rappresenta la
distribuzione dei token:
m = I mi. m2 mN I
mi = numero di token nel posto «pi»
Nel passare da uno stato all’altro,
mediante lo scatto di una tra tutte le
transizione abilitate, si modifica lo stato
di marcamento. Per ricostruire la se-
quenza degli stati attraversati da una
rete di Petri, definiamo una funzione
parziale «delta» che applicata al vettore
«m» e ad una transizione «ti», restitui-
sca Il nuovo stato «m‘» se la transizione
era abilitata (presenza di almeno un
token in tutti i suoi posti di input), o il
valore indefinito se «ti» non è abilitata,
Con gli strumenti ora introdotti siamo
in grado di ricostruire l'evoluzione di una
rete di Retri a partire dal suo stato iniziale
mO, mediante l'applicazione della funzio-
ne «delta» alle varie transizioni che di
volta in volta risulteranno abilitate, con
un formalismo grafico comodo ed intuiti-
vo. Per completare questa rassegna ac-
cenniamo brevemente ad alcune delle
tante estensioni utilizzate in particolari
campi d'applicazione. La più interessan-
te è quella che va sotto il nome di «zero-
testing» che permette di migliorare e
PI P2 PI P2
388
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
MCmicroCAMPUS
SOFTWARE & UNIVERSITÀ
soprattutto di facilitare la specifica di
meccanismi di priorità. Graficamente si
indica con un arco speciale, che va da un
posto « pi » ad una transizione «ti», un
arco detto inibitore che serve ad impedi-
re lo scatto di «ti» se abilitata, se nel
posto «pi» ci sono zero token. Nell'e-
sempio riportato in figura 7, la transizio-
ne t2 sebbene abilitata dal token in p2
non può scattare per la presenza del-
l'arco inibitore in p3 che non contiene
alcun token,
Altra estensione di tali reti riguarda la
possibilità di forzare la scelta di una
transizione tra tutte quelle abilitate. Per
questo sr introduce una priorità numeri-
ca associata a ciascun «ti»: in presenza
di piu transizioni abilitate viene privilegia-
ta quella con più alta (o più bassa)
priorità.
Linguaggio Z
Il linguaggio Z è un metodo di specifi-
ca utilizzato nella descrizione formale di
sistemi software: i suoi componenti
principali derivano fondamentalmente
dalla matematica e dalla logica (insiemi,
ennuple, funzioni, predicati, ecc.). In
questa sede, vista la necessità di una
introduzione sull'argomento, piuttosto
che fare una lunga e noiosa carrellata su
tutti i costrutti linguistici, si metteranno
in evidenza gli aspetti principali analiz-
zando un esempio estratto dal primo
capitolo del manuale di riferimento (vedi
bibliografìa). Essenzialmente si tratta
Figuie Sa. 6t>, Se - Ge-
tua esclusane con al -
della specifica formale di un sistema
semplificato di memorizzazione delle da-
te di nascita di un insieme di conoscenti.
Prima di addentrarci nei particolari è
interessante sottolineare come tale lin-
guaggio utilizzi una notazione principal-
mente di tipo matematico soprattutto
per la descrizione dei tipi di dato, evitan-
do di forzare decisioni sull'effettiva im-
plementazione e cioè rimanendo ad un
livello di astrazione piuttosto alto. Altro
contributo importante alla semplicità
d’impiego ed alla funzionalità viene dal-
l’utilizzo di predicati e operatori di tipo
logico, che mostrano efficacemente
l'applicabilità ed il risultato di tutte le
operazioni introdotte nel sistema. Prima
di tutto definiamo i tipi di dato basici che
ci serviranno nell'esempio: INOME, DA-
TAI indica due tipi di dato, il primo è
costituito da tutti i possibili nomi di
persone, mentre DATA è formato dall'in-
sieme di tutte le possibili date.
In questo modo abbiamo solo presen-
tato i formati degli insiemi, senza sugge-
rire nulla sulla loro effettiva implementa-
zione. Entra ora in gioco il componènte
principale di questo linguaggio: lo sche-
ma «Z». Semplificando uno schema Z è
essenzialmente un rettangolo aperto da
un lato e diviso in due da una riga
orizzontale; ad esso viene associato un
nome (nome dello schema) riportato
nella parte superiore. Ritornando al no-
stro esempio introduciamo un primo
schema per rappresentare il cosiddetto
spazio degli stati (fig. 8). Sopra la linea
centrale si dichiarano le variabili che si
intendono utilizzare, mentre nella parte
inferiore si indicano le loro relazioni. In
figura 8 abbiamo dichiarato una variabile
MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992
MCmtcroCAMPUS
SOFTWARE & UNIVERSITÀ
«conosciuti» che può assumere come
valori quelli dell'insieme NOME. «Com-
pleanno» è una dichiarazione di funzione
parziale (in senso matematico), che ap-
plicata ad un elemento in NOME ne
restituisce la sua data di nascita. Molto
importante è la parte al di sotto dalla
linea centrale di divisione, che formal-
mente prende il nome di «invariante»:
rappresenta una condizione da rispettare
sempre, attraverso tutti gli stati del si-
stema. Nel caso specìfico questo signifi-
A natisi, specifica e progettazione
di un simulatore spaziale
Realizzatori: Gruppo 11. formalo da: Quieti
Silvio (responsabile), Butteri Roberto. Campa-
nari I laria. Corbella Sergio. Cugia Carla, Tonacci
Realizzato in quattro mesi di lavoro come
pane integrante del corso di Tecniche Speciali
di Elaborazione del c.d.l. in Scienze dell'Infor-
mazione dell'Università degli Studi di Pisa.
Docente del corso: Prof Vincenzo Ambriola.
Docente del corso integrativo: Prof Tomma-
so Bolognesi,
Computer utilizzato: Personal Compaq Desk-
pro 386s.
Programmi utilizzati: Microsoft Windows v
3.0. Microsoft Word v 5.0, Asimmetrix Toolbo-
ok v. 1 .0. Latex. Micrograf Designer v 3.02.
Memorandum
conosciuti : P NOME
compleanno : NOME ■+* DA TA
conosciuti = dom compleanno
8 - Spazio degli
9 - Stato ini-
Memorandum
conosciuti = <f
Aggiungi _ Compitar
ò, Memorandum
nome ? : NOME
datai : DATA
nome? £ conosciuti
compleanno' = compleanno U{nome? ■— >daia?}
Figura IO - Operazione
Figura 1 1 - Operazione
di ricerca .
Cerca-Compleanno
EMemorandum
nome! : NOME
data! : DATA
nome ? E conosciuti
data! = compleanno(nomel)
Ricorda
EMemorandum
giorno ? : DATA
biglietti! : F NOME
biglietti ! = -{rt : conosciuti | compleanno(n) = giorno!}
Figura 12 - Operazione
Ricorda
ca che il valore di «conosciuti» deve
sempre appartenere al dominio della
funzione «compleanno». È interessante
notare che adottando per «compleanno»
una definizione matematica come quella
specificata, si carica sull'oggetto auto-
maticamente una serie di proprietà del
tutto implicite, quali: a ciascuna persona
può essere associata una sola data di
nascita, più persone possono condivide-
re la stessa data di nascita se nate nello
stesso giorno.
Qui di seguito è riportato a titolo di
esempio un possibile stato assunto dal
sistema Memorandum:
conosciuti = ( Francesca,Mana.Ricc3rdo, Fiona-
na, Francesco )
compleanno = | Francesca i— 3-settembre.
Maria |-» 5-settembre.
Riccardo |— 18-ottobre,
Floriana -» 5-marzo,
Francesco [-* 1 -gennaio }
Lo schema in figura 9 serve a descri-
vere quello che d'ora in avanti chiamere-
mo lo stato iniziale del nostro sistema.
Lo schema Inizio introduce «Memoran-
dum» che rappresenta il sistema totale
in figura 8, con la definizione della varia-
bile «conosciuti» e, per l’effetto dell'in-
variante introdotta, del dominio della
funzione «compleanno» inizialmente
vuoto (insieme vuoto), La prima opera-
zione deve consentire di aggiungere un
nuovo Nome-Data di nascita (fig. 1 0). La
riga Memorandum indica che l'esecuzio-
ne di questa operazione implica la modi-
fica dello stato del sistema. Questo
viene raffigurato attraverso la quattro
variabili: conosciuti, compleanno, cono-
sciuti', compleanno'; l'apice serve a rico-
noscere il nuovo valore assunto dallo
stato del sistema dopo l'operazione. La
dichiarazione di nome seguita dal punto
interrogativo denota una vanabile in in-
put per lo schema AggiungLComplean-
no. La prima riga dopo la linea centrale
rappresenta quella che formalmente si
indica con il termine di «pre-condizione»,
da soddisfare per l'applicabilità dello
schema stesso. In questo caso dovremo
verificare che il nome in input non appar-
tenga già al nostro piccolo database, Se
la pre-condizione è soddisfatta, la secon-
da aggiorna la funzione compleanno con
l'aggiunta del nuovo nome e della sua
data di nascita.
Bisogna a questo punto definire una
ulteriore operazione che ci consenta di
interrogare il database: la chiameremo
Cerca-Compleanno (fig. 1 1 ). Nella parte
superiore con la dicitura Memorandum
dichiariamo che la procedura non modifi-
ca lo stato del sistema; infatti noi inten-
diamo reperire una data, senza apportar-
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
MCmicroCAMPUS
SOFTWARE & UNIVERSITÀ
vi alcuna modifica. Questo comporta
che il valore dello stato prima dell'opera-
zione, rappresentato dai valori assunti da
«conosciutii» e «compleanno», è identi-
co a quello contenuto in «conosciuti'» e
«compleanno'». Segue poi (sempre nel-
la zona superiore) la dichiarazione delle
variabili nome e data: la prima in input, la
seconda in output. Nella parte inferiore,
come di regola, troviamo la pre-condizio-
ne e la post-condizione: se II nome
preso in input (nome?) appartiene all'in-
sieme «conosciuti» allora data - com-
pleannolnome?), cioè la funzione «com-
pleanno» applicata a «nome» ci restitui-
sce la data di nascita associata, che
viene a sua volta mostrata in output
(data!). Per ottenere tutte le persone
nate in un certo giorno, definiamo l'ope-
razione Ricorda (fig. 12), In input fornire-
mo una data (giorno?) del tipo DATA,
mentre in output avremo la variabile
"biglietti», che potrà assumere come
valore uno qualsiasi tra tutti i possibili
sottoinsiemi di NOME. La pre-condizio-
ne in questo schema non è presente: vi
è solo una post-condizione (quindi sem-
pre verificata) che restituisce l'insieme
dei nomi corrispondenti alle persone
nate nella data specificata. Osservando
gli schemi introdotti fino ad ora si nota
l'assenza di un qualsiasi controllo sugli
input, per evitare ad esempio che siano
inseriti nominativi già presenti, oppure
che siano fatte ricerche su nominativi
ancora non inseriti in archivio. Per rende-
re il sistema più «robusto» è possibile
introdurre altri vincoli applicando agli
schemi i comuni operatori logici.
Resta solamente una ultima osserva-
zione da fare, riguarda in particolare gli
strumenti necessari per poter produrre
documenti Z corretti. Negli ambienti
scientifici è abbastanza utilizzato un pro-
gramma molto potente e versatile di
nome LATEX (particolare versione del
programma TEX, da leggere TEC), che
consente la scrittura e la stampa di
documenti matematici di alta qualità.
Inoltre per facilitare la stesura di specifi-
che in Z, esiste un pacchetto software
chiamato Fuzz, in ambiente Latex, che
esegue anche un primo controllo sui tipi
utilizzati. Nel manuale citato in bibliogra-
fia è riportata la descrizione completa del
linguaggio e di tutti i suoi costrutti.
// metodo Hood
HOOD, acronimo di Hierarchical Ob-
ject Oriented Design è una tecnica di
progettazione software orientata agli og-
getti sviluppata da Cisi-lngegnerie, CRI
A/S e Matra Espace per conto dell' ESA
(European Space Agency). Principalmen-
te viene utilizzato per lo sviluppo di
sistemi software in linguaggio Ada. Co-
me risulta dal nome stesso i componenti
elementari sono oggetti, in grado di
fornire operazioni all'esterno e di invo-
carne. Un sistema software descritto
mediante Hood risulta una collezione di
oggetti cooperanti: ciascun oggetto vie-
ne univocamente identificato dal suo
nome. Naturalmente i nomi assegnati
agli oggetti ed alle operazioni non devo-
no coincidere con parole chiave di Hood
o del linguaggio Ada; di ogni oggetto
componente il sistema viene data sia
una rappresentazione grafica che testua-
le. La descrizione formale (non grafica)
viene espressa mediante un documento
chiamato Object Description Skeleton
(ODS) utilizzando allo scopo un opportu-
no linguaggio chiamato Hood Pdl, del
quale viene fornita la sintassi rigorosa
tramite formalismo BNF (Backus Naur
Form) in una appendice del manuale di
riferimento in bibliografia.
Vediamo ora una breve rassegna delle
regole fondamentali da rispettare nella
descrizione di sistemi software attraver-
so il metodo Hood. Essenzialmente vie-
ne seguito un approccio Top-Down; il
nome oggetto
interno dell’oggetto
Mi oggetto 1 ^
c
, L
r
op_1
* °P-2
* op_3
oggetto attivo
op_4
op_3
T
V
l
oggetto 2
oggetto passivo
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992
391
MCmicroCAMPUS
SOFTWARE & UNIVERSITÀ
sistema da sviluppare è descritto da un
oggetto detto Root Object che rappre-
senta il livello più alto della gerarchia (fig.
13). Da tale elemento per raffinamenti
successivi si raggiunge un livello al quale
gli oggetti non saranno più decomponibi-
li e per tale caratteristica verranno chia-
mati Terminal Object. Ciascun oggetto
può quindi essere decomposto in piu
oggetti ed invocare operazioni fornite da
altri, in accordo con le regole dì visibilità.
In figura 14 è mostrata la rappresenta-
zione grafica di un oggetto Hood. Nell'in-
terfaccia vengono riportate le operazioni,
i tipi e le eccezioni che l’oggetto stesso
rende disponibili all’esterno; non ne è
però accessibile l'implementazione, se-
condo il principio dell'lnformation Hi-
ding. Le operazioni offerte dagli altri
oggetti possono essere invocate me-
diante flussi di controllo: è proprio dal
diverso utilizzo di tali flussi che discen-
dono due comportamenti distinti dell'og-
getto invocante nei confronti dell’ogget-
to che fornisce il servizio. Un comporta-
mento di tipo sequenziale è carattenzza-
to dal passaggio del controllo dall'ogget-
to invocante a quello invocato., nel mo-
mento in cui viene richiesta l'esecuzione
del servizio; solo dopo il completamento
di quest'ultimo il controllo ritorna all'og-
getto invocante. Quando invece, all'atto
della invocazione, viene attivato un nuo-
vo flusso di controllo indipendente, allo-
ra parleremo di comportamento paralle-
lo. Da questa distinzione discende la
prima classificazione di Hood in oggetti
attivi e passivi a seconda della loro
natura parallela o sequenziale. Entriamo
ora più in dettaglio nella descrizione
delle operazioni.
Una prima distinzione viene fatta tra
operazioni vincolate e non. Una opera-
zione può essere vincolata o dallo stato
interno dell'oggetto che la implementa
(graficamente si indica con un freccetta,
"trigger arrow», accanto al nome dell'o-
perazione), oppure dal diverso modo di
reagire ad una invocazione esterna. In
questo secondo caso avremo:
— Richiesta di esecuzione altamente
sincrona (HSER),
— Richiesta di esecuzione vagamente
sincrona USER);
— Richiesta di esecuzione asincrona (A-
SER);
— Richiesta di esecuzione con time-out
<TOER) sia HSER che LSER.
In HSER l'esecuzione dell'invocante
viene sospesa fino al completamento
dell'operazione, mentre in LSER si
aspetta solo fino all'accettazione della
richiesta segnalata da un «impulso:» di
Figura 16 • Parerti Ot>
Ject e Olile/ Objeci.
Figura 17 invocano- ►
392
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
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oggetto environment
Figura 18 - Environment Object e Virtual Mode Objeet
acknowledge. Il terzo tipo esprime una
forma di comunicazione asincrona per
cui il richiedente può proseguire imme-
diatamente l'esecuzione; nell'ultimo ca-
so invece si richiede l'esecuzione della
operazione entro un certo intervallo di
tempo specificato (time-out): esso è
l'applicabile in modalità HSER o LSER.
Nella rappresentazione grafica tali vincoli
vengono raffigurati con la solita freccetta
ed una etichetta con l'indicazione HSER,
LSER. ASER. HSER TOER, LSER TOER
a seconda del caso (vedi fig. 15). Le
operazioni non vincolate vengono ese-
guite in modo sequenziale, per cui non
necessitano di ulteriore approfondimen-
to. Risulta quindi evidente che gli oggetti
attivi possano fornire entrambi i tipi di
operazioni, mentre i passivi solo quelle
non vincolate. Gli oggetti attivi possono
avere più flussi di controllo (più operazio-
ni vincolate) in esecuzione contempora-
nea. È necessario allora descrivere in
una sezione apposita dell'ODS, l'Object
Control Structure (OBCS), come l'ogget-
to (attivo) invocato reagisca agli stimoli
provenienti dall'esterno, in base al suo
stato interno. Ciò vale solo per le opera-
zioni vincolate.
Ciascun oggetto non terminale può
essere decomposto in una collezione di
Child Object, quindi ciascuna operazione
fornita dal Parent Object può essere
implementata da uno o più oggetti (nel
caso di operazioni non vincolate): la
notazione grafica per indicare questo
comportamento è riportata in figura 15.
Oggetti sia attivi che passivi possono
avere, senza restrizioni. Child Object
solo attivi, solo passivi o entrambi con-
temporaneamente. La descrizione for-
male di come viene decomposto e da
chi vengono implementate le operazioni
di un oggetto non terminale è riportata
nella parte testuale di Hood (ODS). Per
gli oggetti terminali si utilizza inoltre una
sezione apposita denominata Operation
Control Structure (OPCS) destinata a
contenere la descrizione dell'operazione
in pseudo-codice, o direttamente in lin-
guaggio Ada
Passiamo ora alla relazione d'uso tra
oggetti: vediamo come si rappresentano
e quali sono le regole di visibilità, Formal-
mente si dice che un oggetto «usa» un
altro oggetto se invoca uno o più servizi
che quest'ultimo fornisce (fig. 17). Per
gli oggetti attivi non viene imposta alcu-
na restrizione mentre per quelli passivi si
sconsiglia l’uso di oggetti attivi: in caso
contrario è possibile solo richiedere l'e-
secuzione di operazioni non vincolate,
impedendo i cicli. Per migliorare la leggi-
bilità ogni relazione d’uso può essere
etichettata con un nome e una piccola
freccia orientata nella direzione del flus-
so (può anche essere bidirezionale), per
chiarire il genere di dati scambiati tra gli
oggetti, un piccolo trattino perpendicola-
re alla linea d'uso, indica invece la possi-
bilità che venga sollevata un’eccezione
dall’oggetto invocato in caso di funziona-
mento anormale dell'operazione richie-
sta (vedi fig. 17).
Per concludere questa breve rassegna
di Hood menzioniamo anche l'esistenza
di due oggetti particolari chiamati Envi-
Bibliografia
- Tiliak Agerwala « Puttings Petri Nets to
Work» IEEE December 1979
- James L Paterson «Petri Nets» Compu-
ting Surveys September 1977
- J.M Spivey «The 2 notatiom. A Referente
Manual ed. Prentice Hall
- Lamport Lesile «LATEX» A Docgment Pre-
paration System, ed Addison-Wesley
- «The FUZ2 Manual »
- Donai É- Knuth «The Texbook » ed. Ad-
dlson-Wesley
«Hood Relerence Manuale Europea"
Space Agency 119891
«Hood User Manuale - European Space
Agency (19891
- « Software Engineering with Adau Gra-
dy Booch (19831
ronment Object e Virtual Node Object
(fig 18). Gli Environment sono molto
importanti perché permettono di inseri-
re, nella rappresentazione del sistema,
degli oggetti simili a scatole nere (black
box) in grado di fornire delle operazioni
senza che ci si preoccupi della loro
implementazione interna: di essi viene
resa visibile solo l'interfaccia. Grafica-
mente vengono schematizzati con un
rettangolo schiacciato e diviso in due
parti, con una «E» nella parte sinistra. La
loro descrizione testuale è molto breve,
infatti il loro ODS riporta solo una rasse-
gna delle operazioni, dei tipi e delle
eccezioni fornite.
I Virtual Node Object consentono in-
vece la progettazione di sistemi softwa-
re distribuiti: sono dei normali oggetti
Hood che obbediscono però ad alcune
restrizioni Sono di tipo attivo e possono
essere decomposti solo in oggetti Vir-
tual Node oppure (or esclusivo) in ogget-
ti attivi o passivi; inoltre le operazioni
presenti nell'interfaccia devono essere
vincolate tutte allo stesso modo.
L'interesse riposto nel metodo Hood
deriva oltre che dalla potenza espressiva
e dalla estrema generalità, anche dall'e-
sistenza di strumenti che ne facilitano il
debugging e tool in grado di generare
automaticamente codice in linguaggio
Ada partendo dalla descrizione del siste-
ma in Hood.
In conclusione, vediamo brevemente i
passi fondamentali da seguire per porta-
re a termine il progetto di un sistema
software mediante il metodo Hood:
1 — definizione del problema. In questa
fase, fondamentale per la buona riuscita
di tutto il progetto, deve essere data una
definizione rigorosa e precisa del proble-
ma da risolvere; molto spesso al termi-
ne viene prodotto un documento deno-
minato User Requirement Specification
(URS).
2 — Elaborazione di una strategia di
soluzione informale Viene sviluppata
una prima e provvisoria soluzione del
problema il più delle volte utilizzando per
fa descrizione il linguaggio naturale.
3 — Formalizzazione della strategia. Du-
rante questa fase, prendendo in input la
soluzione informale, vengono identificati
gli oggetti e stabilite le loro operazioni
producendo la descrizione grafica di tut-
to il sistema mediante Hood. Il tutto può
essere accompagnato da un documento
che chiarisca e commenti le principali
decisioni di implementazione adottate.
4 — Formalizzazione della soluzione. A
questo punto resta solo da completare la
descrizione formale della soluzione,
compilando in ogni sua parte e per ogni
oggetto individuato l'Object Description
Skeleton. xs
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
393
APPUNTI DI INFORMATICA
coordinamento di Andrea de Prisco
Principi ed applicazioni
dell’elaborazione digitale
delle immagini
di Giuseppe Cardinale decotti
Elaborazione d'immagini può
significare molte cose
diverse, dipendendo dal tipo
di risultato che si vuole
ottenere, in ogni caso
possiamo generalizzare le
operazioni su di un'immagine
come una funzione che
mappa l'immagine di partenza
in una di arrivo.
Questa funzione può essere
di vario tipo e nel prosieguo di
questi appuntamenti
cercheremo di classificare in
maniera chiara le principali
operazioni che si possono
compiere su di un'immagine.
Nell'articolo precedente
abbiamo analizzato alcuni dei
principali concetti su cui
poggiare il resto della nostra
trattazione, ne servono pochi
altri e già da questo numero
potremo operare direttamente
sulle immagini
La distanza e la sua misura
Dati i pixel p. q e z di coordinate (x, y),
(s, t), e fu, v) rispettivamente, la distan-
za D è definita come una funzione che
verifica le seguenti proprietà:
a) D(p, q) >= 0 con Dtp. q| = 0 sé p = q
bl Dtp, q) = Dfq, pi
C) D(p, z). <= D(p, q) + D(q. z)
La relazione a) significa che la distan-
za è un numero positivo eventualmente
pari a 0 se i due punti di misura coinci-
dono,
La relazione b) indica che il verso
della misura non è significativo, cioè la
misura è un valore assoluto,
La relazione cl ci ricorda che la distan-
za diretta tra due punti è minore della
somma delle due distanze tra il punto di
partenza e un punto intermedio e da
questo a quello di arrivo, essendo uguale
soltanto se, ovviamente, il punto inter-
medio è sul cammino direno tra p e z.
Esistono vari modi di calcolare la di-
stanza tra due punti; il più comune ed
intuitivo è quello indicato come «distan-
za Euclidea» ed è quello che usiamo
comunemente:
Delp. q) = l(x - s) *2 + (y - tl‘21'0.5
Con questo tipo di distanza i pixel che
hanno distanza minore o uguale ad r da
(x, y) 1 sono tutti i punti contenuti in un
cerchio di raggio r centrato in (x, y).
Un altro tipo di distanza detto «distan-
za a blocchi» è calcolato come:
D4(p, q)=x — s+y— t
In questo caso i pixel che hanno una
distanza D4 da p minore o uguale a r
formano un diamante centrato in (x, yh
Per esempio i pixel con distanza D4 <=
2 da (x, y) hanno questo tipo di configu-
razione:
2
2 1 2
2 10 12
2 1 2
2
Notate che i pixel a distanza 1 sono i
4 adiacenti, da qui il simbolo D4.
Un ulteriore tipo di distanza può esse-
re calcolato come il massimo della diffe-
renza delle coordinate omologhe dei
due punti:
D8(p, q) = maxi x - s . y — t )
Figura l - Schema di
maschera o filtro : in a
sono rappresentati i
pixel, in b la ma-
schera.
394
MCmicrocompuler n, 123 - novembre 1992
APPUNTI DI INFORMATICA
I pixel con distanza D8 da p minore o
uguale a r sono disposti in questo caso
come un quadrato centrato a (x, y). Per
esempio, i pixel con distanza D8 <= 2
da (x, yl formano questa figura:
2 2 2 2 2
2 1112
2 10 12
2 1112
2 2 2 2 2
Anche in questo caso, notate come i
pixel a distanza costante 1 sono gli 8
adiacenti. Un'ultima considerazione sulla
distanza è che non si fa, nel calcolo,
nessuna ipotesi sul valore dei pixel attra-
versati, ma soltanto sul valore delle coor-
dinate dei pixel di partenza e di arrivo;
tuttavia se si cerca un cammino tra due
punti imponendo un criterio di connetti-
vità, per esempio soltanto per i pixel di
un certo valore, è ovvio che la distanza
sarà soltanto il valore minimo che si può
ottenere per la distanza: è in definitiva la
distanza «in linea d'aria» fra due punti,
mentre la distanza vincolata dalla con-
nettività è la distanza «stradale».
Operazioni logiche e aritmetiche
Le operazioni logiche ed aritmetiche
sono intensivamente adoperate nell'ela-
borazione di immagini. Le operazioni
aritmetiche fra due pixel p e q sono
denotate come segue:
Addizione: p+q
Sottrazione; p-q
Moltiplicazione' p*q
Divisione: p/q
Ovviamente p o q possono essere un
valore costante.
Le principali operazioni logiche usate
nell'elaborazione d'immagini sono
l'AND. OR, e il COMPLEMENTO indica-
te con:
AND p AND q
OR: p OR q
COMPLEMENTO: NOT p
È noto come questi tre operatori co-
stituiscono un insieme funzionalmente
completo, cioè sono sufficienti a com-
pletare qualsiasi tipo di operazione logi-
ca tramite la loro successiva composi-
'0 0 1 X 0 '
'X‘
r x <i
001 Yo
Y
Yi
0 0 1 Z„
Z
=
z,
0001
1
L 1 J
Rgura 3 - Matrice di traslazione normalizzata a 4x4
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992
395
APPUNTI DI INFORMATICA
zione. Chiaramente gli operatori mate-
matici possono essere applicati diretta-
mente al valore dei pixel nelle immagini
multilivello mentre per gli operatori logi-
ci sì dovrà operare bit a bit.
Le operazioni appena illustrate posso-
no essere adoperate in due modi distin-
ti: pixel per pixel oppure operando sui
pixel adiacenti
Per esempio la somma di due imma-
gini è compiuta addizionando ciascun
pixel con l'omologo dell’altra immagine.
Alternativamente posso definire delle
operazioni in cui il valore da assegnare
ad un pixel e funzione del valore degli
adiacenti. Questa operazione è spesso
detta «mascheratura» o «filtraggio»
Illustriamo con un esempio questo
importante concetto: supponiamo di vo-
ler rimpiazzare un pixel con la media dei
suoi 8 pixel adiacenti. Riferendoci a
figura la. vogliamo sostituire al valore di
e il valore p cosi calcolato
p = 1/9*(a+b+c+d+e+f+g+h+i)
Definendo un filtro come in figura 1 b
possiamo «sovrapporlo» ai 9 pixel di
partenza e moltiplicare ciascun coeffi-
ciente per il valore del pixel omologo
(cioè quello che si trova «sotto») e
sommare tutti i valori insieme indi asse-
gnare il risultato a e, in formule:
p = wl'a + w2*b + w3*c + w4‘d + w5*e
+ w6*f +w7*g + w8*h + w9*i
Per far si che le due formule prece-
denti corrispondano e necessario che ì
valori di tutti i wi con i=1..9 siano pari a
1/9.
Quest'operazione cosi semplice è
fondamentale nell'elaborazione di im-
magini, ne faremo perciò largo uso.
Scegliendo opportunamente i valori del
filtro è possibile compiere una gran va-
rietà di operazioni come la riduzione del
rumore e l'evidenziazione dei contorni
soltanto per citarne due fra le più note.
Bisogna tuttavia puntualizzare come
l'applicazione del filtro a ciascun pixel di
un'immagine è un compito computazio-
nalmente gravoso. Come potete render-
vi conto filtrare un'immagine 512x512
con un filtro 3x3 richiede 9 moltiplicazió-
ni e 8 addizioni per ciascun pixel, in
totale 2359296 moltiplicazioni e
2097152 addizioni.
cos 6 sin 9 0 0
—sin 0 cos 0 0 0
0 0 10
0 0 0 1
Figura 7 - Matrice di rotazione per l'asse «
COS P
0
-sin /2
0'
0
l
0
0
sin fi
0
cos p
0
0
0
0
1 J
Figura 8 - Matrice dì rotazione di
Trasformazioni geometriche
l lettori che hanno confidenza con il
CAD sapranno già di cosa stiamo per
parlare, tuttavia per i neofiti è necessa-
rio introdurre queste semplici trasfor-
mazioni. Occorre però una precisazio-
ne: tutte le seguenti considerazioni sa-
ranno riferite a punti dello spazio tridi-
mensionale cioè ciascun punto sarà in-
dividuato dalla tripla (X. Y. Z) mentre i
punti dell'immagine dello spazio bidi-
mensionale verranno indicati con (x, y).
Dovremo perciò considerare l'immagine
bidimensionale in realtà come un piano
dove X=x, Y=y e 2=0 vale a dire la
nostra immagine è poggiata sul piano
Z=0, in questo modo potremo eseguire
tutte le operazioni nello spazio tridimen-
sionale. L'origine delle coordinate sarà
posto nell'origine dello schermo con
l'asse Z che esce dallo schermo verso
l'osservatore.
Bibliografia
R C. Gonzalez, P Wintz « Digital Image
Processing ». AddiSon-Weslev, 1987.
Traslazione
Supponiamo dì voler spostare un pun-
to di coordinate (X, Y, Z) in un nuova
locazione che dista X0 in X, Y0 in Y e Z0
in Z,
Semplicemente basterà sommare tali
valori :
XI = X + X0
Y1 = Y + Y0
ZI = Z + Z0
Le coordinate (XI, Y1, ZÌI rappresen-
tano il nuovo punto.
Queste equazioni possono essere
espresse in forma matriciale come in
figura 2. Tuttavia come vedete la matri-
ce è 3x4 ed è necessario aggiungere
una quarta coordinata fittizia posta ad 1
per eseguire i calcoli, per uniformità
perciò si preferisce espandere la matri-
ce a 4x4 come in figura 3. La quaterna
(X, Y, Z, 1 ) individua un punto in coordi-
nate omogenee. La trasformazione
complessiva è individuata in maniera
compatta con la notazione-
vi = Tv
dove vi e v sono i vettori colonna delle
coordinate e T è la matrice di trasla-
zione.
Scalamento
Allo stesso modo una trasformazione
di scala può essere ottenuta moltipli-
cando le coordinate dei punti per la
matrice in figura 4, i fattori Sx. Sy. Sz
sono dei numeri reali che rappresenta-
no il fattore di scala di ciascuna coordi-
nata; per esempio volendo ridurre l'im-
magine della metà basterà porre
Sx=0.5 e Sy=0.5 con Sz=1.
Rotazione
Per eseguire una rotazione dell’imma-
gine è naturalmente necessario specifi-
care rispetto a quale asse coordinato si
vuole farla, otterremo cosi tre diverse
matrici per ciascun asse, in figura 5
potete vedere le convenzioni adottate
per definire il verso positivo di rotazio-
ne. In figura 6 è riportata la matrice per
la rotazione intorno all'asse Z, in figura 7
quella per l'asse X e in figura 8 la
396
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
APPUNTI DI INFORMATICA
Figura 9 - Modello ba-
se di protezione II si-
stema dì riferimento
dell'osservatore è alli-
neato con quello del-
l'immagine
corrispondente per Y,
Tenete conto che queste rotazioni
sono con centro nell'origine, per esegui-
re una rotazione rispetto ad un punto
arbitrario dobbiamo traslare preventiva-
mente il punto nell'origine, eseguire la
rotazione e ritraslare il punto nella posi-
zione originale, in pratica bisogna trasla-
re l'immagine con i parametri ricavati
dalla traslazione del punto nell'origine.
Per traslare indietro basterà cambiare di
segno i parametri della matrice di trasla-
zione.
Trasformazioni bidimensionali
Nel caso in cui volessimo vincolarci a
rimanere sul piano Z= 0, non è necessa-
rio considerare la coordinata Z e le
matrici diventano 3x3 semplicemente
eliminando la 3' riga e la 3" colonna.
Naturalmente sarà possibile eseguire
rotazioni soltanto intorno all'asse Z. Le
trasformazioni si possono utilmente
concatenare moltiplicando a destra le
matrici che formano la trasformazione
complessa, tuttavia è necessario ricor-
dare che l'ordine è importante e cam-
biando l'ordine delle trasformazioni il
risultato non è il medesimo.
Trasformazione prospettica
Una trasformazione prospettica pro-
ietta un punto tridimensionale su di un
piano. È questa la trasformazione che,
dopo tutte le precedenti trasformazioni
in 3d precedenti, ci consente di visualiz-
zare l'immagine sul nostro schermo.
Ci sono molti modelli di trasformazio-
ne prospettica, per i nostri scopi non è
necessario approfondire eccessivamen-
te quest'argomento più proprio della
Computer Graphics e del CAD, illustre-
remo perciò soltanto un metodo sempli-
ce per mappare le nostre immagini tra-
sformate sullo schermo.
In figura 9 trovate un modello per la
proiezione dell'immagine, definiamo
che il sistema di coordinate dell'osser-
vatore. supponiamo dotato di una mac-
china fotografica, sia coincidente con
quello dell'Immagine e in particolare il
piano dell’immagine coincida con il pia-
no Z=0 e l'asse Z esca fuori da tale
piano coincidente con l'asse focale.
Quindi il centro dell'immagine è nell'ori-
gine e il centro delle lenti dell'obiettivo
è posto nel punto (0,0, I). I è la lunghez-
za focale dell'obiettivo.
Prendiamo ora un generico punto (X.
Y, Z) dello spazio come in figura 9 e
supponiamo che Z > I cioè questo
punto sia davanti all'obiettivo. Ci inte-
ressa trovare la relazione che ci restitui-
sce le coordinate (x, y) della proiezione
del punto (X, Y, Z) sul piano deH’immagi-
ne (il nostro schermo).
Dalla proprietà dei triangoli simili si
ricava:
x/l = - IXJfZ-W = X/ll-Z)
y/1 = - (Y/g-ll) = Y/fl-Z)
IO
0 0'
X
X
0 1
0 0
Y
Y
00
0 0
z
Z
Loo
1/1 lJ
Li J
i-z/lI
x = l*X/|l-Z)
Y= PYfll-Z)
Bisogna notare come queste equazio-
ni coinvolgendo la variabile Z non sono
lineari e pertanto non sono invertibili, il
che significa che da un'immagine bidi-
mensionale non si possono ricostruire
le scene tridimensionali rappresentate,
come è ovvio.
Per convenienza, visto che questa
trasformazione è in cascata con le pre-
cedenti, è utile esprimere la proiezione
tramite una matrice in modo da poterla
inserire nella catena di trasformazione
complessiva. In figura 10 trovate la ma-
trice di trasformazione, tenete conto
che l'ultimo termine, il quarto del vetto-
re che individua un punto, deve essere
pari a 1 perciò bisogna dividere le prime
due coordinate per questo numero.
Conclusioni
Questo appuntamento è stato denso
di concetti tutti essenziali per la com-
prensione di determinate operazioni sul-
le immagini, in particolare il concetto di
filtro è d'importanza capitale nell'elabo-
razione d'immagine. Nei prossimi artico-
li ce ne serviremo in maniera estensiva
per sperimentare vari tipi di operazioni
sulle immagini. Rimangono gradite le
domande e le proposte dei lettori inte-
ressati in modo da poter spiegare il
funzionamento di quelle tecniche che
ognuno di noi usa utilizzando un qualsia-
si pacchetto di grafica.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992
397
MULTITASKING
Un simulatore parallelo di circuiti elettronici (4)
Circuiti sequenziali
di Giuseppe Cardinale decolli
Il nostro simulatore comincia
a prendere corpo e finalmente
abbiamo una buona struttura
anche se ancora da
perfezionare, ci sen/e tuttavia
ancora un processo che ci
permetta di monitorare i
segnali che ci interessano una
specie di registratore del
segnale che non interferendo
sul segnale stesso lo
traferisca sul nostro
dispositivo di output.
Ricordate comunque che,
anche se stiamo cercando di
astrarre questo progetto dai
sistemi di sviluppo per
Transputer abbiamo
comunque necessità di
riferirci ad un oggetto
concreto nei nostri esempi,
perciò ci riferiremo al nostro
host con cui comunichiamo
tramite i canali fs e ts, se
qualcuno è così fortunato da
poter utilizzare invece delle
schede a Transputer che
pilotano direttamente i
dispositivi di output, si servirà
direttamente di questi
Quello che non tratteremo è l'inter-
facciamento con l’host, supporremo
perciò che i dati che ci interessa visua-
lizzare dovranno essere salvati dall'host
ed in seguito, eseguita la simulazione,
visualizzati. Si potrebbe fare di meglio,
ne siamo pienamente coscienti, ma ci
interessa focalizzare la nostra attenzio-
ne sui meccanismi Occam che sono alla
base del nostro simulatore. Se invece
c'è qualche lettore di buona volontà che
vuole imbarcarsi nell'impresa di proget-
tare un’interfaccia per questo simulato-
re che permetta di immettere dei para-
metri e di visualizzare i risultati della
simulazione mentre il simulatore gira, sì
faccia avanti in modo tale che possiamo
definire le modalità di interfacciamento,
chiaramente su queste pagine verrà da-
to risalto ad un lavoro siffatto.
Il registratore di segnali
Finora abbiamo visto come program-
mare il funzionamento dei componenti
elementari, tuttavia non esiste nulla che
ci permetta di renderci conto dei risulta-
ti della simulazione. Supponiamo di tra-
sferire i dati utili all’host e a questo a
simulazione terminata affidare il compi-
to di visualizzare come meglio crediamo
o tramite un pacchetto i risultati.
Per prima cosa dobbiamo definire co-
me organizzare tali dati : la cosa migliore
sembra quella di registrare soltanto i
cambiamenti di stato del segnale piutto-
sto che lo stato per ogni colpo di clock.
In questo modo rimaniamo svincolati
dalla grandezza dello step del clock
scelto per la simulazione, per contro
sarà necessario memorizzare anche il
tempo in cui si è verificato tale cambia-
mento; la cosa più semplice è quella di
organizzare un vettore di Nx2 Interi a 16
bit. Bisogna però, tenere presente che
l'Occam non prevede l'allocazione dina-
mica e pertanto bisogna stabilire a tem-
po di compilazione la grandezza di tali
vettori cioè fissare il valore della N.
In effetti, non siamo in grado a priori
di saper quanto deve essere perché nel
caso peggiore potremmo trovarci a
Figura l
Listalo processo
Probe Ree.
MCmicrocomputer n. 123- novembre 1992
MULTITASKING
campionare un segnale che varia velo-
cemente quanto il cloc
clock (potremmo
tale componente);
al numero di cicli
sempre inventar
in tal caso N è
è quantomeno assai raro, ciò non toglie
che una stima precìsa non è possibile.
L'alternativa necessaria consiste nel
registrare un numero fisso di stati e poi
trasferire il vettore all'host finché non è
terminata la simulazione, l'host poi li
potrà scaricare in un file ad esempio o
tenerli in memoria. Il valore di NI deve
perciò essere calcolato in base al so-
vraccarico di comunicazione verso
l'host che è notoriamente lento, biso-
gnerà fare in modo che N sia il più
grande possibile compatibilmente con
le capacità di memoria del Transputer
su cui gira questo processo. In tal modo
si minimizza il tempo necessario al
Transputer per inizializzare una comuni-
cazione con l'host.
C'è poi da puntualizzare che non ver-
rà mantenuto un solo vettore Pensi un
vettore per ciascun punto del circuito
che si vuole monitorare, dovranno per-
ciò essere allocati e trasmessi M vettori
di N componenti ognuno. Sempre per il
problema dell’allocazione statica dei dati
è necessario definire a tempo di compi-
lazione il numero dei punti che si voglio-
no monitorare e quindi bisognerà archi-
tettare un altro processo multiplexer
come il processo MasterClock presen-
tato nella parte terza.
In figura 1 potete vedere il listato del
processo ProbeRec che non fa niente
altro che «acchiappare» tutto ciò che gli
viene passato dal dispositivo connesso
in ingresso. L'unico controllo che ese-
gue serve a memorizzare effettivamen-
te soltanto la variazione dello stato del
segnale ricevuto.
Quando il vettore track è pieno cioè
nsample è pari alla lunghezza del vetto-
O 1 l r< ( reset ) — j~7^Q Q - S ’ «
( -jTy] — <?• " °
0 - — 1 1 — vi.sen Liy I 1
(a) Logic diagrutn ( !>) Tr
C> V
1 fl
1 0 t after -V l.ft 0|
n i
0 I ( after S 0. R 1)
0 0
ili (ublc
Figura 3 - Flip-Flop tipo RS asincrono con NQR
:"LT ^_.Hj
— e ' »“
(a) Logic tliagram (b) Tru
Q Q '
0 1
0 l f after S l.« 0)
1 0
1 0 (after .? 0. fi II
1 1
li lublc
Figura 4 - Flip-Flop tipo RS asincrono realizzato con gate NANO.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
MULTITASKING
re, questo viene scaricato al processo
MultiTrackRec che raccoglie tutti i vet-
tori track da tutti i processi ProbeRec
disposti nel circuito, si occupa poi di
trasferirli all'host passando anche il no-
me in modo tale che l’host sappia a chi
appartengono i dati ricevuti. Ricordate
che nei sistemi di sviluppo a Transputer
commerciali si dispone di un solo cana-
le fisico di comunicazione con l'host In
figura 2 trovate il listato del processo
MultiTrackRec in dettaglio, facciamo
uso di qualche chiamata alla libreria
«Host.lib» del sistema di sviluppo; in
questo caso apriamo un file con so,o-
pen vi scriviamo degli interi so.fwrite.int
e lo chiudiamo so.close.
Il funzionamento del processo è sem-
plice: aspetta sulla guardia replicata che
uno dei processi ProbeRec gli invii i dati,
non appena ne riceve da uno «scarica»
tutto il vettore in uno locale. In seguito
interagisce con l'host scrivendo prima il
numero d'ordine del processa che ha
trasmesso e poi il vettore dei dati. Si
sarebbe potuto fare un unico SEQ rice-
vendo e trasmettendo senza il vettore di
buffer locale ma in tal modo si bloccava il
processo ProbeRec alla velocità, molto
minore trattandosi oltretutto di accesso
a disco, deH'host; con questa soluzione
il processo è totalmente svincolato ed
una volta scaricato il vettore può conti-
nuare a registrare nuovi dati.
In figura 2a possiamo trovare un'altra
implementazione del processo Multi-
TrackRec, utilizziamo un utile processo
di libreria so.multiplexor che si occupa
Figura 5 - Flip-Flop tipo RS sincrono-
di multiplexare il canale di comunicazio-
ne con l'host, In definitiva disporremo di
un array di canali con l’host piuttosto
che uno solo, in tal modo potremo
usare il costrutto PAR perché non avre-
mo condivisione di variabili.
I Flip-Flop
Finalmente eccoci a parlare del primo
Q 5 ft i Oli -> li
0 0 0 0
0 0 10
0 10 1
0 I I indeterminate
10 0 1
10 10
110 1
1 ! I indeterminale
(ci Chiirncteristie tablc
SU ' X
0 00 01 II IO
X
1
I]
X
Oli ■ I) S • R'Q
SU 0
(di Charncicrislic cqunlion
componente sequenziale, rateinolo Flip-
Flop, Rinfreschiamo la memoria: un Flip-
Flop è un circuito che può mantenere
uno stato binario indefinitamente finché
non riceve un segnale che lo forza a
cambiare stato. Esistono diversi tipi di
Flip-Flop che condividono tale definizio-
ne e si distinguono principalmente per il
numero di input e per la maniera in cui
questi agiscono sullo stato e sull’output.
Figura 6 - Flip-Flop tipo D La porta S ha entrambi gli ingressi connessi insieme
Una breve risposta
Rispondo al sig, Luca Marchese che mi
ha indirizzato una richiesta di reperibilità
di hardware e documentazione tecnica
suH'Occam ed i Transputer.
Purtroppo non esistono in commercio
pubblicazioni disgiunte dall’hardware, al-
meno in Italia.
Tutte le informazioni che noi utilizziamo
sono desunte dai manuali fomiti con il
sistema di sviluppo.
Troverà comunque dei riferimenti nella
bibliografia di questa rubrica.
Per i sistemi di sviluppo può rivolgersi
alle seguenti ditte.
Lasi Elettronica per i sistemi Inmos
I T.D. per i prodotti TransTech.
Esistono comunque altre schede più
economiche come la CSA kit di cui però
non abbiamo un certo riferimento.
Non appena avremo notizie di novità in
tal senso le comunicheremo su queste
pagine.
400
MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992
MULTITASKING
<?' <2
ttt
e , K
QO I 1, C
00
01 1 1
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ODO
0
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— | 0 10
; :
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3
[E
(O Chitracicrisln; tahlc
0d+ II- /(?’ 4 K'Q
(d) Chnraclcrislic cquation
Figura 7 - Flip-Flop tipo JK.
Discuteremo dei tipi più noti di Flip-
Flop.
Il circuito base del Flip-Flop può esse-
re costruito con due porte NOR come in
figura 3 o NAND come in figura 4.
Questi semplici circuiti possono essere
usati per costruire tipi di Flip-Flop più
complessi, Come vedremo.
É importante notare come l'uscita di
una porta è connessa ad un ingresso
dell’altra, formando un feedback che
rende il circuito intrinsecamente asin-
crono.
Ciascun Flip-Flop ha due uscite, Q e
Q', e due ingressi Set e Resesi, per
questo motivo questo circuito è chiama-
to Flip-Flop RS. La tavola della verità
esplicita abbastanza bene il funziona-
mento del circuito, tuttavia è necessario
precisare meglio la modalità di funziona-
mento.
Ricordiamo che l'uscita della porta
NOR è 0 quando uno qualsiasi degli
ingressi è 1 e che l'uscita vale 0 solo se
tutti gli ingressi sono 0. Assumiamo
dunque che l'ingresso S sia 1 e che
quello R sia 0, visto che la porta 2 ha
l'uscita a 0 significa che la porta 1
avendo gli ingressi a 0 darà 1 in uscita
su Q. Quando S ritorna a 0. le uscite
rimangono invariate perché l'uscita Q
rimane ad 1 , lasciando un ingresso della
porta 2 ad 1. Ciò provoca a sua volta
che Q' sia 0, il che lascia entrambi gli
input della porta 1 a 0 in modo che Q
sia 1.
Con lo stesso ragionamento è possi-
bile dimostrare che un 1 sull'Ingresso R
cambia le uscite Q a 0 e Q' ad 1 . Questi
stati sono dunque stabili.
Se invece entrambi gli ingressi R e S
sono pari ad 1 , tutte e due le uscite Q e
G' vanno a 0. Questo risultato viola la
condizione che G' sia sempre il comple-
mento di Q e viceversa. È necessario
pertanto prendere cura che tale condi-
zione non si verifichi. Infatti lo stato
stabile si ha quando gli ingressi S e R
rimangono a 0, allora il Flip-Flop mantie-
ne il suo stato. Se invece R e S vengo-
no posti ad 1 e poi ritornano a 0, lo
stato del Flip-Flop è indeterminato e
dipende da quale input rimane a 1 più a
lungo prima di ritornare a 0.
Il circuito con le porte NAND si com-
porta nello stesso modo con la conside-
razione che gli 0 siano sostituiti agli 1.
Non implementeremo tale Flip-Flop
asincrono perché nella realtà non è mai
usato e poi è talmente semplice che
ognuno dei lettori che ci segue è in
grado di costruire il programma Occam
sfruttando i processi gNAND o gNOR
che abbiamo illustrato negli articoli pre-
cedenti.
Flip-Flop RS clockato
Come abbiamo appena visto il circui-
to base del Flip-Flop è intrinsecamente
asincrono, tuttavia aggiungendo un paio
di porte è possibile rendere il Flip-Flop
sensibile agli ingressi soltanto in pre-
senza del clock.
Questo tipo di Flip-Flop è in figura 5 e
consiste del circuito NOR base e di due
porte AND. Le uscite delle due porte
AND rimangono a 0 finquando l'ingres-
Figura 8 - Flip-Flop tipo T.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
401
MULTITASKING
Bibliografia
M.M. Mano. «Digital Design » Pmntioe-Hall. 1984
D. Pountain, D. May. « A tutoria I introduction to Occam programming » BSP, 1 988
so CP (Clock Pulse) permane a 0, e gli
ingressi R e S non hanno nessuna in-
fluenza. Quando CP è 1. i valori presenti
su R e S sono abilitati verso le porte
NQR.
Notate un fatto importante: la tavola
della verità è significativamente diversa
da quelle finora incontrate perchè a
destra compare anche Q: ciò sta ad
indicare che lo stato in cui va il Flip-Flop
dipende anche dallo stato presente in
cui si trova. Perciò la colonna Sinistra
della tavola della verità è nominata
Q(t+ 1 ), proprio ad indicare lo stato suc-
cessivo.
Flip-Flop tipo D
Dal Flip-Flop RS precedente si può
originare un altro tipo di circuito, aggiun-
gendo una sola porta, in figura 6 c'é lo
schema del Flip-Flop D realizzato con
sole porte NAND. Le ultime due porte a
sinistra sono il circuito base di figura 4
mentre i due NAND a monte sostitui-
scono gli AND della figura 5 (il segnale
è attivo basso). L’ingresso D va diretta-
mente all'ingresso S, ed il suo comple-
mento, tramite la porta 5 (il NAND è
usato come NOT, i due ingressi sono
connessi insieme), è applicato a fi. Fin-
quando il clock è 0, le porte 3 e 4 hanno
1 sulle loro uscite e gli altri ingressi non
contano. Il segnale su D viene campio-
nato quando CP va ad 1, se è 1 l'uscita
della porta 3 va a 0, forzando lo stato
402
MCmicrocomputer n, 123- novembre 1992
MULTITASKING
del Flip-Flop ad 1, se invece e 0 lo slato
del Flip-Flop va a 0. Praticamente il
dock abilita il trasferimento del dato su
D nel Flip-Flop, da qui il nome D.
Flip-Flop JK
Il Flip-Flop JK non è altro che una
modifca di un RS affinché non si verifi-
chino stati indeterminati. In figura 7
potete vedere lo schema di tale circuito
nel quale J sta per S e K per R, Quando
un 1 è applicato simultaneamente a J e
a K allora il Flip-Flop «switcha» il suo
stato nel complemento, quindi se Q=1
avremo Q'=0 e viceversa. Il funziona-
mento nei restanti casi è esattamente
come il Flip-Flop tipo RS.
C'è un unico vincolo da rispettare
utilizzando tale Flip-Flop: come si evin-
ce dalla tavola della verità e dall'analisi
del circuito, se il clock rimane attivo per
un tempo maggiore del tempo di propa-
gazione del Flip-Flop quando JeK sono
pari ad 1, si avrà un fastidioso ping-pong
sulle uscite che continueranno a com-
mutare da uno stato all'altro. £ necessa-
rio pertanto che il duty cycle del clock
,e«,e">,e8:
gttANDIel.eS, eS.ncill .off IH )
gNANDIeli.e4.e6,mc(2|. off 1231
gNANDlel 1 , el2. «13. mc|3) .of f 13 1 1
gNAKD(e5.e7, eS.mcUI .off Ul i
gNAND(«6,*e,eiO.BC!5I, off 1511
eonneet(e2,e-ll.el2)
Hastercloek ( ne, of f i
Figura IO - Listalo per il Flip-Flop D £ necessaria
una connessione sull'ingresso del gaie 5.
sia strettamente inferiore al tempo di
propagazione del Flip-Flop JK. Questo è
il motivo per cui in pratica il Flip-Flop JK
non è costruito in questo modo, ma
questo ulteriore raffinamento lo vedre-
mo in un prossimo appuntamento.
Flip-Flop T
Per ultimo presentiamo il Flip-Flop
tipo T che è la versione a singolo input
del Flip-Flop JK, infatti come si vede in
figura 8 è ottenuto dal JK connettendo
gli ingressi insieme. Il nome T gli deriva
dalla abilità dì «togghelare» o meglio
commutare lo stato. Semplicemente
esso complementa lo stato Q quando il
clock è 1 e se T vale 1 .
/ processi per i Flip-Flop
Nelle figure 9 elO sono listati i pro-
cessi per i Flip-Flop RS clockato, e D.
Utilizzano come abbiamo già visto i pro-
cessi per le porte che ormai fanno parte
stabile della nostra libreria di processi.
Notate che i processi connect che
simulano le connessioni non hanno ne-
cessità di essere agganciate al Master-
Clock se non per il canale off, infatti non
devono «esisterei! dal punto dei vista
della propagazione dei risultati.
Conclusioni
Abbiamo finalmente costruito i primi
ed importanti circuiti sequenziali. Ora
possiamo finalmente andare avanti ad
implementare circuiti un po' più com-
plessi e verificare II funzionamento di
strutture hardware più evolute
£33
ComTree si prende cura
delle vostre connessioni
• Connessioni alla pena parallela
per limi I penatili c desktop.
• Richiedi solo un terzo della
polena di altri pocket LAN, il che
aiuta ad allungare la vita delle
ballerie di un portatile.
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3. Risposta entro le 48 ore a problemi tecnici.
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
403
RETI NEURALI
Fuzzy logie e reti neurali
di Luciano Macera
Nei precedenti artìcoli ci
siamo sempre occupati
esplicitamente di reti neurali.
A partire da questo numero
per alcuni appuntamenti
approfondiremo un
argomento che è
strettamente legato alle reti
neurali almeno da un punto dì
vista operativo, parleremo
infatti di fuzzy logie.
La tecnologia della fuzzy logie
infatti si presta allo stesso
modo delle reti neurali alla
soluzione di determinati
problemi non ben definiti in
termini matematici, quali
possono essere i compiti dì
pattern recognition o di
controllo di sistemi non
lineari.
Anche in fase di elaborazione
queste due tecniche
presentano aspetti assai
simili, almeno
concettualmente
La parola fuzzy tradotta letteralmente
significa indistinto, nebbioso, ma nella
fuzzy logie non vi è nulla di indistinto. Il
nome deriva da una teoria (Fuzzy Set
Theory) matematica sviluppata da Lotti
A. Zadeh presso l'università della Califor-
nia nel 1965.
La fuzzy logie e venuta alla ribalta
ultimamente in quanto alcuni prodotti
commerciali, provenienti dai paesi del
«sol levante», presentavano delle eti-
chette in cui era esplicitamente dichiara-
to che tali apparecchiature erano legate
in tecnologia fuzzy. Nonostante la stra-
grande maggioranza degli utenti non
sapesse di cosa si trattava, grazie alle
esplicite campagne pubblicitarie, erano
consci del fatto che si trattava di una
novità tecnologica di grande rilievo, in
merito alla quale la maggior parte degli
utenti si creò una personale interpreta-
zione.
Da una pubblicazione tecnica inglese
si legge di una intervista presso un
rivenditore di apparecchiature elettroni-
che di consumo, il quale alla domanda su
Figura I - Schematizzazione di un semplice sistema
di controllo.
cosa significasse la scritta «fuzzy logie»
su una videocamera palmare di una nota
marca giapponese, rispose che era rela-
tiva ad un nuovo tipo di lenti che non
permetteva all'Immagine di diventare in-
distinta (fuzzy)!
Da parte dei progettisti invece vi fu (e
vi è tuttora) una certa riluttanza ad accet-
tare la nuova tecnologia, tale sforzo è
però ripagato dai lusinghieri giudizi che
vengono espressi dopo i primi approcci.
Vi sono due valide ragioni per utilizzare
la fuzzy logie nella progettazione dei
sistemi di controllo.
La prima è che complessi problemi di
tipo controllistico, che richiedono per la
descrizione la soluzione di complesse
equazioni differenziali, possono essere
descritti in un linguaggio che si avvicina
a quello utilizzato correntemente (è ov-
vio che stiamo parlando di lingua ingle-
se). In tal modo un ingegnere esperto in
una particolare area applicativa può svi-
luppare completamente un progetto di
controllo senza l'ausilio dì un gruppo per
la traduzione e codificazione software.
La seconda ragione che giustifica l'im-
piego di tecnologia fuzzy in un progetto
è che tale tecnica permette di mappare
facilmente ed in maniera robusta un
qualsiasi rapporto tra ingressi ed uscite
di un sistema di controllo.
Sistemi di controllo fuzzy
In figura 1 è riportato un semplice
sistema con due ingressi ed una uscita e
in basso il grafico corrispondente alla
rappresentazione dell'uscita in base alle
variazioni dei due ingressi.
Per generare una o più uscite a partire
da un insieme di variabili di ingresso
possono essere utilizzate una serie di
equazioni differenziali che legano le usci-
te agli ingressi o delle tavole di riferimen-
to (look-up table) le quali utilizzando gli
ingressi del sistema come indici di una
matrice permettono di estrarre il corri-
spondente valore dell'uscita.
Il primo metodo comporta l'esecuzio-
ne di una notevole mole di calcoli per la
risoluzione di sistemi di equazioni diffe-
renziali e per elaborazioni delle uscite in
tempo reale vi è in genere la necessità di
una unità per l’esecuzione di operazioni
in virgola mobile (alias coprocessore ma-
tematico). il secondo metodo a fronte di
404
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
RETI NEURALI
una grande velocità comporta un utilizzo
eccessivo di memoria, basti pensare che
un sistema con due ingressi ed una
uscita codificati con parole di 8 bit,
comporta l'utilizzo di una matrice di
255x255=64KByte.
Un sistema che utilizzi la logica fuzzy
può mappare una superfìcie di uscita
altamente non lineare con notevole ac-
curatezza e con un utilizzo esiguo di
memoria, inoltre operazioni che normal-
mente necessitano di grandi moli di
calcoli e quindi di microprocessori molto
potenti possono essere eseguite da uni-
tà comunemente utilizzate come micro-
controllori e quindi molto più econo-
miche.
In figura 2 è possibile vedere lo sche-
ma di funzionamento di un classico pro-
blema di tipo « control listico»; per man-
tenere il pendolo inverso in equilibrio sul
carrello bisogna muovere quest'ultimo
nella direzione dì caduta del pendolo in
modo tale che l'accelerazione longitudi-
nale impressa al carrello possa controbi-
lanciare la forza che si esplica sull'asta
del pendolo e che tende a farlo cadere.
L'accelerazione applicata permette di ri-
portare il pendolo in posizione di riposo
(verticale), ma in genere può innescare
una caduta nel verso opposto.
Le variabili in ingresso al sistema sono
l'angolo del pendolo con la verticale e la
velocità di variazione di questo data da
df/dt, l'uscita è data dalla tensione da
applicare al motore per il movimento del
carrello.
Sviluppato con tecnologie tradizionali
il controllo di questo sistema richiede la
soluzione di quattro equazioni differen-
ziali del secondo ordine e per ottenere
un controllo in tempo reale del pendolo è
necessario un sistema di elaborazione
sufficientemente potente. Nel nosto ca-
so è stata utilizzata una coppia
68030+68882 (CPU + FPU) con clock a
16MHz, utilizzando un sistema di con-
trollo sviluppato in tecnologia fuzzy il
medesimo compito è stato assolto da un
semplice microcontrollore 68HC11 con
clock a 2MHz.
Cenni teorici sulla fuzzy logie
La teoria degli insiemi fuzzy fu svilup-
pata per poter descrivere ed elaborare
concetti vaghi che. pur essendo comu-
nemente utilizzati nella corrente termi-
nologia, sono di difficile formalizzazione
matematica. Concetti come «abbastan-
za caldo» o «quasi pienno» son abba-
stanza ambigui da non poter essere
utilizzati come parametri in un qualsiasi
sistema di controllo.
Il limite maggiore della logica formale
nella descrizione di insiemi di apparte-
nenza sta di fatto, nell'esistenza di rigide
regole di separazione tra gli insiemi.
Come possiamo vedere in figura 3 le
fasce di età della popolazione sono rigi-
damente determinate e la transizione tra
un individuo che appartiene alla fascia di
mezza età ed uno che appartine alla
fascia degli anziani avviene rigidamente
al compimento del 55-esimo anno di età.
Una tale separazione non ci permette
di elaborare dati circa la condizione dì un
individuo di X anni compreso nell'insie-
me degli individui di mezza età. In parti-
colare non possiamo sapere se questo è
vicino alla soglia di separazione dei due
insiemi né tantomeno quanto sia vicino.
In figura 4 è possibile vedere la sche-
matizzazione della descrizione in logica
fuzzy dei due insiemi precedenti. Come
si può notare la descrizione assume un
andamento a triangolo, centrato sul valo-
re di transizione dei due insiemi; tale
andamento approssima molto bene l'an-
damento naturale di tale transizione ed è
possibile verificare che tale tipo di de-
scrizione può essere associata in modo
ottimale a qualsiasi evento naturale che
deve essere descritto con formalismi
logici.
Se prendiamo come esempio un indi-
viduo di 48 anni dall'analisi della descri-
zione fuzzy possiamo rilevare come que-
sto appartenga per 80% alla classe degli
individui di mezza età e per un 20% alla
classe degli individui anziani, al contrario
con la precedente descrizione potevamo
solo affermare che un individuo di 48
anni appartenesse alla classe degli indi-
vidui di mezza età.
Nella descrizione degli insiemi fuzzy è
possibile ottenere profili descrittivi di
qualsiasi forma, oltre al già citato profilo
a triangolo è possibile ottenere profili
trapezoidali, rettangolari, eco. secondo la
scelta del progettista dì sistemi fuzzy.
Lo schema di funzionamento di un
sistema basato sulla fuzzy logie è visibile
in figura 5. Il primo blocco si occupa di
associare ai dati grezzi una descrizione
fuzzy degli stessi, il secondo blocco
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
405
RETI NEURALI
applica le regole che descrivono il com-
portamento del sistema ai dati, il terzo
blocco infine si occupa di decodificare i
dati e di rimetterli in forma grezza,
In particolare come detto precedente-
mente la descrizione dei dati in ingresso
secondo l'appartenenza agli insiemi fuz-
zy avviene mappando i dati in ingresso
sui profili associati agli insiemi e decisi
dal progettista, mentre la descrizione
delle regole di funzionamento avviene
in linguaggio naturale con linee di co-
mando del tipo «IF - AND - THEN» ad
esempio; «IF la temperatura dell'auto e
bassa AND la temperatura esterna è
bassa THEN metti il riscaldamento al
massimo».
Per II momento è tutto, dopo questa
introduzione alla fuzzy logie nel prossi-
mo appuntamento analizzeremo con
maggior dettaglio le regole e la teoria
che sono alla base di questa tecnologia.
«e
Luciano Macera è raggiungibile tramile MC-link alla
2833 e {ramile internet alf'inérnzo
Recensioni
Yoh-Han Pao
« Adaptetive Pattern Recognition and Neural Networks »
Addison-Wesley Publishing Company, Ine., pp. 309.
Questo mese viene recensito un
testo che spesso trovate nella biblio-
grafia riportata nei miei articoli sulle
reti neurali. L'autore ha infatti realizza-
to un volume che può essere certa-
mente considerato un ottimo libro di
«testo» sull'argomento delle reti neu-
rali, ovvero può essere utilizzato da
utenti che hanno una conoscenza spe-
cifica nel campo per approfondire gli
argomenti tranati.
Il libro è diviso in due parti. Nella
prima parte sono riportati i concetti di
base, mentre nella seconda parte ven-
gono trattati algoritmi di pattern reco-
gnition implementati mediante reti
neurali. Per quanto concerne la prima
parte vi sono quattro capitoli che de-
scrivono alcune tecniche di base lega-
te al pattern recognition.
Nel primo capitolo viene affrontato
la problematica della descrizione dei
pattern in campo numerico e dei relati-
vi compiti di valutazione degli attributi.
Viene inoltre specificata la differenza
tra la valutazione degli attributi e la
classificazione vera e propria di un
pattern, intesa come appartenenza o
meno di questo ad una determinata
classe di oggetti con caratteristiche
peculiari.
Nel capitolo due viene descritto un
approccio basato su considerazioni di
tipo statistico al problema del pattern
recognition, giustificando tale scelta
con cosiderazroni su alcuni metodi di
tipo deterministico per la discrimina-
zione che sono comunque estrapolati
su considerazioni statistiche.
Nei capitoli tre e quattro vengono
presi in esame dei metodi di classifica-
zione basati su descrizioni di tipo «lin-
guistico», cioè con attributi generica-
mente utilizzati in un comune dialogo
tra persone. Le procedure descritte in
questi capitoli permettono di imposta-
re il problema con regole descrittive in
linguaggio naturale e mediante esse
procedere alla classificazione ed al ri-
conoscimento di pattern.
In questi capitoli vengono analizzate
le regole di base della «fuzzy logie»,
vengono inoltre presentati tre approcci
al problema basati su basi di cono-
scenza non formalizzata.
Nella seconda parte del libro vengo-
no descritte le tecniche di pattern re-
cognition basate sulle reti neurali.
Il capitolo cinque descrive i concetti
base di rappresentazione dei neuroni e
presenta l'implementazione delle reti
neurali basate sul perceptron sia di
tipo feed-forward che back-propaga-
tion.
I capitoli sei e sette affrontano ri-
spettivamente argomenti inerenti l'im-
plementazione memorie associative
mediante reti neurali (Hopfield) e l'ag-
gregazione dei dati nelle reti che non
necessitano di supervisione durante la
fase di apprendimento (Kohonen).
II capitolo otto tratta una rete di tipo
delta rule modificata in modo da pre-
sentare, sotto opportune condizioni,
un miglioramento delle prestazioni ec-
cellente.
Il capitolo nove costituisce un link
con i capitoli tre e quattro della prima
parte in quanto valuta la connessione
tra vari tipi di processamento dei pat-
tern, in particolare vengono posti a
confronto due tipi di processamento
dei pattern: fuzzy logie e reti neurali.
Nel decimo ed ultimo capitolo sono
prese in esame alcune aree di applica-
zione per il pattern recognition imple-
mentate mediante rete neurale. In
questo capitolo anziché focalizzare
l’attenzione sulla particolare applicazio-
ne vengono prese in esame le princi-
pali problematiche che possono esse-
re riscontrate in una determinata area
applicativa.
In appendice sono riportati i listati in
linguaggio C (standard ANSI) di due
modelli di rete neurale, rispettivamen-
te co-apprendimento di tipo superi-
si onato e non supervisionato, per chi
vuole iniziare a sperimentare quanto
letto nei capitoli precedenti.
Il testo in esame, come esplicita-
mente dichiarato dall'autore, è indiriz-
zato a studenti universitari, ingegneri e
ricercatori. In altri termini, per una
agevole lettura, è richiesta una buona
conoscenza di analisi matematica e di
calcolo probabilistico (nonché dell'in-
glese tecnico dato che il libro è scritto
in tale lingua... ovviamente), non è
quindi da considerarsi un testo adatto
al neofita che vuole semplicemente
informarsi e saperne di più sugli argo-
menti trattati.
In conclusione possiamo affermare
che è un libro veramente ben fatto,
quindi se appartenete alla categoria di
utenti indicata dall'autore e siete inte-
ressati agli argomenti trattati nel testo,
vi consigliamo di procuracene una
copia.
Per rispondere ad una domanda che
i lettori spesso mi pongono posso
suggerirvi di provare presso librerie
che trattano libri americani di carattere
tecnico (tipicamente sono dislocate
nei pressi delle facoltà universitarie
scentifiche) e per quanto riguarda il
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U201WDL - desktop 80386S> 20MHz RAM 2M mouse
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915V/0L - desktop 80286 16MHz RAM 1M
ACFL35 - floppy disk drive 3.5"
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MONITOR m - colore 14- 640*480 039 dot Pitch
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MONITOR V1EW 34T - colete 14" 1024x768 0.28 dol Pitch N.I.
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6500000
18 700.000
19550.000
21420 000
17 900 000
3 700.000
4 100.000
700000
2.050.000
1.500000
192000
233.000
70.000
5 900.000
1 950000
3.900000
340000
650.000
780000
850.000
1.950.000
A-286/16MHJ - 52MD, video tuffi
A-206/16MHr - 52Mb. video colore
A-386SW25MHZ
A-386SX/2SMHZ
A-386SX/25MH:
A-386SX/25MHZ
A-386SV33MH;
A-386SX/33MH:
A-386SV33MH-
A-386SX/33MH;
A-386SW33MHI
A-386SW33MHZ
A-386SX/40MH;
A-386S1/40MH:
A-386SX/40MHZ
A-386SX/40MHZ
A-386SX/40MHZ
A-386SX/40MHZ
A-486SX/33MH;
A-4B6SX/33MHZ
A-486SW33MHZ
A-486SX/33MHZ
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A-486SX/33MHZ
A-486SX/33MHZ
A-486S 1733MHz
A-4865X/33MH2
A-486SX/13MHZ
A-486SX/33MHZ
A-486SX/33MHZ
A-4865W33MHJ
A-486SX/33MHz
A-486SX/33MHZ
A-4B6SX/33MH1
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ACl 386SW120 - 80386SX/20 MHz RAM 4M 1 FD 1 44M HD I20M LCD COI
ALT 288 • 80286 16MHz 1M FD I 44M HD 20M schermo LC0 VGA
ALT 286/40 cerne mod ALT 286 ma con HD 40M
ALT 386SX - 80386SX T6MHz tM FD 1.44M HD 40M schermo LCD VGA
ALT 386SX/80 - come mod ALT 386SX con RAM 2M c HO SOM
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PC 1286 SO 12 MD - 80286 125MHz. IM FD r 44M mon VGA monaci.
PC 1286 SO 14 CD - 80286 125MHz. 1M FO 1.44M mon VGA colore
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PC 1512 DO MM-A • 8086/8 MHz RAM 512K, 2 F0 3S0K monoci
CACHE - 120Mb video b/n
CACHE - 120MD. Video colore
CACHE - 200MO. video 0/n
CACHE - 200M0 video colore
CACHE • 400MD video 0/n
CACHE - TOMO, video colme
CACHE - 120Mb- videdo 0/n
CACHE - 120Mb. vldedo colore
CACHE - TOMO, video 0/n
CACHE - TOMO, video colore
CACHE - 400Mb video b/n
CACHE - 400Mb video «loie
CACHE - 1GD, video U/n
CACHE - 1Gb. video colore
CACHE - TOMO, video b/n
CACHE - TOMO video colore
CACHE - TOMO, video 0/n
CACHE - 400Mb. video colore
CACHE - TOMO, video 0/n
CACHE - 680MO, video colore
CACHE EISA - 1G0, video 0/n
CACHE EISA - IGD. video «loie
CACHE EISA - TOMO, videa o/n
CACHE EISA - 200MD, video colore
CACHE EISA - 400Mb, video b/n
CACHE EISA - 460Mb. videa colore
CACHE EISA - 66ÓMD, video 0/n
CACHE EISA - 560Mb. video colore
3070.000
3 480.000
4.570000
4980000
3 970 000
4380000
7 070 000
7 48Q.OOO
8 070 000
8480 000
10 070 000
10480.000
7 470.000
7880000
8470.000
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10470.000
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17 180000
10 070 000
10 480 000
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14.480 000
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2 990 000
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4.290.000
2990 ODO
3.590.000
349.000
949 000
790 000
290.000
590 000
1 790 000
2090000
3390000
2.890 000
1290 000
1.090.000
MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
409
410
MCmicrocomputer rv 123 - novembre 1992
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
411
412
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
guida computer
RAM PER DESCTOP-DESKSIDE - 32M
UNITA OISCHI FISSI IMM IDE
UNITA DISCHI FISSI - 200M IDE
UNITA DISCHI FISSI 320M IDE
UNITA FLOPPY 35- I144M)
UNITA' FLOPPY - 525' I12M)
UNITA FLOPPY - dual Itopoy 35"/5,Z5*
500000
1200000
1 700-000
DIGITAL EQUIPMENT
Digital Enuipment SpA - Vie futvio Testi. WS - 20092 C Balsamo (Mi) - Tel 02/66181
DEC-PC 320SX N BOOK 80386» 20MHz 2M FD 1.44M HO 40M LCD VGA 3GGO.OOO
DEC-PC 325 - 80386*. 25MHi 2M C.16K FD 1 44M HD 85M VGA 2989.000
DEC-PC 425 - 80186s« 25MHz 4M C.84K FD I 44M HD I20M VGA 4.100.000
DEC-PC 433 - 80186 33MHz 4M FD I 44M HD 210M VGA 5855.000
POQUET PC - SOC 88 10MHz 640K LCD CGA 2 slot esp RAM card 1 500.000
EPSON
Epson Italia SpA - Via Flit Casiraghi. 427
20099 Sesto S Giovanni /MI) - Tel 02062331
AX2E/10H - 80286 IZMHi 1M FD I.44M HD 100M
AX2E/1FD - 80286 12MH;. |M FD 1 44M
AX2E/4H - 60206 12MHz. 1M FD 1.44M HD 4DM
AX3/25 IDOM - 80386 25MHz. 4M FD 1 44M HD IOOM
AX3/25 200M - ©386 25MHz. 4M FD 1 44M HD 200M
AX3/25 310M - ©386 2SMHz. 4M FD 1.44M HO 340M
AX3Y25 4QM - 80386 25MHz, 4M FD 1 44M HD 40M
AJ43/25 FD - 80366 25MHz. 4M FD 1.44M
AX3/33 PORT - 603860- 33MHz 4M FD t 44M HD 80M LCO VGA
AX3733 PORT COL - 803860* 33MH; 4M FD 1 44M HD 80M LCD colere VGA
AX3S PORT - 80386» 2M FD 144M HO 40M LCD VGA
AX3S PORTflO - 80386» 2M FO 1.44M HD 8DM LCD VGA
AX3S/ 40 - 80386» 16MH1 2M FD V44M HD 4QM
AX3SH00 - 80386» 16MHz. 2M FD 1 44M HD IOOM
AX3S/2O0 - 80388» 16MHz, 2M FD 1.44M HD 200M
AX3S/2M8 - 80386» 16MHz. 2M FD 1 44M
DFX50Q0 - stampai» 9 agili 136 col. HSD 533 240*72 dpi
DFXBOQO - Stamparne 18 agni 136 col HSD 1066 240*72 dpi
EISA4/25D - 80486 25MHz. 4M FD 1.44M
EISA4/25D/100 - 80486 25MHi 4M FD 1.44M HD IOOM
E1SA4/Z50/2OO - 60486 25MH1 4M FD 1.44M HD 200M
E1SA4/250/200S • 80486 25MHz 4M FD 1 44M HD 200M~uniB B.UP 2S0M
EISA4/25T - 80486 25MHz. 4M FO T.44M
EÌSA4/25T/20O - 80486 2SMHt 4M FD 1 44M HO 200M
EISA4/25T/20OS - 80486 25MHz 4M FD 1 44M HD 200M+unlla' B.UP 250M
EISA4/25T/340SC - 80486 25MHz 4M FO I 44M KD 340M SCSI
£120 6500 - monitor 21" analogico mullilreQUenza
EI20 9052S - monitor 14" colore analogico mtiltilieauenza
EI20 9060S - monitor 14' colore analogico/digitele mullil.
E1Z0 9070S - monitor 16" colore analogico multilrequenza
EGO 94001 - monito! 19" colori analogico multirreaueraa
EGO MD-B1Q - SCh giaTica VGA EGA CGA HERCULES 256 col 800*600
EGO T660I - monitor 20" colori analogico nulBMrinilnn
EL2+/1FC ■ ©286/1 OMHz 1M FD 144 mon. col 9050S
EL2+/1FM - 80286TI0MHZ 1M FD 1.44 mon monocr ELM12
EU-»/2HC - 80286/10MM2 1M FD 1.44 HD SOM mon. col 9050S
EL2+/2HM - 80286710MHz 1M FD 1.44 HD SOM mon. mono ELM12
EL2-T/4HC • 60236710MHz IM FD 1 44 HD 40M mon col 9050S
EL2-F/4HM - 80286710MHz IM FO 1.44 HD 40M mon mono ELMI2
EL3/33712H - 80366 33MHz 2M FD 1 44 HD 120M scheda VGA 800*600
EL32337TF - 80388 33MHz 2M FD 1.44 sclreda VGA 800*600
EL373374H - 80386 33MH: 2M FD 1.44 HO 40M scheda VGA 800*600
EL3S-/12HC - 803865- !6MHz 2M FD 1.44 HD SOM mon col «SOS
EL3S+/12HM ■ 80386» 16MHz 2M FD 1.44 HO SOM mon mono EIM12
E13S+/1FC - 80386» 16MHz 2M FD 1.44 mon col. 9050S
3500.000
2000.000
2 600.000
7 100.000
8 000 000
9 700.000
6.200.000
5 600.000
8900.000
10900.000
5.900.000
6 450.000
3 200.000
4 100.000
5000.000
2600 000
6 950.000
6.500.000
10.000.000
11 100.000
12.200.000
10 500 000
13 100.000
14 200.000
17 400.000
420.000
2 500.0W
1 220.000
1 400.000
2350.000
4 300.000
550.000
6350.000
2000.000
1500.000
2 850.000
2350.000
2.450.000
1 950.000
4 950.000
3 900.000
4 350 000
3500.000
3 000.000
2650.000
EL3S+/1FM - 803865» 16MHz 2M FD 1.41 mon. mono. ELM12 2.150.000
EL3S+/4HC - 80386S- 16MHz 2M FD 144 HO 10M mon. col. 9050S 3.100.000
EL3S-T-/4HM • 80386» 16MHz 2M FD 1.44 HD 40M mon mono. ELMI 2 2.600.800
ELMI 2 - monitor 12’ monocrananco VGA 640*480 200 000
EPl-4100 - storno, laser Boom A4 memoria 512K 300-60000 1 780000
rx 850 samoanla 9 aghi 00 col HSD 290 240*72 dpi 1 030000
FX1050 szamoanle 9 aghi 136 col HSD 290 240*72 dpi 1.250.000
12 PORT - 80C286 640K FD 1 44M HO 20M display LCD VGA 3250.000
12 P0RT/40 - BOC286 640K FD 1 44M HD 4DM display LCD VGA 3.700 000
L3S PORT • B0386S* 1 6M FD 1 «4M HD 40M display LCO VGA 4.600 000
LQ 400 - Stamparne 24 agni © col 380*1© dpi 550000
La 4© - slampante 24 aghi © col 360.180 dpi 690.000
LQ 6® - stampante 24 aghi © col HSD ©0 360-1© dot 1 790 000
101060 - stamoante 24 aghi 136 col. HSD 300 360*180 dpi 2250.000
L02550 stampante 24 agni 136 col. 360-1© dpi 2.850.000
UT 400 - Stamparne 9 agni © «i. 240*72 dpi 370,000
LXi 850 stampante 9 agni © eoi. HSD 200 240*72 dpi 550000
1X1050 - Stampante 9 agni 136 col HSD 2® 240*72 dpi 790.000
NOTEBOOK NB3SZ20 - 80386» 16MHz IM FD 1.44 HD 20M LCD VGA 4 450000
NOTEBOOK NB3S/80 • 80386S* 16MHz IM FD 1.44 HD SOM LCO VGA 5150000
R8S2 - monitor 14" colore VGA 800-600 (ira*) 820.000
SO2550 - stampante 24 Ink 1© col 360*1® dpi 2.850.000
ESSEGI
Essegi mimica 5,7,7 - Via Atùerto Ascari. 172 - 00142 Roma - Tel. 06/5423339
12-EV modem 30071200-75 CCITT V21/V227V23 (Videotel) 98000
24-E - modem 300/1200/2400 Dautì CCITT V217V227V22 ore 152000
24-EM - modem 300(1200-75(24©, V21/V22/V23/V22 Bi/s. MNP 298000
24-EV • modem 300/1200-75 CCITT V21/V22/V23/V22 tris (videotel) 212000
24-1 - scheda modem 300/12M724®. CCITT V2W22/V22 bis 99.000
24-IV - scheda modem V21/V22A723A722 bis (videotel) 160000
24-P - modem poctoM 30071200724®, V21/V22/V22 bis (PC posatili) 162.0®
286720 - 80288 ©MHz. IM RAM 1 FD 1 2/1 44M, VGA 760,0®
290E - mouse 14© dai. MferosolVMouse System mode, pad 28000
386/25SX - 80386» 25MHz. IM RAM. 1 FO 1.271.44M, VGA 860.000
386740 - 60386 lOMHt, 4M RAM, 1 FO 1,2/1 44M VGA 1290.000
466/33 - 80466 33MHz 4M RAM, 1 FO 12/1 44M, VGA 2220.0®
96-EM ■ mod 9600/2400/1 200775/300 CCITT V32/42/22b/22/23/21 MNP5 1 120.0®
F45 - hard disk 45M Fu)ltSU 490.0®
M286/20 - scheda madre 286. 2Q/26MHZ, IM RAM 244.0®
M386/25 - scheda madre 386. SX 25MHz, IM RAM 306000
M386/40 - scheda madre 386, 40/65MHz 64K cache 4550®
M486V33 - scheda madre 486, 256 cache, 33/152MHZ 1.300.0®
TVGA - scheda VGA 16 bit. 512K Tridenl 1140®
VGA16 - scheda VGA 16 DII, 256K RAM. OAK 59.0®
VGA4C0Q - scheda VGA 16 DII, (1024*7®). IM RAM, TSENG-LAB 164.0®
INDI© - hard disk 120M Western Digital 8300®
WD210 • hard disk 210M Weaem Digital 1 190.0®
EXECUTIVE
Executive Computerò - Via Buoni. 23 - 22053 Lecco (CO) - Tel 0341/282614
463390A - 80486 33MHz, IM RAM, FD I.2M, HD 90M VGA (800x600) 2.876.359
AT1200A - 802® 12MHz. IM RAM. FD 12M. VGA (800*600) 684 658
AT1240A - ©2© 12MHz. IM RAM, FD 1.2M, HD 40M, VGA (600*600) 1.014.328
AT1600A - 80286 16MHz. IM RAM, FD 12M, scheda VGA (800*600) 719.176
AT1640A - ©286 16MHz, IM RAM, FD 1.2M, HD 40M. VGA (600*600) 1. 048.646
DRIVE 3.5" - da 1.44Mb 95 810
DRIVE 5.25' - da 1.2Mb 112970
DX3390A • 80386 33MHz. IM RAM, FD 1.2M. HO ©M. VGA (©0*600) 2.138.479
DX4018OA - 803© 33MHz. IM RAM. FO I 2M, HD 180M. VGA (800x600) 2.742.511
MONITOR - 14- colore mullisyne 712140
MONITOR - 14" colore Irifreauency 624.910
MONITOR - 14" monocromatico 4831©
MONITOR - ir colore dual lieQuency 1 6711®
MONITOR - 19" monocromatico 1.045.330
MONITOR - 20" colore mullisyne 2.841.410
MONITOR - 2(T colore Iritiequency 1.987,7®
NOTEBOOK - 80386S* ©MS 4.825.710
SX1GD0A - 80386s» 16MHz. IM RAM, FD I.2M, VGA (800x600) 832.603
SX1640A - 80386SX 16MHz. IM RAM, FD I.2M, HD 40M. VGA (800x600) 1 162.075
FRAEL
Enel - Via Del Roseto, SO - 50010 Vall/narBagno a Riputi (fi/ - Tel. 6S5S66276
BT 3© - 80386 33MRz 2M C64K FD 144M HD 80M m 14' col VGA 28830®
BT 4© - 804® 33MHz 2M C.64K FD 1.44M HO SOM m. 14' col. VGA 3.870.0®
FT 286 - ©2® 12MHz IM FD 1.44M HD 40M mon 14’ col VGA 1.895.000
MCmicroeomputer n. 123 • novembre 1992
413
414
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
guida computer
HERCULES
Edilw lanini Somare SpA - Vii Fieno. 8 - 20123 Milano - Tel 02/722281
HR GOLD 16 - 16 dii color V-RAM IM 820 000
HR G0U3 16+2 16 DII color V-RAM 1M D-RAM 2M 1 100.000
HR GOLD 24 - 24 OH color V RAM 1M 1.030 000
HR GOLD 24-1-2 - 24 DII COlW V-RAM 1M -D-RAM 2M 1320.000
HR MC1024+ 1 - graphics a. card 1M per PS/2 V-RAM 1M D-RAM 1M 1470000
HR MC10244-4 - graphics a card 4M per PS/2 V-RAM 1M D-RAM 4M 1.020000
HR MC1024 +8 - graphics a card 8M per PS/2 V-RAM 1M D-RAM 6M 2530.000
HEWLETT PACKARD
H&m Pattati italiana SpA - Via G Di Vittorio 9 - 20063 Cernisco Sdì
m - TeL 02/921991
HP -440 COLORPRO ■ prono A4
HP 7550 PLUS - pipita A3/A4 alimeptoone automatica
HP 7570 DRAF7PRO - piallo Al
HP 7575 DRAFTPRO DXL - olofler Al
HP 7576 DRAFTPRO EXL - Btotlet AO
HP 7595 ORAFTMASTER SX t - Bloller AO RAM 1M
HP 7596 ORAFTMASTER RX+ - plotier AO RAM 1M con rullo
HP 7599 ORAFTMASTER MX+ - ololler A0 COfl rullo HO 20M
HP DESIGNJET - ol-oller AO con rullo RAM 4M 600®;
HP DESIGNJET ■ Dtot&r Al con rullo RAM 4M 600dp>
HP DESKJET 500 - «andante a gala dine!
HP DESKJET 500 C - slamMnle a getto d'it
HP LASERJET III stampante laser 8 ppm 300 dpi con RET. PCL5
HP LASERJET IMO - slamoanle laser 6 rem 300 dp. con RET. PCL5
HP LASERJET HIP - stamparne laser 4 ppm 300 do- cor RET PCL5
HP LASERJET UlSl - slampante laser 16 ppm 300 dpi con RET. PCL5
HP LASERJET IIP - slamoanle laser 4 ppm 300 dpi PCL4
HP PAINTJET XI slamoanle a gaio d'Inchioaro colori (A3/A4J
HP PAINTJET XL 300 - A3/A4
HP PAINTJET XL 300 - A3/A4, PostScript
MONITOR ALTA RISOLUZIONE - 20" Colon
MONITOR SUPER VGA - 14" colori
MONITOR SUPER VGA - 14" colori, ergonomico
MONITOR ULTRA VGA - ir colon ergonomico
MONITOR VGA - 14' monoctomalico
SCANJET HC - scanner col 400 dpi 16 7 milioni col 256 i grigio
SCANJET HP - scanner monocromatico 300 dp. 256 Ioni di grigio
VECTRA 386IJ6N 50 • 80386SX 16MHz 2M PO 1.2/1 «4M HD 50M VGA
VECTRA 386/16N 50+ LAN - 80386SX 16MH7 2M FD 1.2/1 44M, HD 50M VGA
VECTRA 386/2074 50 ■ 6Q386SX 20MH; 2M fD 1 2/1 44M C 16K HD 50M
VECTRA 386/20N 50+LAN - 80386SX 20MH;. 2M FD 12/1 44M C 16K HD
SOM
VECTRA 386/20N 120 - stessa configurazione con HO 120M
VECTRA 386/25 80 - 80386 25MHz 2M FD I.2/1.44M C.32K HO SOM
VECTRA 386/25 170 • slessa configurazione con HD 170M
VECTRA 336/25N 80 - 60386SX 25MHz. 4M FD 1 2/1 44M C 16K HD 80M
VECTRA 386/2SN 80+lAN - 803B6SX 25MHz, 4M FD 1.2/I.44M C.16K HD
2200000
3200000
7200.000
6.750 000
6200.000
11 400 000
15000000
17500.000
19.000000
18000 000
15500000
1 117.00"
1710000
3700000
5.500.000
2550000
7.230.000
1790000
1720.000
3.990000
5.950.000
8.450.000
3.990.000
7174»
912000
2050000
434.000
3600000
2100000
1 925000
2225000
2065.000
2365000
2395.000
3.780.000
4.530.000
2345.000
2705000
VGA
VECTRA 3865*25 ITO • stessa conl.guraz.or» con HD 170M 3.030.000
VECTRA 486/25U 120 - 804665* 25MHI 4M ED 12/1. 44V C ’28K HO 120M 4 1 10.000
VECTRA 486/25U 240 - stessa conligurazipre con HD 240M -4.610 000
VECTRA 436/33T 170 - 80486 33MHz 4M FO 1 2/1 44M C.12BK HD 170M 6620000
VECTRA 486/33T 440 - slessa configurazione con HO 440M 12050000
VECTRA 486/33T 1000 - stessa configurazione con HD 1000M 15.200.000
VECTRA 486/33U 120 • 30486 33MHz 4M FD 1 2/1 44M C 128K HO 120M 4.555.000
VECTRA 486/330 240 • stessa configurazione con HO 240M 5055.000
VECTRA 486/50U 240 - 804B6d<2 50MHz 4M FD 1 2/1.44M C 128K HD 240M 5.900 OOO
VECTRA 486/50U 430 - slessa conliguraziore con HD 340M SCSI 2 8170000
VECTRA 486/86 LI 240 - 804860*2 66MHz 4M FO 1.2/1.44M C 128K HD 240M 6.500.000
VECTRA 486/SEU 430 - stessa conligurazione con HD 340M SCSI 2 8.770.000
VECTRA 486S/20 120 - 80486SX 20MHz 4M FD 1 2/1 44M C.BK HD 50M VGA 3780000
VECTRA 486S/20 240 - stessa configurazione con HD 240M 4.260.000
VECTRA 486S/20 430 - stessa configurazione con HD 430M SCSI 2 6.550.000
HITACHI
Hitachi Saies nanna Sp A ■ Via Ludovico di Siene. 9 • 20156 Milano ■ Tel 02m3i
1* MVX • monitor 14" colon comi). VGA S VGA XGA APPLE MACH 690.000
15 MVX • monitor 15” colori coni®. VGA S VGA XGA APPLE MACH 1.650.000
20 MVX - monitor 20" colori com®. VGA SVGA XGA APPLE MACH 3990.000
CDR 1650 S - CD ROM dive esterno SCSi Dutfer 64tC 1.250.000
CDR 1650 S MAC - CD ROM drive est SCSI per Macintosh cunei 64K
CDR 1700 S ET - CD ROM drive est per XT AT PS/2 mod.30 P32X.
CDR 1700 S EZ ■ CO ROM dnw est per PS/2 Mlclodannel mod 30
dS2K
CDR 1750 S - CD ROM drive esterno SCSI buller 64K
CDR 1750 S MAC - CD ROM drive est SCSI per Macintosh Putler 64K
CDR 3600 EY - CO ROM drive Ini per XT AI e COmp Cune» 32K
CDR 3650 - CD ROM Olive Internet SCSI Dulie» 64K
CM 2096 ai EYO monitor 20‘ colon a Irequenza dedala
CM 2066 A3 EX.4 - monitor 20" colon a Ireguenza dedicala
CM 2087 ME • mon 20' mullilrea corno VGA SVGA XGA Aoste MACH
CM 2187 ME - mon 2V Hat muli comoVGA SVGA XGA Apple MACH
SIGMA LEGENO I024K - schedi uralica VGA SUPERVGA 75HJ
SIGMA LEGEND 5I2K - scheda gralica VGA SUPERVGA 75Hz
HYUNDAI
Data Pool sa - Via Casal Morena 19 - 00100 Roma - Tel OS/7231331
CORP 386 - 80386 40MHz C64K RAM 4M HD 100M 2FD 1 2/1 44M
CORP. 386 - 80386 40MHz C64K RAM 4M HD 180M 2FD 1 2/1 44M
CORP 386 - 80386 40MHt C64K RAM 4M HO 33ÒM 2FD 1 2/1 44M
CORP 386 - 80386 40MHz C.64K RAM 4M HD 420M 2FD 1.2/1 44M
CORP 486 - 80486 33MHz C.64K RAM 4M HD 10OM 2FD 1.2/1 44M
CORP. 488 - 80486 33MHB C64K RAM 4M HD 180M 2FD 1.2/1.44»
CORP. 486 - 80466 33MHz C.64K RAM 4M HD 330M 2FD 12/1 44M
CORP 486 - 80486 33MHz C64K RAM 4M HD 420M 2FD 127144M
CORP 466E - 80465EISA 33MHz C.64K R.4M HD tOOM 2F0 1.2/1 44M
CORP 466E - 80486EISA 33MHz C.64K R4M HD 1B0M 2FD 1.2/1 44M
CORP 486E • 804B6EISA 33MHz C.64K R4M HD 330M 2F0 1.2/1 44M
CORP 486E 80486EISA 33MHz C64K R4M HD 420M 2FD 1 2/1 44M
CORP. 4865 - 604965* 20MHz C.64K RAM 4M HD IOOM ffD 1.2/1 44M
CORP 4865 - 804665* 20MHz C64h RAM 4M HD 180M 2FD 1.2/1 «4M
CORP 4865 6046651 20MHz C64K RAM 4M HD 330M 2FD 1.2/1 44M
CORP 486S - B0486S. 20MHz C64K RAM 4M HD 420M 2FD 12/144»
HCM 421E • monitor 14 SUPER VGA colore. 028 dp
HCM 421EV - monitor 14" SUPER VGA col . 0,28 do. nassa radiar
HCM 433E - monitor 14' ULTRA VGA colore 028 dp
HDP 920 - 13S col. 9 pin 180 cps parallela
HMM 202 - monitor 12" VGA monocromatico
HMM 413 monitor 14" VGA monKiontìlico
PINOVIA 930 - 80 col 9 Din 216 cps parallela e serale
PINOVIA 2430 - 80 col 24 pin 264 cos oarallela
SINOVIA 2440 ■ 136 col 24 pin 264 cps Damitela
SUPER 266 E+ - 80286 12MHr IM 2FD 1 2/1.44M HD 40M VGA
SUPER 286 E* - 80286 12MHr IM 2FD 1 21 1 44M HD SOM VGA
SUPER 286 X • 80286 12MHz. IM FD I 44M HD 40M VGA
SUPER 266 X - 80286 12MHz. IM FD 1 44M, VGA
SUPER 366 D - 80386 33MHz C.64K RAM 4M HO IOOM 2FD 12/t «4M
SUPER 386 D - 80386 33MHz C.64K RAM 4M HO 1BOM 2FD 12/1 «4M
SUPER 386 D - 80386 33MHz C.64K RAM 4M HO 330M 2FO 12*1 «4M
SUPER 386 D - 60386 33MHz C6«K RAM 4M HD 4fflM 2FD 1 2/1 ««M
SUPER 366 DL - 60366 33MHz 2M FD 1.44M HD 160M VGA
SUPER 386 DL 60386 33MHz 2M FD 1 44M HD 40M VGA
SUPER 386 DI - 60386 33MHz 2M FD 1 44M HD 80M VGA
SUPER 366 DL - 80366 33MHz 2M FO 1 44M VGA
SUPER 386 SL • 80366SI 20MHz 2M FD 1 44M HD 180» VGA
SUPER 366 SL • 80366S* 20MHz 2M FD 1 44M HO 40M VGA
SUPEH 366 SL • 6C366SI 20MHZ 2M FD 1 44M HD 80M VGA
SUPER 366 SL - 80386S» 20MHz 2M FD 1 44M. VGA
SUPER 366 STC - 80386» 20MHz C 16K. 2M HD IOOM 2FD 1 2/1 44M
SUPER 366 STC - 80386» 20MHz C.16K 2M HD 180M 2FD 1 2/1 44M
SUPER 386 STC - 80386» 20MHz C.16K. 2M HD 40M 2FD 1 2/1 44M
SUPER 3665 - N Beoti 80386» 20MHz 2M FD 1 44M HD 40M LCD/VGA
SUPER 336S - N Beo* 80386» 20MH: 2M FD 1 44M HD 60M ICO/VGA
SUPER LT5-* - Lieo 80386» 20MHz 2M FD 144U HD IOOM LCO/VGA
SUPER LT5- - L top B038fex 20MHz 2M fD 1.44M HD 40M LCD/VGA
ICL
ICL Italia S.p.A - Centro Direzionale Mltanoiioii - 28094 Milano - Tel.
02/575921
CS 386 S/SUP - RAM 2M FD 1 44M HD 40M D0S5 IT
CS 386 S/SUP - RAM 2M FD 1 44M HD 40M DOS5 IT W!n3 mouse
CS 386 S/SUP - RAM 2M FD 1 44M HD 85M DCS5 IT
CS 386 S/SUP - RAM 4M FD I «4M HD 120M DOS5 IT
CS 386 S/SUP - RAM 4M FD 1.44M HD 120M D0S5 IT Wn3 mouse
CS 386 S/SUP - RAM 4M FD 1 44M HD 40M D0S5 IT
CS 386 S/SUP - RAM 4M FD 1 44M HD 85M DOS5 iT
CS 4816 SrSUP - RAM 2M FD 1 44M HD 40M DOS5 IT
CS 486 S/SUP • RAM 2M FD T.44M HD 40M DOS5 IT Wln3 mouse
CS 486 S/SUP - RAM 4M FD 1 44M HD 120M D0S5 IT
CS 486 S/SUP - RAM 4M FD 1 44M HD 120M DOS5 IT Win3 mouse
CX 386/HRA • 33MHZ RAJM 4M FD I 44M HD 120M D0S5 IT Wln3 mocae
CX 386/HRA - 33MHz RAM 4M FD 1.44M HD 40M DOS5 IT
CX 386/HRA - 33MHz RAM 4M FD 1.44M HD 4QM DOS5 IT Win3 mouse
1 350000
1 190000
1 390000
1250000
1 350000
990.000
1050.000
«750000
4450000
4 750000
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550.000
450000
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10190 000
5230 000
5.790000
7.490000
7990.000
690 000
750 000
250.000
270000
325000
490.000
690000
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1.220.000
820.000
5220000
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7.420.000
3.590000
2890000
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2.490000
2460.000
1 760.000
1 960.000
1.360000
3.190000
3750000
2.790.000
3.190000
3 390.000
2990000
2390000
1 .840.000
1.770.000
2.110000
2 . 210.000
1670.000
1900 900
3140000
3.230000
3620000
3.720.000
3260000
2880000
2980000
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
415
MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992
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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
419
420
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
42'
422
MCmicrocomputer n. 123 • novembre 1992
MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992
423
guida computer
UX316 - 80386» 16MHz 2M 1.300.000
UX320 80366». fflMHl <M ' 600.000
WD6003EM Scusa EBieiue! WESTERN DIGITAL tua 16 Oli 600000
US ROBOTICS
Sprder Electronics Sn.c - Va Bouclmn. li ■ 10122 Torino - Tel 011/519505
Corner HST modem I 500.000
Corner HST Otal st - modem 2Q7000Q
Courw HST DualTPC - modem 1 936.000
Courier KST/PC • modem 1 «0000
Carrier V32 Bis - modem 1.650000
Courier V.32/PC - modem 1,571.000
VEGAS
Vegas Computer Communications ITALIA SpA - Via Baldaroese, US
50041 Calmano /FI) - Tel 055/987S15I
FULL 3625M CP - 8C386d* 25MHz 4M 2FD C.Pack HD SOM VGA 4 131 000
FULL 3625H FD - 80386d* 25MHz 4M FD 1 2M HD SOM VGA 3.916.000
FULL 3625M FD - 80386d* ?5MHz 4M FO 1.44M HD 80M VGA 3.902000
FULL 4620S CP - 804365» 20MHr 4M 2FD C Pack HD BOM VGA 4740.000
FULL 4620S FD - 60486S» 20MHz 4M FO 12M HD 80M VGA 4,625.000
FULL 4620S FD KM86» ZOMHi 4M FD 1 44M HO SOM VGA 4.505000
FULL 4633 GP - 80486dx 33MHz 4M 2FD CPacK HD 120M VGA 5 816000
FULL 4633 FD - 804860* 33MH; 4M FD 1 2M HD 120M VGA 5.602000
FULL 4633 FD • 804860* 33MH; 4M FD 1 44M HD 120M VGA 5.582.000
MAXI 4633 CP • 804860* 33MHz 4M 2FD C.Pack HD 650M VGA 10.965.000
MAXI 4633 FD • 804860* 33MHZ 4M FD 1.2M HD 650M VGA 10.849.000
MAXI 4633 FD - 804860. 33MH; 4M FD 1 44M HD 650M VGA 10 858000
MB1402 - rrcmilor monccmnolico 14’ risali*; 720*350 229000
MIDI 2616 CP - 80286 16MHz 1M 2FD CPack HD 80M VGA 2796000
MIDI 2616 FD - 80286 16MHz 1M FD 1.2M HD SOM VGA 2640.000
MIDI 2616 FD - 80286 16MHz 1M FD 1.44M HD 80M VGA 2627.000
MIDI 3616 CP • 80386S* I6MH2 1M 2FD CPack HD SOM VGA 2824.000
MIDI 3616 FD - 80386» 16MHz 1M FD 1.2M HD SOM VGA 2,665.000
MIDI 3616 FD - 80386» 16MHz 1M FD 1 44M HD 80M VGA 2.676.000
MIDI 3620N CP • 8038&* 20MHz 2M 2FD C Pack HD 80M VGA 3438000
MIDI 3620N FD • 89366» 20MHz 2M FD 12M HD 80M VGA 3.229000
MIDI 3620W FD - 80386» 20MHz 2M FD 1.44M HD 80M VGA 3244000
MIDI 3625N CP - 803860* 25MHz 4M 2FD C.Pack HO 80M VGA 3.998000
MIDI 362SN FD - 803860*. 25MHz 4M FD 1.2M HO SOM VGA 3.784.000
MIDI 3625N FD - 803860* 25MHz 4M FD 1.44M HD 80M VGA 3798.000
MIDI 4620S CP - 60486» 20MHz 4M 2FD C.Pa» HD 80M VGA 4.605000
MIDI 4620S FD - 80486» 20MHz 4M FD 1.2M HD 80M VGA 4.391 000
MIDI 4620S FD - B0486» 20MHz 4M FD 1.44M HD 80M VGA 4.404.000
MV14Q2 - monitor monecromeUw 14" risoli* 640*480 300.000
MVM28TSE - monitor colore 14' risolar 800*600 713000
MV142&BE VLMF - monitor colore 14" risola; 800*609 749.000
MVI439D • monitor colore 14" risolta 640*480 649.000
NT0 32060 - it Dook 80386» 20MH> 2M FD 1 44M HD 60M LCD VGA 3 246000
SLIM 2616 - 80286 I6WIH2 1M 2FD C.Pack HD 80M VGA 2.618,000
SLIM 3616 - 603865* 16MHz 1M 2FD C.Pack HD SOM VGA 2.713.000
SLIM 3620N - 8038Ss< 20MHz 2M 2FD C.Pack HD 80M VGA 3 375.000
TOTEM 3625N CP - 803860* 25MHz 4M 2FD CPack HD 80M VGA 5.002.000
TOTEM 3S25N FD - 603860* 25MHz 4M FD 1 2M HD «OM VGA 4767.000
TOTEM 3625N FD - 803860* 25MHZ 4M FD 1.44M HD 80M VGA 4.804.000
TOTEM 4620S CP - 6046&S* 20MHz 4M 2FD C.Pack HO BOM VGA 5.605000
TOTEM 4620S FD - 60486» 20MHz 4M FD I 2M HO BOM VGA 5.391 000
tOTEM 4620S FD • 80466» 20MHz 4M FO 1.44M HD 80M VGA 5.402000
TOTEM 4633 CP - 804860* 33MHz 4M 2FD C Pack HD 120M VGA 6 682000
TOTEM 4633 FD - 804860* 33MHz 4M FD 12M HD 120M VGA 6.467.000
TOTEM 4633 FO - 804860* 33MHz 4M FD 1 44M HD 120M VGA 6.478000
VERRAN ELECTRONICS
Dsfamahc SpA - Va AgortìaL 34 - 20127 Urlano - Tel 02/2671131
8UFFERPACK 1M - PuHer 1M per stamparli parallele 920000
BUFFERPACK 512K - pulì» 512K per stampami parallele 650.000
DATAUNK - trasmettitore orate convogliale PCZsampanle 620.000
DATALINK OPS - ricevitore onde convogliale PC/sampante 810.000
PRlNTERLINK - auloswtcti modulare PC/sEampante 320.000
VICTOR
Victor m - Via Aorta, 23 - 16143 Genova - Tel. 010/3770712
GRIDCASE 1550 - LTp» 60386SX 20MHz 2M FO 1.44M HO 120M VGA 14 300.000
GRIDCASE 1550 - LTp» 603S6SX 20MHz 2M FD 1.44M HD 60M VGA 13.800.000
T486T33-105 - Tower 80466 33MHz, 4M FO 144M HD 105M VGA 13.250.000
T466T33-129Q - Torsi 80486 33MHz. 4M FD 1.44M HD 120OM VGA 21250.000
T466T33-210 - Tower 80486 33MHz 4M FD 1 44M HD 210M VGA 14 850.000
T486T33-340 - Tower 60486 33MHz. 4M FD 1.44M HD 340M VGA 17,050000
T486T33-600 - Tower 80486 33MHz. 4M FD 1.44M HD 60OM VGA 18950000
V386M25-0 - D Top 80386 25MHz. 4M FD 1 44M VGA 5800 000
V386M25-105 - DToo 80386 25MHZ. 4M FD 1 44M HD 105M VGA 7350000
V386M25-210 - DTop 80386 25MHJ 4M FD 1 44M HD 210M VGA 9.000.000
V386M25-52 - DTop 80366 25MHZ. 4M FD 1 44M HD 52M VGA 6900 000
V386M33-0 - D Top 80386 33MHz. 4M FD 1 44M SVGA 6300000
V386M33-105 - D Top 60386 33MHz. 4M FD 1 44M HD I05M S VGA 7850.000
V386M33-2I0 - DTop 80386 33MHz. 16M FO 1 44M HD 210M SVGA 12250000
V386M33-210 - OTop 80386 33MHz, 4M FD 1 44M HD 210M S VGA 9550 000
V386MT25-105 - Tower 80386 25MHz. 4M FD 1 44M HD 105M VGA 8 650.000
V386MT25-210 - Tower 80386 2SMHz 4M FO 1 44M HD 210M VGA 10.250 000
V386MT25-420 - Tower 80386 25MHz. 4M FD 1 44M HD 420M VGA 12600 OOO
V388MT33-105 - Tower 80386 33MHz. 4M FD 1 44M HD I05M S VGA 9300 OOO
V386M733-210 - Tower 80386 33MHz. 16M FD I 44M HD 210M SVGA 13.350 000
V386MT33-210 - Tower 80386 33MHz, 4M FD 1.44M HD 210M SVGA 10950.000
V386MT33-420 - Tower 80386 33MHz. 16M FD 1 44M HD 420M SVGA 16850000
V3B6MT33-420 - Tower 80386 33MHz, 4M FD 1 44M HD 420M SVGA 13350000
V366MX16-0 DTop 80386» 16MHz, IM FD 1.44M VGA 3250.000
V386MX15-52 - D Top 80386SX 16MHz. 1M FD 1 44M HD 52M VGA 4,300,000
V386MX2O-0 - DTop 80386» 20MHz. 2M FD 1 44M VGA 3900000
V386MX20-105 DTop 80386» 20MHz 2M FD 1 44M HD 105M VGA 5500000
V386MX20-210 - D.Top 80386» 20MHz. 2M FD 1 44M HD 210M VGA 7100.000
V386MX20-52 - D Top 80386» 20MHz. 2M FD I.44M HD 52M VGA 5.050 000
V386PX - LTop 80386 16MHz 4M FO 1.44M HO 40M VGA 7200.000
V386T33- 1200 - Tower 80386 33MHz 16M FD 1 <4M HO 1200M VGA 20350.000
V386T33-1200 • Tower 80386 33MHz 4M FD 1 44M HD 1200M VGA 17.800 000
V386T33-600 - Tpwer 60386 33MHz, 16M FD 1.44M HD 600M VGA 18000.000
V386T33-600 • Tower 80386 33MHz 4M FD 1 44M HD 600M VGA 15 450.000
WESTERN DIGITAL
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06/636658
Numero BBS
Seagate’s Technology 1
MICROTEK itaua
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Milano Tel. 02/70.30 05 6ò
Fax: 02/70.30.05 58
DISC DRIVES
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quilibrio, movimento e prò-
porzione nelle dimensioni
■ li A questi sono gii eleménti alla
base delle ani - e della tecnologia.
Seagate si è sempre distinta nel fornirvi le
caraneristiche richieste, oltre alle prestazio
ni desiderate, nel minor spazio possibile.
I drives Seagate da 3,5’ pollici, alti solo l"
(ST3120, ST3144 ed il nuovo ST3283) offro-
no livelli di prestazioni superiori perfino a
quelli di maggior ingombro. Tali unità sono
particolarmente indicate per applicazioni di
alto livello dove dimensioni, velocità c bassi
consumi costituiscono fattori decisivi.
Sono tutti disponibili sia in versione AT
Bus che Fast SCSI-2: la velocità di rotazione
sino a 4.500 RPM accoppiata con la nuova
tecnica di registrazione Zone Bit Recording
(ZBR) ad altissima densità consentono di
raggiungere tempi medi di accesso sino a
9,9 millisecondi.
Seagate, da oltre dieci anni leader nelle
periferiche magnetiche rotanti, offre oggi
unità 3,5" sino a 525 megabytes e, nelle
dimensioni superiori, sino a 3-2 Gigabytes,
Quando creatività ed abilità costruttiva si
combinano, il risultato è ane.
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